UN GAY INNAMORATO

Che cosa significa essere gay
Rispondi
Avatar utente
progettogayforum
Amministratore
Messaggi: 5446
Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05

UN GAY INNAMORATO

Messaggio da progettogayforum » lunedì 19 marzo 2012, 12:42

Ciao Project,
ho 22 anni, sono gay credo da sempre anche se in pratica sono solo tre mesi che ho messo da parte definitivamente l’idea di poter anche essere etero. In questo il tuo forum ha avuto un ruolo importante per farmi superare le paure, perché il mio rifiuto era derivato dall’idea negativa che avevo della omosessualità. In effetti progetto gay è una cosa unica sul web e leggendolo tutti i giorni mi sono reso conto che mi sento molto vicino ai ragazzi che ci scrivono e c’è pure un’altra cosa, cioè vedo che essere gay alla fine non significa essere condannato alla solitudine, cioè non significa per forza né restare senza amici, parlo di amici gay come si deve, né restare senza un amore. La mia vita, se metto da parte il sesso, non sarebbe tanto male, a giugno prenderò la laurea di primo livello in una disciplina scientifica e poi dovrò fare la magistrale ma mi sembra tutta una strada piuttosto tranquilla, magari, dopo, non lo sarà il trovare lavoro, ma per qualche anno ancora, devo solo andare avanti per la mia strada che è già definita. Ho due genitori che mi vogliono bene e che reputo persone intelligenti. Non ho mai pensato di fare coming out con loro perché fino a pochi mesi fa non ero nemmeno convinto di essere gay e pure la parola non mi piaceva per niente, poi mi ci sono abituato e adesso mi sembra una cosa come un’altra e, al limite, pure una cosa positiva perché, non me lo posso nascondere, mi piacciono i ragazzi, le ragazze non le guardo proprio, non mi viene naturale, mentre un bel ragazzo, soprattutto un ragazzo dolce, con un bel sorriso, mi manda in estasi. Quanto al sesso i miei interessi sono stati sempre rivolti verso i ragazzi anche se fino adesso in pratica non c’è stata nessuna possibilità perché non saprei nemmeno come comportarmi, insomma se di un ragazzo non sai se è gay devi stare molto attento a come ti comporti. Adesso, francamente, non penso che parlerò coi miei genitori e non per paura o altro ma perché penso che siano cose mie e che devo trovare da me la mia strada. Leggendo il forum ho scoperto che ragazzi come me ce ne sono tantissimi, io sono gay, certo, ma sono soprattutto me stesso, non mi identifico col mio essere gay, o almeno non penso che la vita si possa ridurre tutta a un solo denominatore comune. Sono credente, ma questa è un’altra storia che mi crea non pochi problemi anche perché non mi piace tenere un piede in due scarpe, ma di questo poi, magari, parleremo in privato (se ti va di darmi il suo contato msn). Al momento non riesco ancora a pensare al sesso in modo totalmente positivo, cioè senza complessi e senza sensi di colpa, è un po’, penso, la conseguenza della mia formazione e non ti nascondo che leggendo quello che scrivi tu ho pensato che su questo sto ancora molto indietro e che cerco di sublimare molto, di portare molto le cose su un piano affettivo eliminando in più possibile i risvolti sessuali più diretti. Riuscirò mai a stare “sessualmente” con un ragazzo? Questo proprio non lo so e devo dire che probabilmente a frenarmi è proprio questo, mi sento legato, inibito, ancora molto condizionato. Coi miei anche da piccolo non c’è mai stata occasione di parlare di sesso, non ho mai visto i miei in un atteggiamento di tenerezza, sono molto razionali e almeno apparentemente staccati da queste cose, anche con me niente effusioni, cioè nei comportamenti in famiglia siamo tutti un po’ freddi. E poi tanti altri complessi, cioè se sarò all’altezza e come ci si comporta con un ragazzo, sono tutte cose che non riesco nemmeno ad immaginare ma al momento evito di fare in modo di trovarmi in concreto di fronte al problema. Non sono riuscito nemmeno a vivere la masturbazione senza complessi e qui la religione c’entra molto, ho già detto che non mi piace tenere un piede in due scarpe ma non voglio nemmeno buttare via tutta la mia vita precedente perché la sento come un valore ma non mi va di parlarne adesso. In pratica sono un po’ in lotta con me stesso: essere gay al 100%, non parlo di cose strane ma proprio di avere un ragazzo e di vivere una vita di coppia, oppure essere gay magari solo a fantasia? Perché se alla fine di buttarmi veramente in un rapporto a due non me la sento che cosa posso fare? E se poi va male? Se poi mi trovo con un ragazzo che sembra in un modo ma poi è tutto in un altro modo? Se poi non mi andasse più di rimanerci e mi sentissi invece pressato da lui, non sarebbe meglio allora stare soli? A parte il fatto che ho il terrore della malattie a pure se si fanno i test, come dici tu, alla fine io non avrei mai la certezza che lui non ha comportamenti a rischio con altri e poi non è nemmeno una cosa