Chi sono? Sono davvero gay?

Che cosa significa essere gay
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Davide94
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da Davide94 » venerdì 23 novembre 2018, 14:30

Non sarebbe una conversazione con te se non imparassi qualcosa :)

McCulloch23
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » venerdì 23 novembre 2018, 17:25

Comincio a vederci un po'più chiaro. Il dubbio costante inizia ad occupare sempre meno tempo della mia giornata, e se qualche immagine mi passa davanti, qualche ricordo, chiudo gli occhi e ripenso forte alle sensazioni provate con lei. Test diminuiti, ricerca di informazioni e rassicurazione tagliate alla grande. Diminuiti un po' i pensieri ripetitivi di tipo sessuale, unica cosa che non diminuisce molto è una sgradevole sensazione continua lì sotto, credo di aver bisogno di un controllino :lol:

McCulloch23
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » lunedì 26 novembre 2018, 16:54

Niente da fare... continuo però ad avere paura, ansia, troppa...
Se non ho reazioni con lei mi spavento, mi monitoro di nuovo, come un malato di mente. Non riesco a non dovermi rassicurare ogni volta che sia davvero lei, quando siamo abbracciati e non vedo il suo volto. Non riesco più...non reggo più. Le erezioni con gli uomini ci sono sempre nell'immaginarmi in situazioni sessuali...anche con le donne, si, ma è questa paranoia,non so come definirla che mi uccide del tutto. Un passo avanti e tre indietro...

Davide94
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da Davide94 » lunedì 26 novembre 2018, 17:34

McCulloch23 il DOC è un osso duro, ci vogliono tempo, determinazione e impegno per ottenere miglioramenti veri e duraturi e c'è sempre il rischio di ricadute più o meno serie. Un aiuto importante, come già detto, potrebbe venirti da una psicoterapia mirata: se vuoi prendila in considerazione (ripeto: Project ti consiglia quella di tipo cognitivo-comportamentale e, per quanto ne so, mi sento di unirmi al suo consiglio).

Nel frattempo, ancora un piccolo consiglio provo a dartelo io:
Se non ho reazioni con lei mi spavento, mi monitoro di nuovo, come un malato di mente.
Qui ti frega il DOC! Sei dipendente dalle rassicurazioni: se cerchi rassicurazioni monitorandoti, magari momentaneamente ti calmi, ma insegni alla tua mente che per calmarsi deve cercare rassicurazioni e, la volta successiva, secondo te che farà quando ti verrà il dubbio? Cercherà subito rassicurazioni...riesci a vedere in cosa consiste e come si instaura il meccanismo? Ne devi uscire. E per uscirne devi fare un atto di coraggio e di fiducia: sei etero e questo non cambierà, ma finché ci sarà il dubbio ossessivo continuerà a succedere che tu abbia immagini intrusive e persino reazioni fisiche indesiderate, devi sopportare, devi lasciar scorrere tutto questo, ignorarlo, consapevole che è solo il sintomo di un disturbo, così la tua mente si tranquillizzerà. Se dai importanza a una questione questa ti torna in mente sempre più spesso, se non gliela dai piano piano passa in secondo piano fino ad uscire dai tuoi pensieri. E l'ansia? Beh quella come arriva passa, trova ciò che ti calma (sicuramente stare con la tua ragazza). Ma non cedere al ricatto del DOC che ti spinge ad assecondare le ossessioni, cercando rassicurazioni pur di calmare l'ansia, perché così facendo peggiori solo la situazione, dai importanza ai pensieri e alimenti la dipendenza dalle rassicurazioni.

