AMORE SENZA AGGETTIVI

Che cosa significa essere gay
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AMORE SENZA AGGETTIVI

Messaggio da progettogayforum » domenica 13 maggio 2012, 11:02

Che cosa vuol dire innamorarsi? Penso che innamorarsi significhi trovare in un altro delle consonanze profonde, non nel senso di ritrovarci interessi analoghi o analoghi modi di pensare ma essenzialmente nel trovarci analoghi modi di soffrire, analoghe ragioni di disagio, analoghi tentativi di fuga delle difficoltà, direi analoghe forme di disperazione. Alla base dell’amore c’è essenzialmente la condivisione del disagio e la possibilità di trovare un dialogo proprio sul disagio. Se questo dialogo è onesto e ci si accorge che è ugualmente importante anche per l’altro, cadono le pregiudiziali e si mettono in discussione i propri modi di essere, si è disposti a cambiare idee, a seguire l’altro sulla sua strada, a riconoscere la superficialità del proprio modo di essere. I discorsi di principio, gli assunti dati per scontati, i presupporti che ci apparivano ovvi lasciano il campo all’idea di far stare meglio l’altro al di là di qualsiasi condizione e di qualsiasi presupposto, ci si accorge che l’altro ha una sua intima coerenza, che le sue ragioni hanno un senso che va oltre i presupposti e gli assunti di principio, che le sue debolezze sono le nostre debolezze e che un confronto serio tra persone che si vogliono bene non è un confronto tra ideologie o tra posizioni astratte, non è un confronto di presupposti ma un cercare di capire le ragioni dell’altro accettando di mettere da parte le proprie o quelle che si sono credute proprie. Innamorarsi significa capire le ragioni dell’altro, cioè uscire dalla propria dimensione strettamente individuale. Per innamorarsi bisogna riconoscere la dignità profonda dell’alto dietro i suoi comportamenti e capire la dignità e il significato di quei comportamenti al di là dell’apparenza. Capire l’altro non è una questione di intelligenza ma una questione d’amore, perché l’amore porta a riconoscere la consonanza profonda tra due persone, cioè come ho detto all’inizio il loro comune modo di soffrire. Se c’è qualcosa nell’altro che non comprendi vuol dire che non ne sei innamorato. Quando ti innamori il modo di essere dell’altro è trasparente davanti ai tuoi occhi perché arrivi a capirne le motivazioni profonde e le condividi, le senti anche tue e non le giudichi più. Che cosa c’entra il sesso in tutto questo? Il sesso per se stesso può esprimere un amore profondo, quando anche il sesso diventa un modo profondo di comunicare. Comunica più un abbraccio che mille parole. Ma il sesso è una forma d’amore quando è realmente vissuto insieme in condizione di perfetta parità, insisto su questa idea, voglio dire che la presenza di atteggiamenti di chiusura, di incomprensione delle ragioni e degli stati d’animo dell’altro, gli atteggiamenti di strumentalizzazione dell’altro, a qualsiasi livello, impediscono di vivere una sessualità che sia veramente una forma d’amore. Avere “altre” ragioni, oltre quelle che si riconoscono nell’altro, significa avere pregiudizi, riserve mentali, significa porre delle condizioni a uno scambio interpersonale che dovrebbe essere privo di condizioni. Il presupposto di fondo di ogni forma d’amore è il riconoscimento della dignità dell’altro, della dignità umana autentica che lo caratterizza, significa cioè arrivare a capire il senso delle sue apparenti incoerenze e a dare a quelle cose un significato e un valore positivo. Uno degli ostacoli che sono di maggiore impedimento alla creazione di veri rapporti d’amore è costituito dalla notevole differenza di rango sociale. Per aprirsi completamente all’altro lo si deve considerare “alla pari” di sé, se questo non accade non può costituirsi un rapporto d’amore e le riserve mentali legate alla differenza di rango sociale sono in assoluto tra le più difficili da superare. Il sesso può essere anche un mezzo terribile di ricatto o di violenza e parlo sia del sesso imposto che di quello negato. Dire di no, accampando magari con scuse moralistiche il proprio rifiuto può ferire profondamente, perché implica un giudizio morale negativo. Il sesso non è una componente indispensabile in un rapporto d’amore. La distinzione tra amicizia e amore basata sull’assenza o sulla presenza di coinvolgimento sessuale parte da un concetto di amore completamente diverso. La presenza di una componete sessuale può essere del tutto slegata da un contatto umano profondo con l’altro e può rispondere ad esigente di tipo strettamente individuale, in questo caso il sesso non ha nulla a che vedere con l’amore verso l’altro. Non è la presenza o meno della sessualità in un rapporto che lo individua come rapporto d’amore, ma la capacità di capire profondamente le ragioni e la dignità dell’altro. Ci sono situazioni in cui, inconsciamente, si crede di amare, ma non si riesce a capire le vere esigenze dell’altro e questo avviene perché l’accettazione dell’altro è subordinata a preconcetti di varia natura, a questioni di ruolo sociale, al desiderio di trovare una soddisfazione sessuale che finisce per fare dell’altro solo uno strumento e in ultima analisi all’idea di non spendersi completamente mettendo da parte le proprie riserve mentali, cioè quella lunga serie di “ma”, di “però” e di “se” che accompagnano una scelta dovrebbe non essere condizionata. Che cosa c’entra in tutto questo la soddisfazione individuale? In un rapporto d’amore la soddisfazione individuale sta nel sorriso dell’altro, nel sentirsi capaci di far stare bene l’altro, di diminuire la sua sofferenza, nel vedere che il rapporto non si perde nel tempo ma anzi si rafforza, quando questo accade, nel capire di essere realmente importanti per l’altro. L’amore non crea vincoli, non crea patti impliciti di fedeltà, non pone limiti all’altro, non richiede scelte esclusive o definitive, ha una sua intima fragilità che non lo rende in nessun modo simile ad un contratto, è per questo che ha un valore umano altissimo, perché permette a due persone di capirsi a fondo e di sentirsi profondamente vicine.

