NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Che cosa significa essere gay
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NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da progettogayforum » domenica 14 ottobre 2018, 18:45

Questo post è dedicato al concetto di “normalità”. Il termine, etimologicamente postula l’esistenza di una “norma”, nel senso di regola, legge, criterio, e indica la conformità a quella regola, legge o criterio. La normalità di una procedura indica che la regola è stata esattamente seguita e “normale” è sinonimo di legale, regolare, conforme al criterio assunto. Nell'ambito legale il termine normalità non crea particolari problemi perché la “norma” è definita in modo formale e aprioristico e la conformità è una proprietà di tipo esclusivamente logico. Non normale, illegale o irregolare sono categorie definite rispetto a definizioni astratte.

Quando invece si cerca di definire il concetto di normalità non per comportamenti astratti rispetto ad una regola ugualmente astratta, ma per comportamenti concreti che si rilevano in natura, l’esistenza della norma non si può definire in astratto ma va desunta sulla base di un criterio che possa validarla in modo credibile e l’unico criterio di normalità accettabile è quello fondato sulla statistica, per cui è normale quello che accade “nella maggior parte dei casi”, ma qui, diversamente dalla normalità logica che è solo conformità a una regola astrattamente definita, è impossibile definire un criterio certo per distinguere ciò che è normale ciò che non lo è. Se la media delle altezze dei ragazzi di una certa età è di 175 cm, entro quale intervallo si potranno considerare normali le altezze? 170-180 oppure 160-190? Resta che in ogni caso l’assunzione di un criterio di normalità è comunque arbitraria.

L’osso incano

È noto che nelle popolazioni Incas era frequente trovare un osso impari del cranio, detto “osso incano” non presente in altre popolazioni. Ci si chiede se la presenza dell’osso incano sia normale, visto che nella grandissima maggioranza della popolazione mondiale l’osso incano è assente e qui entra in gioco accanto al concetto di normalità quello di “variante normale”, se non si vuole ammettere il carattere patologico dell’osso incano, che non avrebbe nessuna motivazione se non la non conformità con la norma statistica, bisogna ammettere che esistono più tipi normali di cranio, alcuni senza l’osso incano e altri con l’osso incano. La normalità quindi non è definita sulla base di un unico criterio ma di una pluralità di criteri alternativi, per cui è normale ciò soddisfa uno di quei criteri. In questo modo, per esempio, esiste una pluralità normale di gruppi sanguigni, e appartenere a un gruppo o all'altro non ha nulla di patologico. La variabilità continua delle caratteristiche naturali comporta già ictu oculi una enorme variabilità delle caratteristiche morfologiche degli individui legata alla loro storia genetica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (http://new.paho.org/hqindex.phpoption=c ... _view&gid= 17703&Itemid), in un fondamentale documento dell’Organizzazione Panamericana della Sanità (Ufficio Regionale della Organizzazione Mondiale della Sanità), intitolato “CURE” PER UNA MALATTIA CHE NON ESISTE, avente ad oggetto le presunte terapie volte a cambiare l’orientamento sessuale, nel riconoscere che tali terapie (le cosiddette terapie riparative o terapie di conversione) mancano di giustificazione medica e sono eticamente inaccettabili, si esprime come segue:

L’omosessualità come variante naturale e non patologica

Gli sforzi volti a modificare gli orientamenti sessuali non eterosessuali non hanno giustificazione medica in quanto l’omosessualità non può essere considerata una condizione patologica.(1) I professionisti concordano sul fatto che l’omosessualità rappresenta una variante naturale della sessualità umana, senza alcun effetto intrinsecamente nocivo sulla salute delle persone interessate o delle persone vicine a loro. In nessuna delle sue manifestazioni individuali l’omosessualità costituisce un disturbo o una malattia e quindi non necessita di cura. Per questo motivo l’omosessualità è stata rimossa da diversi decenni dai sistemi di classificazione delle malattie.(2)

