Chi sono? Sono davvero gay?

Che cosa significa essere gay
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agis
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da agis » lunedì 19 novembre 2018, 17:59

Beh sai McCullouch, vista l'età, anche a me capita di pensare a persone decedute o, comunque, perse per strada da qualche parte chissà dove... chissà dove? come scrisse il poeta abruzzese. Magari anche a quelle cose che si fecero, che non si fecero, che si sarebbero potute fare e non si sono fatte sessuali o meno che fossero. Personalmente non ci trovo nulla di orripilante. Qualcuno ci ha fatto pure delle poesie figuriamoci ^_^

https://www.youtube.com/watch?v=XFT29VuKLkw

A proposito quand'è che, secondo te, un rapporto diventa "sessuale"? :)

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progettogayforum
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da progettogayforum » lunedì 19 novembre 2018, 18:02

McCulloch, che tu possa avere mille dubbi anche se le persone intorno a te non ne hanno alcuno è più che ovvio, tu puoi provare di fronte a contenuti gay reazioni che sono formalmente sessuali, ma che non sono sostanzialmente sessuali e questo può benissimo metterti in crisi perché sembra poter minare la tua identità personale, cosa che però non ha nulla a che vedere con la realtà. Cerco di spiegarmi con un esempio: il DOC ipocondriaco. Il DOC ipocondriaco non crea generiche preoccupazioni circa lo stato di salute di un individuo, che sarebbero oggettivamente poco ansiogene se non fossero accompagnate da tutta una sintomatologia (non reale ma indotta dal DOC e con tutte le apparenze di quella reale). L’ipocondriaco che teme di avere mal di cuore ha tachicardia, extrasistole, dispnea, è iperteso, ecc. ecc. come un cardiopatico vero, l’insieme dei sintomi può essere impressionante, ma non lo è ovviamente agli occhi del cardiologo, e lo stesso vale per le somatizzazioni viscerali legate alla paura dei tumori epatici e del colon ecc. ecc., e non basta certamente che lo specialista assicuri il soggetto che non emergono segni della patologia temuta, il soggetto non crederà al medico, cambierà medico e ricomincerà da capo tutte le ricerche. Il DOC a tema gay è accompagnato da tutto un insieme di fenomeni che servono a rafforzare la paura di essere gay. L’ansia ha la caratteristica di fare apparire reali cose che non lo sono affatto, di ingigantire le ombre fino a farle apparire come mostri e di svalutare elementi oggettivi e solidi che se opportunamente valutati farebbero calare il livello stesso dell’ansia. Nel DOC a tema gay, un ragazzo etero al 100% arriva molto facilmente a testare la propria reazione erettiva di fonte a situazioni che ritiene possano essere coinvolgenti per un gay, e arriva fino alla masturbazione con un video o con una fantasia gay, ma attenzione bene: questi comportamenti, che hanno l’apparenza della sessualità non ne hanno la sostanza, perché sono risposte compulsive che tendono ad abbassare i livelli d’ansia. La sessualità vera, anche nella masturbazione, come ha detto giustamente Davide, non è mai ansiogena ed è qualcosa di positivo, di gradito, di realmente voluto e goduto. Quando c’è ansia, prima durante o dopo qualsiasi attività sessuale, non si tratta di vera sessualità ma di risposte compulsive al pensiero ossessivo. Quei comportamenti non sono segno che un ragazzo etero sta diventando gay, cosa impossibile, ma che il pensiero ossessivo ha preso il sopravvento. Se un ragazzo etero tende a pensare che se si masturba una volta con fantasie gay questo vuol dire che sta diventando gay, beh, allora è evidente che ci può stare malissimo, perché è come se vedesse il suo mondo crollare su se stesso, ma se quello stesso ragazzo si rende conto che non si tratta di sessualità ma di meccanismi compulsivi che passeranno e che non gli sconvolgeranno la vita se li valuterà per quello che sono, senza farsi spaventare dalla ombre, allora avrà fatto un enorme passo avanti. Per quanto riguarda i test, pretendere di eliminarli subito e al 100% vuol dire aumentare l’ansia, non ridurla, è opportuno invece imparare ad esercitare la volontà gradualmente non nella eliminazione radicale dei fenomeni compulsivi ma nella loro riduzione, perché questo è possibile, è un po’ come l’uscita da una dipendenza, come quella dal fumo: chiedere a uno che fuma due pacchetti al giorno di smettere del tutto da un momento all’altro porta solo a frustrazione, cercare di ridurre i due pacchetti ad uno solo al giorno è un passo oggettivo verso la disintossicazione. Non è facile uscire dalla dipendenza dal fumo, come non è facile uscire dal DOC, ma se ne esce eccome!