di comportamenti a rischio, non sopporterei proprio di essere tradito e invece penso che sia una cosa che succede. All’università c’è un ragazzo bellissimo, non ho alcun dubbio che sia etero perché quando gli va vicino qualche ragazza fa il tenero, sorride, fa tante moine (pure belle da vedere) però proprio per questo mi fa rabbia, quando parla con me (perché un minimo parliamo) assume proprio un altro tono, sciolto, sì, ma volutamente distratto, e lo fa anche con gli altri ragazzi. Non è il ragazzo dei miei sogni, anche se è bellissimo e proprio tanto tanto sexy, ma sexy in modo naturale, il ragazzo dei miei sogni è un altro che avevo conosciuto in parrocchia ma che adesso si è molto allontanato, ogni tanto ci incontriamo fuori, purtroppo ha lasciato gli studi, penso più per ragioni economiche che per altro. Quando parliamo cerco sempre di insistere sul fatto che bisognerebbe cercare di tornare all’università, dove andava pure bene e in una facoltà molto difficile. Mi sentirei felice se questo ragazzo riprendesse gli studi, con un solo anno potrebbe finire la triennale, lui è molto tentato e penso che la famiglia farebbe di tutto per farlo andare avanti. Purtroppo non fa la mia facoltà, altrimenti avrei potuto essergli utile in un altro modo ma ne fa una di quelle durissime, è molto intelligente e anche portatissimo per lo studio. Adesso lavora ma mi ha detto che non ha lasciato del tutto lo studio e che sta comunque preparando un esame molto importante che vorrebbe dare “se mai riprenderà gli studi”. Questa frase mi ha fatto immensamente piacere perché vuol dire che ha in mente di riprenderli effettivamente. Noi abitiamo in un paese a 40 km dalla città dove c’è l’università e gli ho detto che lo accompagnerei io, sia all’andata che al ritorno, e che si potrebbe pranzare insieme alla mensa. Ho avuto l’impressione che questo discorso gli abbia fatto piacere. Diciamo che ci incontriamo mediamente una volta alla settimana ma quando capita stiamo a parlare anche un’oretta e penso che la cosa gli faccia piacere, certo a me fa piacere, c’è uno scambio di sorrisi che mi piace moltissimo, apparentemente il discorso è disimpegnato perché parliamo solo di università e di prospettive per il futuro, eppure si sta benissimo. Non so lui a che punto si senta coinvolto ma io lo sento come il ragazzo dei miei sogni, mi sento come se già stessimo costruendo qualcosa insieme e potrebbe pure essere vero! Che c’entra il sesso con tutto questo? Beh, da parte mia c’entra sicuramente, non lo posso negare, stare vicino a lui mi fa un effetto fortissimo anche sessuale. Quando ci incontriamo temo sempre che abbia altro da fare ma non succede e stiamo a parlare per un’oretta in modo serissimo. Voglio dire che mi dice quello che pensa anche se parliamo solo di cose di studio e di futuro, io credo che si sia creato un rapporto serio. È gay? Non lo so proprio, non so nemmeno dire se preferirei che lo fosse oppure no, adesso mi sento bene così, è un amico speciale, e lo è veramente, non me lo sto immaginando io. Il tempo mi farà capire verso che direzione stiamo andando. È possibile innamorarsi di uno che vedi solo per un’ora alla settimana e che non sai nemmeno se è gay? A me succede e poi così la cosa la posso sublimare come mi pare, non mi sento costretto a prendere decisioni o a fare cose alle quali non mi sento ancora pronto o, meglio, io spero che piano piano con questo ragazzo le cose cambino sia per lui che per me e che si possa arrivare a scoprire piano piano e insieme che ci vogliamo bene e che quello che vogliamo è solo stare vicini. Devo dire, però, che tutto questo ragionamento tante volte mi mette in crisi perché non c’è nessuna base oggettiva, ci sono solo delle impressioni che potrebbero essere del tutto fuorvianti. Sto sublimando stroppo? Cioè sto scappando dalla realtà e sto cercando di rifugiarmi nel mondo della favole che sono bellissime ma non hanno nulla di reale? Francamente non lo so, adesso il mio stato d’animo è questo, mi sento innamorato, è la prima volta che la vita di un altro ragazzo mi interessa in un sento profondo, sento di volergli bene. Lo so che tu dici che le cose serie cominciano sempre in modo reciproco, ma le sue reazioni non potrebbero magari nascondere una realtà del tutto simile alla mia? Non parla mai di ragazze, è contento di parlare con me, si sente incoraggiato e soprattutto mi sorride come non ha mai fatto nessun altro. Project, se ti va di fare due chiacchiere con me il mio msn è [omissis], mi sento un po’ in condizione di stallo, sono felice ma da lui vorrei tanto una risposta esplicita anche se sono io il primo a non parlare chiaro, pensa che avevo pensato addirittura di fare coming out con li, di dirgli proprio tutto anche se proprio non me la sono sentita. Grazie della pazienza che hai avuto nel leggere tutto questo romanzo fino a qui. Aspetto la tua risposta.
Un abbraccio.
Lorenzo

