Il dubbio...una Sincera richiesta d'aiuto.

Che cosa significa essere gay
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alessandro78
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Iscritto il: lunedì 28 maggio 2012, 15:44

Il dubbio...una Sincera richiesta d'aiuto.

Messaggio da alessandro78 » lunedì 28 maggio 2012, 16:32

Buongiorno Project,
sono un nuovo iscritto e,lo dico fin da ora,apprezzo moltissimo il lavoro che svolgete nell'aiutare chi ha bisogno, con fermezza,professionalità e,ancor di più con calore umano,qualità che ultimamente in molti sembrano aver perso. Vi tedierò forse con un post lungo,ma ho bisogno di mettere su carta digitale il mio pensiero,sperando poi d'avere anche io un vostro spassionato parere.

Mi chiamo Alessandro,ho 34 anni,sono di Roma e, da diciotto anni (18...non uno scherzo!), convivo col dubbio d'essere omosessuale; un'estate di 18 anni or sono (lo ricordo come se fosse oggi),mi sono svegliato con la netta sensazione di star baciando un ragazzo. Da li,da questo brevissimo episodio,è iniziato quello che a tutt'oggi io vivo come una sorta di calvario - a tratti, incostantemente, ma pur sempre calvario. Scendo nel dettaglio, non vorrei trascurare nulla,a costo d'abusare del vostro prezioso tempo (del quale vi ringrazio di cuore). Ogni giorno,da quel giorno,ho passato le mie giornate guardando i ragazzi, per capire se mi piacessero o meno. Li osservavo, immaginavo scene di ogni tipo,dalle più romantiche alle più erotiche,per mettermi alla prova,per scoprire se fossi gay oppure no. Questo pensiero fisso sfociò rapidamente in vere e proprie crisi di nervi:ricordo perfettamente il dolore alla testa,l'impossibilità di smettere di piangere,le urla a squarciagola che lanciavo mentre questo pensiero si faceva largo in ogni angolo della mia mente. Con enormi sforzi di volontà,alla fine mi decisi - avevo 20 anni,al quel punto,di rivolgermi ad un esperto. Iniziai così un anno di terapia,durante la quale mi venne diagnosticato un DOC,un disordine ossessivo-compulsivo,ma non di tipo omosessuale : all'epoca,16 anni orsono non se ne parlava. Mi sentii un pò meglio,ma intimamente non ero convinto.Nonostante le cure e le...rassicurazioni,il picchio nella mia testa continuava a martellarmi, dicendomi che mi piacevano i ragazzi. Ogni aspetto della mia vita era avvelenato da questi pensieri : che io stessi facendo l'amore con la mia fidanzata o con una amante,che stessi giocando ad un videogame o lavorando,il pensiero era sempre li, fisso,immobile,eterno. Crescendo,ho dato sempre meno peso alla cosa,relegandola ad un angolo della mente, arrivando a passare mesi,a volte anni,senza un solo attacco; poi una ricaduta, che mi ha portato a vedere una seconda terapeuta, la quale mi conferrmo' il DOC e poco altro. Alla fine, decisi che la terapia non era la strada per me e decisi altresi,semplicemente, di vivere. Nell'intanto,infatti,lavoravo,giocavo e,sopratutto,continuavo a vivere le mie storie etero con somma soddisfazione (spero reciproca!),tanto con la compagna che ho da 7 anni, quanto con un discreto numero di amanti (donne). Non lo dico con piglio orgoglioso,ma solo perchè ho deciso di essere sincero fino in fondo,con voi,con te,accettando fin da ora tutti i vostri giudizi e commenti,non nascondendovi nulla. Da sei mesi, le mie paure legate alla possibilità d'essere gay sono tornate più ataviche e violente di prima,senza posa,senza respiro,senza tregua. Vorrei entrare nel dettaglio,per favore,cercando d'essere più chiaro possibile. Da sei mesi a questa parte,ho frequentissimi (diciamo da quando apro gli occhi al mattino a