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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Picchiato dal padre perchè gay
MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2012, 2:40 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Tozeur o molte volte il marito è succube della moglie, neanch'io voglio generalizzare, so assolutamente di che parlo con l'assoluta convinzione di esperienze dirette e altro non mi va dire. La realtà è più complessa e di colpe che non siano in due, al momento non ne conosco. Le uniche vere vittime sono i figli, può sembrare che ci sia un carnefice e una vittima e invece i due trovano sempre il modo di dividersi i ruoli, molto più di quel che sembra. Certe realtà vanno penetrate fino in fondo per capire realmente cosa significo. Non mi sognerei mai di dare la colpa alla donna o al figlio, che sarebbe inverosimile e tuttavia ti accorgi dopo un pò che confini netti non ne esistono e che in mezzo a storie strampalate e che forse mai avrebbero dovuto nascere gli unici che davvero ne piangono le spese, quelli che in assoluto non hanno colpa sono i figli, ingiustamente caricati di responsabilità che non sono le loro. La coppia genitoriale rispetto ai figli è responsabile allo stesso modo. Viene sempre da chiedersi perché se stai con u n marito violento invece di ribellarti ci stampi pure addosso figli. Ok è dovuto al fatto che la madre è stata figlia e da figlia purtroppo è stata abituata alla violenza e la giudica non fondamentale, ma lo stesso vale anche per il padre e se ci ragioni padre e madre furono anche loro figli un tempo e da figli anche loro piansero le colpe dei padri, in una catena che qualcuno prima o poi dovrà avere il coraggio di spezzare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Picchiato dal padre perchè gay
MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2012, 12:06 
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Credo che tu mi abbia frainteso e mi spiace questo anche perchè da come hai scritto sembra che io ti abbia fatto capire che non sai di cosa parli. Anche io ho vissuto esperienze dirette e indirette, il mio discorso che non ho neanche approfondito, era una risposta alla frase "e la madre, dove è in tutto questo?" io vedo che spesso la madre non fa nulla, tiene tutto dentro, vive passivamente la situazione senza poter fare nulla contro un marito che le fa solo del male ogni giorno anche solo con le parole. Non tutte hanno il coraggio di ribellarsi, molte temono diverse cose prima di affrontare un gesto così grande come una separazione. Ed è vero che alla fine le vittime diventano i figli. Comunque questa è solo una mia considerazione, il ragazzo non l'ha nominata la madre quindi non saprei come ha vissuto l'episodio.



