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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2016, 20:58 

Iscritto il: martedì 8 novembre 2016, 19:54
Messaggi: 10
Caro Project,

ho 30 anni e mi sono scoperto gay...mi sono quasi sempre masturbato pensando ai ragazzi, anche se avendo sempre avuto donne ed essendo stato appagato da loro la vivevo come una sorta di trasgressione privata e quindi non mi sono mai accorto di essere omosessuale...ho avuto una storia lunga con una ragazza e la amavo profondamente, mi masturbavo pensando a lei o ai nostri rapporti...mi eccitava molto e volevo farci sesso di continuo. Pensavo solo a lei, anche se spesso quando ero da solo mi masturbavo anche con del porno gay. Devo dire che la mia masturbazione in chiave gay è sempre stata ed è di tipo contemplativo, nel senso che non mi affiorano mai, nella fantasia, voglie di sesso spinto con un ragazzo ma solo immagini di ragazzi nudi. Quando la mia ex mi ha lasciato, con mio grande dispiacere perché ero ancora innamorato, ho cominciato a provare un'attrazione sempre più forte verso un mio amico, con annessa cotta: lo nominavo senza un vero motivo, lo seguivo di nascosto, ne ero geloso...ma all'epoca non riuscivo a capire che cosa mi succedesse, così ho tirato avanti per un paio d'anni...fin quando non ho deciso di provare a fare esperienza con un ragazzo. Ho fatto amicizia con questo ragazzo e ci siamo messi a provare un'esperienza sessuale gay. L'eccitazione era fortissima all'inizio, mai provata una cosa simile con una donna, ma poi gradualmente è scemata...e alla fine mi sono reso conto che il sesso con le ragazze per me è molto più coinvolgente, anche se il corpo delle ragazze non mi eccita in maniera così forte come con i ragazzi. Insomma non ho avuto molte risposte...anzi devo dire che il corpo maschile mi faceva anche un po' repulsione...e il pene non mi è piaciuto in nessun modo. Però l'istinto forte di andare con un uomo c'è e non posso negarlo. Dopo un po' di mesi ho risentito la mia ex e abbiamo fatto sesso, molto bello. L'attrazione c'era e anzi ho pensato per un attimo di essermi di nuovo innamorato di lei, ma poi le premesse non c'erano per tornare insieme e ci siamo detti addio.
Dopo quella volta ho avuto altri incontri con dei ragazzi e alla fine, a parte l'eccitazione iniziale, come al solito sono tornato ad avere dubbi sul fatto che mi piacessero davvero i ragazzi. Fino a qualche settimana fa...quando un altro amico, che mi attraeva tantissimo, si è fidanzato...da allora ho capito che in pratica solo i ragazzi mi attraggono, anche se le donne hanno quel qualcosa che mi colpisce...a volte attrazione sessuale, ma minore di quella che ho per i maschi. Quindi ho realizzato di essere fondamentalmente gay...magari un gay flessibile, che se innamorato riesce anche a fare l'amore con le ragazze, ma comunque sono gay. Ho realizzato che alla fine potrei benissimo innamorarmi di un ragazzo e farci una storia insieme, anche se non mi va...non mi va di essere gay ma sento spinte fortissime ad esserlo quando sono con dei bèi ragazzi. Poi quando ripenso ai momenti eccitanti con la mia ex penso di essere etero...ma in realtà la mia sessualità preponderante è quella gay, anche se mi rifiuto di viverla. Ho provato a sentire dei ragazzi per frequentarli seriamente ma poi cambio sempre idea...insomma sono nel pallone. Non riesco a pensare ad altro, ho appena passato un esaurimento nervoso.
Ti prego...consigliami cosa fare...e dimmi che ne pensi di tutto questo...


