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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2016, 20:06 
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Iscritto il: venerdì 19 giugno 2015, 13:55
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Se con una persona c'è intesa parlare delle fantasie sessuali credo venga da se.

Credo comunque che il sesso sia solo un piccolo aspetto di una realtà più grande, che per quanto mi riguarda non influenza il rapporto, magari altri saranno più puntigliosi su precise pratiche etc. , io sono per l'amore a livello intellettuale. Ma questo è il mio caso specifico quindi inutile scendere nel dettaglio.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2016, 20:34 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Gli spider sono abilitati da me uno per uno e quello di Baidu non ha nulla a che vedere con le spie, ma significa solo che siamo presenti anche sui motori di ricerca cinesi:
http://www.baidu.com/s?ie=utf-8&f=8&rsv ... sug4=23561



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BLOG PROGETTO GAY http://progettogay.myblog.it/
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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2016, 23:03 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
Help ha scritto:
Se con una persona c'è intesa parlare delle fantasie sessuali credo venga da se.

Credo comunque che il sesso sia solo un piccolo aspetto di una realtà più grande, che per quanto mi riguarda non influenza il rapporto, magari altri saranno più puntigliosi su precise pratiche etc. , io sono per l'amore a livello intellettuale. Ma questo è il mio caso specifico quindi inutile scendere nel dettaglio.



Beh manco mal direi Help. Nessun problema se senti una maggior rilevanza dell'aspetto intellettuale dell'amore rispetto a quello sessuale :). Per rimanere in tema di conflitti interiori, essendo uno dei due modi decisamente prevalente sull'altro, almeno non si corre il rischio di andare a far la fine dell'asino di Buridano ^_^. Delle differenze tra le due forme d'amore Project ha trattato nel manuale in maniera esaustiva e del tutto da me condivisibile. Potrei solo aggiungere a completamento che di questi differenti modi di sentire potremmo essere consapevoli da millenni. I greci che spesso oggettivavano e deificavano atteggiamenti mentali avevano sdoppiato Afrodite in una specie di Giano Bifronte:
una delle due facce, quella dell'amore intellettuale, era definita Ourania, l'altra, quella dell'amore carnale più propriamente sessuale, Pandemia. Ma la consapevolezza dei due aspetti potrebbe essere stata presente in termini aurorali fin dai primordi :)

http://www.paleolithicartmagazine.org/pagina81.html

Circa le fantasie sessuali di certezze non ce ne sono moltissime. Molto spesso non pare che l'intesa arrivi al punto di una reciproca disclosure. Questo accade semplicemente perché molte di queste fantasie sono, per vari motivi, inconfessabili e si giudica che la partner o il partner, per quanto l'affiatamento possa essere profondo, finiscano con il tenerle per sé.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2016, 23:05 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
progettogayforum ha scritto:
Gli spider sono abilitati da me uno per uno e quello di Baidu non ha nulla a che vedere con le spie, ma significa solo che siamo presenti anche sui motori di ricerca cinesi:
http://www.baidu.com/s?ie=utf-8&f=8&rsv ... sug4=23561


