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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 21:51 
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Chiedo anche a Geografo di autorizzarmi a inserire i suoi post "di questa discussione" nel manuale Essere Gay. Penso che potrebbero essere utilissimi per illustrare il suo punto di vista, che è piuttosto diffuso tra i gay.



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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 23:13 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
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pratodiurno, intanto benvenuto.
hai ricevuto risposte molto corpose,e penso che sia già qualcosa anche il solo pensiero di essere stato ascoltato, non è davvero poco. :)
Purtroppo io non so interpretare il mio stesso quadro, dunque non mi sentirei proprio di farlo con il tuo. Sono poco più giovane di te, forse l'unica differenza è che io non mi sono mai concesso esperienze sessuali con ragazzi: ho sempre avuto la sensazione che, al di là di quel certo disprezzo che in generale le accompagna, non sarebbero cosa per me, che mi farebbero solo stare male, insomma: non mi ci sento a mio agio.
Questo, unito al fatto di essere stato innamorato di una ragazza per due anni -(e che non riuscissi a togliermela dalla testa per quanto provassi a pensare alle altre) non fa che maciullarmi il pensiero, generandomi forte confusione.

Non sono belle sensazioni da vivere, si perde completamente la bussola e non si riesce a capire quanto ci sia di omofobia interiorizzata e quanto di autentica autopercezione.
Francamente ti consiglierei di iniziare un percorso con un bravo psicanalista, e voglio sperare che tu sia una persona moderna, senza stupide paranoie relative a questa figura professionale. Chiaramente hai fatto bene a cercare un confronto qui, il dialogo fa sempre bene, anche quando si incontrano punti di vista molto diversi.
Ti auguro che tu possa fare chiarezza dentro di te al più presto (augurio che estendo a tutti gli altri uomini e ragazzi che si trovano nella suddetta confusione).
In bocca al lupo! ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: venerdì 11 novembre 2016, 11:39 

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Hospes91 ha scritto:
pratodiurno, intanto benvenuto.
hai ricevuto risposte molto corpose,e penso che sia già qualcosa anche il solo pensiero di essere stato ascoltato, non è davvero poco. :)


Caro Hospes91,

non sai che piacere mi fa avere tutta questa considerazione e queste belle parole da tutti voi. Sono contento di non essere solo e quindi mi faccio coraggio sapendo che tanti uomini stanno vivendo lo stesso dramma di essersi smarriti e di dover riniziare tutto da capo. Non è facile, ma si può uscire da qualunque situazione con tanta passione per sé stessi, per la vita...

Un abbraccio fraterno


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: venerdì 11 novembre 2016, 16:30 
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Messaggi: 216
progettogayforum ha scritto:
Chiedo anche a Geografo di autorizzarmi a inserire i suoi post "di questa discussione" nel manuale Essere Gay. Penso che potrebbero essere utilissimi per illustrare il suo punto di vista, che è piuttosto diffuso tra i gay.

