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 Oggetto del messaggio: STORIA DI UN BISESSUALE DEL PRIMO 900
MessaggioInviato: domenica 31 gennaio 2016, 23:16 
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STORIE DI OMOSESSUALI TRA 800 E 900 – parte quindicesima

Con la Storia n. 33 che potete leggere qui di seguito, dedicata ad un caso tipico di bisessualità, terminano le storie, relative alla omosessualità maschile, acclude da Havelock Ellis al suo trattato sull’inversione sessuale. Lo stesso autore riporta anche sette storie di omosessualità femminile, che riporterò in traduzione italiana, dopo aver tradotto la parte teorica del trattato di Ellis dedicata all’omosessualità femminile. Ci si potrebbe chiedere perché a fronte di 33 storie dedicate all’omosessualità maschile se ne trovino solo sette relative all’omosessualità femminile. Ellis aveva ben chiara già allora l’idea, oggi definitivamente condivisa, che l’omosessualità sia ugualmente diffusa sia tra gli uomini che tra le donne, ma era certo molto più difficile che tra la fine dell’800 e i primi dell’900 una donna si rivolgesse ad uno psichiatra per consultarlo sui suoi amori lesbici. In sostanza la documentazione di prima mano relativa all’omosessualità femminile era all’epoca estremamente rara.
Vi lascio ora alla storia di un bisessuale trentenne. Buona lettura.

STORIA 33

M. O., 30 anni, nato negli Stati Uniti, di padre inglese e madre il cui padre era scozzese, il resto della sua ascendenza era inglese con una lunga permanenza in America, con una piccolissima aggiunta di sangue olandese. È alto 5 piedi e 8 pollici e ha i capelli e gli occhi castani. Non ha problemi ereditari per quanto se ne sa. Durante l'infanzia, per un certo tempo fu "minacciato dalla corea." È soggetto a tonsilliti e a una forma insistente anche se non grave di indigestione, indotta da abitudini sedentarie. È di temperamento scattante e nervoso. Ha un'avversione per la maggior parte degli sport all'aria aperta, ma una grande attrazione estetica verso la natura. Ha avuto un’educazione di alto livello.

Per quanto riesce ad andare indietro con la memoria, ha vissuto in una casa dalla quale i suoi genitori sono andati via quando lui aveva 4 anni. Prima di questo allontanamento, ricorda distintamente due esperienze sessuali. Un cugino, di cinque anni più grande, era in bagno, seduto, e M. O. toccava i suoi organi sessuali; sua madre lo apostrofò urlando. In un'altra occasione si trovava in una carrozza chiusa con una ragazza della sua età. Erano distesi su un sedile della carrozza e cercavano di avere un rapporto sessuale. La sorella maggiore della ragazza entrò e li colse sul fatto. Disse: "Lo dirò alla mamma, sai che lei ha detto che voi non dovete farlo mai più." In ciascuno di questi ricordi nitidi si prova la forte impressione che sia solo un episodio fra i tanti. Cinque anni fa M. O. incontrò un uomo della sua età che aveva vissuto in quel quartiere in quello stesso periodo. Confrontando i loro ricordi, trovarono che quasi tutti i bambini in quel quartiere erano dediti a tali pratiche. Il quartiere era un quartiere assolutamente "rispettabile" della classe media.

Da quel quartiere, M. O. si spostò in un altro quasi dello stesso tipo, e visse lì fino all'età di 11 anni. I suoi ricordi di questo periodo sono molto freschi e abbondanti. Con una sola eccezione, tutti i bambini tra i 5 ei 14 anni sembrano essersi lasciati andare liberamente a giochi sessuali promiscui. In piccoli gruppi, composti da quattro fino a dodici ragazzi, se ne andavano dove gli alberi o l’erba alta li nascondeva alla vista, e si mostravano nudi l’uno all’altro. Talvolta si maneggiavano anche reciprocamente, ma non nel modo tipico della masturbazione. Di quest'ultima, M. O. non sapeva assolutamente nulla. A volte, quando si trovavano insieme in non più di due o tre, tentavano il rapporto sessuale. Nel caso di M. O. c'erano una curiosità sessuale ansiosa e un desiderio più o meno forte, ma il contatto reale non portava nessuna grande soddisfazione. In due o tre occasioni le ragazze gli praticarono la fellatio, e lui poi ricambiò con il cunnilingus, ma senza provare piacere. In tutti questi giochi è sicuro che le ragazze prendessero l'iniziativa altrettanto spesso dei ragazzi.

