Chi sono? Sono davvero gay?

Che cosa significa essere gay
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McCulloch23
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Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » lunedì 19 novembre 2018, 0:03

Ciao a tutti, sono nuovo.
Da giugno circa ho l'ossessione di poter essere gay. Premetto che questa paura, l'ho avuta diverse volte. Una volta verso i 12 anni dopo aver avuto un'erezione guardando un mio amico giocare a calcetto, una seconda volta verso i 14 anni dopo aver avuto una brutta batosta da una ragazza. Successivamente mi innamoro pesantemente di una mia compagna del liceo che per molti anni fa letteralmente sparire la mia paura. Ero convinto, sicuro, iniziano le prime storie, i primi rapporti, sto da Dio, fantasie incontrollabili su praticamente ogni ragazza che conosco. Poi una successiva crisi intorno ai 19anni sempre superata poiché innamorato davvero tanto di questa persona. Ma veniamo al presente. Per anni dunque, non ho avuto nessun pensiero, nessuna cosa che puntasse verso una mia presunta latente omosessualità. Fino a questo giugno. Premetto che io e la mia amica, pur essendo io davvero innamorato di lei, non siamo mai stati insieme e decidiamo dunque di troncare. Sto malissimo per un bel pezzo, ma piano piano sento le forze ritornarmi. Esco, mi distraggo, conosco altre ragazze e ne bacio una davvero molto molto carina. Tutto è perfetto, L'estate inizia e spero per una volta che mi vada tutto bene, quando una sera, distratto e felice, uscendo con i miei amici, ci uniamo a un gruppo di ragazzi dove è presente un omosessuale dichiarato sin da giovanissimo. Lì per lì la cosa non mi tange nemmeno, lo reputo anche un bel ragazzo, ma poco dopo una frase di un mio amico mi getta nel panico totale. "Avete mai dubitato del vostro orientamento sessuale?" . Tra me e me rispondo"oh...sì l'ho fatto" e ricordandomi cosa ho pensato poco prima, passo la sera a chiedermi cosa fossi. Passa qualche giorno, faccio i soliti test per vedere se sono eccitato o meno e ho riscontro positivo verso le donne. Mi rilasso, mi distraggo, sono di buon umore, fin quando una sera, rivedendo questa persona ho quasi un attacco di panico. Mi scattano mille domande "oddio, perché sto così? Ma mi piace? Voglio baciarlo?" . Qualche giorno dopo vedo la mia fidanzata, sono un po'scosso ancora ma riesco comunque a non dare peso ad alcune cose. Ci baciamo, ho erezioni, stando solo a contatto con lei ed accarezzandola. Il guaio inizia poche ore dopo...quando steso sulle sue gambe e accarezzandole il volto, compare il viso di un mio amico nella mia mente. E penso"... oddio, perché questo?" Pur essendo un po'scosso, la bacio, la mia ansia si seda moltissimo per la sua presenza, ma quel piccolo episodio mi ha infastidito comunque. Continuo a chiedermi cosa significasse e impaurito e pensieroso, torno a casa. Non do peso alla cosa perché può capitare a tutti di avere un pensiero intrusivo di tanto in tanto. Ma dopo qualche giorno, preso dall'ansia e dalla costante presenza di letteralmente fotografie di amici nella mia mente, cerco su Google "paura di essere gay". Mi imbatto nel doc omosex leggo tutti i sintomi e mi rendo conto di poterne essere affetto, vista la mia difficoltà a distrarmi. Continuo però a documentarmi pesantemente sul DOC, cosa comporta. Mi spingo ad immaginarmi in situazioni sessuali con uomini e no, non ho erezioni, penso a donne e riesci ad averne. Questo per un po'. Nel frattempo, le immagini delle persone si moltiplicano e diventano anche di natura sessuale (o le ho fatte diventare io?). Esco comunque con la mia fidanzata ma noto che baciandola, chiudendo gli occhi vedo persone, figure maschili, conoscenti...ma anche parenti e amici deceduti. Il che mi preoccupa, non era mai successo di avere tutto ciò per la testa. Mi ritrovo a guardare letteralmente ogni ragazzo e pensare"è bello? Mi attrae? Vorrei farci sesso insieme?". Piano piano inizio a ricordare anche tutte le altre volte in cui ho avuto paura, erano letteralmente rimosse, ma il raffiorare improvviso mi getta nel panico più totale. Ricordai di come per alcuni giorni non riuscivo a togliermi dalla testa un amico, come fosse un'immagine fissa, ma non ci diedi peso più di tanto. Il ricordo dei test continui mi rispinge a testarmi con fantasie, ma ora è più difficile poiché queste persone si insinuano anche lì. Cerco di pensare sessualmente ad una donna e a volte nel masturbarmi, poco prima del finale, un'immagine maschile compare. Lì per lì rimango di stucco, cerco di dirmi "non volevi pensare ad un uomo e nel non pensarci, l'hai inconsciamente pensato". Qualche ora dopo però, panico totale. Nel frattempo cerco di distrarmi un po' e mi imbatto su Instagram in una fotografia di alcuni compagni dell'università e vedendone uno in particolare, ho una fortissima sensazione ai testicoli, seguita da battito accelerato e uno scatto dei fianchi. Sono esterrefatto e penso "oddio, ne sono attratto?". I mesi passano e le domande sono sempre più invadenti mi dico "d'accordo, accetta il pensiero che potresti essere gay" e una sera testandomi immaginando un rapporto omosessuale, ho un'erezione. Sono sconvolto, mi addormento e il mattino dopo mi dico "ok, qualunque pensiero sessuale può provocare erezioni, no?" Ma il ragionamento non fila e continuo letteralmente a chiedermi se vorrei avere rapporti sessuali con ogni uomo che