Una storia di attrazione idealizzata

L'accettazione dell'identità gay, capire di essere gay
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ford_prefect
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Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da ford_prefect » martedì 14 febbraio 2012, 16:54

Salve a tutti, mi scuserete se approfitto di questo forum già da poco dopo la mia iscrizione, per avere un vostro parere riguardo la mia strana storia.
Sono un ragazzo di diciassette anni compiuti da poco, e circa dall'età di tredici anni e mezzo, mi era sempre parso più o meno di avere un orientamento sessuale diverso da quello dei miei amici, nonostante non fossi esteriormente e nel comportamento simile a quei ragazzi che venivano automaticamente collegati all'omosessualità, ma anzi, fossi sempre sembrato un ragazzo pienamente "normale". Questa situazione è andata avanti per circa tre anni, in una modalità abbastanza platonica, senza che io avessi alcun rapporto, neanche una conoscenza, figuriamoci esperienze fisiche, con altri ragazzi come me. Questo avveniva non perché rifiutassi di avere esperienze del genere o non mi accettassi, ma perché la mia omosessualità si era sviluppata come un atteggiamento estremamente astratto, frutto di fantasie spesso incorporee, nel senso che nascevano e finivano nel breve tempo di una sega e io ero contento e stabile così. Questo, tuttavia, un po’ più in là mi ha portato a qualcosa di più solido, ovvero ad infatuarmi due volte nella mia adolescenza, per due ragazzi etero, infatuazioni molto legate al carattere ma anche legate ad attrazione fisica... la prima a 14 anni e mezzo, la seconda a 16, nata e spentasi velocemente l'estate scorsa, in circa un mese.
Premetto che non sono mai stato un ragazzo con i cosiddetti "ormoni a palla"... sempre stato un mezzo sognatore, tendo ad idealizzare le cose ecc. ecc. Il momento della presa di coscienza che le cose così non potevano andare avanti, anche detto “sblocco” è arrivato ad agosto dell'anno scorso, quando ho deciso, a soli 16 anni, di provare ad iniziare a dire ad amici fidati che cosa pensassi di essere fino a quel momento. I miei amici sono stati grandiosi, non mi sono sbagliato nel considerarli dei fratelli degni di fiducia, e mi hanno aiutato parecchio, soprattutto a sentirmi comunque accettato, qualsiasi cosa fossi.
Nonostante la mia apertura e il mio piccolo coming-out con i miei amici e con i miei genitori (che non se lo aspettavano e che mai avrebbero collegato me ad una tendenza simile, e che mi hanno ripetuto che secondo loro era solo un momento transitorio), tuttavia, continuavo a vivere questa tendenza in modo astratto, senza avere rapporti concreti, forse perché dentro di me, qualcosa mi diceva che nella concretezza avrei trovato un grande vuoto.
Spesso leggo di ragazzi gay che non si fanno la doccia, in palestra, per timore di avere l'erezione nel vedere altri ragazzi definiti completamente nudi. Io non ho mai avuto questo problema. Sono andato in palestra per diversi mesi e mi sono iscritto nuovamente cinque settimane fa, e non ho mai provato la minima attrazione anche per qualsiasi tipologia di ragazzo nudo presentatosi davanti a me... anche per coloro i quali, tenendoci al proprio fisico, se lo costruiscono quasi a mo' di statue classiche. In realtà, la nudità maschile così "sputtanata" negli spogliatoi, mi è sempre e solo sembrata motivo di imbarazzo personale, con una punta di disgusto a volte (così, ho sempre fatto la doccia comunque in costume).
Ma attendete la continuazione della storia, prima di esprimere un'opinione.
E' arrivato novembre, ormai tre mesi fa. Tramite una chat online che decisi di frequentare per curiosità, per capire qualcosa di più del mio strano atteggiamento che rasentava quasi una sorta di distacco dalla realtà, ho iniziato a sentirmi con un ragazzo di 20 anni, bisex e interessato a me. Ovviamente, l’esperienza in chat in generale è stata orrenda, perché ho trovato davvero frustrante parlare per un po’ al giorno in questa maniera squallida, oltre al fatto che la chat in questione era veramente un ricettacolo di gente poco raccomandabile... ma la percepivo come la mia unica opportunità per iniziare a capirci qualcosa di più, pur prendendo le necessarie cautele (davvero necessarie, in luoghi di bestie come quello!!)
