Picchiato dal padre perchè gay

Il dialogo e la comprensione reciproca tra genitori e figli gay, la famiglia come luogo di vera crescita per i ragazzi gay
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barbara
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Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da barbara » giovedì 8 marzo 2012, 22:06

Un ragazzo catanese racconta in un video la terribile aggressione subita dal padre.

http://affaritaliani.libero.it/sociale/ ... 80312.html

Purtroppo esistono ancora genitori violenti , che meriterebbero di essere denunciati e consegnati alla giustizia. All'omofobia subita in famiglia è ancora più difficile ribellarsi a causa del legame che unisce un figlio ai propri genitori . Anche quando essi hanno un comportamento che li rende indegni di essere considerati tali, spesso è troppo doloroso per un ragazzo o una ragazza poter riconoscere questa verità e difendersi.
A questo ragazzo e a tutti coloro che vivono questa condizione va tutta la nostra solidarietà. Per le vittime che, in un modo o nell'altro , riescono ad uscire dal silenzio è molto importante sapere che c'è qualcuno capace di ascoltare e di dare eco alla loro voce.

Tozeur
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Re: Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da Tozeur » giovedì 8 marzo 2012, 22:22

Grande solidarietà anche da parte mia. Bisogna tenere conto che molte volte non ci sono solo violenze fisiche ma anche psicologiche che possono fare ancora più male.
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gianni
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Re: Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da gianni » giovedì 8 marzo 2012, 22:44

Non possono succedere queste cose in una società civile !!! Tutta la mia solidarietà a quel ragazzo , ed tutti a quelli che non hanno il coraggio di denunciare , e ce ne sono tanti ...
Lo scopo della vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta realizzazione della nostra natura: è per questo che noi esistiamo.
Oscar Wilde

Alyosha
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Re: Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da Alyosha » giovedì 8 marzo 2012, 22:49

E' un bel video Barbara, mi fa venire in mente solo una cosa però: attenzione ai c.o. in famiglia! Questa purtroppo è la realtà, questa pressione sui c.o. familiari andrebbe evitata. Si ok il padre fa schifo, figurarsi se difendo proprio io genitori violenti e però andrebbe evitata proprio la situazione in cui si butta questa cosa in mezzo ad un rapporto con i genitori che alla base non funziona. Mi ah colpito molto il fatto che il ragazzo dice che dopo una prima reazione di indifferenza il padre andò di matto. Per me significa soltanto che in quella famiglia non c'è dialogo. E' il caso di andarci a mettere un c.o. sopra quella condizione già brutta di suo? L'avevo scritto e questo episodio in qualche modo mi conferma i dubbi, in un contesto di rapporti familiari scadenti, andare a dire di essere gay significa solo rivelare ai genitori i propri gusti sessuali personali, perché di fatto su quelle premesse stai solo comunicando quello, cosa ti piace fare a letto. Mi ha colpito molto quel "ti piace fare sesso come i cani", ci ho messo un pò per capirne il senso, mi chiedo solo se con la moglie non trovi divertente fare sesso come i cani. Proprio il caso di dirlo, che vita da cani!
Questi movimenti che hanno dietro tanto di psicologi questo tipo di considerazioni le fanno? O per loro l'idea della battaglia sui diritti, deve scavalcare drammi personali e tutto quanto? In un contesto in cui si ipotizza che la reazione dei genitori possa essere di rifiuto bisogna evitare di dirlo, non attrezzarsi a trovare casa da un amico nel caso in cui si venga sbattuti fuori. Ci si deve sbrigare a trovarsi un lavoro e alzare i tacchi da quella casa il prima possibile, questo è il consiglio migliore da dare, non rischiare senza che vi sia alcuna ragione. Si ok intollerabile reazione omofoba, ha fatto notizia sui giornali e poi? Valla a recuperare quella famiglia, quello strappo, dopo che è stata persino diffusa la notizia...

SenzaPeso
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Re: Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da SenzaPeso » venerdì 9 marzo 2012, 1:31

Ciao Barbara.

