Gay e mondo del lavoro

Che cosa significa essere gay
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Nicomaco
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Gay e mondo del lavoro

Messaggio da Nicomaco » giovedì 14 giugno 2012, 10:10

Ieri sera mi è capitato di seguire la trasmissione su La7 di Lilly Gruber dedicata al calcio. In collegamento da Milano c’era Tito Boeri, professore di economia del lavoro alla Bocconi, che personalmente apprezzo molto per i suoi interventi sul quotidiano La Stampa di Torino. Non voglio parlare di calcio (non me ne intendo assolutamente …), né delle dichiarazioni infelici di Cassano sui calciatori gay che ci sarebbero in nazionale (è curioso che si chieda proprio a Cassano l’opinione su un tema che ha dimostrato di non conoscere minimamente …). Voglio invece segnalare quanto, nel commentare le dichiarazioni di Cassano, ha tra parentesi ricordato il professor Boeri circa il rapporto tra discriminazione degli omosessuali in Italia e accesso al mondo del lavoro. La Fondazione De Benedetti, di cui è direttore scientifico, ha condotto una indagine molto interessante, inviando a migliaia di imprese 2.500 curricula, stesi secondo modelli diffusi in tutta Europa, nei quali veniva in alcuni casi indicato, non che il candidato era dichiaratamente gay, ma che frequentava circoli che potevano avere un collegamento con ambienti omosessuali (tipo l’Arcigay o l’Arcilesbica). Ebbene il dato che il professor Boeri non ha esitato a definire sconcertante è che, mediamente, le persone che avevano indicato nel curriculum questa informazione, la quale poteva indurre i datori di lavoro anche solo a sospettare che fossero gay, avevano il 30% in meno di probabilità di poter essere assunte. Mi fermo qui e lascio a voi ogni riflessione.

P.S. chiedo a Project se non sia utile inserire in questo forum anche una sezione apposita, dedicata al rapporto tra gay e mondo del lavoro. Per consentire a tanti utenti di esprimere le loro riflessioni su un tema che è centrale per la vita di chiunque.
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Alyosha
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Re: Gay e mondo del lavoro

Messaggio da Alyosha » giovedì 14 giugno 2012, 12:22

Prova con gay e mondo del precariato o gay e mondo della disoccupazione oggi come oggi tira di più. E lascia perdere la Gruber e i vari De Benedetti, veri e propri terroristi dell'informazione, mentono spudoratamente sapendo di mentire. Il suo programma è inguardabile, la sua sinistra radical europeista venduta al capitalismo finanziario ha rovinato l'Italia! :P...
Giusto per non sfuggire al vero senso del tuo post ci stai informando del fatto che oggi un gay dichiarato è discriminato nel mondo del lavoro, per come la vedo sarebbe una spinta in più per dichiarsi e muovere un pò di battaglie qua e la... Se non fosse che oggi come oggi la vera priorità è il lavoro prima ancora che i diritti del lavoro. Questo è il meraviglioso risultato ottenuto scientemente da Prodi e il suo europeismo neoliberista che ha sistematicamente e irreversibilmente rovinato l'economia e il tessuto sociale Italiano. Per il resto penso invece che gay e lesbiche siano i lavoratori perfetti per un impresa e se fossi un datore di lavoro prenderei solo gay e lesbiche. H&M per esempio prende solo commessi gay per esempio, per una precisa scelta aziendale e credo (in realtà lo so con esattezza) che le multinazionali di contro scartino persone che stanno per sposarsi o donne appena sposate e privileggino i single che non hanno relazioni stabili. Le ipercoop fanno così per esempio e ti chiedono la disponibilità alla mobilità, che significano che ti possono spostare dove gli servi indifferentemente Nord o Sud e se non accetti ti possono licenziare. Niente permessi parentali, niente permessi di maternità, facilità e disponibilità alla ricollocazione in altre sedi, ai lavori nei giorni festivi e maggiore facilità nel licenziamento, insomma i gay sono una manna dal cielo per il lavoro moderno, che quella repentita della Gruber difende. Credo che chi faccia parte di associazioni come l'arcigay venga scartato per ben altri motivi. I dati statistici vanno letti e interpretati e la meraviglia è che ognuno ci trova quello che vuole. L'arcigay è un'associazione notoriamente di sinistra che fa comunella sempre con Rifondazione Comunista, SEL e CGIL fossi un datore di lavoro scarterei un curriculum in cui c'è scritto arcigay solo per quello, così come scarterei un iscritto alla Fiom, o alla CGIL e preferirei iscritti a sindacati più governativi come UIL e CISL. Ti ripeto in realtà un gay offre molti più vantaggi che svantaggi e un'azienda questi conti se li fa bene: i soldi si sa non fanno odore!
P.S.: Ovviamente se si apre la sezione parlerò di politica e mi si dovra riprendere post per post sappiatelo. :P.... ahahahah