Molto bene problema risolto. M'inchino al tuo cosmopolitismo ^_^. Già che siamo in tema tecnico sentirei molto la mancanza, specialmente in un forum che ha già storicamente articolato molte discussioni, di un bel tasto "search". Può essere che sia cecato e semplicemente non lo veda ^_^.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2016, 23:34 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Caro Project,
ho letto sul forum la discussione “Le idee cambiano?” e penso di dover dire anche io qualcosa sul tema dei rapporti tra persone di età molto diversa. Io scrivo a te, Project, poi vedi tu che cosa fare della mia mail, se lo credi opportuno inseriscila nella discussione perché mi piacerebbe sapere quello che ne pensano i ragazzi. Naturalmente mi interessa soprattutto quello che ne pensi tu, perché, dal capitolo di “Essere gay” che hai dedicato a questo argomento, penso che non sia la prima volta che ti trovi di fronte a situazioni di questo genere.
Allora, veniamo al punto. Ho 49 anni, a 20 mi innamorai di un uomo molto più grande di me, che ne aveva 57, anche se molto ben portati. Il mio “lui” (che chiamerò Renzo) non c’è più da due anni e mi manca in modo terribile. Siamo stati insieme 27 anni, abbiamo avuto tanti problemi legati soprattutto al fatto che la gente non accetta questo tipo di rapporti e non capisce che possono essere rapporti d’amore nel vero senso della parola. Abbiamo anche avuto le nostre incomprensioni e in 27 anni è successo più volte, ma poi siamo tornati sempre insieme perché insieme stavamo bene. In Renzo non ho cercato un padre, almeno non l’ho mai visto così, tra noi c’era una complicità vera, un capirsi che penso fosse unico. All’inizio è stata difficile perché lui voleva mantenere un certo distacco, si sentiva vecchio e non voleva crearmi obblighi di nessun genere e non capiva che non me ne creava affatto. Siamo stati una coppia nel senso più bello del termine, anche se all’inizio ci siamo dovuti nascondere perché la mia famiglia non avrebbe mai accettato una storia come la nostra. Per me è stato un punto di riferimento totale, prima mi ha insegnato a vivere e poi mi ha anche insegnato a morire con dignità e, direi, con serenità. Nell’ultimo periodo mi ha ripetuto spesso che la sua vita era stata una vita felice perché aveva incontrato me, mi diceva anche che non aveva paura della morte, che è una cosa naturale e che un vecchio ci si prepara piano piano. Non si è mai lamentato, è stato lui che ha fatto coraggio a me. Per noi non ci sono state le unioni civili e lui ha pensato per tempo a lasciarmi i suoi beni prima che finissero nelle mani di lontani parenti che di lui non si erano mai occupati. Faceva queste cose con il massimo impegno, io cercavo di rimuovere l’idea della sua morte ma lui la trattava con lucidità, predisponendo tutto prima con la massima cura. Gli ultimi giorni sono rimasto con lui in ospedale anche la notte, era molto debilitato ma si sforzava di sorridermi sempre e io gli tenevo la mano. Purtroppo non gli sono stato vicino proprio alla fine perché lo hanno portato in rianimazione e quando mi hanno fatto entrare era già morto. Ho fatto tutto secondo le sue istruzioni. Al funerale non c’erano parenti, aveva solo lontani cugini che non sono stati neppure avvisati, c’erano solo alcuni amici comuni, tra i pochissimi che sapevano tutto di noi. Mi ha esplicitamente proibito il lutto e mi ha detto che nella mia vita non doveva cambiare nulla, mi ha proibito anche di andare al cimitero più di una volta l’anno. Dopo il funerale sono stato malissimo, proprio sull’orlo della depressione profonda e mi sono venute anche brutte idee per la testa, ma lui mi aveva prevenuto e aveva insistito moltissimo sul fatto che io dovessi fare tutto quello che si poteva fare “di buono” e io me ne sono ricordato e ho cominciato a fare qualche ora di volontariato nel tempo libero. Avrei volto dedicarmi agli anziani ma mi hanno assegnato un piccolo ambulatorio da gestire (sono medico) per quelli che non possono pagare nemmeno il ticket. Quando ci siamo conosciuti, anche Renzo faceva qualcosa di simile (anche lui medico) e a me allora sembrava una cosa strana, ma poi ho cominciato a capire il valore di queste cose. Certe volte lo chiamavano la notte per un’urgenza e andavamo insieme. Non si risparmiava, e se capiva che le persone avevano problemi a pagarlo non si faceva pagare. Non frequentava la chiesa ma, se qualcuno aveva bisogno di lui, non si tirava indietro e faceva il possibile per dargli una mano. Era un uomo buono, pensava più agli altri che a se stesso. Renzo mi manca, sento proprio un vuoto dentro e non mi sono mai innamorato di nessun altro. Ricordo come sapeva rassicurarmi, come sapeva farmi ragionare quando mi invadevano i dubbi su mille cose, soprattutto sulla professione. Mi sentivo non adatto, troppo inadeguato per fare il medico e lui mi diceva che ero un medico serissimo e competente. Insomma, oggi, a distanza di due anni, me lo sento ancora vicino. Ho vissuto la vita che ho desiderato. Lui all’inizio era riluttante, stentava quasi a crederci, poi ha visto nei fatti che gli volevo bene veramente e si è sciolto del tutto. Tra noi c’è stato anche sesso, certo, e anche nel sesso sentivo che cercava di mettermi a mio agio e di farmi stare bene. Era un uomo profondamente buono, un po’ come avrei voluto essere io, e questo mi ha spinto ad innamorarmi di lui. Ci siamo amati e penso che non avrei mai trovato la felicità se non avessi incontrato lui. So benissimo che per tanta gente quello che ho scritto è patologico ma per me è stata la vera felicità della vita.
Vale