Nicomaco
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Re: AMORE SENZA AGGETTIVI

Messaggio da Nicomaco » lunedì 14 maggio 2012, 18:36

Riflessione molto stimolante, Project. Io però credo che innamorarsi e amare non significhi prima di tutto condividere un disagio (se non ho male inteso …). Amare vuol dire sicuramente saper soffrire insieme e amarsi nonostante la sofferenza: proprio il disagio e la sofferenza sono un banco di prova importante per capire fino a che punto si ama. Se si ama veramente. Insomma è fin troppo facile dire di amare quando le cose vanno sempre bene. Però l’amore è essenzialmente gioia ed è condivisione della gioia con l’altro. E questo secondo me trova conferma nel piacere sessuale tra persone che si amano. Anch’io sono convinto che il sesso tra amanti non sia indispensabile. Tuttavia il piacere sessuale tra persone che si amano, quando c’è, per me dimostra proprio la gioia e la bellezza di essere in comunione con l’altro, di volere il suo bene, di essergli vicino. Se vogliamo, il sesso, pur non essendo essenziale per amare, è (o dovrebbe essere) la percezione fisica della bontà e del valore dei sentimenti che si provano verso l’altro.

P.S. mi chiedo se dietro a quello che hai scritto ci sia il buon Tondelli… ;) Leggendoti mi è parso di si. Mi è infatti ritornato in mente un piccolo e significativo brano di “Camere separate”. Questo: “D’altra parte quale bestiale coercizione spinge gli uomini a cercarsi affannosamente, brutalmente, per rapinarsi e ferirsi a vicenda? Quale catastrofe iniziale ha permesso che l’Eros divenisse rintracciabile solo nell’ossessione della genitalità e non invece nel rispetto delle reciproche posizioni d’amore? Quante amicizie Leo ha visto finire, brutalmente, con dolore, perché uno dei due non concedeva il proprio corpo all’altro? Confinare la sessualità entro i dovuti limiti, non è forse attribuirle il suo naturale rilievo?”. A suo tempo, quando la lessi, questa frase mi fece molto riflettere … e devo dire che pure adesso che la rileggo mi è parsa di grande valore … per tante ragioni …
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Re: AMORE SENZA AGGETTIVI

