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 Oggetto del messaggio: GIUSEPPE E IL SUO AMICO (BAYARD TAYLOR) CAP. 13
MessaggioInviato: lunedì 31 luglio 2017, 12:18 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Il tredicesimo capitolo del romanzo di Bayard Taylor delinea le tappe della presa di potere di Julia in casa Asten. Joseph tenta in tutti i modi di prolungare la sua illusione circa il carattere della moglie, ma la consapevolezza si fa strada piano piano. Le stagioni passano e il rapporto tra Joseph e la moglie resta superficiale, in pratica un gioco di ruolo al cui centro c’è il controllo della proprietà. Julia invita sua sorella a casa Asten. Quando Joseph va a prenderla alla stazione, incontra per caso di nuovo Philip. Philip fa presente a Joseph che quando la sua famiglia era ricca, Miss. Clementina Blessing aveva fatto di tutto per incoraggiarlo ad un fidanzamento, ma quando la sua famiglia aveva perduto il suo patrimonio, Miss. Blessing si era affrettata a mandare tutto a monte. Le due sorelle dimostrano sottili forme di aggressività reciproca che la asciano perplesso Joseph e non piacciono affatto alla zia Rachel. Anche Philip si reca a fare visita a casa Asten, tra Joseph e Philip gli scambi verbali sono molto limitati ma significativi: “Qualcosa sta arrivando su di noi, ma non tra noi!” ma tutto resta nel non detto, solo un gioco di sguardi rivela a Joseph che Philip ha capito i suoi dubbi, Philip, però, ritiene che i tempi per dire di più non siano ancora arrivati.
__________
CAPITOLO XIII.
Presentimenti.

L'autunno scivolò nell'inverno e gli abitanti della fattoria Asten cominciarono a condividere l'isolamento della stagione. C’erano state visite amichevoli da parte di tutti i vicini e degli gli amici più prossimi, seguiti da visite di restituzione, e da inviti che Julia accettò volentieri. Era molto amabile e si preoccupava di confermare l'impressione favorevole che lei sapeva di aver fatto in estate. Tutti notavano come fosse migliorata nell'aspetto, come fosse rotondo e morbido il suo collo e anche le sue spalle, quanto fosse brillante e fresca la sua carnagione. Le li ringraziava, con molte espressioni grate a cui non erano abituati, per la loro accoglienza amichevole, che lei considerava come un'adozione nella loro società; ma a casa, dopo, si lasciava andare a criticare i loro modi di fare e le loro abitudini che non erano sempre amichevoli. Anche se queste critiche erano espresse in un tono leggero e giocoso, e a volte era impossibile non esserne divertiti, Rachel Miller si sentiva sempre a disagio quando le ascoltava.

Poi vennero giorni silenziosi e solitari, e Julia, stanca della sua vita indolente, si impegnò a padroneggiare i dettagli della pulizia. Andò dalla soffitta alla cantina, ispezionando ogni articolo nell’armadio e nella dispensa, chiedendosi molte cose, censurando di tanto in tanto, e solo lodando un po’ quando scopriva che Rachel stava diventando stanca e irritabile. Anche se non apportò modifiche sostanziali, fu presto evidente che aveva molti punti di vista molto ostinati suoi propri su molte cose, e aveva una tendenza marcata per quello che la gente di campagna chiama "vicinanza". Poco a poco restrinse la generosa e libera maniera di approvvigionamento che era stata l'abitudine della casa. Non si poteva dire che mancasse qualcosa di necessario, e Rachel difficilmente ne sarebbe stata insoddisfatta, se non avesse ritenuto che l'innovazione fosse un rimprovero indiretto.

In alcune direzioni, Julia sembrò il contrario di una che si preoccupa della "vicinanza", persuase Joseph a spese che la gente considerava molto stravaganti. Quando la neve arrivò, la sua nuova slitta elegante, l'abito di pelle di lupo, la bardatura in argento e le campane dal suono argentino, provocarono l'invidia di tutti i giovani e l’esecrazione dei vecchi. Era uno splendore che lui poteva facilmente permettersi, e non intendeva negarle quel piacere; tuttavia tutto questo sembrava cambiare la sua relazione con i vicini, e alcuni di loro non avevano peli sulla lingua nell’affermare che percepivano le cose proprio così. Sarebbe difficile spiegare perché essi dovessero risentire di questa o di qualsiasi altra piccola presa di distanza dai loro atteggiamenti, ma quelle erano sempre state le loro abitudini.