vedo. Fin quando una sera, per disperazione, cerco di guardare un porno omosessuale e rimango di stucco appena noto che ho una forte erezione, erezione che da un po'mancava guardando pornografia eterosessuale. Poiché però è possibile essere eccitati da qualunque tipo di porno essendo fatto semplicemente per eccitare, cerco dunque di basarmi sul mio passato, sulle mie sensazioni. Ma la mia ansia mi divora, il continuo vedere persone nella mia testa, che siano amici o altro, mi fa paura, mi spaventa e mi chiedo se sono attratto da tutti loro. Nel frattempo, ho rapporti sessuali con la mia ragazza, ma nel durante ho comunque immagini davanti. Solo quando sono davvero concentrato su di lei, si attenuano. Ma non mi basta, ho bisogno di più risposte poiché nel frattempo, pensando a rapporti con uomini, inizio ad avere erezioni. E continuando guardare porno omosex per vedere la mia reazione, alcune volte finisco anche per masturbarmici su. Nel frattempo la masturbazione con pensieri è diventata un incubo. Non riesco a mantenere fantasie etero poiché cambiano e mi ritrovo davanti volti di amici o semplicemente sostituiscono la ragazza della mia fantasia. Mentre invece se mi spingo ad avere fantasie omosessuali, l'immagine sembra rimanere stabile e da lì il panico, viste le conseguenti erezioni. Per mia sfortuna, sono omofobo e non sono per niente felice di me stesso. Appena capito quanto fossi stato stupido a giudicare male un omosessuale per chi AMA e non con chi ha rapporti, scoppio in lacrime. Comincio a calmarmi e mi rendo conto che forse tanto omosessuale non sono visto l'amore folle che provai per alcune ragazze. Ma le domande non finiscono,anzi si moltiplicano. "Sicuro di non esserti mai innamorato di un uomo? Perché allora hai queste persone in testa da mesi? Perché visiti i loro profili?". L'ansia sale, finisco dallo psichiatra che mi dice "ridici su" e mi da dei tranquillanti. Nel frattempo passo un'estate intera evitando di uscire con amici per paura di trovarli attraenti o perché mi sento in colpa perché durante la masturbazione mi comparivano i loro volti davanti. Divento chiuso, parlo tra me e me e ho forti e sgradevoli sensazioni ai testicoli e anche all'ano tutto il giorno ininterrottamente da quando vidi quella foto dei miei compagni. Che tra l'altro, se ne fossi stato davvero attratto me ne sarei dovuto accorgere molto prima,no? Ma comunque...
I mesi passano e viste le mie condizioni di paranoia totale e paura, finisco da una neurologa, che mi prescrive dei farmaci che ahimè, non hanno sortito molto effetto. Il mio comportamento autodistruttivo degenera, continuo a fare test su test, continuo ad avere erezioni, a volte anche guardando un uomo nudo e non un rapporto sessuale e la mia testa esplode completamente. Sono sicuro di essere gay e piuttosto che esserlo(di nuovo, chiedo scusa) mischio alcolici, droghe, psicofarmaci. Divento piuttosto aggressivo, nervoso, e per non riversare la mia rabbia sugli altri, la sfogo correndo o peggio, prendendo a pugni muri e distruggendomi le mani. Nel frattempo, non mi rendo conto che ho comunque erezioni a contatto con ragazze, baciandole...ma non mi basta. Una sera con la mia ragazza, perdo l'erezione durante il rapporto e non riesco a raggiungere l'orgasmo. Torno a casa distrutto...ho la brillante idea di suicidarmi, ci vogliono quattro persone per bloccarmi e per farmi sputare le 20 pillole che stavo per ingerire. I miei amici notano un cambiamento terribile della mia persona. Da ragazzo tranquillo, divento cupo, silenzioso. Tutta una famiglia è in pensiero per me, alcuni amici sanno del mio disagio e sgomenti mi dicono" ma se tu hai sempre voluto ragazze, come fai? Non può essere, ma se così fosse, ti siamo comunque vicini. Sei sempre tu alla fine, non cambia nulla!". Quasi commosso dalle parole di questi miei amici, miglioro leggermente di umore e mi rendo conto che l'unica persona che non accetterebbe la cosa...sono io. Ho abbandonato tutto. Adoravo allenarmi, i videogiochi e ora passo tutto il giorno a letto. Mangio molto di meno, ogni volta che esco sono arrabbiato e tutte le volte che accarezzo la mia ragazza mi passano per la testa queste parole "ti amo...sei tanto bella...ma sono gay". Ho messo in dubbio tutto, l'amore provato, le sensazioni vissute... possibile che l'ansia abbia creato tutto questo? È possibile che la mia vera sessualità sia uscita fuori dopo un semplice commento? Chissà quante volte avrò pensato che un ragazzo fosse davvero bello senza mettere niente in discussione. È possibile che ero riuscito a rimuovere queste pulsioni inconsciamente? Non so più chi sono...ho il terrore di essere omosessuale, poiché uno dei miei sogni svanirebbe: avere una moglie e una bimba.
Spesso poi mi sentivo triste quando parlando con persone di donne, venivano dipinte solo com oggetti sessuali, senza parlarne con amore, affetto, come facevo io con le mie cotte...ma mi sono reso conto che in questo brutto periodo, le ho trattate anche io così. Prima di questa crisi, non pensavo minimamente al sesso con la mia ragazza, ma piuttosto allo stare insieme, alle coccole, gli abbracci, i baci rubati, le carezze...ora è solo questo e mi sento una bestia. Vorrei sprofondare, vorrei sparire, vorrei tornare indietro e dirmi di stare tranquillo che non è nulla. Ma non è stato così...non può essere nulla se sono crollato così. Cosa diavolo sono diventato? Ero davvero gay senza saperlo?

