NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Che cosa significa essere gay
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agis
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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » lunedì 2 settembre 2019, 9:20

AlbusDumbledore ha scritto:
domenica 1 settembre 2019, 19:40
Volevo pubblicare un link che ho letto questa mattina per caso, tra le notizie che ho random sum mio cellulare.
Molto probabilmente non porto nulla di nuovo al forum, ma colgo l'occasione di condividere con voi qualcosa.
Credo di non errante nel pubblicarlo qui.

https://www.ilpost.it/2019/08/30/geni-o ... -ambiente/

Mi stupisco del faccio che ancora oggi avvengano tali scoperte (buongiorno a tutti!) ma almeno portiamo avanti un po' la concezione che non veniamo da Marte, non siamo verdi e non abbiamo nessun UFO parcheggiato da qualche parte.

L'unica cosa che un po' mi mette à disagio è che, secondo l'articolo, esiste una componente genenica (minima e poco rilevante, è vero, ma c'è) che giustificherebbe l'orientamento affettivo di una persona.
La mia domanda è: posto che noi siamo dotati di un codice genetico, è possibile che ogni nostra caratteristica, fisica e comportamentale, ogni nostro aspetto caratteriale e ogni nostra scelta di vita (come può essere il proprio orientamento affettivo) sia in realtà scritto nel codice genetico?
Se la risposta fosse affermativa, ipotesi un po' sostenuta dall'articolo, mi spaventa un po' l'idea che le mie scelte siano in un certo senso... già scritte.
L'omosessualità non è una scelta, okay, non è una malattia, okay.... posso chiamarla preferenza?
La scelta del colore preferito, del genere di libri preferito, del piatto preferito... queste sono tutte cose che non possono essere nel mio DNA anche se fanno parte della mia personalità. Ma l'orientamento sessuale?
Io preferisco avere un ragazzo al mio fianco e questa è, appunto, una mia preferenza che credo rientri nella mia personalità, non nel mio codice genetico.


In ogni caso, rispondendo ai post (spero in maniera sensata), è vero che c'è una maggiore discriminazioni tra atti affettivi etero e omo ma il motivo è palesemente chiaro, altrimenti questo forum neanche esisterebbe, no?
Inoltre la sessuofobia c'è anche tra gli etero, quello sicuro, ma c'è una differenza. Un etero non ha bisogno di accettare la propria sessualità e agli occhi degli altri può apparire impacciato, riservato, ma non sessuofobico, mentre per un omo potrebbe essere più difficile accettarsi per il suo pensiero sbagliato di essere anormale ed è più comune un caso del genere che non l'essere sessuofobico.
Cioè vengono usati i problemi più comuni e più conosciuti. La sessuifobia non so quanto sia comune o conosciuta.
Forse ci sarebbe da aprire un topic a parte su questo per non andare OT qui...
Comunque io parlo ma sempre nel rispetto di chi è più esperto di me su queste tematiche.
Non ci ho capito nulla. Sarà l'età.

AlbusDumbledore
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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da AlbusDumbledore » lunedì 2 settembre 2019, 12:37

agis ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 9:20
Non ci ho capito nulla. Sarà l'età.
XDXD

