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 Oggetto del messaggio: GIUSEPPE E IL SUO AMICO (BAYARD TAYLOR) CAP. 15
MessaggioInviato: venerdì 11 agosto 2017, 19:57 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Il capitolo 15 del Romanzo di Bayard Taylor è costruito sul manifestarsi del vero carattere di Julia, arrivista e manipolatrice, abituata a fingere, per la quale contano solo il denaro e il rango sociale. Julia dà per scontato che l’esito degli affari in cui suo padre ha coinvolto Joseph le porterà rango e ricchezza e il merito di tutto ciò sarà solo di suo padre. Joseph prova a ricordare che sono stati i suoi soldi a salvare Mr. Blessing, e Giulia lo accusa di ingratitudine e di poca sensibilità per averle ricordato la temporanea povertà della sua famiglia. Julia dà giudizi sprezzanti su Elwood, che irritano Joseph, e fa in modo di farsi invitare a cena dagli Hopeton, una ricca famiglia venuta dalla città. Alla cena oltre gli Hopeton, Joseph e Julia, sono presenti anche Philip e sia sorella e Lucy Hendreson. La serata induce Joseph a rendersi conto sempre più chiaramente del carattere della moglie. Il dialogo tra Joseph e Philip è complicato da alcune affermazioni di Philip, interpretate da Joseph, come un segnale del raffreddamento dei loro rapporti. Ma Philip prende Joseph da parte e gli fa presente che i suoi discorsi sull’errore che si commette dando troppa attenzione a una persona non si riferiscono a lui. Dopo la cena, nella via del ritorno a casa, Julia afferma di avere potuto confermare con l’osservazione diretta quello che già i pettegolezzi avevano anticipato, prima del matrimonio di Mr. Hopeton, e cioè che Philip era follemente innamorato di Mrs. Hopeton prima che lei si sposasse con un marito ricco e molto più vecchio di lei. Joseph riceve la notizia come una schioppettata, forse Julia vuole vendicarsi per la storia finita male tra Philp e Clementina, ma il dubbio che la storia possa essere vera angoscia Joseph. In ogni caso il rapporto con Julia è ormai finito perché lei si è manifestata completamente diversa da come era all’inizio.
__________
CAPITOLO XV.
FESTA CON CENA.

Dopo essersi accollato il pagamento della cambiale di Mr. Blessing, come primo ingresso nel suo pacchetto azionario, Joseph fu costretto a prepararsi per le future emergenze. Un anno doveva ancora trascorrere prima che il termine dell'ipoteca sulla sua azienda scadesse, ma le somme che aveva investito allo scopo di cancellare l’ipoteca dovevano essere tenute pronte per essere utilizzate al momento stabilito. La garanzia di un grande e certo profitto nel medio periodo aveva reso questo passo facile; e, anche nel caso peggiore, rifletté, non sarebbe stato difficile procurarsi un nuovo mutuo per liquidare il vecchio. L’avviso, che ricevette in quel momento, che una seconda richiesta del dieci per cento, sullo stock di azioni di Amaranto era stata avanzata, arrivò inaspettato e inquietante. Mr, Blessing, però, lo accompagnava con una lettera, che chiariva non solo la necessità, ma la saggezza ammirevole di una spesa più grande di quanto era stato preventivato. Così il primo di aprile - la solita festa del lavoro del quartiere - passò senza problemi. Il denaro era abbondante, il credito degli Asten era sempre stato buono e Joseph provò per la prima volta un piacevole senso di potere nel ricevere e trasferire così facilmente considerevoli somme di denaro.
Un risultato dell'ingresso nell’impresa rischiosa fu lo sviluppo di una nuova fase nella natura di Julia. Non solo lei considerava il futuro profitto come certo, ma ne aveva apparentemente calcolato l'importo esatto e aveva formulato i suoi progetti di conseguenza. Se era stata umiliata dal carattere della prima transazione d’affari di Joseph con suo padre, adesso gliene faceva pagare il conto. "Papà" era il loro buon genio. "Papà" era l’intermediario attraverso il quale dovevano raggiungere la ricchezza e crescere di rango sociale. Joseph ora aveva la prova più evidente della differenza tra un uomo che conosceva il mondo e che era considerato di valore in esso e i loro vicini lenti e svogliati. Infatti Julia sembrava considerare la proprietà degli Asten piuttosto disprezzabile accanto allo splendore dello stile di vita dei Blessing. La sua gratitudine per una casa tranquilla, il suo amore per la vita di campagna, il suo disprezzo per le finzioni e per le richieste della società, furono messi da parte improvvisamente e freddamente come se non se ne fosse mai interessata. Non si preoccupò affatto di rendere graduale la transizione, riducendo così lo shock. Forse supponeva che la natura fresca e non sospettosa di Joseph fosse malleabile al punto che lui avesse già sufficientemente preso la sua impronta e che avrebbe quindi facilmente dimenticato la maschera che lei aveva indossato. Se era così, lei si era completamente sbagliata.