Con questo ragazzo, che mi è sembrato diverso dagli altri, mi sono visto nella realtà, e siamo andati d’accordo su diverse cose, per quella mattinata in cui ci siamo incontrati. Ad un certo punto quello stesso giorno, siamo rimasti totalmente da soli in un giardino, e lui mi ha baciato. Il mio primo bacio, a sedici anni. Io ci sono stato per semplice curiosità, non perché mi sentissi attratto, e la cosa è andata avanti per diversi minuti. C’è da dire che in tutto questo, lui era un ragazzo per niente effemminato, con un bel fisico fatto per la preparazione agli esami da militare, insospettabile, come me. Ma la cosa non è andata come la mia psicologia mi aveva suggerito dall’età di tredici anni e mezzo. E’ stata una cosa smorta, priva di significato emotivo. Quella giornata di novembre, sono tornato a casa con la sensazione delle sue labbra sulle mie e con un vuoto che si allargava sempre di più in me, perché quel rapporto non mi aveva minimamente entusiasmato su un piano sessuale.
La nostra relazione, ovviamente, dopo quell’esperienza è andata degenerando e non ci siamo più visti. Dopo tre settimane circa, abbiamo smesso anche di sentirci perché il disinteressamento (ormai da ambo le parti) era divenuto palese.
Ma non avevo mai provato una vera infatuazione forte verso le ragazze (qualcuna minore sì, però, prima dei 14 anni), quindi non sapevo cosa pensare. Ho passato quindi un mese di scarso interessamento sessuale, in cui continuavo a farmi domande su quella relazione che non mi aveva entusiasmato. Ho anche pensato al disinteressamento nei confronti delle nudità maschili in palestra, e mi sono chiesto che cosa, in realtà, mi avesse spinto ad infatuarmi a 14 e a 16 anni... forse, la mia è stata una fase puramente adolescenziale, che ormai volge al termine, e la mia psicologia, non consapevole di questi possibili cambiamenti, non sempre riesce a rimanere al passo con essi.
Voglio inoltre sottolineare una cosa. So che per definirsi omosessuali, si dovrebbe apprezzare il rapporto fisico sessuale di tale genere. Io, invece, ho provato in passato solo attrazione fisiche brevi, saltuarie o momentanee. Non penso proprio che riuscirei a sostenere né psicologicamente né fisicamente un rapporto in cui io faccia da elemento attivo o da passivo con un ragazzo, perché in entrambi i casi, non lo riuscirei a sentire naturale e collegare alla felicità. Nel caso di un rapporto attivo, provo una sensazione di disgusto nel sesso anale, ora che ho capito cos’è, rispetto a prima che lo idealizzavo senza sapere neanche cosa fosse. Nel caso di un rapporto passivo, la penetrazione mi procurerebbe solo dolore, infezioni e infelicità psicologica, perché, sempre, non lo trovo naturale.
Sento l’incompatibilità fisica del rapporto omosessuale, ma ancora, non riesco a buttarmi nel mondo etero, perché non l’ho mai conosciuto, e di solito a quest’età si tende ad aggrapparsi a problemi anche fasulli pur di costruire la propria identità. Ma io non sarei felice con un ragazzo, anche se alcune volte mi sento debolmente attratto, e non voglio continuare in questo senso, ora che so cosa significa, e che l’Idea è stata sostituita dalla realtà cruda di come vanno le cose. Forse ho avuto uno sviluppo rallentato o deviato, non lo so, ma non credo e voglio che il mio futuro stia qui. Forse questa fase sta volgendo a termine, l’attrazione omosessuale idealizzata mi scivola tra le dita giorno dopo giorno, e forse sarebbe ora di provarci con qualche ragazza, verso le quali non provo disgusto sessualmente e non ho comunque mai cancellato l’idea di provarci, come invece gli omosessuali convinti fanno.
In questo mentre, i miei amici fidati non si sono mai fatti mancare e non mi hanno mai giudicato per questi problemi di identità sessuale...
Vorrei sapere cosa ne pensate, se a voi è mai capitata una situazione del genere o se sono io che devo ancora scoprire veramente il mio Essere. Ho parlato con tutta la sincerità che potessi esprimere.
Grazie.