In pochi giorni la neve scomparve e arrivò una stagione faticosa di pioggia e di scongelamento. I venti sudorientali, che soffiavano dall'Atlantico attraverso le pianure interne, potavano masse grigie interminabili di nebbia sulle colline e sfocavano lo scenario della valle; alberi gocciolanti, prati imbevuti d’acqua e foglie bagnate erano gli unici oggetti che si allontanavano dal vuoto generale e diventavano a loro volta visibili a coloro che percorrevano le strade profonde e tremolati. Il rapporto sociale tra vicini scomparve per forza di cose, sebbene il bisogno di esso non fosse mai stato così grande: quel poco della strada principale della valle che era visibile dalle finestre sembrava essere deserto.

Julia, dopo aver esaminato tutte le risorse della casa, insistette per fare la conoscenza del fienile e di tutte le sue pertinenze. Affermava ridendo che la sua educazione come moglie di un contadino era ancora molto incompleta; la moglie di un contadino deve conoscere la quantità delle colture, il prezzo del grano, l’ammontare delle scorte, il modo di lavorare e qualunque altra cosa che sia necessaria alla sua posizione. Anche se fece molti graziosi errori, era evidente che il suo apprendimento era inusualmente rapido e che ciò che acquistava lo aveva ben chiaro in mente in vita di qualche possibile utilizzo futuro. Non si stancava mai dei particolari più banali, mentre Joseph, d'altra parte, avrebbe spesso voluto abbreviare le sue lezioni. La mente di lui era singolarmente disturbata tra il desiderio di essere gratificato dalla curiosità di lei e il fatto che il carattere impaziente e persistente di quella curiosità lo metteva a disagio.

Quando una natura innocente e fiduciosa inizia a sospettare che la sua fiducia sia stata mal riposta, il primo risultato è una ostinazione preternaturale ad ammettere la verità. Le impressioni più chiare sono respinte o interpretate in modo errato avendone solo una mezza coscienza, con l'ultima forza di un'illusione che prevede già il suo rovesciamento. Joseph si aggrappava ostinatamente ad ogni sguardo, parola o azione che potesse confermare la sua malferma fiducia nel carattere dolce e semplice di sua moglie e respingeva la prova della sua freddezza e del suo egoismo - sebbene un istinto più profondo gli dicesse che sarebbe arrivato un giorno in cui avrebbe dovuto ammetterla -. Eppure, anche se quasi fieramente affermava davanti a se stesso di avere tutte le ragioni per essere felice, era consumato da una febbre segreta di agitazione, dubbi e timore.

I corni della luna crescente erano ancora rivolti verso il basso, e piogge fredde e tristi cadevano sulla terra. In queste ristrettezze la pazienza di Julia, fu meravigliosa, se solo si fosse saputa la verità, ma lei si rese conto che era necessario qualche cambiamento per entrambi loro, quindi propose, non quello che desiderava, ma quello che le circostanze le prescrivevano, una visita di sua sorella Clementina. Joseph trovò la richiesta abbastanza naturale: era una cosa sgradevole, ma se l’aspettava; e dopo che la data era stata fissata per lettera, si diresse verso la stazione per attendere l’arrivo treno occidentale dalla città.

Clementina scese sulla piattaforma, così infagottata e incappucciata che solo lui la riconobbe dalla grazia deliberata dei suoi movimenti. Lei gli porse la mano, dandogli una cordiale stretta di mano, stretta che era motivata dalle maniglie d'ottone dei bagagli che furono così scaricati su di lui: «Io aspetterò nella sala delle signore», fu tutto quello che lei disse.

In quello stesso istante Joseph si sentì afferrare il braccio. «Che fortuna!» Esclamò Philip, poi, improvvisamente, facendo una pausa nel suo saluto, si levò il cappello e si inchinò a Clementina, che annuì leggermente mentre entrava nella sala.