Project, ti autorizzo volentieri a pubblicare le mie risposte, certo è che mi dispiace davvero molto che la mia risposta passi per un "punto di vista che accomuni molti gay", piuttosto che una risposta detta da me, ovvero detta da Geografo (peccato che per un fatto di privacy non possa utilizzare il mio nome, altrimenti avrei reso ancor meglio il concetto).
Pratoditurno, la mia non è una risposta di "un ragazzo gay", la mia è una risposta soggettiva, di me come persona che ha fatto le sue valutazioni riguardo il problema che hai esposto e la stessa risposta avrebbe potuto benissimo dartela un etero, come avrebbe potuto dartela un amico o il vicino di casa.
Non è che io nego l'esistenza della bisessualità, penso che però spesso la gente abbia un'idea molto falsata della bisessualità, come se essa fosse un attrazione 50 e 50. Ho notato che fondamentalmente ci sono due tipi prevalenti di bisessualità che si riscontrano nella società: i bisessuali a prevalenza omosessuale, che sono di fatto gay alla fine della fiera, e i bisessuali a prevalenza etero. Quest'ultimi sono effettivamente dei veri bisessuali, solo che difficilmente hanno relazioni di tipo romantico/sentimentale con i ragazzi. In genere sono ragazzi che ogni tanto hanno qualche scappatella sessuale con un ragazzo per la voglia di infrangere le regole e poi se ne ritornano dalla ragazza, e poi ci sono uomini adulti, spesso padri di famiglia, che magari tradiscono le mogli andando con altri uomini o ragazzetti più giovani (se vuoi cerca "gay chat" su Google, vai sul primo risultato, accedi e vedi com'è l'ambiente, così ti fai un'idea anche se so che si presenterà come un ambiente abbastanza squallido). Per questo genere di persone solitamente l'omosessualità ha un aspetto solo sessuale, insomma, lungi sta dalla concezione che tutti abbiamo di "bisessuale", tant'è vero che io tendo a definirli "pseudo etero", in quanto in teoria dovremmo parlare di bisessualità solo se sessualità e affettività vanno di pari passo. Ma mi fermo qui perché il discorso sta diventando eccessivamente complicato, probabilmente mi prenderesti per pazzo e si sta comunque andando troppo oltre.
pratoditurno ha scritto:
Ma quanti di questi gay, compreso tu, hanno avuto un innamoramento profondo per una donna? Quanti, per anni, hanno desiderato solo lei, pensato solo a lei e tutti i giorni della loro vita a tutte le ore ce l'avevano duro pensando di fare l'amore con lei? Quanti hanno sognato ogni giorno di sposarla? Quanti si sono masturbati pensando a lei o al sesso con lei? A quanti affioravano continuamente immagini di lei nuda nella masturbazione?

Sì, ma sai quanti sono venuti qui raccontando di come fossero immensamente innamorati della propria ragazza, di come si masturbassero su di lei, di come rappresentasse il centro del loro mondo e di come facessero l'amore con lei? Te lo dico io: tanti. Però per venire qui a parlarne, in un forum chiamato "Progetto Gay", direi che fondamentalmente si sta mettendo in dubbio se stessi, no?
Poi, pratoditurno, se tu pensi di avere tutte le risposte (perché da come racconti vedo che parli come se uno dovesse darti determinate risposte seguendo ciò che tu dici, confermando quindi la tua tesi, come hanno fatto gli altri d'altronde e tu questo volevi, non so se rendo) allora non vedo perché dovremmo stare qui a parlarne. Anzi, se tu hai tutte le risposte, son contento per te, e ti posso assicurare che non ho assolutamente come intenzione quella di dover convertire possibili individui convincendoli ad accettarsi come "gay" come facevano un tempo i cristiani con i pagani, quindi figurati.
Il fatto è che, come ho detto nella parentesi precedente, fai tutto un ragionamento tuo, che di conseguenza diventa anche molto contorto, dando poco spazio al parere dell'altro che quindi è vincolato a dirti: "sì, è così, hai ragione tu, sei un bisessuale a prevalenza etero".
Un'altra cosa che ho notato è che quando racconti sei molto incoerente proprio perché le cose le racconti in modo contorto, sia chiaro che si vede che non lo fai apposta. Ti quoto parte di ciò che hai scritto.
pratoditurno ha scritto:
Dico questo perché in tutte le mie esperienze gay (se così possiamo chiamarle), dopo un'eccitazione iniziale, mi sono subito "stufato" e addirittura, oltre a una forte repulsione per quello che avevo fatto, non riuscivo neanche a venire...sono dovuto venire sforzandomi praticamente ogni volta. Oppure non sono proprio venuto. Ho notato invece sempre, dall'altra parte, un forte interesse per il pene e una grande propensione ad avere un orgasmo in presenza di un altro maschio.

pratoditurno ha scritto:
Tra l'altro se mi eccito pensando ad una donna e dopo poco ripenso ad un uomo quest'ultimo non solo non mi attrae più, ma mi fa anche un po' senso.

pratoditurno ha scritto:
Poi quando ripenso ai momenti eccitanti con la mia ex penso di essere etero...ma in realtà la mia sessualità preponderante è quella gay, anche se mi rifiuto di viverla.