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agis
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da agis » lunedì 19 novembre 2018, 9:52

Ciao McCullock ^_^. Suppongo che 23 stia per la tua età attuale. Un particolare del tuo racconto ha attirato la mia attenzione,
Quando tu scrivi:

Tutto è perfetto, L'estate inizia e spero per una volta che mi vada tutto bene, quando una sera, distratto e felice, uscendo con i miei amici, ci uniamo a un gruppo di ragazzi dove è presente un omosessuale dichiarato sin da giovanissimo. Lì per lì la cosa non mi tange nemmeno, lo reputo anche un bel ragazzo, ma poco dopo una frase di un mio amico mi getta nel panico totale. "Avete mai dubitato del vostro orientamento sessuale?" . Tra me e me rispondo"oh...sì l'ho fatto" e ricordandomi cosa ho pensato poco prima, passo la sera a chiedermi cosa fossi.

la domanda del tuo amico che non sembra proprio una delle solite chiacchiere di circostanza che si fanno in compagnia era motivata dalla presenza del ragazzo gay nell'altro gruppo? In altre parole, com'è che vien fuori l'argomento? :)

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progettogayforum
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da progettogayforum » lunedì 19 novembre 2018, 10:49

Ciao,
intanto grazie di aver dato fiducia a questo forum. Mi occupo di omosessuali da molti anni e tramite Progetto Gay ricevo anche posta da persone che mi scrivono in relazione a tematiche connesse con l’omosessualità. Devo dire che circa il 40%, se non di più, della posta che ricevo tramite Progetto mi arriva da ragazzi con DOC a tema gay. Con alcuni di questi ragazzi ho scambiato letteralmente centinaia di mail. Come certamente sai, perché chi ci passa si documenta piuttosto approfonditamente in proposito, di tratta di un disturbo ossessivo-compulsivo centrato sulla paura di essere gay. Il DOC, a seconda dell’età e della condizione delle persone, ha un nucleo ossessivo diverso, che in genere coincide con una caratteristica fondamentale nella vita della persona interessata, che diventa oggetto di dubbio ossessivo, di ricerca ossessiva di conferme, attraverso test ripetuti all’infinito e, ovviamente, senza arrivare mai a un punto fermo. Esiste il DOC ipocondriaco, centrato sula paura di essere malati, esiste il DOC a tema religioso, centrato sull’ossessione del peccato, quello persecutorio centrato sull’idea che qualcuno voglia ucciderci o derubarci, e via così, ovviamente, in un ragazzo eterosessuale giovane il DOC finisce per aggredire un elemento fondamentale della personalità come la sessualità, mettendo in crisi l’identità etero. Il DOC a tema gay, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, non ha niente a che vedere con l’omosessualità. Nessun ragazzo gay si sente sconvolto dall’idea di essere gay perché per lui la sessualità è quella e solo quella. Il quadro che tu hai descritto così magistralmente è così tipicamente e marcatamente caratteristico del DOC a tema gay, che l’ipotesi che tu possa essere gay non ha alcuna base neppure minimamente oggettiva al di là del DOC. So benissimo che questa affermazione, che è oggettiva, non ti convincerà e ti tranquillizzerà al massimo per qualche minuto. Per ragioni di privacy non posso farti leggere le mail di altri ragazzi che vivono esperienze strettamente simili alle tue, ma posso assicurarti che il quadro, sia in termini di ossessività che di compulsioni, è assolutamente identico. Attenzione però a una cosa, dire a un ragazzo che ha un DOC a tema gay che non è gay non risolve assolutamente il problema, perché il problema non è l’essere o non essere gay, ma l’ossessività in sé, in qualche raro caso ho visto persone uscire dal DOC a tema gay per scivolare verso altri nuclei ossessivi, il che significa in pratica non aver risolto nulla. Il DOC a tema gay si manifesta nella sfera sessuale ma le cause possono non avere assolutamente nulla a che vedere con la sessualità. Situazioni ansiogene, vissute in modo più o meno cosciente, crolli dell’autostima, stress ambientale forte e duraturo possono essere le vere cause del pensiero ossessivo. Il DOC non è una banalità perché destabilizza fortemente e dire: “Non sono gay, è SOLO un DOC” significa sottovalutare il vero problema. Dal DOC si esce ma possono essere cose molto lunghe. Ho visto risolversi situazioni che sembravano veramente esasperate ma la cosa va presa seriamente. Può avere senso un supporto psicologico che, va detto subito, non è risolutivo, e deve essere soprattutto competente. Gli psicologi di indirizzo cognitivo-comportamentale hanno a mio giudizio i mezzi più adatti per fornire un supporto operativo adeguato insegnando essenzialmente a gestire l’ansia. Dire ad una persona che ha un DOC a tema gay: “Ridici sopra!” equivale a pensare che, se uno non è gay, non esiste nessun problema, ma lo ripeto, il problema non è l’essere o non essere gay ma la tendenza al pensiero ossessivo. Potrei dirti molte cose per cercare di convincerti che non hai niente a che vedere con l’omosessualità ma non ci riuscirei comunque, mi limito ad alcune minime osservazioni. I ragazzi con DOC a tema gay sono totalmente concentrati sulla sessualità e trascurano del tutto la dimensione affettiva, che è essenziale sia per gli etero che per i gay, vivono l’intrusione delle immagini omosessuali nella loro sessualità etero come disturbante e distruttiva, il che è segno evidente che non si tratta di sessualità vera, che non è mai ansiogena, si angosciano se spingono il test fino a masturbarsi su contenuti gay, cosa che non accadrebbe a nessun ragazzo gay, hanno timore di perdere la loro sessualità etero, timore del tutto privo di senso oggettivo perché l’orientamento sessuale non si cambia. Uno che conosce il mondo gay riconosce immediatamente che si stratta di DOC a tema gay, non può purtroppo risolvere il problema ma può mantenere la barra dritta nel dire che l’omosessualità non c’entra affatto. Permettimi di darti alcuni consigli:
1) Non isolarti, coltiva senza paura amicizie sia maschili che femminili, cioè non farti condizionare dal doc nelle tue scelte, tipo: “non vado a una festa perché ci sono dei ragazzi e potrei avere fantasie su di loro”, oppure: “è inutile che io stia con la mia ragazza perché tanto sono gay”.
2) Abituati all’idea che finché c’è il DOC si potranno avere reazioni “apparentemente sessuali” di fronte a contenuti gay o per la presenza di un ragazzo. Queste cose, come i test di erezione e anche la masturbazione con fantasie gay, in situazioni del genere NON hanno niente a che vedere con l’omosessualità. Se succede non crolla nulla.
3) Non ha alcun senso cercare informazioni sul DOC che non si risolve con una pillola e ha bisogno dei suoi tempi.
4) Quando avverti la compulsione a testarti è bene che tu cerchi di reagire con forza di volontà per sfuggire alla compulsività del test, non imponendoti di interrompere radicalmente ogni possibile test, ma cominciano dal rinviare i test e dal limitarne il numero.
5) Tieni presente che l’ansia, così come arriva, così se ne va, poi ritornerà ma avvertirne i segni quando sta per arrivare aiuta a gestirla senza farsene travolgere.
6) Tieni presente che noi siamo sempre qui per tutto quello che potrà esserti utile. Un forum gay come questo può darti modo di renderti conto che “oggettivamente” non hai nulla a che vedere con l’omosessualità.