Scusami Agis, sicuramente mi sono espresso male io. :D

La mia domanda era inerente all'articolo che avevo postato, nel quale si afferma che l'essere omosessuali dipenda in una piccola parte da una componente genetica e da caratteristiche ambientali.
Mi sono chiesto allora quante delle mie preferenze (non sono sull'orientamento affettivo ma anche su preferenze più blande come il colore preferito, il piatto preferito e così via) dipendessero da componenti genetiche o ambientali.
Ho sempre considerato la mia omosessualità non tanto come una scelta ma come una preferenza personale dei ragazzi rispetto alle ragazze e l'idea che fosse in realtà soggetta a componenti genetiche non mi piaceva molto.
Non so se ora è un po' più comprensibile. :?
progettogayforum ha scritto:
domenica 1 settembre 2019, 20:49
Caro Albus,
lo studio che citi è molto serio ma dice cose che in fondo sono ovvie per chiunque si interessi di sessualità in un modo minimamente serio. Io credo che si sottovaluti ancora moltissimo il peso della genetica nei comportamenti e poi oggi alla genetica si è aggiunta l’epigenetica che è ancora ad uno stadio molto iniziale.
La probabilità a priori che un ragazzo sia gay è circa l’8%, ma se quel ragazzo ha un fratello gemello monozigote gay, la probabilità sale al 50%. È evidente che la genetica c'entra ma non basta. La genetica prevede una serie pressoché infinità di possibilità, di queste alcune si esprimono, altre no, perché l’ambiente (sia in fase prenatale che perinatale e anche molto oltre) agisce tramite un meccanismo epigenetico e determina quali geni debbano esprimersi e quali no. Ma oltre la genetica e l’epigenetica c’è l’adattamento che, con meccanismi di tipo endocrino, neurologico e quindi anche culturale, provoca una retroazione epigenetica che determina i comportamenti. Siamo ancora molto legati a concetti di tipo spiritualistico e a pensare che una scelta debba essere "libera", se si tratta di libertà rispetto a meccanismi esterni e artificialmente indotti, ok, posso condividere, ma tutte le scelte sono il risultato di una catena di eventi biochimici che non può che essere deterministica. La libertà dall’imposizione esterna è una cosa tutto sommato facile da immaginare anche se non sempre da realizzare, la libertà dai propri condizionamenti culturali è certo molto più difficile da realizzare, ma la libertà dai meccanismi dell’hardware del pensiero, cioè dalla struttura del cervello, dal determinismo genetico ed epigenetico è inconcepibile.
Io non conosco molto la genetica o l'epigenetica (di quest'ultima non sapevo neanche della sua esistenza...) ma credo di aver capito comunque la risposta e ti ringrazio molto :)
Personalmente sono molto legato ai concetti di tipo spiritualistico che hai scritto... certo non per tutto. Posso capire che l'orientamento sessuale sia determinato anche da componenti genetiche e ambientali, ma per esempio non credo che queste stesse componenti influiscono per esempio sulla scelta della facoltà da studiare all'Università... a meno che non esiste un carattere genetico che mi fa piacere l'informatica. xD Se non ho interpretato male la tua risposta, il mio esempio dovrebbe rientrare nei "meccanismi esterni e artificialmente indotti"... giusto? (perdonami ma hai usato un linguaggio molto tecnico :? )
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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » lunedì 2 settembre 2019, 14:07

AlbusDumbledore ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 12:37
agis ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 9:20
Non ci ho capito nulla. Sarà l'età.
XDXD

Scusami Agis, sicuramente mi sono espresso male io. :D

La mia domanda era inerente all'articolo che avevo postato, nel quale si afferma che l'essere omosessuali dipenda in una piccola parte da una componente genetica e da caratteristiche ambientali.
Mi sono chiesto allora quante delle mie preferenze (non sono sull'orientamento affettivo ma anche su preferenze più blande come il colore preferito, il piatto preferito e così via) dipendessero da componenti genetiche o ambientali.
Ho sempre considerato la mia omosessualità non tanto come una scelta ma come una preferenza personale dei ragazzi rispetto alle ragazze e l'idea che fosse in realtà soggetta a componenti genetiche non mi piaceva molto.
Non so se ora è un po' più comprensibile. :?