pratoditurno ha scritto:
anzi devo dire che il corpo maschile mi faceva anche un po' repulsione...e il pene non mi è piaciuto in nessun modo. Però l'istinto forte di andare con un uomo c'è e non posso negarlo.

pratoditurno ha scritto:
da allora ho capito che in pratica solo i ragazzi mi attraggono, anche se le donne hanno quel qualcosa che mi colpisce...a volte attrazione sessuale, ma minore di quella che ho per i maschi. Quindi ho realizzato di essere fondamentalmente gay

Onestamente io non ci ho capito niente. Ti masturbi pensando ai maschi ma poi te ne penti e ti fa schifo (non ho dubbi che te ne penti dopo che la masturbazione è conclusa, per tutti è così), dici che la tua sessualità preponderante è quella gay e che ti rifiuti di viverla, poi dici di essere in realtà un bisessuale a prevalenza etero...
Vorrei poi dirti una cosa che ti avevo già detto ed è inutile che te la ripeto nel dettaglio perché basta che vai a leggere la risposta che ti ho dato prima: è ovvio che una persona non riesca a venire quando il sesso assume un aspetto concreto, che si è più "schizzinosi" e che magari quel rapporto sessuale sia anche meno coinvolgente all'inizio rispetto alla masturbazione in solitaria, in cui invece si ha completa confidenza con se stessi. È per questo motivo che i primi rapporti dovrebbero essere con una persona che realmente piace. La realtà è ben diversa da un video porno, penso che questo lo sappia anche tu.
Poi, pratoditurno, inutile che stiamo a parlare se rimani fermo in certe convinzioni. Hai 30 anni, a quest'età secondo me uno dovrebbe essere un po' più conscio di quello che è e di ciò che vuole, scusa se sembro severo, ma è così.
Però secondo me tu sei perfettamente conscio, il fatto è che non accetti la cosa e la plasmi dandogli il significato o la sfumatura che vuoi tu, che è diverso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: venerdì 11 novembre 2016, 17:55 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Caro Geografo ognuno di noi può avere le sue teorie in mente. Io ho più volte sostenuto che incasellamenti categoriali rischiano di incastrare l'eccedente, che inevitabilmente si trova costretto a definirsi in un modo o nell'altro. D'altronde si parla di gay, etero, bisessuali e bisessuali a prevalenza gay o etero e già così andiamo a stemperare la rigidità delle due prime categorie. Personalmente penso che la sessualità vada piuttosto concepita come un continuum o comunque più fluida, come un insieme di sfumature nel quale elemento sessuale è sempre ambiguo nel senso di mescolato assieme ad altro. C'è sempre un elemento di omosessualità nell'eterosessuale e viceversa.

Freud, in uno dei suoi libri "Totem e tabù", parte dall'assunto infondo elementare che una norma morale non nasce per impedire comportamenti obsoleti, quanto piuttosto per impedire pratiche assai diffuse e che lo sviluppo evolutivo di un gruppo rende evidentemente deprorevoli in quanto dannose per la sopravvivenza del gruppo stesso. Lui si riferiva in particolare all'incesto. E' noto che quasi tutti gli animali lo praticano, mentre per noi costituisce un divieto quasi naturale, che non necessita cioè di essere giustificato in nessun modo. Il divieto è stato quindi talmente interiorizzato che non è più necessario impedirlo giuridicamente (nessuna società moderna ha una legge che impedisca gli incesti) è divenuto per l'appunto un tabù.
Estendendo questo discorso ai comportamenti sessuali è facile ipotizzare che l'omosessualità venne via via condannata perché questa fosse largamente diffusa come comportamento "spontaneo", anche e sopratutto fra gli eterosessuali. Se le pratiche omosessuali avessero riguardato solo il 7/8% della popolazione probabilmente non sarebbero stati nemmeno necessari divieti così forti da trasformarsi poi in "tabù". Noi viviamo nel mondo contemporaneo e la categoria di omosessuale esiste, si può provare a dargli una valenza positiva, ma non eliminarla. In questo senso oggi noi diciamo che gli individui non hanno comportamenti omosessuali, ma SONO omosessuali. La definizione di omosessuale arriva prima delle nostre scelte e condiziona il nostro modo di essere prima ancora che il nostro fare, crea un mondo per l'appunto che è poi il famigerato e vago "mondo gay". Per estremizzare è come se il fatto che ci piacciano le more ci facesse diventare "moresessuali", creasse cioè una sorta di appartenenza ad un gruppo, che in realtà non è affatto un gruppo, in quanto non condivide nulla se non il fatto che assai vagamente gli piacciono le stesse cose.