McCulloch23
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » lunedì 19 novembre 2018, 19:04

Sono letteralmente una fontana in questo momento. È tutto quello che cerco di fare, cerco di mandare tutto via, mi aggrappo a lei anche se a volte le dico di andare via...di trovarsi uno migliore perché in questo stato non riesco. Sono troppo preso dalla mia ossessione, dal risolvere il mio problema...volevo prendermi cura di lei, volevo innamorarmene pazzamente, voltare pagina, andare avanti, vivere una bella relazione seria... è andato quasi tutto in fumo. Ogni volta che sto con lei mi monitoro, ed è come se la stessi solamente usando per provarmi di essere etero. Sto letteralmente basando tutto su di un'erezione. Mi sento meschino e ogni volta che glielo dico mi rassicura, dicendomi che se lo faccio è perché sono spaventato. Poi mi calmo, mi distraggo anche solo un istante...mi rendo conto di quanto sia bella quando sorride, di quanto siano morbide le sue guance quando l'accarezzo, di quanto soffici siano le sue labbra quando mi avvicino per baciarla...ma non devo neanche pensarci a farlo per paura che compaia qualcosa. La guardo dritto negli occhi e tra qualche pensiero del tipo "sei sicuro? Sei stanco da morire...non ce la fai più, ma almeno goditi questo istante, abbracciala forte, chi se ne importa di quello che sei, pensaci dopo", mi lascio andare...l'ansia scende, ho una sensazione di calore in tutto il corpo, ma non mi basta più. Lei sa del mio disagio, delle mie compulsioni, dei miei pensieri. Sa tutto, ho voluto dirglielo dopo poco perché sapevo di potermi fidare. Le ho raccontato per filo e per segno ogni cosa...e anche lei pensa che io sia al massimo bisessuale. Ho tempestato il mio telefono di sue fotografie...ogni volta che ho un po'd'ansia, tra ricerche varie e pensieri, cerco di guardare Lei. Mi rassicura il suo sorriso, i suoi occhi, i suoi ricciolini, mi sciolgo quando vedo lei da piccola...ma mi allarmo, troppo quando leggo di DOC e non vedo nessuno come me... nessuno con queste reazioni, nessuno con questa linea di pensiero così "o tutto o niente". E allora scatta di nuovo il panico, la paura di essere l'unica eccezione, la paura di non avere alcun DOC ma semplicemente paura di avere una sessualità e affettività diversa da come la percepivo prima. Ritornano in mente le strane reazioni di quando ero più piccolo, la paura anche allora, ma in tutto questo sembra distante il grande amore che ho provato e che mi aveva aiutato a superare per ben due volte queste crisi...Mi riprometto ogni volta di non cercare nulla, ma è troppo forte, il bisogno di rassicurazioni è diventato un'arma che ha fatto più danni che altro. Non mi importa più neanche di quale sia la mia natura, non importa più, vorrei solo smettesse il tormento, il non sapere con certezza chi o cosa sono. Svegliarmi un mattino senza ansia, senza sensazioni continue alle parti basse anche in assenza di pensieri o immagini, senza incubi, senza la paura di guardare in volto amici o persone in strada per paura di esserne attratto, senza chiedermi il perché di averlo fatto se poi cade l'occhio su qualcuno. E se poi mi dico "e va bene, lo accetto, magari sono gay e se è così è inutile combatterlo, viste le mie reazioni poi sembra anche probabile". L' umore crolla e già non è dei migliori e quando grido di stare zitto nella mia stessa testa, mi calmo, passo intere nottate sveglio. Da quella sera milioni di volte ho cercato di immaginare lei, stesa vicino a me(vive in un'altra città, ma riusciamo a vederci spesso). A volte ci riesco...a volte vedo qualcun'altro...come se la mia immaginazione si fosse rivoltata contro di me. La cosa singolare è che le persone che vedo non sono sconosciuti, sono amici o alcuni conoscenti che per rassicurarmi all'inizio mi dicevo "beh anche loro sono bei ragazzi, non significa che ne sei attratto o sei omosessuale solo per averlo pensato". Ovviamente il non riuscire più a toglierli dalla testa ha alimentato tutto, troppo. A volte trovo anche la forza di riderci su e mi dico "beh, con tutta questa gente in testa almeno non mi sento mai solo!" A volte dico "hey, tutto bene? Quanto tempo!" e se li vedo davvero quando esco, non sento nulla, nemmeno il bisogno di parlarci, nemmeno una pseudo attrazione...nulla. È tutto nella mia dannata testa. È da notare bene che sono persone viste centinaia di volte prima. Non monitoro nemmeno se sono eccitato dalle loro presenze, anzi, se inizio a pensarci sento solo una forte, fortissima ansia, come quando accetto una fantasia omosessuale e ho un'erezione che non riesco a replicare pensando a donne. Se invece riesco a replicarla, beh, non sono comunque convinto, perché se è vero che ogni pensiero sessuale può provocare erezioni, quale dei due è naturale? Ho parlato anche con amici che hanno avuto lo stesso tipo di DOC, ma doccati veri, presi dalla pulizia, dall'ordine, la simmetria...e nessuno di loro ha avuto un dubbio così persistente. Sapevano semplicemente di essere doccati e dopo poco tutto è tornato alla normalità. Nessun test, nessuna rassicurazione. Tutto passato in pochissimo tempo. Solo io a quanto pare mi sono spinto a tanto. Ho iniziato a pensare di aver sconfitto il DOC(sempre se l'ho mai avuto) in precedenza ossessionandomi su di una ragazza che adoravo e che perderla, abbia fatto lentamente riaffiorare le mie insicurezze. È stato un duro colpo accettare quella"sconfitta", mi sono ripreso dopo un po' ed ero felice. È quasi svanito tutto. Ho un barlume di speranza che mi avete dato voi oggi...

