FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Che cosa significa essere gay
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FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 30 giugno 2010, 21:53

Caro Project, solo in questo giorni ho conosciuto il tuo bellissimo e utilissimo sito e vi ho trovato diverse risposte ai miei “turbamenti” e devo dire che, almeno in parte e grazie a te mi sento un po’ meno agitato. Ti scrivo però sia perché penso che la mia esperienza possa essere utile anche ad altri (e quindi ti autorizzo a pubblicare la e-mail, qualora lo ritenessi opportuno), sia soprattutto perché mi piacerebbe avere da te un consiglio su come comportarmi o meglio,  su quale possa essere secondo te il miglior modo per affrontare con meno ansia la mia situazione. E poi mi fa bene anche solo parlarne, perché non ne ho mai parlato con nessuno e sì che sono 30 anni che mi porto appresso questo peso. Pertanto vorrei che fosse palese quale grande passo stia per fare.
Ho 44 anni (e anche per questo scrivo, perché ho letto che ti fa piacere aumentare il numero di “non più ragazzi” come dici tu che portano le loro esperienze), sono felicemente sposato con una donna meravigliosa e ho 2 bambini stupendi. Ci tengo a precisarlo perché amo mia moglie alla follia e lei mi ama ancora di più, se possibile e con lei c’è anche una buona intesa sessuale: mi ritengo appagato da quel lato, anche perché, senza esagerare, ogni tanto sperimentiamo qualcosa di nuovo. Unica pecca è che col passare degli anni (12 di matrimonio) la frequenza dei rapporti si è  ridotta. Anche lei, a quanto mi risulta si ritiene soddisfatta ma vorrebbe certo una maggiore frequenza nei rapporti.
Ma veniamo al punto. Da quando ho iniziato a masturbarmi e cioè a 11 anni, se non ricordo male, le mie fantasie sessuali si sono sempre rivolte, al 95%, a rapporti omosessuali. Nella maggior parte dei casi, a seconda dei periodi, le fantasie mi hanno visto e mi vedono nel ruolo passivo e in effetti sin dagli albori ho provato e provo un grandissimo piacere nella autostimolazione anale. Non ho mai avuto rapporti sessuali di nessun tipo fino ai 28 anni e già questo non mi sembra normale. La mia sessualità si è quindi espressa tramite la masturbazione. Per la verità la mia scoperta di attrazione verso i ragazzi non ha mai comportato particolari sensi di colpa o tentativi di repressione: l’ho accettato da subito, ma ho anche contemporaneamente capito che non sarebbe stato facile vivere liberamente la mia sessualità. Le ragazze per la verità mi sono sempre piaciute e ancora oggi se vedo delle belle donne un pensierino “sessuale” ce lo faccio”. Viceversa, come tanti, se si esclude la fase adolescenziale, ritengo di non poter trovare nessun interesse affettivo verso un uomo / ragazzo: al massimo potrei invaghirmene sessualmente. Sinceramente credo poco, per quanto mi riguarda, all’amore fra uomini; per me l’amore vero avrei potuto trovarlo e l’ho trovato, solo con donne, che da questo punto di vista ritengo superiori agli uomini (so che non sarai d’accordo ma non è questo il punto). Detto questo nell’adolescenza ho avuto problemi a relazionarmi con le ragazze, sia per timidezza sia perché mi sono fatto condizionare dall’ambiente sociale (all’epoca vivevo in provincia) e da mia madre nel senso che non volevo farmi vedere in giro con ragazze non carine perché mia madre mi diceva continuamente che ero un bravo ragazzo (questo è vero) e che le ragazze carine dovevano fare la fila per avermi (ovviamente non era così, anche perché non sono particolarmente attraente). Sarà anche che mancava in me una spinta sessuale forte ad avere rapporti etero, perché mi piacevano forse di più quelli gay. Sicuramente il corpo maschile mi è sempre piaciuto di più. Inoltre sono sempre stato impegnato negli studi e probabilmente in quella fase la masturbazione era sufficiente a calmare i miei appetititi sessuali. Per quanto riguarda la possibilità di rapporti gay, pur non avendo, come già detto, nessuna remora di tipo morale, né di accettazione personale, vivendo in provincia, non essendoci internet, essendoci ovviamente forti condizionamenti sociali, ecc. ecc. non ho mai avuto vere occasioni né per la verità le ho cercate veramente (tranne qualche timido approccio risoltosi in un nulla di fatto). Ho però vissuto abbastanza serenamente la cosa (benedetta masturbazione!) e per la verità dicevo a me stesso che il rapporto sessuale fra uomini era superiore a quello etero perché dà la possibilità di godere con tutte le parti del corpo.  