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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2016, 23:55 
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Iscritto il: venerdì 19 giugno 2015, 13:55
Messaggi: 192
È una storia bella ma triste, anche se il finale in coppie di un certo tipo c'è da aspettarselo.

Vale stai vivendo il mio incubo, l'unica cosa che mi spaventa di un rapporto intergenerazionale ovvero il dopo, vivere tanti anni con il peso addosso di aver conosciuto l'amore è di non averlo più. Non posso che esprimere il mio rammarico per la tua perdita, e ringraziarti di aver condiviso questa esperienza, sicuramente sarà utile per cambiare le idee, che è un po' l'obiettivo del thread.

Buona fortuna e combatti, fai in modo che il tuo dopo sia felice grazie a tutte le esperienze che hai fatto nel tuo prima.

Per agis: se una persona entra talmente tanto in intimità con un'altra da definirla partner, perché dovrebbe vergognarsi di raccontare le sue fantasie?


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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: mercoledì 27 luglio 2016, 0:56 

Iscritto il: domenica 17 maggio 2009, 14:36
Messaggi: 5
Per agis: nella barra del titolo, sulla destra c'è il pulsante cerca.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: mercoledì 27 luglio 2016, 2:12 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 325
Di questa lunga ed interessante discussione ho letto solo il messaggio apertura e la mail pubblicata da Project (per mancanza di tempo, ma mi ripropongo di completare la lettura al più presto in modo da avere più chiaro il quadro).

Ecco, dopo aver appreso di questa storia, ho per la prima volta in vita mia pensato che in alcune coppie intergenerazionali può forse non esserci niente di patologico. Sì, perché fino ad un minuto fa lo pensavo, e non mi vergogno di dirlo poiché, pur rispettando le scelte di tutti, penso sia comprensibile che certi casi siano davvero singolari e la loro comprensione fuori dalla portata dei più.

Mi ha scosso,colpito rattristato pensare a quest'uomo che pianifica tutto prima di lasciare la vita, e per giunta con ferma lucidità, quest'uomo che pur morente si sforza di sorridere a chi gli è stato vicino per 27 anni.
Come dice Help purtroppo quando gli anni di differenza sono così tanti certi scenari sono quasi d'obbligo, ma questo penso che una persona matura non se lo nasconda quando la storia sta iniziando.
Chiaramente ora non intendo dire che d'improvviso veda tutte le coppie intergenerazionali come sane, però è stato comunque un ascoltare una voce fuori dal coro.
Poi per un medico quando si sta male davvero è parecchio peggio, credo, visto che sa perfettamente ciò che gli sta accadendo e quindi neanche gli si può mentire. Deve essere stato straziante, e mi dispiace molto.