quando li chiudo la sera) pensieri e immagini omosessuali nella testa, fantasie che vanno dalla più pudica (immagino costantemente un uomo nudo davanti a me) alla più spinta, fra scene di sesso orale, anale,masturbazione et similia. Ora:come affronto le mie fantasie?Non riuscendo a scorrerle o a liberarmene,le prendo di petto:osservo la scena che mi si para davanti agli occhi, cercando di capire se mi piace oppure no...E qui le possibilità diventano due. Se sento che la scena non mi piace,allora respiro,finalmente e tutto torna in armonia,per un secondo per un ora o un tempo X. Se penso che mi piace,di contro, continuo a combattere,ad osservarla ancora e ancora, fino ad arrivare all'unica cosa che accetto,perchè mi fa star bene: "Oh,no,non mi piace,ok,posso andare oltre". Purtroppo,molto spesso il mio "andare oltre", non dura più di un minuto,perchè la stessa immagine,la stessa scena,che ero sicuro non mi piacesse,adesso è invece piacevole,attraente,ma senza i connotati del caso. Mi spiego meglio,perchè forse questo è il punto chiave. Io non provo mai piacere,ne emotivo ne fisico,di fronte alle scene omosessuali che immagino. Non ho mai avuto una erezione,neanche minima,neanche blanda.Anzi,se possibile,ho notato un curioso fenomeno :il pene si addirittura restringe (perdonami ancora per i dettagli,ma come ho detto,voglio svicerare tutto).Eppure queste scene sono sempre li, fisse, ostinate, onnipresenti. E allora,giù test,verifiche,prove,controlli. Se davvero esiste il significato di "ossessione",allora io la connoto in questi pensieri che, più penso che mi piacciano, più mi fanno soffrire. Vorrei inoltre sottolineare che, sul fronte delle fantasie sessuali omosessuali, io, secondo quanto mi dice la mente, vorrei e dovrei far sesso con TUTTI gli uomini. In effetti, non c'e' uno che mi piace di più o di meno: nel mio ufficio siamo in 10,tutti maschietti e mi piacciono tutti allo stesso modo, non importa l'età o quanto siano diversi gli uni dagli altri. Ho provato persino la masturbazione dedicando le mie fantasie a qualche ragazzo oggettivamente bello,ma non c'e' stato verso di farlo diventare...ehm...duro (scusate il linguaggio). Discorso diverso con fantasie etero,dove neanche la presenza ossessiva di immagini gay impedisce l'erezione e con le quali fantasie (etero) mi trovo sempre a mio perfetto agio,tanto nella mente quanto nella pratica.
Io non ho nulla contro l'omosessualità in se,questo sia chiaro;nessuna omofobia (che trovo persino ridicola) ne pregiudizio. Io parlo (scrivo) per me. Sono io che non voglio essere gay. Se mi chiedeste il motivo, non saprei dirvelo. So solo che avverto questa sensazione,non importa quanto il pensiero possa dirmi che sia bella e piacevole, la sessualità con persone dello stesso sesso...perchè io questo piacere non lo provo. La cosa che ha fatto scrivere a voi,oggi,è stata nell'ennesimo assalto dei miei pensieri che,facendomi pensare che mi piaceva un mio collega...ed il suo fondoschiena in particolare,mi ha provocato una forte tachicardia e sono dovuto correre in bagno a vomitare.

Non voglio vivere in questo modo. Vorrei avere le mie chances di felicità,come tutti. Anche se penso che mi piaccioni gli uomini,non trovo l'annesso piacere in questo pensiero. Non dovrebbe funzionare come le donne?Nel senso : vedo una bella donna - mi piace, fantasia hard, eccitazione. Nel caso degli uomini,tutto questo non avviene. Non importa quanto bello sia il "soggetto"del momento o quanto spinta sia la mia fantasia sessuale omo in quell'istante. Provo costipazione al petto, mal di testa e totale apatia fisica nelle parti basse.