Ma figuriamoci un po' caro. Tu ti sei espresso come hai sentito di esprimerti e, quando interloquisci con me, tieni ben fermo che il tuo statuto mentale è, per me, esattamente equivalente al mio e, quindi metti pure i piedi sopra il tavolo e rilassati ma stai bene attento a non dare un calcio alla talpa neh che non ti va a finir bene :D. E, relativamente all'oggetto, non vedo particolari ragioni per cui tu dovresti accollarti per intero la responsabilità di questa incomprensione. Ciò detto, mi pare ti ti ponga in senso dubitativo causale in relazione a diversi problemi ma c'è una cosa che non sono certo di capire dal tuo elaborato. Tu poni una distanza tra una scelta ed una preferenza. Questo sembrerebbe del tutto legittimo perché se, nella lingua che noi correntemente adoperiamo, abbaiamo due diverse parole: scelta e preferenza, sembrerebbe che esse debbano esprimere qualcosa di differente e non di puramente sinonimico. Secondo te che differenza c'è tra scelta e preferenza? :)

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da progettogayforum » lunedì 2 settembre 2019, 14:35

Per carità, non voglio aprire un dibattito sui massimi sistemi in termini di libertà e di determinismo, mi premeva solo ribadire che se anziché di spirito o di anima si parlasse di complessità dei sistemi viventi si terrebbero di più i piedi per terra. La Natura è di per sé molto più complessa di come ce la immaginiamo, le categorie metafisiche servono a dare risposte a domande alle quali non si sa dare una risposta in termini scientifici. Dove non arrivano la fisica, la chimica e la biologia arrivano le metafisiche nelle loro diverse articolazioni. Il mio nipotino a 10 anni sapeva già per quale fine Dio avesse creato il mondo, ma non sapeva risolvere un problemino che richiedesse un minimo di calcolo più articolato. Le risposte metafisiche sono appaganti, ma di fatto sono modi per saltare il problema e mettere da parte la riflessione sulla debolezza del pensiero umano in tutte le sue articolazioni, sia scientifiche che metafisiche. Per rimanere sul terreno strettamente gay, c’è chi dice che essere gay è “contro Natura” ma dovrebbe dire “contro il mio concetto di Natura”. In realtà la scienza ha una cosa di bello: ammette i propri limiti, quello che è valido oggi non lo sarà domani, perché la verità della scienza è un continuo perfezionarsi, un continuo procedere, anche quello ovviamente, con dei limiti ancora lontani da raggiungere ma che non coincidono di certo con la comprensione del perché e neppure del come di tutto ciò che esiste. Chiedersi “perché” ci sono i gay o “perché io sono gay” o se è stata una scelta o una fatto geneticamente determinato non ha alcun senso. Ci sono alcune affermazioni, queste sì di carattere scientifico (osservativo), di cui bisogna tenere conto: da che si ha memoria della presenza dell’uomo, i gay sono sempre esistiti in tutti i luoghi del mondo. Un’affermazione del genere, che non è un assioma ma un fatto, basta da sola a confutare l’affermazione secondo la quale l’omosessualità è contro Natura, senza neppure chiamare in causa il principio puramente logico secondo il quale “Nulla di ciò che esiste è contro Natura”. Non so se sono gay per effetto di un determinismo genetico-epigenetico-culturale, penso che questo sia altamente probabile, a me interessa come io stesso e altri possiamo vivere meglio in nostro essere gay e come possiamo impegnarci per fare in modo che chi verrà dopo di noi possa sentirsi più libero (cioè privo di costrizioni esterne). Il problema dell’omosessualità (ammesso che sia un problema) si può affrontare in vari modi: ai preti interessa il rapporto della omosessualità con la chiesa, col magistero, coi padri della chiesa, con la sacra scrittura, col catechismo ecc. ecc., ai darwiniani interessa capire il vantaggio evolutivo legato alla presenza della omosessualità, per in quadrare l’omosessualità secondo il pensiero di Darwin, ai genetisti interessa capire fino a che punto l’omosessualità sia geneticamente determinata, ai pedagogisti interessa capire i legami dell’omosessualità con i vari tipi di educazione, ecc. ecc., ma ai gay, in buona sostanza di tutte queste cose importerebbe ben poco, se non fosse per la necessità di difendersi, ai gay interessa come poter essere quello che sono nel mondo meno condizionato possibile dai pregiudizi altrui. Bisognerebbe non spostare il fulcro della discussione su quello che dicono altri dei gay, concentrandoci invece su quello che dicono e vivono i gay. Progetto raccoglie essenzialmente esperienze vissute, cioè racconti di vita gay vera in diversi contesti. Certo, la concezione più o meno assurda della omosessualità diffusa in vari strati della popolazione, anche di quella per altri aspetti più colta, influisce pesantemente sulla vita dei gay. L’omofobia è un problema culturale, figlio di tante metafisiche anche molto diverse che hanno trovato un centro comune di aggregazione nell'ignoranza cioè nella non conoscenza dell’oggetto stesso delle loro attività aggressive. In questo senso ha certamente senso allargare il discorso, ma non facciamoci condizionare da problemi troppo astratti. Ricordo che una volta mi trovai a discutere in pubblico di omosessualità con un prete che mi citava san Paolo e ci trovava un sostegno al proprio discorso, ci rimase male quando gli feci notare che il suo discorso non aveva niente a che vedere con l’omosessualità e tradiva una notevole deformazione professionale imputabile a una stretta monocultura.