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: mercoledì 9 novembre 2016, 10:47 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Lascio a Project l'onore di rispondere sull'argomento, lui è un maestro in questo genere di analisi. Ti anticipo subito che per quello che scrivi non credo affatto ci sia una omosessualità chiara, è del tutto evidente che una persona che prova un coinvolgimento affettivo e sessuale per anni nei confronti di una donna gay non è.
Entri piuttosto in quella zona grigia che fa fatica a definirsi dentro delle categorie che probabilmente ci hanno mentito per secoli, costruirsi un rapporto familiare con una donna e avere rapporti con uomini erano pratiche molto più comuni e "naturali" di quel che si crede e tutt'ora lo sono in molti contesti "mascolini" (si quelli del maschi per maschio").
Non credo in questo momento ti serve definirti in qualche modo per capire quello che devi fare, anzi probabilmente chiudere troppo in fretta il cerchio adesso e tirare le somme ti fa anche male, perché adesso scarti qualcosa che presto o tardi ti ritornerà dalla porta, perché le donne ti attraggono almeno se non quanto gli uomini.
Che fare? beh intanto viviti il tuo momento omosessuale, verrai un po' terrorizzato sul versante della prevenzione, ma male non ti fa, sei partito bello sparato e potresti trovarti molto impreparato a gestire un rapporto omosessuale. Te lo dico per esperienza, visto che ho una stria molto simile alla tua. All'inizio proiettare categorie etero sul mondo gay è molto semplice e si rischia di restare molto, ma molto scottati.
La storia con la tua ex è finita, è finita dopo anni, vi siete rivisti, avete fatto sesso e tutto questo passa completamente in secondo piano, quando da come la racconti pare piuttosto l'evento scatenante. Dovresti innanzitutto chiederti se è finita per davvero visto che alla prima occasione utile fate le scintille nel rivedervi. Se decidi che è finita, chiudi bene questo rapporto, prima di cominciarne degli altri. Da questo punto di vista che si tratti di uomini piuttosto che di donne, complica solo la faccenda, per cui sei tenuto ancora di più a chiudere il rapporto con la tua ex.
Cerca di stare solo per un pochetto, una storia così non la digerisci subito.
Solo dopo tornerei alla questione della sessualità, altrimenti il rischio è che la motivazione a lasciare la ex, spinge l'acceleratore sulla questione della sessualità, non permettendoti una valutazione lucida.
Le pulsioni e i desideri vanno ascoltati, non incarcerati e la bisessualità è per tanti aspetti più disarmante dell'omosessualità, perché confligge con un'altro dogma della società occidentale, che è quello della monogamia. dogma se possibile più stringente che quello che maschio e maschio non si possono incastrare tra loro.
E' già difficile gestire il passaggio da una vita in apparenza eterosessuale ad una omosessuale, figuriamoci prendere atto di una bisessualità. Come la gestisci? Cosa sei? Sarai un etero curioso per gli etero e un gay represso per i gay, insomma una passeggiata proprio non è :lol:. Tu fregatene, impara a capire cosa sei per te a cosa sei per gli altri ci penserai dopo. Non sarai mai gay come sono gay coloro che non hanno mai avuto rapporti con donne, questo te lo posso anticipare, perché è la sensazione che vivo.
Io ho vissuto una vita da etero per 30 anni e questo famoso mondo gay, compreso il forum da cui mi leggi, lo guardo sempre un po' sorpreso e l'altro po' schivo. Tante cose non le capisco, come per esempio la tendenza ossessiva a ridurre tutto alla questione della sessualità. Che è un po' quello che stai facendo anche tu. Pare che tutti i problemi dei gay siano nel fatto di essere gay. Gli etero stanno tutti là felici, perché c'hanno la femmina e problemi di coppia non ne hanno, problemi a relazionarsi con l'altro sesso non ne hanno, tensioni tra sessualità spinta e desiderio di monogamia non ne vivono ecc. ecc.
Insomma sei sicuro che se il tipo con cui hai flirtato fosse stato donna, tu non staresti lo stesso con la spina nel fianco? Ti piace di più la tua ex o la nuova tipa con cui hai solo un coinvolgimento sessuale? Non credi che impostata così la questione intanto risolverebbe il problema di capire cosa provi veramente per la tua ex?