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Davide94
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da Davide94 » lunedì 19 novembre 2018, 14:44

Ciao McCulloch23 e benvenuto sul forum.

Inizio col dirti che sottoscrivo tutto quello che ti ha detto Project: leggilo attentamente perché ti ha scritto molte cose importanti. Vorrei provare a dirti anche la mia, in parte riprendendo ciò che ti ha scritto lui e in parte aggiungendo altro. Non ho la sua capacità di ascoltare, capire e consigliare né un'esperienza con il DOC omosex paragonabile alla sua, però soffro anch'io di DOC da quando avevo 15 anni (quindi da 9 anni), anche se le mie ossessioni non riguardano l'omosessualità, e quindi penso di conoscere un po' come funziona il disturbo.

Partiamo da un fatto: tu sei etero. Su questo non c'è il minimo dubbio, fidati. Ho letto attentamente ciò che hai scritto e non c'è una sola parola che avrebbe scritto un ragazzo gay: la tua affettività e la tua sessualità sono indiscutibilmente etero. Così era in passato, così è e così sarà in futuro. Tranquillo. Non te lo dico per rassicurarti, ma perché è oggettivamente così: se pensassi che tu fossi gay te lo direi subito, perché forzandoti all'eterosessualità ti faresti solo un danno. A me piacciono i ragazzi e confrontando ciò che provo io con ciò che hai scritto tu mi appare chiaro che, dal punto di vista dell'identità sessuale, non abbiamo nulla in comune.

Però abbiamo un'altra cosa in comune: soffri di DOC, come me. I tuoi meccanismi di pensiero e i tuoi comportamenti sono identici ai miei, anche se il tema dell'ossessione è diverso, e sono identici a quelli di tanti altri ragazzi etero con DOC omosex, ne ho lette decine di storie come la tua e conosco anche alcuni di questi ragazzi un po' più da vicino. Penso di saper capire abbastanza bene se il mio interlocutore è ossessivo e tu lo sei: chiunque abbia un po' di consapevolezza di cos'è il DOC potrebbe confermartelo dopo aver letto poche righe.

