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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Gay, Bisex, Etero, Omosessualità latente, DOC Omosex?
MessaggioInviato: sabato 5 maggio 2018, 22:18 

Iscritto il: giovedì 26 aprile 2018, 21:55
Messaggi: 7
Caro Alyosha,

Vivendo all'estero, ho la fortuna di poter usufruire di un sevizio psicologico gratuito.
Io questo percorso l'ho iniziato da circa quattro mesi e, nonostante tutto, le mie crisi d'identità non si sono risolte. La psicologa non si è mai sentita in dovere di dirmi se sono o non sono gay. Lei sostiene (e credo giustamente) che questa è una cosa che posso sapere solo io e che questa mia ossessione sulla mia definizione sessuale sia una reazione/ossessione per distogliere la mia attenzione da qualcosa di irrisolto e dai veri problemi. In poche parole la mia identità sessuale è "irrilevante". Lei sostiene che ciò che è davvero importante per me sia trovare la forza nel sapermi imporre nei rapporti sociali, di qualsiasi tipo essi siano, che siano con un uomo o con una donna.

Io so perfettamente che il chiedere aiuto o consigli ad amici possa alleviare l'ansia in maniera solo provvisoria, ed è per questo che in un certo senso ho abbandonato questo "metodo", nel senso che non è che chiedo "ma secondo te?". No, dico semplicemente quel che penso.

Devi capire che il fatto di ritrovarsi a scrivere a 27 anni in un forum per gay è per me qualcosa di completamente nuovo e che, sinceramente, non avrei mai immaginato in quanto, fino a qualche mese fa, non avevo mai messo in dubbio la mia sessualità. Per una persona insicura come me, ritrovarsi a veder crollare quella che era una delle poche certezze della propria vita, fidati che manda letteralmente in crisi.

Io non è che sto qui a chiedere se secondo voi io sono gay o meno, questa è una cosa che posso sapere solo io, ma il discorso è che io non lo so! Cioè, non riesco a capire se sto reprimendo la mia omosessualità, se me ne sto auto-convincendo o se lo sono.
Tutte queste mie auto-analisi sul passato non fanno di certo che incrementare le mie ansie e le mie insicurezze e, ovviamente, quelle che da un lato è la mi visione "aperta" del mondo va a contrastarsi con quelle che sono le mie origini e la mia educazione: vengo da una piccola città del sud, quindi potete immaginare.

Io non so se gay ci si nasce, ci si diventa o lo si scopre, ed è per questo che mi sono rivolto a questo forum, per capire quali sono state le vostre esperienze e come si fa a capire se si è gay o meno, se queste ossessioni sono frutto della mia fantasia o se, invece, io sono gay.
Non nego che il fatto di potermi scoprire gay mi mette in una profonda crisi ed in uno stato d'ansia perché non è quello che mi ero immaginato e che voglio (o volevo?).
Io semplicemente non mi spiego come possa avere ora paura di avere un rapporto sessuale con una donna ed essere attratto da quasi tutti gli uomini che vedo. In questo non ci vedo nulla di normale, ma non perché sono uomini, ma perché sono tutti! Così come non è normale avere paura di essere a contatto o di essere attratti da amici con cui ho un sano rapporto d'amicizia da vent'anni.
Cosa c'è in questo? Omosessualità? Ossessione? O tutt'e due?

Non vi chiedo una risposta netta, ma magari capire quali siano state le vostre storie potrebbe in un certo senso aiutarmi.

Grazie!


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 Oggetto del messaggio: Re: Gay, Bisex, Etero, Omosessualità latente, DOC Omosex?
MessaggioInviato: domenica 6 maggio 2018, 7:51 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2393
Ah ecco perché mi davi la sensazione di avere tutto sommato le cose sotto controllo allora :D. Mi fa piacere tu sia supportato anche psicologicamente in questo percorso, per quanto ripeto il confronto qui dentro sia certamente un passo importante.
Io penso che una certa differenza tra la tua paura di essere gay e la paura di vivere la propria omosessualità di molti ragazzi gay, leggendo questo forum, la vedi anche tu.

Un gay, secondo me, non ha paura di essere gay, ha paura di non uscire ad accettarlo, vive il suo desiderio come qualcosa di assolutamente spontaneo, una sorta di seconda pelle. Ha tuttavia timore delle possibili conseguenze delle sue scelte. Solitamente però un gay represso quando arriva qui, legge, ne parla è quasi a metà dell'opera. Ha già nei fatti accettato la sua omosessualità. Cerca magari di evitare le definizioni, ma solo perché vede nello stereotipo gay qualcosa che non gli somiglia per niente. L'istinto sessuale è tuttavia qualcosa di originario e innato in lui.