Vi chiedo,davvero un parere.Ho bisogno di sentirlo da chi è gay,come immagino qui ce ne siano diversi,che possa illuminarmi.
Non lasciatemi solo.Ho paura.

Grazie.

Alessandro

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Landon
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Re: Il dubbio...una Sincera richiesta d'aiuto.

Messaggio da Landon » lunedì 28 maggio 2012, 17:08

Ciao,Alessandro. Benvenuto in questo forum :D
Forse non sono la persona più indicata a risponderti ma voglio provarci lo stesso.(non riesco nemmeno ad aiutare me stesso). So cosa significhi il Doc: è una macchina infernale e ti fa mettere in dubbio veramente tutto. Anche io un po' ne soffro ed è terribile. Non lo auguro nemmeno al peggiore dei miei nemici.
Ogni giorno,da quel giorno,ho passato le mie giornate guardando i ragazzi, per capire se mi piacessero o meno.
D'ora in poi cerca di sentire quello che ti fa stare bene. Se ti fa star bene masturbarti guardando le ragazze,allora fallo. Se ti fa star bene guardando i ragazzi,allora fai così. Non devi cercare di far contento nessuno e posso assicurarti che questi esperimenti sessuali non fanno altro che aumentare la tua l'ansia. Nella masturbazione si riesce a capire il vero orientamento sessuale di una persona.
A mio parere,ma è soltanto una mia ipotesi,potresti essere un gay represso. Alla fine potresti aver subito così tanti condizionamenti esterni da reprimere profondamente la tua sessualità. Il consiglio che posso darti adesso è quello di cercare di fare quello che più ti senti. Ti sei mai innamorato affettivamente di un ragazzo? E fisicamente? Posso capire tutta l'ansia del poter essere gay ma dovresti un po' cominciare a leggere nel forum alcuni topic per capire un meglio la quotidianità gay. Riuscendo ad abbattere tutti i pregiudizi che ci sono stati inculcati sin da piccoli,si può stare nettamente meglio. Alla fine,anche se tu fossi gay,non cambierebbe molto. Rimarresti sempre la persona che sei. Forse può essere difficile da accettare ma preferiresti fidanzarti con una ragazza,sposarti e fare dei figli per poi scoprire che questo non è quello che vuoi veramente? I modelli offerti dall società ci condizionano profondamente ma bisogna cercare di svincolarci altrimenti non si può vivere bene.
Non ho mai avuto una erezione,neanche minima,neanche blanda
Adesso non voglio assolutamente mettere il dito nella piaga però potrebbe anche essere dovuto al fatto d'aver represso per tutti questi anni la tua sessualità.

Tutto quello che ti ho detto è soltanto una mia opinione e posso anche aver sbagliato tutto. Tuttavia penso che ci siano due possiblità: non sei gay ma è dovuto al fatto del Doc. Proprio tutte queste ossessioni sono soltanto sue invenzioni per metterti in crisi. Mentre c'è anche la seconda possibilità : che tu sia gay. Ad ogni modo ricordati che,qualsiasi orientamento tu abbia,rimani sempre la bella persona che sei :)
Ti auguro il meglio e scusami se non sono riuscito a rispondere alle tue domande.
Landon.

alessandro78
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Iscritto il: lunedì 28 maggio 2012, 15:44

Re: Il dubbio...una Sincera richiesta d'aiuto.

Messaggio da alessandro78 » lunedì 28 maggio 2012, 17:20

Grazie per la risposta...che mi ha fatto venire un colpo,in effetti,ma grazie davvero.Per rispondere alla tua prima domanda...no,mai,mai avuto un sentimento d'amore o di attrazione,sia fisica che mentale,per un uomo.Mai.
Discorso del tutto diverso per le donne,con le quali ho ottimi,invero frequenti,ed appaganti rapporti sessuali.Senza contare l'amore incondizionato e profondo che provo per la mia compagna.