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » lunedì 2 settembre 2019, 15:22

progettogayforum ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 14:35
La Natura ...
:evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

Ma anche basta.

AlbusDumbledore
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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da AlbusDumbledore » lunedì 2 settembre 2019, 16:45

agis ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 14:07
Ma figuriamoci un po' caro. Tu ti sei espresso come hai sentito di esprimerti e, quando interloquisci con me, tieni ben fermo che il tuo statuto mentale è, per me, esattamente equivalente al mio e, quindi metti pure i piedi sopra il tavolo e rilassati ma stai bene attento a non dare un calcio alla talpa neh che non ti va a finir bene :D. E, relativamente all'oggetto, non vedo particolari ragioni per cui tu dovresti accollarti per intero la responsabilità di questa incomprensione. Ciò detto, mi pare ti ti ponga in senso dubitativo causale in relazione a diversi problemi ma c'è una cosa che non sono certo di capire dal tuo elaborato. Tu poni una distanza tra una scelta ed una preferenza. Questo sembrerebbe del tutto legittimo perché se, nella lingua che noi correntemente adoperiamo, abbaiamo due diverse parole: scelta e preferenza, sembrerebbe che esse debbano esprimere qualcosa di differente e non di puramente sinonimico. Secondo te che differenza c'è tra scelta e preferenza? :)
Nono, per pietà. Povera talpa! xD

