AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Che cosa significa essere gay
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AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da progettogayforum » giovedì 15 settembre 2011, 11:08

Questo post mira a chiarire alcuni punti focali dei rapporti virtuali (chat, e-mail e forum) che possono crearsi tra ragazzi gay. Sulla definizione dell’amore e dell’amicizia in termini generali sono stati scritti moltissimi libri e non è mia intenzione discutere dei massimi sistemi ma, se alla parola amore si vuole dare una connotazione che non sia eccessivamente astratta, si deve presupporre che un innamoramento non possa ridursi ad una affinità intellettuale o ad una condivisione di valori morali ma debba necessariamente comportare un coinvolgimento fisico-fisiologico che coinvolga in modo profondo la sessualità.
A questo punto una osservazione è d’obbligo. Quando, nella vita reale, un ragazzo gay si innamora di un altro ragazzo, l’innamoramento non parte dai livelli intellettuali o dalle possibili affinità elettive ma dall’attrazione fisica, ossia da tutto un insieme di fattori che dipendono dalla fisicità dell’altro: il sorriso, la prestanza fisica, la voce, gli atteggiamenti corporei, la tendenza ad un comportamento più o meno seduttivo. Questo è talmente vero che spessissimo i ragazzi gay si innamorano di ragazzi etero lontanissimi da loro sotto ogni aspetto, ma capaci di incarnare “fisicamente” il loro ragazzo ideale. Se un ragazzo ci appare fisicamente attraente cominciamo a farci domande su di lui e a voler cercare una prossimità anche in termini di dialogo, in pratica ci interessiamo a quel ragazzo. Questo meccanismo dell’innamoramento, che è tipico della vita reale, non si può realizzare attraverso internet dove tutto resta comunque staccato dalla dimensione fisica. In queste situazioni interviene un meccanismo proiettivo che ci fa immaginare il ragazzo col quale stiamo parlando in chat secondo le nostre categorie.
Mi fermo un attimo a chiarire che cosa sia un meccanismo proiettivo e quanto possa essere condizionante partendo da un esempio concreto. Alla pagina http://esserein2.wordpress.com/2011/09/ ... ngolo-bdh/ di un sito che appare per ogni altro verso di orientamento etero, si legge una storia non sessualmente connotata, cioè che non presenta nel testo nessun elemento che permetta di chiarire con certezza se uno dei protagonisti sia un ragazzo o una ragazza (mancanza di pronomi come lui o lei, mancanza di participi passati o di aggettivi concordati al maschile o al femminile). Il testo quindi, di per sé, è neutro. Quando quella storia viene letta da un ragazzo etero, quel ragazzo la interpreta secondo le sue categorie e la legge come la storia di una ragazza che ha due ragazzi che la desiderano entrambi. Quando invece quella storia è letta da un ragazzo gay la lettura non è affatto così automatica e si arriva spesso a notare che il testo non è sessualmente connotato, cosa che ad un ragazzo etero sfugge pressoché sempre. Su questa base si possono costruire test proiettivi per la determinazione dell’orientamento sessuale che hanno una discreta affidabilità. La lettura proiettiva è in fondo la ragione del fascino della letteratura o del cinema perché ci proiettiamo nelle vicende e le interpretiamo secondo il nostro vissuto.
Uno scambio di mail, una conversazione in chat o un dialogo su un forum creano un testo, anzi costruiscono un testo a quattro mani. Quel testo ha le caratteristiche della letteratura, ancora più accentuate dal fatto che è costruito a quattro mani, è cioè il luogo di elezione per le letture proiettive ma mentre nella lettura proiettiva di un libro non si mira alla costruzione di un rapporto interpersonale e tutto resta interno alla mente del lettore, negli scambi via internet la tendenza proiettiva deve prima o poi fare i conti col fatto che dall’altra parte c’è un altro ragazzo con le sue proiezioni sulla stessa conversazione. C’è in buona sostanza il rischio dell’equivoco, aggravato dal fatto che molte conversazioni in chat restano a livelli estremamente sublimati e simbolici e quindi estremamente aperti alle interpretazioni proiettive. L’instaurazione di meccanismi proiettivi importanti nei contatti via internet può essere così determinante da portare addirittura a mettere da parte l’idea di una conoscenza personale tra i due interlocutori che potrebbe interrompere o distruggere il meccanismo proiettivo che di per sé è almeno apparentemente gratificante.