Durante tutto questo periodo, M. O. aveva ora un’innamorata ora un’altra. Questo era un fatto abituale tra i bambini, ed era promosso dall’imitazione delle persone più grandi. La curiosità sessuale di M. O. era certamente maggiore per quanto riguarda il sesso opposto. In questo momento, però, apparvero i suoi interessi omosessuali. Con un ragazzo di due o più anni di più grande di lui andava spesso in qualche nascondiglio dove si guardavano reciprocamente i genitali e se li maneggiavano. Lui e un altro ragazzo una volta si trovavano in un giardino abbandonato e si tolsero tutti i vestiti, per esaminarsi meglio reciprocamente. L'altro ragazzo poi si offrì di baciare il sedere di M. O., e lo fece. Questo fatto provocò una sensazione sorprendentemente forte e distintamente sessuale, il primo shock sessuale che riesce a ricordare di avere vissuto. Si rifiutò di ricambiare, però, quando gli viene chiesto.

Verso la fine di questo periodo ci fu un nuovo e crescente sviluppo di un altro tipo, non riconosciuto assolutamente allora come qualcosa carattere sessuale. Cominciò a provare sensazioni verso alcuni ragazzi in un modo molto diverso e molto più vivo di quanto non avesse fatto fino ad allora verso le ragazze, anche se al momento non fece paragoni. Per esempio c'era un ragazzo che considerava molto carino, si facevano visita spesso e trascorrevano molto tempo a giocare insieme. A scuola si guardavano e guardavano l'un l'altro fino a che arrivavano deliziosi, incontrollabili momenti magici in cui ridevano insieme. Non discutevano mai di questioni sessuali e non ci pensavano neppure. Queste esperienze sono state, a loro modo, molto sentimentali e ideali. M. O. è sicuro che quanto a lui, la considerazione principale era sempre la bellezza dell'altro ragazzo. Cominciava a ricordare con grande affetto un certo ragazzo molto più grande e molto bello che aveva vissuto vicino a lui nel primo quartiere, e gli aveva mostrato allora diverse piccole attenzioni amichevoli. Raramente lo vedeva ora, e difficilmente cercava di farlo, ma era comunque immensamente contento di una parola o di uno sguardo casuale da parte sua nel cortile della scuola, ed era molto interessato quando altre persone parlavano di lui.

Un cugino di circa due anni più giovane di M. O. spesso gli faceva visita e dormiva con lui. Erano molto affezionati l'uno dell'altro e si maneggiavano reciprocamente i genitali.

Quando M. O. aveva circa 11 anni, la famiglia se ne andò in un quartiere lontano, dove non c'era quasi nessun bambino della sua età, e dove qualsiasi legame con i bambini che stavano nel quartiere che aveva appena lasciato era praticamente impossibile. Da questo momento fino a quando i cambiamenti della pubertà furono a buon punto la sua vita sessuale fu fortemente in contrasto, nella sua solitudine, con la precedente promiscuità. Ricorda che gli piaceva fare la lotta con due o tre scolari e tenere la loro testa tra le sue gambe. Pensa che loro non fossero consapevoli dei suoi impulsi sessuali. Amoreggiò, amoreggiò coscientemente con alcune ragazzine della scuola, ma non propose mai loro qualcosa di sessuale. Lesse un paio di libri di medicina di famiglia.

Un giorno, sdraiato su un vecchio divano irregolare, abbastanza innocentemente in un primo momento, produsse una nuova e deliziosa sensazione, del tutto diversa da qualsiasi altra che avesse mai sognato, qualcosa che andava ben oltre la soddisfazione della semplice curiosità. Rifece la stessa cosa e in breve raggiunse l’eiaculazione. La masturbazione seguì presto. Certi giorni avrebbe ripetuto l'atto due o tre volte, ma poi di nuovo lo avrebbe evitato per giorni. Cominciò subito a combattere quella tendenza, si sentì molto in colpa e si vergognò molto perché si lasciava andare ad essa. Pregò per ricevere aiuto e a volte pianse per i suoi tentativi falliti di rompere quell'abitudine così rapidamente formata. Per un certo periodo, dopo due o tre anni, sembrò che ci fosse riuscito, ma notava che aveva intensi sogni erotici con eiaculazioni abbondanti, regolarmente ogni otto giorni. Proprio in quel momento alcuni annunci sui giornali caddero sotto i suoi occhi, e lo convinsero che si era procurato da sé stesso una condizione di malattia. Non fece mai ricorso ai rimedi pubblicizzati, ma fu scoraggiato nei suoi sforzi di superare la cattiva abitudine; e dal momento che i cattivi effetti sembravano consistere soltanto delle perdite seminali, concluse che tanto valeva godersi il grande divertimento della masturbazione.