McCulloch23
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » lunedì 19 novembre 2018, 19:08

Beh li trovo orripilanti visto che sono ad esempio miei nonni, parenti o amici morti :cry:

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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da agis » lunedì 19 novembre 2018, 21:21

McCulloch23 ha scritto:Beh li trovo orripilanti visto che sono ad esempio miei nonni, parenti o amici morti :cry:

Pffffft suvvìa McCulloch ^_^ Abbiamo una curiosa tendenza a pensare che i nostri genitori, nonni, vecchi amici siano nati già vecchi perché, in fin dei conti, a noi è capitato di conoscerli così fin dapprincipio. Conservo però molte foto, ritratti ingialliti d'altri tempi, dei miei nonni e, in particolare, i miei nonni materni erano proprio una bella coppia di giovini. Pur essendo io gayo, devo confessarti che, nonostante tutto, mio nonno, non era proprio esattamente il mio tipo e, forse, non avrei provato a farmelo neanche se l'avessi conosciuto da estraneo quando ero più giovane. Mia nonna invece aveva a mio avviso una bellezza senza tempo. Andrebbe di moda ancora adesso in una festa in maschera dove ci si dovesse vestire in stile anni 20 del secolo scorso e, forse, mi sarebbe piaciuta ugualmente se avessi dovuto conoscerla da estraneo in gioventù.
Ora, noi possiamo etichettarci come ci pare, ci mancherebbe, ma tu credi davvero che il fatto di definirmi gay implichi automaticamente il saltare addosso ad ogni essere o ente di sesso maschile che veda passar per strada? Indipendentemente da questa tua ansia di definirti in qualche modo, tu credi che potresti avere con un'altra ragazza che passa per strada un rapporto paragonabile a quello che hai con la tua ragazza attuale? :)

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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da progettogayforum » lunedì 19 novembre 2018, 21:52

Caro McCulloch, altro che essere l'unico! Quello che racconti corrisponde all'esperienza di tanti ragazzi, molti più di quanti immagini e le esperienze, le sensazioni i condizionamenti sono proprio identici.
Ma fammi dire una cosa che mi sembra assolutamente fondamentale: tu non solo sei innamorato della tua ragazza, ma hai trovato da parte sua un appoggio veramente raro, tu le hai parlato della tua situazione e le hai detto esattamente quello che provi, i condizionamenti che vivi, il senso di angoscia di ansia, di dubbio. Ma ti rendi conto che il tuo rapporto con la tua ragazza non solo è etero al 200% ma fa parte di quel ristretto numero di rapporti in cui c'è insieme interesse sessuale, coinvolgimento affettivo profondo e reciprocità, non si tratta solo di eterosessualità ma di eterosessualità ai livelli più alti. Scrivi di questa ragazza cose che solo uno che è profondamente innamorato può scrivere.