Aggiungo che spesso nei colloqui in chat tra ragazzi gay è comune in meccanismo della “deriva del linguaggio amoroso” cioè del progressivo e automatico lasciarsi andare ad un linguaggio che assomiglia sempre di più ad un linguaggio amoroso, questo significa che non affatto raro che finiscano per parlare come due innamorati due ragazzi che non si sono mai incontrati di persona. L’investimento affettivo in questi meccanismi è spesso molto alto e la dimensione proiettiva è tale che il rischio che la conversazione sia solo lo spunto per la costruzione di storie che esistono solo a livello proiettivo è molto concreto. In buona sostanza ci si crea un interlocutore a nostra misura, completando proiettivamente gli elementi reali (spesso scarsi e di incerto significato) che emergono dal dialogo reale. Questo è tanto vero che si arriva ad innamorarsi di un etero, interpretando ogni minimo elemento che non appaia etero al 100% come il segno di una possibile omosessualità e si svalutano del tutto quegli elementi, pure ben chiari, che dimostrano che non si tratta affatto di un gay. Ma devo sottolineare che il meccanismo opera anche nei rapporti tra ragazzi gay, cioè tra ragazzi che sanno con certezza che l’altro è gay. Il meccanismo proiettivo giunge al punto di attribuire all’altro una fisicità presupposta, cioè di incarnarlo in una immagine che rappresenta il nostro ragazzo ideale. Si arriva al punto che l’immagine proiettiva dell’altro viene caricata anche di valenze sessuali e si prova un trasporto sessuale niente affatto superficiale per un ragazzo che non si è mai incontrato. In pratica ci si innamora anche sessualmente di un personaggio che al 90% è creato dalla nostra fantasia proiettiva che gli attribuisce anche una fisicità secondo quello che noi desideriamo. La deriva del linguaggio amoroso poi fa il resto e dà la netta impressione che si stia costruendo una vera storia d’amore. Ma in tutto questo c’è un errore di fondo, in pratica il meccanismo naturale che porta dall’attrazione fisica all’innamoramento affettivo è del tutto stravolto.
Bisogna ricordarsi che per innamorarsi nel senso vero della parola il coinvolgimento fisico-fisiologico è indispensabile ma deve essere rivolto ad una persona reale, non ad una immagine creata dalla fantasia proiettiva. Alcuni surrogati della presenza fisica, come le foto o la videocamera non possono in nessun modo sostituire la presenza fisica stessa che è e resta l’elemento necessario dell’innamoramento vero, intendo dire che senza la presenza fisica e senza un’autentica forma di coinvolgimento fisico-fisiologico non esiste innamoramento.
Vorrei mettere in guardia i ragazzi che si conoscono in chat dal lasciarsi andare alla deriva del linguaggio amoroso che non fa che creare aspettative che possono poi essere del tutto distrutte anche da un brevissimo incontro nel quale ci si rende conto che le nostre proiezioni non avevano nulla in comune con la realtà e che il discorso (ma solo il discorso) è andato avanti a ruota libera, ben oltre la realtà. È in genere molto facile lasciarsi andare in chat a grandi discorsi, a dire “ti voglio bene” e anche “ti amo” senza che alla base ci sia qualcosa di concreto ma è molto difficile ridimensionare queste affermazioni dopo, quando ormai hanno creato aspettative consolidate che la conoscenza personale diretta ha contraddetto. A questo punto, se quando ci si conosce di persona la disillusione è reciproca, tutto sommato, il problema si risolve facilmente perché vengono meno contemporaneamente le aspettative da tutte e due le parti, ma se uno dei due resta disilluso e l’altro invece si sente anche fortemente attratto fisicamente le dissimmetrie diventano molto forti e le situazioni diventano difficili da gestire.
In chat o via e-mail, cioè senza conoscenza personale diretta, è invece possibilissimo e, direi, assai mano rischioso, creare dei rapporti di amicizia, che sono molto meno condizionati da meccanismo proiettivi rispetto alle possibili storie d’amore. Noto che la tendenza spontanea dei ragazzi è quella di cercarsi il ragazzo, l’innamorato, piuttosto che uno o più amici veri in chat, ma gli strumenti informatici sono molto più adatti alla creazione e al mantenimento di amicizie che alla creazione di storie d’amore. Come buona norma di prudenza direi che sarebbe bene riservare discorsi con forte connotazione affettiva solo a persone che si siano effettivamente conosciute anche fuori dalla chat o dal forum, cioè che siano conosciute di persona. E qui interviene una riflessione importante. Incontrarsi “in due” nella vita reale dopo essersi conosciuti in chat, dà a quell’incontro una connotazione affettiva molto forte e lo fa apparire come un passo verso la costruzione di una storia importante e reciproca. È per questo che in genere è meglio costruire rapporti che partano dall’amicizia, dal vedersi in gruppo, cioè da rapporti che non creino troppe aspettative che potrebbero trasformarsi in disillusioni. L’amicizia è sempre e comunque il primo passo, se la presenza fisica è coinvolgente e incoraggiante allora può avere senso fare un passo ulteriore, altrimenti l’amicizia resta e non viene compromessa dal fatto che non ne segua una storia con un maggiore coinvolgimento perché non sono state alimentate aspettative al buio.
Vorrei concludere che la rete (usata con la massima prudenza, per carità!) offre delle possibilità ma può creare anche delle pesantissime disillusioni e che, se si vuole bene a qualcuno, anche solo come amico, bisogna evitare di illuderlo e di portalo poi a docce fredde finali che lasciano con una senso di amarezza profonda. Quindi è bene mantenere sempre un atteggiamento di responsabilità e pensare prima alle possibili conseguenze di ciò che si fa e che si dice.