Torrismondo
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Re: Gay e mondo del lavoro

Messaggio da Torrismondo » giovedì 14 giugno 2012, 14:06

boy-com ha scritto:penso invece che gay e lesbiche siano i lavoratori perfetti per un impresa e se fossi un datore di lavoro prenderei solo gay e lesbiche. H&M per esempio prende solo commessi gay per esempio, per una precisa scelta aziendale e credo (in realtà lo so con esattezza) che le multinazionali di contro scartino persone che stanno per sposarsi o donne appena sposate e privileggino i single che non hanno relazioni stabili [...] insomma i gay sono una manna dal cielo per il lavoro moderno, che quella repentita della Gruber difende[...]
Ti ripeto in realtà un gay offre molti più vantaggi che svantaggi e un'azienda questi conti se li fa bene: i soldi si sa non fanno odore!
A questo non avevo mai pensato boy-com, però mi sembra alquanto insensato: per come la penso io l'assunzione dev'essere basata sulle reali capacità lavorative e sulla persona. Ma non è che si assume una persona gay solo perché non fa figli o magari non ha una relazione stabile (chi lo dice poi???). Tu hai nominato H&M e multinazionali (spero che non si tratti solo di catene di negozi d'abbigliamento: non capisco perché un gay dovrebbe essere più abile in quel tipo d'abilità... non sarà un po' uno stereotipo?) e anche hai tirato in ballo la disponibilità al lavoro nei giorni festivi, la disponibilità allo spostamento etc. etc. Indubbiamente è più facile pretendere questo da parte di chi non è impegnato stabilmente e non ha figli (*leggi nota a piè di pagina :P), ma cosa succede ad un livello più basso/modesto? Dico tra le aziende piccole o medie, od a livello regionale? A vedere come ragionano i "datori di lavoro" dell'ambiente che mi circonda un gay non verrebbe assunto proprio per la sua sessualità che si teme colliderebbe col pensiero comune "Oddio un gay alla cassa? Che schifo, poi non vendiamo più nulla!" "Oh Signore, un gay che insegna? Ma che esempio dà ai pargoli?" "Un gay? O Gesù e se poi mi stupra?"... ecco credo di aver reso l'idea.

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* Per quanto l'idea che qualcuno pretenda da me "obbedienza cieca, pronta, assoluta" a spostarmi, a lavorare nei festivi e ad annullare la mia persona per il datore di lavoro non mi sembra moralmente corretta. Sono una persona, non un servo della gleba. Ma questo è un pensiero mio...
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serpentera
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Re: Gay e mondo del lavoro

Messaggio da serpentera » giovedì 14 giugno 2012, 15:03

ma cosa succede ad un livello più basso/modesto? Dico tra le aziende piccole o medie, od a livello regionale? A vedere come ragionano i "datori di lavoro" dell'ambiente che mi circonda un gay non verrebbe assunto proprio per la sua sessualità che si teme colliderebbe col pensiero comune "Oddio un gay alla cassa? Che schifo, poi non vendiamo più nulla!" "Oh Signore, un gay che insegna? Ma che esempio dà ai pargoli?" "Un gay? O Gesù e se poi mi stupra?"
Un esempio? Io lavoro in una piccola-media impresa e devo sorbirmi ogni sera i miei colleghi parlare di fi*a o fare battute sul mondo gay(e anche sui clienti gay che entrano nel locale...) almeno 40 volte in sei ore(e non sto esagerando),ovvero ogni volta che uno di loro apre bocca...in più mi martellano i ma*oni appena si fidanzano,lodando la propria ragazza...cosa che io naturalmente non posso fare con il mio ragazzo,anche se la voglia di sfidarli (e tastare la loro ignoranza) è stratosferica...

