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 Oggetto del messaggio: GIUSEPPE E IL SUO AMICO (BAYARD TAYLOR) CAP. 5
MessaggioInviato: sabato 20 maggio 2017, 23:17 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Il quinto capitolo è distinto in due parti, nella prima Elwood dichiara il suo amore a Lucy che però gli dice senza dargli spiegazioni che non puoi condividere quel sentimento. Elwood è realmente innamorato e tratta Lucy col massimo rispetto e con vero amore, ma è anche un ragazzo intelligente che ha capito che Miss Blessing è un personaggio di cui potrebbe essere meglio non fidarsi. Anche Lucy non è certo un’ammiratrice di Miss Blessing. Nella seconda parte del capitolo Joseph prende finalmente coscienza delle sue potenzialità in una cavalcata quasi mistica, l’unica certezza che ha è che “per lui è aperto solo il cancello che porta all’amore di una donna”, ma il discorso è assolutamente teorico. Elwood è innamorato di Lucy, Joseph è innamorato “della donna” non di una donna.

CAPITOLO V.

LA SERA DI ELWOOD E QUELLA DI JOSEPH

Per mezzo miglio Elwood Withers seguì il carro con Anna Warriner e la sua amica; poi, alla curva della valle, le loro strade si separarono e Lucy e lui rimasero soli. La luce morbida della deliziosa serata estiva era intorno a loro; l'aria, raffreddata dalla corrente che si allargava e soffiava gentilmente accanto al loro cammino, era piena di tutti gli odori sani del prato e ogni fattoria nelle valli laterali dove passavano era un quadro di felicità tranquilla. Ma Lucy aveva sospirato prima di esserne consapevole, un respiro debole e tremolante, che arrivò però all'orecchio sensibile di Elwood.
«Non sembra che tu stia molto bene, Lucy» disse lui.
«Perché ho parlato così poco?» chiese lei.
«Non solo, ma ... ma ho quasi paura che il mio arrivo, per te, non sia stato una cosa gradita. Non so ...» ma qui si confuse e non terminò la frase.
«In effetti, era molto gentile da parte tua», disse lei. Questa non era una risposta alla sua osservazione, e entrambi pensarono che non lo fosse.
Elwood colpì il cavallo con la frusta, poi improvvisamente tirò le redini sull'animale sorpreso. «Via!» Esclamò, con un tono quasi feroce: «A che serve il mio tergiversare in questo modo?»
Lucy trattenne il respiro e strinse le mani sotto il suo scialle per un attimo. Poi si fece più calma e aspettò che parlasse lui.
«Lucy!» continuò lui, rivolgendosi verso di lei, «hai il diritto di credermi uno stupido, posso parlare di più con qualcun altro, più liberamente che con te, e la ragione è che voglio dirti di più che a qualsiasi altra donna! Non serve a nulla essere un codardo, è una cosa disperata quella che sto per fare, ma deve essere fatta. Non hai mai indovinato come mi sento nei tuoi confronti?»
«Sì», rispose lei, molto tranquillamente.
«Beh, che cosa ne dici?» Cercò di parlare con calma, ma il suo respiro divenne pesante e duro e le parole suonavano rauche.
«Ti dirò, Elwood», disse lei, «che perché ho visto il tuo cuore, ho osservato i tuoi modi e ho studiato il tuo carattere. Ti trovo onesto e virile in tutto e così tenero e fedele che vorrei poter ricambiare Il tuo affetto nella stessa misura».
Un bagliore, come di fulmini, passò sopra il volto di lui.
«Oh, non fraintendermi!» disse lei, la sua calma l’abbandonava: «Ti stimo, ti onoro, e questo mi rende più difficile sembrare ingrata e insensibile, quando devo esserlo. Elwood, se potessi, ti risponderei come vuoi tu, ma io non posso.»
«Se aspetto?» sussurrò lui.
