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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e virilità
MessaggioInviato: mercoledì 3 agosto 2016, 11:59 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
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Qualche tempo fa, riflettendo sul legame tra orientamento sessuale ed identità di genere, mi sono detto che forse agli omosessuali piace talmente tanto sentirsi del sesso biologico cui appartengono, che si orientano verso altre persone di quel medesimo sesso. Non so se questo ragionamento abbia senso, lo si potrebbe rovesciare tranquillamente, perché ad esempio un etero direbbe che siccome si sente perfettamente uomo già di per sé, non ha voglia di avere altri uomini intorno, e dunque cerca il diverso da sé, ossia le donne, che lo arricchiscono.


Ultima modifica di Hospes91 il domenica 20 novembre 2016, 17:18, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e virilità
MessaggioInviato: giovedì 4 agosto 2016, 11:55 
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Iscritto il: lunedì 25 aprile 2016, 22:42
Messaggi: 144
Hospes91 ha scritto:
mi sono detto: "Probabilmente è il contrario: mi piace talmente tanto sentirmi uomo, che mi piacciono gli altri uomini!"


Hospes, ti confesso che anche a me è capitato di ragionare in questi termini, e sono ben lieto di scoprire di non essere stato l'unico caso. Naturalmente esistono delle sfumature, prima di tutto perché le persone hanno dei gusti: c'è chi predilige principalmente i ragazzi più femminili e di meno quelli tipicamente maschili, oppure il contrario.
Inoltre, mi sono anche accorto di una cosa dalla mia personale esperienza su PG, e che ha riguardato anche me: alcuni ragazzi hanno tentato di mascherare la propria omosessualità con un comportamento tipo "non è che quel ragazzo mi piace, è che vorrei tanto essere come lui!", e che sostanzialmente costituisce una trappola, a mio avviso. Non so se questa osservazione sia completamente pertinente al nostro discorso, ma magari può dare un ulteriore spunto.
Ad ogni modo io credo che l'orientamento sessuale sia tutta un'altra questione rispetto all'identità di genere. Pensiamo ad esempio a quei transessuali che pur essendo etero scelgono di cambiare sesso. Secondo me è un punto di vista assai chiarificatore.


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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e virilità
MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2016, 18:13 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
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Su questo argomento sto discutendo tra me e me da una vita.

Ultimamente sono giunto però a una conclusione: che gli schemi li creiamo noi. E per quanto possano essere veritieri in una piccola percentuale (ci sono gay passivissimi nella vita reale e a letto che quindi evocano molta femminilità, inutile negarlo) comunque non costituiscono la realtà assoluta.

Un uomo gay può essere benissimo uomo, anzi, a me piacciono molto i ragazzi virilotti e lo sono più o meno anche io. Ma mi piacciono anche i ragazzi più delicati e scatta in me la voglia di coccolare un ragazzo così e proteggerlo. Ma potrei essere anche io al posto di quel ragazzo, ed essere la parte più passiva della coppia.

Sta di fatto che intorno alla passività (di coppia) di un ragazzo girano parecchi stereotipi negativi tanto da far sentire a disagio un ragazzo che desidererebbe essere passivo.
Credo che l'omosessualità ancora oggi si confonde con l'identità di genere. E' un errore molto grave.

Io sto in pace con la mia mascolinità ma a volte anche io mi faccio delle domande su chi sia io realmente, ma spesso sono domande senza risposta, anzi una risposta c'è: si fa quel che si sente di fare e si sente ciò che si sente di essere senza giudicarsi.