pavloss
Messaggi: 192
Iscritto il: giovedì 5 maggio 2011, 12:08

Re: UN GAY INNAMORATO

Messaggio da pavloss » martedì 20 marzo 2012, 16:58

Ciao!

Ho diversi anni più di te e, leggendo il tuo messaggio, ho un poco ripensato ad alcune tappe della mia vita. Vorrei suggerirti qualche spunto di riflessione in risposta a quanto scrivi.

1) Quello che è importante, prima di tutto, è la felicità personale. Se tu, sentendoti gay, trovi che la tua felicità si concretizza in un rapporto stabile e costruttivo con un ragazzo, perché non instaurarlo? Inoltre, questo rapporto è pure indispensabile per crescere personalmente e psicologicamente.

2) Dal punto di vista religioso posso capire pienamente le difficoltà che ora stai iniziando a provare. Purtroppo la Chiesa gerarchica, più che essere attenta a cosa sentono le persone, è attenta alle regole e ai principi astratti, spesso perdendo di vista la realtà. Ci vuole una notevole opera di mediazione per cercare d'unire la religione alla propria vita, mediazione che il credente gay deve fare da solo, visto l'indisponibilità della gerarchia. Posso comprendere che molti non ce la fanno e l'unica risposta che danno è allontanarsi!
Eppure nonostante tante ottusità (non potrei chiamarle diversamente!) c'è una parte della Chiesa disposta a capire e a indicare un percorso di fede anche per chi vive la realtà gay, senza per questo farlo sentire un "ammalato" o un "intrinsecamente perverso". Un Cristianesimo che isola e discriminizza non è Cristianesimo, lo si dovrebbe capire, una buona volta!

3) Sii sempre te stesso ma scegli quello che è meglio nella vita. A volte ci sono gay che si adattano a quello che "passa il convento" finendo per fare vita promisqua e vivere insoddisfatti. Ragazzi positivi, come giustamente scrivi, ce ne sono (anche se non si fanno pubblicità) e questo ti consente di vivere in una buona qualità di vita. La qualità della nostra vita è data pure dalla qualità dei rapporti che instauriamo.

