cosa significa davvero essere gay?

Che cosa significa essere gay
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federico1989
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Iscritto il: giovedì 20 ottobre 2011, 17:26

cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da federico1989 » giovedì 20 ottobre 2011, 19:46

posso chiedervi una cosa?? :geek: Vorrei capire meglio... intanto premetto:
sono un ragazzo gay, non attivo nella vita gay in tal senso, non dichiarato, e ancora in fase "avviamento", del resto ho solo 19 anni... vivo la mia vita con serenità...
ma ho paura di non aver compreso bene il significato del concetto "omosessualità":
essere gay cosa significa veramente??

ho alcuni problemi ad accettare alcune cose...
girovagando per il web, come ben sapete, mica si trovano forum seri come questi... almeno non sempre...
quando leggo alcune cose, tendo "mentalmente" a fare un piccolo passo indietro nel mio percorso di accettazione. Tendo a dirmi "ehi un attimo... io non sono così, un passo indietro, sei sicuro Federico, di volerti accettare se essere gay significa questo"???

Vi faccio qualche esempio...! :twisted:
l'altro giorno girovagavo un po' per qualche sito, quando mi trovo dinnanzi al blog di un ragazzo, che furioso, si accinge a scrivere post di tutti i colori, rivolti ai gay in generale, predicando un mare e mezzo di cazzate... egli stesso, gay, ama scrivere parlando di sé stesso al femminile (non ho nulla da dire a riguardo, ognuno si deve sentire a proprio agio con sé stesso, e se lui si identifica in questo senso, ben venga), e sostiene CHE TUTTI GLI OMOSESSUALI sono delle donnette mancate, gente che nasconde la propria effeminatezza dietro una maschera dal corpo maschile, ma dall'essere donna. Se la prende con tutti coloro che si sentono maschi, e che si atteggiano da maschi, e se la prende anche con tutti coloro che più o meno effeminati, si ritengono comunque maschili, soddisfatti del proprio sesso biologico. Io sono un tipo ansioso. Ho paura di tutto. Per me è sempre stato così. E quando mi trovo a leggere queste cose, mi prende lo sconforto. Ma certo, non perché io sia omofobo. Solo che di me ho un'immagine (maschile) e un ideale (mi sento maschio, e mi atteggio come tale), e sentirmi dire che i gay sono tutti delle donnine, e che questo ideale NON esiste mi ferisce veramente...
la cosa che più mi ha turbato, è che questo ragazzo, allega poi ad alcuni post, link a siti di incontri ed annunci in cui alcuni soggetti parlando di sé stessi si fanno un po portatori di piccoli germi di omofobia del tipo "non cerco assolutamente ragazzi effeminati" ecc ecc... (ora per carità, si, ma se questi sono i suoi gusti?? Che c'è di male??) intimando ai lettori affezionati del blog (due gatti), di rispondere a tali annunci scagliandosi contro questa persona...

Ancora, poco fa (alcuni giorni fa), incappo in un post in cui si discute di gay e omosessualità. Leggo e leggo e arrivo al punto in cui... tac. "i gay sono tutti donne, e non lo vogliono ammettere, e la loro effeminatezza né è la prova"... addirittura, non riuscendo a smettere di leggere, incappo in un elenco di teorie tra cui quelle della cosiddetta passivizzazione. Tutti i gay vogliono prenderlo indi per cui, andranno incontro a un processo di passivizzazione che porterà questi stessi ad affermarsi come donne, femminili, pur appartenenti ad un corpo perfettamente maschile... si esteriorizzerebbe pertanto secondo questa teoria, con il tempo, e con il sopraggiungere del primo rapporto da "passivi" il proprio lato femminile (sentendosi sopraffatti da un altro corpo maschile)... ecco che il gay diverrebbe donna da un momento all'altro, o progressivamente, esclusivamente facendosi penetrare.

Ora... io non so voi. Ma queste categorizzazioni, mi SPAVENTANO terribilmente.
Io mi sento bene con me stesso, così come sono. Perché alcuni gay categorizzano forzatamente un gruppo di milioni di persone (gli omosessuali ad esempio) etichettandoli come donne o comunque essere sempre e soltanto effeminati solo perché magari essi stessi si sentono tali???