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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e virilità
MessaggioInviato: domenica 14 agosto 2016, 21:44 
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Iscritto il: domenica 18 ottobre 2015, 0:48
Messaggi: 92
Ciao BluVerde e benvenuto!
Non ti preoccupare per la possibile ripetitività della questione, secondo me certi temi andrebbero sempre ribaditi e fai bene a chiedere.
Ora di teorie psicologiche/sociologiche non ci capisco niente e preferisco risponderti in maniera istintiva secondo quel che penso: secondo me l'idea di dover far combaciare la propria omosessualità con l'idea di virilità (che ancora devo capire cosa sia, credevo di saperlo un tempo) è un falso problema, è un inganno. Siamo cresciuti assorbendo determinati valori, ci hanno inculcato idee ben precise sui ruoli, su chi deve fare cosa, peccato che queste idee siano valide per le coppie etero (e nemmeno su questo ci metterei la mano sul fuoco). Per le coppie gay non ci sono schemi prestabiliti, e la società cerca di appiccicarci degli schemi che sono caratteristici delle coppie etero, generando confusione.
Ma anche questi schemi etero alla fine sono artefatti sociali, non c'è una ragione che sia una perché l'uomo debba comportarsi da uomo come la società odierna vuole e la donna debba comportarsi da donna "standard". Anche nelle coppie etero puoi osservare uomini che sono più "femminili" in un certo senso delle loro compagne/mogli. Non so quanto sia corretto quel che dico, magari un esperto mi correggerà, ma credo che alla fine buona parte del nostro carattere e dei nostri schemi comportamentali sia frutto del nostro retaggio culturale e dei valori che ci sono stati trasmessi. Da maschi associamo il nostro modo di essere alla virilità, perché ci hanno insegnato a comportarci in un certo modo, condizionandoci fin da tenera età. Analoga cosa per quanto riguarda le donne, che vengono condizionate ad abbellirsi esteticamente, a ragionare e comportarsi in una certa maniera. La nostra identità non è altro che la sommatoria di un certo numero di condizionamenti sociali. Poi magari la genetica interviene nel renderci più o meno recettivi verso alcuni condizionamenti piuttosto che altri, ma qui il discorso si farebbe complicato e non ne capisco molto, quindi mi fermo qua.
Insomma tutto questo per dirti che secondo me in una coppia gay nessuno deve recitare una parte, e che alla fine il tipo di dinamiche che si sviluppano nella coppia dipendono dalle due parti in causa. Ci può essere la coppia sbilanciata, dove uno è più forte dell'altro (ma questo nulla ha a che vedere con i ruoli a letto), come quella più equilibrata. Il fatto di essere gay non implica assolutamente né che tu debba essere a tutti i costi un "uomo standard", ma nemmeno una "donna standard". Semplicemente continuerai ad essere ciò che sei sempre stato, come risultato dei condizionamenti che hai ricevuto, e se ti senti confuso, cerca un modello da seguire e lasciati condizionare da ciò che ti piace.
Spero di esserti stato di aiuto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e virilità
MessaggioInviato: lunedì 15 agosto 2016, 1:14 

Iscritto il: lunedì 29 luglio 2013, 0:41
Messaggi: 134
Rispondo con un po' di ritardo. Lo faccio perché, da quando sono iscritto, leggendo con assiduità più o meno variabile a seconda dei periodi, ho notato come questo discorso tenda a ritornare. Deve sicuramente essere uno degli ostacoli più ricorrente nella storia personale di noi giovani, e meno giovani, gaji! Quindi voglio affrontarlo e dire la mia!
(Beh intanto benvenuto BluVerde!!!)
Ma torniamo alla discussione. Vorrei raccontare (in breve, non temete!!) un aspetto della mia esperienza personale, piuttosto che "teorizzare cose" :roll: , per rispondere alla questione iniziale e ad alcune osservazioni date nelle risposte degli altri.
Allora... conciliare omosessualità e virilità. Oggi ti direi che per me non c'è nulla di più semplice. Ma in passato non è stato così. Lo sappiamo come funziona: l'adolescenza, i ragazzini che si prendono in giro in modo piuttosto improprio, perché spinti a questo da un sottofondo di idee molto arretrate, le opinioni di gente un po' molto ignorante che meglio farebbe a tacere... insomma, tante belle cose da cui usciamo un tantino frastornati e anche piuttosto confusi su ciò che proviamo e perfino su chi siamo. Ma come superare tutto ciò e cercare di conciliarsi ? Io sono riuscito a sentirmi piuttosto in pace su questa cosa soltanto accettando, dopo un periodo abbastanza lungo, di non avere affatto bisogno di conciliare dei concetti quali omosessualità e virilità per sentirmi bene! Queste sono cose molto astratte. Ma per me, una maggiore serenità è venuta dal vivere una crescente apertura e condivisione della mia vita prima con gli amici e poi, anche e molto più profondamente, con il ragazzo che poi è diventato il mio ragazzo. Il mio consiglio (che parolone!) è quello di cercare di essere sì molto onesti con sé stessi, osservando e distinguendo i propri desideri e le aspettative sociali che ci circondano, ma soprattutto è quello di concedersi la possibilità di continuare nel proprio percorso di accettazione fino a volersi molto bene per quello che davvero si è. Di fronte a questo le domande "molto astratte" perdono importanza.
Altra osservazione, un po' hot (mi vergogno un po' a dirla, ma la dico lo stesso :oops: ): quando col mio ragazzo facciamo un po' le nostre cose, mi è capitato più volte di avere pensieri tipo "ma è proprio bello essere uomini!". Non so che sarà, probabilmente l'esultanza dei sensi. Tuttavia mi è capitato anche, molto spontaneamente un "ma essere due uomini è anche meglio!".
Come vedi mi sono sentito allo stesso tempo gayissimo e maschissimo. E la cosa bella, un po' per rispondere anche ad alcune sensazioni di Hospes tipo

