Cassazione sentenza n. 4184

Che cosa significa essere gay
Nicomaco
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Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da Nicomaco » giovedì 22 marzo 2012, 12:54

Non capisco tutti questi toni accesi (a parte quelli di Hugh … che ringrazio per le opportune precisazioni ;-)). Io non ho difeso proprio nessuno. Mi sono limitato a registrare le opinioni espresse nei giorni scorsi da un laico in vista (il ministro Elsa Fornero) e i sommovimenti positivi anche tra le fila degli esponenti della Chiesa gerarchia (sommovimenti che 40-50 anni fa erano impensabili credo …). E a evidenziare che certe questioni sono un po’ più complesse di come vengono spesso presentate e liquidate. Tutto qui. Grazie per il confronto …
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Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da Telemaco » giovedì 22 marzo 2012, 17:14

Scusa Nicomaco forse le mie parole possono essere fraintese in senso aggressivo ma è solo che mi faccio un po' prendere la mano quando mi trovo davanti a contraddizioni che per me sono fortemente inspiegabili. Comunque dai, non fare il finto tonto, alla fine c'è anche da aspettarselo, parlare di questi argomenti qui è come parlare della qualificazione della Juve ad un raduno di milanisti :? :roll:
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Nicomaco
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Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da Nicomaco » giovedì 22 marzo 2012, 17:32

Ti ringrazio per il “finto tonto” Telemaco. Lo prendo come un amichevole “buffetto” … ;) E complimenti per la conoscenza approfondita del pensiero di tutti coloro (ma dico proprio tutti tranne … me … forse) che frequentano attivamente il forum o che lo leggono solamente. In ogni caso, per quel che mi riguarda de hoc satis ….
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Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da Telemaco » giovedì 22 marzo 2012, 18:41

:)
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pavloss
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Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da pavloss » giovedì 22 marzo 2012, 19:50

La nostra povera Italia ha generalmente una sensibilità per cui:

1) "certe cose" vengono tollerate a patto che siano nascoste e quindi,
2) è meglio che non si mostrino pubblicamente e non siano rinforzate da disposizioni legislative che ne difendano e promuovano l'esistenza (matrimonio, riconoscimenti, ecc.).

Il mondo cattolico, anche se non interessa a molti italiani, purtroppo influenza fortemente l'ambito politico e sociale del nostro paese nei riguardi delle decisioni sui gay.

Molti preti praticano sesso (etero o gay) ma, in pubblico, sostengono le linee vaticane che, di fatto, promuovono una più o meno latente sessuofobia.

Molti gay si adattano a questa situazione sfruttando i vantaggi dell'omertà e nascondendosi nella realtà. A questi gay non interessa alcuna promozione sociale e divengono, di fatto, degne vittime dei loro carnefici.

Conosco a mena dito le idee cattoliche nei riguardi del sesso e dei gay. Lo sfondo tradizionale cattolico, comunque lo si metta, è sessuofobico, seppure con intensità differente a seconda dei soggetti trattati.

Si va da una tolleranza in vista della procreazione (nei riguardi delle coppie etero sposate in chiesa), ad un fastidio malcelato (nei riguardi di coppie conviventi non sposate in chiesa), ad un rifiuto plateale e totale (nei riguardi delle coppie gay).

Quelle parti del Cattolicesimo più aperte nei riguardi di conviventi e gay, seppur esistenti, sono considerate eterodosse e "pericolose per la famiglia" dai cattolici conservatori e dal Vaticano. [Ci si chiede quale "pericolo" sia la loro esistenza, se si nota come in altri paesi europei che le ammettono, le famiglie tradizionali sono più curate e fiorenti che in Italia. Vedi la Svezia, ad esempio].

Ne consegue che il dibattito sulle convivenze e sulle coppie gay, in Italia, continuerà ad essere avvelenato da pregiudizi ideologico-religiosi che finiscono per determinare, in chi ne è predisposto, un vero e proprio odio discriminatorio.

