Una direzione?

Che cosa significa essere gay
Rispondi
N1c0L4s
Messaggi: 135
Iscritto il: domenica 2 gennaio 2011, 4:23

Re: Una direzione?

Messaggio da N1c0L4s » martedì 26 aprile 2011, 19:26

La gente giudica per trovare sicurezza nelle proprie azioni.
Se ci pensi non esiste un "normale", non può esistere. Come dicono "la famiglia normale" sono tutte cavolate da medioevo.
Chi giudica per ste cose ha una bassa coscienza di sé..
Perché ad esempio sei al mondo?secondo me perché hai bisogno di essere una determinata persona per altre persone che hanno bisogno della presenza di quella persona. Ovvero 'amore': sei il corredo di tutta una realtà...

Ma nella bassa coscienza per giustificarti chi sei hai bisogno di puntare il dito contro a qualcuno...ma lo fai trovando motivazioni razionali. Anche motivazioni razionali assurde...non si può provare il 'sì' o il 'no' assoluto con le motivazioni razionali, non si può provare il giusto o il sbagliato assoluto ma quando la gente conversa lo fa sempre...quindi il giudizio, secondo me, è solo l'incoscienza delle persone nel capire quale e cosa è la luce.

La luce è ciò che far star bene tutto...tutti ce l'hanno sempre davanti a sé: sanno qual'é, ma non scelgono di seguirla nell'incertezza! Una volta che avranno capito che c'é solo luce, e che se ti allontani vai nell'ombra(ad esempio, pensi di essere totalmente sbagliato o totalmente inopportuno o incapace per fare una cosa che vuoi), troverai tutta la motivazione per andare avanti in quella strada. Con la motivazione di fare la cosa più giusta in assoluto ti si sbloccheranno tutte le porte...smuoveresti una montagna se fossi consapevole di fare la cosa più giusta in assoluto e per il bene di tutti compreso il tuo?la risposta è sì.

L'amore è una realtà. La luce è ciò che si mette sempre in discussione, è sempre davanti a noi...pensando che si sta sbagliando a fare qualcosa che vorremmo fare ci fa stare male, ci allontana dalla nostra luce...ma bisogna capire qual'é e bisogna capire che seguirla è solo un beneficio per tutti.

Ad esempio: ci sono situazioni che ricalcano pienamente l'esistenza di questa luce che da veramente tanta forza di volontà e cambiare le cose.
Basta immaginare ad esempio qualcosa che fa veramente incazzare...ad esempio un'ingiustizia enorme e che la parte che colpisce è totalmente inconsapevole e menefreghista dell'ingiustizia che ha creato...ecco quello è ad esempio qualcosa che fa trovare tutte le motivazioni per abbatterlo, ovvero stai combattendo per qualcosa. Combatti perché quella persona ha fatto in modo di far credere alla persona che ha colpito che la luce che stava seguendo in realtà non esiste ed ha sbagliato tutto...allora ti fa incazzare e ti fa muovere seriamente per confermare l'esistenza di questa luce. Ma non è che non esiste, solo che non sei stato abbastanza motivato! ti sei fermato nell'insicurezza
Più ti confermi che quella luce è essenziale e che bisogna seguire solo quella, più vivrai meglio e sarai sempre più motivato nel fare ciò che stai facendo....
Spero di essermi spiegato :D ciao

Avatar utente
marc090
Amministratore
Messaggi: 888
Iscritto il: sabato 23 aprile 2011, 1:00

Re: Una direzione?

Messaggio da marc090 » martedì 26 aprile 2011, 20:04

N1c0L4s ha scritto:La gente giudica per trovare sicurezza nelle proprie azioni.
Se ci pensi non esiste un "normale", non può esistere. Come dicono "la famiglia normale" sono tutte cavolate da medioevo.
Chi giudica per ste cose ha una bassa coscienza di sé..
Perché ad esempio sei al mondo?secondo me perché hai bisogno di essere una determinata persona per altre persone che hanno bisogno della presenza di quella persona. Ovvero 'amore': sei il corredo di tutta una realtà...

Ma nella bassa coscienza per giustificarti chi sei hai bisogno di puntare il dito contro a qualcuno...ma lo fai trovando motivazioni razionali. Anche motivazioni razionali assurde...non si può provare il 'sì' o il 'no' assoluto con le motivazioni razionali, non si può provare il giusto o il sbagliato assoluto ma quando la gente conversa lo fa sempre...quindi il giudizio, secondo me, è solo l'incoscienza delle persone nel capire quale e cosa è la luce.

La luce è ciò che far star bene tutto...tutti ce l'hanno sempre davanti a sé: sanno qual'é, ma non scelgono di seguirla nell'incertezza! Una volta che avranno capito che c'é solo luce, e che se ti allontani vai nell'ombra(ad esempio, pensi di essere totalmente sbagliato o totalmente inopportuno o incapace per fare una cosa che vuoi), troverai tutta la motivazione per andare avanti in quella strada. Con la motivazione di fare la cosa più giusta in assoluto ti si sbloccheranno tutte le porte...smuoveresti una montagna se fossi consapevole di fare la cosa più giusta in assoluto e per il bene di tutti compreso il tuo?la risposta è sì.