(1) American Psychiatric Association (2000). Therapies Focused on Attempts to Change Sexual Orientation (Reparative or Conversion Therapies): Position Statement. Anton, B. S. (2010). “Proceedings of the American Psychological Association for the Legislative Year 2009: Minutes of the Annual Meeting of the Council of Representatives and Minutes of the Meetings of the Board of Directors”. American Psychologist, 65, 385–475. Just the Facts Coalition (2008). Just the Facts about Sexual Orientation and Youth: A Primer for Principals, Educators, and School Personnel. Washington, DC.
(2)World Health Organization (1994). International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems (10th Revision). Geneva, Switzerland. American Psychiatric Association (2000). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders(4th ed.,text revision). Washington, DC.

Nonostante tutto, l’ignoranza fa bene il suo lavoro e costituisce il terreno di coltura ideale dell’omofobia. In alcuni settori l’omofobia, più o meno mascherata da “difesa della normalità”, continua a fare danni e a seminare odio, e qui, a proposito della normalità va ricordato il concetto di “normalizzazione”, che nei regimi totalitari equivale all'eliminazione del dissenso, all'omologazione forzata e alla sostanziale repressione della libertà. Non dimentichiamoci mai che il progresso civile non è spontaneo ma è il risultato di un impegno incessante e di una spinta morale condivisa e che, venendo meno l’impegno e la spinta morale, le conquiste delle libertà civili potrebbero essere messe in forse e potrebbero venire cancellate.

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agis
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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » domenica 14 ottobre 2018, 20:00

progettogayforum ha scritto:
Quando invece si cerca di definire il concetto di normalità non per comportamenti astratti rispetto ad una regola ugualmente astratta, ma per comportamenti concreti che si rilevano in natura, l’esistenza della norma non si può definire in astratto ma va desunta sulla base di un criterio che possa validarla in modo credibile e l’unico criterio di normalità accettabile è quello fondato sulla statistica, per cui è normale quello che accade “nella maggior parte dei casi”, ma qui, diversamente dalla normalità logica che è solo conformità a una regola astrattamente definita, è impossibile definire un criterio certo per distinguere ciò che è normale ciò che non lo è. Se la media delle altezze dei ragazzi di una certa età è di 175 cm, entro quale intervallo si potranno considerare normali le altezze? 170-180 oppure 160-190? Resta che in ogni caso l’assunzione di un criterio di normalità è comunque arbitraria.
Già, già ^_^
Ma se, in conclusione, l'assunzione di un criterio di normalità è comunque arbitraria, checc'incastrano astrazione, concretezza e natura? ^_^

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agis
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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » lunedì 15 ottobre 2018, 16:44

Bene, vedo che il quesito non ha riscosso il tuo interesse project. Mi limiterò dunque a convenire ancora una volta con te sul fatto che in certe cose è necessaria molta attenzione e prudenza.
A prescindere dagli impegni di una morale per la quale anche molti tra noi vanno cercando, a mio avviso incongruamente, una fondazione metafisica trovandosi in difetto per altre possibili argomentazioni, non si può non tener presente il fatto che fu molto diffusa inizialmente tra gli antichi ed ancor ai tempi nostri ha dato considerevoli prove di vitalità la convinzione che le leggi altro non fossero che espressioni della volontà di esseri/enti/istituzioni che avessero semplicemente il potere di farle rispettare. Piuttosto che arrovellarsi su concretezze, astrazioni, statistiche o su una natura la cui applicazione ha comunque sempre il senso tautologico di assunzione di una norma che può essere arbitraria quanto ci pare, ritengo che il semplice compito in cui si sta gradualmente riuscendo non a vincere - compito impossibile in democrazia - ma a convincere la maggioranza "etero" sia inizialmente quello di liberare il sesso dall'impegno soffocante di un'oggettivazione unicamente riproduttiva a favore della centralità dei suoi aspetti ludici. Quando poi ci si chiederà, una volta raggiunto pienamente l'obiettivo, come possa una stessa coppia significante/significato essere applicata tanto ad una situazione ludica quanto riproduttiva, la natura categoriale e non oggettiva in sé stessa del sesso sarà evidente pure ad una talpa neonata. A quel punto, forse, figliuoli miei, individualisti immaginari, categorie come omosessualità, eterosessualità, bisessualità, transessualismo e/o quant'altro potrebbero cominciare a passar di moda. Sempre che molti non provino troppa nostalgia per quelle comode omo-logazioni così positiviste, così romantiche, così vintage ^_^.

