ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Il dialogo e la comprensione reciproca tra genitori e figli gay, la famiglia come luogo di vera crescita per i ragazzi gay
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progettogayforum
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ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da progettogayforum » venerdì 15 maggio 2009, 16:25

admin ha scritto:Dall’analisi statistica degli accessi al blog rilevo con un certa frequenza, nell’ultimo periodo, chiavi di accesso come “accettare un figlio gay” e simili. Penso che sia mio dovere rivolgermi ai genitori di figli gay per parlare con loro a cuore aperto, nell’interesse loro e dei loro ragazzi.
Cari genitori, con ogni probabilità voi siete molto più giovani di me e potete non avere alcuna esperienza del mondo gay. Se avete un figlio gay, non fatevi troppe domande, non cercate “come” si debba accettare un figlio gay, non cercate strategie, siate onesti fino in fondo e parlate con i vostri figli anche delle difficoltà che incontrate nel capirli. Io ho conosciuto parecchi ragazzi gay e vi posso garantire che sono ragazzi e figli che possono essere meravigliosi, se si sentono amati, ma possono soffrire in modo terribile se non sentono l’affetto dei genitori. Se voi credete nella famiglia, e io ci credo, non chiudetevi in voi stessi e abbiate fiducia nei vostri ragazzi. Se vostro figlio vi ha detto di essere gay significa che ha fiducia in voi perché per un ragazzo giovane, fare un’ammissione del genere davanti ai genitori è difficilissimo! Se non ve l’ha detto ma voi lo avete capito in altri modi non create forzature, lasciate che vostro figlio abbia il suo tempo, non lo colpevolizzate per non aver parlato con voi più che per il fatto di essere gay. Ricordatevi che la sessualità dei vostri ragazzi è sacra e deve essere rispettata e che un vostro atteggiamento aggressivo o intollerante è il segno di una vostra incapacità di amare. Essere gay significa vivere una condizione personale comune, in Italia, a decine di migliaia di ragazzi, che voi non vedrete mai perché hanno paura della società, perché si sentono “ingiustamente” giudicati soprattutto perché chi giudica presume di conoscere cose che in realtà non conosce affatto. I ragazzi gay non possono essere identificati con quelli che si vedono alla televisione il giorno dei gay pride, quella è una sparuta minoranza che deve ricorrere a quelle cose per avere almeno un “minimo” di visibilità che altrimenti non avrebbe in nessun modo. La stragrande maggioranza dei ragazzi gay si confonde con tutti gi altri ragazzi e spesso trova tra gli amici, moltissime volte eterosessuali, più comprensione e più affetto di quanto non ne trovi nella propria famiglia. Il primo coming out si fa in genere con alcuni amici di cui ci si fida, non con i genitori. Ricordatevi che fare la politica dello struzzo è distruttivo, non potete fingere che le cose stiano in un altro modo o che possano cambiare per l’intervento miracoloso di qualcun altro, per esempio uno psicologo. Uno psicologo può aiutare un ragazzo gay solo se lo aiuta ad essere gay, non se è indotto dal genitore a vedere se si possa “porre rimedio al problema”. E nessuno psicologo “serio” accetterebbe di tentare di forzare o di condizionare la sessualità di un ragazzo. Queste cose sono percepite dai ragazzi come delle forme di violenza gravissima alla persona e lo sono realmente, indipendentemente dal fatto che i genitori “pensino” di fare il bene del figlio. Ricordatevi che solo un dialogo “onesto”, cioè tra persone che non si arroccano su ruoli definiti a priori, può dare a vostro figlio la certezza di essere amato. Amare non significa imporre ma accettare. Io cito spesso una frase di James Baldwin, uno degli scrittori omosessuali che amo di più: “Qui non c’è niente da decidere ma tutto da accettare!”, se si ama veramente non ci possono essere altre regole. Non sentitevi delusi e frustrati perché vostro figlio potrà essere una persona meravigliosa, potrà trovare amici veri gay e eterosessuali e potrà essere veramente felice. Non create problemi che non esistono, non suscitate fantasmi, ragionate. Io ho amici eterosessuali che sono persone che mi stimano e che mi vogliono bene. Spessissimo gran parte del disagio dei ragazzi gay viene dall’atteggiamento dei genitori, che non sono essi stessi maturati sotto il profilo affettivo. Non fate soffrire i vostri ragazzi, perché non è giusto e perché tutto questo vi farebbe stare male, amateli per quello che sono, sforzatevi ci capirli, perché possono avere moltissime cose da insegnarvi. Se vi mostrerete ai vostri ragazzi per quello che siete, con tutte le vostre debolezze e le vostre difficoltà, vi rispetteranno e vi ameranno di più, vi sentiranno vicini e affronteranno la vita con meno preoccupazioni perché sapranno che possono contare comunque su di voi, e la vita di un ragazzo gay può non essere facile sotto nessun profilo. Lasciate che i vostri figli vi aiutino a crescere e a diventare adulti insieme con loro... In fondo che cos’è una famiglia se non un posto dove ci si vuole bene? Sono i vostri ragazzi e, per loro, sentire in voi un atteggiamento duro è come una coltellata. Questi ragazzi devono vivere la “loro” vita e amarli vuol dire capirlo.