Per un breve periodo, ricorda di avere avuto un forte ma rivoltante interesse per gli organi sessuali degli animali, soprattutto i cavalli. Gli organi sessuali maschili erano molto più interessanti.

A poco a poco cominciò a sviluppare, del tutto dal di dentro, l'ideale di un compagno di sesso maschile, un ragazzo bello, emotivo; tra lui e quel ragazzo doveva esistere una potente passione romantica. Restava per ore a sognare questa cosa e ad inventare situazioni eccitanti. Improvvisamente, in chiesa, conobbe un ragazzo molto giovane, Edmund, che sembrava soddisfare tutti i suoi desideri. M. O. aveva allora 16 anni e mezzo e Edmund ne aveva 15. Seguì un vero e proprio corteggiamento, Edmund finalmente cedette agli appelli fisici di M. O. dopo molti dubbi. Però alla fine il cedimento fu completo. I due trascorrevano notte dopo notte insieme, godendo di rapporti intercrurali e talvolta della masturbazione reciproca. I loro genitori possono essere stati leggermente a disagio a volte, ma il rapporto durò ininterrotto per un anno e mezzo o più. Nel frattempo M. O. occasionalmente aveva rapporti con altri ragazzi, ma mai vacillò nella sua reale preferenza per Edmund. Per le ragazze non aveva alcun desiderio sessuale di nessun tipo, anche se era molto legato a loro.

Poi M. O. e Edmund andarono al college in posti diversi, ma si incontravano durante le vacanze e si scrivevano frequenti e ardenti lettere d'amore. Entrambi avevano attacchi genuini di mal d’amore e di gelosia. Quando M. O. guarda indietro a questa prima passione d’amore non se ne pente assolutamente. E senza dubbio essa ebbe una grande influenza formativa.

Dopo il primo anno al college, Edmund si trasferì in un'altra scuola più lontana da M. O. e le opportunità di incontro divennero più rare, ma il loro affetto si mantenne e il rapporto sessuale riprendeva ogni volta che era possibile. A poco a poco, però, Edmund si interessò alle donne e, infine, si sposò. Anche M. O. creò più volte rapporti con gli amici del college e, occasionalmente, con altri.
Nel complesso, M. O. preferiva ragazzi di ino o due anni più giovani di lui, ma, col crescere, la differenza di età aumentò. A 30 anni si considerava come virtualmente "fidanzato" con un giovane di 17, uno insolitamente maturo, comunque, e molto più grosso di lui.

M. O. è sempre infelice a meno che i suoi affetti abbiano un corso abbastanza libero. La vita è stata molto deludente per lui sotto altri aspetti. Le sue più grandi gioie gli sono venute in questo modo. Se è in grado di portare a termine il suo attuale piano di unione con il giovane che lo attrae, sentirà che la sua vita è stata coronata da ciò che è per lui la migliore conclusione possibile; in caso contrario, dichiara, che non gli importa più nulla di vivere.

Ammira la bellezza maschile con passione. La bellezza femminile la percepisce oggettivamente, come accadrebbe con qualsiasi disegno di curve fluenti e di colori delicati, ma non ha assolutamente nessun fascino sessuale per lui. Le donne si sono messe sulla sua strada più volte, ma lui si ritrova sempre più irritato dalle loro manie specificamente femminili. Con gli uomini in generale è molto più paziente e comprensivo.

La prima opera letteraria che gli piacque furono i dialoghi di Platone, letti per la prima volta a 20 anni. Fino ad allora sapeva soltanto che era solo nella sua peculiarità. Lesse ciò che poteva della letteratura classica. Ama Pater, e apprezza il suo atteggiamento verso il proprio sesso. Quattro o cinque anni più tardi si imbatté nel libro di Raffalovich, e da allora provò un vero e proprio debito di gratitudine per il suo autore.