Probabilmente se avessi avuto più occasioni e più esplicite, se ci fosse stato internet con i suoi siti belli (come questo) che mi avrebbero aiutato a superare la mia timidezza e, perché no, siti meno belli (quelli porno) che comunque mi avrebbero fatto capire molte cose del mondo gay, avrei avuto le mie esperienze omosessuali, traumatiche o belle che fossero, ma comunque giuste, perché quella era l’età per fare quelle esperienze! A quell’epoca peraltro avrei anche potuto innamorarmi di ragazzi come peraltro successo per alcuni compagni etero (senza nessuna possibilità). Quando ho lasciato la provincia per andare a fare l’università in una grande città, tu penserai che, liberatomi dai condizionamenti della provincia e della famiglia, avrei potuto sperimentare i miei primi rapporti gay e invece no! Anche in questo caso mi sono fatto sopraffare da altri tipi di  condizionamenti: primo fra tutti e forse era anche giusto, l’impegno nello studio, visto che lo dovevo ai miei genitori che pagavano un sacco di soldi per tenermi in università, ma anche il fatto che vivevo in un appartamento con un mio amico di liceo (ed ecco che la “provincia” tornava a condizionarmi) più altri 2 ragazzi assolutamente etero e chiusi a qualsiasi spiraglio. Pertanto il tempo per cercare ragazzi e ragazze non ce l’avevo e nemmeno avevo una voglia così grande. Ho continuato a masturbarmi pensando a rapporti omo (in questo periodo di tipo sia attivo che passivo – immagino perché, non avendo alcuna esperienza, qualsiasi modo di provare piacere mi attraeva) e a “sbavare” quando vedevo in giro o alla televisione bei ragazzi.
Quando ho finito gli studi e ho iniziato a lavorare, sempre nella grande città, sono andato a vivere da solo. A quel punto mi sono detto: “finalmente ora posso organizzare la mia vita come voglio, poso decidere se avere rapporti gay o no, oppure andare in cerca di ragazze!” Ma non era così facile: non avevo il computer, né m’interessava veramente averlo e i social network e la chat erano ancora agli albori, gli anni di università li avevo vissuti isolato dal contesto sociale e praticamente dovevo ora inserirmi nel tessuto sociale della città, non sapevo come fare per incontrare persone, donne o uomini che fossero ed erano anche i primi mesi del nuovo lavoro con tutto ciò che questo comportava, né ebbi la fortuna di avere qualche collega magari bisex con il quale provare qualcosa! E sì che fisicamente non ero male: non certo bello di viso ma con un fisico muscoloso, alto, spalle larghe, solo con un filino di pancetta e anche un bel sedere. Avevo sì iniziato un primo approccio col porno gay (riviste), ma niente di più. Quando finalmente (all’alba dei 28 anni!) forse perché mi sentivo solo, ho deciso che era il caso di avere rapporti sessuali (etero o gay che fossero), sono dapprima andato con una prostituta e ho perso la mia verginità. Devo dire che non fu traumatico, ma non provai un particolare piacere. Poi iniziai a pensare che non potevo andare avanti così e che dovevo sperimentare dei rapporti gay. A quel punto però e chissà perché (cosa ne pensi, Project?) contemporaneamente mi è sorto un forte bisogno di paternità  e di “normalità”: volevo assolutamente avere una famiglia con una donna che mi amasse e che potessi amare e dei bambini. Ma lo volevo veramente e non per reprimere la mia sessualità! Mi sono pertanto posto la necessità di una scelta che poi ha condizionato la mia vita ed è per questo che ora ti scrivo: dovevo dare retta alla parte “sessuale” di me e quindi dare sfogo al mio desiderio di provare piacere con maschi ogni volta che lo volevo, ma con la prospettiva, per tutto il resto, di vivere una vita non facile (è inutile che ci giriamo intorno) da single bisessuale perché non avrei mai voluto “stare” con un maschio, non era nei miei desideri? Ciò avrebbe comportato rimanere sostanzialmente soli, sia che avessi scelto di rimanere nascosto che di esplicitare la mia natura, con grande dispiacere della mia famiglia. Oppure dovevo rinunciare a una parte, sia pure importante, della mia sessualità, continuando a rifugiarmi nella masturbazione, ma per il resto avere una vita serena, come poi effettivamente sarebbe stato? Decisi che il sesso non era certo la parte più importante della vita e che alla fine non si può avere tutto e pertanto ho fatto