«Lasciati guardare!» Philip riprese, posando le mani sulle spalle di Joseph. I loro occhi si incontrarono e indugiarono un po’, e Joseph sentì il sangue salirgli al volto mentre lo sguardo di Philip affondava più profondamente nel suo cuore e sembrava capire il suo turbamento nascosto; ma finalmente Philip sorrise e disse: «Quasi non mi ero accorto, fino a questo momento, che mi eri mancato così tanto, Joseph!» «Sei venuto per trattenerti?» chiese Joseph: «Credo di sì, Il tronco ferroviario giù nella valle che tu sai che era stato progettato sarà costruito molto presto, ma ci sono altri motivi per cui i forni dovrebbero essere in rapida espansione. Se possibile, il lavoro - e il mio impegno per quel lavoro - comincerà senza ulteriori ritardi: è lei la tua prima visita in famiglia?» Disse guardando verso la stazione: «Starà con noi due settimane, ma tu verrai, Philip?» «Sicuro!». Philip esclamò. «Ho visto solo il suo viso indistintamente attraverso il velo, ma il suo cenno mi ha detto: "Un approccio più vicino non è considerato sconveniente".
Certamente, signorina Blessing, ma con tutte le forme convenzionali, se lei è d’accordo!» C'era un po’ di disprezzo e di amarezza nella risata che accompagnava queste parole, e Joseph lo guardò con aria perplessa: «Potresti sapere anche ora,» Sussurrò Philip, «che, quando ero uno sciocco giovincello di venti anni, mi ero quasi immaginato innamorato di Miss. Clementina Blessing e lei incoraggiava la mia ingenuità finché non crebbe veloce come un bambù o una zucca.

Ovviamente, da molto tempo mi sono congratulato con me stesso per il fatto che mi ha tagliato radice e rami, quando la fortuna della mia famiglia è andata perduta, l'imbarazzo del nostro rapporto è tutto da parte sua: può ancora avere fiducia nel suo fascino e nella mia giovinezza, mi chiedo? Santi numi! Quella sarebbe stata proprio una bella conclusione della commedia!» Joseph poté solo unirsi alla risata quando si separarono. Non c'era tempo per riflettere su ciò che era stato detto.

Clementina, tuttavia, assunse un nuovo interesse ai suoi occhi, e mentre la conduceva verso la fattoria, non poteva evitare nei suoi pensieri di associarla con Philip. Anche lei, evidentemente, era preoccupata per quell’incontro, perché il nome di Philip ben presto affiorò nella loro conversazione: «Mi aspetto una visita da lui presto» disse Joseph. Mentre lei stava in silenzio, si azzardò ad aggiungere: «Non hai problemi ad incontrarlo, suppongo? » «Mr. Held è ancora un gentiluomo, credo», rispose Clementina, e poi cambiò l'argomento della conversazione. Julia si precipitò verso sua sorella con le braccia aperte, e fece piovere su di lei baci a profusione, che furono tutti ricevuti con serenità perfetta, Clementina semplicemente diceva, appena riusciva a respirare: «Cara, Julia, a stento ti riconosco! Sei già diventata così campagola!» Rachel Miller, anche se era una donna, e nonostante la sua recente esperienza, si trovò molto sconcertata da questa nuova apparizione. I movimenti lenti e deliberati di Clementina e la sua intonata espressione musicale suscitavano verso di lei un certo rispetto; tuttavia le qualità del carattere che queste cose suggerivano non si manifestarono mai. Al contrario, le stesse parole, in qualsiasi altra bocca, avrebbero spesso espresso malizia o durezza di cuore. Talvolta sentì le sue stesse frasi familiari ripetute, come per un’imitazione inconscia e senza scopo, e sia che Julia sorridesse o sembrasse irritata, i suoi sospetti avrebbero potuto essere risvegliati; come realmente accadeva, lei era costantemente e penosamente perplessa. Una volta sola, e per un attimo, le due maschere furono leggermente sollevate.

A cena, Clementina, che aveva portato la conversazione sull'argomento dei compleanni, disse improvvisamente a Joseph: «A proposito, Mr. Asten, Julia vi ha detto la sua età?» Julia fece per cominciare a parlare, ma poi alzò lo sguardo verso Joseph con un'espressione studiata per non sembrare artefatta. «La conoscevo prima che fossimo sposati», rispose Joseph tranquillamente. Clementina si mordicchiò il labbro. Julia, nascondendo la sua sorpresa, lanciò uno sguardo trionfante a sua sorella, poi uno gentile a Joseph, e disse: «Metteremo entrambi da parte i vecchi compleanni e avremo insieme solo un anniversario da questo momento in avanti!» Joseph percepì, attraverso un certo naturale magnetismo della sua natura piuttosto che da qualsiasi altra prova percettibile, che Clementina osservava con penetrante curiosità la relazione tra lui e sua moglie. Non aveva paura che lei scoprisse i dubbi che non erano ancora noti neppure a lui stesso, ma era istintivamente in guardia alla sua presenza.