Lui vide, con un gelo mortale nel cuore, il cambiamento dei suoi modi, un cambiamento così completo che un altro volto stava davanti a lui a tavola, e un altro cuore batteva accanto al suo sul suo ormai vietato letto matrimoniale. Vide il dolce abbassarsi delle sue palpebre svanire, lasciando le pupille fredde e dure senza ombra; Il morbido richiamo delle labbra semiaperte si perdeva nella loro compressione rigida e quasi crudele che adesso sembrava abituale; tutti i lievi gesti che ne dipendevano, i teneri atteggiamenti in riferimento alla volontà o al piacere di lui, si erano rapidamente trasformati in espressioni di comando o di resistenza ostinata. Ma la pazienza di un uomo che ama è uguale a quella di una donna che ama: lui era silenzioso, anche se il suo silenzio copriva un senso di oltraggio sempre crescente.
Una volta capitò, dopo che Julia era stata insolitamente eloquente riguardo a "quello che papà fa per noi" e a quale uso si dovesse fare del
"denaro di papà, come lo chiamo io", che Joseph fece notare tranquillamente:
«Mi sembra che tu dimentichi, Julia, che senza il mio denaro non si sarebbe potuto fare molto.»
Sul volto di lei si accese un colore rabbioso; ma, dopo un breve ripensamento, chinò la testa e mormorò con voce offesa: «È molto significativo e ingeneroso da parte tua fare riferimento alla nostra povertà temporanea. Potresti dimenticare, in questo momento, l'aiuto che papà è stato costretto a chiederti.»
«Non ci pensavo affatto!» Esclamò lui. «E poi, in quel momento non sembravi completamente soddisfatta del mio aiuto.»
«Oh, come mi fraintendi!» Si lamentò lei, «ho solo desiderato conoscere la vera portata della sua esigenza. È così generoso, così attento nei nostri confronti, che riesco ad immaginare la sua disgrazia solo all’ultimo momento.»
La possibilità di essere ingiusto fece tacere Joseph. C'erano lacrime nella voce di Julia, e lui immaginò che sarebbero presto arrivate anche ai suoi occhi. Dopo una lunga pausa, disse, per cambiare argomento: «Che cosa può essere accaduto a Elwood Withers? Non lo vedo da mesi.»
«Non credo che tu abbia bisogno di preoccupartene», osservò lei. «È un ragazzo rozzo e volgare: è molto meglio se sta alla larga da noi.»
«Julia! è mio amico, e per me deve sempre essere il benvenuto. Sei stata abbastanza amichevole verso di lui e verso tutti i vicini, la scorsa estate: come mai non hai una buona parola da dire adesso?» Disse lui con calore e indignazione. Julia, tuttavia, lo guardò con un viso calmo e sorridente. «È molto semplice» disse. «Tu sarai d'accordo con me, tra un anno. Un’ospite, come ero io, doveva cercare di vedere solo il lato piacevole delle persone: questo è il nostro dovere, e così ho apprezzato - quanto più possibile - la rusticità, l'imbarazzo, l'ignoranza, - (ora, non essere infastidito, caro!) - la volgarità del tuo amico.
Come una del gruppo dei vicini, come una che risiede qui, non sono vincolata ad alcuna delicatezza. Ho lo stesso diritto di giudicare e selezionare che avrei in qualunque altro posto. A meno di essere ipocrita, non posso - almeno verso di te - nascondere i miei veri sentimenti. Come potrò mai farti vedere la differenza tra te e queste persone, a meno che non la metta continuamente in evidenza? Tu sei modesto e non ami riconoscere la tua superiorità.»
Si alzò dal tavolo, ridendo, e uscì dalla stanza canticchiando un'aria vivace, lasciando a Joseph il compito di trarre il succo dalle sue parole.