la mia scelta. Oggi non me ne pento assolutamente e questa scelta per la verità può riguardare anche un etero che sposandosi e decidendo di essere fedele rinuncia ad avere rapporti sessuali con altre donne. Rimpiango però di non avere avuto rapporti gay nell’adolescenza e nella gioventù. Avrei voluto che oggi potessi dire:”i maschi mi piacciono ancora, ma ho già dato, ho avuto i miei molteplici rapporti, ho sperimentato quello che c’era da sperimentare e poi ho fatto la scelta giusta”. Purtroppo non è così e dopo tanti anni, adesso mi sento un po’ in crisi perché mi sembra che la masturbazione non mi basta più, non mi basta più sentire l’eccitazione a mille quando sui mezzi pubblici vedo dei bei ragazzi; vorrei tanto sentire con tutti i sensi il corpo di un maschio, farmi penetrare, godere di lui. Ma nella mia situazione non è facile. Non avrei inibizioni morali ad andare con escort, ma oltre all’ovvio timore delle malattie, comunque superabile, mi mancherebbe proprio il tempo e la possibilità anche solo di stare al computer a scegliere questo o quello, perché ovviamente ho una famiglia e dal lavoro non è possibile andare su questi siti. Potrei mettere io un annuncio e poi si vedrà, ma anche in questo caso la cosa dovrebbe essere gestita dal computer di casa e avrei delle difficoltà per i motivi suddetti. E poi, vale veramente la pena? Ah, avessi avuto anche io la fortuna di diverse persone che ti hanno scritto, che hanno potuto, per vie “normali”, entrare in contatto con gay o bisex! Potrei in alterntiva prendere contatti con uomini che sono nella mia stessa situazione e sperimentare solo storie di sesso, ma probabilmente mia moglie questo non me lo perdonerebbe e io stesso non so se vorrei farglielo. E poi per la verità non so quanto io possa provare piacere andando con uomini della mia età: mi piacciono ancora i ragazzi giovani ma alla mia età è ridicolo pensare di poterne trovare qualcuno disposto a fare sesso con uno di oltre 40 anni, per di più passivo, se non per soldi. Del resto non sono più piacente come prima perché con l’età ho messo su un po’ di pancia. Certo, un uomo dai trent’anni in su teoricamente avrebbe più esperienza e saprebbe come farmi godere.
A mia moglie non ho detto ancora niente, non me la sento ancora, non so se capirebbe. Forse nei prossimi mesi lo farò, se non altro per togliermi un peso e forse chissà potrebbe rendere ancora più bello il nostro rapporto, perché lei capirebbe che sono sincero. Ultimamente qualche segnale gliel’ho dato, perché nei nostri rapporti sessuali le ho chiesto di penetrarmi con oggetti fallici. Dapprima ha titubato, ma poi mi ha detto: “siccome ti amo, se ti piace, te lo faccio” e poi mi ha chiesto se mi piacciono i maschi ma io non ho avuto il coraggio di dirlo e anzi le ho detto che se un uomo vuole provare piacere in quel modo non è indice di omosessualità. Mi ha però detto e questo mi ha fatto piacere, che se andassi, solo sessualmente (e suppongo sporadicamente), con un maschio, le farebbe meno male che se andassi con una donna, per il semplice fatto che andrei a cercare un tipo di piacere che lei non potrebbe darmi. Ma subito dopo si è messa a piangere e la cosa mi ha stretto il cuore!
Caro Project, cosa mi consigli per poter tentare di vivere più serenamente la mia situazione? Ci terrei a una tua risposta.
Da ultimo vorrei lanciare dei messaggi positivi. Ai ragazzi giovani che adesso stanno vivendo le stesse cose che ho vissuto io spero che la mia esperienza serva come spunto di riflessione per non fare i miei stessi errori e di non avere nessuna remora a sperimentare rapporti gay, se sentono di volerlo fare e di fregarsene dei condizionamenti esterni (che, contrariamente a quanto si pensa, ancora oggi ci sono anche fra i ragazzini, anche se variabili in base al contesto). Del resto oggi, anche per chi abita in provincia, grazie a internet ci sono più mezzi per conoscersi e confrontare le proprie ansie.
E poi penso anche ai miei figli, entrambi maschi: credo che quanto ho passato e sto passando non sia stato inutile perché, quando sarà il momento, sarò in grado di educarli correttamente all’affettività e alla sessualità. Per carità, non li invoglierò a essere gay, anzi spiegherò loro che la vita da gay è dura, ma dirò loro che il loro papà non ha nessun problema se avranno voglia di sperimentare rapporti gay, sessuali e sentimentali. E poi decideranno loro cosa è meglio.
Un caro saluto.
  