Nicomaco
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Re: Gay e mondo del lavoro

Messaggio da Nicomaco » giovedì 14 giugno 2012, 17:30

Ciao boy-com anzi .. Alessio ;) . Non capisco se vuoi essere vagamente “simpatico” o “ironico” con questi tuoi singolari interventi. Molto distanti dall'equilibrio che di solito ti caratterizza. E me ne dispiace. Non voglio comunque entrare nel merito di quello che hai detto. Ma solo sottolineare che non è affatto vero che nei dati statistici (utilizzati ampiamente anche da PG ...) uno ci trova quello che vuole. Questa è l’idea che si è diffusa negli ultimi anni qui da noi grazie a certa politica che è riuscita non solo a manipolare il significato delle parole, ma anche a far scomparire i dati di fatto (e i numeri che incorporano) riducendoli a semplici opinioni. Che questo sia estremamente pericoloso è superfluo sottolinearlo qui … anche perché andremmo fuori tema …. Per tornare a Boeri, se non ho capito male quello che diceva ieri sera, i dati riguardavano esattamente le minori chance di "successo" nel fare ingresso nel mondo del lavoro per chi non dichiara apertamente, ma offre semplicemente elementi di "sospetto" di essere gay. Che sia aderente all'Arcigay o all'Arcilesbica è di per sé un dato puramente accidentale. L'indagine di Boeri è comunque sconfortante ... ma non mi sorprende ...
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Alyosha
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Re: Gay e mondo del lavoro

Messaggio da Alyosha » giovedì 14 giugno 2012, 20:14

@Torrismondo H&M sceglie gay per una precisa politica aziendale, credo che sia una questione di immagine, non so dirti se è giusto o sbagliato, so che è così, almeno da quello che mi diceva un mio amico e in effetti entrando in un negozio H&M almeno nella mia città un commesso etero non lo trovi neanche a pagarlo. Si parlava di grandi aziende non di piccole e medie imprese dove inevitabilmente il rapporto personale conta e come. Temo che in quei contesti il livello di discriminazione sia quello che accomuna un pò tutta l'Italia e quindi è chiaro che se hai persone omofobe non potrai mai dire di essere gay. Ma tanto quella tipologia di lavoro sta scomparendo la grande multibazionale Francese e Tedesca ci sta colonizzando da anni ormai. Questa finta crisi sta uccidendo l'impresa media e piccola in Italia e fra un pò non resterà nulla.
@Serpy anche tu mi pare parli di una media impresa e li ovviamente i rapporti personali contano e come. Mi guarderei bene dal negarlo. Tuttavia ho serie ragioni per pensare che questa indagine statistica non sia stata portata avanti guardando la media impresa, dove in genere il curriculum è un pro forma. Ecco perché mi erano venuti in mente gli esempio dell'H&M e dell'Ipercoop. Se ho ragione in questo, insisto che un iscritto ad associazioni di sinistra si evita di assumerlo per tutt'altre ragioni che l'omosesualità. Però mancano dati in effetti per stabilire questa ipotesi, non ho avuto modo di vedere la puntata ne di dare un'occhiata al tipo di indagine. Quanado ho sentito curricula inviati m'è subito venuto in mente la graande multinazionale non so dirti bene perché.
@Nicomaco non sono ne vagamente simpatico ne ironico, ecco perché non capisci quello che voglio essere, scarti l'ipotesi principale, ovvero che sono molto più serio di tanti giornalisti in tv, pagati per diffondere emerite fesserie, con arte e scienza. Sono disposto a scendere nei dettagli quando vuoi, sul tema del lavoro, crisi finanziaria e smantellamento dello stato sociale. Quando si parla di queste cose purtroppo una certa cultura radical di finta sinistra ci ha impaccato una serie di corbellerie e sciocchezze, che poi mi sento ripetere nelle discussioni come cantilene. Hanno distrutto l'Italia questi signori e c'è da arrabbiarsi e come!
Se mi parli di discriminazione dei gay nei posti di lavoro, beh inevitabilmente mi stai parlando di diritti da difendere. Anche perché nessuno ti obbliga a scrivere che frequnti associazioni gay in effetti, quindi o non ce lo scrivi oppure se lo scrivi e fai della tua omosessualità una bandiera da difendere, beh... A quel punto tiriamo in ballo il tema dei diritti del lavoratore. Se poi parliamo di diritti del lavoratore ormai li abbiamo persi tutti per cui c'è da ricominciare proprio da capo o meglio dovevamo pensarci prima. E tuttavia dato lo smantellamento della piccola e media impresa italiana (la grande industria l'abbiamo venduta ai tempi dell'ingresso in Europa) non c'è nulla da temere, tra qualche pò esisteranno solo multinazionali straniere, che secondo me hanno più che una ragione per preferire un gay ad un etero. In mezzo a questa catastrofe qualche notizia buona per noi arriva. Ragionavo solo sul fatto che per come è organizzato ormai il lavoro, hanno molti più problemi le coppie etero che noi e che certe richieste da parte di molte aziende sono in questo senso eterofobe. C'è molta più coerenza logica di quella che credi nel mio intervento. Il linguaggio più colorito non ti deve distrarre dalla ,serietà dell'argomento. Tra l'altro non vedo cosa ci sia di poco equilibrato nel mio discorso, definire una ex-comunista che adesso appoggia il governo delle banche una repentita infondo è andarci leggero, davvero mi ricorda tanto le prostitute che a fine carriera si chidevano nei conventi.
Infine il dato statistico va interpretato e ognuno ci vede quello che vuole. Non ho mai detto che sia uno strumento inutile, me ne guarderei bene, ho solo detto che i risultati vanno interpretati e in quella fase ognuno con gli stessi dati in mano può dire quello che vuole, prova ne è il meraviglioso dibattito sulle cifre, che c'è in tv. La fase più delicata di un'indagine statistica in effetti poi è il momento della formulazione del quesito, perché presuppone e orienta già le risposte. Guardo molta meno televisione di quella che certamente vedi tu, per il semplice fatto che ho smesso di guardare la televisione da anni.