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kikko
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Re: ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da kikko » martedì 5 ottobre 2010, 17:10

i miei genitori fanno fatica ad accettarmi come figlio per così come sono, figuriamoci se sapessero che ho tendenze gay! mio padre è un professionista troppo per bene e stimato per interrompersi a causa mia... mia madre con le sue fisse scolastiche e le sue manie perfezioniste è troppo completa per accettare la diversità... e io sono cresciuto facendo esattamente tutto quello che mi proibivano e che sapevo loro non avrebbero accettato mai; così ho frequentato gli amici che sapevo non ammettevano, ho esercitato la mia indipendenza perchè sapevo che a loro dava fastidio, ho interrotto gli studi sapendo come avevano già programmato il mio futuro... e tutto questo non per contestare le loro esperienze e convinzioni di vita, ma semplicemente per la mia ribelle volontà di riprendermi la mia e di capire vivendo le loro proibizioni se avessero davvero ragione a impostarmi l'esistenza secondo la loro esperienza. così finito il liceo ho fatto quello che ho capito di dover fare perchè era la scelta giusta... fuori di casa e tante esperienze, emozioni e anche graffi alla mia anima che non sto rimpiangendo e che ringrazio perchè sono l'unica ricchezza ad oggi di cui vado fiero. cosa penso, penso che un giorno di questi li renderò felici ed orgogliosi di me col mio coming out nei loro confronti... (già gli vedo dipinto lo schifo sui volti); cosa auguro loro? una vita da gay... magari la prossima chissà sarebbe il modo migliore per rendere la loro umanità non solo una passeggera sensazione natalizia e la finirebbero di esistere come Mister e Miss Vodafone (il mondo ruota intorno a noi!)
BYE MA' e BYE PA'

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Re: ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da barbara » martedì 5 ottobre 2010, 18:05

Dici cose graffianti , che esprimono i sentimenti di molti ragazzi . I genitori vorrebbero un certo tipo di figlio e i figli un certo tipo di genitori. Spesso e volentieri questi desideri non si incontrano e l'omosessualità, alla fine complica le cose ancora di più.
Penso che fare il primo passo per ridurre le distanze spetti comunque al padre e alla madre, almeno finchè il figlio è un ragazzo. Ma non è detto che sappiano farlo, anche se certamente lo vorrebbero .
Quando un figlio sta in silenzio e si ribella i genitori fanno mille supposizioni , il più delle volte errate, e agiscono in base a quelle. Pensano che trasmettere i loro valori proteggerà il figlio dalle "cattive compagnie" . Lo pensano in buona fede , anche quando un figlio ha bisogno d'altro e non può permettersi il lusso di dirlo.
L'affetto di un padre e di una madre prende molte forme, Kikko. Forme che lo nascondono al punto da non riuscire più a sentirlo.
Ma fino a prova contraria c'é. Tu non hai la certezza di come reagirebberp davanti alla verità. Non condannarli prima di averli messi alla prova.
Non é per loro che lo sto dicendo, ma è soprattutto per te. Qualunque cosa accade credo che un figlio abbia bisogno di credere che in fondo, anche molto in fondo, l'affetto dei genitori sia lì,da qualche parte, e che prima o poi lui potrà ritrovarlo. E quasi sempre, nonostante tutto, é proprio così che stanno le cose.

