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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Usereste la parola “frocio” per affermare voi stessi?
MessaggioInviato: mercoledì 10 luglio 2013, 23:19 
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Iscritto il: venerdì 14 giugno 2013, 12:59
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tobias ha scritto:
Assolutamente giusto fare presente che non a tutti, anche in contesto amichevole e giocoso, possa fare piacere sentirsi chiamare con un termine del genere.....

Giustissimo ma penso che alle volte prendersi non troppo sul serio faccia bene un po' a tutti. Se si dà sempre un peso eccessivo alle parole alla fine si vive sempre con l'ansia e sulla difensiva, quasi come se tutto il mondo ce l'avesse con noi pronto ad attaccarci. La discussione era sulla parola "frocio" ma per me la stessa cosa vale in generale per ogni sostantivo o attributo che in genere viene usato come offensivo, tipo "negro", "terrone", "puttana", etc. Fondamentalmente è una questione caratteriale ma se ci si offende per ogni minima parola non saremo mai in grado di vedere un "amico" in un "ricchione" (non so se si è capito il giro di parole :P).



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 Oggetto del messaggio: Re: Usereste la parola “frocio” per affermare voi stessi?
MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2013, 19:47 
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Iscritto il: mercoledì 6 febbraio 2013, 17:10
Messaggi: 241
Qui ho trovato un articolo sulla possibile storia del termine http://www.omosessuale.it/frocio.php

A me dà fastidio come parola. Sarà che mia madre (prima di sapere di me) la usava per definire gli omosessuali, a volte addolcendolo in "froscio",il che creava un effetto forse ancor più denigratorio.
Il fatto poi che questa riflessione sull'emancipazione del termine venga da Ferrara non fa che peggiorare la cosa. Se andate a leggere qualche articolo suo inerente le tematiche LGBT,vi verrà il voltastomaco(sempre che non siate abituati ad Avvenire,in tal caso potreste anche farcela e resistere).


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 Oggetto del messaggio: Re: Usereste la parola “frocio” per affermare voi stessi?
MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2013, 21:28 
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Iscritto il: venerdì 14 giugno 2013, 12:59
Messaggi: 161
candido ha scritto:
Se andate a leggere qualche articolo suo inerente le tematiche LGBT,vi verrà il voltastomaco(sempre che non siate abituati ad Avvenire,in tal caso potreste anche farcela e resistere).

Mi sto abituando persino a quello che scrivono su tempi.it quindi sono abbastanza tentato nel dare una letta. ;)



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 Oggetto del messaggio: Re: Usereste la parola “frocio” per affermare voi stessi?
MessaggioInviato: mercoledì 11 marzo 2015, 12:09 

Iscritto il: sabato 28 febbraio 2015, 14:07
Messaggi: 69
Se uno non si vergogna di se stesso, anche il più grave degli insulti, si, lo noti, ma non fa poi così male...Credo che quando accetti veramente e totalmente una tua caratteristica, quello che pensano gli altri è indifferente, e non ci fai caso. In quel caso, anche fra amici la parola frocio, può diventare in toni scherzosi, un nomignolo affettuoso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Usereste la parola “frocio” per affermare voi stessi?
MessaggioInviato: giovedì 12 marzo 2015, 17:58 

Iscritto il: mercoledì 18 gennaio 2012, 20:22
Messaggi: 9
Premessa doverosa: l'articolo di Ferrara FA SCHIFO.
Detto ciò, io credo che dipenda molto dal contesto e dall'intento di chi parla.
E vado al di là del discorso "se lo usa un amico per scherzo è un conto"...su questo sono d'accordo, anche se un amico dovrebbe sempre stare attento perché ciò che da lui è percepito come scherzo, da un altro potrebbe essere precepito come insulto.
Comunque, prendiamo la parola gay. Anche questa era usata quasi esclusivamente come insulto, almeno fino a metà del secolo scorso...
I primi movimenti di attivisti lgbt però ritennero opportuno autodefinirsi attraverso un termine ingiurioso, "gay", piuttosto che attraverso termini che erano stati scelti per loro dalla maggioranza eterosessuale (homosexual) che spesso evocavano una patologia.
Si chiama riappropriazione linguistica.
Riappropriandosi del termine "gay", hanno affermato la positività e l'orgoglio nella propria identità di "diversi". E il risultato è stato che la parola è stata svuotata della sua aggressività semantica. È una strategia provocatoria: si rubano le parole alla maggioranza e le si scrostano dal loro significato negativo.
Non sempre questo processo ha successo, questo va detto, ma è una tattica molto usata all'interno delle comunità stigmatizzate: neri afroamericani, persone lgbt, sex workers, ...
E il processo è sempre in atto. Invertito, omosessuale, gay, queer...sono tante le parole che hanno subìto lo stesso trattamento. Una lotta all'omofobia che si svolge sul terreno stesso del linguaggio.
Quindi non la vedo necessariamente come una cosa negativa, dipende sempre dagli intenti.

PS: in italiano la questione è un po' diversa. Considerato l'importanza che il paese dà ai gender studies, dubito che un processo simile possa avvenire per la parola "frocio", anche se in molti collettivi queer c'è questa tendenza.
PPS: sicuramente non può essere né Ferrara né nessun altro a dirci come "dovrebbe piacerci" essere chiamati.


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 Oggetto del messaggio: Re: Usereste la parola “frocio” per affermare voi stessi?
MessaggioInviato: domenica 26 giugno 2016, 10:34 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 325
Be', è una parola che a volte ho usato per identificare me stesso quando volevo essere "aggressivo", mi sembrava di prendere il toro per le corna, che ci volesse più coraggio a definirsi tali piuttosto che ricorrere al per me ridicolo "gay" . Ora comunque mi ha stancato pure "frocio", e concordo con barbara: ha proprio un brutto suono, però a volte devo riconoscere che riesce ad essere divertente, quando si fanno battute e non c'è il rischio di ferire nessuno :lol: .
Specifico che preferisco "omosessuale", termine corretto e ormai privo di ogni connotazione patologica.


Concordo anche con Ferrara circa l'algoritmo di fb, però io non avrei mai scelto un titolo del genere, proprio per rispetto di chi legge ed a prescindere dal suo orientamento sessuale: c'è contesto e contesto, il buongusto va salvaguardato.

Che poi "frocio" vada recuperato dal linguaggio formale non sono d'accordo. Certo, tra le varie ipotesi ce n'è una che vuole che significhi semplicemente "francais" (quindi raffinato) pronunciato alla maniera romanesca, però no, dai ! :lol:
"Gay" e "queer" (altro termine che mi fa ribrezzo) hanno il vantaggio di essere parole straniere, dunque avevano ben poco di valenza negativa da lasciarsi alle spalle per un orecchio non inglese, fatto sta che per me "omosessuale" o semplicemente "omo" (del resto esiste "etero"!) rimangono le scelte migliori.


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