DISAVVENTURE DI UN GIOVANE GAY

Che cosa significa essere gay
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progettogayforum
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DISAVVENTURE DI UN GIOVANE GAY

Messaggio da progettogayforum » martedì 26 marzo 2019, 13:52

Caro Project,
è un peccato che il tuo forum sia sostanzialmente abbandonato, l’ho letto in lungo e in largo ed è veramente immenso, una specie di enciclopedia della omosessualità che aiuta a capire tante cose. Ti scrivo perché penso possa essere il posto giusto. Ho 26, mi sono sentito gay da sempre, per me è stata la cosa più naturale che si potesse immaginare, fino a 21 anni ho vissuto di seghe e di fantasie, poi sono arrivare le applicazioni sullo smartphone e da lì è cominciata un’altra avventura. Quando individuavo un ragazzo che mi piaceva o non era interessato a me, perché non solo proprio cinematografico, oppure c’aveva delle fisse strane e allora la fantasia me la facevo passare. In quattro anni ho trovato solo due ragazzi coi quali si è costruito un minimo di discorso e anche un minimo di sesso (di quello proprio a rischio zero) cioè masturbazione reciproca e basta. La cosa mi eccitava, più col primo ragazzo che col secondo, ma a loro non bastava e volevano andare oltre e senza preservativo perché dicevano che erano “puliti” e già questa espressione mi metteva in crisi, in pratica mi è venuta la fissa di essermi preso l’hiv, anche se realmente non avevo mai tenuto comportamenti a rischio. Ho chiuso la app, ho fatto il test due volte ed è venuto sempre negativo. In pratica, alla mie due relazioni mancava del tutto il contenuto affettivo, a loro non importava niente di me ma interessava solo quello che potevano fare con me, e a dire la verità per me era lo stesso. Ormai è più di un anno che sono tornato alla mia vita precedente: seghe e fantasia e anche molto porno, però mi manca il contatto vero con un ragazzo, che non è solo fare sesso insieme, mi manca un ragazzo che si prenda cura di me e che mi permetta di fare lo stesso con lui, m mancano le telefonate affettuose, mi mancano le coccole da innamorati. Ma è possibile che io sia l‘unico che apprezza queste cose. I due ragazzi della app sembrava che fossero interessati a un rapporto del genere, ma quello per loro era solo un mezzo di approccio, perché miravano proprio ad altro. In realtà ci sono stati due elementi che mi hanno messo in crisi con tutti e due quei ragazzi, uno è il fatto che erano fissati col lato B, e l’altro, per me molto sgradevole, che mi sono sentito trattato quasi come se fossi una donna. Io non ho assolutamente niente contro le donne, ci mancherebbe altro! Ma il rapporto con quei ragazzi non lo sentivo affatto alla pari: attenzione per il mio … praticamente zero! Io sono sempre stato gay, ma per me il … dei ragazzi è sempre stato assolutamente fondamentale e l’idea del lato B non l’ho mai avuta, per loro era esattamente il contrario. Francamente i conti non mi tornavano. O sono strano io come gay o loro non sono veramente gay. Insomma per me quel po’ di sesso che ho fatto con quei due ragazzi non è stato veramente coinvolgente, ho recitato la mia parte, più per curiosità che per altro e l’idea di andare oltre non mi ha sfiorato proprio e quindi è finito tutto così. All’università mi ero preso una cotta per un collega che non parlava mai di ragazze e che con me era carinissimo e mi piaceva pure parecchio. Ci siamo scambiati regaletti, siamo andati più volte a prendere una pizza insieme e lui non parlava mai di ragazze (ma nemmeno di ragazzi), poi a un certo punto ha cominciato a defilarsi, forse si sarà accorto di essere finito in una relazione gay che non voleva, penso proprio che sia così, ma mi chiedo di che cosa avesse paura, fatto sta che è sparito, io l’ho cercato qualche volta, lui non ha più risposto e tutto è finito. Ho sempre sognato una vita di coppia nel senso vero della parola, cioè una vera convivenza, ma al momento mi sembra un’idea troppo teorica. Potrei trovare anche domani il ragazzo dei miei sogni, in teoria è possibile, ma temo che non succederà mai. Ho due amici gay che qualche volta frequento un po’, sono una coppia molto affiatata e assolutamente invisibile, ottimi ragazzi, che non mi piacciono fisicamente e che quindi non mi suscitano fantasie di nessun tipo, con loro si parla un po’, ma sono molto riservati e in pratica, per me, sono amicizie più virtuali che altro, nel senso che ci si sente sui social e quasi basta. Io vorrei un ragazzo gay come me, ma esistono? Comincio a pensare che se tanti gay non fanno le unioni civili è perché pensano che sia solo un vincolo formale. Perché si dovrebbe fare finta di costruire qualcosa di stabile quando si sa con ragionevole certezza che di stabile non ci sarà proprio nulla? Il futuro dei gay sono le app? Un forum come il tuo è un’altra cosa ma non ci viene nessuno. Io temo proprio che se è vero che internet ci ha dato delle possibilità, è anche vero che ha creato dei modelli che rischiano di banalizzare le relazioni gay e di ridurle a scambi sessuali da una botta e via e questo è veramente triste. Mi sono sfogato un po’. Che ne pensi Project?