Messaggio da progettogayforum » lunedì 14 maggio 2012, 20:54

Ciao Nicomaco. Potrei sottoscrivere tutto quello che hai scritto. Quanto a Camere separate di Tondelli, posso solo dire che è un libro che mi ha colpito profondamente, uno dei libri più seri e più veri che ho letto.

barbara
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Re: AMORE SENZA AGGETTIVI

Messaggio da barbara » martedì 29 maggio 2012, 7:44

Innamorarsi significa condividere il disagio o la gioia? Mi verrebbe da rispondere che innamorarsi significa riconoscere nell'altro l'unica persona con cui si vorrebbe condividere ciò che viviamo, gioia o sofferenza che sia.
Anzi credo che sia proprio nell' equilibrio tra queste due anime che può costruirsi , dopo l'innamoramento, una relazione duratura.
L'amore che diventa essenzialmente una forma di cura per se stessi o per l'altro rischia di caricare troppo il partner di aspettative che non gli competono ,aspettative che lui ci salvi o viceversa che si lasci salvare da noi. Può essere molto soffocante vivere una relazione in cui ci si sente responsabili del benessere dell'altro o viceversa si ritiene che l'altro sia indispensabile a noi.
In questo senso credo che condividere il disagio sia una forma di crescita personale e affetiva, se non si va oltre un certo limite.
E se invece nella coppia si condividesse solo la gioia , il rischio secondo me potrebbe essere quello di creare un mondo affettivo a parte rispetto alla nostra realtà più profonda, uno stare insieme che è un po' come una vacanza , quando la quotidianità sta da un'altra parte.
L'altra cosa che penso è che amare non sia riuscire sempre a capire le ragioni dell'altro, ma cercare di accettarle anche quando non le capiamo.
Ci sarà sempre, secondo me, un limite di comprensione oltre il quale non possiamo andare , specie quando le ragioni dell'altro confliggono con le nostre e ci fanno del male. Amare significa cercare di accettare che l'altro abbia le sue ragioni , anche quando non le condividiamo, il che non vuol dire però accettare i comportamenti che ci feriscono.
Posso chiedere all'altro di fare un atto di fiducia in nome dell'amore per capire le mie ragioni , ma non posso imporgli comportamenti che lo fanno stare male .
Credo soprattutto che molte relazioni si giochino proprio su questo difficile equilibrio tra la comprensione dell'altro e il rispetto per noi stessi .

Nicomaco
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Re: AMORE SENZA AGGETTIVI

Messaggio da Nicomaco » martedì 5 giugno 2012, 13:03

Ciao barbara. Come si fa a non condividere quello che hai scritto? La domanda è retorica ovviamente. ;) Per il resto, quando scrivevo che l’amore è gioia e condivisione della gioia intendevo sottolineare che l’amore è un valore positivo. Non può che essere positivo e per questo non può che essere associato a quello scopo massimo a cui ciascuno aspira nella vita: la gioia o, forse meglio, la felicità. Tutto qui.
La verità, vi prego, sull'amore (W.H. Auden)

Torrismondo
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Re: AMORE SENZA AGGETTIVI

Messaggio da Torrismondo » martedì 5 giugno 2012, 21:50

barbara ha scritto:Innamorarsi significa condividere il disagio o la gioia? Mi verrebbe da rispondere che innamorarsi significa riconoscere nell'altro l'unica persona con cui si vorrebbe condividere ciò che viviamo, gioia o sofferenza che sia. Anzi credo che sia proprio nell' equilibrio tra queste due anime che può costruirsi , dopo l'innamoramento, una relazione duratura.
Che dire: la riflessione è molto interessante. Per quanto mi riguarda il tuo intervento - specialmente quello che ho evidenziato - parafrasa esattamente ciò che penso io, anche se credo pure che sia assolutamente complicatissimo e difficile metterlo in pratica trovando reciprocità (quanti "inutili" innamoramenti a senso unico si sperimentano?). Non travisatemi, quello che temo è che la linea di pensiero sia certamente valida e corretta, ma che in sè trovi poche applicazioni nella realtà (quante coppie vedono la crisi prima del solito?): insomma... credo poco nella possibilità di un amore reciproco, bisogna veramente avere tanta fortuna, secondo me (e spesso non la si ha).
Velle parum est: cupias ut re potiaris oportet (Ov. Ex Ponto I 1, 35)

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