Se ti piacciono anche i maschi non devi decidere in che percentuale ti piacciono, ma accettare intanto questo fatto ed imparare a conviverci nel modo giusto e più sano per te. Impara a conoscere il mondo gay, assaggiarlo poco per volta, senza scottarti o peggio restarne avvelenato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: mercoledì 9 novembre 2016, 13:18 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Intanto ti do il mio benvenuto nel Forum e spero che possa esserti utile.
Ringrazio Aliosha per il suo intervento, che mi sembra chiarire i punti essenziali della questione e che condivido. Mi limito quindi ad un’analisi da un punto di vista strettamente gay.
Parti con un’affermazione: “mi sono scoperto gay”, ma concludi dicendo “sono nel pallone”. Porti degli argomenti che dovrebbero confermarti dell’idea di essere gay: “mi sono quasi sempre masturbato pensando ai ragazzi”, dove il “quasi” significa che anche a livello di masturbazione esiste una componente etero; di quando stavi con la tua ragazza dici: “quando ero da solo mi masturbavo anche con del porno gay”. Affermi che “l'istinto forte di andare con un uomo c'è”. Per quanto riguarda l’affettività gay, che è una componente essenziale dell’essere gay, dici: “ho cominciato a provare un'attrazione sempre più forte verso un mio amico, con annessa cotta: lo nominavo senza un vero motivo, lo seguivo di nascosto, ne ero geloso” ma nei confronti di questo ragazzo non parli d’amore. L’innamoramento omosessuale per te non è un’esperienza reale ma un’ipotesi possibile, in fondo non voluta: “potrei benissimo innamorarmi di un ragazzo e farci una storia insieme, anche se non mi va... non mi va di essere gay ma sento spinte fortissime ad esserlo quando sono con dei bei ragazzi.” Quando parli di ragazzi non parli d’amore ma di amicizia e il contatto sessuale con un ragazzo è visto in termini strettamente soggettivi e non di coppia, come un’esperienza che si può “provare”: “Ho fatto amicizia con questo ragazzo e ci siamo messi a provare un'esperienza sessuale gay.” Da qui arrivi a un’idea di omosessualità parziale e flessibile: “ho realizzato di essere fondamentalmente gay... magari un gay flessibile, che se innamorato riesce anche a fare l'amore con le ragazze, ma comunque sono gay.” “in realtà la mia sessualità preponderante è quella gay, anche se mi rifiuto di viverla.”
L’elemento di cui si avverte la mancanza nella tua descrizione dell’omosessualità è quello affettivo, è l’innamoramento verso un ragazzo. Sottolineo che un ragazzo gay della tua età in genere ha vissuto le sue esperienze non solo a livello sessuale ma soprattutto a livello affettivo, e spesso queste esperienze non sono facili, perché comportano l’idea di uscire da sé e di “amare” un ragazzo, un ragazzo vero, non il protagonista di un video, un ragazzo vero, con tutte le sue debolezze e tutte le sue contraddizioni. L’esperienza dell’innamoramento gay non è solo e nemmeno principalmente un’esperienza sessuale, è l’esperienza di un rapporto affettivo profondo in cui, di regola, quasi nulla va come era stato preventivato e alla fine il rapporto regge solo se c’è alla base un sentimento profondo, con tutte le sue valenze anche sessuali, ovviamente, ma in nessun caso riducibile solo ad un’esperienza sessuale. Per te, a 30 anni, l’idea di innamorarti di un ragazzo è solo un’ipotesi che non si è mai verificata. Vedo spesso ragazzi giovanissimi “follemente” innamorati di un loro amico, magari pure etero, e totalmente trasportati da questo sentimento in cui l’idea dell’esperienza sessuale è proprio l’ultimo dei pensieri. Nelle cose che tu dici la dimensione affettiva gay manca praticamente del tutto. Hai vissuto la masturbazione in chiave gay come una specie di “trasgressione privata” ma non hai mai vissuto un innamoramento gay e quando ti fermi a riflettere specificamente sulla sessualità gay dici: “il corpo maschile mi faceva anche un po' repulsione...e il pene non mi è piaciuto in nessun modo.” Queste espressioni sono decisamente inconciliabili con l’idea anche di una omosessualità solo sessuale.