Ti auguro le cose più belle, ti faccio coraggio e ti abbraccio.

Ciao!

Torrismondo
Messaggi: 317
Iscritto il: sabato 12 febbraio 2011, 15:52

Re: UN GAY INNAMORATO

Messaggio da Torrismondo » martedì 20 marzo 2012, 23:40

Che interessante post :D
Per quanto riguarda i rapporti col Cristianesimo ti dico che posso capire benissimo perché ho i medesimi problemi... fermo restando che non è solo il fatto di essere gay che mi porta ad un punto di rottura con la Chiesa ma anche tante altre convenzioni e dogmi. Sicuramente è difficile conciliare, quindi ti consiglio di riflettere bene su come continuare anche perché devi vedere tu cosa è meglio per te, ma per farlo ci devi pensare tanto.

Io sono in piena crisi, non ne sono ancora uscito. Tranquillo che ci vuol tempo :D Ora come ora sto in un limbo molto strano e molto personale.
Auguri :D
Velle parum est: cupias ut re potiaris oportet (Ov. Ex Ponto I 1, 35)

Leo♥
Messaggi: 17
Iscritto il: martedì 29 marzo 2011, 19:53

Re: UN GAY INNAMORATO

Messaggio da Leo♥ » mercoledì 21 marzo 2012, 1:45

Ciao!
Ho letto il tuo testo e credo di poter affermare che  che ciò che  desideri, e che in fondo desidera ogni ragazzo gay,  è chiarissimo, anche se forse ancora non lo hai razionalmente realizzato, e cioè vivere una vita affettiva e sessuale piena con il ragazzo giusto, che sentirai di amare.
Tutti in tuoi dubbi, le tue paure crolleranno come un castello di carte, con il tempo, a mano a mano che ritroverai una completa serenità interiore, specialmente grazie a quella che è la più intensa ed emozionante sensazione della vita :  l'amore. 
I tuoi mille interrogativi e timori sulla scoperta dell'altro, sul tradimento, sulla sensazione di non sentirsi all'altezza [..], nulla hanno a che vedere con il tuo essere gay; sono solo frutto di insicurezza  e  poca fiducia davanti ad un mondo un po' inedito. La soluzione, peró, non è certo la fretta del Coming Out con la persona che ci spinge a scoprirci, poiché rischia di essere una esperienza tanto disastrosa quanto positiva e, ma questo è un parere ancora più personale di quanto scritto prima, sono dell'opinione che sia necessaria una certa serenità ed equilibrio interiore per instaurare una relazione su basi solide. Rifletti su te stesso, su ciò che sei e cosa davvero desideri, e cerca di amare quello che scoprirai, perchè è semplicemente bello!
L'ostacolo più grande, a mio parere è la religione, come spesso accade. Non capisco chi parla di conciliare il proprio essere gay con il cattolicesimo, perchè semplicemente non è possibile. La dottrina cattolica è chiara a riguardo : l'omosessualità è considerata condizione disordinata e alla persona omosessuale è richiesta la castità. Non è possibile prescindere dalle regole di una religione e contemporaneamente dichiararsi fedeli della stessa. È una enorme contraddizione dal momento che il cattolicesimo si basa su dogmi e verità di fede molto precise e non è aperta ad una interpretazione personale dei testi sacri, come lo sono invece le dottrine protestanti. Le condizioni richieste dalla chiesa apostolica romana alle persone omosessuali sono ovviamente prive di qualsiasi senso e fondamento scientifico tanto quanto sono intransigenti. Ai miei occhi si tratta di in NON ostacolo, un problema che ci si crea da soli. Un ragazzo gay che intende vivere la propria sessualità e affettività non può essere cattolico, ma al massimo cristiano. Sinceramente non vedo il dramma, si tratta semplicemente di religioni teistiche scelte dall'individuo a seguito di una imposizione culturale, ma sto divagando.
Un abbraccio.