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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » lunedì 19 novembre 2018, 22:34

Ho riflettuto anche sul fatto di amarla davvero. Purtroppo la cosa è nata poco dopo l'esserci messi insieme, letteralmente una settimana dopo, ma so per certo che nel parlarle, nello stare insieme... qualcosa ho provato. Qualcosa lo sento. Sono scoppiato in lacrime come un bambino quando mi ha raccontato la sua storia e non dimenticherò mai quando pensai che fosse davvero stupenda al nostro primo incontro...
Anche io ne ho passate di tutti i colori, in famiglia e non...ma ho come subito avuto l'istinto, l'impulso...il bisogno di volerla proteggere. È come se volessi superare questa cosa solo per darle la parte migliore di me...ma mi sono dedicato troppo a me stesso, trascurando tutto il resto e me ne pento, troppo...merita il mondo, davvero e vorrei fosse sempre felice almeno lei. Non importa più di me... non importa quello che sono io, mi basta sia felice lei, adesso e Dio solo sa quanto vorrei lo fossimo insieme

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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da progettogayforum » lunedì 19 novembre 2018, 23:50

Questo è amore vero!! Leggere queste cose insegna anche ai gay che cosa è l'amore vero. Ti posso dire che mi sono commosso. Non solo sei eterissimo, ma sei etero di serie A, di quelli veramente come si deve, che le donne le amano nel senso serio del termine!

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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » martedì 20 novembre 2018, 0:40

Project ti ringrazio davvero per il supporto. Sono scoppiato in lacrime, non so se per la gioia, per la tristezza, la frustrazione...ho lasciato gridare la mia mente per troppo tempo..."Non voglio esserlo, non voglio avere rapporti con uomini" mentre la mente mi ha bombardato di persone, ricordi recenti, pensieri...ho cercato di non reagire, di non ribattere, di lasciar andare tutto, ma dopo aver letto le tue parole mi sono lasciato andare. Sin da quando ero piccolo, mi hanno sempre detto che sono un tipo di quelli forti, sicuri di sè. Della mia famiglia sembravo quello più forte psicologicamente, quello che non si abbatteva mai nonostante tutto, strafottente,ribelle, anche un tantino troppo aggressivo (anche se poco sanno delle lacrime versate di commozione per questa ragazza o la precedente...). Sono il più piccolo, ma fino a 5 mesi fa ero davvero, ma davvero il più duro. Mi rendo conto che forse era solo un atteggiamento di facciata per non soccombere alle situazioni familiari spiacevoli, quelle amorose disperate...e per una volta che sento in me tutto a posto, tutto completo, il fantasma dell'omosessualità si ripresenta. Non hai idea di quanto io mi senta stupido in questo momento, siete tutti quanti veramente persone meravigliose voi che avete risposto a questo post e che state cercando di aiutarmi. Avrei dovuto fare questo grande passo già dopo pochi giorni...mi sarei subito rasserenato e avrei risolto o quantomeno abbandonato la questione dopo poco. E poco importa ormai, gay o meno, importa riprendersi e donare almeno un po'di felicità a questa persona finché posso.

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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da progettogayforum » martedì 20 novembre 2018, 2:13

Caro McCulloch, oggi, noi di Progetto Gay abbiamo trovato un amico Etero, un amico di spessore umano notevolissimo, che sa che cosa vuol dire amare, che non banalizza i sentimenti. Mi colpisce l’idea di apparire il più forte, il più duro, come atteggiamento di facciata per non soccombere alle situazioni familiari spiacevoli e a quelle amorose disperate. La dimensione umana di una persona si vede dalla capacità di ammettere le proprie fragilità e di rispettare il suo prossimo. Tu ami le donne in modo profondo al punto di temere di fare loro del male e rispetti i gay perché capisci quello che tante persone faticano a capire e cioè che al di là dell’orientamento sessuale siamo veramente tutti uguali, abbiamo tutti bisogno di amare e di essere amati, di sentirci capiti, rispettati, non giudicati. Le esperienze familiari spiacevoli sono alla base dell’insicurezza interiore che può sfociare in ossessività e questo vale sia per gli etero che per i gay. Vorrei aggiungere solo una cosa, tramite Progetto ho conosciuto diversi ragazzi etero con DOC a tema gay e devo dire che erano tutti, senza eccezione, persone notevolissime, di grande sensibilità e di grande umanità e tu non fai che confermare questa regola. L’idea di non pensare a te stesso ma alla tua ragazza è un’idea bellissima, non è affatto una cosa banale che sia proprio lei a darti la forza per mettere da parte il DOC. Posso dire che sono molto contento di averti conosciuto e le cose che dici del nostro forum ci onorano.
Un abbraccio.
Project

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