La seconda considerazione che fai è legittima...io stesso mi sono interrogato sulla possibilità che sia la mia stessa ansia a bloccarmi l'erezione con fantasie omosessuali. Ma...in diciotto anni di pensieri...vuoi che almeno una volta non sia potuto accadere?Una,eh,non un migliaio.
Io,la "quotidianità gay",la vivo sotto forma di questi pensieri ossessivi che non mi lasciano un momento,che mi provocano dolore e panico. Ho letto,credimi,moltissime pagine di quest'ottimo sito...e ho visto come il "passaggio" da una presunta vita etero ad una gay sia stato spesso travagliato,spesso combatutto e spesso crudo e a volte lisco,ma tutte le storie hanno un punto in comune :l'Amore. E l'eccitazione. Cose che io non provo.Non verso gli uomini,almeno.Quello che provo io è una sorta di...costrizione. Il mio cervello mi dice "sei gay" e di conseguenza mi deve piacere tutto.Ma il risultato,di piacere,non ne contiene.

Grazie ancora....davvero.

Dimenticavo un dettaglio...sempre per rispondere alla tua domanda...ho provato,con tutta la calma ed il giusto tempo,a masturbarmi pensando a qualche bel ragazzo..ma non c'e' stato verso,neanche di ottenere una erezione parziale. Dopo un pò, le immagini erano troppo invasive, troppo crude o ansiogene per eccitarmi. Discorso diverso per le donne con le quali,dovendo scegliere,preferisco il sesso di persona ma,qualora dovessi masturbarmi,ho sempre ottenuto risultati...ehm...soddisfacenti.

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Re: Il dubbio...una Sincera richiesta d'aiuto.

Messaggio da progettogayforum » lunedì 28 maggio 2012, 18:59

Ciao Alessandro,
ho letto la tua mail con la massima attenzione, mi è capitato più di una volta di essere contattato da ragazzi con DOC centrato sull’idea invasiva di essere gay e ho anche pubblicato qualche articolo sulla questione https://sites.google.com/site/progettog ... obia-e-doc . Sulla diagnosi non credo ci siano molti dubbi, quello che descrivi è assolutamente tipico di queste situazioni. Che il DOC centrato sull’idea di essere gay non abbia nulla a che vedere con l’omosessualità repressa è un dato assolutamente certo. Il DOC di questo tipo è anzi tipico di persone che sono strettamente eterosessuali. Non ti dico questo per toglierti l’idea di essere gay, perché di fonte al DOC l’informazione e i ragionamenti sui dati di fatto non servono a niente e la stessa psicoterapia ha un senso solo come appoggio ad una terapia farmacologica seria. Tu hai avuto lunghi periodi liberi dal DOC e questo è molto importante, ho visto ragazzi stare veramente malissimo per questo disturbo ma, e questo lo devo dire perché l’ho visto direttamente e più di una volta, una terapia farmacologica adeguata, usata sotto il controllo di uno specialista serio, può veramente cambiare profondamente le cose, riportandoti ad una condizione di vita assolutamente normale. Ho conosciuto un ragazzo, uno studente universitario di medicina, con questo disturbo, era arrivato a livelli al limite della tollerabilità, poi si è deciso ad andare da uno specialista competente in psicofarmacologia clinica e a distanza di qualche mese sembrava un’altra persona, si era rimesso a fare esami all’università, era soddisfatto affettivamente e sessualmente senza interferenze di idee ossessive e faceva con entusiasmo progetti per il futuro. La terapia è stata dura, non si tratta di cose da poco e ogni volta che andava incontro ad un adeguamento dei dosaggi le difficoltà le sentiva eccome e lì il sostegno psicologico ha avuto un ruolo importante, ma il risultato si è visto eccome. Con questo intendo dire che da queste cose si esce se ci si decide a seguire una strada che sia autenticamente in grado di aggredire il problema alla radice. Fino ad una ventina di anni fa, in situazioni del genere, al di là di una vaga psicoterapia non si poteva andare ma oggi la farmacologia ha fatto passi da gigante. Non perdo tempo a dirti che non sei gay, questo è scontato, ma ti invito a contattare uno specialista (uno psichiatra possibilmente ospedaliero, non avere paura della parola psichiatra, si tratta di medici che, se sono veramente competenti, possono aiutare moltissimo le persone in difficoltà), uno specialista che possa avere l’approccio giusto al problema. Non si tratta di questioni psicologiche o situazionali ma di problemi che vanno affrontati con altri mezzi e i mezzi ci sono. Il problema non è il contenuto dell’idea ossessiva ma l’ossessività in sé. Per qualsiasi cosa possa esserti utile puoi mandarmi una mail a questo stesso indirizzo e ti risponderò appena possibile, ma stai tranquillo che oggi non è come vent’anni fa e da queste cose si esce bene, non te lo dico a livello consolatorio ma perché l’ho visto direttamente.
Un abbraccio.
Project