Nicomaco
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Re: AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da Nicomaco » giovedì 15 settembre 2011, 13:16

Beh!
Che dire?
Un secondo capitolo di sintesi nel quarto anniversario dalla creazione di questo forum che non si può non condividere e che fa veramente riflettere ... mi chiedo anzi se non sarebbe utile il suo inserimento tra le regole del forum e della chat.
Ciò detto, vorrei però segnalare un’attenuante ai comportamenti “rischiosi” che sono stati indicati.
Credo che sia umano farsi coinvolgere emotivamente anche in confronti on-line, magari se si è alle prime armi, e credo anche che questo coinvolgimento sia più facile soprattutto per chi non ha la possibilità attuale di relazionarsi nella vita reale con persone simili a noi (e mi pare che la cosa sia purtroppo ancora diffusa …).
Ripeto: questa è un’attenuante, non una scusante rispetto ai comportamenti imprudenti di cui si parla giustamente nel post.
Vorrei inoltre aggiungere che se è vero che una relazione d’amore è sempre e prima di tutto una relazione di tipo fisico/fisiologico (e non una relazione on-line), secondo me anche una relazione di semplice amicizia probabilmente alla lunga soffrirebbe ad essere solo ed esclusivamente virtuale (ma qui mi fermo per non andare fuori tema … anche perché su questi aspetti ho già esposto altrove la mia opinione).
Ancora grazie Project.
La verità, vi prego, sull'amore (W.H. Auden)

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Telemaco
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Re: AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da Telemaco » giovedì 15 settembre 2011, 16:33