Ma veniamo sul lato etero. Dici di avere “sempre avuto donne ed essendo stato appagato da loro” e poco dopo: “ho avuto una storia lunga con una ragazza e la amavo profondamente, mi masturbavo pensando a lei o ai nostri rapporti...mi eccitava molto e volevo farci sesso di continuo. Pensavo solo a lei…” Qui parli esplicitamente d’amore e l’elemento sessuale si integra perfettamente non quello affettivo. Non solo, ma una parentesi gay non ti ha allontanato dell’eterosessualità: “Quando la mia ex mi ha lasciato, con mio grande dispiacere perché ero ancora innamorato…”; “Dopo un po' di mesi ho risentito la mia ex e abbiamo fatto sesso, molto bello. L'attrazione c'era e anzi ho pensato per un attimo di essermi di nuovo innamorato di lei.” E qui di nuovo parli di innamoramento e non solo di sesso. E quando ti limiti al solo aspetto sessuale, scrivi: “quando ripenso ai momenti eccitanti con la mia ex penso di essere etero.”
Tiriamo le somme. Il quadro non è quello di un gay, o meglio di un gay al 100%, che non si interessa delle ragazze e che “si innamora” di ragazzi. La dimensione affettiva è essenzialmente etero. In una situazione del genere, cercare un rapporto di coppia gay basato solo sull’attrazione sessuale significa esporsi al rischio di grosse delusioni, perché, al di là di quello che la gente pensa, in ambito gay (parlo della stragrande maggioranza dei gay non dichiarati) l’affettività è assolutamente fondamentale. Tra i gay, come tra gli etero, le coppie che reggono sono quelle che hanno alla base un profondo rapporto affettivo. Per un gay nella stragrande maggioranza dei casi, dietro il sesso c’è una richiesta affettiva molto forte. Tra l’altro se non hai esperienza della realtà gay è bene andarci molto coi piedi di piombo perché il rischio delle malattie sessualmente trasmesse e in particolare dell’aids esiste eccome, quindi, sempre e comunque, massima prudenza!
Cerchiamo di restringere il campo: è ovvio che le categorie hanno un valore molto relativo, ma se ne dobbiamo usare una, io chiamerei in causa la bisessualità, ma con delle riserve non piccole, perché per parlare propriamente di bisessualità bisognerebbe trovare non solo, anche se in proporzione diversa, sia la masturbazione in chiave gay che quella in chiave etero, ma anche forme di innamoramento sia gay che etero sostanzialmente simili, cioè con analoghi coinvolgimenti affettivi. Aggiungo una cosa: i ragazzi che, come te, hanno avuto un’esperienza non superficiale e gratificante di sessualità etero, tendono a trasporre in modo quasi automatico in campo gay i loro comportamenti sessuali etero, cosa che spesso crea incomprensioni e difficoltà. Faccio solo un esempio: un ragazzo abituato alla sessualità etero e confortato dalla visione dei porno gay, è portato a pensare che la penetrazione anale sia l’elemento fondamentale della sessualità gay, cosa lontana dalla realtà. Mi chiedo, poi, come possa capire il senso della sessualità gay, che è la sessualità del simile e non quella del complementare, un ragazzo che dice: “il corpo maschile mi faceva anche un po' repulsione... e il pene non mi è piaciuto in nessun modo.”
Aggiungo una cosa, accade anche ai veri gay al 100% di aver rapporti con delle ragazze, nell’800 la cosa era frequente. Non credo affatto che tu ti trovi in questa condizione. Raffalovich nel 1896 descriveva con queste espressioni i rapporti dei veri omosessuali con le donne: “una forzatura, una cosa sostanzialmente “non sessuale”, uno sforzo della volontà che rappresenta una violenza alla volontà libera, in sostanza una forma di onanismo incapace di lasciare ricordi.” È evidente che il tuo punto di vista nei confronti della sessualità etero non è quello tipico dei gay al 100%.
In buona sostanza ci andrei molto cauto prima di “provare” (espressione che un vero gay non userebbe mai) una relazione con un ragazzo.
Aggiungo una cosa: il problema dei ragazzi bisessuali non è nell’accettare il proprio lato gay, ma nel fatto che una vita di coppia, etero o gay che sia, richiede una forma di esclusività. Per un gay formare una coppia gay stabile può essere profondamente stabilizzante e gratificante, per un bisessuale vuol dire rinunciare all’altra metà del cielo e il desiderio dell’altra metà del cielo si manifesta particolarmente forte quando un rapporto di coppia lo esclude.



