Gemelli e omosessualità: la mia esperienza

L'accettazione dell'identità gay, capire di essere gay
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Nico89
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Gemelli e omosessualità: la mia esperienza

Messaggio da Nico89 » sabato 24 marzo 2012, 3:29

Apro questa discussione per poter scrivere e discutere di una tema alquanto particolare, che mi tocca profondamente, il modo con cui l’omosessualità influenza e si inserisce nei rapporti tra fratelli gemelli omozigoti. Certamente può interessare anche i gemelli eterozigoti, ma non allo stesso modo.
Nello specifico voglio raccontare la mia esperienza, come essa ha condizionato e condiziona il mio percorso di accettazione, il rapporto con mio fratello e la mia famiglia, i rapporti con gli altri, il rapporto con me stesso.
Per poter essere chiaro, è però necessario che prima chiarisca, per quanto mi è possibile, il rapporto che ho con mio fratello, ovviamente, mi capirete se mi prenderò meno libertà possibili nei suoi confronti, perché è una terza persona che non può ribattere a quello che scrivo, e perché sono sicuro che un giorno leggerà queste righe.
Il rapporto che c’è tra me e mio fratello è quel tipo di rapporto che tipicamente si può instaurare tra due gemelli identici che fin da piccoli hanno sempre fatto tutto insieme, e condiviso tutto, con ridotte possibilità di differenziazione. È un tipo di rapporto che ha le sue gioie e le sue difficoltà. Le gioie consistono nel fatto che vivendo l’uno accanto all’altro sempre per gran parte della giornata, condividendo i momenti felici e quelli tristi, i passatempi e gli impegni, i giochi e le noie, abbiamo finito per sviluppare un tipo di complicità immediata e di comprensione intensa l’uno dell’altro. Non è stato un processo indolore, se ci siamo riusciti è perché col tempo abbiamo capito che essere fratelli prima di tutto vuol dire perdonare nonostante tutto, amare nonostante tutto, perché le persone vengono prima di ogni cosa. Ci vogliamo bene reciprocamente e lo sappiamo, conosciamo i nostri ritmi, le paranoie, sappiamo comprenderci a vicenda. Che non vuol dire leggersi nel pensiero, semplicemente sfido voi a non riconoscere il significato di uno sguardo in una persona dopo averci convissuto per decenni.
Ma questo tipo di rapporto ha anche i suoi contro, legati soprattutto al fatto che negli anni (colpa dei genitori? degli insegnanti? nostra? non ha importanza) abbiamo avute scarse possibilità e limitate capacità di differenziarci l’uno l’altro, possibilità di essere distinti come unici non solo in teoria ma anche nella pratica, questo ci ha portato ad avere agli occhi degli altri un’identità sfocata, intercambiabile, indistinta singolarmente, concreta solo in coppia. A cosa mi riferisco nella realtà? Al fatto che abbiamo frequentato sempre le stesse scuole (adesso anche l’uni), avuto le stesse passioni, gli stessi amici, le stesse difficoltà, la stessa stanza da letto, gli stessi libri, lo stesso modo di pensare, le stesse paure. Al fatto che spesso tutt’ora non sempre veniamo chiamati col nostro nome, per paura di sbagliarlo, al fatto che ci si rivolge a noi spesso e volentieri col “voi”, cioè alla coppia (caso tipico: “gemelli, spazzate il pavimento”, ma la scopa è una!), al fatto che pochi anni fa ho dovuto fare uno sforzo mentale per iniziare a non usare il “noi” più del necessario ecc.
Cosa c’entra questo col discorso omosessualità? È presto detto. L’omosessualità è una componente essenziale nella definizione della mia identità, ma la mia identità è sfocata, perché, e riguardo a questo chiamo in aiuto chi ne sa più di me, io penso che il modo con cui veniamo trattati dagli altri condiziona pesantemente il modo con cui noi trattiamo noi stessi. Se non mi sono mai sentito trattato davvero come singolo, perché mai avrei dovuto farlo io stesso? La conseguenza diretta di questo modo di pensare è che, una volta appurata l’idea di essere gay, la mia mente ha proceduto su due binari. Da una parte maturavo la consapevolezza, mi informavo, mi facevo delle idee precise e opinioni sensate sull’essere gay, e col tempo “mi accettavo”, dall’altra più io mi convincevo di essere gay, più mi convincevo che lo fosse anche lui, cioè mio fratello, e la cosa mi terrorizzava. Cioè non solo io, ma anche lui. Pensando quindi che: se mi accetto, allora lui è gay! E finire quindi per sobbarcarsi sia tutta la sofferenza che può portare lo scoprirsi improvvisamente gay a 21 anni, sia la paura e l’angoscia che parallelamente lo possa essere anche lui, con associati patemi su famiglia e continuazione della stirpe.
Credo di essere finito per rifiutare a priori un’accettazione, che in realtà già avevo compiuto, perché terrorizzato dall’idea che io non fossi il solo, che se ero certamente io allora doveva essere anche certamente lui, e questo mi spaventava.
O meglio mi paralizzava, perché concepirsi in coppia ha con sé questo difetto, l’idea di non essere bastanti a se stessi, di non poter avere mai il pieno controllo su di sé, e questo in tutto, soprattutto nelle questioni riguardanti il rapporto con gli altri, con l’esterno alla coppia. E questi sono questioni su cui noi abbiamo sempre avuto qualche problema, essere in coppia non vuol dire che non si è capaci di sentirsi soli.
Comunque, come ho più o meno risolto la situazione?
Frequentando il forum, la chat, parlando e confrontandomi con gli utenti del progetto, ho potuto capire alcune cose:
- Essere gay non è una disgrazia, è una cosa che può succedere, può capitare, ed è certamente molto più secondo natura di un paio di occhiali da vista.
- La sessualità fa identità, scoprirmi gay mi ha permesso di unire i puntini che mancavano alla mia figura e di definirmi, singolarmente.
- La sessualità mia è una cosa mia, quella di mio fratello è una cosa sua, e non mi deve interessare.
Voglio chiarire meglio quest’ultimo punto.
Quello che a un certo punto mi sono chiesto è: ma davvero mi interessa sapere se lui è gay o no? Davvero sono capace di capirlo? Davvero è una cosa che mi riguarda?
Ho capito che: se mio fratello sia gay o meno non mi interessa, non mi riguarda e la cosa comunque non mi deve condizionare in alcun modo. Non è un problema se lui sia gay o meno, né in relazione a me stesso, né in relazione alla mia famiglia.
A questo punto, come pongo la questione del coming out?
Ho deciso che, anche se non mi interessa sapere se lui sia gay o no perché non è importante, comunque per ora non voglio che lui sappia di me. E questo perché, in fondo, credo sappiamo già entrambi la verità, solo che ci imbarazziamo troppo per parlare di questi argomenti, e perché per ora non credo che la cosa mi farebbe bene, ho ancora bisogno di tempo per stabilizzarmi, per cementare la mia identità come singola e unica.
Grazie per avermi letto fino a questo punto, spero di essere stato sufficientemente chiaro nell’esporre la mia esperienza.
Ultima modifica di Nico89 il domenica 25 marzo 2012, 10:08, modificato 1 volta in totale.