Ci stavo pensando proprio in questo periodo... ci sono meccanismi impliciti veramente a "doppio taglio" negli strumenti di conoscenza virtuale, e tu Project li hai dipinti con una limpidezza davvero ammirevole, queste considerazioni le ho fatte anche io in passato soprattutto perchè è proprio così che funziona il "procedimento"! Anzi a volte mi è venuto spontaneo mettere in guardia altri ragazzi da eccessivi "impeti" affettivi virtuali, perchè so benissimo che si tratta di idealizzazioni che assorbono un mare di energie ma che nel 90% dei casi non portano a nulla perchè appunto si basano sul nulla. Purtroppo però ho fatto la figura del guastafeste, perchè devo ammettere che uno non ci crede finchè queste cose non le sperimenta dal vivo. La delusione è dietro l'angolo, ma finchè uno non svolta l'angolo non sta a sentire chi lo avverte :lol:
D'altra parte pretendere di prescindere da una componente fisico-materiale di un rapporto di interrelazione con altre persone è davvero un'operazione difficilissima, e, alla lunga, un inutile ed insoddisfacente impegno di energie e di tempo se l'interrelazione NON è disinteressata, cioè se è implicitamente finalizzata alla previa conoscenza virtuale dell'interlocutore per passare ad un eventuale conoscenza reale.
Dico questo con convinzione perchè il salto dal virtuale al reale è a dir poco vertiginoso, bisogna mettere in conto che la comunicazione in chat-forum-web è tanto apprezzata e adoperata quanto più si può sfruttare la serie di vantaggi tecnici (intrinseci ed ineliminabili) che offre, come l'anonimato, la mancanza di contatto fisico-visivo diretto, la non immediatezza della comunicazione, il mancato utilizzo di ambienti pubblici, il distacco da contesti sociali ben individuati.
Ma, detto questo, è come se non avessi detto nulla, perchè sono cose di cui uno si rende solo col senno di poi, e nemmeno tanto facilmente :)
# Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
(Gǔlǎo de zhōngguó yànyǔ)

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Re: AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da Telemaco » giovedì 15 settembre 2011, 17:04

Quando invece la realtà virtuale è adoperata in maniera più distaccata e consapevole può offrire grandi soddisfazioni, perchè consente di fare ciò cui essa è REALMENTE preposta, ossia tenere in contatto persone lontane consentendo loro un continuo scambio intellettuale a distanza.
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serpentera
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Re: AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da serpentera » giovedì 15 settembre 2011, 17:59

Gran bel post,Project!
Te lo dice uno che qualche mese fa ci è cascato in questa "trappola"..
E arriviamo alla testimonianza:mi ero "innamorato" di un ragazzo in chat e lui ricambiava i miei sentimenti con parole speciali(come dici tu,probabilmente,ognuno di noi aveva proiettato dentro di sé l'immagine del proprio ragazzo ideale)...Dopo il primo incontro tutto quello che ci eravamo costruiti nella nostra mente è crollato...Soprattutto lui è riuscito a rimuovermi immediatamente.Io ci ho messo un po' più tempo,ma ora neanche ci sentiamo,non provo più nulla per lui,è rimasto solo un bel ricordo del nostro messaggiare precendentemente all'appuntamento...
Non sento affatto la sua mancanza(e per lui son certo che è la stessa cosa)...
Insomma,quello che dici è tutto vero!...Sarai mica uno stregone? :lol: :lol:

Rayden
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Re: AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da Rayden » domenica 18 settembre 2011, 22:22

Su questo argomento credo di avere un'opinione in parte diversa da quanto è stato detto fin qui, anche se ammetto che questa diversità possa essere determinata non tanto da un rigoroso ragionamento razionale, quanto dall'inesperienza e dall'ingenuità di un animo sognatore e romantico.