Allora... sì, per la differenza c'è ma molto sottile... però non sono pignolo per cui possono essere usati come sinonimi senza problemi. :D
Secondo me la scelta è conseguenza di una preferenza. In poche parole, la preferenza è data da un gusto personale, da una sensazione che abbiamo dentro che ci permette di capire cosa ci piace e cosa no.
La scelta può avvenire secondo la propria preferenza, ma non è detto. A volte ci vieni imposto di scegliere una cosa, altre volte la scegliamo anche se non ci piace (cioè anche se non rientra nella nostra preferenza) perché magari è più conveniente.
Ecco, per me questa è la differenza e credo si applichi anche al concetto di omosessualità. Essere gay non è una scelta, ovvero si è gay non quando si scelgono i ragazzi ma quando si preferiscono i ragazzi (anche perché alcuni gay che preferiscono giustamente i ragazzi, scelgono invece delle ragazze per motivi che non gli permettono di scegliere in base alla loro preferenza).
progettogayforum ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 14:35
Per carità, non voglio aprire un dibattito sui massimi sistemi in termini di libertà e di determinismo, mi premeva solo ribadire che se anziché di spirito o di anima si parlasse di complessità dei sistemi viventi si terrebbero di più i piedi per terra. La Natura è di per sé molto più complessa di come ce la immaginiamo, le categorie metafisiche servono a dare risposte a domande alle quali non si sa dare una risposta in termini scientifici. Dove non arrivano la fisica, la chimica e la biologia arrivano le metafisiche nelle loro diverse articolazioni. Il mio nipotino a 10 anni sapeva già per quale fine Dio avesse creato il mondo, ma non sapeva risolvere un problemino che richiedesse un minimo di calcolo più articolato. Le risposte metafisiche sono appaganti, ma di fatto sono modi per saltare il problema e mettere da parte la riflessione sulla debolezza del pensiero umano in tutte le sue articolazioni, sia scientifiche che metafisiche. Per rimanere sul terreno strettamente gay, c’è chi dice che essere gay è “contro Natura” ma dovrebbe dire “contro il mio concetto di Natura”. In realtà la scienza ha una cosa di bello: ammette i propri limiti, quello che è valido oggi non lo sarà domani, perché la verità della scienza è un continuo perfezionarsi, un continuo procedere, anche quello ovviamente, con dei limiti ancora lontani da raggiungere ma che non coincidono di certo con la comprensione del perché e neppure del come di tutto ciò che esiste. Chiedersi “perché” ci sono i gay o “perché io sono gay” o se è stata una scelta o una fatto geneticamente determinato non ha alcun senso. Ci sono alcune affermazioni, queste sì di carattere scientifico (osservativo), di cui bisogna tenere conto: da che si ha memoria della presenza dell’uomo, i gay sono sempre esistiti in tutti i luoghi del mondo. Un’affermazione del genere, che non è un assioma ma un fatto, basta da sola a confutare l’affermazione secondo la quale l’omosessualità è contro Natura, senza neppure chiamare in causa il principio puramente logico secondo il quale “Nulla di ciò che esiste è contro Natura”. Non so se sono gay per effetto di un determinismo genetico-epigenetico-culturale, penso che questo sia altamente probabile, a me interessa come io stesso e altri possiamo vivere meglio in nostro essere gay e come possiamo impegnarci per fare in modo che chi verrà dopo di noi possa sentirsi più libero (cioè privo di costrizioni esterne). Il problema dell’omosessualità (ammesso che sia un problema) si può affrontare in vari modi: ai preti interessa il rapporto della omosessualità con la chiesa, col magistero, coi padri della chiesa, con la sacra scrittura, col catechismo ecc. ecc., ai darwiniani interessa capire il vantaggio evolutivo legato alla presenza della omosessualità, per in quadrare l’omosessualità secondo il pensiero di Darwin, ai genetisti interessa capire fino a che punto l’omosessualità sia geneticamente determinata, ai pedagogisti interessa capire i legami dell’omosessualità con i vari tipi di educazione, ecc. ecc., ma ai gay, in buona sostanza di tutte queste cose importerebbe ben poco, se non fosse per la necessità di difendersi, ai gay interessa come poter essere quello che sono nel mondo meno condizionato possibile dai pregiudizi altrui. Bisognerebbe non spostare il fulcro della discussione su quello che dicono altri dei gay, concentrandoci invece su quello che dicono e vivono i gay. Progetto raccoglie essenzialmente esperienze vissute, cioè racconti di vita gay vera in diversi contesti. Certo, la concezione più o meno assurda della omosessualità diffusa in vari strati della popolazione, anche di quella per altri aspetti più colta, influisce pesantemente sulla vita dei gay. L’omofobia è un problema culturale, figlio di tante metafisiche anche molto diverse che hanno trovato un centro comune di aggregazione nell'ignoranza cioè nella non conoscenza dell’oggetto stesso delle loro attività aggressive. In questo senso ha certamente senso allargare il discorso, ma non facciamoci condizionare da problemi troppo astratti. Ricordo che una volta mi trovai a discutere in pubblico di omosessualità con un prete che mi citava san Paolo e ci trovava un sostegno al proprio discorso, ci rimase male quando gli feci notare che il suo discorso non aveva niente a che vedere con l’omosessualità e tradiva una notevole deformazione professionale imputabile a una stretta monocultura.
Sono quasi pienamente d'accordo con te. Sono argomenti che lasciano il tempo che trovano, hai più che ragione. Il mio era un dubbio che mi era venuto leggendo l'articolo e l'ho voluto condividere per sapere il vostro parere.
Il mio modo di pensare mi porta a usare molto sia la scienza che la metafisica... il che spiegherebbe la mia capacità di farmi i problemi più inutili. XDXD
Ma credo che staccare i piedi da terra aiuti ad avere una visione più amplia e meno... limitante che purtroppo la scienza da. Per quello sono un po' in dubbio sul fatto che siamo completamente soggetti alle nostre componenti genetiche. Mi sembra come ridurre la complessità della Natura alla sola biologia e chimica... che mi portano un po' a classificare cosa può essere normale e cosa no.
Ma comunque queste sono solo mie considerazioni personali. :lol:
agis ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 15:22
progettogayforum ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 14:35
La Natura ...
:evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