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Re: Il dubbio...una Sincera richiesta d'aiuto.

Messaggio da progettogayforum » lunedì 28 maggio 2012, 19:18

@Landon, il DOC con idea ossessiva di essere gay non ha niente a che vedere con la repressione della omosessualità, così come il DOC centrato sull'idea ossessiva di avere un tumore non ha niente a che vedere coi tumori. La dimensione veramente problematica del DOC, qualunque sia il contenuto ossessivo, sta proprio nella ossessività e non nel contenuto. Noi siamo spesso portati a credere in un radicale dualismo mente corpo e a pensare la vita psichica come "spirituale" cioè disincarnata ma in realtà il pensiero è il risultato di un processo fisiologico estremaente complesso, in cui, una alterazione anche minima di mediatori chimici può portare a sofferenze psichiche notevoli (che si manifestano come idee ossessive o in vari altri modi) che non hanno però una origine reattiva (non dipendono sostanzialmente da stress o da situazioni particolari, ma da piccole alterazioni di carattere biochimico. Oggi ci sono delle possibilità concrete di intervenire sulle cause del problema e di risolverlo, cosa che 20 o 30 anni fa non era neppure pensabile. La psicoterapia ha una sua utilità per il controllo dei sintomi, ma la terapia fondamentale deve essere eziologica, cioé deve andare alla radice del problema, cosa che non è facile ma è certamente posisbile e i risultati positivi li ho visti direttamente più di una volta.

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Re: Il dubbio...una Sincera richiesta d'aiuto.

Messaggio da barbara » lunedì 28 maggio 2012, 20:37

Alessandro, innanzitutto benvenuto!
Vorrei farti una domanda: in questi anni hai continuato a curarti oppure no per questo disturbo?

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Re: Il dubbio...una Sincera richiesta d'aiuto.

Messaggio da Nemo » lunedì 28 maggio 2012, 20:50

Ciao alessandro, intanto benvenuto!! :-) Dalla mia esperienza, quindi quello che dirò è una mia personale opinione, concordo con project. Da come parli la tua sembra essere un'ossessione, secondo me non si tratta di omosessulità repressa e non sembra neanche essere una confusione. La persona omosessuale, sopratutto durante la masturbazione, ha pochi dubbi su quello che gli piace, magari è confuso, ma ha chiara percezione della sua attrazione, inoltre (cosa per me fondamentale) l'omosessuale è attratto anche sentimentalmente ed emozionalmente da persone dello stesso sesso. Si percepisce proprio quetsa attrazione emotiva. Il fatto che specialisti psicologi ti hanno diagnosticato il disturbo ossessivo compulsivo, rafforza la mia idea. Ora secondo me è inutile darti consigli, perchè non servirà a darti la certezza che cerchi, ma secondo me ti si potrebbe generare più ansia :-D, quindi per evitare che avvenga ciò, ti consiglio di parlarne con un professionista dell'aiuto che possa accompagnarti nel tuo percorso di ritrovamento di te stesso e della tua serenità!! Un abbraccio, nemo!
Nemo.
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Re: Il dubbio...una Sincera richiesta d'aiuto.