«Per perdere i tuoi anni migliori in una vana speranza! No, Elwood, amico mio – permettimi di chiamarti sempre così - anche io sono stata vigliacca, sapevo che si doveva pur arrivare a una spiegazione e mi sono ritratta dal dolore che avrei dovuto provare nel dare dolore a te. È una cosa brutta, meglio per entrambi che la cosa non si debba ripetere!»
«C'è qualcosa di sbagliato in questo mondo!» esclamò lui, dopo una lunga pausa. «Suppongo che tu non potresti costringerti ad amarmi più di quando io passa costringermi ad amare Anna Warriner o quella Miss Blessing, allora che cosa mi ha messo in cuore l’idea di amarti? Era Dio o il diavolo!»
«Elwood!»
«Come posso trattenermi? Come posso impedirmi di respirare? È forse una cosa che ho deciso io? Ecco che vedo una vita che fa parte della mia vita, che è una parte di essa come la mia testa o il mio cuore; ma non posso raggiungerla, - si allontana da me e forse si unirà ad un altro per sempre! O mio Dio!»
Lucy scoppiò in un così violento accesso di pianto, che Elwood si dimenticò del suo turbamento per lei. Non aveva mai assistito a un simile dolore, così gli sembrava, e il suo cuore onesto era pieno di rimorsi per averlo provocato.
«Perdonami, Lucy!» disse, molto teneramente circondandola con il braccio e portando la testa di lei sulla sua spalla; «Ho parlato con disperazione e malvagità, nella mia delusione, ho pensato solo a me stesso, e ho dimenticato che potevo farti del male con le mie parole, non sono l'unico che ha questo tipo di difficoltà da sopportare, e forse se potessi vederci più chiaro - ma non lo so, posso soltanto vedere un’unica cosa.»
Lei si sentiva più tranquilla mentre lui parlava. Sollevando la testa dalla sua spalla, gli prese la mano e disse: «Tu sei un vero e nobile uomo, Elwood. È solo un dolore per me che non posso amarti come una moglie dovrebbe amare suo marito, ma la mia volontà è impotente come la tua.»
«Ti credo, Lucy», rispose lui tristemente, «non è colpa tua, ma non è neanche colpa mia. Mi fai sentire che la stessa regola vale per tutti e due noi, almeno per quanto riguarda l’agire su queste cose. Non devi dirmi che posso trovare un'altra donna da amare, soltanto il pensarlo mi fa male al cuore, sono più rozzo di te e più goffo nei miei modi.»
«Non è così! Credimi, non è così!» gridò Lucy, interrompendolo: «Hai mai cercato delle ragioni per spiegarti quello che provi verso di me? Non è forse qualcosa che non sembra dipendere da quello che sono, da quelle qualità che mi distinguono da altre donne?»
«Come sai tutto questo?» chiese Elwood, «hai ...» iniziò, ma non finì la domanda. Si chinò silenziosamente in avanti, sollecitò il cavallo e Lucy vide che il viso di lui era molto rigido.
«Dicono», cominciò, trovando che lui non era incline a parlare, «dicono che le donne hanno un istinto naturale che le aiuta a capire molte cose, e credo che sia vero. Perché non puoi risparmiarmi la domanda di sulle ragioni che non ho? Se avessi voluto prendere tempo, e se avessi voluto prendere in considerazione la cosa, e cercare di dare spiegazioni, non ti sarei stata di auto: la cosa non sarebbe cambiata: suppongo che un uomo si senta umiliato quando questo problema si verifica per lui. Lui mostra il suo cuore e sembra che ci sia una richiesta alla donna, che egli ha scelto, di mostrargli il suo in cambio: il senso dell'ingiustizia è peggiore dell'umiliazione, Elwood, anche se non posso, proprio non posso fare altrimenti, avrò sempre la sensazione di averti fatto un torto.» «Oh Lucy» Mormorò, con una voce molto triste, ma non di rimprovero: «ogni parola che dici, mostrando che devo abbandonarti, rende solo la cosa impossibile per me. Ed è semplicemente impossibile che questa sia la fine della questione. Io so come le persone parlano di prove che ci vengono mandate per il nostro bene e che è la volontà di Dio e tutto questo. È un giudizio difficile, è vero: se sia per il mio bene o no, lo verificherò tra un po’; ma posso scoprire la volontà di Dio solo provando la forza della mia volontà. Non essere preoccupata, Lucy! D’ora in poi non ho intenzione di dire o fare qualcosa che possa disturbarti, ma tu sei qui» (colpendosi il petto con la mano stretta) «e tu ci sarai quando arriverà il giorno, perché penso che sia necessario che venga e credo che verrà per riportarci insieme!»