M. O. non ha alcun desiderio di danneggiare la società in generale. Come individuo sostiene di avere lo stesso diritto di essere se stesso che ha qualsiasi altra persona. Pensa che mentre i ragazzi di 13-15 anni potrebbero eventualmente essere resi invertiti, chi raggiunge i16 anni senza inversione non può più essere spinto in quella direzione. Quei ragazzi possono dedicarsi ad un invertito in altri modi tanto da concedergli ciò che lui desidera sessualmente, ma rimarranno sostanzialmente normali. Le sue osservazioni sono basate su circa 30 relazioni omosessuali di varia durata.

M. O. sente fortemente il carattere poetico ed elevato delle sue principali relazioni omosessuali, ma teme di apparire troppo sentimentale.

Per quanto riguarda le tracce della femminilità negli invertiti scrive:

"Fino all'età di 11 anni ero molto legato ad un cugino cinque anni più grande ci me (quello al quale ho fatto riferimento sopra) e provavo grande piacere in un gioco che giocavamo spesso, in cui io ero una ragazza: un romanzo infinito, una storia d'amore non sessuale.

"Un po’ più tardi e fino alla pubertà, mi sono molto divertito a recitare, ma in generale ricoprivo ruoli femminili, indossando gonne, scialli, perline, parrucche, cappelli. Quando avevo circa 13 anni, la mia famiglia cominciò a prendermi in giro per questo. Io giocai per un po’ di nascosto, e poi il desiderio di queste cose mi lasciò per non tornare mai più.

"Resiste invece ancora un interesse minore, che ha avuto inizio prima della pubertà, per i messaggi di San Valentino. La mia sensibilità verso di loro è molto simile alla mia sensibilità per i fiori.

"Prima che raggiungessi la pubertà venivo chiamato a volte 'femminuccia' da mio padre. Questo insulto mi umiliava più di qualsiasi altra cosa. Dopo la pubertà mio padre non usò più quel termine, e via via le altre persone smisero di prendermi in giro in quel modo. La ferita, però, rimase e mi portò più di una volta a chiedere agli amici intimi, sia uomini che donne, se mi consideravano in qualche modo femminile. Tutti furono molto nettamente del parere che la mia vita razionale fosse tipicamente maschile, essendo io logico, imparziale e scettico. Uno o due mi hanno suggerito che ho una capacità di distinguere più fine rispetto a quella della maggior parte degli uomini, e che mi prendo cura delle mie stanze un po’ come farebbe una donna, anche se questo non si estende allo stile delle decorazioni. Un uomo mi disse che mi mancava la simpatia per certe “manifestazioni più grossolane del carattere mascolino, come il fumo.” Alcune donne pensano che io presti insolitamente attenzione al vestire delle donne. Il mio modo di vestire non è affatto effeminato. Quanto a muscoli, ho una forza media, ma sono flessibile ben oltre l’usuale. Se mi fossi allenato per questo dall’inizio, credo che sarei diventato un buon contorsionista.

"Non ho mai avuto la minima voglia di usare il tabacco, generalmente non prendo né tè né caffè, e raramente qualche liquore, mai liquori di malto. Il dolce è sempre la parte migliore del pasto. Questi gusti li attribuisco in gran parte alla mia vita sedentaria. Quando ero fuori in campeggio osservavo un notevole cambiamento di interessi verso cibi più robusti e blandi stimolanti.

"Il mio coraggio fisico non è mai stato messo alla prova, ma io osservo che altri sembrano contare su di esso. Sono molto aggressivo in materia di opinioni religiose, politiche e sociali. Quanto al coraggio morale sono o imprudente o coraggioso, non so quale delle due cose.

"Sono, forse, capace di fischiare meglio della maggior parte degli uomini.

"Quando ero molto piccolo mia nonna mi ha insegnato a fare certi tipi di ricamo, e ho continuato a farli un po’ di tanto in tanto fino a 24 anni. Poi mi sono irritato per un pezzo che mi agitava, l’ho buttato nel fuoco, e da allora non ne ho voluto toccare più nessuno. Come piccola economia continuo a fare quasi tutto il mio rammendo.

"Ho un'avversione decisa per l’eccessivo uso di gioielli. Il mio estetismo è molto pronunciato rispetto alla maggior parte degli uomini con cui mi associo, anche se non sono mai stato in grado di dargli molto sbocco. È utile per la pulizia, l'ordine e il buon gusto generale . Il mio vestiario è economico e per niente complicato, eppure sembra essere generalmente approvato. Sono stato spesso complimentato per la mia capacità di scegliere i regali e i vestiti più appropriati e di mettere a posto una stanza ".