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progettogayforum
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da progettogayforum » martedì 14 febbraio 2012, 19:52

Ciao ford_prefect, benvenuto nel Forum e grazie per questo tuo post che è molto serio e merita un risposta altrettanto seria.
Parto da un dato di fatto e cioè che in rapporto a che cosa sia l’omosessualità hai ancora in mente idee piuttosto lontane dalla realtà. La vita di un gay è come la vita di qualsiasi altra persona, c’è “anche” la sessualità ma ci sono mille altre cose, positive e meno positive, c’è la tenerezza di un rapporto affettivo, c’è il poter contare sull’altro, c’è l’idea di essere in due ad affrontare insieme la vita con le sue difficoltà, se e quando si è veramente una coppia, e questo non è certamente una cosa comune né tra gli etero né tra i gay. Essere una coppia gay significa essenzialmente volersi bene, e in tutto questo la sessualità ha un ruolo ma molto generale e sfumato, al punto che si può anche essere una coppia gay senza avere contatti sessuali, peraltro avere rapporti sessuali e non volersi bene significa pensare che l’amore reciproco che non c’è possa essere sostituito dal sesso, e questo non ha nessun senso. Ma vengo alle questioni più specificamente legate alla sessualità, tu parli di attivo e passivo e di penetrazione anale come se queste cose fossero tipicamente gay e costituissero una specie di condicio sine qua non dell’essere omosessuali, ma la realtà è completamente diversa. Tieni presente che mentre la sessualità etero è per natura legata a dei ruoli sessuali ben definiti perché un uomo e una donna sono anatomicamente e fisiologicamente diversi, la sessualità gay nasce tra persone che dello stesso sesso, cioè originariamente un ragazzo che si innamora di un altro ragazzo non sta cercando il sostituto di una ragazza, non si innamora di un ragazzo che debba avere un ruolo femminile ma si innamora di un ragazzo proprio perché è un ragazzo. La sessualità etero è la sessualità della complementarità, la sessualità gay è la sessualità dell’identificazione. I gay non cercano ragazzi effeminati e in genere tra le coppie gay vere i ruoli sessuali, l’attivo e il passivo e la penetrazione anale sono categorie molto meno gettonate di quanto la gente non pensi. La confusione tra gay (questione di orientamento sessuale) e trans (questione di identità sessuale) porta spesso ad attribuire a gay categorie che con i gay hanno poco a che vedere. Tra le coppie gay giovani la penetrazione anale è una pratica decisamente minoritaria e spesso quelli che la praticano sono in realtà bisessuali che trasportano in campo gay categorie derivare dal mondo etero. Di gay che non hanno mai praticato la penetrazione anale ne conosco moltissimi (sono la maggioranza), intendo dire non solo che non lo hanno mai fatto in pratica ma non lo hanno mai nemmeno desiderato eppure sono gay al 100%. Quanto al problema palestra e affini è ovvio che tu possa trovare storie in cui si parla di erezione in palestra, perché c’è qualcosa da raccontare, ma di gay che fanno attività sportiva ce ne sono tantissimi e la stragrande maggioranza di questi vive la nudità nello spogliatoio come una cosa del tutto priva di valenze sessuali e da qui passo alla questione più importante. Un coinvolgimento sessuale per essere una cosa veramente coinvolgente deve essere accompagnato da una dimensione affettiva forte, la categoria fondamentale è il volersi bene. Che tu abbia provato indifferenza o disgusto nel baciare o meglio nel farti baciare da un ragazzo non mi sorprende affatto, quella non è sessualità, ma si tratta di tipici esperimenti sessuali che si fanno per vedere che succede, ma si tratta di meccanismi su base nevrotica che con la vera sessualità, cioè con la sessualità affettiva non hanno niente a che vedere. E poi, sia tra gli etero che tra i gay della sessualità si parla moltissimo ma i profili reali di queste cose sono molto più bassi di quanto si crede perché la sessualità ha bisogno di condizioni adeguate e di adeguata tranquillità mentale e ci sono molte cose che possono rendere impossibile vivere la sessualità in modo sereno: problemi di lavoro, ansia, problemi economici e mille altre cose. Torno al discorso iniziale per un gay, come per un etero, c’è anche la sessualità ma non solo la sessualità. In pratica il sesso è una delle espressioni della vita affettiva, certo non è l’unica e non è affatto detto che sia la più importante. In ogni caso ti do un solo consiglio, lascia perdere gli esperimenti (che possono comportare rischi aids), quando ti innamorerai capirai benissimo quello che stai cercando. Non avere fretta, non devi dare risposte a nessuno.
Grazie ancora per il tuo bellissimo post.