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Ora che sono pioggia
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 Oggetto del messaggio: Re: Picchiato dal padre perchè gay
MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2012, 13:21 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Tozeur sul serio sono molto ma molto sereno sull'argomento adesso. Ho precisato che non sono esterno a certi argomenti solo per non dare l'impressione che siccome la cosa non mi riguardi mi viene facile a parlare. Ti posso assicurare che rivalutare bene i ruoli sopratutto per un figlio è fondamentale, per slegarsi da certe relazione malate, che sono malate però nel loro insieme e le capisci solo se le prendi tutte assieme. Il ruolo della donna è determinate almeno quanto quello dell'uomo nella relazione, in che senso la madre è impotente e non può far nulla? Forse un tempo era così, quando la donna era economicamente dipendente dall'uomo ed era questa la prima ragione che impediva una reale emancipazione della donna, ma adesso? Perché una donna dovrebbe accettare la violenza dell'uomo? Il problema è che anche su quella violenza viene costruita la relazione, giocata tra ricatti e sensi di colpa ed è proprio il suoi ruolo di vittima assoluta che poi la donna utilizza molto di più rispetto ai figli, perché infondo sa che i figli cresceranno e odieranno il padre, perché lei gliel'ho ha fatto odiare e a quel punto saranno proprio i figli l'ultima vendetta che si prende silenziosamente la donna. Questo però è distruttivo per la stabilità di un ragazzo, che non vive bene la relazione paterna, perché crescendo la figura del padre diviene periferica, marginale, mentre quella materna finisce per occupare tutto lo spazio. Una è l'assoluta buona, l'altro l'assoluto cattivo. E' a questa rappresentazione che bisogna rinunciare. Ognuno è responsabile per se della vita che sceglie e se la donna invece di rinunciare ad una relazione con un uomo violento se lo sposa, c'è un problema anche in lei. Non si nasce già sposati e solitamente le prime ravvisaglie arrivano subito è solo che la donna tende a pensare che col tempo passeranno o che non sono fondamentali o che peggio ancora lei lo riuscirà a cambiare. C'è molto in lei l'idea di poter condizionare i comportamenti del marito, ma anche questa è una forma di violenza, più sottile e meno visibile, ma sempre violenza è. Perché mai una persona andrebbe cambiata per poterci stare? Non puoi decidere di cambiare partner piuttosto se davvero le cose che fa non gli stanno bene? E sopratutto perché mai se di lui non ti piace niente e ne parli male dalla mattina alla sera, sopratutto di fronte ai figli, ci continui a stare e dici sopratutto di amarlo? Cos'è che ami esattamente?
Una volta vidi una scena tra il comico e il surreale. Una coppia di ragazzi, erano le tre di notte. Lui furioso e impazzito lei scesa dalla macchina, lui infuriato per poco non la investe in pieno e invece striscia la ringhiera, scende e comincia a sfuriare con fare molto più che violento. A questo punto io e l'amico mio ci sentiamo in dovere di intervenire. Sapete cosa è successo? Lei che comunque continuava a fomentare la sua rabbia, poco prima, d'improvviso smette, cambia tono, lo rasserena e sopratutto lo ritrascina in macchina e vanno via.
Questa scena m i ha lasciato di stucco. Quindi sai come calmarlo? E sai cosa lo manda in bestia? Allora perché se sai muovere così le sue emozioni lo carichi come una molla finché non scoppia? E sopratutto perché ci continui a stare? Lo difendi? Te lo sposi? Ci fai figli? E non pensi che sarà violento anche con i tuoi figli? O lo vuoi usare solo come distributore di spermatozoo, perché vuoi i tuoi figli senza di lui? Sono queste donne che poi diventano mamme, pessime mamme.
Racconto un ultima cosa e poi smetto solo perché può servire alla discussione, tanto ormai la cosa s'è capita. Ho vissuto in un contesto violento per anni, odiando mio padre con tutto me stesso. A me dopo un pò non alzò più mani e in effetti quelle volte che lo faceva succedeva che era fomentato da mia madre, che pretendeva che mi rimproverasse, su cose di cui a lui in verità non gliene fregava nulla. Anzi c'è di più mia madre lo pretenderebbe proprio diverso, perché ha una concezione di maschile che mio padre non gli riflette (cambiare partner no?) e probabilmente un'idea di femminile assolutamente sbagliata. Beh col tempo mi sono messo sempre più in mezzo le loro liti. Intervenivo in continuazione per fermare la violenza di mio padre. Un vero baricentro morale insomma. Ottenni soltanto che non litigavano in mia presenza, quando non c'ero si lasciavano andare che è una meraviglia. E sopratutto la cosa più insopportabile che fece mia madre, fu quella di imporre ai miei fratelli più piccoli di non raccontarmi quello che succedeva, in nome della stabilità della famiglia (seppi tutto questo molto, ma molto tempo dopo, con i miei fratelli intimoriti nel parlarmene e io li a promettergli che non avrei fatto nulla, perché la cosa non mi interessava più).
Poi alla fine quando non ce la feci più sbattei fuori di casa mio padre. Proprio nella convinzione che il problema fosse la debolezza di mia madre, impotente perché figura debole. Non ti dico che periodo allucinante, con mia madre che lo rivoleva a tutti i costi in casa e io che sembravo il genitore che impediva ai ragazzini di incontrarsi. Ressi due mesi e poi mio padre rientrò. Litigare faceva parte della strategia che aveva trovato la coppia per stare assieme, il loro equilibrio. Tutto quello che mi aveva detto mia madre non era mai stato vero. Lì ho capito tutto, ho capito che a loro, nessuno dei due importava realmente dei figli. Di quello che costa nella stabilita di una persona sentire queste liti perenni e insopportabili. Tutti e quattro i figli gli abbiamo implorato di smettere. Siamo arrivati pure ad imporgli uno psicologo a mio padre, almeno per cercare di risolvere il problema peggiore. Neanche quello durò tanto, gli vennero dati ansiolitici e questo a mia madre sta bene, quando però lo psicologo gli disse che stare assieme non era un obbligo e che segno d'amore in alcuni casi era lasciarsi, smisero di comune accordo. Capisci la fregatura? Ma non è finita qui, quando infine ho capito che non era su loro che dovevo agire, ma su me stesso e che l'unica cosa di utile che potevo fare era allontanarmi dalla famiglia. Sai quanti sgambetti mi fece mia madre? E in quanti modi provo a riprendermi? Sempre col solito gioco di ricatti (se continui così ti lascio ti abbandono ecc. ecc.) e sensi di colpa (se te ne vai, se provi a realizzarti, sei tu che mi lasci, mi abbandoni). Capisci che ruolo immenso hanno le mamme, quando si sposano con figure maschili deboli? Si hai capito bene deboli. Chi ricorre alla violenza è un debole!
Forse prima era diverso, ma adesso la donna è protetta legalmente dalla violenza domestica. Se chiede un divorzio per questa ragione lo ottiene nel giro di un secondo con addebito, ma sopratutto se un'assistente sociale vede certe situazione gli toglie subito i figli minorenni, perché sa perfettamente chi sono le assolute vittime in tutto ciò.
Insito l'unica vera soluzione per il figlio è allontanarsi dalla famiglia e basta, staccarsene mentalmente, staccarsi dai quei modelli distorti di coppia, perché quello non è modo di stare assieme e non è amore. Nessuno dei due sa amare veramente, anche se la madre sembra ricolma d'amore per il figlio. Hai presente raperonzolo. Ho visto il cartone da poco, la fiaba originale non l'ho mai letta. La relazione fantastica tra la figlia che vuole uscire di casa per farsi la sua vita e la mamma che la vuole proteggere dai pericoli del mondo? Hai notato che se la figlia si allontana la madre invecchia di colpo? Perde il suo ruolo di mamma e letteralmente si incenerisce? Ecco neanche rispetto ai figli questo tipo di donne ha veramente capito cos'è l'amore. Mi fermo qua che ho già detto un mucchio di cose.
Un ultima cosa soltanto. Mi hai mai sentito pronunciare la parola omosessualità in questo mio discorso? Cosa centra? Per me l'assoluto nulla. In un contesto del genere ha un minimo di senso caricarci sopra pure un c.o.? Bisogna prima sciogliere tutti questi nodi e poi, forse, ha un senso mostrarsi ai genitori per quello che si è veramente.