M. O. afferma di praticare il morso amoroso, a volte, anche se molto delicatamente. Spesso vuole pizzicare chi lo interessa sessualmente.

Considera molto sciocca l’affermazione, fatta da qualche parte, che gli invertiti sono sempre bugiardi. Pochissime persone, dice, sono perfettamente oneste, e quanto più la società rende pericoloso per un uomo essere onesto, tanto meno è probabile che lo sia. Mentre lui stesso non è stato in grado in due o tre casi di mantenere le promesse fatte di trattenersi da rapporti sessuali con alcuni individui attraenti, non si è mai, d’altra parte, reso colpevole di falsità circa i suoi rapporti omosessuali.

La narrazione precedente è stata ricevuta otto anni fa. Durante questo intervallo di tempo, la salute di M. O. è notevolmente migliorata. Vi è stato un marcato aumento delle attività all’aperto e dei relativi interessi.

Due anni dopo che M. O. aveva consultato uno specialista di primo piano che aveva eseguito una psicoanalisi approfondita, lo specialista informò M. O. che era molto meno marcatamente omosessuale di quanto egli stesso supponeva, e consigliò il matrimonio con una donna giovane e bella. Attribuì l'inclinazione omosessuale al fatto che M. O. aveva avuto il suo "naso rotto" all'età di 6 anni, con la nascita di un fratello minore, che da quel momento ricevette tutta l'attenzione e tutte le coccole. M. O. era andato avanti fino a quell’età con un atteggiamento molto affettuoso verso la madre e dipendente da lei. Egli può ricordare amici e vicini che commentavano su questo fatto. In un primo momento M. O. era incline a rifiutare questo suggerimento dello specialista, ma, dopo lunga riflessione, tende ora a credere che fosse davvero un fattore molto importante, anche se non il solo. Dalle sue successive osservazioni di bambini e dai confronti di questi con i ricordi della sua infanzia, M. O. dice di essere sicuro di essere stato affettuoso e espansivo molto oltre la media. Il suo più grande desiderio era di affetto, e il suo più grande dolore a la sua principale preoccupazione era che nessuno si fosse preso cura di lui. A 10 o 11 anni tentò il suicidio per questo motivo.

Anche a seguito della psicoanalisi, ma cercando di eliminare l'influenza della suggestione, egli ricorda e sottolinea maggiormente l'attrazione che sentiva verso le ragazze prima dei 12 anni. Se le sue esperienze sessuali si fossero successivamente dimostrate normali, dubita che quelle di prima dei 12 anni si sarebbero potute considerare tali da fornire la prova dell’omosessualità, piuttosto che solo di una precoce irritabilità nervosa e sessuale, notevolmente accresciuta e orientata dalle pratiche segrete dei bambini con cui si accompagnava. Egli non vede il motivo per cui queste esperienze gli avrebbero dato una inclinazione omosessuale piuttosto che una eterosessuale.

La psicoanalisi ha fatto ricordare a MO che durante il periodo dei primi innamoramenti aveva spesso baciato e abbracciato diverse ragazze, ma gli ha fatto ricordare anche di avere osservato, allo stesso tempo, con una certa sorpresa, che non ne derivava nessun desiderio sicuramente sessuale, anche se probabilmente la via per soddisfare il desiderio sessuale era aperta. Tali interessi, nella dimensione in cui esistevano, cessarono del tutto o quasi quando la relazione con Edmund si sviluppò. Non c'era comunque nessun rifiuto nei confronti della compagnia delle ragazze e delle donne; le amicizie intellettuali erano principalmente con loro, mentre quelle emotive erano con i ragazzi.

Molto recentemente M. O. ha trascorso alcuni giorni con Edmund, ormai sposato da diversi anni. Senza assolutamente nessun interesse sessuale reciproco, hanno trovato che comunque esisteva ancora un grande legame d'amore. Non deplora nulla del passato, ma ritiene anzi che il risultato finale della loro precedente relazione sia stato buono. La bellezza di Edmund è ancora notevole, ed è sottolineata da altri.