Non trascorsero molti giorni prima che Philip si facesse vivo. Julia lo ricevette cordialmente, come amico del marito, mentre Clementina si inchinò con un volto impassibile, senza alzarsi dal suo posto. Philip, però, attraversò la stanza e le diede la mano dicendo allegramente: «Siamo stati vecchi amici, Miss. Blessing. Non mi avete dimenticato?» «Non possiamo dimenticare quando questo ci è stato chiesto.» Philip prese una sedia. «Otto anni!» disse: «Io sono l'unico che è cambiato in questo periodo». Julia guardò sua sorella, ma quest'ultima apparentemente era assorbita nel confronto di alcune tonalità di zaffiro.

«La trottola del tempo!» Esclamò lui, «Chi può prevedere qualcosa, poi ero un ignorante, giovane aristocratico coccolato, un erede in attesa, ora mi vedo al lavoro tra minatori, impastatori di malta e addetti alla forgia! È un cambiamento rude ma sano, potreste crederci Mr. Asten, ho dimenticato la mazurka!» «Vorrei dimenticarla», rispose Julia: «la casa della primavera è importante per me come la fornace lo è per voi.»

«Avete visto gli Hopetons ultimamente? » Chiese Clementina. Joseph vide un’ombra passare sul viso di Philip, che sembrò esitare un attimo prima di rispondere: «Sento che saranno miei vicini la prossima estate. Il signor Hopeton è interessato al nuovo ramo ferroviario della valle e ha acquistato la proprietà del vecchio Calvert per una farci residenza di campagna» «Veramente? Allora li vedrete spesso.» « Lo spero: sono persone molto gradevoli, ma avrò anche la mia piccola famigliola: mia sorella probabilmente si unirà a me.» «Non Madeline!» Esclamò Julia. «Quanto a Madeline» rispose Philip, «È stato a lungo il suo desiderio, così come il mio. Conosci la piccola casetta sul poggio, a Coventry, Joseph! L'ho presa in affitto per un anno.» «Ci sarà quasi una società cittadina», mormorò Clementina nei suoi toni più dolci. «Non avrai bisogno di alcuna commiserazione, Julia, a meno che la campagna non riesca veramente a cambiare tutti voi a sua somiglianza. La signora Hopeton farà colpo, mi viene detto che è molto stravagante, signor Held?» «Non ho mai visto il conto bancario di suo marito» disse Philip, seccamente. Poi si alzò, e Joseph lo accompagnò verso il vicolo. Philip, con le briglie sul braccio, ritardò la sua salita a cavallo, mentre i due si scambiavano meccanicamente i luoghi comuni dei discorsi che, in qualche modo, sempre assurdamente, arrivano alle labbra quando gli interessi più gravi prendono possesso del cuore. Joseph, piuttosto che vedere, avvertì che Philip era turbato. E in quel momento Philip disse: «Qualcosa sta arrivando sopra entrambi noi, ma non tra noi, pensavo che avrei dovuto dirti qualcosa di più, ma forse è troppo presto. Se immagino giustamente, nessuno di noi due è pronto. Solo questo, Joseph, consideriamoci reciprocamente come un aiuto e un sostegno!» «Io lo faccio, Philip!». Rispose Joseph. «Vedo che c'è un'influenza sul lavoro che non capisco, ma non sono impaziente di sapere cosa sia. Quanto a me, mi sembra di non sapere niente, ma tu puoi giudicare, tu vedi tutto quello che c'è.»

Anche mentre pronunciava queste parole, Joseph sentì che non erano totalmente sincere, e quasi si aspettava di trovare un'espressione di rimprovero negli occhi di Philip. Ma non fu così: quegli occhi si ammorbidirono fino a che Joseph non vi poté leggere una tenera pietà. Allora capì che i dubbi ai quali aveva resistito con tutta la forza della sua natura erano chiaramente manifesti alla mente di Philip. Si diedero la mano e si separarono in silenzio; e Joseph, guardando in alto al grigio vuoto del cielo, si chiese: «È tutto qui? La mia vita ha già preso l'impronta permanente del suo futuro?»



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