Amareggiarsi, purtroppo, non serve a nulla. Ci sono persone che giustificano in tutti i modi i comportamenti di padri del genere che, poverini, si ritrovano un figlio gay.

Parlavo ieri notte con un ragazzo, diciamo, "omofobo". Situazione strana che mi ha portato a chiudere quanto prima la discussione senza dargli ulteriore possibilità di appello. Capire i meccanismi mentali che ci stanno dietro non è affatto semplice. E la persona con cui ho parlato io non è, tra l'altro, una di quelle violente, per quello l'ho messo tra virgolette, ma totalmente barricata dietro le sue convinzioni-giustificazioni che non intende mettere in dubbio. Lui è davvero convinto che gli omosessuali nella loro condizione soffrano perché "innaturali" e dice di volerli "aiutare" a guarire. Ma quando gli ho chiesto se si fosse mai domandato quanto questo fosse reale, ha completamente aggirato la domanda, dicendo che io lo volevo mettere "a tacere".

Ciò per dire che non è semplice, neppure informando, dissipare questi pregiudizi, perché chi davvero è omofobo neppure si informa sulla veridicità delle proprie convinzioni ma cerca, piuttosto, conferma dei suoi pregiudizi.

barbara
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Re: Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da barbara » venerdì 9 marzo 2012, 8:34

E' vero quel che dici, Senza Peso, certe convizioni sono molto radicate , come se fosse impossibile scalfirle. Proprio per questo un ragazzo deve sapere che il mondo è pieno di persone che la pensano diversamente.
A me ha colpito molto l'età di questo ragazzo: 29 anni. Ne è passato di tempo prima che la verità venisse fuori. Mi chiedo come abbia deciso e se abbia deciso di dirla. A volte ci si tradisce, anche senza deciderlo. Altre volte non puoi aspettare, specie se il lavoro non c'è oppure non guadagni abbastanza per vivere da solo. Se sei costretto a vivere con i genitori, che fai? Pensi di poter tenere nascosta una relazione in un posto come Catania?
La situazione economica attuale non facilita l'indipendenza dei figli e il coming out potrebbe diventare l'unico modo per poter iniziare a vivere . Ho pensato questo quando ho letto sull'articolo l'età del ragazzo.
E poi ho pure pensato che questo video fosse la sua prima forma concreta di reazione. Forse è stata la scelta migliore fra quelle che aveva , Mi auguro comunque che, almeno per questo, il padre non lo tocchi più. Certi rapporti non possono essere cambiati solo col dialogo. A volte è necessario ribaltare il rapporto di forza esistente . Se c'è la paura , che dialogo ci può essere?
E in certi casi l'unico dialogo possibile è fuori dalla famiglia.

Alyosha
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Re: Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da Alyosha » venerdì 9 marzo 2012, 12:39