k-01

Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da k-01 » mercoledì 31 ottobre 2018, 21:52

Non dimentichiamoci mai che il progresso civile non è spontaneo ma è il risultato di un impegno incessante e di una spinta morale condivisa e che, venendo meno l’impegno e la spinta morale, le conquiste delle libertà civili potrebbero essere messe in forse e potrebbero venire cancellate.
Proprio perché l'omofobia non passa per conto suo come l'influenza e i diritti non si affermano senza lotta non capirò mai le tue posizioni che vanno proprio in direzione opposta, cioè nel senso della de-emancipazione.

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da progettogayforum » giovedì 1 novembre 2018, 0:04

Ci sono tanti modi di lottare contro l'omofobia e contro mille altri oscurantismi e pregiudizi, lo dico con tutta onestà, non capisco come possa sembrare che io cerchi di remare in senso opposto, è esattamente il contrario di quello che ho sempre cercato di fare. Forse ho prodotto l'effetto contrario a quello sperato, può anche essere, ma se è successo è comunque il contrario di quanto ho sempre cercato.

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » giovedì 1 novembre 2018, 11:02

progettogayforum ha scritto:Ci sono tanti modi di lottare contro l'omofobia e contro mille altri oscurantismi e pregiudizi, lo dico con tutta onestà, non capisco come possa sembrare che io cerchi di remare in senso opposto, è esattamente il contrario di quello che ho sempre cercato di fare. Forse ho prodotto l'effetto contrario a quello sperato, può anche essere, ma se è successo è comunque il contrario di quanto ho sempre cercato.
Sì vabbè project è un discorso già proposto altre volte sia da me che, ancor meglio a mio avviso, da Alessio/Alyosha sul quale tu sei rimasto legittimamente sulle tue posizioni e noi sulle nostre. Riassumendolo brevemente, a me pare che, qualora si proponga ai gay come tu fai anche nei tuoi scritti una rimozione/depotenziamento della sessualità a favore della triade sentimentale amicizia/affetto/amore possa venir naturale chiedersi specialmente ad un giovane che gli spiriti li ha giustamente bollenti perché ai ragazzi etero siano comunque socialmente concesse esplicitazioni della sessualità (come ad esempio il baciarsi per strada) che a noi in quanto gay non lo sono o che comunque ancor oggi sul piano pratico comportano rischi variabili dalla riprovazione esplicita sino alla manica di legnate. Delle due l'una a me pare: o questa rimozione la si propone per tutti o - molto meglio a mio avviso - per nessuno. Tu, proponendo certe soluzioni solo ai gay, corri il rischio di apparire, a mio avviso ingiustamente, omofobico e de-emancipatorio perché in realtà il tuo vero problema non è tanto quello della omofobia ma di cospicui residui di sessuofobia interiorizzata.

Ciò detto non è che chi ti scrive sia necessariamente esente da questo problema. Ancor oggi mi vado interrogando su quanto della "riservatezza" che ho sempre riferito qui ed altrove alla mia sessualità personale non sia in realtà legata ad un generico problema di sessuofobia interiorizzata che, come tale, può tranquillamente interessare anche gli etero. Ma, a questo proposito, com'è kappino che un ragazzo etero riservato viene per lo più definito "timido" o, al peggio, "imbranato" e non "eterofobico" od "omonormativo" mentre un identico atteggiamento suscita nella cosiddetta comunità gay accuse di repressione, omofobia, eteronormatività ecc. ecc.? Bisogna a mio avviso fare molta attenzione a non ritrovarsi invischiati in ragnatele pseudo-normative ancora peggiori di quelle di quei preti che tanto diciamo di esecrare. Ho tentato di chiamarla scherzosamente altrove la "sindrome di Giuliano l'Apostata" perché non è e non è mai stato mio intendimento quello di opporre all'abbattimento di certe chiese la costruzione di una nuova e fiammante chiesa gaya ^_^.