P.S.: non sono in grado di usare chat e simili, sono ignorante in materia e del resto nella mia situazione non avrei proprio la possibilità; pertanto ti prego di darmi una risposta via e-mail; se lo ritieni opportuno, puoi pubblicare anche la risposta. 
________

Ciao,
vado direttamente al punto. Quello che scrivi non ha molto di gay, anzi rappresenta una mentalità decisamente lontana da quella della maggior parte dei gay, mi spiego meglio, per te quello che conta è sperimentare un tipo di sessualità, non costruire una storia d’amore con un ragazzo. Per te esiste solo una delle due componenti della omosessualità, cioè quella tipicamente sessuale e manca del tutto quella affettiva e tendi a leggere la sessualità gay in chiave di pratiche sessuali che non sono neppure maggioritarie nel mondo gay (la penetrazione) e sono  una vaga trasposizione in chiave omosessuale di una sessualità tipicamente etero. La sperimentazione della sessualità non ha niente a che vedere con la sessualità, è un esperimento non un atto d’amore e d’altra parte dici e sottolinei in ogni modo che non credi in un rapporto affettivo tra due uomini, cosa che per un gay è essenziale. Un uomo sposato e gratificato dalla sessualità etero, se ha rapporti  con un ragazzo o desidera avere rapporti con un ragazzo non è un gay ma un etero che va o vorrebbe andare con i ragazzi ma con ogni probabilità trasporrebbe in un rapporto omosessuale cose che col mondo gay c’entrano poco. Nella dimensione eterosessuale la sessualità è inevitabilmente a ruoli fissi, nella dimensione omosessuale l’esistenza dei ruoli non ha neppure senso, nonostante quello che la gente crede, e vige un principio di sostanziale parità, si tratta della sessualità del simile e non del complementare. Un gay si innamora di un altro ragazzo (perfino etero) e non se ne innamora perché desidera sperimentare con lui una qualche pratica sessuale, ma perché per quel ragazzo prova affetto e tenerezza. Vorrei chiarire una cosa, secondo il linguaggio comune un uomo è omosessuale se e solo se ha rapporti sessuali con un altro uomo ma questo non ha senso, anzi spesso accade che dei ragazzi gay non dichiarati si innamorino perdutamente di ragazzi con i quali non potranno mai avere nessun rapporto sessuale. Un gay può rimpiangere una storia d’amore finita male ma non l’occasione perduta di fare sesso con un ragazzo. Un gay si innamora di un ragazzo e quindi lo vede in chiave sessuale, si masturba pensando a quel ragazzo, lo desidera, ma lo desidera come persona, perché deve essere quel ragazzo e non un altro, non lo desidera perché è un ragazzo, ma perché è proprio quel ragazzo. Un gay non penserebbe di andare a cercare un escort per provare un contatto sessuale o di mettere annunci a fini sessuali, potrebbe anche mettere annunci ma sognando si fare quasi miracolosamente in certi ambienti l’incontro che ha sognato tutta la vita, cioè di trovare lì il ragazzo che lo ami veramente e che sia poi il suo ragazzo in modo stabile. Un gay non sogna un rapporto sessuale gay ma una storia d’amore con un ragazzo e quando è innamorato è portato a fare qualsiasi cosa per il suo ragazzo. Ho visto gesti autenticamente eroici, di coraggio incredibile e di abnegazione di ragazzi gay innamorati verso il ragazzo che amano. Un ragazzo gay innamorato, per il ragazzo che ama, è capace di rinunciare a tutto perché si rende conto che il rapporto affettivo che si è creato, se si è creato, è capace di cambiargli la vita al 100%. Ma tu mi dirai: io però sento comunque la forte pulsione a provare una sessualità gay. Dato che con queste premesse non potresti costruire nessun apporto affettivo serio con un ragazzo gay ti troveresti di fonte solo ragazzi o uomini che hanno come te solo desiderio di provare o di continuare a provare esperienze di solo sesso, cosa che, se me lo permetti, è l’anticamera di profonde frustrazioni. Non lo dico per moralismo ma perché queste cose le ho viste. Un quarantenne che cerca seriemente un rapporto affettivo con un uomo può anche trovare delle risposte degne di essere prese in considerazione. Ma quando ho visto uomini sposati andare a cercare “solo” esperienze omosessuali per dire di aver vissuto anche quello, beh, immancabilmente, a distanza di qualche mese, ho visto le conseguenze in termini di frustrazione e talvolta di dipendenza sessuale. Aggiungo un’altra cosa che mi sembra assolutamente fondamentale, ed è il rapporto di un uomo sposato con la moglie, tanto più in famiglie con figli. Se provo a pensare a come può sentirsi una donna a capire di avere un marito che cerca sesso fuori di casa e con un uomo, mi vengono i brividi. La vita di tua moglie in questo modo la distruggi e per di più quando lei ha fatto la sua scelta non era consapevole di quello che ti passava realmente per  la testa. Per non parlare poi dei figli. Ho visto figli grandi che hanno accettato che il padre fosse gay e che convivesse con un altro uomo ma in un rapporto che ai figli appariva comunque (perché era) un autentico rapporto d’amore, ma certo quei ragazzi non avrebbero accettato che il padre volesse provare per provare la sessualità gay.  Quando ti sei sposato non hai parlato chiaro con tua moglie, fino a questo momento anche se non le hai realmente permesso di capire chi sei, comunque, hai considerato che il vostro rapporto non dovesse essere messo in crisi da fantasie sessuali varie (sia etero che gay) ma se tu cercassi sesso da un uomo tua moglie si sentirebbe tradita e non meno che se tu cercassi sesso da una donna.
Mi permetto di dissentire nettamente dal tuo invito ai ragazzi a “sperimentare rapporti gay”. Mi sta bene il “fregarsene dei condizionamenti esterni” se si tratta di costruire storie vere d’amore gay ma spingere le persone a sperimentare la sessualità gay senza una base affettiva significa proprio non avere la più pallida idea di che cosa è realmente la vita di un gay.
Ti chiedo scusa per il modo forse troppo deciso di affrontare la cosa ma devo chiarire e sottolineare che quello che tu consideri gay rappresenta le tipiche fantasie gay di un etero, che di gay hanno solo l’apparenza.