Alyosha
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da Alyosha » martedì 14 febbraio 2012, 19:55

ford_prefect non so, non sono un esperto, ma tendo a pensare che la sessualità che emerge spontaneamente sia quella giusta e che forzarsi non abbia molto senso ne in direzione etero ne in direzione omo. Vedo l'esperienza che hai fatto come una forzatura a prescindere da come stiano le cose, baciare uno che neanche si conosce per quanto possa essere un bel rgazzo può dare questo effetto e come. Le infatuazioni di quando avevi 14 anni erano spontanee e legate ad attrazioni fisico-emotive, tutte cose che diciamo così non puoi riprodurre "in vitro", in questa sorta di test di omopositività :). Insomma non c'era nessuna delle premesse che potesse portarti ad un coinvolgimento reale, perché di reale quella relazione non aveva un bel nulla. Evita le chat, ti vedo bello sveglio e scommetto che non c'è neanche bisogno di precisarti il perché. Oltre alla delusione che hai provato, non sottovaluterei neanche l'effetto "genitori". Mi pare chiaro che ti stai convincendo pian piano della loro tesi. Forse non era il caso di parlargliene se prima non ne fossi stato sicuro, ma pazienza ormai è fatta. Secondo me stai già un pezzo avanti rispetto alla consapevolezza che hai di te, a 17 anni hai le idee più che chiare. Potrei sbagliarmi ovviamente, però insomma probabilmente se smetti di metterti alla prova, riemergono i tuoi desideri, e le tue esigenze affettive e sessuali e le cose si schiariranno da sole, senza che nessuno ti dia indicazioni al riguardo. L'intenzione iniziale però era quella giusta, hai bisogno di posti e luoghi dove confrontarti, questo forum lo è. Vedrai che la tua situazione non è diversa da quella di tanti altri ragazzi, che potrai confrontarti con persone veramente a modo e ne uscirai più che soddisfatto, rispetto all'esigenza di approfondire certi temi.
Un abbraccio.

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riverdog
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da riverdog » martedì 14 febbraio 2012, 21:32

ford_prefect ha scritto:Salve a tutti, mi scuserete se approfitto di questo forum già da poco dopo la mia iscrizione, per avere un vostro parere riguardo la mia strana storia.
Ma ci mancherebbe!! Mica è richiesto un periodo di prova!! ;) e benvenuto!!
In pratica le cose che volevo sottolineare le ho già ravvisate nei post di chi mi ha preceduto.... aggiungo soltanto:
ford_prefect ha scritto:Sono andato in palestra per diversi mesi e mi sono iscritto nuovamente cinque settimane fa, e non ho mai provato la minima attrazione anche per qualsiasi tipologia di ragazzo nudo presentatosi davanti a me...
Guarda, io ho 18 anni di vita da spogliatoio sulle spalle ed anche per me ha sempre regnato l'indifferenza.... l'unico episodio "anomalo" mi è capitato qualche anno fa... quando è venuto a cercarmi nel reparto docce -per domandarmi qualcosa- una persona che per me aveva un valore speciale... in pratica ne ero innamorato, anche se faticavo ancora a farmene una ragione! Per il resto.... nisba!
ford_prefect ha scritto:E’ stata una cosa smorta, priva di significato emotivo.
(riferita al bacio) La trovo semplicemente una delle possibili reazioni che poteva verificarsi.... tutto qua!
Riguardo al sesso anale.... vero che non è una pratica amata da tutti gli omosessuali.... inoltre, lasciami dire che le tue considerazioni sono molto astratte.... innamorati di un ragazzo (ammesso che tu sia gay) e poi ne riparliamo....