Messaggio da Telemaco » martedì 29 maggio 2012, 2:36

alessandro78 ha scritto:mi venne diagnosticato un DOC,un disordine ossessivo-compulsivo,ma non di tipo omosessuale : all'epoca,16 anni orsono non se ne parlava. Mi sentii un pò meglio,ma intimamente non ero convinto.
E in effetti direi che sembrerebbe un tipico caso di DOC.
Ma tu stesso compi un errore ingenuo e molto fuorviante quando cerchi di dare connotato contenutistico al tuo DOC.
All'epoca non se ne parlava ma è corretto che non se ne parli perchè il DOC è uno soltanto a prescindere da altri aggettivi.
Nonostante le cure e le...rassicurazioni,il picchio nella mia testa continuava a martellarmi, dicendomi che mi piacevano i ragazzi.
Le rassicurazioni sono un placebo inutile in queste situazioni. Le rassicurazioni sono solo uno strumento per raffinare la ramificazione delle ossessioni e delle compulsioni. Favoriscono l'attecchire di nuove ulteriori paranoie sempre più precise e minuziose, un po' come i frattali, per dare un'idea visiva del fenomeno.

Bisogna che tu tenga presente una cosa basilare, che è una premessa fondamentale per capire come sta funzionando la tua testa in questo momento. Il DOC non concerne il contenuto dei tuoi pensieri. Esso ha a che fare con la FORMA che essi assumono.

Normalmente un pensiero nasce, viene elaborato, viene confrontato, viene analizzato e infine viene archiviato. Il DOC impedisce di raggiungere l'ultimo gradino della serie.

Il DOC infatti è una modalità di pensiero circolare. E' forse l'esempio per antonomasia di circolo vizioso.
La persona affetta da DOC non ha un andamento lineare dei pensieri, ma circolare.

La persona affetta da DOC in sostanza si comporta in questo modo; il suo pensiero "rimbalza" eternamente fra due estremi contrapposti tornando incessantemente al punto di partenza.

esigenza di fondare la percezione di sè <------> assenza dei riscontri fattuali specifici desiderati

La persona con il DOC non potrà fare altro che saltare perpetuamente da un lato all'altro senza rendersi conto di essere intrappolata in un mero rigorismo logico-formale.

Il rigorismo logico di cui parlo è in sostanza un'estrinsecazione di disperata volontà di controllo assoluto sulla realtà della propria persona, che si manifesta in un punto, magari sottilissimo e nascosto, in cui ci si impone una inamovibile intransigenza astratta e di principio nei propri confronti. Poi ti dirò dove penso che sia nel tuo ragionamento.

Ma prima bisogna vedere questo; il primo passo è rendersi conto che il DOC è una forma meschina di modalità di pensiero, perchè ingenera un corto circuito che impedisce di trovare le reali motivazioni che spingono il soggetto ad avere le ossessioni e le compulsioni.

Il DOC spinge tendenzialmente la persona a fossilizzarsi su un tema specifico, uno qualsiasi, magari piuttosto delicato e fonte di stress (per esempio la scuola, lo studio, le relazioni sociali, i genitori, il lavoro, la salute, le relazioni sentimentali, il sesso, l'orientamento sessuale, ecc ecc) ma non c'è alcuna garanzia che quell'argomento che è diventato apparentemente la fonte di ogni male per il soggetto col DOC sia addirittura degno di nota. Il fatto che il DOC si sia incentrato su un certo argomento piuttosto che un altro NON IMPLICA che tale nucleo sia realmente il nodo problematico della persona.

E' proprio per questo motivo che all'inizio ho subito detto che nel DOC non c'è nulla di contenutisticamente rilevante. Il contenuto delle paranoie è privo di significato perchè il perno su cui vengono fatte ruotare è del tutto arbitrario, è randomizzato.

Possono esistere (anzi, di solito esistono) ALTRE fonti di problemi per la persona, però essa è distolta da queste fonti perchè esse sono ormai collocate all'esterno del circolo vizioso che assorbe tutti i pensieri, il tempo, le energie.