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da progettogayforum » giovedì 1 novembre 2018, 13:30

Agis, ti posso garantire che in certe giornate mi sento così totalmente sbandato e confuso che non riesco neppure a seguire i ragionamenti se non sono estremamente semplici, avrei bisogno di altro per dare un senso alla vita, almeno a quello che resta, ma la frustrazione, dovuta alla mia meschinità mentale e spirituale è la mia compagna più fedele. È tempo di lasciare ad altri i massimi sistemi o i problemi comunque troppo grandi per me o ormai relegati nei ricordi, avrei bisogno soprattutto di riposo e di coraggio, ma per me è difficile andare oltre la mia meschinità. Scusami se la mia risposta non c’entra niente ma oggi mi sento così.

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agis
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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » giovedì 1 novembre 2018, 15:51

Non aspettare d'esser morto per chiuder gli occhi project. Se li chiudi già adesso avvertirai la scomparsa di un gran numero di presunti dati a favore di un numero ancor maggiore di fatti. Giudico la tua pretesa meschinità in base al considerevole numero dei tuoi fatti del tutto fuori luogo e fuori discussione. Più comprensibile invece la frustrazione che equivale, a mio avviso, alla consapevolezza propria della vecchiaia di poter dar luogo ad un numero di fatti progressivamente decrescente. Vabbè non me ne starei a fare un problema eccessivo tuttavia. Ci si può sempre consolare con l'antico detto

Si fa ciò che si può

E se così non fosse e si credesse ad una realtà oggettiva rispetto alla quale considerarsi meschini, il contenuto di questa realtà dovrebbe costantemente presentarsi più ricco rispetto a quello della nostra ideazione.
Peccato che io, nella cosiddetta realtà oggettiva, di unicorni, cavalli alati o asini che volano non ne abbia mai visti. Se ne vedi qualcuno fammi un fischio. Ciò nondimeno un mondo dove i gabbiani scavino e le talpe s'involino nell'aere sereno se anche non presente in una realtà oggettiva può sempre venire... progettato Hai visto mai? ^_^ 8-)

AlbusDumbledore
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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da AlbusDumbledore » domenica 1 settembre 2019, 19:40

Volevo pubblicare un link che ho letto questa mattina per caso, tra le notizie che ho random sum mio cellulare.
Molto probabilmente non porto nulla di nuovo al forum, ma colgo l'occasione di condividere con voi qualcosa.
Credo di non errante nel pubblicarlo qui.

https://www.ilpost.it/2019/08/30/geni-o ... -ambiente/

Mi stupisco del faccio che ancora oggi avvengano tali scoperte (buongiorno a tutti!) ma almeno portiamo avanti un po' la concezione che non veniamo da Marte, non siamo verdi e non abbiamo nessun UFO parcheggiato da qualche parte.

L'unica cosa che un po' mi mette à disagio è che, secondo l'articolo, esiste una componente genenica (minima e poco rilevante, è vero, ma c'è) che giustificherebbe l'orientamento affettivo di una persona.
La mia domanda è: posto che noi siamo dotati di un codice genetico, è possibile che ogni nostra caratteristica, fisica e comportamentale, ogni nostro aspetto caratteriale e ogni nostra scelta di vita (come può essere il proprio orientamento affettivo) sia in realtà scritto nel codice genetico?
Se la risposta fosse affermativa, ipotesi un po' sostenuta dall'articolo, mi spaventa un po' l'idea che le mie scelte siano in un certo senso... già scritte.
L'omosessualità non è una scelta, okay, non è una malattia, okay.... posso chiamarla preferenza?
La scelta del colore preferito, del genere di libri preferito, del piatto preferito... queste sono tutte cose che non possono essere nel mio DNA anche se fanno parte della mia personalità. Ma l'orientamento sessuale?
Io preferisco avere un ragazzo al mio fianco e questa è, appunto, una mia preferenza che credo rientri nella mia personalità, non nel mio codice genetico.