editore
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Re: FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da editore » giovedì 1 luglio 2010, 0:00

Project condivido tutto quello che hai detto, tranne il fatto un gay non può andare solo in cerca di sesso. Così come ci sono eterosessuali che vanno con donne soltanto per una "scopata", esistono tantissimi gay che vanno con uomini solo per una botta di sesso e via, a meno che tu non voglia fare una distinzione tra l'essere "omosessuale" e l'essere "gay", distinzione che però alla lunga io trovo abbastanza perniciosa.

Un uomo che fin dalla più tenera età ha manifestato questo desiderio sessuale per gli uomini, ha senz'altro una componente omosessuale, che potrebbe essere nel suo caso parte di una bisessualità vissuta sentimentalmente solo sul piano etero e sessualmente solo su quello omo.

Jek70
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Re: FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da Jek70 » giovedì 1 luglio 2010, 12:18

Anche per me chiunque desidera sessualmente un suo simile può essere considerato gay a tutti gli effetti anche se non riesce a vivere una relazione affettiva.
Succede anche con gli etero.
Questo però è un problema di altra natura che esula dall'orientamento sessuale. L'educazione, traumi psicologici, delusioni e quant'altro possono arrivare ad inibire una persona da questo punto di vista.

Il fatto che una persona possa provare attrazione sessuale di tipo omo ma provi affettività solo per il sesso opposto denota una forma di schizzofrenia. Di sicuro in questa situazione l'affetto vissuto non è quello dell'amore inteso nel senso vero del termine. Che poi, anche uno uomo gay si possa affezionare ad una donna non lo trovo per niente insolito, ci si affeziona ad un animale domestico, figuriamoci se non ci si affeziona ad un essere umano (non mi si fraintenda il paragone percarità, ma è solo per rendere l'idea di quello che voglio dire). Tuttavia quel genere di affetto non può essere considerato il sentimento forte e coinvolgente dell'amore che porta a darti anima e corpo all'altro, senza riflettere e senza pensare.

Chi vive sessualità e sentimenti staccati è perchè non ha accettato appieno la sua natura e quindi da un punto di vista biologico non riesce a sottrarsi ai stimoli ormonali ma da un punto di vista psicologico si reprime col risultato di vivere la sessualità gay in modo esasperato e "perverso".