Perché è così difficile accettassi gli uni con gli altri?? Io non mi imporrei mai sulla visione altrui... solo perché coltivo interessi variegati non li imporrei mai ad un gay che ne coltiva degli altri. Come tra gli eteri esistono parrucchieri, chirurghi, avvocati, muratori, ballerini, perché anche per i gay non può essere così?? Perché a detta di alcuni gay stessi, tutti gli altri devono essere femmine mancate, prime donne, dive, effeminati, e destinati a ricoprire ruoli femminili quali, modello, stilista, o quant'altro?????? Ditemi che non è così, che l'uomo gay è anche uomo e basta...

mi togliereste un peso...


Io mi metto magari nei panni di un perfetto etero, che viene a leggersi 4 stronzate su un blog... ma questo che cosa pensa??? Che i gay si passivizzino prendendolo di dietro divenendo passivi e desiderando dopo la penetrazione di sculettare per strada, o di comprarsi una borsetta??? Io mi sento uomo, mi atteggio come tale e fine della storia...

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marc090
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Re: cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da marc090 » giovedì 20 ottobre 2011, 20:21

Sai qual'è la più grande soddisfazione di accettarsi completamente? Capire che si è come si è sempre stati... che gay... non è quello che dicono gli altri di noi, gay è solo un altro aspetto di noi, un altra parte fondamentale della nostra persona, del nostro carattere.. che si esprime come si esprime tutto il resto...

Essere gay, secondo me significa accettarsi fino in fondo, capirsi e togliersi qualche maschera sopratutto verso se se stessi.. il resto, l'idea che gli altri hanno di tutto questo concetto.. non può essere identica al nostro modo di essere e di viverla, perchè loro sono semplicemente persone diverse da noi, con una loro individualità (e spesso anche ben distanti da tutti i problemi che derivano da questa etichetta).

Quel ragazzo, vabbè, giustifica col "tutti" alcuni atteggiamenti tipici suoi, diciamo che in generale, il peso di un comportamento che non piace, ma verso il quale siamo inermi, è ben più semplice da pensare e digerire se è condiviso col resto del mondo... E per il resto... di certo non è questo ragazzo che dice chi tu sia veramente, quale sia la tua vera identità o come ti dovresti sentire...

Datti tempo, vedrai :)

p.s e fai pure bene a porti il dubbio perchè semplicemente è bene riflettere sulle cose che abbiamo intorno... o rischiamo di tagliarci fuori da soli.. secondo me :)
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


Marc090 -- Amministrazione di ProgettoGay

federico1989
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Re: cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da federico1989 » giovedì 20 ottobre 2011, 20:26

bellissima risposta, mi sento più leggero, specie le prime frasi... bellissimo concetto.

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progettogayforum
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Re: cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da progettogayforum » giovedì 20 ottobre 2011, 20:36

Ciao Federico e benvenuto nel Forum!
Le cose che hai scritto sono il ritratto dei gay fornito dai media, non sono solo cose che non hanno niente a che vedere con la realtà ma sono assolutamente ridicole. Conosco moltissimi gay di tutte le età e ti poso garantire che non hanno proprio niente a che vedere con le macchiette da avanspettacolo di cui è piena la rete. Tra l’altro avrei molte riserve nel credere che chi scrive quelle cose sia un gay. In primo luogo non bisogna mai dimenticarsi che i gay non dichiarati, quelli che non riconosceresti mai, sono la stragrande maggioranza, più del 95%, non strillano, non vanno in giro come a carnevale, non hanno atteggiamenti effeminati di nessun genere, sono ragazzi normali a tutti gli effetti e anche rispetto alla sessualità, vivono una realtà che non ha proprio niente a che vedere con quello che la gente identifica come tipicamente gay. Poi c’è chi deve dare spettacolo o perché ha una ragione utilitaristica per farlo o perché deve comunque farsi notare per qualche ragione. Insomma, leggi questo forum e ti renderai conto di come sono realmente i ragazzi gay e, credimi, c’è tanta di quelle moralità e tanta di quelle dignità che chi racconta stupidaggini avrebbe veramente molto da imparare.
Benvenuto a bordo!!
Una curiosità mi sorge spontanea, ma se sei dell’89 non dovresti avere 22 anni?

federico1989
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Re: cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da federico1989 » giovedì 20 ottobre 2011, 20:42

ciao project, che rassicuranti che sono le tue risposte... davvero. Già avevo letto di questo forum tempo addietro (che sollievo già allora), e solo oggi ho deciso di partecipare attivamente, sapendo che avrei trovato rassicurazione.