A livello generale, concordo sul fatto che una conoscenza che nasce in chat sia ricca di incognite e costellata di ostacoli, in quanto non si conosce di persona il proprio interlocutore e, di conseguenza, non si ha oggettivamente la certezza della bontà delle sue affermazioni, non si può essere sicuri che la descrizione che egli fa di se stesso – sia caratteriale sia fisica – corrisponda alla realtà, non si può affermare che i suoi interessi e i suoi sentimenti siano corrispondenti al vero. Al contempo, però, la conoscenza di un ragazzo che non abbia la chat come base di partenza è molto difficile, se non impossibile, a causa di una serie di fattori che non consentono fin dal principio una conoscenza diretta l'uno dell'altro, come la distanza, la timidezza, la difficoltà ad esporsi. In altre parole, escludendo i siti di incontri, la chat mi sembra il mezzo più concreto e sicuro mediante il quale due ragazzi gay possono venire in contatto. Ciò premesso, proviamo ad immaginare che in chat si conosca un ragazzo serio e sincero, che non mente su se stesso, sulle sue opinioni, sui suoi interessi, sui suoi sentimenti (è certamente possibile, io ne ho trovati diversi :D ).

Normalmente, se la conoscenza via chat ha un esito positivo, può nascere una sincera amicizia, dove i due amici possono esprimersi liberamente e confidarsi, senza il timore di affrontare determinati argomenti o esprimere emozioni che nella vita di tutti i giorni non possono avere spazio. Da quell'amicizia può poi scaturire una rete di altre amicizie gay con ragazzi conosciuti dall'uno e/o dall'altro. La consistenza di queste amicizie, purtoppo, non può prescindere dalla distanza che separa gli amici, che spesso impedisce un rapporto di costante vicinanza fisica, fatto di uscite insieme e momenti condivisi, così che al posto di una chiacchierata facendo 4 passi o stando seduti intorno al tavolo di un bar ci si deve limitare ad una chiacchierata fatta di parole che corrono sullo schermo di un pc. Ciò, peraltro, non toglie che anche un'amicizia virtuale, seppur vissuta meno concretamente, possa essere comunque forte e profonda.

Allo stesso tempo, può succedere che, per qualche strano meccanismo in cui la razionalità non gioca alcun ruolo, se non quello di assente all'appello, l'immagine fisica ed affettiva di una persona conosciuta via chat possa in qualche modo suscitare nel suo interlocutore sentimenti ed emozioni che si spingono oltre quelli tipici di un'amicizia anche molto sentita e partecipata. Ciò può scaturire da una serie infinita di fattori: l'atteggiamento del proprio interlocutore, il suo linguaggio, il suo modo di comunicare, i suoi interessi, le sue emozioni, la corrispondenza della sua descrizione a quella del ragazzo dei propri sogni, addirittura il contesto stesso da cui è nato il primo contatto via chat. Quando uno o più di questi fattori fanno nascere in entrambi un sentimento speciale - che non è amore, perché non ci si è mai incontrati nella realtà, ma nemmeno amicizia, perché ha connotazioni più marcate e che vanno al di là di un semplice affetto - dal mio punto di vista è naturale e spontaneo che da entrambe le parti si cominci ad utilizzare verso l'altro un linguaggio che, se non amoroso, è sicuramente esclusivo e inconfondibile e, contestualmente, sorga il vivo desiderio che da quel germoglio coltivato fra le righe di uno schermo possa un giorno nascere l'amore.

Certo, l'immagine che ci si costruisce del proprio interlocutore non può non essere anche il frutto dell'accoppiata vincente fantasia & sentimenti. Ma fino a che punto si può affermare che quell'immagine altro non sia se non la conseguenza di un meccanismo proiettivo? Sempre presupponendo la sincerità del nostro interlocutore, l'immagine che ci rappresentiamo non si delinea dal nulla, ma a partire da informazioni e dati condivisi e che, in modo piuttosto preciso e definito, coinvolgono sia l'aspetto esteriore che quello caratteriale dell'altra persona. Dunque, il modello di ragazzo che ci costruiamo può sicuramente apparire diverso dalla sua immagine reale, ma quella diversità si fonda su basi autentiche e, pertanto, non può estendersi oltre un certo limite. Volendo fare un paragone, una conoscenza seria e veritiera via chat potrà trasformare un blu oltremare in un blu di prussia o al limite in un azzurro, non in un rosso scarlatto o in giallo limone. Difficilmente ciò potrebbe accadere sul piano affettivo e caratteriale, perché si tratta di un aspetto per il quale la dimensione fisica non rileva o comunque svolge un ruolo limitato, così che la dimensione reale e quella virtuale tendenzialmente dovrebbero coincidere. E' possibile, invece, che si riscontrino divergenze sul piano estetico, che meno si addice ad essere compreso e vissuto su un piano virtuale, con la precisazione che, anche dal punto di vista fisico, una descrizione sincera via chat, pur non potendo evitare che nella realtà l'immagine che ci siamo costruiti presenti delle sbavature o comunque dei contorni differenti, non può rovesciarne completamente i tratti o distanziarsi da essa in modo abissale.