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Re: FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da Telemaco » giovedì 1 luglio 2010, 13:50

Concordo con Editore e con jek70, nel senso che è indubbio che la persona che scrive è gay; l'unica cosa da sottolineare è che è rimasto bloccato nella fase in cui per motivi di mancanza totale di accettazione vengono scisse la sfera affettiva da quella sessuale; parlo per esperienza diretta, è facilissimo che una persona che non si accetta ed è in fase di autorepressione, ritenga fermamente come inconcepibile il rapporto affettivo con una persona dello stesso sesso, ma poi, contradditoriamente, ritenga "giustificabile" un rapporto fisico, anche solo immaginato; questo perchè in quella fase il pensiero sessuale diventa un incomprimibile sfogo, che però viene recintato dal pensare che l'attrazione sentimentale sia inammissibile e debba quindi essere più o meno forzatamente diretta verso l'altro sesso.

Posso però ben capire e condividere le forti preoccupazioni di Project riguardo moglie e figli; la persona in questione ha deciso di seguire la strada etero, però adesso pretende di voler soddisfare quello a qui ha rinunciato quando si è sposato, e pretende di farlo senza ben rendersi conto che rischia di sfasciare una famiglia, che potrebbe non perdonarlo non perchè è gay, ma perchè ha preteso di non esserlo per moltissimi anni.

E penso anche che sia stato molto ingiusto pretendere dalla moglie una prestazione di tipo maschile. E' logico che la donna si è sentita frustrata e disorientata.
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Re: FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da progettogayforum » giovedì 1 luglio 2010, 15:46

Mi permetto di dire la mia che, in questo caso, forse per ragioni terminologiche ma probabilmente non solo per quello non concorda con quanto sostengono le persone che mi hanno preceduto. C’è una cosa che costituisce un po’ una deformazione professionale dei gay ed è il vedere gay ogni volta che ravvisano qualcosa che “per loro” è gay. Francamente penso che sia un tipico errore di prospettiva. Io stesso ragionavo in questi termini, poi piano piano ho cominciato a capire che ciò che ad un gay suona chiaramente come gay, per un ragazzo etero può non avere proprio nulla di gay o può avere solo qualche vaga valenza gay. Vedere appena possibile dei gay che si negano o che si reprimono penso non sia realistico. Mi è capitato più volte di parlare seriemente e a lungo con ragazzi che, essi stessi, si ritenevano gay sulla base del fatto che alcuni loro comportamenti potevano essere considerati gay, poi, col tempo questi ragazzi hanno messo da parte del tutto o parzialmente queste cose e hanno fatto scelte etero consapevoli e, aggiungo, dopo non sono affatto andati in crisi. Tanti ragazzi etero possono fare giochi sessuali con loro compagni, possono addirittura avere fantasie sessuali sui loro compagni ma sono fantasie sessuali gay vissute da etero, senza la dimensione di esclusività e la valenza effettiva che un gay dà ad un rapporto gay. Così tanti ragazzi gay possono avere rapporti sessuali con una ragazza, cosa che non li rende affatto etero perché quei rapporti mancano per loro della dimensione esclusiva e della carica affettiva che rivestirebbero per un ragazzo etero.
Nel mio prossimo post, in questa discussione, pubblicherò la risposta al mio intervento da parte della persona che mi ha spedito la prima mail.

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Re: FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da Telemaco » giovedì 1 luglio 2010, 15:54

Quindi potrebbe trattarsi di una bisessualità "sfasata"? cioè con tendenza omosessuale nell'aspetto fisico, e tendenza eterosessuale nell'aspetto sentimentale? oppure non si può nemmeno parlare di bisessualità, e la bisessualità non è altro che una "dissociazione" di questi due aspetti come la ha vissuta questa persona?