Ultima modifica di Hospes91 il domenica 20 novembre 2016, 15:09, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: mercoledì 27 luglio 2016, 7:29 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
progettogayforum ha scritto:
Caro Project,
ho letto sul forum la discussione “Le idee cambiano?” e penso di dover dire anche io qualcosa sul tema dei rapporti tra persone di età molto diversa. Io scrivo a te, Project, poi vedi tu che cosa fare della mia mail, se lo credi opportuno inseriscila nella discussione perché mi piacerebbe sapere quello che ne pensano i ragazzi. Naturalmente mi interessa soprattutto quello che ne pensi tu, perché, dal capitolo di “Essere gay” che hai dedicato a questo argomento, penso che non sia la prima volta che ti trovi di fronte a situazioni di questo genere.
Allora, veniamo al punto. Ho 49 anni, a 20 mi innamorai di un uomo molto più grande di me, che ne aveva 57, anche se molto ben portati. Il mio “lui” (che chiamerò Renzo) non c’è più da due anni e mi manca in modo terribile. Siamo stati insieme 27 anni, abbiamo avuto tanti problemi legati soprattutto al fatto che la gente non accetta questo tipo di rapporti e non capisce che possono essere rapporti d’amore nel vero senso della parola. Abbiamo anche avuto le nostre incomprensioni e in 27 anni è successo più volte, ma poi siamo tornati sempre insieme perché insieme stavamo bene. In Renzo non ho cercato un padre, almeno non l’ho mai visto così, tra noi c’era una complicità vera, un capirsi che penso fosse unico. All’inizio è stata difficile perché lui voleva mantenere un certo distacco, si sentiva vecchio e non voleva crearmi obblighi di nessun genere e non capiva che non me ne creava affatto. Siamo stati una coppia nel senso più bello del termine, anche se all’inizio ci siamo dovuti nascondere perché la mia famiglia non avrebbe mai accettato una storia come la nostra. Per me è stato un punto di riferimento totale, prima mi ha insegnato a vivere e poi mi ha anche insegnato a morire con dignità e, direi, con serenità. Nell’ultimo periodo mi ha ripetuto spesso che la sua vita era stata una vita felice perché aveva incontrato me, mi diceva anche che non aveva paura della morte, che è una cosa naturale e che un vecchio ci si prepara piano piano. Non si è mai lamentato, è stato lui che ha fatto coraggio a me. Per noi non ci sono state le unioni civili e lui ha pensato per tempo a lasciarmi i suoi beni prima che finissero nelle mani di lontani parenti che di lui non si erano mai occupati. Faceva queste cose con il massimo impegno, io cercavo di rimuovere l’idea della sua morte ma lui la trattava con lucidità, predisponendo tutto prima con la massima cura. Gli ultimi giorni sono rimasto con lui in ospedale anche la notte, era molto debilitato ma si sforzava di sorridermi sempre e io gli tenevo la mano. Purtroppo non gli sono stato vicino proprio alla fine perché lo hanno portato in rianimazione e quando mi hanno fatto entrare era già morto. Ho fatto tutto secondo le sue istruzioni. Al funerale non c’erano parenti, aveva solo lontani cugini che non sono stati neppure avvisati, c’erano solo alcuni amici comuni, tra i pochissimi che sapevano tutto di noi. Mi ha esplicitamente proibito il lutto e mi ha detto che nella mia vita non doveva cambiare nulla, mi ha proibito anche di andare al cimitero più di una volta l’anno. Dopo il funerale sono stato malissimo, proprio sull’orlo della depressione profonda e mi sono venute anche brutte idee per la testa, ma lui mi aveva prevenuto e aveva insistito moltissimo sul fatto che io dovessi fare tutto quello che si poteva fare “di buono” e io me ne sono ricordato e ho cominciato a fare qualche ora di volontariato nel tempo libero. Avrei volto dedicarmi agli anziani ma mi hanno assegnato un piccolo ambulatorio da gestire (sono medico) per quelli che non possono pagare nemmeno il ticket. Quando ci siamo conosciuti, anche Renzo faceva qualcosa di simile (anche lui medico) e a me allora sembrava una cosa strana, ma poi ho cominciato a capire il valore di queste cose. Certe volte lo chiamavano la notte per un’urgenza e andavamo insieme. Non si risparmiava, e se capiva che le persone avevano problemi a pagarlo non si faceva pagare. Non frequentava la chiesa ma, se qualcuno aveva bisogno di lui, non si tirava indietro e faceva il possibile per dargli una mano. Era un uomo buono, pensava più agli altri che a se stesso. Renzo mi manca, sento proprio un vuoto dentro e non mi sono mai innamorato di nessun altro. Ricordo come sapeva rassicurarmi, come sapeva farmi ragionare quando mi invadevano i dubbi su mille cose, soprattutto sulla professione. Mi sentivo non adatto, troppo inadeguato per fare il medico e lui mi diceva che ero un medico serissimo e competente. Insomma, oggi, a distanza di due anni, me lo sento ancora vicino. Ho vissuto la vita che ho desiderato. Lui all’inizio era riluttante, stentava quasi a crederci, poi ha visto nei fatti che gli volevo bene veramente e si è sciolto del tutto. Tra noi c’è stato anche sesso, certo, e anche nel sesso sentivo che cercava di mettermi a mio agio e di farmi stare bene. Era un uomo profondamente buono, un po’ come avrei voluto essere io, e questo mi ha spinto ad innamorarmi di lui. Ci siamo amati e penso che non avrei mai trovato la felicità se non avessi incontrato lui. So benissimo che per tanta gente quello che ho scritto è patologico ma per me è stata la vera felicità della vita.
Vale