Pochi giorni dopo, i lavori sulla ferrovia, che si estendeva lungo la valle, raggiunsero un punto in cui potevano essere visti dalla fattoria Asten. Joseph, cavalcando fin lì per esaminare le operazioni, fu sorpreso di trovare Elwood, che aveva lasciato il posto di suo padre ed era diventato un subappaltatore. Elwood mostrò la sua grande gioia per il loro incontro:
«Ho intenzione di venire a trovarti», disse, «ma è un periodo pieno di impegni per me. È una possibilità che non posso lasciare scivolar via, e adesso che l’ho colta, devo tenermela stretta. Comincio a pensare che sia questa la cosa per cui sono tagliato, Joseph.» «Non l'avevo mai pensato prima», rispose Joseph, «eppure sono sicuro che tu abbia ragione. Come è successo?» «Non è stato merito mio; è stato Mr. Held.» «Philip?» «Lui. Sai che ho fatto dei trasporti per la fonderia, e così la cosa è venuta fuori, come posso dire, per gradi. È a casa, e, io aspetto, lo sto cercando. Ma come stai ora, veramente?» La domanda di Elwood significava molto di più di quanto lui potesse dire a parole. Improvvisamente, in un lampo di memoria, il loro discorso dell'anno precedente tornò alla mente di Joseph; vedeva i veri istinti del suo amico e la sua propria cecità, come mai prima, ma doveva fingere, se possibile, di fronte a quel volto forte, ruvido e gentile che stava davanti a lui. «O,» disse, tentando di mettere su un'aria allegra, «ora sono uno dei vecchi. Devi venire ...» Il ricordo delle parole di Julia tagliò l'invito sulle labbra: un’acuta fitta gli trapassò il cuore e il sangue traditore venne ancora di più sul suo volto, tanto più quanto più tentava di trattenerlo.
«Vieni e ti mostrerò dove faremo il taglio», disse Elwood tranquillamente, prendendolo per un braccio. Joseph da quel momento in poi cominciò a pensare che ci fosse una speciale gentilezza nei suoi modi, e il sospetto cominciò a bruciare nella sua mente, come se fosse stato offeso dal suo amico. Come prima, per variare il tedio della sua vita vuota, così ora, per sfuggire alla conoscenza alla quale si trovava sempre più impotente a resistere, si occupò oltre ogni necessità del lavoro della fattoria. Philip era tornato con la sorella, lo sapeva, ma dopo l'incontro con Elwood, Joseph si ritrasse con un terribile timore dallo sguardo intimo e profondo di Philip. Giulia comunque faceva sempre più uso del tempo dolce della primavera per sondare il terreno sociale e scegliere su che cosa soffermarsi. Joseph in realtà si rese conto molto limitatamente di quanto estese fossero state le indagini di lei, fino a quando lei annunciò un invito a cena dagli Hopeton, che ora erano in possesso del rinnovati edifici di Calvert. Lei sottolineò, più del necessario, la posizione distinta di quella famiglia in città e l'importanza di "coltivare" i suoi membri di campagna. L'unica lettera di Joseph per il signor Hopeton, che era un uomo basso e solido, di età matura, di stampo totalmente cosmopolita, anche se non molto intellettuale, era stata gradevole e riconosceva l'obbligo di comportarsi da buoni vicini. Quindi, accettò immediatamente l'invito per le stesse ragioni. Quando arrivò il giorno, Julia, dopo aver trascorso la mattina a curare la sua toletta, si presentò brillante in seta rossa, luminosa e abbagliante di carnagione e con tutta la sua precedente grazia delle palpebre languide e delle labbra separate. Il vuoto nel cuore di Joseph si allargò ancora di più alla vista di lei; perché percepiva, come mai prima, la sua abile capacità di assumere un ruolo falso. Sembrava incredibile che si fosse lasciato ingannare in quel modo. Per la prima volta, una sensazione di repulsione, quasi di disgusto, gli venne in mente mentre ascoltava il suo cianciare deliziato sul bel tempo, sui boschi profumati e sui frutteti in fiore. Tutta questa delizia non era forse anch’essa una cosa falsa e ostentata? Si chiese: se è falsa in una cosa, è falsa in tutto, era la logica fatale che lì e in quel momento cominciava a tormentarlo.