McCulloch23
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » lunedì 26 novembre 2018, 17:44

Davide hai perfettamente ragione, ma sta diventando letteralmente un inferno. Anche solo un corpo maschile adesso mi provoca sensazioni di erezione e non provo neanche a vedere una donna perché se non ho nulla, so già come starò. Cerco di fregarmene ma sta diventando troppo, troppo pesante. Sto cercando semplicemente di distrarmi per il momento, ma le rassicurazioni anche minime mi aiutano un po'. Devo tagliarne sempre più, anche il vedere materiali. Ma anche con cose meno esplicite, ho sempre una sensazione strana, non ansiogena e se pure mi dico "e va bene, non fa niente, basta che smette il tormento" dopo qualche ora di apparente calma, sono punto e a capo. E ricomincia il dubbio, il "ma com'è possibile tutto a un tratto". È dura, troppo. E il dubbio che sia effettivamente DOC rimane sempre...

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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 28 novembre 2018, 15:41

Rispondo, anche se a distanza di parecchi giorni. Il DOC a tema gay non è una banalità che si risolve in pochi giorni e con un paio di colloqui con uno psicologo competente. Il DOC è un disturbo ossessivo serio che si risolve, ma può richiedere molto tempo e può essere molto difficile da gestire. Ovviamente le competenze in queste situazioni sono molto articolate, di fronte ad ansia fortemente impattante sui livelli della vita ordinaria, di fronte ad attacchi di panico o a disturbi molto seri “può” avere senso pensare all'uso di farmaci, ma sotto controllo di uno specialista competente. L’uso di psicofarmaci dovrebbe essere valutato da uno psichiatra e non da un medico generico, perché certi farmaci vanno gestiti con massima competenza e consapevolezza, ma il ricorso ai farmaci, in queste situazioni, è piuttosto ridotto ed è limitato a momenti caratterizzati da forti somatizzazioni: insonnia, tachicardia, stato di agitazione psicomotoria. Uno psicologo competente (dove la parola competente non significa solo abilitato all'esercizio della professione ma indica anche e soprattutto un’esperienza lunga e specifica nell'affrontare il DOC) può essere utilissimo nel dare al paziente informazioni corrette e nell'insegnargli tecniche opportune di gestione dell’ansia, oltre che nel seguirlo nel corso del tempo (ripeto che, da quello che ho visto, penso che gli psicologi di indirizzo cognitivo-comportamentale siano quelli meglio attrezzati per la gestione di queste cose). Gli ambienti gay strutturati, come Progetto Gay, ai quali molto spesso i ragazzi con DOC a tema gay si rivolgono, devono fornire indicazioni corrette e devono cercare di rispondere seriamente alla domanda che viene loro posta ansiosamente: “Sono gay o no?” Perché i gay che hanno avuto qualche familiarità con casi di DOC sono tanti e questi gay si rendono immediatamente conto se la persona che scrive sul forum è gay o no. Chi non è abituato ai contatti coi ragazzi con DOC a tema gay può forse avere qualche dubbio, può pensare all'omofobia interiorizzata o a difficoltà di accettazione, ma chi di situazioni di DOC a tema gay ne ha viste tante, riconosce immediatamente il carattere ossessivo-compulsivo di quelle che potrebbero sembrare manifestazioni di una sessualità repressa. Ho mantenuto e mantengo tuttora ottimi rapporti con ragazzi che hanno avuto o che hanno ancora un DOC a tema gay. È evidente che sono ragazzi etero con un disturbo ossessivo perché le manifestazioni del DOC sono molto tipizzate e ricorrenti e confrontando le mail di diversi ragazzi con questo disturbo si trovano espressioni sostanzialmente identiche, test sostanzialmente identici, dubbi ossessivi sostanzialmente identici. A questi ragazzi bisogna rispondere perché sono persone che soffrono e talvolta in modo pesante e che si rivolgono ad un forum gay che deve fare la sua parte, che è limitata, perché non è un intervento di uno psichiatra o di uno psicologo ma è l’intervento di persone che sanno che cosa significa essere gay e devono dare onestamente e senza reticenze delle risposte, non aprioristiche o ideologiche ma basate su conoscenze molto specifiche. Nessuno vuole rubare il mestiere ai medici e agli psicologi, ci mancherebbe altro, ma pensare che le persone con DOC debbano essere trattate solo da psichiatri e psicologi farebbe rigirare il prof. Basaglia nella tomba. Se la società fosse accogliente, se l’apertura e il rispetto del prossimo fossero una regola condivisa ci sarebbero molti meno problemi per tutti. E i gay, specialmente quelli delle vecchie generazioni, sapevano, per averne fatta esperienza sulla loro pelle, che cosa possa volesse dire la psichiatrizzazione della omosessualità in una società piena di preconcetti e omofoba. Io penso che i gay dovrebbero essere i primi a fare tesoro delle esperienze terribili fatte dalle generazioni gay precedenti, è per questo che le porte dovrebbero sempre essere aperte seriamente a tutti quelli che seriamente si rivolgono a noi.