L'atteggiamento vaticano di discriminazione, poi, non può non alimentare, almeno indirettamente, quegli ambienti e persone che da sempre sono polemici e violenti nei riguardi dei gay.

Chiunque ammette l'esistenza di una vera e propria contraddizione "in terminis" in chi cura un fiore ma ne impedisce la fioritura. Ammettere la dignità di un gay ma proibirne - in nome di una "legge naturale" a lui imposta - lo sviluppo psico-affettivo con l'uso della sessualità, non è che fargli violenza.

Il dibattito su questi temi in Italia è primitivo. Questo perché ci sono troppe realtà che "remano contro", infliggendo apertamente o con mezze parole (come nel caso ricordato di mons. Fisichella) dei sensi di colpa in nome di Dio.

Quando l'Italia finirà d'essere un "ghetto vaticano" su questi temi (e non solo!), forse potremo pensare d'essere entrati realmente in Europa.

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Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da pavloss » giovedì 22 marzo 2012, 20:04

Torrismondo ha scritto:
Nicomaco ha scritto: Tuttavia precisa monsignor Fisichella ciò non toglie che Dio veda comunque tutto e quindi abbia saputo leggere anche nel cuore di Dalla… malgrado quella riservatezza. Condivisibili osservazioni nel loro complesso (credo …), però mi chiedo: che cosa veramente avrebbe letto o visto Dio nel cuore di Dalla?
Ero rimasto molto colpito anche io da quest'affermazione e, sarò anche maldisposto non dico di no, ma ci ho sentito un po' un'allusione, anche se velata del tipo "Dio sa leggere che c'era del peccato..." non so, non m'è piaciuta molto come frase, sembra quasi un monito per l'aldilà, ossia che in ogni caso saremo giudicati per quello che siamo, nonostante la nostra "riservatezza".
Concordo anch'io su questa lettura e di preti ne ho conosciuti diversi e bene!!
Essi ammettono per loro mille possibilità (alcuni vanno pure in saune gay) eppure quando si tratta di parlare di queste cose sono fortemente discriminatori.

Anni fa conobbi un monsignore (ora morto) il quale si faceva la sua vita gay. Di questo non l'ho mai giudicato. Tuttavia, quando si trattava di votare, suggeriva i partiti di destra perché contrari ai conviventi e ai gay. Se avesse dovuto fare un giudizio su Lucio Dalla penso che avrebbe detto lo stesso, conoscendolo.
Sono personalità sdoppiate. Male di poco se lo vivessero per loro. Il problema è che diffondono questo sdoppiamento ad altri. I più grandi moralisti finiscono per essere i più grandi libertini. Chi cerca di ricomporre questi sdoppiamenti è visto come il fumo negli occhi, purtroppo!

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Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da pavloss » giovedì 22 marzo 2012, 20:07

Ovviamente non voglio fare di tutta l'erba un sol fascio, ci mancherebbe!

gianni
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Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da gianni » giovedì 22 marzo 2012, 23:33

Anche io non voglio fare di tutta l'erba un fascio , non entro nel merito , pubblico solamente un agenzia Ansa battuta pochi minuti fa , che fa molto riflettere ...Conferenza stampa choc, vittima accusa prete .
Dialogo con sacerdote registrato e acquisito da polizia postale
22 marzo, 21:45