Ora non voglio insistere con analisi teoriche, credo che in questo Project sia insuperabile.
Il punto è che secondo me certe paure vanno ascoltate non soffocate e rinchiuse. Non so cosa celi la tua ossessione per la sessualità ed in ciò ritengo essenziale un supporto tecnico diciamo così. So solo che una risposta per quanto disfunzionale, per quanto poco gradita dai noi è sempre una risposta a qualcosa ed è a questo qualcosa che bisognerebbe pian piano guardare.
Io penso che il passo più importante rispetto all'oggetto della tua ansia tu lo abbia già fatto, infondo ci stai guardando dentro. Quattro mesi di terapia sono davvero pochi. Non conosco l'approccio terapeutico del tuo psicologo, però è già una bella fortuna non doverselo pagare. In queste cose ci vuole pazienza, perseveranza e un forte impegno al cambiamento.


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 Oggetto del messaggio: Re: Gay, Bisex, Etero, Omosessualità latente, DOC Omosex?
MessaggioInviato: domenica 6 maggio 2018, 9:54 

Iscritto il: giovedì 26 aprile 2018, 21:55
Messaggi: 7
Ma vedi Alyosha, io un certo senso, in questo momento, mi sento più gay che etero, ma non ne sono comunque del tutto convinto.
Come già detto nei post precedenti, mi sento attratto da quegli uomini che in certo senso m'infondono sicurezza e che sembrano sicuri di sé. Virili, insomma. Caratteristica, quest'ultima, che la mia ultima ragazza cercava di impormi. Con scarso successo, ovviamente.
Scavando dentro me sono certo del fatto che avendo avuto un padre emotivamente assente ed essendomi sempre sentito inferiore, ne sto pagando ora le conseguenze.
Una potenziale omosessualità, in questo momento, mi darebbe la (illusoria) convinzione di potermi identificare in qualcosa e, al tempo stesso, di ricevere l'affetto da parte di uomo: una sorta di compensazione a quel che mi manca, risolvendo così i problemi. Tuttavia, però, so che così non sarebbe: dovrei comunque imparare ad impormi come "io", come me persona, con un uomo o con una donna. Le relazioni -credo- hanno le stesse problematiche a prescindere dal sesso delle persone che la vivono e, in generale, c'è sempre una persona dominante.
Quello che però non riesco a capire è come mai, in 27 anni, io sia sempre stato attratto in maniera quasi viscerale dalle donne. Sono stato influenzato dagli amici e da quello che mi circondava? Il fatto che tutti i miei amici fossero fidanzati ed io no ha influenzato i miei gusti sessuali? Così tanto da provare attrazione sincera e forti emozioni? È possibile? Non lo so fino a che punto. Certo, io sono sempre stato un ragazzo facilmente influenzabile dagli altri, però non so quanto questo possa entrarci con i gusti sessuali.
Di relazioni ufficiali (durate comunque mai più di un anno) ne ho avute 4, condite poi da tante frequentazioni nelle quali non riuscivo mai a lasciarmi andare, ma questo perché, essendo stato tradito (due volte) da quello che consideravo il mio primo amore, ho sempre avuto paura di legarmi, assumendo così atteggiamenti misogini nei confronti delle donne, trattandole comunque male.
Delle 4 relazioni, solo di una sento nostalgia, in quanto è stata l'unica nella quale ero riuscito in un certo senso ad impormi, a sentirmi amato per quello che ero e a migliorarmi perché sentivo il desiderio di far vedere la parte migliore di me, ma non perché lei volesse cambiarmi.