McCulloch23
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da McCulloch23 » venerdì 30 novembre 2018, 18:02

La situazione sta precipitando...
Ho deciso di lasciare andare la mia ragazza perché sono troppo preso da questa cosa...gay, bisex, etero. Non ce l'ho fatta, non riesco a vivere... continuamente immagini di persone davanti, cose viste...se provo ad immaginare rapporti omosessuali ho erezioni, anche vedendo pornografia. Ho erezioni immaginando rapporti con donne, ma quasi nulla se vedo pornografia lesbo. Ogni bell'uomo lo scruto attentamente e mi sento quasi attratto, mi chiedo anche perché lo faccio e mi rispondo da solo"semplice, sei gay". Speravo che lasciando andare la mia ragazza un minimo allentasse la presa..."la ami? La stai usando? Sei gay e non ti accetti". Ho visto una cosa sua e sono scoppiato in lacrime, ho gridato a lungo quanto fosse ingiusto. Non voglio esserlo...
Ero felice...ero felice da etero o finto etero... così sono solo...devastato. Non riuscirei mai ad accarezzare o abbracciare dolcemente un uomo, mai, né tantomeno baciarlo o altro nonostante il pensiero mi provochi eccitazioni..ma la paranoia totale di dovermi rigirare a controllare chi io stia abbracciando, cosa mi passi per la testa, cosa vedo quando dico certe cose... Sono stanco morto. Non mangio per giorni o mangio tropoo, dormo troppo o non dormo affatto, passo notti a dirmi che la mia vita è finita e che preferirei morire...Non odio i gay ma li ho sempre evitati alcuni, soprattutto dopo che per anni mi sento preso in giro con parole tipo "dillo che sei frocio""secondo me sei un po' gay""diventa gay, ho sempre desiderato un amico gay". È troppo reale...e sono diventato forse ancora più omofobo in questo periodo. Non riesco a stare tra la gente, senza scrutare chiunque e se noto una bella ragazza mi sento distante. Mi manco. Se l'omosessualità è innata non posso combatterla, ma se così fosse, forse ero talmente distratto da non rendermene conto. Che il semplice fatto che amassi alcune ragazze e avessi fantasie sessuali su altre, mi rendesse etero...forse mi sbagliavo. Forse le persone che mi dicevano quelle cose avevano notato in me cose che io non avevo notato. Evitavo di vedere uomini e se li vedevo non provavo e sentivo nulla, né ansia né eccitazione o mezze erezioni. Si è rivoltato tutto. La donna, da me tanto amata, apprezzata e idealizzata è diventata quasi un oggetto inanimato che mi provoca...quasi nulla, se non... nostalgia di una vita mai vissuta. Noto la bellezza, finisce lì.
Mi è costato tutto, la felicità, una relazione che volevo durasse...una vita intera. Sarei felice se non avessi costantemente cose per la testa, che siano persone o... ricordi di questo periodo. Lo accetterei forse più serenamente, per modo di dire, se avessi la mente sgombra. Ma no... sempre le stesse persone... amici,ragazzi gay,persone decedute. Perché...?