E' facile pensare che in queste condizioni molti bisessuali con una chiara tendenza eterosessuale, reprimano i loro desideri devianti, anche solo inconsapevolmente e che quest'ultima siamo molto, ma molto più diffusa di quello che si crede. Si potrebbe, ma solo per puro diletto teorico, immaginare omosessualità pura ed eterosessualità pura come estremi di diverse sfumature di bisessualità in larga misura silente, per le ragioni che ho cercato di spiegare. La bisessualità, infatti, anche quando dichiarata e consapevole, viene subito spinta verso uno dei due poli contrapposti e tende a scomparire, nell'immaginario collettivo.

Quanti di noi in effetti, se non fossimo stati costretti a definirci "omosessuali", perché indicati come "diversi" avremmo finito per identificare la nostra preferenza sessuale con un modo di essere e vivere, fino ad arrivare all'estremo del ghetto gay? In una prima fase forse può essere importante costruirsi una "identità gay" per così dire, delimitare cioè confini precisi rispetto a ciò che piace e non piace in maniera chiara e netta. Via via che si cresce, tuttavia, si trova un proprio equilibrio e le definizioni perdono di peso, diventano meno importanti, non identificano più uno status, una condizione "morale" o "immorale" che si voglia.

Detto tutto questo, qual'è il sospetto che ho avuto leggendo la storia?
Bene che essere gay per il ragazzo in questione possa comportare come conseguenza la possibilità di sottrarsi alle aspettative che gli altri hanno su di lui da "etero", prima fra tutte la sua ragazza. In altri termini per lui essere gay è una via d'uscita ad un rapporto che evidentemente non riesce a chiudere. Le sue fantasie. nella loro ambiguità ci sono da anni, ma questo non gli ha impedito di viversi una storia di 5 anni, ne di saltare addosso alla ex appena la vede (cosa che non rispecchia un tipico comportamento gay). Per questa ragione consigliavo prima di chiudere bene il rapporto con la ex, assumendosi la responsabilità della scelta e solo dopo percorrere l'altro dilemma (gay o non gay) e anche lì fare le proprie scelte. Si tratta sia chiaro di scegliere se essere se stessi o ciò che gli altri vogliano che tu sia.

Io per esperienza personale posso dirti, come ho già scritto, che un gay che si è scoperto a 30 anni non sarà mai gay come chi lo sa fin dall'inizio per tante ragioni. Io non escludo affatto che la componente omosessuale del protagonista del racconto sia molto forte, molto più di quello che in condizioni di repressione è disposto a riconoscere e d'altra parte non tocca a me verificarlo. Io il mio percorso l'ho fatto. Mi sono sentito di escludere che si trattasse di una omosessualità al 100% e d'altronde anche confrontandolo con la mia esperienza ci sono elementi di distanza notevoli (non direi mai che l'idea del pene dell'altro mi fa schifo).