Per quel che riguarda la sfera sessuale, invece, credo di esserne quasi sempre stato ossessionato. Probabilmente perché in adolescenza vedevo i miei amici che riuscivano ad avere le prime esperienze sessuali mentre io, in quanto obeso, venivo sempre rifiutato. L'unico modo per avere contatti con le ragazze era quello di stringerci amicizia. Una volta dimagrito (ho perso 30kg!) e sfiorata la bulimia, ho iniziato ad incrementare la mia autostima e ad avere le mie prime esperienze, nonostante la mia prima volta sia stata con una ragazza alla quale non avrei mai pensato ma, a 18 anni, vivevo la verginità come un peso. Sarà stata l'emozione della prima volta e l'inesperienza ma comunque mi ci affezionai. Da lì, poi inizia ad instaurare frequentazioni a scopo sessuale. Tuttavia però, spesso, in quanto ero da un lato fortemente eccitato e dall'altro avevo l'ansia da prestazione, mi capitava di soffrire di eiaculazione precoce. Solo in una relazione -quella in cui mi sono sentito a mio agio- la mia vita sessuale è stata appagante, senza avere disturbi eiaculatori e/erettili, tant'è che insieme siamo andati oltre, abbiamo sperimentato nuove cose ma, purtroppo, anche in questa relazione sono stato tradito.
Da qui sono iniziate nuovamente tutte le mie ansie e le mie insicurezze, alimentate da un'ultima relazione nella quale venivo criticato su tutto, tant'è che non riesco a provare più attrazione per le donne, e la cosa mi spaventa in quanto non mi è mai capitato. Se penso o vedo un uomo, invece, vedo in un certo senso la "novità", il desiderio ed il fascino di fare qualcosa che, secondo i canoni della società in cui viviamo (non voglio offendere nessuno, per carità) è "proibito", quasi come se per me l'unica cosa davvero importante sarebbe quella di provare piacere sessuale: il sesso come ossessione, come nascondiglio alle mie sofferenze; il piacere dell'orgasmo come sostituto alla mia solitudine e rimedio alle mie insicurezze. Io non so se ci si possa stufare di un genere sessuale in quanto vissuto in maniera troppo ossessiva e, in un certo senso non genera più emozioni, oltre al fatto che ha portato ad innumerevoli delusioni e mi ha fatto sentire inadeguato e poco uomo e si possa, poi, arrivare ad essere attratti dagli uomini. Così come non so se la mia sia una vera attrazione o se è dovuta a questo periodo della mia vita e poi tornerò ad amare di nuovo le donne.
Però una cosa -su spunto di Project- l'ho capita: passo troppo tempo ad interrogarmi sul genere delle persone, e non sulla persona in quanto tale, così come so che quello che scrivo sembra essere scritto da un gay che non riesce ad accettare la sua omosessualità.

Io, ad ogni modo, vi ringrazio del tempo che mi date. Non so cosa sono, ma è bello sapere che nel mondo ci siano persone con le quali ci si può confrontare senza essere giudicati.

Io vi lascio con una frase de Le luci della centrale elettrica, tratto dal brano "le ragazze stanno bene"

" Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
e di mettersi a ballare fuori dai bar
come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà

con materiali fragili e preziosi
senza sapere come si fa"


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 Oggetto del messaggio: Re: Gay, Bisex, Etero, Omosessualità latente, DOC Omosex?
MessaggioInviato: domenica 6 maggio 2018, 10:38 
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Messaggi: 2393
Se può farti stare meglio a me non dai affatto la sensazione di essere gay. Sei molto confuso questo si, ma metti tutto sullo stesso pentolone e alla fine nel torbido della confusione che hai sollevato non è più possibile vedere nulla con chiarezza. Questa è la sensazione che mi dai. Io sono un gay che si è scoperto diciamo così a 28 anni, anche se ho sempre saputo di avere un'attrazione chiara verso il sesso maschile da quando ne avevo 18. Ho avuto storie con donne, alcune lunghe, altre importanti, altre ancora addirittura di solo sesso. Tuttavia la spinta sessuale verso l'uomo è sempre stata chiara "originaria" diciamo così. Oggi sono consapevole di non essere gay come può esserlo chi lo è da sempre. E' chiaro che tra me che comunque ho avuto rapporti con donne e coloro che non si sognerebbero nemmeno di sfiorarla una donna c'è una bella differenza. Però stare lì a centellinare quanto uno sia gay e quanto sia etero non ha alcun senso. Porsi in ascolto delle proprie pulsioni, lasciarle libere di esprimersi certamente si. Il desiderio è una dimensione originaria che ha bisogno che gli si faccia spazio intorno.
Io sono dell'avviso che tutta quest'ansia ha invece ben altro da comunicarti e che dovresti desistere dal tentativo di risolvere l'enigma, ma al contrario starci dentro. Voglio dire se anche risolvessi la questione etero/gay la tua ansia non farebbe altro che spostarsi da qualche altra parte se non guardi cosa c'è sotto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Gay, Bisex, Etero, Omosessualità latente, DOC Omosex?
MessaggioInviato: domenica 6 maggio 2018, 11:14 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 844
Alyosha ha scritto:
E' chiaro che tra me che comunque ho avuto rapporti con donne e coloro che non si sognerebbero nemmeno di sfiorarla una donna c'è una bella differenza. Però stare lì a centellinare quanto uno sia gay e quanto sia etero non ha alcun senso. Porsi in ascolto delle proprie pulsioni, lasciarle libere di esprimersi certamente si.


