Una storia di attrazione idealizzata

L'accettazione dell'identità gay, capire di essere gay
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giorgio82
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da giorgio82 » giovedì 16 febbraio 2012, 1:20

Boy-com, premetenndo che mediamente apprezzo davvero i tuoi commenti, credo che questa volta tu abbia un pò esagerato.
Non leggo nel post di ford-prefect l'intenzione di offendere il mondo gay. Ci trovo più che altro l'idea di giustificare delle idee preconcette che evidentemente ha interiorizzato a fondo. D'altrode,a 17 anni mi pare più che normale.
Ford-prefect. sei libero di fare tutte le esperienze che vuoi, e tutto sommato è giusto che tu le faccia.
Forse in fondo,nel tuo inconscio,ma neanche troppo, hai una certa paura di arrivare a definire con certezza il tuo essere gay.Anche questo è totalmente comprensibile,ma ti consiglierei di guardare le cose con uno sguardo un pò più ampio.
Ogni uomo cerca una sua complementarietà. Un uomo gay la troverà in un altro uomo.é una complementarietà psichica,fisica ed affettiva.
E se sei gay...una donna non potrà essere il tuo complemento e non potrà in nessun modo riempire i vuoti che ora combatti da solo.
E..se amerai un uomo,e lo amerai davvero, questa relazione non ti creerà di certo difficoltà, quanto meno non più di quante potrà creartene una persona che non è il tuo vero complemento.
Riguardo al fatto che i gay siano persone turbate e piu instabili della norma non sono totalmente in disaccordo. Non leggo con negatività questa frase, poichè è vero che ogni gay deve in qualche modo rapportarsi con la conoscenza e l'accettazione di se,e deve poi abituarsi a vivere se stesso in relazione agli altri. Tu stesso d'altronde sei turbato da questa situazione.
Vorrei però anche sottolineare che questo è un percorso,a volte lungo e difficile,sì,ma un percorso che rende forti e sicuri di sè.
Mi viene a volte da pensare che...se io, rispetto ad un etero, ho avuto la sfortuna di dover affrontare questo percorso, un etero,rispetto a me, ha avuto la sfortuna di non doverlo affrontare, mi sembra quasi che il suo completamento personale rimanga un po povero..( è solo una banale generallizzazione..)
Credo che tu debba prendere la tua vita con un pò piu di calma e meno ansia...
Fai le tue esperienze, per carità,ma non precluderti qualcosa a priori.. vedrai,sarà il tuo cuore a guidarti nella direzione giusta!

Alyosha
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da Alyosha » giovedì 16 febbraio 2012, 11:36