Alyosha
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Re: DISAVVENTURE DI UN GIOVANE GAY

Messaggio da Alyosha » martedì 26 marzo 2019, 20:43

Proverò a buttare giù due righe. E' da un po' che non mi cimento in questo compito un po' complicato di rispondere infondo alla ceca. Il problema di fondo per un gay è ridurre molto le sue questioni a problemi di contatto sessuale. E' una cosa tipica, molto tipica dell'età adolescenziale. Le prime cotte, i primi approcci con il sesso, la paura di non piacere ecc. ecc. Questa età per i gay viene allungata all'infinito. La loro identità non è né un'identità di genere, né un'identità culturale, sono gay perché gli piace lo loro stesso sesso.


Voglio parlarti di un qualcosa cui forse più in là dedicherò un post e che vedo un problema ricorrente anche in chi come te è genuinamente interessato a coinvolgimenti emotivi e sentimentali, ma si trova invischiato in situazioni corrosive oserei dire. Il tema è l'intimità.
L'intimità è uno spazio interiore, la casa dell'anima, una stanza cui nemmeno noi entriamo tanto spesso. L'intimità è una cosa rara, che ha a che fare con il sesso molto più di quello che si crede. Il corpo perfetto, messo in mostra, l'attenzione per il particolare e persino la nudità sono contrari all'intimità. Niente è più erotico e sentimentale del pudore. Il rossore del viso che acconsente e lascia l'altro toccare la propria pelle.
Il punto è che questa intimità, questa capacità di guardarsi per quello che si è, nelle proprie debolezze, impurezze, zone grigie è difficile da conquistare. L'intimità è uno spazio che può essere molto scomodo, in primis per noi stessi. La vergogna
è il più grande ostacolo verso l'intimità e a giudicare dalla tua paura spropositata del contagio, tu ne provi tanta verso te stesso. L'intimità è lo spazio del quotidiano, del maleodorante, della forma imperfetta, dalla fatica quotidiana, dello stress, della rabbia. Insomma dentro l'intimità ci siamo noi stessi e se rifiutiamo questo incontro con i nostri lati più spigolosi, fragili, inibiti, egoisti, superficiali rifiutiamo la possibilità di un incontro autentico con l'altro. Se rifiutiamo di guardare noi stessi fino in fondo, non incontreremo mai l'altro per davvero.
Le chat sono delle finestre sempre aperte, degli scaffali da cui prendere, sono l'interiorità vomitata verso l'esterno sono l'esatto opposto dell'intimità. Hanno il vantaggio di saltare tappe, di abbattere confini, di forzare il pudore, ma l'incontro resta sempre esteriore. Non dico che non è possibile incontrare persone per bene dentro le chat. Dico che è molto complicato incontrarsi in questa zona che ho provato a descriverti e che è preziosa per il rapporto stesso.
L'intimità con se stessi si conquista da soli solo dopo puoi provare a condividerla. Non puoi condividere però spazi dentro cui non entri nemmeno tu. L'intimità è la tua casa. Dovresti provare a costruire prima questo spazio.

Però temo e credo, ritornando al discorso iniziale, che tu, come del resto tutti i gay, abbia saltato dei passaggi, fasi e sviluppi tipicamente adolescenziali. L'esperienza della condivisione sessuale nei gruppi maschili, la possibilità di costruire una tua sessualità pubblica ecc. ecc. Il momento della sperimentazione perciò non va demonizzato. L'importante è non restare incastrati dentro questa fase. L'idea di poter incontrare qualcuno solo per fare esperienze sessuali non deve essere drammatizzata. E credo che sia impossibile non passarci in mezzo. Tu però avresti tanto da fare dapprima con te stesso.

Cosa puoi provare a fare? Dovresti e potresti guadagnare un tuo spazio di intimità e provare a condividerlo con le persone che incontri. Giusto per spezzare quella tensione erotica, quell'approccio surreale e stracarico di aspettative reciproche puntualmente disattese. Si stanno incontrando due persone normali, che potrebbero provare a fare cose normali. Va bene la pizza, il cinema, la palestra. Sarebbe perfetto una prima uscita fra amici, sarebbe prezioso insomma nell'incontro non ridursi a omosessuali che cercano altri omosessuali.
Poi per principio scarta:

1- tutti quelli che mettono in mostra il proprio corpo
2- tutti quelli che ti chiedono foto alla prima conversazione
3- tutti quelli che ti chiedono insistentemente un incontro

Ti accorgerai presto che tutti i gay, compreso tu, sono narcisisti e convinti che il mondo ruoti intorno a loro: questo ti farà scartare quelli di loro che restano. NE resteranno molto pochi da conoscere, ma a te pochi ne servono. Cerca di essere naturale, normale, parla dei tuoi problemi all'università, dei tuoi interessi, insomma prova a dare un senso a quell'incontro e a capire se c'è un interesse reale, che può andare al di là di una possibile relazione. Ti resteranno degli amici mal che vada. Ci si può provare. Lo spazio dentro quei luoghi è molto stretto però, ma questo non tanto per come sono gli altri, ma per come sei tu. Senza che tu te lo dica fino infondo, sei interessato al sesso e alla relazione molto più di loro. Conoscere una persona, uscirci per la prima volta, ponendosi già la domanda se è la persona giusta per stare con noi, chiude ogni porta e ogni possibilità concreta di relazionarsi in modo autentico.

