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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: PADRE POLIZIOTTO E FIGLIO GAY
MessaggioInviato: giovedì 17 luglio 2014, 1:31 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 4791
Ciao Project,
ho 56 anni, sono separato da mia moglie da più di venti, ho un figlio di 26 anni, che qui chiamerò Andrea, ma non si chiama così. Finché mio figlio ha avuto 19-20 anni io avevo con lui solo un rapporto molto condizionato dalla presenza della madre. In pratica tutte le sue scelte erano orientate della madre, avvertivo in lui una ostilità nei miei confronti e non sapevo trovarne una ragione credibile. Mio figlio con me era formale, mi teneva a distanza, mi rispondeva sempre in modo evasivo e, in pratica, penso non gradisse neppure passare il tempo con me anche se io facevo di tutto per non condizionarlo. Con mia moglie, nei primi mesi dopo la separazione, i rapporti sono stati più difficili, poi, col tempo, le cose sono cambiate, c’era di mezzo Andrea e né io né mia moglie abbiamo cercato di rifarci una vita. Finché Andrea ha avuto 15-16 anni, succedeva spesso che io e mia moglie parlassimo di lui, soprattutto perché non andava bene a scuola e non sapevamo che cosa fare, poi mia moglie si è chiusa progressivamente in un silenzio completo su Andrea, mi dava delle notizie ma solo col contagocce e sapere qualcosa da Andrea era praticamente impossibile perché a priori mi vedeva come un nemico. Le cose tra noi sono cambiate solo l’estate scorsa per un motivo legato al mio lavoro e questo fatto mi ha cambiato oggettivamente la vita. Io lavoro in polizia, non è il mestiere più facile e più gratificante che esiste ma era quello che avevo sempre desiderato. Bene, alcuni mesi prima, un’indagine molto delicata mi aveva portato a contatto con un gruppo di ragazzi gay, non gente di giri strani ma solo ragazzi gay. Due di questi ragazzi erano sospettati di un reato piuttosto pesante e correvano grossi rischi penali. Sembrava che tutti gli indizi si concentrassero su questi due ragazzi ma io con loro avevo parlato e non avevano proprio nulla che mi facesse pensare che potessero commettere un reato come quello, che aveva l’impronta tipica dei professionisti. La faccio breve per lasciare le cose nel vago e non mettere a rischio la privacy di nessuno. In pratica non ho chiuso il caso perché i conti non mi tornavano e sono andato più a fondo nella faccenda e ne è vento fuori che quei due ragazzi non c’entravano assolutamente nulla ma erano stati messi in mezzo da tre veri delinquenti. Per quei ragazzi è finita bene, anche perché non avevano fatto nulla, ma è evidente che per loro si è trattato con ogni probabilità della più brutta avventura della loro vita, erano maggiorenni ma ancora molto giovani e ci sono andati di mezzo i genitori che hanno saputo che i due ragazzi erano gay e hanno reagito nel peggiore dei modi. Dopo la fine delle indagini, i veri colpevoli sono stati rinviati a giudizio e la posizione dei due ragazzi è stata archiviata perché palesemente estranei ai fatti. I due ragazzi si sono sentiti rispettati da me e, a cose concluse, mi sono venuti a trovare prima in ufficio e poi a casa, con loro ho parlato diverse volte e siamo andati anche insieme a cena. Beh, in quella occasione ho capito molto più da vicino che cosa sono i gay, non che prima avessi particolari pregiudizi ma oggettivamente non ne sapevo molto. Bene, questi fatti, ormai di qualche mese prima, erano arrivati all’orecchio di mio figlio che qualche tempo dopo la fine della disavventura penale dei due ragazzi, li aveva conosciuti e aveva