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 Oggetto del messaggio: Omosessualità e patologia
MessaggioInviato: venerdì 21 novembre 2014, 21:40 
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In questo articolo rifletto sul perché l’omosessualità non può essere considerata una patologia. Inizio dall’analizzare la parola patologia dal punto di vista etimologico del termine. Molti dei termini utilizzati in medicina provengono dal greco antico, in questo caso patologia deriva dall’unione della parola PATHOS, che si traduce con SOFFERENZA, e la parola LOGOS, che si traduce con discorso/studio. Patologia significa quindi “STUDIO DELLA SOFFERENZA”. Questo lascia intendere in modo chiaro che per esserci patologia deve esserci necessariamente sofferenza e, quindi, dove non vi è sofferenza non vi è patologia. In effetti, quando abbiamo l’influenza, una patologia virale, ci sentiamo male e lo stesso vale per un tumore, una prostatite ecc… Passiamo ora ad analizzare la patologia mentale, molto più complessa di quella fisica poiché risulta, per così dire, invisibile, manca cioè di concretezza materiale. Ad esempio uno schizofrenico spesso ha delle allucinazioni, ma se questo non ne è turbato e, quindi, non ne soffre, si può dire che non vi sia patologia? La risposta ovviamente è no, poiché il delirio allucinatorio gli impedisce di svolgere funzioni della vita quotidiana (Il delirio impedisce la vita quotidiana, ma il soggetto non se ne rende conto, quindi non essendoci esame di realtà non si rende conto del distacco dalla stessa), ad esempio può evitare di entrare in una stanza, perché magari crede che all’interno vi sia un demonio, ecc… quindi c’è una limitazione di vita, che conduce inevitabilmente a sofferenza e quindi al pathos. Ora veniamo al nocciolo della questione, l’omosessualità è considerata da molti come una malattia o un disordine sessuale, al pari delle cosiddette parafilie, ma cosa sono le parafilie? Etimologicamente la parola parafilia significa “ciò che sta intorno al piacere”, un parafiliaco raggiunge l’orgasmo solo se usa un feticcio, o se mette in pratica uno specifico comportamento (come quello sadomaso). Quindi, ad esempio, un feticista raggiungerà l’orgasmo solo se utilizzerà nel rapporto sessuale un determinato oggetto, altrimenti non proverà piacere sessuale. Lo stesso si può dire per un sadomasochista, che raggiunge l’orgasmo solo se attua il comportamento parafiliaco. In questi casi, si può dire che ci sia patologia? In fondo se a loro piace, non dovrebbe esserci sofferenza…. Invece, la risposta è si c’è patologia, ma solo e soltanto quando la persona riesce a raggiungere l’orgasmo solamente attuando il comportamento parafiliaco e, quindi, non riesce a raggiungerlo se non lo attua. Pertanto, se il comportamento è usato sporadicamente, non c’è patologia, ma se è strettamente necessario perché altrimenti non si raggiunge l’orgasmo, siamo in presenza di una sofferenza e quindi di patologia. Passiamo ora ad analizzare la pedofilia, che viene spesso erroneamente associata all’omosessualità. Nel comportamento pedofilo troviamo un soggetto adulto che prova attrazione sessuale (ed alcuni dicono anche emozionale) per soggetti in tenera età o in inizio adolescenza. Questo è un caso dove spesso la sofferenza è indiretta, cioè non è provata su se stesso, ma è provocata su un’altra persona. Il pedofilo, infatti, se non fosse per l’atteggiamento sanzionatorio della società, non proverebbe sofferenza, per lui il suo comportamento è normale. La sofferenza però la troviamo nella vittima, infatti, i bambini non sono ancora in grado di concepire mentalmente cosa sia l’amore sessuale e quindi né il loro fisico né la loro mente sono pronti per avere un rapporto sessuale o affettivo in senso sessuale. Questo significa che OGNI RAPPORTO PEDOFILO È UNA VIOLENZA E UN ABUSO VERSO IL MINORE e quindi essendoci una sofferenza, anche se indiretta, c’è patologia. Veniamo finalmente all’omosessualità, l’orientamento sessuale appartenente a una persona che prova attrazione fisica e mentale verso un’altra persona del suo stesso sesso. Ora, analizziamo la questione immaginando una società utopistica che considera l’omosessualità al pari dell’eterosessualità. In questa società troveremo coppie omossessuali che si amano e che consapevolmente hanno rapporti relazionali e sessuali che generano in entrambi i partner sensazioni di FELICITÁ e APPAGAMENTO, sensazioni queste ultime, in netto contrasto con LA SOFFERENZA; e quindi il pathos (necessario nella patologia) dove sarebbe? La risposta è NON C’È. Perciò se ne deduce chiaramente che l’omosessualità non può essere considerata una patologia. Ma allora perché tanti gay stanno male? Sono depressi, soffrono di disturbi dell’alimentazione, di ansia ecc… La risposta è da ricercare nella società, che purtroppo non è quella che abbiamo immaginato prima, ma è una realtà centrata sull’idea che l’eterosessualità sia l’unico orientamento sessuale (società eterosessista) e che, quindi, scarica sulla persona omosessuale tutto il peso del suo giudizio. Il malessere dell’omosessuale nasce dal contesto sociale, non approvante e discriminante, sia da un punto di vista etico/morale (religione, valori tradizionali), sia legale (mancato riconoscimento delle unioni gay). Il disagio dell’omosessuale nasce, quindi, dalla non accettazione esterna e, spesso, questo fa vivere alla persona la propria sessualità in maniera non consona. LA SOFFERENZA DELL’OMOSESSUALE È GENERATA DAL CONTESTO IN CUI VIVE ED È QUINDI ESTERNA DA SÈ. Infatti, gli omosessuali che vivono in contesti più aperti o che non sono interessati da quello che è il pensiero maggioritario della gente, vivono bene con se stessi e con gli altri. Invece, gli omosessuali che non riescono a scindere tra loro e la società entrano in quella problematica che si chiama omosessualità egodistonica, non la sentono adatta a sé, poiché hanno introiettato il pensiero della società in cui vivono. Per questo in queste situazioni è presente il pathos ed è per questo che esistono percorsi che permettono di risolvere questo “problema” e che portano ad un’omosessualità egosintonica PRIVA DI SOFFERENZA E, QUINDI, DI PATOLOGIA.



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Nemo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e patologia
MessaggioInviato: venerdì 21 novembre 2014, 22:21 
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Veramente molto bello!! Ottima sintesi!! Sottoscrivo al 100%!!



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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e patologia
MessaggioInviato: sabato 22 novembre 2014, 0:09 
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Grazie, mi fa molto piacere :)



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Nemo.
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