Ora, ci si deve chiedere in che misura le sfumature che connotano il ragazzo reale rispetto a quello conosciuto virtualmente possano pregiudicare la crescita di quel germoglio nato via chat ed impedire a quel sentimento così autentico di consolidarsi in amore al primo incontro. Qualora ciò accadesse, l'impossibilità di portare a compimento una relazione dominata da un affetto reciproco, speciale, sentito e profondo sarebbe determinata sostanzialmente dall'incapacità di concepire la bellezza non solo come un fiore di vari colori - questo lo capirei, visto che ciascuno ha il proprio colore prediletto - ma nemmeno come un fiore di una tonalità particolare del nostro colore preferito. Detto altrimenti, è come se il fattore estetico fosse a tal punto essenziale che, se il nostro colore preferito è il blu, il blu di prussia al posto del blu oltremare sarebbe determinante per il consolidarsi di una relazione. Credo che tutto ciò si traduca in un esempio di "umana debolezza", in quanto si pone in una posizione preminente il fattore estetico, per sua natura caratterizzato da una tale fragilità da venir meno semplicemente in seguito all'azione corrosiva del tempo, mentre si finisce per relegare in secondo piano la dimensione affettiva, ciò che l'uno ha più apprezzato dell'altro nel corso della conoscenza via chat e da cui è scaturito il primo reciproco sentimento speciale ed esclusivo, che è dotata di una forza tale da durare per tutta la vita e che spesso non muore nemmeno quando questa ha fine.

Nel mio piccolo, voglio credere che la forza affettiva e sentimentale che lega due persone che null'altro desiderano se non vivere una vita insieme sia in grado di conquistare una posizione non esclusiva, ma almeno preminente, nel senso che eventuali difetti estetici e lacune fisiche che sfumano l'immagine costruita in un rapporto nato via chat possano essere colmati e compensati nella realtà dalla profondità di ciascun "ti voglio bene" che il cuore di entrambi, vincendo ogni resistenza ed esitazione, è stato in grado di pronunciare.

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Re: AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da progettogayforum » domenica 18 settembre 2011, 23:05

Beh, sì, quello che dici è bello e auspicabile ma la regola generale è un'altra. D'altra parte le statistiche si fanno sulla base di percentuali e quindi le eccezioni sono sempre possibili perché in queste cose le individualità dei due ragazzi sono determinanti al di là delle stetistiche.

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Re: AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da guy21 » domenica 18 settembre 2011, 23:49

non volevo pronunciarmi su questo post dato che me lo sento molto vicino, anzi credo mi calzi a pennello, volevo solo dire che rayden ha espresso in maniera così bella e dettagliata quello che io volevo dire, cioè condivido al 100% quello che ha scritto. grazie rayden per averlo scritto, sai molte volte ho le cose sul punto della lingua e non so come metterle giù, poi questa volta sinceramente volevo starmene in disparte e non scrivere. ma grazie a te non devo più sforzarmi, grazie davvero! :D

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riverdog
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Re: AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da riverdog » lunedì 19 settembre 2011, 12:43

Rayden, mi piacerebbe pensarla come te, in un certo senso sarebbe tutto più facile, ma purtroppo non è così, e trovo questo topic aperto da Project a dir poco illuminante.