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agis
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da agis » venerdì 30 novembre 2018, 21:40

McCulloch23 ha scritto:
venerdì 30 novembre 2018, 18:02
Mi è costato tutto, la felicità, una relazione che volevo durasse...una vita intera. Sarei felice se non avessi costantemente cose per la testa, che siano persone o... ricordi di questo periodo. Lo accetterei forse più serenamente, per modo di dire, se avessi la mente sgombra. Ma no... sempre le stesse persone... amici,ragazzi gay,persone decedute. Perché...?
Eh McCulloch, appunto, perché?
Io/tu/noi tutti siamo pieni di immagini come le tue ed il loro numero e frequenza tenderebbero naturalmente ad aumentare con l'età non fosse che, alle volte, molte di queste non le si riesce più semplicemente a trattenere vuoi per il numero crescente vuoi per le capacità diminuite di ritenerle/memorizzarle. Anche Georges Brassens e Faber, il poeta genovese, cantarono un tempo con nostalgia di queste

immagini care per qualche istante (che) sarete presto una folla distante

Facciamo finta che questi amici, ragazzi gay, persone decedute siano ora una folla distante. Tu, a mente fredda, se fossero una folla distante, come ce li descriveresti? ^_^

Davide94
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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da Davide94 » venerdì 30 novembre 2018, 22:14

McCulloch23, parto da questo: "non riuscirei mai ad accarezzare un uomo o ad abbracciarlo dolcemente,mai, né tantomeno a baciarlo"...beh non ci sono dubbi, tu di gay non hai proprio niente.

Ora, credo di averti detto in qualche messaggio precedente che uscire dal DOC non vuol dire trovare la risposta alle proprie domande, ma riuscire a non porsi più le domande.
Tu dici "se provo a immaginare rapporti omosessuali". A me sembra che tu immagini rapporti omosessuali non perché questo ti provoca piacere, ma solo perché speri di non avere reazioni, avendo così conferma delle tua eterosessualità. Dico bene? È così? Ecco, se è così ciò che immagini non sono fantasie sessuali, sono solo test mentali che tu esegui per trovare la risposta alla domanda "sono gay?" Ma a questa domanda tu non devi rispondere! Devi riuscire a non portela più! Funziona così il DOC: inizia con una domanda, tu ti metti a cercare una risposta, il tuo cervello vede che ti dedichi a questa domanda e capisce che la domanda è importante, e allora ti ci fa pensare sempre più spesso. Come se ne esce? Con la forza di volontà: imponendoti di non pensare più a questa questione. Ti potrà sembrare paradossale: "ma come faccio a non pensarci? Io devo sapere se sono etero o gay!" No!!! È una trappola, non troverai mai le risposte che cerchi, l'unica cosa da fare è non farti più le domande ed ignorare tutti i segni che mente e corpo sembrano inviarti, se ci riesci il tuo cervello capirà che tutta questa questione non ha senso e piano piano smetterà di pensarci.

E poi devi riuscire a calmarti: sei in uno stato di forte agitazione, che addirittura ti compromette la regolarità nel mangiare e nel dormire. Smetti di pensare al tuo orientamento sessuale. Lo so, non è facile, ma ci devi riuscire, ti devi fidare di chi ti dice che sei etero e che l'unico modo per uscire dal DOC è smettere di pensare al tema dell'ossessione.

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Re: Chi sono? Sono davvero gay?