In ogni caso, rispondendo ai post (spero in maniera sensata), è vero che c'è una maggiore discriminazioni tra atti affettivi etero e omo ma il motivo è palesemente chiaro, altrimenti questo forum neanche esisterebbe, no?
Inoltre la sessuofobia c'è anche tra gli etero, quello sicuro, ma c'è una differenza. Un etero non ha bisogno di accettare la propria sessualità e agli occhi degli altri può apparire impacciato, riservato, ma non sessuofobico, mentre per un omo potrebbe essere più difficile accettarsi per il suo pensiero sbagliato di essere anormale ed è più comune un caso del genere che non l'essere sessuofobico.
Cioè vengono usati i problemi più comuni e più conosciuti. La sessuifobia non so quanto sia comune o conosciuta.
Forse ci sarebbe da aprire un topic a parte su questo per non andare OT qui...
Comunque io parlo ma sempre nel rispetto di chi è più esperto di me su queste tematiche.
"La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi."

Bertrand Russell

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da progettogayforum » domenica 1 settembre 2019, 20:49

Caro Albus,
lo studio che citi è molto serio ma dice cose che in fondo sono ovvie per chiunque si interessi di sessualità in un modo minimamente serio. Io credo che si sottovaluti ancora moltissimo il peso della genetica nei comportamenti e poi oggi alla genetica si è aggiunta l’epigenetica che è ancora ad uno stadio molto iniziale.
La probabilità a priori che un ragazzo sia gay è circa l’8%, ma se quel ragazzo ha un fratello gemello monozigote gay, la probabilità sale al 50%. È evidente che la genetica c'entra ma non basta. La genetica prevede una serie pressoché infinità di possibilità, di queste alcune si esprimono, altre no, perché l’ambiente (sia in fase prenatale che perinatale e anche molto oltre) agisce tramite un meccanismo epigenetico e determina quali geni debbano esprimersi e quali no. Ma oltre la genetica e l’epigenetica c’è l’adattamento che, con meccanismi di tipo endocrino, neurologico e quindi anche culturale, provoca una retroazione epigenetica che determina i comportamenti. Siamo ancora molto legati a concetti di tipo spiritualistico e a pensare che una scelta debba essere "libera", se si tratta di libertà rispetto a meccanismi esterni e artificialmente indotti, ok, posso condividere, ma tutte le scelte sono il risultato di una catena di eventi biochimici che non può che essere deterministica. La libertà dall’imposizione esterna è una cosa tutto sommato facile da immaginare anche se non sempre da realizzare, la libertà dai propri condizionamenti culturali è certo molto più difficile da realizzare, ma la libertà dai meccanismi dell’hardware del pensiero, cioè dalla struttura del cervello, dal determinismo genetico ed epigenetico è inconcepibile.
Mi fermo un attimo sulle diverse prospettive gay e etero. Si tratta di realtà profondamente differenti. Nel mondo etero la sessualità è intrinsecamente legata alla procreazione, tanto che il preservativo non era nato come difesa dall’HIV ma come meccanismo anticoncezionale. La sessualità gay, che è in genere una cosa molto meno socializzata di quella etero appartiene ai ragazzi interessati e non ai loro amici e alle loro famiglie. Mi spiego meglio: un ragazzo gay nel trovarsi un ragazzo non pensa a quello che ne possono dire gli altri, non si sente condizionato dal giudizio altrui. Quando gestivo un sito sulla vita di coppia (essenzialmente etero) erano comunissime le lamentele dei ragazzi per l’intromissione dei genitori che cercavano più o meno scopertamente di orientare la vita sessuale del figlio indirizzandolo verso la ragazza ritenuta giusta. Insomma essere gay è difficile, ok, non lo nego affatto, ma non pensiamo che essere etero sia come camminare sul velluto, direi che non è per niente così.

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