Cominciando dal fondo Vale, visto che sei medico, in omaggio (una volta tanto!) al titolo del thread, direi che, anche se per molti - e non lo nego - le idee potrebbero non essere cambiate nel giudicare certe cose "patologiche", non lo possono e non lo debbono più essere per noi. Né in scienza né in coscienza direi. E comunque, a prescindere da questo, ciò che non è giuridicamente vietato ed esplicitamente ammesso (abbiamo parlato altrove di età del consenso) è e deve essere sempre permesso. Una storia lunga 27 anni la giudicherei comunque davvero fortunata. Saepe, calamitate, non è cosa che capiti a tutti. Sarebbe interessante, se ne hai voglia, un approfondimento circa le modalità di questo tuo innamoramento giovanile iniziale ché la fantasia erotica relativa al medico o all'insegnante sia in campo omo che etero è di quelle comuni e spesso denota più che una focalizzazione fisica su certe caratteristiche, a volte difficilmente confessabili nella real life, del corpo anziano, la ricerca di una figura autoritativa gratificante che può prescindere anche dall'età. Poi sarebbe interessante sapere come sono sorte tra voi e come le avete risolte quelle difficoltà di cui parli. Una storia iniziata 29 anni fa è nata e la avete vissuta ancora largamente nell'era pre-internettiana. Allora direi che poteva esserci una maggior difficoltà nel fare outing, nel rivelare l'uno all'altro una propria generica omosessualità e, magari, una volta superati certi ostacoli, anche nel raccontarsi certe modalità personali relative al proprio immaginario sull'altro/a. Oggi questa maggior distanza eterea che il web mette tra di noi ha reso certe cose molto più semplici. A me è capitato e capita ancora ad esempio di poter parlar di cose intime al di sotto ed al di fuori del labeling generico con una libertà che sarebbe stata un tempo del tutto inimmaginabile. In compenso, potrebbero sorgere difficoltà nuove: un semplice per quanto banale technology divide (il PC ho cercato di implementarlo ma la mia ignoranza di molte funzioni e possibilità dei cells e dei tablets, la mia manualità imbranata su questi aggeggi farebbero sorridere un ragazzino) e, magari, anche qualche problema in più rispetto ai tempi nostri relativo ad una modalità comunicativa rapida, stringata quasi stenografica. Chennepenzi? :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Le idee cambiano?
MessaggioInviato: mercoledì 27 luglio 2016, 8:29 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
Leoncino ha scritto:
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Grazie! vabbè so cecato :oops:


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