Ps: certo, lo so, anche tu leggi 89 vero sul nick?? Purtroppo non si tratta della mia data di nascita in abbreviazione '89 / 1989... come potrebbe sembrare a prima vista ma si tratta di un numero che mi è carissimo. Significa molto per me, è una sciocchezza lo so... e spesso sembra che sia erroneamente facente riferimento alla mia data di nascita ma non è così :)

Felix
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Re: cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da Felix » venerdì 21 ottobre 2011, 0:45

federico1989 ha scritto:TUTTI GLI OMOSESSUALI sono delle donnette mancate, gente che nasconde la propria effeminatezza dietro una maschera dal corpo maschile, ma dall'essere donna. Se la prende con tutti coloro che si sentono maschi, e che si atteggiano da maschi, e se la prende anche con tutti coloro che più o meno effeminati, si ritengono comunque maschili, soddisfatti del proprio sesso biologico
Ciao Federico!
Benvenuto a bordo prima di tutto. Hai già notato la serietà del forum perciò non mi dilungo sul dirti qualcosa che già sai...
Piuttosto preferisco dire la mia sulla domanda che poni in questo tuo intervento, sebbene penso che tu abbia già le idee molto chiare in merito pur nella confusione derivante dalla mancanza di confronto con persone che vivono la tua stessa situazione. Lo stereotipo GAY=FEMMINA MANCATA (è brutto il termine femmina, ma lo uso volutamente) è piuttosto comune nella stragrande maggioranza di persone che non hanno avuto, o non vogliono avere, la possibilità di confrontarsi con chi vive la propria condizione di omosessualità senza confusione alcuna con il proprio genere maschile/femminile. Ammetto di aver attraversato una lunga fase della mia vita in cui sentivo di appartenere al sesso femminile (più o meno fino ai 19 anni), ma fortunatamente crescendo mi sono identificato con il mio sesso biologico, per cui ora sono contento di essere maschio, mi sento tale e tale voglio restare. Però sono e resto omosessuale senza che questa condizione vada ad inficiare la mia identità di genere. Penso, e qui rispondo alla tua domanda, che essere omosessuale vada molto oltre la semplice dimensione genitale della mia sessualità. Sono omosessuale, non perché mi piace di più l'organo genitale maschile rispetto a quello femminile, ma perché provo ad un livello profondo un'affinità affettiva verso persone del mio stesso sesso. Affinità che non riesco a provare e sentire verso le donne e che va molto oltre quello che potrei fare a letto con qualcun altro. Sembra una banalità, ma la differenza è abissale. Nella mia vita immagino accanto a me un uomo e non una donna per condividere un cammino, non solo per farci sesso. Chi invece ritiene che essere gay significhi solo sentire e desiderare attrazione sessuale per il proprio sesso, evidentemente non ha capito granché dell'omosessualità. La risposta che Project ti ha dato in questo senso è illuminante e molto più precisa della mia.

Caro Federico, ti ho riportato alcune riflessioni scaturite di getto a partire dalla mia esperienza e spero che possano esserti utili. Come già detto, credo che tu abbia le idee molto chiare perché senti dentro te come stanno le cose e l'idea di appiccicarti delle etichette ti riesce difficile perché non corrisponde al tuo sentire interiore. Come ha detto marc090, datti tempo e vedrai che il tuo cammino si farà più chiaro e sereno. Te lo auguro con tutto il cuore!

Ancora benvenuto a bordo!
E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare, perché mi piace ciò che pensi e che dici, perché in te vedo le mie radici.
...
E ti vengo a cercare perché sto bene con te.

Perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te


(F. Battiato, E ti vengo a cercare/La cura)

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alessandroNa
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Re: cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da alessandroNa » venerdì 21 ottobre 2011, 12:41

Sono omosessuale, non perché mi piace di più l'organo genitale maschile rispetto a quello femminile, ma perché provo ad un livello profondo un'affinità affettiva verso persone del mio stesso sesso. Affinità che non riesco a provare e sentire verso le donne e che va molto oltre quello che potrei fare a letto con qualcun altro. Sembra una banalità, ma la differenza è abissale. Nella mia vita immagino accanto a me un uomo e non una donna per condividere un cammino, non solo per farci sesso. Chi invece ritiene che essere gay significhi solo sentire e desiderare attrazione sessuale per il proprio sesso, evidentemente non ha capito granché dell'omosessualità.
Felix credo proprio che tu abbia fatto CETRO....