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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: mercoledì 9 novembre 2016, 14:02 

Iscritto il: martedì 8 novembre 2016, 19:54
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Non posso che ringraziarvi per le vostre analisi davvero profonde...
Avete ragione su tutto, non servono etichette ma se proprio dobbiamo usarne una sarò un bisex prevalentemente etero. D'altronde la sessualità è una cosa molto complessa formata da più dimensioni e non necessariamente siamo sulla stessa posizione per ciascuna di queste dimensioni.

PROJECT: Hai veramente un dono grande. Hai capito esattamente come sono. Infatti quando dici che la mia esperienza sessuale gay è stata solo "soggettiva" dici la verità, perché non solo io vedo il maschio come un amico (e infatti ho sempre prima fatto amicizia coi miei "partner") ma l'esperienza che metto in piedi con loro è monodirezionale, nel senso che mi piace mettermi in gioco e mai dare piacere al partner. Un po' come se il ragazzo sia solo "un giocattolo" e non una persona...e in effetti questo combacia alla perfezione con tutto il tuo discorso.
E' come se io volessi una specie di bambola gonfiabile da utilizzare come voglio per poi, in fondo, masturbarmi solamente guardandola. Dico questo perché in tutte le mie esperienze gay (se così possiamo chiamarle), dopo un'eccitazione iniziale, mi sono subito "stufato" e addirittura, oltre a una forte repulsione per quello che avevo fatto, non riuscivo neanche a venire...sono dovuto venire sforzandomi praticamente ogni volta. Oppure non sono proprio venuto. Ho notato invece sempre, dall'altra parte, un forte interesse per il pene e una grande propensione ad avere un orgasmo in presenza di un altro maschio. Quindi mi sono chiesto se magari fossi io ad avere un problema o se proprio dovevo smetterla con i maschi...perché tanto masturbare o fare una fellatio ad un uomo non solo non mi piace, ma mi fa pure senso...e avere un rapporto anale è come masturbarmi da solo...niente di così coinvolgente come con una donna.
Tra l'altro se mi eccito pensando ad una donna e dopo poco ripenso ad un uomo quest'ultimo non solo non mi attrae più, ma mi fa anche un po' senso.
Insomma, considerando queste cose che ho appena scritto e aggiungendo, come fai notare tu, che io gli uomini li sento solo amici e non me ne sono mai innamorato (tra l'altro per 27 anni non ho proprio avvertito neanche il "peso" di questa masturbazione in chiave gay, come se non ce l'avessi proprio) penso che non ha proprio senso illudere un ragazzo gay proponendogli una frequentazione per poi lasciarlo dopo poco perché non fa per me...
Anzi, come dice Alyosha, me ne starò buono da solo per un po', cercando di darmi una calmata.
Il mio vero problema è che è molto tempo che non esco con una donna, nonostante io sia in assidua ricerca (in 3 anni ho sentito decine di donne, ma di questi tempi è davvero difficile trovarne una giusta e che esca con te...).
Fammi sapere che ne pensi di queste ultime cose.