Hospes91 ha scritto:
ammetto che non mi verrebbe da assumere quel ruolo "apparentemente subordinato" che in una coppia etero hanno le donne. Mi spiego meglio: uscendo con il mio ipotetico ragazzo non mi verrebbe da appoggiargli la testa sulla spalla seduti su un panchina o di farmi abbracciare da lui, al contrario mi piacerebbe moltissimo che lui la appoggiasse sulla mia o mi facesse capire di aver voglia di essere abbracciato da me


è che anche il mio ragazzo una volta mi ha raccontato di aver spontaneamente provato le stesse sensazioni. Alla fine il pensiero di cosa sia da maschietto e cosa da femminuccia non ci ha condizionato e qualunque cosa noi avessimo fatto (ora neanche me lo ricordo), entrambi siamo semplicemente arrivati a gioire di quello che siamo, cioè due ragazzi che si vogliono bene.

Dopo il racconto un po' hard un'ultima considerazione scaturita un po' dalla lettura dei post di risposta. Questo problema di "vedersi come uomini virili" è, secondo me, un problema solo finché ce lo poniamo. Secondo me dobbiamo capire che porsi questo problema è il problema. Non credo che fantomatici "gay virili" e fantomatici "gay effeminati" debbano dimostrare qualcosa di diverso tra loro, anche se rispettandosi. Credo piuttosto che tutti si debba cercare di rendere la vita un po' più accogliente per tutti, anche per noi stessi.
Non so se mi sono ben espresso, soprattutto in quest'ultima perla di saggezza. Perdonate, è l'una di notte e non sono stato breve come avevo promesso! :lol:



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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e virilità
MessaggioInviato: lunedì 15 agosto 2016, 20:31 
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Non è questione di dimostrare niente a nessuno, caro derkleineBaum.
Nemmeno a sé stessi.
Onestamente non credo si debbano imitare gli altri, questo proprio no, ma è innegabile che molti omosessuali una certa femminilità ce l'hanno eccome, ora più, ora meno sviluppata, oppure pensiamo così solo perché siamo abituati a vederne solo di un certo tipo, boh!
Se la virilità è coraggio, allora è molto virile non nascondere di preferire studiare che giocare a calcio, per esempio.Io francamente la virilità cerco di raggiungerla giorno per giorno, perché mi piace essere uomo, e francamente vorrei esserlo sempre di più, in tutti i sensi. Dunque, capisco benissimo che BluVerde stia facendo profonde riflessioni su questo punto.


Ultima modifica di Hospes91 il domenica 20 novembre 2016, 17:11, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e virilità
MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 16:26 
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Messaggi: 618
Se la virilità è intesa come determinazione, voglia di mettersi in gioco e di affrontare le sfide, allora io sono molto virile, Hospes è molto virile, e tanti altri che hanno vinto sofferenze molto pesanti sono virili. Anche le donne a questo punto possono essere molto virili, le donne forti e coraggiose, e ce ne sono.