Quello che so per certo è che le storie d'amore che ho vissuto da "etero" non erano meno reali di quella che vivo adesso, erano molto più tormentate, perché ero molto più tormentato io, ma hanno avuto un importanza ed un significato autentico e questo ci rende gay in modo diverso.
In questo senso penso che la cosa più importante che ha da dirci pratoditurno sia quella che non racconta. C'è un legame con la sua ex, evidentemente ancora forte, un legame che è chiamato a ristrutturare, rivedere e ridefinire. Forse è quello che non gli permette di andare avanti in nessuna direzione e che lo fa girare un po' a vuoto, un po' come ha fatto nella descrizione dei suoi gusti sessuali, di cui tu giustamente poi non capisci niente, per cui un passo lo fa avanti e due di lato.
Starsene un po' da soli, senza avere l'urgenza di cercar qualcuno, non significa stare fermi, al contrario, ci si muove verso se stessi, ci si incontra e si prova a sciogliere i propri nodi interni e quelli intessuti nelle proprie relazioni precendenti, senza crearne di nuovi.


Ultima modifica di Alyosha il sabato 12 novembre 2016, 14:26, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: sabato 12 novembre 2016, 13:18 
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Chiedo cortesemente a Hospes se posso inserire anche il suo commento nel manuale Essere Gay e lo ringrazio anticipatamente se vorrà acconsentire. Acquisito il consenso procederò a riportare tutti i testi nel manuale. Grazie!



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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: mercoledì 16 novembre 2016, 11:28 

Iscritto il: martedì 8 novembre 2016, 19:54
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Caro Project e cari tutti,

sto cominciando pian piano a mettere a fuoco la situazione. Sì, è vero, l'attrazione che provo a livello voyeuristico per alcuni ragazzi (pochi) è molto forte, ma appunto solo di interesse voyeuristico di tratta, interesse che posso sfogare nella masturbazione. L'idea di costruirci una storia è lontana anni luce da me e se penso di forzarmi a conoscere un ragazzo dal punto di vista sentimentale sto troppo male, perché io voglio stare con le ragazze. L'idea di averci sesso mi crea invece repulsione: anche solo a livello di fantasia mi devo forzare per immaginare di fare sesso con un ragazzo, pure se fosse Brad Pitt (che, ndr, manco mi attrae ahah). D'altronde ho provato e riprovato con diversi ragazzi, mi sono lasciato andare, ce l'ho messa tutta, ho provato tutto...ma sinceramente non va, proprio non va. Sento repulsione, non sento piacere, non mi rimane nulla e nessun ragazzo mi ha mai nemmeno minimamente ispirato a livello sentimentale. Come del resto è stato per tutta la mia vita.
Che fare? Beh, guardando le pornostar che mi piacciono mi sono risvegliato dal torpore in cui ero precipitato: cavolo, non rinuncerei mai alle donne! Come ho fatto a non capirlo prima? Mi piacciono troppo e ho ricordato la mia dipendenza dalla patata...
Detto questo non escludo che magari, trovando ragazzi irresistibili (e vi assicuro che tutti quelli che ho incontrato eran gran figoni...ma è andata comunque come è andata) io non riesca finalmente a fare del gran sesso gay...o magari a innamorarmi...chi lo sa? Ma per il momento mi pare proprio un'ipotesi remotissima.

Che ne pensi Project?


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: mercoledì 16 novembre 2016, 23:39 
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Penso che la bisessualità esista e che certe sue manifestazioni, anche se prive di affettività, non vadano comunque sottovalutate. L’orientamento sessuale non è una scelta ma una realtà che si può solo accettare per quello che è. L’esperienza dei colloqui con i bisessuali insegna che ogni tentativo, operato a forza di volontà o per effetto di spinte esterne, volto a ridurre una della due tendenze sessuali finisce per consolidarla, perché è un tentativo di negare in pratica la stessa bisessualità. Già André Raffalovich, alla fine dell’800 sottolineava che il matrimonio non fa che ravvivare e rendere molto più consistenti le tendenze omosessuali di un bisessuale, perché la stretta monogamia etero non è nelle corde di un bisessuale. Vale, peraltro, anche il discorso opposto: un bisessuale inquadrato in una vita di coppia monogamica gay vede immancabilmente rafforzarsi le sua componente eterosessuale. Aggiungo che la scissione tra affettività esclusivamente etero e sessualità anche gay non è una cosa rara tra i bisessuali, perché per un bisessuale, anche per effetto delle pressioni sociali che lo spingono verso l’eterosessualità, è molto più difficile accettare un’affettività che una sessualità condivisa con un uomo. Non sottovaluterei nemmeno la masturbazione con fantasie gay, che non è il classico “vizietto” ma una è manifestazione profonda di una sessualità “non riducibile a sola eterosessualità”. È ovvio che un bisessuale non possa rinunciare al mondo femminile, ma non potrà rinunciare nemmeno a quello maschile, e se ne renderà conto quando sarà costretto a farlo. Ho sentito spesso uomini sposati che hanno mantenuto in parallelo una masturbazione a tema gay e addirittura a tema gay esclusivo. Le mogli potevano non accorgersi nemmeno di questo fatto o potevano sottovalutarlo, ma va detto chiaramente che la non corrispondenza tre le fantasie masturbatorie e il sesso vissuto nella realtà di coppia è un segno serio di sofferenza di coppia oltre che di sofferenza individuale. Se la bisessualità c’è, può sembrare facile fare delle “scelte” di tipo esclusivo ma comprimere una delle componenti significa inevitabilmente vederla rafforzarsi nel corso del tempo. Un bisex non è un gay, questo è verissimo, ma non è nemmeno un etero.