"Io ti inseguivo, e qui forse è stato l'errore, inseguivo il tuo desiderio di essere voluto bene. E questo lo facevo non ponendomi limiti. Tu forse non ricordi, ma io quasi mai prendevo l'iniziativa: cioé io avvertivo che tu avevi bisogno di essere abbracciato. Ma è stato una volta?". "Si... un paio di volte". "Io avevo solo il ricorso di una volta.. così.. non perché ci fosse un piano, né perché io avessi desideri: c'é stato un momento che mi sembrava di compiacerti, mi sembrava addirittura di farti del bene, come se tu avessi bisogno di liberarti, di esprimerti. è stato un modo di dirti che ti volevo bene". E' uno dei passaggi centrali di una conversazione tra un sacerdote e un uomo che da ragazzino, ad Acireale, afferma di essere stato vittima di abusi da parte del religioso, una conversazione registrata all'insaputa del prete, fatta ascoltare oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa e soprattutto acquisita proprio oggi dalla polizia postale di Catania, che da un mese a questa parte, su disposizione del pm Marisa Scavo, sta raccogliendo testimonianze su questo e altri casi di pedofilia. A denunciare l'intera vicenda, attivando così anche gli inquirenti che hanno aperto un fascicolo, è stata l'associazione La Caramella Buona. Il protagonista del caso è Teodoro Pulvireti, nato a Catania nel 1975, oggi ricercatore negli Usa, che con una testimonianza-choc, estremamente toccante, ha raccontato la sua storia in conferenza stampa, accusando don Carlo Chiarenza, all' epoca parroco di San Paolo ad Acireale, di aver abusato di lui quando aveva 14-15 anni tra il 1989 e il 1990. Il caso di Teodoro di fatto è caduto in prescrizione per la giustizia italiana. "Ma sono a conoscenza almeno di una decina di casi di abusi - ha dichiarato - per i quali è ancora possibile intervenire: è soprattutto per loro che ho deciso di parlare, perché trovino il coraggio di farsi avanti". "Io credo in Dio - ha aggiunto - ma non posso più credere nella Chiesa".


'CARAMELLA BUONA', DA CHIESA IMPEGNI VIRTUALI - "L'impegno della Chiesa contro la pedofilia lo valuto più virtuale che concreto" e spesso "si sperimenta la tattica dello scaricabarile". Così Roberto Mirabile, presidente dell'associazione contro la pedofilia La Caramella Buona, giudica l'atteggiamento della Chiesa su questo fronte. L'occasione per esprimere questo parere è stata la conferenza stampa, organizzata oggi a Roma alla stampa estera, incentrata sul caso di Teodoro Pulvireti, oggi 37 anni, che ha pubblicamente accusato un religioso, don Carlo Chiarenza, di aver abusato di lui quand'era un ragazzo, ad Acireale. Oltre a una registrazione in cui il religioso si esprime con frasi che suonano come un'ammissione di colpa, sono state presentate le copie di una lettera e di una cartolina, firmate da don Carlo, inviate a suo tempo Pulvireti. In una si legge "un bacio 'mangereccio' ciao". Nell'altra si allude alla frequentazione di una ragazza da parte del giovane: "Nonostante i tuoi furiosi e ripetuti tradimenti tedeschi ti voglio un mare di bene! Non lo fare più potrei mangiarti tutto. Un bacio furioso". Il presidente di Caramella Buona con una lettera datata 16 maggio 2011 ha inviato in Vaticano a mons. Charles Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede una segnalazione per i presunti abusi sessuali di don Chiarenza, a cui Scicluna ha risposto l'8 giugno 2011, rimandando al vescovo competente. "Ella - si legge nella lettera a Mirabile - potrà trasmettere tutte le informazioni utili al vescovo della predetta Diocesi" (di Acireale, ndr), mons. Pio Vittotio Vigo "onde lo stesso possa dar luogo a un'indagine canonica e riferire, al termine della stessa" "le proprie conclusioni in merito a questo Dicastero". L'associazione riferisce anche di un caso che riguarderebbe un'animatrice parrocchiale, che "nel 2000 circa denunciò con una lettera alla Curia di Acireale, a mons. Paolo Urso, attuale vescovo di Ragusa, gli atteggiamenti di don Chiarenza. Urso disse che aveva già avuto altre voci del genere e che si sarebbe attivato, ma precisando che don Chiarenza era protetto dal cardinale Paolo Romeo, attuale arcivescovo di Palermo". Quanto alla lettera della ragazza, sarebbe "andata persa".
Lo scopo della vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta realizzazione della nostra natura: è per questo che noi esistiamo.
Oscar Wilde

pavloss
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Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da pavloss » venerdì 23 marzo 2012, 1:25

gianni ha scritto: 'CARAMELLA BUONA', DA CHIESA IMPEGNI VIRTUALI - "L'impegno della Chiesa contro la pedofilia lo valuto più virtuale che concreto" e spesso "si sperimenta la tattica dello scaricabarile".
Io invece, con tutta la prudenza del caso, entro in merito poiché la Chiesa cattolica non si astiene dall'entrare in merito nella società e nella politica su temi che, pure, potrebbero riguardarmi intimamente, in quanto gay.