L'amore è una realtà. La luce è ciò che si mette sempre in discussione, è sempre davanti a noi...pensando che si sta sbagliando a fare qualcosa che vorremmo fare ci fa stare male, ci allontana dalla nostra luce...ma bisogna capire qual'é e bisogna capire che seguirla è solo un beneficio per tutti.

Ad esempio: ci sono situazioni che ricalcano pienamente l'esistenza di questa luce che da veramente tanta forza di volontà e cambiare le cose.
Basta immaginare ad esempio qualcosa che fa veramente incazzare...ad esempio un'ingiustizia enorme e che la parte che colpisce è totalmente inconsapevole e menefreghista dell'ingiustizia che ha creato...ecco quello è ad esempio qualcosa che fa trovare tutte le motivazioni per abbatterlo, ovvero stai combattendo per qualcosa. Combatti perché quella persona ha fatto in modo di far credere alla persona che ha colpito che la luce che stava seguendo in realtà non esiste ed ha sbagliato tutto...allora ti fa incazzare e ti fa muovere seriamente per confermare l'esistenza di questa luce. Ma non è che non esiste, solo che non sei stato abbastanza motivato! ti sei fermato nell'insicurezza
Più ti confermi che quella luce è essenziale e che bisogna seguire solo quella, più vivrai meglio e sarai sempre più motivato nel fare ciò che stai facendo....
Spero di essermi spiegato :D ciao
E' assolutamente particolare come concetto, molto interessante, veramente, però.. non so, sembra quasi mettere il mondo in bianco e nero, dove rispetto all'errore, c'è sempre la controparte corretta... dove c' è sempre una scelta a due vie..

Mi sembra quasi che non tenga conto delle emozioni, le stesse componenti che dovrebbero farci allontanare dalla cossidetta luce.. Anche perchè non sempre siamo in grado di definire una scelta corretta, di sapere se quello che vogliamo è realmente ciò di cui abbiamo bisogno..

Non è facile darti una risposta ma... mi sembra quasi che ci sia qualcosa che non torna, una via troppo facile dove possiamo dominare ogni singolo elemento della nostra vita (cosa che credo anche io ma entro certi limiti molto soggettivi)
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


Marc090 -- Amministrazione di ProgettoGay

N1c0L4s
Messaggi: 135
Iscritto il: domenica 2 gennaio 2011, 4:23

Re: Una direzione?

Messaggio da N1c0L4s » mercoledì 27 aprile 2011, 13:13

Infatti è un concetto non completo perché anche a me mancano delle parti..
COmunque la sensazione da abbattere penso sia semplicemente quella di evitare di crearti dolore.

Esempio: a delle volte sbagli qualcosa e dai la colpa ad altro, sfoghi la tua energia dando la colpa ad altro ma continui a sbagliare...invece non si dovrebbe fare così, c'é appunto il dolore per dimostrarti che quella NON è la strada che dovresti seguire per stare bene....

Poi se riesci a stare bene tu allora penso che riesci a fare star bene anche tutti gli altri. Quindi la volontà ce la devi mettere semplicemente per abbattere il dolore. Ma bisogna capire appunto questa luce...ecco penso...
Sono tanto convinto che la strada sia quella, però come ho detto mi mancano dei pezzi.

Alyosha
Utenti Storici
Messaggi: 2417
Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41

Re: Una direzione?

Messaggio da Alyosha » mercoledì 27 aprile 2011, 16:27

a delle volte sbagli qualcosa e dai la colpa ad altro, sfoghi la tua energia dando la colpa ad altro ma continui a sbagliare...invece non si dovrebbe fare così, c'é appunto il dolore per dimostrarti che quella NON è la strada che dovresti seguire per stare bene....
Mi piace molto quello che scrivi N1colas un pò tutto il ragionamento e il modo con cui vedi la cosa. Questa frase mi piace molto in particolare, molte volte uno giudica gli altri come forma di difesa personale, perché non vuole mettere in gioco se stesso. In effetti stare lì a giudicare senza provare a campbiare qualcosa è di fatto un continuare a ripetere sempre gli stessi errori.

zed000
Messaggi: 3
Iscritto il: martedì 8 marzo 2011, 16:16

Re: Una direzione?

Messaggio da zed000 » mercoledì 27 aprile 2011, 16:52

.

Avatar utente
marc090
Amministratore
Messaggi: 888
Iscritto il: sabato 23 aprile 2011, 1:00

Re: Una direzione?

Messaggio da marc090 » giovedì 28 aprile 2011, 15:59

Poi se riesci a stare bene tu allora penso che riesci a fare star bene anche tutti gli altri. Quindi la volontà ce la devi mettere semplicemente per abbattere il dolore. Ma bisogna capire appunto questa luce...ecco penso...
Sono tanto convinto che la strada sia quella, però come ho detto mi mancano dei pezzi.
La verità è che sono arrivato anche io a pensare questo, molte volte... è solo che... quello che ho paura è che un concetto così creii dipendenza... Cercare insomma la luce anche quando forse dovremmo scoprire un pò di quel buio da cui vogliamo allontanarci..

Mah... In ogni caso ti auguro di arrivare ad una soluzione, ci sto pensando anche io, diciamo che è da una vita che ci penso e il fatto di non trovare risposta e quindi di non trovare una regola un metodo adattabile per affrontare la vita non rende sempre le cose semplici.. :)
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


Marc090 -- Amministrazione di ProgettoGay

Rispondi