Ciao Federico in primis benvenuto ....
purtroppo oggi sempre più prsone credono il mondo Gay così come viene mostrato dalla TV, WEB ,un mondo fatto di sbrilluccichini , paillettes , lustrini ,piume , e quant'altro....
si è talmente stereotipato il mondo gay che se a qualcuno chiedi di immaginare un ragazzo gay probabilmente se lo immaginerà in versione gay-pride...
ma ti posso assicurare che la realtà è ben altra... come diceva Felix l'omosessualità va ben oltre l'attrazione sessuale..... eh mica si sta sempre a mensare a quello.... :D
sii tranquillo e sereno perchè non sei il solo a sentirti estraneo al mondo gay così come lo mostrano i MEDIA...
un saluto alessandroNa
Non ho il diritto di giudicare o condannare nessuno! Non ho il tempo, né la voglia, né la personalità, per mettermi a pianificare vendette! Mi vendico già continuando ad essere me stesso, sempre, comunque, in ogni modo, e in ogni caso.

Alyosha
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Re: cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da Alyosha » venerdì 21 ottobre 2011, 14:39

federico1989 innanzitutto ben venuto. Hai fatto bene a postare i tuoi dubbi e a porteli. Purtroppo girano molti stereotipi alcuni dei quali francamente ridicoli (ogni gay è una donna mancata per esempio), molti pregiudizi (per favore niente gay effemminati) qualche volta anche un pizzico di cattiveria e una certa omofobia anche dentro certi ambienti gay che sono quelli cui fai riferimento. Non è affatto l'unica reltà e non esiste un solo modo di essere gay o percorsi obbligati per tutti. Sono situazioni che ognuno deve avere presente, realtà che bisogna sapere che esistono, ma se ne può tranquillamente prendere le distanze e credo sia pure salutare farlo. Non voglio aggiungere molto altro ti sono state già dette cose che trovo sensatissime. Anche a me ha colpito molto il commento di Felix. Sembri una persona molto attenta e riflessiva non dubito che ti troverai bene in questo forum. Un abbraccio

barbara
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Re: cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da barbara » sabato 22 ottobre 2011, 9:29

Ciao Federico, ciò che dici mi ha fatto venire in mente una cosa che ho letto tempo fa in un libro. Il fatto cioè che la mentalità dominante (quella etero quindi) prevede che una persona debba necessariamente avere rapporti sessuali/affettivi con chi ha un'identità di genere opposta. Tutto parte , secondo me, da questo assioma . Non siamo abituati a pensare che una persona possa essere attratta da chi è uguale a sé.
Questo concetto di base è talmente radicato che lo trasferiamo anche sul carattere delle persone che si amano , quindi pensiamo che ognuno di noi ricerchi qualcuno che ha un carattere diverso, parliamo di "completarsi", di "mezza mela" e via dicendo.
Allora se un uomo desidera un uomo si inizia a pensare che non sia proprio un uomo, perchè se per stare insieme devono essere diversi , diventa necessario pensare che uno dei due sembri un uomo ma non lo sia realmente.
E qui ci aggiungiamo anche una bella dose di disinformazione che fa di ogni erba un fascio, confondendo i gay con i transgender . Per cui la persona che ha avuto un'educazione omofoba e per di più disinformata inizia a pensare che quel gay è uno che ha il corpo di un uomo , ma si sente donna, cosa che è vero assolutamente vero per i trangender , ma non c'entra nulla con l'orientamento sessuale.
Un gay che ama cucinare improvvisamente viene identificato come una femmina mancata , senza ricordarsi che i più grandi chef sono proprio uomini.
Ma qui entra in gioco anche il maschilismo , la divisione di ruoli.
Allo stesso modo se una donna ama fare sport e non cura il proprio abbigliamento può passare per lesbica .
Tutto sarebbe risolto se fin da piccoli ci avessero detto che ci sono persone che amano chi è diverso da loro e ci sono persone che amano chi è uguale a loro. Allora tutte le tessere del mosaico sarebbero a posto , senza bisogno di inventarsi teorie inesistenti.
Ma purtroppo non é così né per gli etero né per i gay.
Anche gli omosessuali , così come i transgender, sono cresciuti in mezzo a queste rigidità mentali, per cui non mi stupisco più di tanto se un gay fa dei discorsi sulle donne che non stanno nè in cielo nè in terra o se un trangender pensa che per essere donna deve occuparsi del suo aspetto esteriore 23 ore al giorno su 24.
Non è l' orientamento sessuale o la diversità di genere che può fare di qualcuno una persona aperta mentalmente , ma piuttosto la capacità, come quella che hai tu, di riflettere sulle cose, porsi delle domande, confrontarsi anche con chi la pensa diversamente , informarsi e alla fine ragionare con spirito critico.
Per farlo ci vuole fatica e impegno . E chi è troppo pigro alla fine si accontenta di quel che gli ha passato il convento :mrgreen: e purtroppo ci crede pure...