Lei vedeva il bagliore del viso di lui nel crepuscolo che si addensava, quando lui si rivolse verso di lei e le offrì la mano, come poteva lei fare a meno di prenderla? Se una certa emozione dentro di lei tradiva il brivido del riconoscimento ammirato della potente e tenera natura dell'uomo, che improvvisamente riscaldava il suo sangue oppresso, non temeva che lui potesse trarre coraggio da quel segno. Avrebbe voluto parlare, ma non trovò parole che, venendo dopo quelle di lui, non sarebbero sembrate insieme fredde e implacabili, o troppo vicine al confine della speranza che lei avrebbe volentieri schiacciato. Elwood tacque per un po’ e sembrava quasi che non aspettasse una risposta. Nel frattempo la strada lasciò la valle, salendo sul dorso delle colline che la chiudevano, dove il profumo di prato umido era lasciato dietro, e le brezze asciutte e calde, piene di un peculiare odore di campi di grano, soffiavano su di loro. Non erano lontani più di un miglio dall'Angolo, vicino al quale risiedevano i genitori di Lucy.
«Come sei arrivata ad andare a casa di Giuseppe oggi pomeriggio?» chiese, «non è stato un trucco di Miss Blessing?»
«Lei lo ha proposto, in parte per gioco, credo, e quando poi ha insistito per andarci, non sembrava che ci fosse un buon motivo per rifiutare.» «Oh, naturalmente no», disse Elwood; «ma dimmi adesso, onestamente, Lucy, che cosa capisci di lei?» Lucy esitò un attimo. «Forse è un po’ capricciosa nei suoi modi, ma non dobbiamo dare giudizi troppo in fretta: l'abbiamo conosciuta così poco, i suoi modi sono molto amabili.» «Non lo so», osservò Elwood. «Mi ricorda di uno dei suoi vestiti, così increspato e arricciato, e pieno di nastri e di cose appiccicate sopra, che è impossibile capire esattamente di che cosa è fatto. Vorrei capire bene se ha un interesse per Giuseppe.»
«Per lui!» esclamò Lucy:
«Per lui, innanzitutto! Lui è innocente come un bambino di un anno. Non c'è un compagno migliore di Joseph Asten, ma la sua educazione era più adatta per una ragazza che per un ragazzo. Non ha ancora fatto le sue esperienze, ed è mia opinione che lei invece le abbia fatte.» «Cosa intendi con questo?» «Niente di male. È abituata al mondo, come a qualunque altra cosa. Lui pensa che il colore esterno corrisponda al sentimento interno, così funziona per lui, ma non riesco a capire che cosa sia quella ragazza sotto i suoi modi piacevoli, e lui non crederà che sotto ci sia qualcos’altro di lei. Detto tra noi, lei non ti piace, l'ho visto quando te ne sei andata, anche se in quel momento vi stavate baciando.»
«Che ipocrita devo essere?» Gridò Lucy, piuttosto ferocemente.
«Nemmeno un po’. Le donne si baciano mentre gli uomini si stringono la mano. Tu non vai in giro a dire: "Julia cara!" come Anna Warriner.» Lucy non poté trattenersi dal ridere. «Quanto a questo», disse lei, «basta, Elwood! Mi piacerebbe piuttosto che tu pensassi di avere ragione senza dire altro su di lei stasera.» Lei sospirò stancamente, non tentando di nascondere la sua stanchezza e la sua depressione. «Beh, beh!» rispose lui: «non ti assillerò più con argomenti sgradevoli. Sei quasi a casa, adesso, e presto ti sarai liberata da me. Non c’è bisogno che ti dica, Lucy, che se mai avrai bisogno dei servigi di un amico, dovrai pesare a me, perché io temo che tu non ti senta libera di farlo; ma dovrai considerare tutto quello che posso fare per te anche senza che tu me lo chieda.» Senza aspettare una risposta, lui diresse il suo cavallo al cancello della casa di lei, l’aiutò a scendere, e disse «Buona notte!» e si allontanò.