Perciò fin qui abbiamo capito due cose: sei etero e soffri di DOC. Ma soprattutto provi una fortissima sofferenza e ti capisco: il DOC è un inferno finché non si capisce come funziona il disturbo e non si impara a gestirlo. E riuscirci non è affatto impossibile, anzi! In teoria non è neanche difficile (il DOC è un disturbo subdolo, ma semplice), in pratica ci vogliono un po' di volontà, impegno e costanza, ma sono certo che questi non ti mancheranno. Ciò che ti è mancato, invece, a mio parere è stato chi ti desse le armi giuste per combattere: lo psichiatra e la neurologa non hanno svolto il loro lavoro. Le terapie farmacologiche possono essere un supporto necessario e valido, ma devono essere studiate bene (non si possono dare tranquillanti a caso! è difficile indovinare il farmaco giusto) e, inoltre, non possono in nessun modo sostituire la consapevolezza dei meccanismi di pensiero errati, che è la sola cosa che ti può far stare davvero meglio. Devi imparare come funziona il DOC e cosa devi fare per difenderti. In questo una psicoterapia con un professionista davvero serio ed esperto di DOC potrà aiutarti molto (vedo che Project ti consiglia la terapia cognitivo-comportamentale e, per quanto ne so, mi sento di unirmi al suo consiglio). Nel frattempo mi permetto di provare a darti io qualche consiglio iniziale.

1) Quando assecondi le ossessioni, facendoti coinvolgere emotivamente da esse (con ansia e paura) ed impegnandoti a smentire i dubbi e a rispondere alle domande che ti vengono, fai un triplo errore: fornisci al DOC elementi per perfezionare l'ossessione, alimenti il meccanismo ossessivo-compulsivo basato sull'ansia e dai importanza ai pensieri, che si ripresentano di conseguenza sempre più spesso. La cosa che devi fare è non dare importanza ai pensieri. E per farlo devi tranquillizzarti e capire che i pensieri non sono la realtà, che la tua mente ti sta mentendo, ti sta ingannando, e che non c'è nulla di vero in tutta questa storia (anche le reazioni fisiche: è tutto dovuto al DOC). Provo a spiegarmi meglio.

Il DOC è un gioco strano, in cui l'unica mossa vincente è non giocare. Rifletti su questa frase e tienine conto, sempre. Cosa vuol dire? Vuol dire che ci sono delle persone, come te, me e circa il 2-3% della popolazione mondiale (!), che hanno una mente predisposta all'ossessività. A un certo punto della vita ci capita di fissarci su un'idea (nel tuo caso quella assolutamente infondata di poter essere gay) e da lì inizia il calvario. Può accadere nei modi più diversi, a te per esempio a seguito della frase del tuo amico: quella sera il DOC ha fatto la sua prima mossa, mettendoti in testa il dubbio.

Siccome questo dubbio ti procurava ansia e paura tu, giustamente, hai iniziato a cercare delle prove della tua eterosessualità, volevi smentire il dubbio. Ma così facendo hai accettato di giocare la partita del DOC, hai risposto alla sua prima mossa, e ricordati una cosa: se giochi la partita del DOC puoi solo perdere. I dubbi che ti propone non si possono risolvere, le domande non hanno mai una risposta. Il DOC conosce tutto di te, ogni tua paura, ogni tua speranza, ogni tuo pensiero, e mentre tu ti dedichi a risolvere i dubbi lui ti osserva e impara come ragioni e usa queste informazioni per perfezionare l'ossessione.

Inoltre ha due armi di ricatto molto efficaci: l'ansia e la paura. Il dubbio ti mette ansia e ti fa paura, tu cerchi di smentirlo (ragionando, facendo test mentali, guardando porno, facendo sesso) e questo ti calma momentaneamente. Ma è una trappola, identica alla droga: se uno è tossicodipendente e prova a smettere di drogarsi sta male, se tu provi a non considerare i dubbi ti vengono ansia e paura; allora il tossicodipendente si prende la sua dose e allo stesso modo tu ti prendi la tua dose di rassicurazioni; a lui passa la crisi di astinenza e tu ti calmi momentaneamente, ma entrambi peggiorate il vostro problema: lui la dipendenza, tu il DOC. E questo accade perché il tuo cervello impara che per calmare l'ansia e la paura deve provare a risolvere il dubbio. E così la volta successiva, appena ti viene in mente la questione dell'omosessualità, tu subito sarai portato a calmarti cercando di risolvere il dubbio. Fatto questo, il DOC ti ha già reso schiavo: lui ti fa una domanda e tu, pur di non avere ansia e paura, rispondi. E più rispondi più diventi dipendente dalla ricerca delle risposte.

Ma non solo, c'è anche un altro fatto. Perché ti viene in mente questo dubbio? Semplice: perché il tuo cervello pensa che sia una questione importante, da risolvere, e giustamente lavora per trovare una soluzione. E sai chi gliela dà importanza al dubbio? Tu stesso. Ogni volta che assecondi l'ossessione, soffermandoti a riflettere sull'omosessualità cercando di smentire le tue paure, il tuo cervello vede che ti stai dedicando al tema e conclude che, allora, è un tema importante. Se invece tu lasci scorrere i pensieri, senza farti coinvolgere, ignorandoli, consapevole che sono falsi, il tuo cervello impara che sono questioni prive di importanza e gradualmente smette di pensarci.