Hoc.

Horror individuationis et de hoc satis.


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 Oggetto del messaggio: Re: Gay, Bisex, Etero, Omosessualità latente, DOC Omosex?
MessaggioInviato: lunedì 7 maggio 2018, 10:22 

Iscritto il: giovedì 26 aprile 2018, 21:55
Messaggi: 7
Vedi Alyosha io non so fino a che punto il mio problema non risieda nella mia sessualità. La butto lì: ieri sera sono uscito con un gruppo di ragazzi e ragazze che non conoscevo. C'era una ragazza molto bella, dolce e simpatica che -prima che di questa mia crisi- mi sarebbe piaciuta molto, ma che però non mi portava ad avere stimoli o istinti sessuali, per quanto io mi sforzassi. E poi c'era un ragazzo bello forte, sicuro di sé e quant'altro che da un lato mi provocava eccitazione e dall'altro senso d'inferiorità; mi faceva sentire piccolo, piccolo. Il solo fatto di essere sfiorato per sbaglio da lui o l'idea di andarci a letto mi portava in un forte stato d'ansia con conseguente erezione (?). Come la interpreto 'sta cosa?
Cioè a me questa cosa che non riesco più a provare eccitazione ed attrazione verso le donne ma solo verso gli uomini mi mette veramente in crisi e non so se è questo mio continuo pensare all'essere eccitato che non mi fa eccitare.
Per quanto riguarda l'attrazione verso gli uomini io, ad esempio,fino a qualche mese fa, non ne ho mai provata. So solo che un episodio gay, dove lui mi chiese di praticargli sesso orale, l'ho avuto ad 11 anni, senza neanche volerlo. Nel corso degli anni, poi, questo episodio ogni tanto mi tornava in mente mettendomi in un profondo stato di crisi e mi faceva venire il timore di diventare gay, nonostante io non provassi alcuna attrazione verso gli uomini. Oppure a volte mi è capitato di incontrare persone gay e di avere una sorta di ansia di essere scoperto da loro, senza che comunque avessi mai provato e/o pensato ad avere qualcosa con un uomo. Cioè io fondamentalmente attrazione verso gli uomini non ne ho mai provata, se non un certo senso di invidia/inferiorità verso chi magari riusciva ad avere un certo "successo".
Io probabilmente sto facendo molta confusione su quelli che sono gli stereotipi che la società c'impone: maschio-forte donna-debole


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 Oggetto del messaggio: Re: Gay, Bisex, Etero, Omosessualità latente, DOC Omosex?
MessaggioInviato: lunedì 7 maggio 2018, 12:55 
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Mi scuso per non aver ancora risposto, lo farò nel pomeriggio, ma ho bisogno di rileggere prima con calma l'intera discussione. A più tardi.



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 Oggetto del messaggio: Re: Gay, Bisex, Etero, Omosessualità latente, DOC Omosex?
MessaggioInviato: lunedì 7 maggio 2018, 18:06 
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Ciao Biancorosso,
Ti parlo un po' di me , vedi tu se quello che dico ti può essere utile.

Io ho sempre saputo di essere gay, dall'età di 9 anni. Senza entrare nei particolari, le vibrazioni che mi mandavano i maschi non me le mandavano le femmine. Ho sempre provato un forte senso di vergogna, perché tutte le persone che conoscevo parlavano di come fossero belli i "culi" delle ragazze ( passami il termine :D ), e sentendomi alla stregua di un malato ho sempre recitato la parte dell'etero, con l'unica scaltrezza di cercare di "rimorchiare" ( passami anche questo termine :lol: ) solo persone che sapevo mi avrebbero rifiutato a prescindere. Questo per buona parte delle elementari, e per tutte le medie e le superiori. Anche in famiglia facevo finta di piangere quando venivo rifiutato e facevo finta di essere disperato, così sapevo di non dover recitare un'altra cotta per almeno 6/7 mesi.