Un abbraccio
Barbara

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kikko
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Re: ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da kikko » martedì 5 ottobre 2010, 21:27

good l'abbraccio me lo prendo barbara XD e lo ricambio :P, e vorrei che i miei avessero anche solo un decimo dellla tua straordinaria sensibilità; ma non è così credimi. allora ti dico solo qualcosa giusto per darti la misura. sono tornato 3 settimane fa da Ibiza dove ci sono rimasto quasi 5 mesi, non mi hanno salutato prima che partissi e non sono venuti a salutarmi neppure adesso che sono tornato... ti dirò di più, sono andato io a casa loro e si sono fatti negare... mio padre l'ho incrociato 3 volte mentre ero in moto e per tre volte stavo per fremarmi ma ho visto che mi ha voltato la testa, quindi dritto e passo. e giusto per rendere il quadro più completo ti racconto 2 episodi ma potrei star quì fino a natale della mia vita. qualche anno fa frequentavo con i miei amici un centro sociale del mio paese con gli amici; una sera una puntata dei carabinieri fa irruzione ci sequestrano un pò di roba(3 canne, qualche birra, un paio di bottiglie di super alcolici... cazzate insomma) ci sbattono fuori, mettono i siggilli e ci identificano e non ci portano neppure in caserma per una denuncia per il possesso dellle canne (e molti di noi erano minori compreso me). insomma pensammo c'è andata di culo va(l'unica cosa che speravo e che non informassero le famiglie, per me sarebbe stata la fine, ma così non fu, cosa strana). quasi una settimana dopo incontro per caso un maresciallo amico di mio padre che mi ferma mentre ero in scooter con un mio amico mi fa accostare e mi fa salire in macchina... al chè ho pensato:"cazzo avrò fatto di così grave?", di grave non c'era niente voleva solo dirmi che al centro c'erano venuti dietro segnalazione e che dovevo dire agrazie a mio padre se era stato messo tutto a tacere senza ripercussioni, finì col consigliarmi di evitare certe frequentazioni perchè mi tenevano d'occhio perchè disse lui ci tenevano a me (se se). ho realizzato che era stato mio padre a mandarli e la rabbia fu così profonda che la sera decisi di andare al centro sociale strappare i sigilli entrare e restare davanti al cancello mentre mi fumavo un bub... raccontai la cosa agli altri e decisi di coinvolgerli ma erano tutti troppo cagoni così alla fine rinunciai.
questa è una relativa a mio padre.
passo a mia madre.
beh lei forse è l'essere più straordinario che io abbia mai conosciuto; è ossessionata dall'ordine, la pulizia, l'igiene personale, e l'educazione... tanto da farne una religione. da bambini e fin quando ho finito il liceo (anche perchè ormai era diventata anche per me un abitudine) ci obbligava a lavarci i denti ogni qualvolta mettevamo in bocca qualcosa di solido fosse stata anche una caramella (almeno se eravamo a tiro del suo sguardo), pensa che la sera se non rientrava in tempo passava in bagno a controllare se lo spazzolino era umido, ci obbligava a mangiare pasti regolari e niente spuntini o merendine (zuccheri e grassi erano un sogno), ha iscritto me a nuoto a 5 anni e mia sorella a danza a 4 anni (e io avrei voluto fare calcio), non ci consentiva di ospitare amici perchè sporcavano e quelle rare volte che ci sono riuscito i miei amici entravano in camera per poco nudi tanto gli faceva privare di tutto quello che riteneva potesse sporcare (infatti quando li invitavo rifiutavano sfottendomi scherzosamente col:"ho finito l'amuchina" che ripetevano in coro).
credimi barbara ti ho dato solo uno spaccato di quello che sono, ma questo è il raccontato, io invece li ho vissuti. devo ammettere però che gliene ho fatte passare di tutti i colori (ormai mi divertiva e conquistavo l'approvazione dei miei amici). okay chiudo quì sennò ti tedio, grazie per le tue parole che sono convinto sono l'espressione più sincera della tua comprensione :*