Ma anche basta.


Perché fai così? XDXD
"La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi."

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » lunedì 2 settembre 2019, 18:29

AlbusDumbledore ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 16:45

Nono, per pietà. Povera talpa! xD

Allora... sì, per la differenza c'è ma molto sottile... però non sono pignolo per cui possono essere usati come sinonimi senza problemi. :D
Secondo me la scelta è conseguenza di una preferenza. In poche parole, la preferenza è data da un gusto personale, da una sensazione che abbiamo dentro che ci permette di capire cosa ci piace e cosa no.
La scelta può avvenire secondo la propria preferenza, ma non è detto. A volte ci vieni imposto di scegliere una cosa, altre volte la scegliamo anche se non ci piace (cioè anche se non rientra nella nostra preferenza) perché magari è più conveniente.
Ecco, per me questa è la differenza e credo si applichi anche al concetto di omosessualità. Essere gay non è una scelta, ovvero si è gay non quando si scelgono i ragazzi ma quando si preferiscono i ragazzi (anche perché alcuni gay che preferiscono giustamente i ragazzi, scelgono invece delle ragazze per motivi che non gli permettono di scegliere in base alla loro preferenza).
Manco mal. Ma che bravo e volonteroso giovine ^ _ ^. Sennonché, a me pare, tu inverti i termini della questione quando ipostatizzi la scelta alla preferenza mentre, su un piano semantico, sembrerebbe avvenire il contrario in quanto semanticamente il potere ammette due sole ipostatizzazioni: alla capacità (come nell'inglese can) ed alla scelta (come nell'inglese may). Quindi io direi che una scelta non può essere ipostatizzata ad una preferenza proprio per il fatto che, come tu stesso ammetti, è nelle nostre possibilità esercitare un potere di scelta che prescinde finanche dalle nostre preferenze. E quindi, caso mai, il contrario. ^ _ ^

agis ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 15:22
progettogayforum ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 14:35
La Natura ...
:evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

Ma anche basta.


Perché fai così? XDXD


Coooosaaaaaa?! :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

e se tu fossi la regina rana ed io il re scorpione? ^ _ ^

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » lunedì 2 settembre 2019, 19:59

agis ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 15:22
Coooosaaaaaa?! :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

e se tu fossi la regina rana ed io il re scorpione? ^ _ ^

Pfffft giovani anfibii 8-) Ovviamente annegheremmo entrambi perché sarebbe la MIA natura (con una enne rigorosamente minuscola questa volta). Ma, dimmi un po' tu che ci vedi meglio, questa Natura con la ENNE maiuscola, l'hai mai vista dalla finestra passeggiar per strada inghirlandata per caso il crin da Fillide o Clori? ^ _ ^

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da AlbusDumbledore » lunedì 2 settembre 2019, 22:04

agis ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 18:29
AlbusDumbledore ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 16:45