Detto questo, non entro nel merito del dirti "sei gay".... cosa sei veramente lo capirai col tempo, sei ancora giovanissimo, cerca soltanto di mettere da parte l'ansia ed essere te stesso, vedrai che la tua vera sessualità emergerà spontaneamente!

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Telemaco
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da Telemaco » mercoledì 15 febbraio 2012, 2:32

E' molto difficile rispondere ad una situazione così complessa, ad un interrogativo così importante riassunto nell'arco di un piccolo post. In tutto il tempo che ho passato a leggere le esperienze altrui e a ripensare alle mie, ho iniziato a rendermi conto di quanto sia impossibile dare una risposta definitiva alla domanda "che cosa sono, che cosa voglio" e di quanto sia altrettanto impossibile smettere di chiedeselo. Il potersi inserire in una categoria piuttosto che in un'altra è un lusso che non sempre ci si può concedere, per quanto possa essere allettante.
Sebbene possano esistere molte definizioni, la realtà ha talmente tante sfumature concrete che si potrà sempre e solo parlare per approssimazioni. L'angoscia con cui pensi a temi strettamente tecnico-sessuali non devi fraintenderla come la necessità di leggere "segnali" di predestinazione ad essere qualcosa piuttosto che qualcos'altro; si tratta di riflessioni che, appunto, sono astratte, come dici tu, sono scollegate da un effettivo contesto e quindi lasciano il tempo che trovano, almeno dal punto di vista definitorio.
D'altra parte affettività e sessualità possono rincorrersi e intrecciarsi in maniere molto differenti e dare esiti unici diversi in ogni persona.

Ora, tu pretendi di fondare la consapevolezza del tuo orientamento sessuale su canoni molto schematici, basati sull'elencazione di determinate pratiche sessuali piuttosto che altre; pretendi di sperimentare un innamoramento con una persona presa a caso in una macelleria virtuale.

Tutto ciò non può farti trarre la conclusione di essere gay o etero.

Le conclusioni che si possono trarre dagli elementi che stai esaminando sono su un piano... quantitativo, non qualitativo.
Evidentemente, a prescindere dal fatto che tu sia etero o gay o bisex, il tuo modo più spontaneo di vivere la sessualità NON è quello del sesso come un gioco, come modo per soddisfarsi con e sugli altri, come piacere istintivo e autosufficiente. Per molti è così, per te no. Cosa può significare? Non esiste solo l'etero-sessualità o l'omo-sessualità, può benissimo esistere anche l'etero-asessualità o l'omo-asessualità. Fra questi estremi teorici si collocano le infinite varietà dell'orientamento sessuale a seconda dell'intensità e delle modalità con cui le singole persone lo vivono, si sentono spontaneamente di viverlo nei casi concreti.
E lo schema è ulteriormente arricchito e complicato dal fatto che ognuno soggettivamente percepirà e concepirà il perimetro della propria sessualità alla luce di una grande varietà di fattori, talvolta contingenti, talvolta stabili, primo fra tutti l'affettività che a sua volta potrà declinarsi in una serie di sfumature diverse difficilmente decifrabili, i cui limiti teorici vanno dall'eteroaffettività all'omoaffettività, dall'eteroanaffettività all'omoanaffettività.

Come se non bastasse qualsiasi risposta uno si possa dare con gli schemi precedenti dovrà confrontarsi sempre e comunque con i singoli casi concreti per poter essere confermata o meno.