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Annabel Lee
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Re: ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da Annabel Lee » martedì 5 ottobre 2010, 23:40

Mi spiace, kikko (anche se è la frase più cliché della storia, sono seria).
Io sarei già impazzita in un clima simile, non sai quanto ti ammiro per esser durato una vita intera!
Solo, mi è sembrato che la tua vita miri a contrastare la loro. Questa è una filosofia a doppio taglio, rischi di non vivere affatto, di soffocare te stesso solo perché loro (ed anche tu) si aspettano un ribelle. Stacci attento.
Per il resto, tieni duro. Adesso sei fuori casa, farà un male boia, però è già qualcosa.

@ Barbara: non nego che l'affetto di un genitore, pure in modo malato, c'è sempre, ma non riesco a non contraddirti sul fatto dei valori. Molti non hanno valori come la famiglia e il dialogo. E' inutile girarci attorno, ma se i ragazzi d'oggi sono completamente fuori è perché di base manca quella che potremmo chiamare "comunicazione" ma che non si riduce al parlare, quindi è più che altro un valore enorme. Se ad un teenager in piena tempesta ormonale non offri aiuto, non ne viene mai fuori, e chi può offrire aiuto al di fuori dei genitori? Ben poca gente. Però se i genitori se ne sbattono altamente dei figli, mi spiace, ma possono amarli quanto vogliono, ma sono dei pessimi genitori, praticamente inutili.
Scusa la crudezza, non ce l'ho particolamente con te (non ho motivo di volertene, visto che dici cose giuste ♥), ma è una cosa che ritorna spesso il fatto che soprattutto la mia generazione non ha valori, è ribelle, perde tempo, è pigra, vive a fumo, alcool e canne... la cosa mi fa imbestialire, perché ok, siamo delle teste di cazzo, lo ammetto liberamente, me ne vergogno perfino, ma un motivo c'è se siamo cresciuti così. La mia generazione è cresciuta da sola, allo sbando, i risultati si vedono. La colpa è nostra solo al 50%, comunque!




Dopo la pappardella irosa devo ammettere che io personalmente ho dei genitori fantastici, tanto che mio padre lo sa da anni che non navigo solo in acque etero (unico commento: "allora non devo preoccuparmi di gravidanze, è un sollievo"), quindi sono almeno relativamente fuori dalla mia generazione.
« It was the best thing to do; nobody ever said it was also the right one. »

barbara
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Re: ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da barbara » mercoledì 6 ottobre 2010, 7:32