Mi potresti dire: "sì, ma come faccio a non pensarci se mi viene ansia? L'unico modo sarebbe avere la certezza di essere etero". Per quanto riguarda l'ansia vale quello che ti ha detto Project: devi imparare a gestirla, a tranquillizzarti senza cedere alle compulsioni. Distraiti, fai altro, trova ciò che ti fa stare bene, rimanda la soluzione del problema: l'ansia passerà da sola. E per quanto riguarda le certezze, io la cosa me la immagino così: un ossessivo è come uno che cerca qualcosa sul fondo di uno stagno, finché continua ad agitarsi non riuscirà mai a trovare a trovare ciò che cerca perché smuoverà la sabbia del fondo rendendo tutto confuso, deve fermarsi e aspettare che la sabbia si depositi, allora l'acqua tornerà limpida e lui troverà ciò che cerca. Per te vale lo stesso: troverai la risposta alle tue domande quando riuscirai a non porti più le domande stesse. Sembra un paradosso, ma è esattamente così. Finché continui a cercare di risolvere i dubbi otterrai solo una maggiore confusione, quando riuscirai a calmarti invece vedrai chiaramente che tutto ciò che ti è venuto in mente erano solo fantasmi e che la tua natura è l'eterosessualità. E tornerai sereno.

Perciò ricorda: non giocare al gioco del DOC. Non cercare di risolvere i dubbi, non cercare di rispondere alle domande, ignora qualsiasi cosa ti viene in mente (trovare rassicurazioni mentali non è ignorare: io intendo proprio ignorare totalmente, lasciar scorrere). Se fai così vincerai tu, altrimenti il DOC andrà avanti nel suo gioco perfezionando sempre più la sua strategia (e te ne puoi rendere conto da solo: leggendo quello che hai scritto si vede che i dubbi sono diventati sempre più pesanti). E ricordati che la suggestione può fare cose inimmaginabili: persino le erezioni e la masturbazione sui porno gay sono pienamente normali nel DOC omosex.

2) Non ti chiudere nei tuoi pensieri. Vivi, non pensare. Fai tutto ciò che facevi prima, nonostante i dubbi. La tua mente si deve tranquillizzare, deve capire che non è cambiato nulla, che non c'è nulla che non va. Se tu ti isoli, eviti delle situazioni e ti dedichi solo al dubbio, il tuo cervello si convince che c'è qualcosa che non va e si mette a indagare. E inoltre la forza delle ossessioni è legata anche al tono dell'umore: devi fare ciò che ti fa stare bene, così sei più felice e le ossessioni hanno meno spazio. Riempi la mente con cose belle, interessanti e piacevoli, non lasciare spazio mentale alle ossessioni.

Spero di averti dato qualche spunto utile e resto a tua completa disposizione, per quel poco che posso, per qualsiasi domanda.
Stai tranquillo, perché ne uscirai e tutto tornerà come prima, anzi sarai una persona più forte e migliore.
Auguri per tutto e un forte abbraccio.

Davide
Ultima modifica di Davide94 il lunedì 19 novembre 2018, 18:44, modificato 5 volte in totale.

McCulloch23
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » lunedì 19 novembre 2018, 15:15

Ringrazio davvero tutti voi per questi spunti di riflessione. Ho però la sensazione di essere affetto più che da DOC, da una forte omofobia interiorizzata. Nel senso, vedo accettabile la cosa negli altri, ma la detesto letteralmente in me. Ogni tanto mentre sono tranquillo ho dei flash, dei ricordi di rapporti sessuali, ma ci sono altre persone al posto della persona con la quale l'ho consumato. Ho paura di averlo fatto di proposito. Mi sto seriamente sentendo male, non capisco il senso di tutto quello che ho fatto. Non capisco il senso di queste intrusioni. Vorrei sprofondare e farla finita. Potrei anche accettare di essere gay, ma vorrei avere il controllo sul mio maledetto cervello. Certo sarei molto triste ma dopo poco mi riprenderei, l'importante per me è che si attenuino,anzi, che spariscano completamente queste immagini, questi ricordi. Ho preso appuntamento con una psicologa sessuologa, almeno per una consulenza, sono letteralmente distrutto. Mi sento quasi derubato della mia identità...
Nel frattempo sto cercando di testarmi di meno. Niente visioni di porno, niente misurazione di eccitazione. Solo che la testa sbanda, pesa, fa male. Quando voi avete scoperto di essere omosessuali più avanti nella vita, vi sentivate così?

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Davide94
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da Davide94 » lunedì 19 novembre 2018, 15:56