Perché Catania che c'ha che non va? :D
Se l'ha tenuto nascosto per 29 anni poteva aspettare pure di arrivare a 30 31 32 o vedi tu e nel frattempo trovarsi prima un lavoro e modo di andare a vivere da solo. E se lavoro a Catania non ne trovava, poteva andare a cercare lavoro in un'altra città, che era pure una bella occasione per allontanarsi dalla famiglia.
Il problema invece delle città del sud è che solitamente il figlio esce quando si sposa, per cui spesso anche se ha un lavoro suo resta in casa contribuendo alle spese della famiglia, finché non vola a nozze. Allontanarsi da casa senza il matrimonio in mezzo, te lo dico per certo, è vissuto come un tradimento ed è un operazione molto, ma molto complicata da fare, che innesca in modo diverso meccanismi complessi da decifrare. Insomma se uno non ha chiaro che è giusto per se maturare indipendenza la cosa viene giocata tra sentimenti d'abbandono e sensi di colpa, senso di tradimento e ricatti, nel sublime giro di ruota della mamma chioccia che un pò bacchetta, un pò si pone vittima. Per un gay, che ovviamente non si sposa, il rischio reale è di restare nella casa dei genitori, anche quando si è economicamente indipendenti, sopratutto se si vive nelle grandi città. Dico per chi vive a Catania è possibile essere riservati come in qualunque altra città, ci sono luoghi e quartieri dove sembra di stare in una modernissima città straniera e quartieri getto dove la mentalità è proprio un'altra. A secondo del quartiere sai già che è tempo perso anche solo provare a ragionare di certe cose, c'è pure il pericolo che il padre abbia avuto questa reazione per una precisa volontà di rendere pubblica la cosa e tentare una sorta di riabilitazione del nome della famiglia. Per la serie l'ho buttato fuori di casa perché con queste zozzerie non c'abbiano niente a che fare. Con le donne si facevano spesso questi atti eloquenti che tutti dovevano vedere.
L'eventualità che a 29 anni abbia deciso di dirlo ai genitori perché ha cominciato una storia è plausibile per carità, ma credo più probabile sia stato indotto più da certe religioni "omo"catecumenali a muoversi in tal senso. Posso sbagliarmi, ma la reputo un'evenienza più probabile. Se certe reazioni sono prevedibili (e in certi contesti come quartieri popolari e piccoli paesini lo sono e come) lo ripeto la soluzione è rimboccarsi le maniche e alzare via i tacchi da casa il più in fretta possibile. Se si discute alla pari e il genitore ti percepisce come un soggetto ormai autonomo è per altro più probabile che riesca ad accettare l'idea di avere un figlio omosessuale. Insomma anche per chi ha in seno l'ossessione del c.o. è comunque preferibile aspettare di essere economicamente e psicologicamente indipendenti, se si hanno grosse incertezze sulle possibili reazioni.

Catania poi è una città molto particolare. Lì l'industrializzazione selvaggia ha portato ad una lacerazione violenta e profonda della città, con un centro attivo dinamico, messo in mostra e una periferia dai tratti inquietanti. La movida catanese con la sua enorme Playa che non dorme mai è nota a tutti i Siciliani, L'Ikea e il nuovo areoporto. Librino invece è conosciuta molto meno, quartiere che conta 80.000 abitanti, una città dentro la città, dove non esistono servizi, non esiste lo Stato, ne la legge, ne speranza di un futuro. Non è neanche l'unico quartiere malfamato della città, ma certamente quello più grande, un mostro architettonico proporzionato soltanto all'ottusità e ignavia di coloro che hanno governato la città (di ogni colore politico per intenderci).
http://www.talitakumcatania.it/
Chi può vada a trovarli fanno cose magnifiche là dentro!
Certi rapporti non possono essere cambiati solo col dialogo. A volte è necessario ribaltare il rapporto di forza esistente .
Ma infatti non si ribaltano con il dialogo i rapporti di forza, si ribaltano rendendosi indipendente da ogni punto di vista, solo così ci si mette davvero alla pari. Dico solo una cosa me se il rapporto con il padre fa già schifo di suo, tutto sto piacere di andargli a dire che sei gay, perchè? Ti chiedi se c'è la paura che dialogo ci può essere, io invece mi chiedo, ma se non c'è dialogo che ci esci fuori a fare? Sto coming out fatto così a che serve di preciso?

barbara
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Re: Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da barbara » venerdì 9 marzo 2012, 19:11

Non avevo nulla contro Catania prima di leggere il tuo post :mrgreen:
A quanto dici è un luogo dove la libertà di un figlio non esiste...nè per gli etero che per gli omosessuali, se lasciare i genitori senza essere sposati è un tradimento .
Capisco ancora di più questo ragazzo; forse non aveva altra scelta per sottrarsi alle pressioni "matrimoniali" dei genitori. (sai bene che fanno così..)
In ogni caso è stata una scelta sua, che rispetto tanto quanto la scelta di chi non fa coming out.
Il problema vero secondo me è la violenza di questo padre, non la sincerità di questo figlio. Credo che certi collegamenti causa-effetto siano assai insidiosi.
Ci stavo riflettendo poco fa. Credo che di fronte alla violenza scatti spesso un meccanismo mentale che attribuisce alla vittima il presunto potere di poterla evitare . Capisco quello che intendi dire, ma un ragionamento simile potrebbe anche essere utilizzato anche per sminuire l'azione violenta. E mi permetto di segnalarti questo rischio proprio perchè so che il tuo ragionamento è differente.
Non so. E' un discorso complesso. Mii prendo il tempo per pensare.