Alla fine di fatto la risposta è quella di project: non angosciarti nel cercare di cristallizzare una definizione che vada bene sempre e comunque pe tutto ciò che provi nei confronti degli altri; aspetta che si presenti quella persona che sarà in grado, automaticamente, con la sua sola presenza, di soddisfare perfettamente i tuoi schemi.
# Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
(Gǔlǎo de zhōngguó yànyǔ)

ford_prefect
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da ford_prefect » mercoledì 15 febbraio 2012, 20:59

Dunque, prima di tutto, grazie a tutti per le risposte esaurienti ed immediate. Non riuscirò, per questione di tempo e di filo logico, a rispondere a mia volta ad ognuno di voi, ma vi farò conoscere il mio generale punto di vista riguardo alcune cose che avete espresso.
Prima di tutto, vorrei riprendere alcuni concetti di "progettogay": qualcosa che è suonato L'amore eterosessuale è complementare, quello omosessuale è identificazione, inoltre connesso all'argomento rapporti fisici gay.
Prima di tutto, io ho molti amici etero, a cui voglio molto bene e che stimo, nei quali identifico tante mie qualità e difetti. Lo stesso vale per loro la mia persona. Questo, ovviamente, non significa che io sia innamorato di loro; oltre al fatto che cerco da sempre di non innamorarmi di etero, loro per me sono semplici amici, appunto. Per venirsi a creare un amore omosessuale, io credo che a questo si debba aggiungere attrazione fisica, che comporta logicamente il sesso, nel caso che in cui entrambi i due amanti si attraggano a vicenda. Dunque, l'amore gay non è solo identificazione, la trovo un'analisi imprecisa. Non capisco inoltre questa esclusione del sesso dalla visione omosessuale, questa preferenza nel non consumare un rapporto, quando per natura l'uomo è un animale che prova piacere fisico vero e completo esclusivamente così. Comprendo bene che il sesso sia solo una parte della relazione affettiva con l'amante, ma il fatto che molte coppie (la maggioranza, se non sbaglio, è stato affermato) non lo consumino, mi lascia esterrefatto e forse mi fa intendere che, in realtà, queste non siano del tutto convinte della loro apparente sessualità, fino in fondo. Un rapporto affettivo senza la fisicità, io lo chiamo amicizia, non so voi. Inoltre, cercando di mantenere questo filo logico, io credo che l'uomo cerchi sempre e comunque la complementarità, perché l'identificazione è qualcosa di bloccato nel tempo e nello spazio, che non porta novità ma solo una visione fredda della propria immagine specchiata nel vetro di fronte. L'uomo cerca la complementarità ovunque e anche la più "deviata" delle personalità, che prova attrazioni assurde secondo la maggioranza, come la necrofilia, paradossalmente, la ricercherà nell'oggetto, anche inanimato, del suo desiderio. Io ho notato semplicemente questa incompatibilità della complementarità fisica degli omosessuali (ma forse sto vedendo la questione troppo soggettivamente... forse vale solo per me, perché credo, comunque, che il vuoto totale nel baciare un ragazzo carino con cui io sia stato bene per tutta una giornata, lo sottolinei alquanto). Se mi innamorerò mai di un ragazzo, assai più intensamente di quanto mi sia successo, forse questi ostacoli fisici potrebbero essere superati, ora non penso proprio.
Sinceramente, per il momento so solo che non voglio fare nessun altro tentativo nel mondo gay, non solo perché non mi darebbe felicità e stabilità, ma perché l'ho scoperto come un oceano di persone spesso turbate e più instabili della norma, e questo, ovviamente, scoraggia e pone un freno alla curiosità di scoprire tipica di un adolescente. La stessa natura molto femminile di alcuni ragazzi con questa tendenza (non la transessualità, attenzione) mi turba, forse perché non mi identifica affatto e mi comunica solo confusione. Sono invece propenso a conoscere ragazze e a vedere se possa effettivamente funzionare, perché nonostante non sia attratto follemente da loro, non sono totalmente insensibile alla loro presenza. Magari mi scoprirò pansessuale, boh! :lol: Ma se non si fanno queste prove a 17 anni, quando le si può fare, no? Credo, comunque, che in un'età ormonale molto attiva come quella che sto vivendo, anche la semplice relazione fisica, senza un bagaglio di forti e pure emozioni psicologiche alle spalle, dovrebbe causare almeno un minimo di eccitazione. Riconosco che forse ho una logica un po' ferrea in un ambito molto fumoso, ma sinceramente, preferisco affidarmi alla logica, anziché al fumo, altrimenti non capirei più niente. Spero di avere un po' di fortuna, perché l'amore di una donna riempirebbe molti vuoti che talvolta devo combattere da solo. E non ne creerebbe di altri, devo dire, cosa che invece accadrebbe, purtroppo, sempre e comunque, a prescindere dall'intensità del sentimento in sé, e a prescindere da tutto ciò che mi si potrà mai dire, in una relazione gay.