Nicomaco
Messaggi: 423
Iscritto il: giovedì 2 giugno 2011, 16:40

Re: UN GAY INNAMORATO

Messaggio da Nicomaco » mercoledì 21 marzo 2012, 16:55

Leo♥ ha scritto:Ciao!
Non capisco chi parla di conciliare il proprio essere gay con il cattolicesimo, perchè semplicemente non è possibile. La dottrina cattolica è chiara a riguardo : l'omosessualità è considerata condizione disordinata e alla persona omosessuale è richiesta la castità. Non è possibile prescindere dalle regole di una religione e contemporaneamente dichiararsi fedeli della stessa. È una enorme contraddizione dal momento che il cattolicesimo si basa su dogmi e verità di fede molto precise e non è aperta ad una interpretazione personale dei testi sacri, come lo sono invece le dottrine protestanti. Le condizioni richieste dalla chiesa apostolica romana alle persone omosessuali sono ovviamente prive di qualsiasi senso e fondamento scientifico tanto quanto sono intransigenti. Ai miei occhi si tratta di in NON ostacolo, un problema che ci si crea da soli. Un ragazzo gay che intende vivere la propria sessualità e affettività non può essere cattolico, ma al massimo cristiano. Sinceramente non vedo il dramma, si tratta semplicemente di religioni teistiche scelte dall'individuo a seguito di una imposizione culturale.
Noto che i temi religiosi vengono toccati ultimamente in più di qualche topic… benché la “logica” di questo forum sia un po’ diversa. … Dato però che mi pare vengano dati anche qui suggerimenti piuttosto “radicali” … vorrei far osservare che le pratiche contraccettive quali il preservativo o la pillola (da chiunque utilizzate) sono considerate dal Catechismo della Chiesa cattolica “intrinsecamente disordinate”, tanto quanto quelle omosessuali. Ebbene, non mi risulta che ci sia mai stato tra gli eterosessuali, sposati in Chiesa e che fanno uso di questi mezzi (credo il 95% dei credenti), nessun invito a non dichiarasi più cattolici, ma solo cristiani solo perché il Catechismo ufficiale continua a condannarle. E allora chiedo: non è che questo atteggiamento dipenda anche dal fatto che la Chiesa non è solo gerarchia, ma comunità di credenti che pensano con la loro testa e che un minimo di dibattito e di fiducia nelle possibilità che le cose evolvano c’è (lenta e remota … magari … ma c’è)? Per rimanere alla contraccezione, già nel passato qualcuno anche tra gli esponenti della gerarchia aveva avanzato qualche dubbio sulla sensatezza della condanna. Sull’uso del contraccettivo ad esempio monsignor Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I (quello che aveva osato dire dai balconi dei palazzi apostolici che Dio è anche Madre e non solo Padre …), quando era Vescovo aveva posizioni piuttosto diverse da quelle ufficiali. Se poi si vuole obiettare che in materia di contraccezione la Chiesa ha di recente aperto la possibilità al suo uso (per contenere i rischi dell’Aids), beh, dico solo che questo evidenzia come le prescrizioni in tema di morale sessuale non siano così granitiche come si suppone e che sia pure con gravissimo ritardo tengono conto delle voci che vegnono dall’esperienza. Certo granitiche lo sono ancora verso le pratiche omosessuali … però ripeto … non mi pare che questo possa giustificare l’invito a prendere le distanze dalla comunità cattolica. Insomma, anche i laici conteranno qualcosa o no?
La verità, vi prego, sull'amore (W.H. Auden)

Avatar utente
Hugh
Messaggi: 152
Iscritto il: sabato 11 giugno 2011, 13:55

Re: UN GAY INNAMORATO

Messaggio da Hugh » mercoledì 21 marzo 2012, 18:44

Caro Nicomaco,

purtroppo, nella Chiesa, regna ora un po' di involuzione...
sarà che il Concilio Vaticano II si avvia ad avere 50 anni! Andrebbe ripreso, studiato e attuato. E poi, 50 anni dal 1962 al 2012... non sono mica come 50 anni dal 1912 al 1962!!! Il mondo corre ad una velocità spaventosa!