Una così singolare irrequietezza prese possesso di Giuseppe, dopo la partenza dei suoi ospiti, al punto che la serata tranquilla della fattoria diventò intollerabile, sellò il suo cavallo e si avviò al villaggio, prontamente inventando una commissione da fare che motivasse quel viaggio a lui stesso e a sua zia.
I movimenti regolari dell'animale non allontanavano i moti inquieti del suo animo, ma davano un certo sollievo dando loro una maggiore larghezza e una forma più definita. L'uomo che cammina è soggetto al potere del suo corpo, che è come Anteo [Nella mitologia greca, gigante figlio di Posidone. Ricevendo forza dal contatto con sua madre, la Terra, vinceva facilmente tutti quelli che incontrava e con i crani delle sue vittime decorava il tempio paterno. Fu vinto da Eracle, che lo tenne sollevato dal suolo e lo strozzò.], che si muove in avanti solo per mezzo del peso che lo lega alla terra. C'è un blocco di tutti i suoi pensieri, un senso di restrizione e di impotenza sempre presente. Ma quando quell’uomo è sollevato al di sopra del suolo, con l'aria sotto i suoi piedi, e si muove rapidamente senza sforzo, la sua mente, come un Mercurio sospeso, si poggia su calzari alati. Sente la liberazione di poteri nuovi e veloci; orizzonti più vasti si allargano intorno alla sua visione interna; gli ostacoli sono misurati o trascurati; la forza brutale sotto di lui carica tutta la sua natura con un'elettricità più vigorosa. La forza vitale nuova, calda e sana, che riempiva il corpo di Giuseppe fino all'ultima diramazione di ogni suo nervo e di ogni sua vena, il ronzio di quegli spiriti della vita che, mentre costruiscono la loro dimora gloriosa, marciano come in una processione trionfale attraverso i loro passaggi segreti, e radunano tutti i fantasmi più belli dei sensi, nelle loro camere completate - costituivano, molto più di quanto sospettava, un elemento della suo turbamento. Questo era il sostegno forte sul quale la sua mente e la sua anima rimanevano in equilibrio, al di sopra dell'atmosfera chiusa dalla quale egli sembrava allontanarsi, mentre cavalcava. La grande gioia della vita umana lo riempì e lo stupì; tutte le possibilità di azione, di piacere e di emozione nuotavano davanti alla sua vista; tutto ciò che aveva letto o ascoltato di carriere individuali in tutte le epoche, in tutti i climi e in tutte le condizioni di razza, le immagini abbaglianti delle terra che ha miriadi di luoghi, che devono essere conquistati da chiunque abbia osato arbitrariamente cogliere la libertà in attesa della
conoscenza, fluttuavano attraverso il suo cervello. Finora una coscienza non nata dalla sua stessa natura, un carceriere del pensiero, molto bello e con la faccia da santo, ma comunque un carceriere, aveva fatto la guardia in modo rigoroso su ogni movimento della sua mente verso l’esterno, toccando dolcemente la speranza e il desiderio e l’immaginazione, quando raggiungevano una certa linea, dicendo: «No, non andare oltre: è proibito.» Ma adesso, con un palpitare forte e involontario, si ritrovò al di là di quella linea, con tutti i territori mai oltrepassati dall'uomo che si estendevano verso un orizzonte illimitato. Si alzò sulle staffe, allargò le braccia, sollevò il viso verso il cielo e gridò: «Dio, vedo quello che sono!»