Grazie mille!!! Ti sarò sempre grato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: mercoledì 9 novembre 2016, 16:59 
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"Il mio vero problema è che è molto tempo che non esco con una donna, nonostante io sia in assidua ricerca (in 3 anni ho sentito decine di donne, ma di questi tempi è davvero difficile trovarne una giusta e che esca con te...)".

Ecco questo scrivilo ai nostri amici gay, che son tutti convinti che il problema di trovare un partner adeguato sia solo il loro :lol: Ah quanto gli farebbe bene confrontare le loro problematiche con quelle dei ragazzi etero, scoprirebbero di avere molti più problemi in comune di quelli che pensano...


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: mercoledì 9 novembre 2016, 22:42 
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Beh, francamente credo che il tuo secondo post sia così esplicito che non c’è bisogno di alcuna spiegazione. Vorrei però fermare l’attenzione sul fatto che in un rapporto di coppia, sia esso etero o gay, la cosa che conta veramente non è nemmeno il sesso ma il volersi bene, e sono due piani diversi. Ho seguito da poco la storia di due ragazzi, uno lavorava e l’altro no e questo per il ragazzo disoccupato era un elemento di stress fortissimo. Il suo compagno gli è stato vicino operativamente, la ricerca del lavoro l’hanno fatta in due e tra loro, anche se c’erano problemi economici, perché vivere in due con un solo stipendio e per giunta basso era oggettivamente difficile, non ci sono mai stati problemi di coppia. Poi il ragazzo disoccupato ha trovato lavoro ma in condizioni di grosso disagio, aveva un capo che lo sfruttava e lo pagava se e quando voleva. Il ragazzo tornava a casa umiliato e depresso e il compagno lo ha incoraggiato a licenziarsi e a cercare ancora. Finalmente è venuto fuori un altro lavoro, non entusiasmante a livello economico ma tranquillo e in mezzo a gente tranquilla. La vita di coppia di questi due ragazzi è stata la valvola di sicurezza che ha permesso loro si superare una crisi che rischiava di essere veramente distruttiva. Il ragazzo che cercava lavoro mi diceva: “Mi sentivo tranquillo, quando arrivavo a casa sapevo che lui mi aspettava e mi voleva bene e che una volta chiusa la porta tutte le cose brutte restavano fuori e dentro ci stavamo solo noi. Non immagini la sensazione di tenerezza, in due sul divano, chiusi nella coperta (a casa c’è un riscaldamento che non scalda nulla) a guardare la TV, ero proprio felice!” Questa storia è la storia di due ragazzi ma potrebbe benissimo essere la storia di una coppia etero. Tra questi ragazzi c’era anche sesso ma non c’era solo sesso e cercavano di vedere ciascuno con gli occhi dell’altro. Voglio dire che il sesso è una componente della vita affettiva e non è nemmeno la più importante. Il sesso vissuto “con amore” è una cosa bellissima, vissuto senza amore è una forma di egoismo che non potrà mai dare una gratificazione profonda.
Faccio una richiesta esplicita a te e ad Aliosha. Vorrei riportare questa discussione nel manuale “Essere Gay” (si trova facilmente scorrendo la home del Forum) nella sezione dedicata alla bisessualità. Vi chiedo l’autorizzazione a riportare lì l’intera discussione. Posso, se lo ritenete opportuno, cambiare i nick. Vi ringrazio anticipatamente e aspetto la vostra risposta.



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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 9:25 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Dunque vediamo fammela tirare un po'.... un'altro po'... fatto
Ok per me puoi pubblicare :D.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 11:13 

Iscritto il: martedì 8 novembre 2016, 19:54
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Fai pure...e grazie ancora per tutto!


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 15:25 
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Iscritto il: venerdì 22 agosto 2014, 14:45
Messaggi: 218
pratoditurno ha scritto:
Avete ragione su tutto, non servono etichette ma se proprio dobbiamo usarne una sarò un bisex prevalentemente etero. D'altronde la sessualità è una cosa molto complessa formata da più dimensioni e non necessariamente siamo sulla stessa posizione per ciascuna di queste dimensioni.