Dice bene Pavloss che una Chiesa che discriminasse e isolasse non sarebbe cristiana al 100%, e ahimé... questo succede, di fatto. Ciò non toglie che vi sia molta sensibilità e intelligenza sia da parte di molti laici che di molti pastori nell'affrontare questi temi: come? Prediligendo il dialogo con le persone anziché additare alle stesse, con disprezzo e con durezza, i precetti che avrebbero infranto.
Prima vengono le PERSONE, poi viene la "LEGGE" (ho volutamente virgolettato).
Siamo tanto presi dal giudicare, eppure come cristiani dovremmo ricordare che saremo giudicati noi, e su null'altro che la carità = l'amore.

Nicomaco, hai ragione, nella Chiesa ci siamo anche noi laici, ma in molti sembrano essersene dimenticati. La Chiesa non è solo gerarchia: ora come ora, però, prevale, mi sembra, la nostalgia della tradizione, si rimarca la necessità dell'obbedienza e si sacrifica tutto ciò che è confronto sereno e pacato su temi importantissimi, definendo alcuni di questi come "valori non negoziabili".
In una società multiculturale, "arcobaleno", come la nostra, o si muta direzione o di passi avanti ne faremo pochi e fra mille conflitti.
La lotta spirituale è dura quanto la guerra tra uomini
(Arthur Rimbaud, Una stagione all'inferno )

Torrismondo
Messaggi: 317
Iscritto il: sabato 12 febbraio 2011, 15:52

Re: UN GAY INNAMORATO

Messaggio da Torrismondo » mercoledì 21 marzo 2012, 21:49

Nicomaco ha scritto:Certo granitiche lo sono ancora verso le pratiche omosessuali … però ripeto … non mi pare che questo possa giustificare l’invito a prendere le distanze dalla comunità cattolica. Insomma, anche i laici conteranno qualcosa o no?
Non so Nicomaco... per esperienza non solo mia, ma di tante altre persone che ho visto e con cui mi sono confrontato ho visto che i laici nelle piccole parrocchie (lo zoccolo duro insomma) seguono il "pastore" purtroppo... che di solito è ossequiente alle norme canoniche. Non vedo poi tanto cambiamento. Poi non si deve generalizzare, però insomma... io sono poco fiducioso. Sicuramente qualche laico "illuminato" ci sarà, qualche...
----------------------------------------------
Non dico che solo per questo ci si debba allontanare (la mia esperienza non conta, io ho anche molti altri problemi anche di tipo dottrinale etc. etc. è più ampio il discorso)
Velle parum est: cupias ut re potiaris oportet (Ov. Ex Ponto I 1, 35)

Avatar utente
Telemaco
Amministratore
Messaggi: 682
Iscritto il: sabato 26 giugno 2010, 23:05

Re: UN GAY INNAMORATO

Messaggio da Telemaco » giovedì 22 marzo 2012, 2:59

Nicomaco ha scritto: … vorrei far osservare che le pratiche contraccettive quali il preservativo o la pillola (da chiunque utilizzate) sono considerate dal Catechismo della Chiesa cattolica “intrinsecamente disordinate”
Sarebbe come se io andassi in giro per le scuole e invitassi i ragazzini a non vaccinarsi, perchè fare l'antitetanica è una pratica intrinsecamente disordinata. O a bere l'acqua direttamente dal fiume, perchè usare l'acqua depurata dell'acquedotto è una pratica intrinsecamente disordinata.

Ciò che è intrinsecamente disordinato è in realtà l'idea di una autorità che propugni ufficialmente un comportamento di elevatissima pericolosità medico-sanitaria.

Beh direi che ciò è sufficiente. Non ci sono altri temi su cui tessere, la manifesta irragionevolezza di un tale disposto non può che palesare l'inconciliabilità assoluta e irrimediabile con qualsiasi tentativo di approccio razionale al dialogo!
Se poi si vuole obiettare che in materia di contraccezione la Chiesa ha di recente aperto la possibilità al suo uso (per contenere i rischi dell’Aids),
Beh riuscire a negare che nell'Africa subsahariana muoiono svariate centinaia di migliaia di persone all'anno di AIDS, e ne nascono altrettante già sieropositive era diventato piuttosto arduo.
Insomma, anche i laici conteranno qualcosa o no?
Ahah!!! come il mio CLinissimo professore di biologia alle superiori che si è rifiutato di spiegarci l'apparato riproduttore perchè <tanto di queste cose sapete già tutto> e che riteneva l'effetto serra <un'invenzione fatta per far venire i sensi di colpa quando ci si lava i denti lasciando scorrere l'acqua dal rubinetto>. Porca miseria se contano i laici, Nicomaco!!! Sono forse proprio la parte peggiore!
# Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
(Gǔlǎo de zhōngguó yànyǔ)