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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 15 febbraio 2012, 21:53

Probabilmente non sono stato in grado di farmi capire, preferisco abbandonare questa discussione. Come non detto.

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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da tothelighthouse » mercoledì 15 febbraio 2012, 22:35

Intanto, bel nick, ispirato a un libro davvero divertente!
Comunque, ho letto la risposta di Project e l'ho trovata davvero una delle risposte sull'argomento più esaustive e profonde in cui mi sia mai imbattuto. Poi, ovviamente, è difficile parlare di questi argomenti, in cui la sensibilità personale ha un ruolo fondamentale.
ford_prefect ha scritto:Sinceramente, per il momento so solo che non voglio fare nessun altro tentativo nel mondo gay, non solo perché non mi darebbe felicità e stabilità, ma perché l'ho scoperto come un oceano di persone spesso turbate e più instabili della norma, e questo, ovviamente, scoraggia e pone un freno alla curiosità di scoprire tipica di un adolescente.
Se cerchi risposte sulle chat credo che troverai sempre e solo una realtà "turbata e più instabile della norma".
Penso che la cosa più semplice sarebbe capire che non c'è nessuna aspettativa sul proprio vissuto, e che maturiamo giorno per giorno, senza necessariamente "programmarci" una qualche esperienza, un percorso. Quando arriva il momento per capire, capiamo. E allora si prosegue l'esplorazione, accettando.

Un'ultima cosa, che mi sento di aggiungere. Se continui ad applicare categorie eterosessuali ad un contesto che non può essere interpretato con tali categorie se non venendo profondamente distorto, allora non riuscirai a trovare altro che ulteriore confusione.
Ma anche questa è una cosa che si impara con il tempo, e con la disposizione mentale adatta.

Buona fortuna per tutto!

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Telemaco
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da Telemaco » giovedì 16 febbraio 2012, 0:11

Ma sperimenta un po' quello che ti pare, basta che ti proteggi!

Io ho trovato una rilevante quantità di esauriti, instabili, sessuomani ecc ecc tanto nel mondo etero quanto nel mondo gay; tu hai scoperto la parte più schifosa del mondo gay, perchè hai cercato gente in un sito di incontri sessuali. :|
Ma d'altra parte se adesso io fossi un alieno che pretende di studiare il mondo eterosessuale basandosi solamente su ciò che si vede in un night club... che conclusioni potrei trarre?
Che sono tutti così?
O forse che ciò che cerco ben difficilmente si troverà lì?
Esiste un mondo di persone gay che mi spiace tu non conosca, io ho avuto la fortuna di incontrare persone normalissime rispetto alle quali non mi permetterei mai di ritornare indietro ai miei bui ed infondati pregiudizi :D

Per parte mia non ho mai pensato di dover "qualificare" un innamoramento gay come "identificativo" e un innamoramento etero come "complementare", questa tesi per quanto possa emergere in giro credo proprio che tu la abbia estremamente equivocata perchè è proprio la tesi basilare utilizzata dalle persone omofobe per osteggiare in maniera ottusa e aprioristica tutto ciò che non è strettamente eterosessuale!
Inoltre senza accorgersene questa tesi degrada terribilmente l'amore etero perchè lo riduce ad un mero meccanismo riproduttivo: secondo questa tesi molto Bimbo-Balilla l'amore non ha legittimazione ad esistere se non sottoforma di sfornar pargoli per la patria.