Ok mi fermo qui. Sento di aver parlato un po' a vanvera. Un bel passo sarebbe intanto cominciare a presentarsi ;).

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Help
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Re: DISAVVENTURE DI UN GIOVANE GAY

Messaggio da Help » martedì 26 marzo 2019, 22:15

Ti sei fermato alla superficie. Nelle applicazioni ci troverai quasi sicuramente chi è interessato al sesso (essendo quello il pubblico a cui sono rivolte), ma il mondo è pieno di gente che non è su nessuna app. Buttati a conoscerla piuttosto che arrenderti alla veneranda età di 26 anni... Non mischiare stereotipo con realtà

Buona fortuna

RoXasVersailles
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Re: DISAVVENTURE DI UN GIOVANE GAY

Messaggio da RoXasVersailles » martedì 7 maggio 2019, 0:45

Alyosha ha scritto:
martedì 26 marzo 2019, 20:43

Poi per principio scarta:

1- tutti quelli che mettono in mostra il proprio corpo
2- tutti quelli che ti chiedono foto alla prima conversazione
3- tutti quelli che ti chiedono insistentemente un incontro
Alyosha, mi trovo d'accordo sul resto, ma non sui punti 2 e 3.
2) Penso sia normale voler conoscere la faccia della persona con la quale si stia parlando, anche per evitare fake o persone pericolose. Io chiedo sempre la foto della faccia se la persona non la ha già, anzitutto perché io la metto e penso sia educato che anche l'altro me la invii almeno in privato, in secondo luogo per tutelarmi.
3) L'incontro non è necessariamente l'incontro sessuale. Io non sono bravo nelle lunghe chattate, finisco subito gli argomenti, per cui propongo subito di vedersi magari anche in un posto conosciuto nella città, o all'università, o qualsiasi parte di tranquillo in cui conoscere qualcuno, senza particolari doppisensi.

Sbaglio io? :roll: a me sembra semplicemente un qualcosa di normale da fare.....



sul resto del discorso sono d'accordo 100% comunque
"Ma anche distesa per terra, io canto ora per te le mie canzoni d'amore..."
-Alda Merini

"Se nei tuoi occhi avessi bombe al fosforo
e quei miracoli di sole al Bosforo,
la lingua del serpente più velenoso,
bruciassi nuvole nel cuore tuo,
noi forse torneremmo a vivere.
Sognerò, sognerò
d'incontrarti un po' a sud
Pregherò, pregherò
oggi fiamme inventerò."

Il canto di un'Eneide diversa, Milva

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riverdog
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Re: DISAVVENTURE DI UN GIOVANE GAY

Messaggio da riverdog » sabato 11 maggio 2019, 18:08

Provo a dire la mia riguardo l'argomento "foto"... Mi vengono in mente 3 casistiche:
1) Non ho foto profilo e contatto uno che ce l'ha.
Ebbene mi sembrerebbe di buon senso allegarne una già al mio primo messaggio.
2) Non ho foto profilo e mi contatta uno che ce l'ha.
Se decidessi di rispondere, magari non sarei tenuto "a pareggiare i conti" a strettissimo giro, ovvero nei primissimi messaggi, ma ad un certo punto - assodato che possa aver senso non far cadere il discorso - la allegherei, non mettendo l'altro nella condizione antipatica di dovermela chiedere.
3) Nessuno dei due ha foto visibile.
Chatta oggi, chatta domani, ad un certo punto uno dei due decide di rompere il ghiaccio e la manda... Magari senza esplicitare troppo la cosa facendolo sembrare un cerimoniale scambio di gagliardetti a metà campo primo di un match... Soprattutto se si è un po' timidi, si può utilizzare un artificio, ovvero buttarla lì con qualche pseudo-motivazione... "Toh, guarda che schifo di maglione mi ha regalato mia zia a Natale!", oppure "Ehi, ma quanto è bello il cane/gatto/topo del mio amico Evaristo!"... Ehm, sottolineo che nella foto oltre al cane/gatto/topo dell'amico Evaristo dovrebbe esserci anche il mittente del messaggio!! :)
E così anche la terza situazione si converte nelle due di cui sopra.

Non so... personalmente - con un minimo di buon senso - mi sembrano situazioni facilmente governabili...

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