In questo forum in molti sanno come la penso sulla bisessualità.
Onestamente, io alla bisessualità ci credo poco. Ho sentito spesso di ragazzi bisessuali, che gira e rigira avevano un interesse preponderante per lo stesso sesso e si nascondevano dietro il fatto che magari ogni tanto una ragazza la frequentassero o il corpo delle donne non gli facesse schifo.
Io sono omosessuale, eppure le donne non mi fanno schifo, semplicemente il loro corpo non mi provoca eccitazione. Anzi, spesso ritengo una donna affascinante, bella, la contemplo pure ma, voglio dire, si ferma là. E lo stesso potrebbe benissimo dirsi per un ragazzo etero nei confronti di un altro ragazzo (nonostante questo sia in un certo senso vietato per via dei tabù sociali).
Pratoditurno, avessi avuto 20 anni forse sarei stato più comprensivo e meno severo, d'altronde saresti ancora stato un ragazzino. Ma hai 30 anni, sei un uomo ormai. Dovresti avere una chiara idea di quello che sei. Avessi avuto 60 anni, avrei anche passato perché giustamente ti saresti trascinato certe costruzioni del passato che assolutamente vietavano l'omosessualità e ogni tanto vengono qui degli uomini di una certa età che raccontano di come hanno vissuto male la cosa. Ma nel tuo caso è diverso, sei adulto e vaccinato, giovane ma non troppo e non penso che a 30 anni possano gravarti le stesse ideologie omofobe che hanno afflitto un sessantenne o che tu possa avere la stessa insicurezza di un ragazzino.
Ho dato un'occhiata alla risposta di project, che non condivido. E qui il rischio è che magari tu possa startene sereno dietro la dicitura di "bisessuale", magari in un certo senso illuderti che tu possa tranquillamente passare il resto della tua vita con una donna. Sia chiaro che non ho nessun odio nei confronti dei bisessuali, e sono il primo a pensare che sia veramente triste doversi schematizzare dietro delle etichette che dovrebbero, in un certo senso, "regolare" la nostra vita secondo determinati criteri.
Ma tu stesso racconti di come le tue fantasie sessuali siano prevalentemente a carattere omo, penso che detto questo, sia detto tutto. È ovvio che poi, quando parliamo di incontri reali (chiaramente omosessuali), ci stacchiamo da quelle fantasie/astrazioni, e dobbiamo appunto scontrarci con la realtà. E allora in quel caso l'erezione viene meno, magari viene anche un po' meno l'eccitazione o quant'altro semplicemente perché quando ci si masturba si è da soli e si ha completa conoscenza del proprio corpo, con cui si ha confidenza. Nel momento in cui si hanno dei rapporti sessuali con un altra persona, significa che due persone devono rapportarsi l'uno con l'altro, e capisci che non è facile. Ci si stacca da quella sessualità astratta e ci si rapporta ad una che è invece concreta e con cui non si ha la stessa confidenza della masturbazione, è ovvio che di conseguenza l'erezione può non durare o si è meno affiatati. Quella è una cosa che si acquisisce gradualmente, la stessa gradualità che tu hai conquistato quando tu racconti che riesci a fare l'amore con la tua ex.
Poi, pratoditurno, permettimi di dire una cosa: riallacciandomi a quello che ti ho detto all'inizio, essere omosessuali non significa che non si può riconoscere una bella donna. Un omosessuale non è un uomo impotente con le donne, può fare l'amore con una donna. Semplicemente non gli piace, non rappresenta la sua natura.
Poi magari tu sarai innamoratissimo della tua ex ragazza, io questo non lo metto in dubbio, ma direi che è un amore nato secondo i canoni che la società ha costruito per te e a cui tu ti sei adattato. Quando ero piccolo (mi viene in mente in prima media), anche io mi innamoravo di bambine, poi ho gradualmente preso coscienza e ora non riuscirei ad innamorarmi di una ragazza.
La cosa migliore secondo me sarebbe uscire con un ragazzo, senza che l'incontro abbia qualche fine sessuale, semplicemente per una conoscenza. Purtroppo so che è difficile perché nella melma di queste applicazioni e di queste chat (che trovo davvero squallide, mi chiedo quando faranno magari delle applicazioni un po' più pulite) è pieno di persone per niente raccomandabili, occorre fare una grande scrematura e poi forse si trova qualcuno, ma questo se si abita in grandi città. Ma da come racconti non devi avere questo problema, dal momento che dici di aver avuto diverse possibilità di frequentazioni con dei ragazzi, quindi deduco che non abiti in un paesino fuori dal mondo.
Tu stesso racconti che la tua sessualità prevalente è quella gay, penso che tu ti sia risposto da solo. E sai che ti dico? Che una persona omosessuale può tranquillamente condurre una vita serena, con gli stessi amici, le stesse ambizioni lavorative e via dicendo. Il fatto che si è omosessuali non significa che si debba condurre una vita diversa da quella di un etero, assolutamente. Non esistono "vite da gay" e "vite da etero", perché mi sembra che questo sia il tuo timore. Un uomo gay è semplicemente un uomo che si lega affettivamente e sessualmente ad altri uomini, stop.
Ad ogni modo, una vita serena come omosessuali secondo me la si può condurre bene solo in città di una certa grandezza, assolutamente fuori dai contesti familiari, perché se si vive ancora a casa con mamma e papà allora è impossibile (io comunque parlo per me, a cui non dirò mai della mia omosessualità, poi magari ci sono genitori più aperti ma insomma, non è così frequente).
Però penso che qui si stia correndo troppo, tu sembri ancora poco accettato e io ti sto già parlando di questo, ma il succo del mio discorso è che avere questo timore di essere omosessuali al giorno d'oggi è proprio anacronistico, specie se si è trentenni ed indipendenti.
Vivi la vita senza paranoie, perché ricordati che è una sola.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi sono capito ma non so più che fare...
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 19:35 