Nono, per pietà. Povera talpa! xD

Allora... sì, per la differenza c'è ma molto sottile... però non sono pignolo per cui possono essere usati come sinonimi senza problemi. :D
Secondo me la scelta è conseguenza di una preferenza. In poche parole, la preferenza è data da un gusto personale, da una sensazione che abbiamo dentro che ci permette di capire cosa ci piace e cosa no.
La scelta può avvenire secondo la propria preferenza, ma non è detto. A volte ci vieni imposto di scegliere una cosa, altre volte la scegliamo anche se non ci piace (cioè anche se non rientra nella nostra preferenza) perché magari è più conveniente.
Ecco, per me questa è la differenza e credo si applichi anche al concetto di omosessualità. Essere gay non è una scelta, ovvero si è gay non quando si scelgono i ragazzi ma quando si preferiscono i ragazzi (anche perché alcuni gay che preferiscono giustamente i ragazzi, scelgono invece delle ragazze per motivi che non gli permettono di scegliere in base alla loro preferenza).
Manco mal. Ma che bravo e volonteroso giovine ^ _ ^. Sennonché, a me pare, tu inverti i termini della questione quando ipostatizzi la scelta alla preferenza mentre, su un piano semantico, sembrerebbe avvenire il contrario in quanto semanticamente il potere ammette due sole ipostatizzazioni: alla capacità (come nell'inglese can) ed alla scelta (come nell'inglese may). Quindi io direi che una scelta non può essere ipostatizzata ad una preferenza proprio per il fatto che, come tu stesso ammetti, è nelle nostre possibilità esercitare un potere di scelta che prescinde finanche dalle nostre preferenze. E quindi, caso mai, il contrario. ^ _ ^

agis ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 15:22
progettogayforum ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 14:35
La Natura ...
:evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

Ma anche basta.


Perché fai così? XDXD


Coooosaaaaaa?! :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

e se tu fossi la regina rana ed io il re scorpione? ^ _ ^
Ehm... non ho capito cos'è che sto ipostatizzando....
Cioè sono d'accordo che la nostra scelta prescinde dalla nostra preferenza... credo... :?

La regina rana...? :|
agis ha scritto:
lunedì 2 settembre 2019, 19:59
Pfffft giovani anfibii 8-) Ovviamente annegheremmo entrambi perché sarebbe la MIA natura (con una enne rigorosamente minuscola questa volta). Ma, dimmi un po' tu che ci vedi meglio, questa Natura con la ENNE maiuscola, l'hai mai vista dalla finestra passeggiar per strada inghirlandata per caso il crin da Fillide o Clori? ^ _ ^
:shock:

Agis, il tuo obiettivo è quello di confondermi, l'hai raggiunto egregiamente xD
Ora sono io ad essere confuso... :?
"La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi."

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Re: NORMALITA' GAY E OSSO INCANO

Messaggio da agis » martedì 3 settembre 2019, 7:29

Vabbè vabbè Albus suvvìa! La metafora si riferiva ad una antica ed arcinota favoletta che si può trovar citata in millemila posti in rete per cui tanto vale leggersela su wiki ^ _ ^

https://it.wikipedia.org/wiki/Favola_de ... _scorpione

(omissis)

Quando la rana chiede allo scorpione il perché del suo gesto folle, questi risponde: "È la mia natura!".

Allora, com'è che questa "natura" può essere la mia, la tua e anche qualcos'altro magari in dipendenza di un'oggettivazione sottolineata da una ENNE maiuscola?

Ci sono serie di parole che, come sempre, equivalgono mentalmente alla costruzione di diadi significante/significato tipo dio, universo, materia, energia, natura, amore ecc, di cui spesso si propone un'oggettivazione alle volte anche di tipo iconico.
Ma, secondo te, questa operazione che può essere anche piacevole su un piano artistico/letterario, è da considerarsi lecita da un punto di vista gnoseologico/normativo? :)

Farei una certa attenzione alla risposta perché certe operazioni rappresentano ovviamente peccati veniali se dovute ad una svista (e chi ti scrive non è certo esente da inciampi o cadute in questo senso) o ad un puro divertissement. Ma, se fossero volontariamente e consapevolmente scelte in ordine a certi fini un po' meno confessabili? :)
Ultima modifica di agis il martedì 3 settembre 2019, 8:37, modificato 1 volta in totale.

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