cominciato a frequentarli. Nota, Project, anche se sembra paradossale, che io non sapevo che mio figlio li frequentava ma loro lo sapevano che Andrea era mio figlio e non mi hanno detto nulla, è stato mio figlio che un giorno mi ha chiamato in ufficio e mi ha invitato a cena, una cosa decisamente anomala, che non era mai successa, ci siamo dati appuntamento alla mia solita pizzeria e lui si è presentato con i due ragazzi e si sono seduti tutti allo stesso tavolo. Sul primo momento io ero un po’ perplesso e non sapevo che dire, anche se fare due più due quattro era in realtà facilissimo. Andrea mi ha detto: “Papà, vabbe’ non c’è bisogno di dire nulla, il discorso più difficile non serve nemmeno farlo… o no?” Gli ho risposto: “Beh, effettivamente non c’è bisogno…”. Poi Andrea mi ha detto che aveva capito chi ero io veramente attraverso quei due ragazzi, perché mia moglie lo aveva sempre dissuaso dall’idea di parlare apertamente con me, dicendogli che non lo avrei mai capito né tanto meno accettato. È un anno che ho recuperato il rapporto con mio figlio ed è una cosa bellissima, ci sentiamo spesso e qualche volta viene a casa mia con i suoi amici, io dico casa mia, ma in sostanza è casa sua perché sta quasi sempre da me. Adesso conosco parecchi suoi amici e sono ragazzi come lui, certe volte ci sediamo tutti insieme in salotto e ci mettiamo a parlare, sono ragazzi che si innamorano di ragazzi, io penso che essere gay sia proprio questo, ma si innamorano veramente e poi, anche se sono ragazzi grandi (alcuni lavorano già) vedo che sono contenti di venire da me perché è un po’ come se ritrovassero qualcosa di simile a una famiglia accogliente che non hanno mai avuto. Vedendo questi ragazzi da vicino proprio non capisco perché tanta gente ce l’ha con loro, sono ragazzi come si deve che andrebbero capiti e rispettati. Ora spezzo una lancia in favore di mia moglie, lei non ha cercato di allontanare Andrea da me per tenerselo tutto per sé, ma veramente pensava che io l’avrei presa malissimo… questo è il segno di quanto poca comunicazione ci possa essere tra un marito e una moglie. Ora i miei rapporti con mia moglie sono migliorati proprio perché lei ha capito che non avrei in nessun modo reso la vita difficile ad Andrea. Pensare che mio faglio ha fiducia in me, che mi considera una persona come si deve con la quale si può parlare da pari a pari mi riempie di gioia perché sento di nuovo di avere un ruolo nella sua vita. Con me non recita ma dice quello che pensa veramente. Ormai non è più un ragazzo ma è un uomo adulto ed è un uomo come si deve, che ha una dignità e non si abbasserebbe mai a cose meschine. Tante volte abbiamo parlato anche di sesso e ne abbiamo parlato in modo molto diretto. In quelle situazioni ho cercato di essere con lui quanto più onesto possibile, senza assumere la parte del papà. Non credo che per un padre ci sia nulla di più bello che sentirsi apprezzato dal figlio ed è quello che da qualche mese ormai comincia a succedermi. Project, ti ho mandato questa mail perché mio figlio mi ha fatto conoscere Progetto gay e me ne ha parlato molto bene. Io ho cercato di leggere il più possibile per farmi una mia idea e non posso che confermare quello che mi ha detto mio figlio. Vai avanti nel fare quello che fai e non mollare per nessuna ragione perché stai facendo una cosa che ha un senso profondo, anche se spesso non visibile, stai seminando grano buono che porterà il suo frutto. Ovviamente mi farebbe piacere vedere questa mail pubblicata e penso che farebbe piacere anche a mio figlio!
Buona serata Project, da oggi hai un amico in più.