A mio parere, l'errore del tuo ragionamento sta nel metterla sul piano estetico, ma l'attrazione fisica è un concetto ben diverso che dipende da una serie di percezioni assai più complesse, verificabili soltanto in un contatto reale.

Il tuo discorso iniziale sull'importanza di mezzi virtuali per mettere in contatto ragazzi "compatibili" non fa una piega (penso che questo l'abbiamo verificato entrambi.... almeno spero ;) ), ma penso sia fondamentale nella conoscenza virtuale mantenere un profilo basso, evitare di caricare un successivo ed auspicato incontro (sempre prudenza!!!) di troppe aspettative. Se ci si accorge che si sta andando "oltre" io cercherei in qualche modo di frenarmi, il virtuale è virtuale e tale deve restare, il rapporto può essere benissimo intensificato "dopo", quando si avrà ben chiaro se ci troviamo di fronte ad un amico (cosa da non screditare affatto!!) o ad una possibile apoteosi ;)

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Re: AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Messaggio da Rayden » mercoledì 21 settembre 2011, 16:37

Riverdog, hai ragione quando dici che il fattore estetico e l'attrazione fisica non sono esattamente la stessa cosa. Personalmente, sviluppando il ragionamento che nel mio post sopra ho cercato di semplificare, credo che l'attrazione fisica possa definirsi la gradevole percezione soggettiva dell'aspetto fisico di una persona. In altre parole, essa non si esaurisce nel lato estetico puro e semplice, ma riguarda le sensazioni, le emozioni, i sentimenti che l'aspetto esteriore di un ragazzo è in grado di suscitare in ciascuno di noi fin dal primo sguardo, secondo parametri che non sono sempre omogenei, ma possono variare anche molto da persona a persona (i miei, ad esempio, sono del tutto peculiari, nel senso che posso trovare attraente un ragazzo il cui aspetto esteriore non rientra nei comuni canoni di bellezza e, viceversa, posso trovare non attraente un ragazzo che invece i più considererebbero tale). Diversamente, l'attrazione affettiva concerne le sensazioni, le emozioni, i sentimenti che l'aspetto interiore di una persona ci infonde, questa volta non al primo sguardo, ma solo in seguito ad una conoscenza molto appronfondita di chi abbiamo davanti, fatta di scambi di opinioni, atteggiamenti, intese e anche silenzi. Ciò che intendevo affermare nel mio precedente post non è l'irrilevanza dell'attrazione fisica in un rapporto tra due ragazzi gay (lo stesso discorso, peraltro, potrebbe ripetersi anche in una relazione etero), ma semplicemente il fatto che il lato fisico e quello affettivo, almeno astrattamente, non possono essere posti sullo stesso piano, in relazione alle caratteristiche che li contraddistinguono.

L'attrazione fisica è qualcosa di immediato, istantaneo, che si sente "a pelle" e si traduce in un brivido che ci percorre interamente allorché notiamo un ragazzo fisicamente gradevole secondo i nostri personali parametri. Essa non presuppone alcuna conoscenza dell'altra persona, può esserci o non esserci indipendentemente dall'aspetto interiore o dall'animo del ragazzo di fronte a noi, è completamente cieca e sorda rispetto al carattere generoso o egoista, affettuoso o freddo, serio o frivolo di chi ci sta davanti. L'attrazione fisica, inoltre, è destinata a diminuire progressivamente nel corso del tempo, fin quasi a scomparire, perché l'aspetto estetico dell'altra persona - con cui essa non coincide ma da cui inevitabilmente prende le mosse - è quanto di più mutevole possa esserci. Detto altrimenti, l'attrazione fisica che si prova nei confronti di un ragazzo di 25 anni non potrà mai essere la stessa che si proverà allorquando lo stesso ragazzo sarà ormai un signore attempato di 70 anni. Pertanto, dal mio punto di vista, se si ponesse l'attrazione fisica sullo stesso piano - se non addirittura su un piano prevalente - rispetto all'attrazione affettiva, una relazione nascerebbe con fondamenta molto fragili, in quanto potenzialmente destinate a crollare rovinosamente con il semplice decorso del tempo.

