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 Oggetto del messaggio: IL GIUDIZIO DI RAFFALOVICH SU WALT WHITMAN
MessaggioInviato: lunedì 9 gennaio 2017, 16:38 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Abbiamo già visto come diversi capitoli di “Uranismo e Unisessualità” siano in realtà più degli studi di ricostruzione storica, basati su una fitta trama di dati e di testimonianze, che non l’espressione della posizione personale di Raffalovich. Il capitolo dedicato a Walt Whitman è radicalmente diverso.

Raffalovich aveva polemizzato di John Addington Symonds rimproverandogli i suoi tentativi di ottenere, si potrebbe quasi dire di estorcere al vecchio Whitman una confessione della sua omosessualità, suscitando l’irritazione ferma e controllata del vecchio poeta, ma nel capitolo dedicato a Whitman di “Uranismo e Unisessualità” non c’è traccia di questa polemica e Raffalovich si lancia in una lode molto sincera e partecipata della poesia di Whitman e anche della sua figura umana; trova in Whitman un’idea che sente sua e che sarà poi il cavallo di battaglia di Edward Carpenter, cioè l’idea dell’utilità dell’omosessualità, che può servire a promuovere il vivere civile, a stringere rapporti di solidarietà umana e sociale e a coltivare sentimenti elevati.

Chi ha letto l’opera di Whitman avrà notato che l’omosessualità non è l’unico tema del poeta, ma che il tema omosessuale è molto spesso congiunto con quello del matrimonio e della generazione dei figli. Le due cosa sembrano inconciliabili solo alle menti ristrette, e Whitman non era di quelle, per lui, l’intera gamma dei sentimenti umani può concorrere a creare un futuro migliore per tutti.

Una filosofia che in nome dell’omosessualità tendesse a sminuire il matrimonio e la generazione dei figli sarebbe una ben misera cosa, come sarebbe una misera cosa una filosofia che in nome dell’eterosessualità negasse l’evidenza o il rilievo sociale dell’omosessualità.

Raffalovich vede in Whitman un moralista di tipo nuovo, lontano dalla tipica ipocrisia inglese, uno che non mistifica e che è esente dal vizio tipicamente inglese, secondo il quale, se si insiste nel negare caparbiamente l’esistenza di qualcosa, quel qualcosa sparisce di fatto dal mondo.
_________

Walt Whitman (1819-1892)

Il modo col quale è stato trattato Walt Whitman è un esempio abbagliante dell’incoerenza anglo-sassone. Whitman è uno degli uomini notevoli del secolo. È stato insieme un uomo d’azione, un profeta e uno scrittore. Durante la guerra americana (tra gli Stati del Sud e quelli de Nord), è stato ammirevole per la sua devozione e il suo amore, per il suo preoccuparsi dei feriti e per il suo amarli.

L’America non ha mai prodotto un autore di una tale larghezza mentale. Io non ho qui la finalità di esporre la filosofia o il vangelo di Walt Whitman, il suo panteismo yankee, la sua grande serenità. Emerson, Thoreau, i grandi americani si inorgoglirono di Whitman da quando egli comparve. Il suo grande libro, Foglie d’erba[1] è stato probabilmente letto da più generazioni. È stato difeso, analizzato, ha avuto degli apologisti contro il puritanesimo da lui scioccato; sono stati pubblicati volumi contenenti una scelta di brani senza rischi, e in tutti questi brani selezionati sono stati conservate le poesie sull’unisessualità e sono state tagliate quelle sulla paternità.

Alcuni uomini austeri hanno considerato delle poesie unisessuali come impudiche, se esse sono caste, e come audaci al di là della letteratura moderna se non lo sono, non critico questi uomini austeri ma mi sembra che facciano la danza sulle uova.