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progettogayforum
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Re: cosa significa davvero essere gay?

Messaggio da progettogayforum » sabato 22 ottobre 2011, 10:31

Mi permetto di inserirmi di nuovo in questa discussione. Il Cardinale Carlo Maria Martini disse una volta che la prima distinzione non va fatta tra credenti e non credenti ma tra pensanti e non pensanti. Questa frase, con minime modifiche, si applica anche alla distinzione tra gay e non gay o etero e non etero, che molti considerano come la somma divisione del mondo. In realtà sia tra i gay che tra gli etero molte persone rifiutano di usare il loro cervello, mettono da parte la loro individualità e cercano di confondersi in una massa indistinta (per gli uni in una massa etichettata gay e per gli altri in una massa etichettata etero). Mi permetto anche un’altra citazione, questa volta di Sandro Penna, un poeta omosessuale con una vena lirica di estrema lievità: “Felice chi è diverso. Essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso. Essendo egli comune”. È chiaro che essere gay significa essere contro corrente ma si può essere contro corrente cercando di costruire una propria identità personale che faccia della libertà, dell’autonomia mentale e dello spirito critico i pilastri fondanti, oppure mettendo da parte la propria identità e assumendone una collettiva. Francamente credo che mettere da parte la propria individualità per mettersi addosso una divisa, di qualunque genere essa sia (anche essere gay stereotipati significa mettersi una divisa) non sia affatto la scelta migliore.
Provo ad accennare ad un altro argomento che ha sempre suscitato molte perplessità e che andrebbe approfondito, parlo del concetto di “gay” o di omosessuale, uso i due termini volutamente come sinonimi indipendentemente dai tanti distinguo che si sono fatti da più parti. Bisognerebbe capire una volta per tutte che l’omosessualità non è un comportamento sessuale ma un orientamento prima di tutto affettivo, in cui la sessualità entra come complemento dell’affettività. Insisto su questo concetto perché spesso si applica la categoria di gay a cose che con l’omosessualità così definita non hanno proprio nulla a che vedere. Un gay si innamora di un ragazzo e perfino di un ragazzo etero, se manca questo elemento di innamoramento, che è assolutamente fondamentale, nessun comportamento è sufficiente a definire di per sé una persona gay. Un ragazzo che cerca un altro ragazzo per fare sesso e basta non è un gay, un ragazzo che ha una concezione di sessualità come un gioco di ruoli, non è un gay, un ragazzo che vede nel rapporto con un altro ragazzo una forma di dominio non è un gay. Ci sono molti etero frustrati o complessati che preferiscono avere contatti sessuali (sottolineo che si tratta “solo” di contatti sessuali) con ragazzi, queste persone non hanno nulla a che vedere con i gay. Aggiungo un’altra cosa, perfino la pornografia, che orienta sempre la sua produzione alle richieste di mercato, tende a soddisfare soprattutto questi etero frustrati, che sono molti e che sono i principali consumatori di pornografia cosiddetta gay. La pornografia cosiddetta gay, per i veri gay risulta talvolta incomprensibile, proprio perché ritrae comportamenti che non sono tipicamente gay ma sono delle versioni omosessuali di sessualità etero. Il discorso è molto delicato ma finché si penserà che ci siano dei comportamenti sessuali gay piuttosto che dei sentimenti gay, l’allargamento indebito del concetto di gay continuerà a produrre enorme confusione. Aggiungo una ultima riflessione che è venuta fuori parlando in chat con dei ragazzi gay. Perché in alcuni casi un gay non si trova affatto bene con un altro ragazzo “gay”? Beh. in qualche caso quel “gay” tra virgolette significa “etero frustrato” o chissà che altro, ma si tratta comunque di un termine usato impropriamente .

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