Giorgio82 grazie per l'apprezzamento intanto, mi fa davvero piacere scritto da te. Neanch'io penso che l'intenzione di fondo sia offendere il mondo gay, l'ho pure scritto. Il fatto è che entrando con quei discorsi il pericolo c'è e forse infondo può risultare un effetto voluto. La mia idea era un attimo più contorta, come al solito :lol:. L'atteggiamento complessivo mi incuriosisce un pò, mi pare molto l'andatura di un "gambero" un passo avanti e due indietro, un modo per convincersi che si sta andando avanti, mentre nei fatti si sta tornando indietro. Entrare in un forum gay, per negare di essere gay, portando argomenti che nel frattempo mi sembrano sentiti altrove (famiglia?). Non so ho come l'impressione che si volesse fare convinto lui mentre dice quelle cose e nel frattempo continuo a non capire che significa da un lato la fretta di "quagliare" come si sul dire, dall'altro l'esigenza di confrontarsi e approfondire la questione. Fare e riflettere su proprio fare sono due momento diversi il secondo richiede necessariamente un interruzione dell'azione.
ford_prefect mi spiego meglio, perché quando finalmente emerge l'esigenza di confrontarsi realmente con persone come te (o che per lo meno potrebberoe ssere come), improvvisamente senti il bisogno di chiudere il cerchio, con argomenti tutto sommato grossolani? Ti rassicura? O dentro di te sai già dove DEVI andare a parare?
Insomma qualcosa non mi convince e in tutto ciò proprio per questo vedo tanta fretta immotivata e controproducente, perché sono troppo convinto che anche se tu sei etero, sperimentandoti in questo modo con donne, proveresti lo stesso esatto disagio. Dopo di che eliminati i maschi ed eliminate le femmine che ti resta? Capisco che probabilmente l'età ti porta fretta, hai 17 anni e puoi sentirti la pressione addosso di esperienze che fino ad adesso ti sei negato. Però insomma dentro un forum gay ci sei venuto tu, quindi qualche tarlo per la testa ce l'hai. Anche nella prospettiva in cui non sei gay e in quella in cui vuoi sperimentarti da etero, faresti bene a toglierti per bene certi dubbi, perché di dritto o di rovescio te li troveresti sempre in mezzo ai piedi. In questa prospettiva il consiglio era innanzitutto di provare a capire cosa è realmente l'omosessualità. Poi ognuno fa quello che vuole ci mancherebbe, ci hai chiesto un parere t'ho messo in fila il mio.
Sul turbato mentalmente gio82 non sono troppo in disaccordo, capisco in che senso lo intendi tu ed è chiaro che viste le difficoltà ambientali, partiamo con molte più difficoltà chi lo nega questo. Ho anche trovato molto bella la tua riflessione in effetti fare i conti con se stessi e con la propria sessualità e relazionalità, può essere un opportunità, tutto dipende da come reagiamo alle difficoltà secondo me. Tuttavia dal modo di porre complessivo credo che ford_prefect intendesse altro. Credo che alluda al fatto che l'omosessualità porta in sé dei disturbi, visto che se la sua è confusione "ormonale", probabilmente noi siamo in una situazione di turbinio ormonale persistenze e comunque strutturalmente incompleti, visto che vuoi come vuoi i "vuoti" che lascia una relazione omosessuale sono maggiori di quelli che lascia una relazione etero. Se posto così il ragionamento è proprio un altro. Potrei sbagliarmi ovviamente.

Machilosa
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Re: Una storia di attrazione idealizzata