A questo punto, viva la virilità! :mrgreen: :mrgreen:



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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e virilità
MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 23:52 

Iscritto il: lunedì 29 luglio 2013, 0:41
Messaggi: 134
Ohh ragassi!
Chiaramente anche io sono d'accordo con questo:
Hospes91 ha scritto:
è innegabile che molti omosessuali una certa femminilità ce l'hanno eccome, ora più, ora meno sviluppata

ma anche con questo:
Gio92 ha scritto:
Se la virilità è intesa come determinazione, voglia di mettersi in gioco e di affrontare le sfide, allora io sono molto virile, Hospes è molto virile, e tanti altri che hanno vinto sofferenze molto pesanti sono virili. Anche le donne a questo punto possono essere molto virili, le donne forti e coraggiose, e ce ne sono.

e anche io sperimento, in base al "racconto hot" di prima e ad altre esperienze che non ho riferito, sensazioni simili a queste:
Illuminist ha scritto:
da quando mi dico che "potrei benissimo essere gay" mi sento addirittura più uomo di prima, fisicamente, intellettualmente, emotivamente, e credo che essere uomini sia veramente affascinante. Più sicuro della mia virilità di così!


Tuttavia, il nostro amico Bluverde diceva:
I mass media propongono sempre che nella coppia uno sia dominante e l'altro più recessivo, ma non penso sia così semplice né è ciò che desidero. Inoltre ho problemi a conciliare il desiderare un altro uomo con l'idea dell'essere virile, come se le due cose stridessero. Anche sul piano sessuale, per quanto mi trovi ad avere fantasie sul corpo maschile l'idea di un rapporto con un altro ragazzo mi spaventa.
Voi come conciliate la vostra identità maschile con il vostro orientamento sessuale? Riuscite a vivere a pieno entrambi?

Promettendo di smetterla con le citazioni :roll: , provo a spiegarmi meglio rispetto al post sopra. Come anche voi avete detto in modi diversi, conciliare identità maschile e orientamento omosessuale è non solo possibile, ma assolutamente pacifico. Tuttavia, in base a quella che per ora è stata la mia esperienza, ciò non è pienamente ottenibile cercando di darsi delle risposte, per quanto acute esse siano. Porsi domande come quelle che al momento si fa Bluverde non è una cosa molto salutare, nel senso che un più o meno intenso arrovellarsi non è d'aiuto per una vita serena.
Lo dico perché solo qualche anno fa, la mia ricerca di una soluzione a questo quesito è stata frustrata con esiti abbastanza destabilizzanti in un quadro che di partenza già non era molto stabile.
Forse la sto per sparare grossa, ovviamente è soltanto un'osservazione basata su quella che è stata la mia esperienza e può benissimo non essere valida per altri, ma, secondo me, porsi domande come quelle di Bluverde o anche soltanto pensare di voler diventare ancora più virili, segnala qualche aspetto di non completa "conciliazione di sé", per continuare a usare questo nostro termine tecnico :roll: .
Ma torno a farvi un esempio personale per spiegarvi il perché di questa mia affermazione. Qualche anno fa mi infastidiva l'uso di termini al femminile per parlare di persone gay. Era una cosa che mi destabilizzava molto perché non potevo accettare l'idea di essere "più femminile" degli altri proprio perché gay. Tuttavia, sapete che mi dissi? Mi dissi che, per quanto secondo me essere gay non significasse affatto essere meno maschile, se pure mi fossi sbagliato non ci sarebbe stato alcun problema. "Sarei dunque più femminile?....... E scassaminchiaaa! :lol: ".
Ironicamente proprio grazie a una simile presa di posizione riuscii a rasserenarmi. Poi le esperienze che ho raccontato sopra, insieme a tante altre, hanno davvero reso ridicole ai miei occhi le domande che mi ponevo prima.
Adesso, come vi ho raccontato, sono estremamente tranquillo sull'argomento proprio perché sono riuscito a togliergli l'importanza che prima gli riconoscevo. Sono tanto tranquillo che posso perfino scherzarci su. Ciao GIOIE!! :lol:



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 Oggetto del messaggio: Re: Omosessualità e virilità
MessaggioInviato: mercoledì 17 agosto 2016, 12:32 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
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Io però non parlerei semplicemente di una incompleta conciliazione con sé stessi: pu anche starci, ma non è certamente l'unica cosa.


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