Nicomaco
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Re: Gay e mondo del lavoro

Messaggio da Nicomaco » venerdì 15 giugno 2012, 16:08

Alessio, sai benissimo che se condivido quello che dici lo sottolineo.
Ok. Le cose che hai scritto sopra sostieni di averle dette seriamente e in modo ragionato. Tuttavia, credimi, mi paiono veramente fuori dal mondo.
Cosa centrano la sinistra, gli ex comunisti, i sindacalisti e i politici con il tema che ho proposto non so proprio. E ciò a prescindere da ogni considerazione sulla imputazione della responsabilità per la situazione economica, politica e sociale attuale, su cui avrei molto da dire ma non è questa la sede.
Sulla “colonizzazione” delle multinazionali e la TOTALE scomparsa della nostra piccola e media impresa non credo sia necessario spendere parole. Mi pare fantascienza. Io ragionavo sull'oggi. Non su quello che potrebbe capitare tra 100 anni (ammesso che poi capiti).
E poi mi è impossibile seguirti laddove tendi a trarre conclusioni generali o presunte tali sulla discriminazione dei gay nel mondo del lavoro … anzi … per essere precisi … in fase di ingresso nel mondo del lavoro, parlando solo o quasi di commessi assunti nelle multinazionali nel settore della grande distribuzione. Esistono solo queste categorie di persone? Suvvia! Cerchiamo di essere seri! Il mondo del lavoro è estremamente variegato!
Quanto ai curricula utilizzati dal gruppo di ricerca della Fondazione De Benedetti, come si fa a dire che sarebbero stati inviati solo alle imprese di grandi dimensioni? Questo Boeri non lo ha detto l’altra sera … occorrerebbe verificarlo quanto meno … non credi? Io comunque ne dubito, vista la serietà che contraddistingue il prof. Boeri.
Inoltre ribadisco che Boeri aveva precisato che questi curricula erano stati redatti secondo modelli diffusi in tanti Stati europei, dove probabilmente l’indicazione delle “frequentazioni associative” è valutato in modo obiettivo e non in ragione di pregiudizi e preconcetti, come avviene più di qualche volta qui da noi.
In una società aperta al rispetto delle diversità, cosa ci sarebbe di male a scrivere in un curriculum che dedico il mio tempo libero non allo sport o all’attività scout o a suonare in un complesso musicale il sabato sera, ma ad esempio alle varie iniziative di associazioni che si occupano di discriminazione verso gli omosessuali e di disagio connesso alla condizione omosessuale?
Niente.
Eppure qui da noi più di qualche volta … almeno secondo questa indagine …
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Re: Gay e mondo del lavoro