(faccio fatica a capirmi da solo)
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Re: FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da progettogayforum » giovedì 1 luglio 2010, 16:02

Pubblico qui di seguito la seconda mail inviatami dalla persona che mi aveva inviato la mail con la quale si è aperta questa discussione.
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Grazie mille per la bellissima risposta, mi è stata molto utile, sei proprio una bella persona. La percezione di me come bisex o gay o comunque attratto dai maschi derivava dal fatto che da sempre la mia sessualità libera (la masturbazione) è stata rivolta a ragazzi e tutt'ora mi eccito a vedere bei maschi. Se le cose stanno diversamente allora ok. Nel frattempo e spero di aver fatto bene, mi sono fatto coraggio e ho detto tutto a mia moglie! A conferma di quello che dici tu si è sentita tradita perché non gliel'ho detto prima di sposarci e magari mi avrebbe accettato lo stesso ma in maniera consapevole: ha detto praticamente la stessa cosa che hai detto tu a conferma che lei è sicuramente una persona migliore di me. Ma meglio tardi che mai e inoltre ora so, soprattutto grazie a te, che non devo tradirla per nessuna ragione al mondo perché la amo immensamente e ora più che mai ho bisogno del suo amore e lei del mio. Spero che mia moglie riesca a metabolizzare la sofferenza che le ho creato, lei che sogna semplicemente una vita normale con un uomo normale, grazie al fatto che sa che ora non la tradirei mai e che ho bisogno di lei. Paradossalmente però io mi sento meglio, perché mi sono liberato di un peso che mi porto da troppi anni e perché adesso sento di potermi masturbare senza nascondermi da lei che anzi è disposta, per amore, a partecipare a queste mie fantasie e inoltre ha accettato più serenamente di praticarmi la penetrazione anale. Ieri, dopo che gliel'ho detto, ogni volta che mi avvicinavo a lei era un'erezione e mi sembra che la sessualità di coppia ne potrà guadagnare, mi sento ancora più appagato: soluzione sempre di compromesso ma meno ipocrita e più libera.
Scusami se ho detto che i ragazzi devono sperimentare rapporti gay, ho sbagliato a scrivere e in effetti se poi leggi la parte dedicata ai miei figli ho parlato, più correttamente, di sperimentare rapporti gay sia sessualmente che sentimentalmente, se sentiranno di volerlo fare. Volevo solo dire, appunto, che se un ragazzo nell'adolescenza sente di voler avere un rapporto gay nella sua pienezza sessuale e sentimentale lo faccia senza esitazioni, per non trovarsi poi a vivere nel rimpianto, come me.

Pubblica pure anche questa e-mail se lo ritieni opportuno, mi piacerebbe leggere il tuo parere e anche quello dei forumisti anche con riferimento agli sviluppi con mia moglie.

Sei un grande, ciao
_____

Ciao,
la tua mail mi fa immensamente piacere, perché hai fatto quello che andava fatto, cioè hai parlato chiaro con tua moglie. Certo si è sentita tradita per non averlo saputo prima, però almeno adesso può avere la certezza di avere con suo marito un rapporto autentico, in cui non ci sono cose non dette. Certo che ti senti meglio! Hai fatto quello che dovevi fare. Vedi, il rapporto con tua moglie, proprio da quello che scrivi tu, ha tutte le caratteristiche di un rapporto affettivo vero, in cui c’è il sesso, certo, ma c’è anche una comunità di vita e un costruire in due. Il vedersi accettato dalla propria moglie anche dopo un’ammissione del genere è il segno che il rapporto è molto saldo. Potrai anche avere le tue fantasie sui ragazzi ma amare una persona è una cosa diversa. Amare significa, vivere insieme, costruire insieme, avere un mondo comune, esse in due, essere coppia e non più singoli.
Un abbraccio sentito e in bocca al lupo!
Project

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Re: FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da progettogayforum » giovedì 1 luglio 2010, 16:15

Ciao Telemaco,
ti dico quello che penso (opinabile ovviamente), la bisessualità è la tendenza ad innamorarzi (unitamente, sia in termini sessuali che affettivi) sia di ragazze che di ragazzi. Eterosessualità, omosessualità e bisessualità sono orientamenti sessuali cioé anche se il termine "sessuali" può trarre in inganno, sono orientamenti che coinvolgono tutto un individuao, sia sotto il profilo affettivo che sotto quello sessuale o in direzione etero o in direzione gay o in entrambe le direzioni. Altra cosa è la dissociazione tra sessualità e affettività (sessualità gay e affettività etero o, molto raramente, il contrario), ma nel caso di cui stiamo parlando, non si tratta di cose del genere, Quell'uomo sposato ha chiaramente un orientamento etero (affettivo e sessuale insieme) al quale si affiancano delle fantasie sessuali gay, ma si tratta di fantasie sessuali, che non hanno mai portato ad un innamoramento e che non sono nemmneo in via ipotetica l'inizio di un orientamento gay. Pensare in casi del genere di provare dei rapporti gay non ha alcun senso e può essere distruttivo di equilibri familiari importantisismi. Aggiungo che innamorarsi di un ragazzo è una cosa, avere fantasie sessuali su un ragazzo (tra l'altro un ragazzo generico) è una cosa del tutto diversa, della quale bisogna tenere conto con buon senso, senza dare immeditamente per scontato che si tratta di un gay represso, perché sono categorie del tutto inadeguate.