L'attrazione affettiva, al contrario, è qualcosa di ben più complesso, che coinvolge il lato interiore di una persona, un lato che può essere scoperto solo a poco a poco, a partire dal linguaggio, dalle espressioni, dai discorsi, dalle opinioni di chi ci sta davanti. Dal momento che il carattere e la personalità di una persona tendenzialmente non cambiano col passare del tempo, la percezione, da parte nostra, del lato interiore di essa rimarrà sempre tendenzialmente la stessa, per cui l'attrazione affettiva che si prova nei confronti di un ragazzo di 25 anni sarà la medesima che si proverà allorché quel ragazzo sarà un signore sui 70. Conseguentemente, una relazione che, pur non tralasciando la sfera dell'attrazione fisica, pone al centro quella affettiva, riposa su fondamenta molto più solide e forti, che ben difficilmente l'abitudine ed il semplice decorso del tempo saranno in grado di scalfire.

Tutto ciò mi induce a credere che in una relazione l'attrazione fisica debba avere un peso ben diverso da quella affettiva. Più precisamente, in vista di un rapporto stabile e duraturo, rispetto al modello ideale che ognuno di noi si rappresenta, il nostro ragazzo dovrebbe essere, a livello affettivo, "il più possibile vicino", mentre, a livello fisico, semplicemente "non troppo distante". Ciò non significa che la dimensione fisica debba essere sacrificata, ma solo che ad essa dovrebbe essere concessa maggiore "flessibilità" e "varietà" rispetto alla dimensione affettiva.

Ora, sempre presupponendo la sincerità del proprio interlocutore, nei rapporti che nascono virtualmente, in assenza di scambi di foto, la sfera affettiva può essere esplorata in profondità, mentre quella fisica può essere semplicemente abbozzata, attraverso le descrizioni che l'uno fa di sé all'altro, le quali sono certamente insufficienti per costruire in modo esatto l'immagine di chi sta dall'altra parte dello schermo, ma allo stesso tempo sono un punto di partenza non irrilevante per capire se potremmo essere attratti fisicamente da tale soggetto. Facendo un passo oltre, se in un rapporto nato gradatamente a livello virtuale due ragazzi scoprono di avere un'ottima intesa affettiva e di non disdegnarsi fisicamente in relazione alla sagoma grossolanamente delineata l'uno all'altro, quante possibilità ci sono che al primo incontro essi "non si piacciano"? Certo, questa eventualità non è da escludere, perché l'immagine del ragazzo che abbiamo conosciuto via chat o via e-mail potrebbe rivelarsi effettivamente "troppo distante" da quella che vorremmo o che comunque ci siamo costruiti in base alla descrizione che egli ci ha fornito di sé, benché questa sia stata sincera. Credo, tuttavia, che si tratti di una eventualità piuttosto remota, da un lato perché, considerata la maggiore flessibilità che la dimensione fisica dovrebbe avere, lo scarto tra l'immagine virtuale e quella reale dovrebbe essere davvero molto ampio per pregiudicare completamente quel senso di gradevolezza che, seppur in modo grossolano e soltanto abbozzato, possiamo aver avuto in chat in base alla descrizione tracciata dal nostro interlocutore; dall'altro, perché sarebbe molto triste pensare che i possibili difetti e le eventuali lacune del ragazzo che ci troviamo davanti al primo incontro possano essere a tal punto rilevanti da compromettere quella bellissima consonanza affettiva nata fra le righe della chat in un lungo periodo di tempo, in modo certamente solo virtuale, ma non per questo privo di autenticità.

Detto ciò, non metto in dubbio, come osserva Project, che statisticamente le cose non stiano così. Infatti, più che rappresentare la realtà per quella che è, ho cercato di dipingerla per come vorrei che essa fosse, o almeno per come credo che debba essere, almeno se si desidera che un rapporto d'amore non si esaurisca in un'esperienza effimera e fragile, ma in una storia destinata a durare una vita intera.

Rayden

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