Si era fatto il massimo possibile in così poco tempo sui vecchi possedimenti di Calvert. La casa era stata illuminata, circondata da verande luminose e ariose, e il prato e il giardino, riuniti e consegnati nelle mani di un sapiente giardiniere, erano a stento riconoscibili. Un largo e solido cammino di ghiaia sostituiva il vecchio sentiero colorato di marrone chiaro; una bella fontana tintinnava davanti alla porta; letti spessi di gerani in fiore ornavano il tappeto erboso, e veri cespugli di rose erano in attesa del mese di giugno. All'interno della casa, alcune stanze erano state unite insieme, le pareti riccamente ma armonicamente colorate, e gli arredi sontuosi così ricevevano una sistemazione adeguata. Contrariamente alle case dei contadini più ricchi, che esprimevano graziosamente una meritata reputazione di comodità, il luogo aveva un'aria di profumo gioioso, di ricchezza che deliziava di per sé.
Mr. Hopeton li ricevette con il modo di fare franco e sincero di un uomo d'affari. Sua moglie lo seguì, e i due ospiti la ispezionarono rapidamente quando scese nella hall. Julia notò che il suo abito color croco era alto sul collo e ben rifinito; che non indossava ornamenti e che il naturale pallore della sua carnagione non era stato corretto artificialmente. Joseph notò la semplice grazia del suo movimento, gli occhi grandi, scuri e imperscrutabili, le fasce lisce dei suoi capelli neri e l'ovale puro, anche se piuttosto allungato, del viso. La gentile dignità del suo modo di fare, più che fresca, lo tranquillizzava. Era talmente più giovane di suo marito che Joseph involontariamente si chiese come avessero potuto mettersi insieme. I saluti erano appena finiti prima che Philip e Madeline Held arrivassero. Julia, con un minimo sprazzo di tenerezza, baciò quest'ultima, che Philip allora presentò a Joseph per la prima volta. Aveva gli stessi capelli ondulati di suo fratello, ma la sfumatura dorata si spingeva quasi verso il marrone ei suoi occhi erano nocciola chiaro. Anche il volto sincero e fermo era lo stesso, ma il sorriso della donna era tanto più dolce quanto le sue labbra erano più belle di quelle dell'uomo. Joseph sembrò cogliere un'amicizia immediata nel suo porgere la mano. C'era solo un altro ospite, che, in qualche modo con sorpresa di Joseph, era Lucy Henderson. Julia nascondeva qualsiasi cosa avesse potuto provare e faceva molto riferimento ai loro precedenti incontri, in quanto potevano soddisfare Lucy senza trasmettere alla signora Hopeton l'impressione di una particolare intimità. Lucy sembrava magra e logora, e il suo abito di seta nero non era all'ultima moda: sembrava essere la conoscenza povera della compagnia. Joseph apprese che aveva preso un incarico in una delle scuole della valle per l'estate. Il suo comportamento verso di lui era semplice e amichevole come sempre, ma lui sentì in lei la presenza di un nuovo elemento di forza e di fiducia in se stessa.
Il posto di Joseph a cena era accanto a Mrs. Hopeton, mentre Lucy, apparentemente per caso, sedeva all'altro lato rispetto alla padrona. Philip e l'ospite conducevano la conversazione, limitandola esclusivamente alla ferrovia e agli interessi relativi al ferro; ma questi argomenti, alla fine, vennero meno, e lasciarono spazio ad altri argomenti in cui tutti potevano partecipare. Joseph percepì che mentre gli altri, tranne Lucy e lui stesso, erano abitudinari in diversi aspetti della vita, che alcuni di loro condividevano, nonostante tutto la loro apparente facilità e libertà di comunicazione raggiungeva qua e là un limite invisibile, che erano attenti a non oltrepassare. Anche Philip sembrava essere al di là della sua portata, in quei momenti. Il posto e la gente, essendo relativamente nuovi per loro, naturalmente divenivano argomenti di discussione. «Mr. Held o Mr. Asten, entrambi vi conoscete» Chiese Mr. Hopeton: «quali sono i punti principali della differenza tra la società della città e quella della campagna?» «In effetti, so molto poco della città», disse Joseph. «E io so molto poco della campagna, quella di qui, almeno,» aggiunse Philip. «Ovviamente le stesse passioni e gli stessi pregiudizi entrano in gioco ovunque: ci sono circoli, ci sono gelosie, alti e bassi, scandali, eliminazioni e riabilitazioni: non può essere altrimenti.»