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Re: FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da Telemaco » giovedì 1 luglio 2010, 17:08

progettogayforum ha scritto:innamorarsi di un ragazzo è una cosa, avere fantasie sessuali su un ragazzo (tra l'altro un ragazzo generico) è una cosa del tutto diversa, della quale bisogna tenere conto con buon senso, senza dare immeditamente per scontato che si tratta di un gay represso, perché sono categorie del tutto inadeguate.
ma Project,
questo passaggio mi ha scatenato un dubbio; ma scusa quindi come si fa ad avere la certezza di quello che si è? voglio dire, se la metti così, allora è come se esistesse una SOTTILISSIMA LINEA che separa i vari ambiti di affettività etero-gay e sessualità etero-gay... ma allora COME SI FA A DISTINGUERE QUELLO CHE SI E' DA QUELLO CHE SI VUOLE??? per quanto la risposta che ti ha dato questo signore mi abbia un po' confortato, nel senso che, diciamola tutta, gli è andata proprio bene... la riflessione in generale mi inquieta alquanto, mi sembra abbastanza improbabile che una persona "creda" di essere gay e si reprima vivendo da etero e soffrendo... pur non essendo gay!!! :shock:

tanto più che questo signore, che alla fine si scopre etero... dichiara tranquillamente di NON AVER AVUTA ALCUNA REMORA MORALE riguardo al fatto di essere gay!!!... ??? :shock:
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Re: FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Messaggio da progettogayforum » giovedì 1 luglio 2010, 20:40

Ciao Telemaco,
provo a risponderti. Mi chiedi COME SI FA A DISTINGUERE QUELLO CHE SI E' DA QUELLO CHE SI VUOLE??? Ma in una storia come quella esemplificata dalle due mail che sono stato autorizzato a pubblicare, quello che vuole il protagonista non è essere gay ma essere etero e non lo vuole perché non ha capito bene i suoi desideri o perché è confuso, vuole essere etero a ragion veduta, ha fatto una scelta impegnativa come quella del matrimonio perché è etero. Mi potresti dire che tanti gay si sposano. Questo è verissimo, ma un gay sposato, intendo dire un “vero gay” sposato vive il matrimonio con disagio perché non corrisponde alla sua sessualità. Un “vero gay” sposato, quando gli si presenta l’occasione vera di innamorarsi di un ragazzo se ne innamora anche a costo di mettere in crisi il matrimonio, oppure si reprime al punto di arrivare a reazioni nevrotiche molto forti perché il suo mondo “affettivo e sessuale” è gay mentre il matrimonio è per lui una realtà alla quale si è adattato pur non sentendolo cosa sua.
Non so se hai notato che il titolo di questa discussione è “FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO” non di un “GAY SPOSATO”. Il protagonista di questa discussione non prova affatto disagio per il suo comportamento etero, perché è etero, cioè percepisce l’orientamento affettivo e sessuale etero come proprio, ha anche fantasie sessuali gay, ma senza coinvolgimento affettivo e considera al massimo l’idea di provare un rapporto sessuale gay. Il che è simile a quello che fanno i gay che “possono anche” essere attratti dalle ragazze e pensano di provare un’esperienza sessuale etero. Quei ragazzi sono dei gay che possono avere anche fantasie etero ma sono dei gay perché non rinuncerebbero mai al loro essere gay per una storia etero che sanno non essere quello che vogliono realmente. Ho conosciuto ragazzi che hanno vissuto esperienze sessuali gay (anche a rischio) per sfida contro i genitori e per affermazione personale controcorrente, parlando con questo ragazzi rimanevo stupito che parlassero tanto di sesso e mai d’amore e che non si fossero mai innamorati, poi quando arrivava una ragazza in grado di prenderli con dolcezza finivano per innamorarsene in modo profondo. Dovrei pensare che questi ragazzi sono gay perché hanno fatto sesso con altri ragazzi? Decisamente non è realistico, sono dei ragazzi etero che sono finiti per motivi che non hanno nulla a che vedere con l’amore e con l’affettività a fare sesso con altri ragazzi ma il loro orientamento affettivo e sessuale è un altro.

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