Riprendendo lo schema "a due estremi" che ho fatto prima, voglio far notare questo: di fatto il DOC consiste nel voler ad ogni costo ripristinare la rigidissima idea che uno ha costruito per se stesso nel momento in cui paventa l'ipotesi che possa verificarsi uno strappo fra la concezione ideale che ha e vuole avere di sè ad ogni costo e la realtà dei fatti.

Le ossessioni discendono infatti dalla convinzione (ovviamente irrealizzabile e falsissima) di poter trovare una soluzione all'interno del catalogo di pensieri, prove, verifiche, controlli, valutazioni che si fanno quotidianamente; dimenticandosi che esse sono solo contenuti random del DOC... tanto suggestivi quanto inutili.

Il circolo vizioso può spegnersi solo quando la persona si rende conto che per lo specifico problema con cui si tortura la mente... NON esiste soluzione.

Tutte le forme di DOC infatti si giocano proprio sul fatto di attecchire e poi perpetrarsi su un problema che di per sè è sistematicamente IRRISOLVIBILE dal punto di vista concreto.
Ma se la persona non se ne rende conto, non ne esce.
Io non ho nulla contro l'omosessualità in se,questo sia chiaro;nessuna omofobia (che trovo persino ridicola) ne pregiudizio. Io parlo (scrivo) per me. Sono io che non voglio essere gay. Se mi chiedeste il motivo, non saprei dirvelo. So solo che avverto questa sensazione,non importa quanto il pensiero possa dirmi che sia bella e piacevole, la sessualità con persone dello stesso sesso...perchè io questo piacere non lo provo.
Ecco secondo me questo punto è interessante. LA breve frase che ho evidenziato rappresenta un punto di intransigenza da cui potrebbe partire facilmente il rigorismo logico formale del DOC.

Tu esigi che un aspetto della tua vita non sia diverso da come hai previsto che dovrebbe essere.

Tu imponi alla realtà di non essere come secondo te non dovrebbe essere.

E' una gran bella prova di forza, sfido io che poi uno inizia a sviluppare preoccupazioni, poi paranoie e poi ossessioni che degenerano in DOC.

Non credo che ti sarà facile uscire dal circolo vizioso che hai creato a partire da questo punto, finchè non cancellerai di netto questo punto. (Mi riferisco proprio alla tua frase che ho evidenziato in neretto). E ciò indipendentemente da quale sia il tuo orientamento sessuale; questo quesito nel mio discorso è assolutamente irrilevante perchè è di senso contenutistico, e quindi su di esso il DOC non è capace di dare risposta per sua stessa conformazione.

Alla fine il circolo vizioso può essere efficacemente spezzato quando uno si rende conto che non può pretendere di fondare la propria esistenza su convinzioni astratte e impostazioni teoriche. Non può credere di potersi ostinatamente attaccare a volontà modificative della realtà e di controllo della propria persona che sono tanto stringenti e forti... quanto inutili.
Vorrei avere le mie chances di felicità,come tutti.
Ecco, una volta eliminato il falso perno di partenza dei pensieri ossessivi, anche su questo punto si potrebbe approfondire, per vedere quali possano essere i VERI ostacoli alla tua realizzazione personale... quelli che il DOC ti nasconde facendoti pensare ad altro.
Insomma un uomo adulto affermato, con un suo lavoro, una moglie, tante amanti... perchè dovrebbe voler invocare "chanches" di felicità ulteriori che ritiene di non possedere rispetto agli altri? E' interessante, bisognerebbe capirne di più insistendo su questo punto.
La cosa che ha fatto scrivere a voi,oggi,è stata nell'ennesimo assalto dei miei pensieri che,facendomi pensare che mi piaceva un mio collega...ed il suo fondoschiena in particolare,mi ha provocato una forte tachicardia e sono dovuto correre in bagno a vomitare
Anche io ogni tanto guardo il sedere di qualche bella ragazza o di qualche mia amica constatando che è proprio ben fatto. Però non vomito. E sono gay.
# Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
(Gǔlǎo de zhōngguó yànyǔ)

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