Se Walt Whitman ha il diritto di voler riformare l’America con l’aiuto del matrimonio sano, della procreazione di figli sani, e anche con l’aiuto dell’amore unisessuale, dell’amore greco che lui vorrebbe americano; se per questo nobile scopo si più permettere di cantare la paternità come la maternità, e l’amore unisessuale che spinge le labbra di un maschio su quelle di un suo compagno, di un suo uguale, o su quelle di un ragazzo giovane di cui lui vuole fare un uomo, se può essere citato normalmente quando descrive l’emozione di vedere degli uomini barbuti baciarsi, o quando celebra l’emozione supremamente serena e soddisfatta di dormire sotto la medesima coperta con chi egli ama di più, allora l’attitudine anglo-sassone diventa inquietante a forza di essere illogica.

Non c’è dubbio che Walt Whitman, un grande spirito, un uomo di cuore, vedendo la natura umana malata e viziata, abbia voluto reagire e mostrare che gli istinti naturali devono elevare l’uomo invece di anemizzarlo e di abbassarlo. L’ipocrisia, fatta di vigliaccheria e di ignoranza, che sostiene che il matrimonio e la procreazione hanno qualcosa di vile e che l’omosessualità non esiste, che non ha che poca importanza, regna in America forse ancora più che in Inghilterra.

L’aborto, lì, è frequente, e l’unisessualità è incoraggiata dalle circostanze sociali e psicologiche. Invece di avere figli malaticci, invece di lasciare l’inversione sessuale limitata a degli occhi dissoluti e a delle lussurie segrete, perché non mettere in onore il matrimonio e l’unisessualità? Perché non celebrare le gioie del matrimonio sano, dei figli ben fatti, e le devozioni dell’amore atletico, dell’amore tebano della Grecia eroica?

Whitman ha voluto mostrare che tutto poteva servire al progresso e al benessere dell’umanità. Non c’è in lui alcuna spinta all’effeminazione. Quello che vanta, quello che fa emergere nell’unisessualità è l’amore dell’uomo vigoroso per il suo simile, per il suo pari o l’amore del giovane uomo per uno più grande di lui. Le passioni unisessuali non sono sterili o inutili; devono aiutare l’uomo a guardarsi da ciò che è vile, devono formarlo, devono stringere i legami della solidarietà, e devono anche prepararlo per il matrimonio fecondo. È qui che Walt Whitman è tra i più grandi e i più saggi moralisti (Platone, Gesù, Goethe) perché la sua idea mira a perfezionare l’umanità con l’aiuto di ciò che essa ha al suo interno.[2]

Una teoria dell’unisessualità che tentasse di abbassare il matrimonio, di sminuire il principio della dignità coniugale, sarebbe ridicola e falsa; una teoria dell’eterosessualità che volesse cancellare e annientare l’unisessualità sarebbe ignorante e insufficiente, e se essa volesse negare e impedire quello che l’uranismo può offrire alla civiltà, all’umanità, essa sarebbe intollerante e colpevole di lesa umanità.

È così che gli uomini e le donne possono trovare in Walt Whitman un’istruzione e un soccorso, ma per il grosso pubblico mi sembra molto strano citare i brani unisessuali e non anche nel medesimo tempo i brani che correggono e modificano.
In Inghilterra si ha paura del proprio pubblico, molto più che in Francia o altrove.

Questo accade in parte perché ci si è tanto abituati a guardare alle donne, quando si scrive. Herbert Spencer si turba prima di scrivere qualcosa che possa fare arrabbiare le donne inglesi: e quest’uomo è stato il rappresentante di un sistema del mondo. Non si osa dire che Walt Whitman, accettando la natura umana come una sorgente naturale dalla quale derivano le virtù dell’ideale, ha accettato anche dei dati di fatto dell’esistente, gli istinti, le tendenze. Cosa che non andrebbe d’accordo con l’idea inglese secondo la quale, se si fa sufficientemente finta di non credere a certe cose scomode, quelle cose finiscono per non esistere più, o per non contare più. Di conseguenza non si possono citare gli epitalami coniugali di Whitman, ma si possono citare gli epitalami unisessuali, perché sono a doppio senso, e ci si può sempre rivoltare contro i Filistei, i grossolani che danno loro un senso poco onesto.