Nicomaco
Messaggi: 423
Iscritto il: giovedì 2 giugno 2011, 16:40

Re: UN GAY INNAMORATO

Messaggio da Nicomaco » giovedì 22 marzo 2012, 12:53

Vabbé ragazzi … non voglio polemizzare … ma quanto ho scritto sopra voleva mettere in evidenza l’esagerazione di chi ritiene che si debba uscire dalla comunità ecclesiale e liquidare la Chiesa cattolica SOLO per ragioni legate alla sua posizione ufficiale (spesso e volentieri assai discutibile) in materia di morale sessuale. Se così fosse, oggi la Chiesa non avrebbe più fedeli, mentre mi pare che lo stato dei fatti sia un po’ diverso ... Del resto tu stesso Torrismondo confermi di avere una posizione critica (o forse scettica?) non solo per questioni riguardanti la morale sessuale. Quanto a me, come ho già detto altrove nel forum, tengo una posizione defilata rispetto ai sacramenti soprattutto a motivo del mio orientamento e del fatto che le posizioni ufficiali sono quelle che sono e che non mi pare onesto fregarsene. Però non mi sono mai sognato di bollare come insensato nel suo complesso l’insegnamento della Chiesa (quello conciliare citato da Hugh, ma anche quello delle encicliche più recenti ad esempio). Anzi! … però qui mi fermo perché andremmo abbondantemente fuori tema …
La verità, vi prego, sull'amore (W.H. Auden)

Alyosha
Utenti Storici
Messaggi: 2405
Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41

Re: UN GAY INNAMORATO

Messaggio da Alyosha » giovedì 22 marzo 2012, 14:07

Sono abbastanza d'accordo con Nicomaco la questione della distanza della chiesa intensa come gerachia eclesiale e il popolo religioso è sentita in modo forte anche da molti credenti eterosessuali. Non soltanto rispetto al preservativo, ma a tutta la sessualità. Pensate ai divorziati credenti per esempio che in teoria non possono ricevere la comunione neanche se la responsabilità della separazione non è la loro o alla masturbazione considerata ancora un peccato. Quell'idea della sessualità è semplicemente vecchia e sarebbe ora che dessero una spolveratina qua e là. Qualcosa come diceva Nicomaco si muove, ma molto, troppo lentamente in effetti. Non si rendono conto che nella maggior parte dei casi sono proprio le restrizioni illogiche che propongono che allontanano i credenti e sopratutto i giovani dalle chiese. Quale etero oggi praticherebbe astinenza fino al matrimonio? Insomma fa solo ridere oggi proporre ancore certi modelli di sesssualità e questo mette in ombra invece altri concetti bellissimi che proprio il cattolicesimo come religione incarnata propone. Questo è un pò un paradosso la religione dell'incarnazione finisce con l'allontanare dal corpo, ma pazienza quando lo capiranno sarà sempre tardi.
Se nessuno si offende linko questo:
http://www.informarexresistere.fr/2012/ ... z1pqWltuS2

Da un pò l'idea della morale sessuale della chiesa cattolica dal medioevo ad oggi, ci rende presto conto che certe posizioni sono oggi inaccettabili un pò per tutti e non solo per gli omosessuali. Come si vede qualche passattino la chiesa in avanti l'ha fatto, però infondo dice bene l'articolo, si tratta di far muovere un elefante, in una società come la nostra che invece è molto dinamica. Insomma perde troppo tempo a reinterpretare i cambiamenti. Insomma il problema sussite e come inutile nascondersi dietro un dito, e dire che va bene così, ma neanche dire che fa tutto schifo.

Rispondi