Messaggio da Alyosha » venerdì 15 giugno 2012, 17:50

Sarà anche fantascienza ma questa attuale (FINTA) crisi sta distruggendo con scienza la piccola e media impresa italiana, sta succedendo adesso adesso giusto un paio d'anni e sarà tutto finito, altro che cento. C'hanno messo circa 40 anni a smantellare l'Italia siamo alle battute finali ormai, gli ultimi colpetti ed è fatta. E i complici più disgustosi sono stati ahimé gli amici della sinisstra riformista (quando si dice amici e guardati). Mi spiace ma su certi argomenti caschi proprio male con me. Lasciamo proprio perdere... Te l'ho detto c'è una sinistra radical che è anche peggio della destra in Italia e che dobbiamo ringraziare di cuore per lo sfacello nel quale ci troviamo.
Quanto al sondaggio ho solo ipotizzato che si tratti di grande impresa in effetti non posso dimostrarlo, mi ripeto ho solo ragionato sul fatto che la nuova forma del lavoro moderno è più eterofoba che omofoba. Se però si dovesse trattare di curricula per lo più spediti a grandi multinazionali, la mia ipotesi non è cossì peregrina come sembra a te. Non si capisce cosa dovrebbe fregargliene ad un multinazionale del tuo orientamento sessuale, mentre vedo bene la ragione per cui dovresti precisare che frequenti associazioni e ci tengano a capire di che natura sono.
Quanto all'onorabilità di certi signori, terroristi della comunicazione e diffusori sistematici di menzogne avrei tanto da dire, ma non è questa la sede.
Cosa centra quello che ti ho detto, con l'argomento proposto? Mmm... non so parlavi di discriminazione dei gay in fase di accesso al lavoro, ho allargato un pò lo sguardo sul mondo del lavoro, veditela tu se c'entra. Questa discussione mi interessa almeno quanto la tua opinione in merito.

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Re: Gay e mondo del lavoro

Messaggio da Nicomaco » venerdì 15 giugno 2012, 17:58

Il mondo del lavoro in Italia sarebbe oggi più eterofobo che omofobo? Vabbé. Ok. Io chiudo qui. Non voglio fare polemica. Come pure su tutto il resto. Ci confronteremo su altro …. dai …

P.S. visto che ho citato il passaggio dell'intervista a Tito Boeri, ecco il link per chi si sia incuriosito: http://www.youtube.com/watch?v=6QbRJQzbvFE
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Re: Gay e mondo del lavoro

Messaggio da Alyosha » venerdì 15 giugno 2012, 18:20

Sono serio il mondo del lavoro per come l'hanno partorito crea molte più difficoltà a chi vuole farsi una famiglia che ai single. Non sto parlando di ambiente omofobo in senso stretto, in quel caso è chiaro che l'Italia è più omofoba di altre nazioni europee, ma di assetto del lavoro. Oggi quando presenti un curriculum ti ripeto in genere se sei sposino o peggio ancora se sei una donna in età fertile tendono a scartarti e ancora peggio con i contratti indeterminati con rinnovo a tre mesi se una donna scopre di essere incinta non viene nemmeno riassunta. Conosco storie di persone che tremavano di paura per il fatto di essere incinte e l'hanno nascosto aspettando il rinnovo del contratto. Insomma credo che il fondamento di una relazione etero sia la famiglia e quando si nega concretamente la possibilità di farsene una per quanto a parole la si difenda nei fatti la si distrugge. Fa parte delle mille ipocrisie della nostra società pro-famiglia solo pro-forma. Ci sono aziende che ti chiedono se hai relazioni stabili e nel caso in cui la risposta è affermativa non ti prendono nemmeno, perché immaginano che di lì a poco con un lavoro penserai a mettere su famiglia. Non è fantascienza, ma ahimé la dura e triste realtà. Ragionando così potremmo benissimo sostenere che il mondo oggi nei fatti è più eterofobo che omofobo, perché ti ripeto un gay ha molti meno problemi ad adattarsi al nuovo mondo del lavoro di un etero. Te lo dico con sufficiente cognizione. Questa europa neoliberale e neofinanziaria non sta solo imponendo all'Italia cose positive come una maggiore sensibilità sui diritti dei gay ahimé, ma proprio un nuovo modello di cittadino ridotto a consumatore che rende fragile, non a caso, il sistema dei rapporti sociali, primo fra tutti la famiglia.. e questo è un fatto oggettivo. Il tema del lavoro evidentemente mi infiamma e non ho affatto posizioni "moderate", ma questo non vuol dire che non lo prenda sul serio... anzi.

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