Ringrazio davvero tutti voi per questi spunti di riflessione. Ho però la sensazione di essere affetto più che da DOC, da una forte omofobia interiorizzata. Nel senso, vedo accettabile la cosa negli altri, ma la detesto letteralmente in me.
Questa è la tipica conclusione di chi soffre di DOC omosex: ci si immedesima totalmente nel tema dell'ossessione. Ma l'omosessualità resta sempre una cosa detestabile per sé. E sai perché? Perché gay non lo sei: se lo fossi non ti creerebbe alcun problema, la sentiresti come una cosa tua, non come un'intrusione esterna indesiderata.
Ogni tanto mentre sono tranquillo ho dei flash, dei ricordi di rapporti sessuali, ma ci sono altre persone al posto della persona con la quale l'ho consumato. Ho paura di averlo fatto di proposito. Mi sto seriamente sentendo male, non capisco il senso di tutto quello che ho fatto. Non capisco il senso di queste intrusioni. Vorrei sprofondare e farla finita. Potrei anche accettare di essere gay, ma vorrei avere il controllo sul mio maledetto cervello. Certo sarei molto triste ma dopo poco mi riprenderei, l'importante per me è che si attenuino,anzi, che spariscano completamente queste immagini, questi ricordi. Ho preso appuntamento con una psicologa sessuologa, almeno per una consulenza, sono letteralmente distrutto. Mi sento quasi derubato della mia identità...
Le immagine intrusive sono uno degli elementi caratteristici del DOC. Le creano l'ansia e la paura e il lavoro continuo del cervello su un tema da cui devi riuscire a staccarti. Devi riuscire a tranquillizzarti. Penso possa essere positivo parlarne con una psicologa, anche se il tuo problema è il DOC, non la tua sessualità, che è totalmente etero e non ha nulla di anomalo.
Nel frattempo sto cercando di testarmi di meno. Niente visioni di porno, niente misurazione di eccitazione. Solo che la testa sbanda, pesa, fa male.
Bravo! Niente test, mi raccomando, e neanche ragionamenti sul tema: fai le cose normali che facevi prima, evita di pensare all'omosessualità, qualsiasi cosa succeda, incluse le immagini intrusive (ti vengono? e vabbè, sai che sono un sintomo del DOC, sopporta, non pensarci e vai avanti)
Quando voi avete scoperto di essere omosessuali più avanti nella vita, vi sentivate così?
Intanto direi che non ci si scopre gay. Nel mio caso ne ho preso consapevolezza un po' tardi (il che è diverso dallo scoprire), ma comunque non mi è successo nulla di quello che racconti tu, anzi: ho avuto subito chiaro che non c'erano proprio dubbi sulla mia identità sessuale e non ho mai avuto ansia o paura. Ricorda che la sessualità vera non è mai ansiogena e indesiderata, ma sempre rassicurante, appagante e piacevole.
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progettogayforum
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da progettogayforum » lunedì 19 novembre 2018, 16:13

Non mi sono mai scoperto omosessuale, la mia sessualità è stata e poteva essere solo quella, non c'è stato assolutamente nulla di traumatico, non c'è stato un momento di presa di coscienza, è stato tutto assolutamente semplice e liscio. Un omosessuale, se mai, si rende conto che la sua sessualità è diversa da quella degli altri ragazzi, ma certamente non scambierebbe la sua con quella degli altri per niente al mondo, perché la sessualità gay fa parte della sua identità profonda. Quando un gay subisce pesantissime pressioni sociali può forzarsi a comportamenti eterosessuali, ma sono appunto forzature che non hanno niente a che vedere con la vera sessualità.
L'omofobia interiorizzata, è uno stato indotto di origine ambientale che opera su un ragazzo "veramente gay" mettendolo in conflitto con se stesso, ma tutto questo non ha nulla a che vedere con te, innanzitutto perché il tuo essere etero è evidente in tutta la tua storia. Un gay non ha nostalgia del mondo etero perché il suo essere gay è assoluto, non ha alternative e non ha rimpianti. Anche il tema del DOC è indotto dall'ambiente. Il DOC a tema gay è praticamente inesistente nei paesi scandinavi dove l'essere gay è considerato un fatto normale. Perché l'idea di essere gay non è vista a priori come distruttiva, nei paesi in cui l'omofobia è forte la paura di essere gay può arrivare a livello di ossessione. Il DOC può portare a momenti di panico, ma devi avere ben chiara l'idea che tutte queste cose passeranno e diventeranno un ricordo, perché ne uscirai. Ho visto risolversi situazioni veramente estreme. Ovviamente è ottima l'idea di ridurre i test, di eliminare i porno e io aggiungerei un consiglio: non perdere assolutamente i contatti con quella ragazza perché lei non è una fantasia ma una persona reale. Il DOC lavora su pensieri astratti che non sono seguiti da comportamenti, si tratta di ipotesi e solo di ipotesi astratte da sottoporre a continua verifica. Il rapporto con persone vere (che non deve diventare anch'esso un test) aiuta a tenere i piedi per terra e ad uscire fuori da se stessi, e questo aiuta moltissimo a svalutare dall'interno in pensiero astratto del DOC. Certamente puoi sentirti a pezzi, come se qualcuno ti stesse derubando della tua identità, ma stai certo che la tua identità etero supererà tutte queste prove, perché quella non è un'ipotesi, e dal DOC ne uscirai eccome.

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agis
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da agis » lunedì 19 novembre 2018, 16:41

progettogayforum ha scritto:Anche il tema del DOC è indotto dall'ambiente. Il DOC a tema gay è praticamente inesistente nei paesi scandinavi dove l'essere gay è considerato un fatto normale. Perché l'idea di essere gay non è vista a priori come distruttiva,

Appunto, assumiamo pure questo come di comune accordo in prima approssimazione. Torna la mia domanda iniziale. A che titolo ed in che modo quell'altro ragazzo carino out da molti anni da cui sembrano, nella tua narrazione, McCullouch, scatenarsi i problemi sta nel gruppo degli altri ragazzi? L'omofobia interiorizzata di cui tu ci parli potrebbe essere una profonda e valida intuizione da parte tua che non mi sembra particolarmente in contraddizione con il fatto di poterci sviluppare al di sopra un DOC. Ora, per me che son vecchio e la cumpa la frequentavo una quarantina di anni fa, sarebbe stato del tutto inpensabile che uno potesse stare in una compagnia di ragazzi d'origine piccolo-borghese da gay dichiarato ma secondo te è ancora davvero così 40 anni dopo? :) Poi, più tardi, provo a raccontarti come le cose sono andate per me perché in parte posso esser d'accordo con project ma in parte anche no. Buona serata McCullouch e, per il momento, segui pure i consigli di Davide ^_^.