Kikko sono contenta che mi hai risposto. Sai, quando scrivo certe cose, temo sempre che vengano interpretate come una mancanza di attenzione al dolore che un figlio prova. Al contrario non potrei essere più partecipe della tua sofferenza, Kikko, a cui rispondi con la rabbia , con la ribellione.
Il che spesso può essere preferibile alla scelta di punire se stessi, anche se poi il risultato finale è anche un pò quello.
Un figlio che non si sente amato per quello che é, con i suoi bisogni, le sue inclinazioni, che non si sente "riconosciuto" , come se non venisse chiamato col proprio nome, ma col nome di un altro, non può che soffrire , e molto.
Hai ragione, Annabel, a dire che si può essere dei genitori più o meno buoni, anche se quando parlo di valori uso un termine neutro. I valori hanno un significato soggettivo , per il padre di Kikko avere successo ed essere "rispettabile" (solo per fare un esempio) é un valore. Lo è per lui, per come per sua madre lo è l'igiene ossessiva. Sono stati cresciuti così e la loro personalità si è saldata con essi, al punto che trasmetterli rappresenta per loro il bene primario che possono offrire a un figlio.
Nella loro testa non possono in alcun modo arrivare , per lo meno da soli, a capire che certe scelte di kikko sono un modo come un altro di cercare se stesso, di ridarsi un nome nel quale credere.
Potrebbero arrivare a capirlo, se aiutati, e forse un giorno chiedere perdono e perdonare se stessi. Quest'ultima cosa è la più difficile.
Un genitore può credere che mostrarsi indifferente sia il modo migliore per scuotere un figlio che pensa stia andando alla deriva.Tu stesso, Kikko, ammetti di avergliene fatte passare di tutti i colori . Dentro di te hai la consapevolezza che stai recitando una parte , ma tuo padre cosa vede? Un figlio che si sta perdendo .
Anche un padre può recitare una parte, come suo padre avrebbe fatto o ha fatto. E' forse l'unico modo che conosce per comunicare con te. Usare la durezza per riportarti sulla retta via. Nessuno si è preso la briga di insegnargliene un altro . Diversamente lo farebbe. Ma non c'é nemmeno indifferenza. Questo é un padre che agisce, magari impropriamente, ma che crede a suo modo in questi suoi mezzi che ha , le sue conoscenze, i carabinieri , di allontanare suo figlio da un ambiente pericoloso per lui e alla fine ha pure avuto la prova che lo fosse.
E magari dentro di sè chissà cosa prova. Chi di noi può saperlo?
.

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Re: ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da guy21 » mercoledì 6 ottobre 2010, 14:30

annabel
E' inutile girarci attorno, ma se i ragazzi d'oggi sono completamente fuori è perché di base manca quella che potremmo chiamare "comunicazione" ma che non si riduce al parlare, quindi è più che altro un valore enorme. Se ad un teenager in piena tempesta ormonale non offri aiuto, non ne viene mai fuori, e chi può offrire aiuto al di fuori dei genitori? Ben poca gente. Però se i genitori se ne sbattono altamente dei figli, mi spiace, ma possono amarli quanto vogliono, ma sono dei pessimi genitori, praticamente inutili.
Scusa la crudezza, non ce l'ho particolamente con te (non ho motivo di volertene, visto che dici cose giuste ♥), ma è una cosa che ritorna spesso il fatto che soprattutto la mia generazione non ha valori, è ribelle, perde tempo, è pigra, vive a fumo, alcool e canne... la cosa mi fa imbestialire, perché ok, siamo delle teste di cazzo, lo ammetto liberamente, me ne vergogno perfino, ma un motivo c'è se siamo cresciuti così. La mia generazione è cresciuta da sola, allo sbando, i risultati si vedono. La colpa è nostra solo al 50%, comunque!
hai ragione annabel potrei dirti tante cose su questa generazione che proprio non mi piace anzi mi verrebbe voglia di spaccargli la faccia uno per uno a tutti quei presuntosi e deficienti che si credono chissà chi e fanno i bulletti o cose peggiori!
mi dispiace molto per kikko! ha proprio avuto come dico io una vita di "merda" e questo mi fa male! però in alcune episodi che hai raccontato qua sembra che eri un ribelle tipo alla scamarcio o sbaglio? :lol: comunque forza e coraggio!XD

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kikko
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Re: ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da kikko » mercoledì 6 ottobre 2010, 16:23