Dato che in Inghilterra si ritiene che la promiscuità dei corpi maschili sia di una inutilità che confina con l’equivoco, di una indelicatezza che tocca l’indecenza, molti brani di Walt Whitman sono per i giovani o per i curiosi di un sapore pericoloso.

E, nonostante tutto, gli ammiratori di Walt Whitman e anche i suoi avversari non osano accusarlo pubblicamente, gli uni perché la loro ammirazione non sia ritenuta sospetta, gli altri perché la loro accusa non faccia mettere in dubbio la loro decenza cerebrale; R. L. Stevenson, uno scrittore per quale ci si è infatuati, ha detto che ogni ragazzo di 17 anni dovrebbe leggere Walt Whitman per guarire dal Welt Schmerz [disagio del mondo], per vedere che non tutto va verso il peggio, e non ci si è rivoltati in massa contro Stevenson: e comunque i ragazzi di 17 anni che leggono Whitman nell’età dei trasalimenti della pubertà corrono il rischio di innamorarsi dei loro compagni o delle loro conoscenze maschili perché “le notti nelle braccia uno dell’altro”, che Whitman celebra tanto e con una così solenne e una così insinuante ripetizione, sono più alla loro portata dei matrimoni con una grande donna sanguigna.

Dato che a 17 anni l’amore vago, l’amore-idea, l’amore-piacere tormentano più dell’idea del matrimonio, Walt Whitman produrrebbe più facilmente invertiti, o almeno unisessuali, che amanti di prostitute o di iniziatrici borghesi. E se col bell’ardore della giovinezza, non contenti di praticare o solo di ricercare delle emozioni così complete e così assorbenti, così caste, fino al momento in cui lo slancio sessuale prevale nell’adolescente, senza che se ne renda conto, o forse prima che se ne renda conto, se i poveri giovani vantano l’ideale di Whitman, ne parlano, saranno molto presto mal visti, sospettati, circondati dagli ostacoli, dalla malizia, e dovranno subire molti fastidi, che forse non supereranno.

Whitman è un grande rivelatore, e 17 anni non sono l’età alla quella l’uranismo moderno si deve rivelare: cosa che non diminuisce in nulla la portata e il valore di Walt Whitman, le lezioni e la morale che contiene per colui che ha già scelto.

Il successo di Whitman è in completa armonia con la sua teoria della sessualità, e con quella che egli cerca di approfondire, ed è in contraddizione flagrante con la teoria scritta e orale degli Inglesi.

Walt Whitman non può servire affatto come celebratore dell’amicizia spirituale, intellettuale, riflessiva, civilizzata. Le tenerezze estreme e appassionate che possono essere i dettagli dell’amicizia, dipendono dall’età, dal temperamento, dalla nazionalità, dall’innocenza, dall’ignoranza, ma sono dei dettagli così poco significativi che non bisogna dar loro rilievo o si rischierebbe di distruggere il principio dell’amicizia che è una simpatia soprattutto inesprimibile con i gesti.

L’amore (anche il più forte) può esprimersi più facilmente con l’aiuto del corpo che non l’amicizia. L’amore vorrebbe fare una sola cosa di due spiriti, di due copri, ma l’amicizia più disinteressata, la più pronta al sacrificio, salvaguarda la sua individualità e fortifica quella dell’amico.

Ma si tratta di mostrare la mescolanza di sentimenti onesti e teneri e di aspirazioni sessuali, Walt Whitman è tutto lì, e se lo si è letto, non ci si stupirà che la sua vita sia stata bella e dedita agli altri.
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[1] Leaves of grass.
[2] Forse non è permesso dire che il Salvatore ha insegnato una morale fondata sulla conoscenza della natura umana così come essa è?



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