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 Oggetto del messaggio: Re: PADRE POLIZIOTTO E FIGLIO GAY
MessaggioInviato: giovedì 17 luglio 2014, 7:17 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
che bella lettera! sono felice di leggere quanta storia. Ci fa capire come a volte il pregiudizio stia anche dall'altra parte. Verso i genitori da parte di un figlio gay , verso i poliziotti in genere per esempio. Eppure sono persone come tutte le altre. Fanno un lavoro delicato e per il potere che hanno sarebbe fantastico se tutti fossero come il padre di Andrea. Credo che leggere questa storia sarà d'aiuto a molti ragazzi.Storie come questa , che finiscono bene, esistono davvero e ne ho sentite tante .L'affetto di un padre giustamente dovrebbe essere più forte di ogni altra cosa. E questa storia ci racconta proprio questo. Il muro di silenzio che si può creare tra un genitore e un figlio è davvero pesante da sopportare, ma quando questo muro cade, allora è possibile recuperare il tempo perduto e ritrovarsi è bellissimo!
Un grande abbraccio anche ad Andrea , che è un nostro lettore e ha portato papà fino qui. :)


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 Oggetto del messaggio: Re: PADRE POLIZIOTTO E FIGLIO GAY
MessaggioInviato: venerdì 18 luglio 2014, 19:10 

Iscritto il: venerdì 28 marzo 2014, 15:31
Messaggi: 30
Una storia a lieto fine! Quando i genitori sono capaci di accettare tutto viene naturale, come per questo bravo padre.


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 Oggetto del messaggio: Re: PADRE POLIZIOTTO E FIGLIO GAY
MessaggioInviato: mercoledì 30 luglio 2014, 23:35 
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Iscritto il: lunedì 28 luglio 2014, 23:19
Messaggi: 9
Bellissima storia. Complimenti. A volte le barriere si possono superare, forse in futuro sarà sempre più facile!



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 Oggetto del messaggio: Re: PADRE POLIZIOTTO E FIGLIO GAY
MessaggioInviato: sabato 30 agosto 2014, 13:07 

Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2011, 0:51
Messaggi: 11
Grazie, una bella testimonianza e un lieto fine anche per "Andrea". Un papà che anche professionalmente ha capito la non differenza sull'essere omosessuale. Un papà che ancora prima di scoprire suo figlio ha toccato con mano questa realtà e che se magari gli sarebbe capitato dopo avrebbe anche se si definisce senza pregiudizi fatto qualche incidente di percorso con suo figlio. Spero che questo poliziotto riesca a trasmettere anche ai sui colleghi questi valori che ha imparato sconfiggendo i pregiudizi e l'omofobia, in un ambiente di lavoro che magari per certi versi risulta ostile sotto certi punti di vista.


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 Oggetto del messaggio: Re: PADRE POLIZIOTTO E FIGLIO GAY
MessaggioInviato: domenica 26 giugno 2016, 20:23 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 323
Ma quanto è fantasticamente bello scoprire che un poliziotto (signori, UN POLIZIOTTO!) è così disponibile al dialogo con omosessuali, e che dei ragazzi ex sospettati di crimine lo hanno stimato a tal punto da andarlo a trovare sia in caserma che a casa? Al di là dell'aiuto che hanno dato a te e a tuo figlio, eh...

Ti sei rivelato un professionista ed un padre eccellente, che ha saputo andare molto oltre e si è reso disponibile ad ascoltare senza barriere precostituite, bravissimo! Non te lo dico tanto per quello che pensi (che pure condivido), ma per esserti messo in gioco ascoltando e, non ultima cosa, per aver spezzato una lancia in favore di tua moglie, per aver tentato di vederti con i suoi occhi quando avresti potuto benissimo dire "Sta str..za!".
Non è assolutamente da tutti! ;)

Tuo figlio ora è orgoglioso di te, e sappi che se giustamente tu dici che per un padre la cosa più bella è sentirsi apprezzato dal figlio, per un figlio il massimo è proprio apprezzare il padre, sentirsi orgoglioso di lui anche se si litiga, stimarlo talmente tanto da dire "io da (più) grande voglio essere come papà!" e sentirsi forti e felici di sapere che nelle proprie vene scorre il suo stesso sangue!
D' accordo, detta così ricorda molto "Il re leone" ( :D ), ma la ritengo una sensazione fantastica,per questo ti dico ancora complimenti, complimenti, complimenti, e GRAZIE per aver scritto la vostra storia: leggerla mi ha fatto bene, al di là del discorso su come hai affrontato l'omosessualità di tuo figlio. :)

PS: e poi la finisco, ma dovevo proprio aggiungere che è ottimo parlare serenamente di sessualità ed affettività (a prescindere dagli orientamenti) con il proprio padre: ci sia apre, si educano i figli ai pericoli che si possono purtroppo incontrare e si rinsaldano i legami. Bravo! ;)


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