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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2013, 1:56 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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lo sguardo: se qualcuno ti fissa o sostiene il tuo sguardo a lungo, può essere perchè interessato (io però, seppur gay, non saprei fissare nè reggere lo sguardo di uno sconosciuto per più di qualche frazione
Anche abbassare lo sguardo smarrito è un bell'indizio, un etero se lo fissi ti risponde con uno sguardo per la serie "che cazzo guardi?". :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2013, 15:41 

Iscritto il: giovedì 27 dicembre 2012, 0:48
Messaggi: 72
Dalle ultime risposte mi sembra di evincere che c'è
1) carattere sociale: l'omosessuale tende a stare in gruppi con ragazze e a preferire, in materia di eterosessuali, ragazze. pregio:immediatezza della caratteristica: non serve comunicare con l'interessato per capirne di più. difetto:al solito, esistono eterosessuali che stanno con ragazze per rari che siano. Inoltre, non siamo a conoscenza del contesto entro il quale ci troviamo: magari vedo un ragazzo insieme a 3 ragazze, ma il gruppo potrebbe non essere sempre composto così. Anche qui: cercare di far funzionare l'istinto...

Integrazione alla tecnica degli sguardi per differenza di comportamento: l'eterosessuale tendenzialmente risponde ad uno sguardo insistente sentendosi colpito nell'orgoglio: reazione ''che cazzo ti guardi'' come dice Alyosha. L'omosessuale potrebbe anche abbassare lo sguardo in modo perso, chiedendosi il perchè di una tale insistenza. Il solo fatto che se lo chieda però, corrisponde a un processo cognitivo ulteriore: l'attenzione è spostata verso quello sguardo per qualche motivo.



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Il guaio del caso Eichmann era che uomini come lui ce n'erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali.

Hannah Arendt.
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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: domenica 13 gennaio 2013, 16:50 

Iscritto il: martedì 3 luglio 2012, 4:01
Messaggi: 114
Girando in rete ho trovato questo, anche se sinceramente non so se credere o meno a quanto c'è scritto

http://nymag.com/news/features/33520/

Magari vi fa piacere leggerlo



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"La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossalle, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall’altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti."
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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2013, 21:49 

Iscritto il: giovedì 27 dicembre 2012, 0:48
Messaggi: 72
Interessantissimo questo articolo, Totoro... In pratica riprende qualche concetto di fisiognomica in chiave moderna per cercare un approccio più fisico che mentale, che noi abbiamo escluso a priori, principalmente perchè credo avremmo dovuto appellarci a stereotipi.



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Il guaio del caso Eichmann era che uomini come lui ce n'erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali.

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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: giovedì 17 gennaio 2013, 0:56 
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Iscritto il: domenica 13 gennaio 2013, 1:14
Messaggi: 44
di solito quando guardo una persona matura over di età capita che incrocio i suoi occhi, ma ovviamente se lo sguardo è ricambiato per qualche frazione di secondo, questo non vuol dire che la persona è interessata. Mentre oltre allo sguardo se c'è un sorriso, oppure continuando a camminare come se nulla fosse, entrambi si girano dopo un pò basta attendere gli eventi, per avere eventuale conferma di ciò che ci si augura. Devo dire che una volta era molto più facile inquadrare una persona che avesse il nostro stesso orientamento, mentre adesso molto più difficile... gayradar mal funzionante? oppure semplicemente tutti hanno comprato un computer e si sono trasferiti nel mondo gay virtuale per conoscere le persone, e di conseguenza gli approcci mentre si passeggia per strada casualmente si sono estinti?


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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: mercoledì 30 gennaio 2013, 0:05 
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Iscritto il: venerdì 20 novembre 2009, 15:21
Messaggi: 191
LA FIERA DEL LUOGO COMUNE.
Non ho molto altro da dire al riguardo del topic.



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"Warping the minds of men and shepherding the masses has always been your church's domain. You lure sheep with empty miracles and a dead god".
Sydney Losstarot - Vagrant Story
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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: mercoledì 30 gennaio 2013, 12:36 

Iscritto il: giovedì 27 dicembre 2012, 0:48
Messaggi: 72
Il principe: questo si che è un intervento costruttivo, complimenti. Suppongo tu non abbia nemmeno letto l'intero topic, ma tranquillo non ci servono nichilisti, grazie.



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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: mercoledì 30 gennaio 2013, 12:54 

Iscritto il: martedì 3 luglio 2012, 4:01
Messaggi: 114
I luoghi comuni esistono per un motivo, basta prenderli con le dovute cautele.



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"La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossalle, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall’altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti."
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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: mercoledì 30 gennaio 2013, 17:16 
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Iscritto il: venerdì 20 novembre 2009, 15:21
Messaggi: 191
Spendo due parole per difendermi:

Micky93 ha scritto:
Il principe: questo si che è un intervento costruttivo, complimenti. Suppongo tu non abbia nemmeno letto l'intero topic, ma tranquillo non ci servono nichilisti, grazie.


E' proprio l'aver letto l'intero topic che mi ha suscitato sconforto. Da un qualunque ingenuo eterosessuale posso aspettarmi (e tollerare) una incondizionata adesione a questo modus cogitandi retrogrado, ma sentire riaffermare certi preconcetti da altri omosessuali è semplicemente disarmante.

Un piccolo chiarimento sulle circostanze che mi hanno portato a sintetizzare il mio pensiero in quel modo:
Ultimamente le mie orecchie sono state esposte con frequenza a spropositi sull'omosessualità senza che io potessi fare nulla per cambiare l'opinione altrui, a tal punto che sto dubitando che sia possibile estirpare convinzioni antiche e radicate quanto quelle che riguardano il rapporto fra i sessi, e di riflesso quelle riguardanti l'omosessualità.
In questo contesto leggo il topic e capisco: Non ci sarà mai salvezza per nessuno di noi.



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 Oggetto del messaggio: Re: Per un concetto di empatia: il ''gay radar''
MessaggioInviato: mercoledì 30 gennaio 2013, 17:30 

Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56
Messaggi: 385
Gli stereotipi hanno tutti un fondo di verità, è inutile che ci nascondiamo.
Va bene pretendere l'integrazione, combattere i pregiudizi et cetera, ma mettersi le fette di prosciutto di fronte agli occhi, pur di non vedere, mi puzza tanto di omofobia interiorizzata.


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