non so da dove cominciare perchè tutto ciò che avete espresso è in gran parte vero probabilmente mi sono incastrato inizialmente in un meccanismo di contestazione che era più un opposizione ai miei ed allo stesso tempo un modo per dimostrarmi di non essere come loro. ho detto inizialmente perchè ho capito da solo che questi comportamenti mi aiutavano a vivere e perfezionare quel bisogno di indipendenza sia fisica che emotiva che poi finito il liceo ho raggiunto. ciò che più stupisce chi mi conosce e ascolta la mia storia e che tutto quello che ho passato ed in parte sto ancora vivendo non ha inciso minimamaente nel mio rapporto con gli altri; infatti molti delle amicizie recenti che ho stretto mi hanno detto che nessuno potrebbe o arriverebbe mai a pensare ad un passato ( recente in verità) così difficile, non portando segni evidenti di queste difficoltà nel carattere o nel comportamento. all'inizio di quest'anno ero in grecia per lavoro, il boss del locale dove lavoravo si era letteralmente innamorato di me ( come può esserlo un padre), io e suo figlio eravamo diventati in pochissimo tempo e lo siamo ancora come fratelli di sangue, non faceva niente senza trascinarmi con lui. suo padre quando mi feci male in una partita di calcetto venne a casa mi prese di peso e mi portò in ospedale pagò tutte le cure e mi pagò anche le giornate in cui non riuscii a lavorare (per colpa di una distorsione), e soprattutto lo ricordo ancora hanno pianto per la mia partenza come anche gli altri amici del locale. tutto questo per dire che forse non sarò il ragazzo migliore di questo mondo ma non credo che come figlio io ho deciso di essere il peggiore. i miei amici sono ragazzi in gamba, c'è chi studia e chi lavora, non sono dei drogati e se anche qualche volta facciamo uso di un pò di erba e solo per il nostro spirito di aggregazione, un modo per stare insieme, ma ve lo assicuro nessuno di loro e affezionato a certi meccanismi. in tutti i casi ho capito di aver fatto una scelta per la mia vita ed ho deciso di difenderla, perchè la mia scelta giusta o sbagliata mi sta dando il destino ed il futuro che desidero e non quello che avrei dovuto accettare. grazie Barbara, Annabell e guy per essermi vicini se non altro con la comprensione le vostre parole sono grandi e dimostrano a me ancora una volta che in giro c'è molta umanità che ha dentro più di quello che riesce a comunicare fuori.


D.S: guy Scamarcio è uno sfigato, lui di ribelle ha solo le parti che ha interpretato... vuoi un ribelle? beh allora cerca qualcuno che ha scelto di stare fuori dalla gabbia dopo che lo hanno addomesticato e insegnato a viverci dentro. la libertà è molto più dolorosa di qualsiasi prigionia, si nutre di verità e la verità in questo mondo è quella a cui tutti tendono e nessuno sopporta (alla fine la evitano). ciao fratè

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Re: ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da barbara » mercoledì 6 ottobre 2010, 19:59

kikko, vorrei precisare che quando ho scritto "un figlio che si sta perdendo" descrivevo l'ipotetico punto di vista di tuo padre . Non era un giudizio mio. Non userei questa espressione, a meno che non ci fossero situazioni ben più gravi di ciò che hai descritto tu.
Comunque le canne bene non fanno e ricordati che sono illegali. Si possono avere conseguenze legali molto pesanti, specie con le leggi che ci sono adesso. E' bene saperlo prima di mettersi nei guai con la giustizia. Purtoppo su questo l'informazione è scarsa e scorretta. Se vuoi sapere qualcosa di più sulla legge , puoi farmi qualche domanda sul topic che c'è nella sezione "Disagio gay".
Il fatto che , nonostante tutto, tu riesca ad avere la fiducia degli estranei è grandioso, Kikko. Devi essere fiero di te stesso. Anche questa capacità richiede un grande impegno. Gli altri non sarebbero così disponibili ad aiutarti se tu per primo non facessi del tuo meglio per costruire un buon rapporto con loro. :)

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Re: ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Messaggio da kikko » giovedì 7 ottobre 2010, 16:09

Barbara tranquì io ho inteso perfettamente il senso delle tue parole e non posso che ringraziarti... mi chiedo se sei umana perchè sai essere così misurata e serena che ti invidio non sai quanto. io lo ammetto sono troppo impulsivo ho una gran testa di... spero col tempo di sostituire tutti i vaffa... del mio cervello con un pò di love & peace, lo credo difficile ma lo spero! leggo sempre i tuoi commenti non soltanto ai miei post perchè li trovo wow davvero belli e profondi. ciao sorè :*

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