A parte la fase prepuberale, non ho mai pensato sessualmente a ragazze e anche solo l'idea di averci qualsivoglia contatto mi generava fastidio. Dai 18 anni in poi, capendo di non essere sbagliato, ma solo una delle tante varietà che rendono bello il mondo ( :lol: ), è svanito il senso di vergogna. Certo, le uniche persone che sapranno da me che sono gay sono i miei familiari più stretti e il mio compagno, ma non proverei alcun disagio nell'essere sgamato. Alla fine chi si da tanta pena per capirlo appartiene alla cerchia :lol: .

Detto questo, credo che il campanello d'allarme per capire se sei gay o meno è l'eventuale presenza di vergogna. Immaginati in un mondo utopico, dove essere gay non significa nulla di più che provare attrazione per persone dello stesso sesso. In quel mondo tu proveresti vergogna nell'essere gay? Nel fare sesso con un uomo?

Oltre questo, hai mai provato sentimenti per un uomo che vadano oltre l'eccitazione e il senso di inferiorità? Perché dai vari messaggi che ho letto sembra che tu, più che per l'uomo, provi eccitazione dal tuo sentirti inferiore rispetto a lui.

Buona giornata Biancorosso


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 Oggetto del messaggio: Re: Gay, Bisex, Etero, Omosessualità latente, DOC Omosex?
MessaggioInviato: lunedì 7 maggio 2018, 19:52 
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Caro Biancorosso,
come dice Help hai una visione del mondo molto sessista in cui tra uomini è donne si gioca un gioco di ruolo del tipo dominante-dominato e tendi a rivedere questo ruolo nel rapporto tra “un uomo” e te in un ruolo in un certo senso femminile. Francamente, stando a contatto coi gay da molti anni ogni giorno per poco meno di 24 ore, posso dire che in tutto quello che scrivi non ci trovo proprio nulla di gay mentre ci ritrovo molto di tipico del doc a tema gay cioè di un disturbo ossessivo centrato sulla paura ossessiva di essere gay. Il fatto di venire da esperienze totalmente e profondamente etero, il fatto di vivere certe pulsioni-compulsioni sessuali gay in modo ansioso, il fatto di ragionare di cose gay sempre in teoria e di non esserti mai innamorato di un ragazzo, cosa è che diversissima dal fare fantasie sessuali, la nostalgia della sessualità etero, ovviamente compressa dall’ansia ossessiva, la tendenza a voler ad ogni costo risolvere il problema sono tutte cose così tipicamente legate al doc che francamente parlare di omosessualità mi sembra del tutto fuorviante. Tra l’altro hai dell’omosessualità la tipica visione che ne può avere un etero che ha avuto e ha qualche problema nei rapporti “affettivi” con le ragazze (anche questa cosa è tipica del doc a tema gay) e che invece di cercare di risolvere il problema d’origine che è quello di costruire un rapporto affettivo stabile con le ragazze, per un verso evitando le logiche dominante/dominato e per l’altro mantenendo anche rispetto alle ragazze un sano distacco cioè evitando la dipendenza dal giudizio delle ragazze e dalla loro aspettative, si crea una spiegazione di fuga per il rapporto problematico con le ragazze ipotizzando una sessualità etero alla quale si dà tanto credito da farla apparire (ma non essere) reale. Solo chi non è gay può pensare che i rapporti con un uomo siamo più facili di quelli con una donna. I gay sanno benissimo quanto è difficile costruire e fare funzionare qualcosa di serio con un altro ragazzo, perché lo imparano sulla propria pelle. Un gay (come un etero) non ha esercitato una scelta, è quello che è. Il dubbio non ce l’hanno né gli etero né i gay. Il dubbio è tipico del doc. Nessun gay ha dubbi sul fatto di essere gay e questo fatto non creerebbe comunque nessuna difficoltà se si vivesse un mondo veramente tollerante Che uno psicologo non debba darti risposte chiare e debba lasciare a te il compito di sbrogliare la matassa mi pare professionalmente corretto, ma io non sono uno psicologo ed è proprio per questo che posso permettermi di dirti che in te c’è solo la paura ossessiva di essere gay, che poi questo possa avere qualche risvolto tecnicamente sessuale non cambia la sostanza del discorso, se tu ti fossi innamorato profondamente di un ragazzo e avessi cominciato a considerare quel ragazzo il centro della tua vita, allora le cose sarebbero state con ogni probabilità diverse, ma questo non è successo e, se devo essere sincero, posso solo dirti che il pianeta gay è un pianeta che non conosci (il che per un etero è ovvio!).



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