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 Oggetto del messaggio: Re: Picchiato dal padre perchè gay
MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2012, 14:30 
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Grazie Boy, hai espresso il concetto a cui mi riferivo ieri. In particolare mi ha colpito questo pezzo perchè rappresenta la situazione che vivo io

"ed è proprio il suoi ruolo di vittima assoluta che poi la donna utilizza molto di più rispetto ai figli, perché infondo sa che i figli cresceranno e odieranno il padre, perché lei gliel'ho ha fatto odiare e a quel punto saranno proprio i figli l'ultima vendetta che si prende silenziosamente la donna. Questo però è distruttivo per la stabilità di un ragazzo, che non vive bene la relazione paterna, perché crescendo la figura del padre diviene periferica, marginale, mentre quella materna finisce per occupare tutto lo spazio. Una è l'assoluta buona, l'altro l'assoluto cattivo. E' a questa rappresentazione che bisogna rinunciare"

Un'altra cosa che condivido è questa:

"Insito l'unica vera soluzione per il figlio è allontanarsi dalla famiglia e basta, staccarsene mentalmente, staccarsi dai quei modelli distorti di coppia, perché quello non è modo di stare assieme e non è amore. Nessuno dei due sa amare veramente, anche se la madre sembra ricolma d'amore per il figlio"

Anche in questo sono molto d'accordo, credo che per la stabilità del ragazzo sia l'ideale anche se può essere dura all'inizio.



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 Oggetto del messaggio: Re: Picchiato dal padre perchè gay
MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2012, 14:37 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2373
Sono molto contento la mia esperienza possa servire, è il risultato di un percorso lungo e faticoso che spero si stia avviando alla conclusione. Rispetto al tema però insisto. C'è molto l'illusione che un c.o. non si capisce il perché magicamente risolva tutto questo po po di robba e che sempre come d'incanto un ragazzo riequilibri tutti i suoi rapporti solo perché va dicendo in giro che è gay. E' questo il problema di fondo che vedo, non il c.o. in sé, ma l'uso che si pretende di farne, troppo sovrastimato. Senza considerare il fatto che per alcuni non riuscire a fare c.o. può essere vissuta come una propria manchevolezza, segno di debolezza e incompiutezza e quindi fonte ulteriore di disagio, come se non bastassero quelli che già uno oggettivamente ha.
P.S.: Insisto anche sull'altro punto, per un etero questo percorso di emancipazione è quasi naturale. La mamma è preparata all'idea che perderà il figlio quando questo si sposerà, per un gay questo percorso è tutto in salita.


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 Oggetto del messaggio: Re: Picchiato dal padre perchè gay
MessaggioInviato: mercoledì 4 aprile 2012, 17:14 

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:cry: non ci sono davvero parole per commentare questo video, penso solo che sia assurdo sentire queste cose nel 2012.. purtroppo però continuano a capitare.. ringrazio davvero di avere dei genitori diversi, che comunque nonostante non riescano a condividere il mio modo d'essere almeno lo rispettano.. spero davvero che le cose cambino x il meglio ed in fretta..


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