Iscritto il: martedì 8 novembre 2016, 19:54
Messaggi: 10
Caro Geografo,

ti ringrazio per la tua opinione, che rispetto, ma non condivido. Non la condivido non perché voglio essere etero a tutti i costi quando è chiaro che non lo sono, ma perché come hai potuto leggere non sono neanche gay.
Se neghi l'esistenza della bisessualità, con tutte le sue sfumature, neghi decenni di studi e di progressi sulla sessualità umana, che è una materia estremamente complessa.
Molti gay convinti mi hanno fatto il tuo stesso discorso ma, se ci pensi bene, queste sono solo speculazioni. Tu dici che il amore eterosessuale era dettato solo da condizionamenti esterni e che il sesso lo facevo giusto perché sono un uomo e quindi non sono impotente.
Ma quanti di questi gay, compreso tu, hanno avuto un innamoramento profondo per una donna? Quanti, per anni, hanno desiderato solo lei, pensato solo a lei e tutti i giorni della loro vita a tutte le ore ce l'avevano duro pensando di fare l'amore con lei? Quanti hanno sognato ogni giorno di sposarla? Quanti si sono masturbati pensando a lei o al sesso con lei? A quanti affioravano continuamente immagini di lei nuda nella masturbazione?
E poi: quanti di questi hanno solo fantasie di tipo contemplativo sui maschi, ma poi, all'atto pratico, non amano il sesso fra uomini?
Ecco, come vedi quelle di tanti gay sono solo parole ma non sono giustificate dalla prassi. Se questi gay avessero provato queste e molte altre cose non la penserebbero così.
Con questo io non voglio dire che non è possibile che un giorno, dopo molti tentativi, io troverò un amore gay, chi può dirlo? Nessuno.
Ma non credo che essere così rigidi come sei tu, quando tutti sanno che la bisessualità esiste, serva a qualcosa, men che meno a rassicurare me.
Io non sono omosessuale come te, come tu non lo sei come un altro gay ecc. ecc., è tutto soggettivo.

Un saluto


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