«Non sono forse un po’ peggiori in campagna,» disse Julia, «perché … posso fare la domanda qui, tra noi, c'è meno raffinatezza nei comportamenti?»
«Se le forme esterne sono più rudi», riprese Philip, «può essere un vantaggio, in un certo senso, l'ipocrisia non si può trasformare in un'arte.» Julia si morse il labbro e rimase in silenzio.
«Qui intorno sono così rudi?» Chiese Mrs. Hopeton. «Confesso che non mi sembrano così. Che cosa ne dice, Miss. Henderson?» «Forse non sono una testimone imparziale» rispose Lucy. «Ci importa meno di quelle che si chiamano buone maniere, rispetto alla gente della città. Non abbiamo regole fisse per i vestiti e per il comportamento, solo non ci piace che qualcuno differisca troppo dal resto di noi.» «È così!» Disse Mr. Hopeton; «Il sentimento di tirannico livellamento di una comunità imperfettamente sviluppata! Fortunatamente, sono al di là della sua portata.» Gli occhi di Julia scintillavano e guardò al di là del tavolo verso Joseph, con un'aria trionfante. Philip improvvisamente sollevò la testa. «Come potreste correggere tutto questo? Semplicemente facendo resistenza?» Chiese. Mr. Hopeton rise. «Devo senza dubbio entrare in un nido di calabroni. No, con l’indifferenza!» Poi parlò Madeline Held. «Scusi,» disse lei; «ma l'indifferenza è possibile, anche ammesso che sia giusta? Sembra che lei abbia dato per scontato lo spirito di livellamento, senza guardare al suo carattere e alle sue cause: deve esistere un naturale senso di giustizia, non importa quanto sia imperfettamente sviluppata la società. Noi siamo membri di questa comunità, almeno, Philip e io certamente ci consideriamo tali, e sono determinata a non giudicare questa comunità senza conoscerla, e a non offendere cose che possono essere solo abitudini meccaniche di pensiero, a meno che io non possa vedere una certa utilità nel farlo.» Lucy Henderson guardò Madeline con un volto luminoso e grato. Gli occhi di Joseph vagavano da lei a Julia, che era silenziosa e vigile. «Ma io non ho tempo per studi così coscienziosi», riprese Mr. Hopeton. «Si può stare bene con una mezza dozzina di vicini e lasciare perdere la massa. L'indifferenza, dopo tutto, è la migliore filosofia: cosa ne dice, Mr. Held? «L’indifferenza!» Philip echeggiò. Una vampata scura gli salì al volto e rimase in silenzio per un attimo. «Sì: i nostri cuori sono appendici scomode: soffriamo molto per delle inutili simpatie e per il fatto che immaginiamo, credo, che gli altri le sentano come le sentiamo noi. Questi elementi di disagio della società sono semplicemente lo sforzo della natura per trovare qualche occupazione per cervelli altrimenti oziosi … o vuoti. Insegnate alle persone a pensare e scompariranno.» Joseph fissò Philip, sentendo che una misteriosa amarezza era nascosta sotto la sua aria incurante e scherzosa. Mrs. Hopeton si alzò, e la compagnia lasciò il tavolo: Madeline Held aveva un'espressione turbata, ma negli occhi di Julia c'era una brillante e singolare luminosità: «Emily, andiamo a prendere il caffè sulla veranda», disse Mr. Hopeton, facendo strada per primo. Si era già quasi dimenticato dell'argomento della conversazione: quello che aveva detto, infatti, lo aveva detto molto a caso, al solo scopo di mantenere viva la conversazione. Non aveva opinioni fisse di alcun tipo, al di là della sfera della sua attività economica. Philip, notando l'impressione che aveva fatto su Joseph, lo prese da parte: «Non ricordare seriamente le mie parole contro di me», disse, «ti è dispiaciuto sentirle, lo so. Tutto quello che volevo dire è che una tenerezza troppo sensibile verso chiunque è un errore. E poi, sono stato provocato a rispondergli sul suo stesso piano.» «Ma, Philip!» Sussurrò Joseph, «queste parole mi preoccupano! E … se fossero vere?» Philip gli afferrò il braccio con forza dolorosa. «Non potranno mai essere vere per te, Joseph», disse. Per quanto festosa e piacevole sembrasse la compagnia, ognuno sentì un segreto senso di sollievo quando la serata finì. Mentre Joseph guidava verso casa, ricordando silenziosamente quello che era stato detto, Julia interruppe le sue riflessioni: «Beh, cosa pensi degli Hopeton?» «Lei è una donna interessante», rispose.