La tesi di complementarietà e identificazione per me non ha alcun senso, è prettamente finalizzata a sorreggere tesi come queste che cercano di svalutare l'innamoramento fra due persone pretendendo di cogliere un'orientamento finalistico dell'innamoramento stesso che sia ESTERNO alle persone innamorate. Niente di più lontano al significato della parola: un innamoramento da totalitarismo! :shock:

Invece percepisco, anzi vedo proprio con le esperienze delle persone che conosco, siano esse etero o gay, una sostanziale equivalenza fra i due tipi di innamoramento, è solo che uno è ufficializzato perchè non si potrebbe fare altrimenti, l'altro invece viene generalmente rifiutato perchè non consacrato negli schemi tradizionali della "funzionalizzazione" dell'amore a scopi socio-economici.

Vabè ma a parte tutto ciò, in definitiva... bisogna scegliere i posti giusti e le persone giuste. Non è facile scovarle, ma non si può pretendere la pappa pronta, no? ;)
Ultima modifica di Telemaco il giovedì 16 febbraio 2012, 0:20, modificato 2 volte in totale.
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Alyosha
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da Alyosha » giovedì 16 febbraio 2012, 0:16

Si dice bisessuale comunque non pansessuale. Certo che sei proprio un bel tipetto... venire a dire in un forum gay che il mondo gay è pieno di persone strane e comunque turbate o che l'amore gay lascia sempre e comunque vuoti è proprio simpatica come cosa (ti ci metto un bel :D altrimenti pensi che sono arrabbiato). Lasciando stare le tue opinioni personali su cose che temo non conosci affatto, vedo tanta confusione e mi rendo conto che semplice non sarà. Non so quanto ti possa essere d'aiuto catapultarti in storie etero laddove riconosci che le donne non ti attraggono, ma pazienza non sei ne il primo ne l'ultimo che ci sbatte la testa sopra, ci vediamo tra un paio di sperimentazioni e qualche annetto in più se vuoi, poco importa.
Sai una cosa per? Temo che tu qua dentro più che per capire sia venuto per confermare tesi precostituite, continuando per questa falsa riga ti sarà facile convincerti che proprio i gay non sono cosa tua. Mi piacerebbe invece che gay etero o pansessuale che tu sia, te ne andassi di qua con una visione più chiara dell'omosessualità, giusto per evitare di andare disseminando in giro cose che non stanno ne in cielo ne in terra (a che ci sei dico).
La cosa che personalmente mi colpisce molto è che chi arriva con dubbi sull'orientamento (fossi il primo), ha un atteggiamento completamente diverso, anche quando poi leggendo e confrontandosi capisce che gay non è affatto. Delle due l'una o sei venuto a disturbare (ma non credo affatto, visto il tono molto allegro e infondo sereno delle tue osservazioni) o sei venuto a metterti il cuore in pace, ovvero, provare anche questa per chiudere definitivamente il capitolo omosessualità.
Partendo dal presupposto che non me ne frega niente di convincerti che sei gay o che non lo sei, puoi fare due cose, metterti a sparare a raffica sentenza sui gay, infastidire il prossimo interlocutore (magari io, tanto ci ho fatto l'abitudine ormai :ugeek: ) e chiudere così la questione. Oppure leggere qua e là, confrontarti con noi e per adesso sospendere la questione gay non gay. Questa non è una chat, né un sito di incontri lo svantaggio è che non ti puoi "sperimentare" nel senso in cui intendi tu, il vantaggio è che non ti puoi "sperimentare". Motivo per cui non hai bisogno di convincerti che sei gay, ne che non lo sei per dare una sbirciata qua e la e confrontarti con ragazzi della tua età (certo se gli dici che sono disturbati non parti proprio col piede giusto però), fare domande ecc. ecc. Insomma il tutto ha il costo di qualche oretta e della connessione adsl con il quale visualizzi questo meraviglioso sfondo blu e la scritta progettogayforum sopra. In alternativa puoi continuare a pensarla esattamente come la pensavi prima di entrare in questo posto e lasciare proprio perdere la faccenda. Insomma la questione è proprio un'altra. Se ti va ti conoscere meglio il mondo gay siamo qua, poi cosa ti piace lo deciderai per i fatti tuoi, che in effetti sei l'unico che può rispondere a questa domanda.
Scusami per i toni un pò "piccanti" ho scritto di impulso e posso aver marcato troppoqua e là. Un abbraccio.

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