Era solo un’apparizione dalle tenebre, come di un paesaggio colpito da un fuoco dorato o da un fulmine. «Che cosa è», pensò, «che sta tra me e questa visione della vita? Chi ha costruito un muro di leggi immaginarie intorno a questi bisogni, che sono in se stessi leggi inesorabili: il mondo, la carne e il diavolo, dicono loro, come in un avvertimento. Un mondo luminoso e senza limiti, la mia casa, il mio campo da gioco, il mio campo di battaglia, il mio regno da conquistare! E questo corpo che mi dicono di disprezzare, questa dimora di fango destinata a perire, che è così intimamente me stesso, che il suo stare bene e il suo piacere mi rallegrano fino al più profondo dell’anima: è la dimora più adatta perché vi abiti un angelo. Non dovranno forse tutti i suoi sensi affamati essere nutriti? Chi deciderà per me - se non io stesso - sulle sue richieste? Chi può giudicare per me quale forza deve essere esercitata, quale piacere deve essere goduto, quale crescita deve essere favorita? Tutto intorno a me, ovunque, ci sono mezzi di gratificazione, non devo fare altro che sollevare la mano e afferrarli, ma una cella stretta, costruita anni fa, mi racchiude ovunque io vada!»
Questa era la vaga sostanza dei suoi pensieri. Era la vecchia lotta tra la vita primitiva e selvaggia, come il primo uomo può averla sentita - e i suoi molti padroni: le affermazioni di principio e la volontà di resistere, entrambe tanto più feroci perché tanti poteri avevano strumentalizzato la loro forza Quando tornò ad essere la persona che era di solito, rinfrescato da questa fuga temporanea, Joseph si chiese se gli altri uomini condividessero lo stesso desiderio e la stessa impazienza; e questo spostò le sue meditazioni su un altro canale. «Perché gli uomini nascondono così accuratamente ciò che c’è di più profondo e di più forte nella loro natura? Perché viene rivelato così poco della lotta e dell'esperienza spirituale? Il convertito ammette pubblicamente la sua esperienza peccaminosa e cerca di spiegare l'entrata della grazia nella sua natura rigenerata; l'ubriacone pentito sembra provare un vero piacere nel considerare degradata e scandalosa la sua condizione precedente, ma l'apertura della vita individuale alla conoscenza del potere e della passione e di tutte le possibilità del mondo è tenuta più segreta del peccato. L’amore è nascosto come se meritasse un rimprovero, l'amicizia è trattenuta, perché non esprima troppo esplicitamente il suo calore, la gioia e il dolore, il dubbio e l'ansia vengono represse quanto più possibile: un grande coperchio si chiude sulla razza umana: gli uomini devono penosamente piegarsi e scivolare in basso, invece si stare in piedi con solo il cielo di Dio sopra le loro teste. Io sono solo, ma non so come piangere per i miei compagni, le mie parole non sarebbero comprese, o, se lo fossero, non troverebbero risposta. Solo un cancello è aperto per me, quello che conduce all’amore della donna. Lì, almeno, ci deve essere una così intensa, una così intima simpatia da rendere possibile la reciproca rivelazione delle vite!»
Pieno di questa sola certezza, che, quanto più ci pensava, tanto più gli sembrava essere la sua più prossima possibilità di aiuto, Joseph cavalcò lentamente verso casa. Rachele Miller, che aveva aspettato impazientemente il suo ritorno, notò che il suo viso era assorto ma attribuì il fatto ad una causa molto diversa. Era quindi meravigliosamente rafforzata nell’idea di dirgli della festa serale; tuttavia, l’avvicinamento alla questione era così lento e allusivo, che Giuseppe non poté immediatamente capirlo.
«È qualcosa! È un passo!» disse tra sé; poi rivolto verso di lei con una vera soddisfazione in volto, aggiunse: «Zia, sai che io non ho mai veramente avuto la sensazione finora di essere il proprietario di questa proprietà? Sarà più di una casa per me dopo che avrò ricevuto i vicini come miei ospiti, questa proprietà mi ha sempre controllato, ma adesso deve servirmi.» Rise con grande buon umore e Rachele Miller, nel suo cuore, ringraziò Miss Julia Blessing.



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