Messaggio da Machilosa » giovedì 16 febbraio 2012, 14:34

ford_prefect ha scritto: Questo, tuttavia, un po’ più in là mi ha portato a qualcosa di più solido, ovvero ad infatuarmi due volte nella mia adolescenza, per due ragazzi etero, infatuazioni molto legate al carattere ma anche legate ad attrazione fisica... la prima a 14 anni e mezzo, la seconda a 16, nata e spentasi velocemente l'estate scorsa, in circa un mese.
Premetto che non sono mai stato un ragazzo con i cosiddetti "ormoni a palla"... sempre stato un mezzo sognatore, tendo ad idealizzare le cose ecc. ecc. [...]
Spesso leggo di ragazzi gay che non si fanno la doccia, in palestra, per timore di avere l'erezione nel vedere altri ragazzi definiti completamente nudi. Io non ho mai avuto questo problema. [...]
Ma attendete la continuazione della storia, prima di esprimere un'opinione.
E' arrivato novembre, ormai tre mesi fa. Tramite una chat online che decisi di frequentare per curiosità, per capire qualcosa di più del mio strano atteggiamento che rasentava quasi una sorta di distacco dalla realtà, ho iniziato a sentirmi con un ragazzo di 20 anni, bisex e interessato a me.
[...] Non penso proprio che riuscirei a sostenere né psicologicamente né fisicamente un rapporto in cui io faccia da elemento attivo o da passivo con un ragazzo. [...] Forse ho avuto uno sviluppo rallentato o deviato, non lo so, ma non credo e voglio che il mio futuro stia qui. Forse questa fase sta volgendo a termine [...] Per venirsi a creare un amore omosessuale, io credo che a questo si debba aggiungere attrazione fisica, che comporta logicamente il sesso, nel caso che in cui entrambi i due amanti si attraggano a vicenda.
Lo stato in cui ti presenti mi fa molta tenerezza, perchè ricorda molto i dubbi che ho avuto io alla tua età, praticamente l'altroieri (o quasi; 24 anni tra 2 mesi... gulp!); però mi stupisce positivamente il tuo fare baldanzoso; come qualcuno ti ha già detto, credo che tu sia sveglio e che non avrai difficoltà a trovare le risposte, dal momento che sembri propenso a cercarle attivamente. Sperimentare può essere necessario, ma considera che potresti ferire qualcuno; io l'ho fatto e ho sofferto parecchio per i sensi di colpa. Nel complesso, però, seppur egoisticamente parlando, non me ne pento; ora sono felice, ma non nego che a volte, nel veder passare una bella famigliola, provo ancora un po' di invidia; se non avessi sperimentato, probabilmente starei ancora a pormi delle domande sui "se" e sui "ma".
Mi rivedo molto in ciò che scrivi, perciò ti riporto in breve la mia esperienza, non per convincerti di alcunchè, ma solo per farti vedere che non sei l'unico disgraziato ad aver avuto dubbi simili.
Ai tempi delle medie, il mio ideale di amore era estremamente idealizzato, romantico, basato sulle fiabe della Disney e poco più; gli ormoni hanno tardato a farsi sentire (tant'è che la prima volta che mi masturbai avevo già 15 anni; la mia barba stenta ancora a crescere, pensa un po'!) e le mie pulsioni sessuali sono rimaste a lungo molto vaghe; le mie infatuazioni verso i ragazzi si limitavano ad un godimento estetico che io interpretavo come invidia, mentre verso le ragazze provavo un interesse platonico, che leggevo come "innamoramento".
In palestra non ho mai avuto problemi; non ne ho avuti nemmeno quando mi sono trovato da solo con un bellissimo ragazzo, mio amico, a fare la sauna completamente nudi; del resto sapevo bene quale fosse il suo orientamento e non vedevo alcuna valenza sessuale in ciò che stavamo facendo; abbiamo pure parlato delle nostre rispettive ragazze...
Ho avuto anche io la mia esperienza-esperimento disastrosa: il mio coinquilino, rientrati da una festicciola, ha approfittato del mio stato di ebrezza per calarmi le braghe e "farmi provare piacere com'è dovere di un amico!" (diceva); certo non fu dispiacevole (fisicamente), ma psicologicamente terribile, visto che il mio coinquilino non mi piaceva sotto nessun punto di vista. Col fatto che abitavamo insieme, la storia non si è conclusa qui, ma poi verrebbe troppo lunga da narrare... insomma, dopo di lui mi sono trovato una ragazza splendida, l'ho fatta innamorare, mi sono autoconvinto d'essermene innamorato, finchè, all'età di 23 anni suonati, non mi sono innamorato davvero, per la prima volta, d'un ragazzo. Quindi crisi, mi sono documentato, sono incappato nel forum, all'Arcigay, ecc., ecc.
Ho sperimentato poche volte il sesso anale e, se devo essere sincero, non mi è piaciuto granché né in un verso, né nell'altro, ma forse è questione di trovare la persona giusta, di lasciarsi andare... boh; non mi pongo il problema; ora esco con un ragazzo dolcissimo e più lo conosco, più mi piace; non ho dubbi sul mio orientamento, almeno, non ho dubbi di provare desiderio nei suoi confronti sotto ogni punto di vista. Quello che deve succedere, succederà. Sono pienamente d'accordo con te, quando dici che in una relazione è necessario anche il rapporto sessuale, ma non credo che qualcuno, qui dentro, la pensi diversamente. Ti assicuro però che questo non si limita alla penetrazione anale (ma immagino che sia superfluo spiegarti cos'altro si può combinare, per provare piacere...), nè all'orgasmo in sè; sono considerazioni banali, ma avendole sperimentate da poco per la prima volta con un ragazzo che mi piaccia davvero, ho appena scoperta la differenza di sensazioni tra un abbraccio o una carezza col tuo lui e una coccola con un'amica (per quanto io la considerassi "la mia fidanzata").
Vivi sereno! Quando sarà il momento giusto, capirai! Benché sia forse vero che il cosiddetto "mondo gay" pullula di psicolabili, non dubitare che, qualora volessi cercare qualcuno di più equilibrato, non faticherai a trovarlo!
In bocca al lupo!

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