Ho riflettuto spesso sulle questioni inerenti la giustizia e la pedofilia nel mondo cattolico.
Vedete, tutto si spiega ma bisogna saperlo leggere. Molto spesso non sono le parole che ci danno una spiegazione ma i fatti e la storia.
Un'istituzione come il Cattolicesimo ha sviluppato, soprattutto dal secondo millennio in poi, una sorta di privilegio per la casta clericale sempre più diffuso.

Alla base di questo privilegio - che sancisce la superiorità del papato sull'impero - c'è il bisogno di rimanere AL DI SOPRA degli Stati e delle loro legislazioni.
La non collaborazione della Chiesa sulla questione pedofilia, acclarata da tanto tempo, trae qui la sua ragione fontale.
Si potrebbe riassumerla in questo modo: "Noi non soggiaciamo a nessuno, neppure nel caso in cui siamo perseguibili!".

Evidentemente qui non si da di certo "a Cesare quel che è di Cesare" come vorrebbe il Vangelo. Per ottenere da una Chiesa come quella cattolica trasparenza e collaborazione nella giustizia l'unica via è strutturala differentemente al suo interno con una declerizzazione, ossia iniziare a stabilire in essa una vera importanza al laicato (che non è pura figura di supporto o ripetitore dei preti). Ma questo ancora è ben lungi dall'esserci: i laici non hanno alcun potere decisionale. C'è poca probabilità che questo avvenga!

La cosa penosa, purtroppo, è che questo clero riottoso alla giustizia, poi, dall'alto della sua posizione, finisce per impedire ad altri di avere diritti sacrosanti, come quelli per i gay con la risibilissima scusa che questo "minerebbe la famiglia tradizionale". Di qui la forte levata di scudi contro la sentenza della cassazione qui commentata.

Hurdler

Re: Cassazione sentenza n. 4184

Messaggio da Hurdler » venerdì 23 marzo 2012, 5:23

Voglio fare un'ulteriore precisazione : trovo assolutamente esilarante l'atteggiamento che hanno i cattolici, sembra che abbiano stipulato una polizza assicurativa per la salvezza della loro anima, è assolutamente opportuno ricordare a questi signori che nessuno ma proprio nessuno, nessuno, loro compresi, è salvo. Certo però che ci sarebbe proprio da rotolarsi per terra dalle risate se un giorno si dovesse scoprire che a dispetto della loro " fede " ( ognuno ovviamente usa le parole a sua convenienza e attribuendogli significati totalmente arbitrari ) loro così opportuni, morigerati, equilibrati, conformati, che non si perdono una messa, che sono tanto, tanto fedeli al papa ( perché è questa la loro fede non certo Cristo ), salvi non fossero e invece dei " frocioni ", " cattivoni ", che usano degli
" I N C O M P R E N S I B I L I "
" toni accesi ", che non entrano in una chiesa cattolica neanche per sbaglio, fossero salvi. Comunque i cattolici vadano per la loro strada, c'è solo una cosa che non devono dimenticare mai e poi mai : non osino mai lamentarsi di dove questa strada li ha portati, è stata una loro precisissima scelta, non osino mai dire ( nonostante la loro eruditissima familiarità con i più complessi problemi teologici e dottrinali ) " non sapevo ", " non capivo ", perché non c'è assolutamente niente da sapere e da capire, non osino mai dichiararsi vittime dell'inganno di Pinco o di Pallino, perché il problema non è e non è assolutamente mai stato nella loro mente ma nel loro cuore.

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