Alyosha
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Re: Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da Alyosha » venerdì 9 marzo 2012, 22:30

Non si può descrivere una città nel modo in cui ho fatto io, è chiaro che rappresentare l'umore di un'intera cittadinanza in quattro semplici parole non è possibile. Le società in generale però sono organizzate a strati e in molti quartieri popolari che sono poi quelli che conosco meglio certi ragionamenti e modi di pensare esistono ancora e bisogna tenerne conto per chi opera nel territorio, altrimenti le buone intenzioni si traducono in pessime realizzazioni che ottengono esattamente l'effetto opposto che si erano previsto. Non è proprio una questione di localizzazione geografica però, ma di redistribuzione della ricchezza e diseguaglianza strutturale delle società moderne.
Amo Catania è tra le città più incantevoli, complesse e solari che abbia mai visto, ma certe realtà esistono e sono inquietanti per davvero. Ovviamente non rappresentano affatto l'intera città, che anzi è molto dinamica, aperta e all'avanguardia, questo però acuisce il dramma del vivere in certi quartieri, certe lacerazioni nel tessuto sociale e "schizzofrenie" nel sentire comune, possono essere all'origine di molti problemi. Comunque non è detto che il ragazzo venga dai posti che ho in mente io.
Capisco che il giovanotto a 29 anni sta ancora a casa dopo quello che gli è successo e insomma si dia un pò da fare a questo punto che è proprio ora che si sposti da casa. E' in questa direzione che andrebbero concentrati tutti i suoi sforzi altra soluzioni in tutta oggettività non vedo e non vedo proprio perché non giustifico al violenza. Di certo il momento del c.o. andava preparato meglio e non ce l'ho affatto con lui, ma con chi gli ha suggerito di fare certe cose che poi invece di guardare bene al danno che ha fatto e riflettere, filma pure il video. Si capisce da come si esprime che è stato indottrinato per benino, il percorso che traccia è quello tipico e ripetuto quasi a memoria, accettazione, consapevolezza di se, orgoglio gay, c. o.. E questa impostazione non mi ha mai trovato d'accordo, fosse la prima volta che lo scrivo.
Ad ogni modo se qualcosa da questo video si deve imparare è attenzione ai c.o. in famiglia. Ponderare più che bene su cosa si sta facendo, perché i risultati possono essere questi.
Vuoi chiedermi infine se ce l'ho col padre? Penso più che di violenza sistematica si parli di un episodio sporadico, cosa che conferma anche l'intervistato. E che più che la violenza del pugno abbiamo pesato la violenza di quelle parole oscene, sul serio mi disgusta risentirle. Chi compie violenza pero è solo fragile e la sua fragilità va capita, se uno se la vuole togliere di dosso per davvero. Va capita per rifiutarla sul serio e in modo radicale, senza portarsela poi dentro. Anche il dramma di un genitore che scopre un figlio gay e che pensa che i gay si accoppiano come i cani va capita. Probabilmente andava introdotto con molta più cura l'argomento, andava testata la situazione meglio prima e una volta che si è deciso di parlarne si doveva parlare a lungo e di tutto, non far scivolare la cosa nel silenzio. Quel silenzio poi stappa, perché accumula timori, incertezze su di sé, frustrazioni e infine violenza. Se ci pensi anche la comunicazione del figlio e violenta e d'altronde qualcosa dal padre deve aver pure imparato. Andava fatto così tutto questo? Secondo me proprio no. Qualcuno ha provato a dirglielo o si continua soltanto a fomentare il figlio e metterlo contro il padre? E la madre? dov'è in tutto questo?
Insomma mi piace sempre girare le cose per vedere che c'è dietro e dato per scontata l'indignazione qualche altra cosa la si può cercare secondo me.

Tozeur
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Re: Picchiato dal padre perchè gay

Messaggio da Tozeur » venerdì 9 marzo 2012, 22:47

Boy-com non voglio generalizzare, molte volte la madre è succube del marito e non può fare nulla
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