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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: mercoledì 23 novembre 2016, 11:23 

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Caro Project,

ieri sera sono stato con un ragazzo che conosco ormai da diverso tempo e, oltre ad aver provato insieme a rilassarci in intimità in passato, abbiamo anche intessuto un'amicizia e abbiamo fatto delle belle passeggiate assieme. E' un bel ragazzo, pulito, tranquillo, alla mano. Però anche ieri, nonostante io mi sia rilassato con lui sul letto parlandogli degli ultimi accadimenti prima di iniziare il contatto fisico, non mi è piaciuto né ricevere né dare...ero in erezione ma era come se avessi una statua accanto a me, non mi diceva nulla. Ho provato a masturbarmi da solo e ho avuto un orgasmo sforzato dopo parecchio tempo, da solo, in bagno. Giusto per concludere in qualche modo la serata...
Lui invece è venuto subito...come sempre. Ma il fatto che sia stato io a procurargli l'orgasmo non mi ha dato alcun piacere. Come del resto baciarlo, toccarlo ecc., tutto insipido. Quindi penso di essere, probabilmente, etero con forti tendenze omosessuali incomplete...
E probabilmente non troverò mai il ragazzo giusto o la ragazza giusta, non so...a meno di non innamorarmi di qualcuno/a, nel senso di provare piacere emotivo e non solo attrazione.
Fammi sapere che ne pensi, grazie ancora...


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: mercoledì 23 novembre 2016, 14:07 
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Con tutto il rispetto, ma mi spieghi qual'è il senso delle cose che stai facendo? Cosa vuoi ottenere da rapporti di questo tipo? Io credo che per diventare cavie di se stessi, bisogna innanzitutto avere poca stima di se. Questo mettersi lì a sperimentare tra l'altro toglie tutto al rapporto, ogni spontaneità, ogni emotività, anche se fossi gay messo in una situazione forzata a quel modo potresti ottenere lo stesso identico risultato.
Avresti davvero un gran bisogno di staccarti da tutta questa storia, questa vivisezione di te stesso, stare lì col centrimetro a misurare quanto sei gay e quanto sei etero. Il sesso è spontaneità è la casualità dell'evento, è la predisposizione all'incontro è l'intimità dell'essere messi a proprio agio. Potevi tranquillamente concludere la serata con la bella chiaccherata e avresti senz'altro ottenuto di più.
Guarda che non ci attraggono in astratto le donne o gli uomini, qualunque sia il tuo orientamento sessuale, ci attraggono "quegli" uomini, o "quelle" donne". L'attrazione non è mai generica. Sarebbe come voler stare lì a cercare di capire se ci piacciono più le more o le bionde, che senso ha? Quando sulla sessualità non si costruiscono aspettative comportamentali e questioni di identità, le cose sono molto meno complicate di quel che sembrano e anche meno importanti, lasciatelo dire.


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