Nonostante la sua sessualità precoce, M. O. aveva fin dall’inizio un disgusto estremo per le storie oscene, e per tutte le associazioni di cose sessuali con parole o aneddoti sporchi. Grazie anche a questo e in parte per il suo temperamento scettico, egli non credeva a quello che gli amici gli dicevano per quanto riguarda le emissioni sessuali, e si convinse solo, quando le visse personalmente; e negò con sdegno i fatti della riproduzione fino a che non li lesse in un libro di medicina. Fino a quando non fu ben oltre il 25 anni, l'avversione fisica per qualsiasi pensiero concernente la riproduzione fu intensa. Conosce altri giovani normali che si sono sentiti allo stesso modo, ma egli ritiene che queste cose possano essere prevenute o superate attraverso l’educazione sessuale come viene ora introdotta nelle scuole americane.

Anche in questo caso, come per le tracce della femminilità, forse due anni fa, qualsiasi impulso a dare morsi amorosi scomparve all'improvviso. C'è stato recentemente un notevole aumento di interesse per il teatro, nato in modo perfettamente naturale e senza alcuna delle caratteristiche rilevate prima. Il piacere infantile per i biglietti di San Valentino è del tutto svanito; M. O. ritiene che recentemente le circostanze siano state più favorevoli allo sviluppo di un’estetica più robusta.

Per alcuni anni non ha sentito alcun chiaro rimprovero circa i suoi possibili atteggiamenti femminili, anche se alcune persone dicono ai suoi amici che è "molto particolare." Egli forma molte amicizie intime e durature, non sessuali, con uomini e donne, e dubita che la peculiarità notata da alcuni sia dovuta anche alla sua omosessualità oltre che al suo estetismo, al suo scetticismo e alle opinioni non convenzionali che egli esprime talvolta abbastanza disinvoltamente. Con il miglioramento della salute generale, sono arrivati i cambiamenti che ci si poteva aspettare per quanto riguarda il cibo e altre questioni della vita quotidiana.
Riprendendo la sua narrazione nel punto in cui la precedente comunicazione l’aveva lasciata, M. O. dice che circa un anno dopo, il ragazzo di 17 anni, col quale si era considerato virtualmente fidanzato, fece macchina indietro sull'accordo per quanto riguardava il suo futuro, ma non sulla relazione sentimentale così come giù esisteva. Sebbene fossero separati per la maggior parte del tempo dalla distanza, il rapporto fisico riprendeva ogniqualvolta si incontravano. Successivamente, però, il ragazzo si innamorò di una giovane donna e si fidanzò con lei. Il suo rapporto fisico con M. O. allora cessò, ma l'amicizia comunque continua ad essere forte.
Poco dopo la prima pausa in questa relazione, M. O., attraverso la forza di circostanze del tutto insolite, entrò in grande cordialità e intimità con una giovane donna di notevole fascino. Lui le confidò la sua anomalia, e non fu respinto. Agli altri la loro relazione probabilmente appariva quella di due amanti, e una situazione dolorosa fu creata dalla calunnia di una donna gelosa. M. O. sentì che, per onore, egli doveva proporre il matrimonio. La giovane donna fu evasiva, ma invitò M. O. a trascorrere alcuni mesi a casa sua. Poco dopo il suo arrivo, un triste avvenimento nella sua stessa famiglia lo costrinse ad andare via, e non si incontrarono più per quattro anni. Si scrivevano, ma sempre meno spesso. I suoi rapporti con i ragazzi continuarono.

Prima del suo ultimo incontro con lei conobbe una donna che sposò. La conoscenza iniziò per una comunità del tutto non sentimentale di interessi in alcuni affari pratici, e molto gradualmente si trasformò in un'amicizia intellettuale e simpatica. M. O. non aveva segreti per questa donna. Dopo un esame completo e prolungato di tutti i lati della questione si sposarono. Da allora non ha avuto rapporti sessuali se non con sua moglie. I rapporti con lei non sono appassionati, ma sono animati dal forte desiderio di avere figli. Dell'istinto genitoriale si era reso conto diversi anni prima.

M. O. crede che nessuno stigma morale debba essere legato alla omosessualità a meno che non si possa dimostrare che essa è il risultato della vita viziosa di una persona che agisce in un modo moralmente libero, ma su questo punto non nutre grandi speranze. Ritiene che gran parte della pericolosità e dell’infelicità dell’omosessualità potrebbe essere evitata attraverso una completa e prudente educazione sessuale, come quella che dovrebbe essere data a tutti i bambini, sia normali che anormali.



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