McCulloch23
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » lunedì 19 novembre 2018, 16:52

Ho le lacrime agli occhi, davvero. Chiunque mi dice che sono eterosessuale o al massimo bisessuale, ma l'unico che fatica a crederci sono io...
Faccio una fatica immensa a lasciare andare queste immagini. A volte anche una fotografia che vedo, mi rimane in testa per ore, giorni interi e mi da un fastidio tremendo. All'inizio di tutto questo, per distrarmi e fare scendere l'ansia, guardavo le foto della mia fidanzata, sorridente, prima che cominciasse questo brutto periodo...
Era magico, pensavo "...mi basta guardarla un minuto e tutto sparisce". Ma a lungo andare non è bastato più...sono diventato talmente ossessionato che ogni volta che le volevo dire o scrivere "ti amo" non dovevo avere nessun'altro davanti. Ho perso completamente il controllo...
Anche chiudere gli occhi e cercare di pensare a qualsiasi cosa è diventato difficile... c'è sempre qualcuno o qualcosa. Continuo a ripetermi"non voglio essere gay, non lo sono, non posso essere così" ma tutte le mie reazioni puntano al contrario. Ho come la sensazione che questo mio blocco sia dovuto all'ambiente omofobo in cui sono cresciuto. Dove parole o insulti, mi hanno spinto a vedere la cosa negativamente e a conformarmi, a non essere una minoranza...ma non regge. Non regge nemmeno questo. Un vero omosessuale avrebbe erezioni guardando una ragazza? Accarezzandola? Baciandola dolcemente? C'è da dire però che non ho avuto moltissime esperienze sessuali. Vuoi un po' perché si tiravano o mi tiravo indietro io, vuoi perché per anni letteralmente mi sono dedicato a una sola ragazza nel tentativo di farla innamorare, ho perso molte occasioni. Occasioni che se avessi sfruttato non mi avrebbero fatto cadere. Sarei stato più sicuro e avrei superato la cosa letteralmente in un paio d'ore. Sono 5 mesi ormai...e leggere articoli sul DOC e cosa comporta mi hanno fatto immedesimare talmente che le immagini intrusive di tipo sessuale siano state solo un qualcosa che ho forzato, che ho richiamato io. I pensieri sono piuttosto espliciti "succhiare......" e quant'altro. Ricordo come all'inizio pensare che un ragazzo fosse bello mi provocava un'ansia terribile...nulla rispetto a questi pensieri! Anzi, vorrei quasi ritornassero solo quelli, sarei felicissimo :lol:
Ho letto moltissime storie di coming out, di persone che si scoprono omosessuali più avanti nella vita dopo soddisfacenti relazioni eterosessuali, ho visto fotografie di coppie gay nel tentativo di rassicurarmi e dirmi"vedi? Non è poi così terribile come cosa". Ma non basta neanche questo. Non è bastato nulla. Sono arrivato a pensare" ho così paura di soffrire che preferirei scoprirmi gay così da smettere di trattare male donne e di essere trattato male da loro?" Sono seriamente dubbioso sul fatto che mi piacciano gli uomini... ricordo di come da piccolo fantasticavo di baciare la mia maestra :lol:
Forse sono più attratto sentimentalmente dalle donne e sessualmente dagli uomini? Mi contraddico da solo tutto il tempo, non riesco a seguire un filo logico... è tutto così strano e non riesco più ad eliminare dalla mia testa queste persone. Ora sono fissato con persone decedute e a volte ho il terrore di vederli in rapporti sessuali. È capitato, ed è stato orripilante...Chiudo gli occhi, respiro forte e penso alle fotografie della mia ragazza. Anche quelle di quando era piccolina...sono di una dolcezza unica. Vorrei riempirmi la testa solo di questo..

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Davide94
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da Davide94 » lunedì 19 novembre 2018, 17:57

Tu reagisci ai pensieri ossessivi, come tutti, con un mix di comportamenti diversi, anche in contrasto tra loro: a volte provi a contrastarli (con ragionamenti e test), altre volte ad allontanarli (come quando guardi le foto della tua ragazza), altre ancora persino ad accettarli come veri. Tra questi l'unico comportamento utile è, a mio parere, quello di allontanarli, provando a ignorarli. Come ti diceva Project, il DOC lavora su ipotesi astratte, mentre la tua ragazza è una persona reale (e devi volerle davvero bene, perché scrivi delle cose molto belle quando parli di lei!) e stare con lei può aiutarti a smontare l'ossessione dall'interno. Però non devi vivere questa cosa come un test, come una compulsione: stringiti semplicemente a lei in questo momento difficile e lascia che il DOC gridi nella tua testa quanto vuole. Tu resta fermo e resisti, confortato dall'amore per lei, e calmati, perché non c'è nulla da temere. Ora i tuoi pensieri offuscano ciò che sei davvero (e che sei sempre stato), ma se li lasci liberi il cielo torna sereno. Devi tranquillizzarti, devi liberarti dall'ansia e dalla paura: non devi smentire né accettare nulla, solo ignorare e lasciar scorrere. I pensieri hanno importanza solo se gliela dai tu: se li consideri ti tormentano, se non gli dai importanza gradualmente scompaiono (ci vogliono tempo, volontà, impegno e costanza). E non fare mai l'errore di credere che questi pensieri descrivano qualcosa di reale, perché non è così.
Ultima modifica di Davide94 il lunedì 19 novembre 2018, 18:43, modificato 4 volte in totale.

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