Messaggio da progettogayforum » sabato 1 dicembre 2018, 7:16

Caro McCulloch23, ribadisco che non sono una psicologo e non voglio rubare il mestiere a nessuno, ma insisto nel sottolineare che l’approccio cognitivo comportamentale mi sembra il più adatto per affrontare il DOC e quindi anche il DOC a tema gay. Il nodo fondamentale di questo approccio consiste nell'acquisire consapevolezza del problema, che va compreso e affrontato razionalmente, evitando ogni decisione oggettivamente irrazionale (e sulla spinta del DOC è facile mettere da parte la razionalità). Le errate rappresentazioni del problema portano alla ricerca di soluzioni oggettivamente disfunzionali. Partiamo quindi dalla base derivata dall'esperienza clinica e ampiamente descritta in letteratura, Che cosa è il DOC? Il DOC è un disturbo ossessivo-compulsivo, dal quale si esce ma non in tempi brevi. Questo dice l’esperienza clinica. Perché lo dico? Essenzialmente perché ogni approccio, anche non tecnico, a questi disturbi deve partire dalla consapevolezza della realtà. Chi pensa che potrà uscire dal DOC in 15 giorni, con 5 sedute di psicoterapia si espone, già per questo, al rischio-certezza di delusioni. Bisogna capire che se ne uscirà e capire anche che ci vorrà tempo, le due cose non possono essere separate. Facciamo un altro passo in avanti: alcuni ragionamenti, che a prima vista sembrano logici, sono di fatto la premessa di decisioni sbagliate. Ti faccio un esempio concreto: “Mi sento gay, anche se non voglio, quindi devo lasciare la mia ragazza!” Un ipocondriaco si sente malato ma oggettivamente non lo è e l’idea di sottoporsi ad una terapia, che in ragione della sua convinzione gli sembra utile, è di fatto dannosa perché dettata da un presupposto sbagliato che si è erroneamente assunto come giusto. Ma analizziamo la frase più a fondo: se penso di dover lasciare la mia ragazza, vuol dire che io ho avuto una ragazza e questo con va d’accordo con la mia affermazione di essere gay, perché, nella stragrande maggioranza dei casi, i gay hanno o hanno avuto un ragazzo, non una ragazza. Se sono gay non dovrei avere avuto una ragazza o almeno non dovrei mai essere stato innamorato seriamente di una ragazza. Da quello che scrivi, sembra di capire che sei stato anche tu apostrofato come gay, quanto certamente non ti consideravi tale, e questa etichetta gay te la sei sentita addosso come una cosa che ti stava stretta. Ma un gay non è mai realmente insoddisfatto di essere gay, può avere problemi perché si trova in un ambiente omofobo, ma non è certo condizionato negativamente dall'omosessualità in quanto tale. Nessun gay vuole diventare etero, a meno ce non gli abbiano fatto il lavaggio del cervello e le terapie di conversione per riportare un gay alla eterosessualità non hanno alcun senso e sono condannate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come forme di violenza contro la persona, cioè autentici crimini. La tua frase che è stata immediatamente notata da Davide: “non riuscirei mai ad accarezzare un uomo o ad abbracciarlo dolcemente, mai, né tanto meno a baciarlo” ha fatto saltare anche me sulla sedia, ma come? Tu puoi avere fantasie sessuali su un uomo, puoi immaginare di fare sesso con lui senza freni, però non riusciresti mai ad accarezzarlo, ad abbracciarlo o a baciarlo! Ma non ti rendi conto che quelle fantasie non sono affatto fantasie sessuali proprio perché in esse manca del tutto qualsiasi risvolto affettivo? Un gay non è tale perché fa sesso con gli uomini, ci sono tanti (veramente tanti) uomini etero che fanno sesso con gli uomini ma non li amano, ma quelli non sono gay, perché la loro affettività è riservata alla donne. Un gay si innamora di un uomo con un coinvolgimento profondo sia affettivo che sessuale. Qualcuno mi potrebbe obiettare che io non voglio riconoscere il sesso leggero, cioè quello senza una base affettiva profonda, ma non è così. Mi spiego con un esempio, un ragazzo che fa sesso con due ragazzi diversi (separatamente, ovviamente) può amare più uno dell’altro, ma li amerà più o meno difettosamente entrambi. Qualcuno mi obietta: e i cosiddetti scopa-amici, allora? Ma quelli non sono rapporti privi di affettività già per il fatto che si tratta di amici. L’affettività, quando c’è sesso vero, c’è sempre, più o meno forte ma c’è sempre. Quando l’affettività manca del tutto (non abbraccerei o bacerei mai un uomo!) ma ci sono fantasie sessuali, quella non è sessualità ma è una risposta compulsiva ad una paura ossessiva. Naturalmente il mio discorso, come quello di Davide, non ti convinceranno, ma la finalità non è tanto di convincerti che tu sei etero, cosa che da fuori è evidente, quanto almeno di minare le false certezze indotte dal DOC.

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