«Ma riservata; e mostra veramente poco gusto nel vestire. Tuttavia, suppongo che tu difficilmente abbia notato qualcosa di simile. Ha tenuto Lucy Henderson accanto a lei come uno schermo: Madeline Held sarebbe stata pericolosa.» Joseph solo in parte capì che cosa lei volesse dire, era una cosa ripugnante, e decise di evitare di discuterne ancora. «Hopeton è un uomo d'affari intelligente», continuò Julia, «Ma non può paragonarsi con lei per l'astuzia, né con lei né con Philip Held!» «Cosa intendi dire?» «Ho scoperto una cosa, prima che la cena fosse finita, che tu - innocente e ingenuo uomo che sei – puoi avere avuto davanti agli occhi per anni, senza accorgertene. Dimmelo adesso, onestamente, non hai notato niente?» «Cosa dovrei avere notato, al di là di quello che è stato detto?» Chiese. «Quello era il minimo!» disse lei; «Ma, naturalmente, sapevo che non potevi. E forse non mi crederai quando ti dirò che Philip Held, tuo amico particolare, tuo eroe, per quello che ne so il tuo modello di virtù e di carattere, e di tutto ciò che è virile e nobile, Philip Held, dico, è furiosamente innamorato di Mrs. Hopeton!» Joseph reagì come se fosse stato sparato e si voltò con un rossore di rabbia sulla fronte. «Julia!» Disse, «come ti permetti di parlare così di Philip?» Lei rise. «Perché ho il coraggio di dire la verità, quando la vedo. Pensavo che ti avrei sorpreso. Mi ricordo di certe voci che avevo sentito prima che lei si sposasse, quando era Emily Marrable, e li ho guardati più attentamente di quanto loro credessero. Sono sicura per quanto riguarda Philip: quanto a lei, è una creatura profonda e lei stava in guardia; ma ormai sono quasi vicini.» Joseph si sentiva molto provocato e indignato: «È la tua fantasia!» Esclamò: «Tu odi Philip a causa di quella relazione con Clementina; ma dovresti avere rispetto per la donna la cui ospitalità hai accettato!» «Buon Dio! Ho molto rispetto per lei e per i suoi mobili. Comunque, Joseph, il nostro salotto potrebbe essere ammobiliato meglio del suo; ho pensato ad alcuni cambiamenti che potremmo fare, cose che miglioreranno meravigliosamente la casa. Quanto a Philip, Clementina è stata stupida. Sarebbe contenta di averlo adesso, ma in queste cose una volta che una cosa è andata è un bene che sia andata. In qualche modo, le persone che si sposano per amore spesso sono ricompensate, noi per esempio.» Ci volle un po’ di tempo prima che l'irritazione di Joseph scemasse. Aveva percepito il sospetto di Julia come disonorevole per Philip, non poteva tuttavia mettere da parte l’ipotesi che Julia avesse detto la verità. Se il cinismo affettato di Philip lo aveva messo alla prova, la sfrontata affermazione di Julia circa l'esistenza di una passione che era proibita e quindi colpevole, sembrava macchiare la pura struttura della sua natura. La leggerezza con cui lei parlava della questione era ancora più ripugnante, per lui, dell'affermazione stessa, la maliziosa soddisfacente nei toni della sua voce non era sfuggita al suo orecchio. «Julia,» disse lui poco prima che arrivassero a casa, «non riferire le tue fantasie a nessun altro se non a me, perché questo porterebbe discredito su di te.» «Sei ingenuo», rispose lei, «e hai poca stima di me. Se ho una qualità notevole, è il tatto. Ogni volta che parlo, so in anticipo l'effetto delle mie parole; anche papà, con tutta la sua esperienza ufficiale, non è al mio livello in queste cose. Vedo che cosa stanno cercando gli Hopeton, e intendo mostrare loro che noi siamo al primo posto in quel campo. Non ti preoccupare, buona creatura eccitabile, non ti puoi paragonare a persone così ben esercitate. Lasciami agire da sola, e prima che l'estate sia finita, metteremo in riga tutto il vicinato!»



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