Alyosha
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Re: Gemelli e omosessualità: la mia esperienza

Messaggio da Alyosha » sabato 24 marzo 2012, 12:31

Nico89 io ho un fratello più grande di un anno, tuttavia eravamo due gocce d'acqua da piccoli, mia madre ci vestiva uguali per dirti e cosa ben più grave dopo la prima elementare di mio fratello fece fare a me la primina, per cui feci tutto il percorso scolastico con mio fratello fino al diploma. La situazione è leggermente diversa dalla tua ovviamente, lui era il fratello maggiore, siamo cresciuti in simbiosi certo, ma con ruoli complementati, per cui non c'è quel "noi" che a ragione ti angoscia tanto e che non ti fa neanche capire chi sei. Però mi ricordo perfettamente che la presenza di mio fratello 17 anni divenne angosciante lo stesso. Scoprii di essere omosessuale allora, ma non era questo il fastidio, ho sempre percepito che a mio fratello non ne importasse nulla. Comincia a starmi stretta la sua presenza, era per me l'ombra asfissiante dei miei su di me, l'occhio controllante e rimproverante. Allora la risolsi iscrivendomi ad una università diversa dalla sua, cominciai ad uscire con persone diverse e costruirmi una mia identità. Non fu un processo indolore e per certi versi a tutt'oggi non l'abbiamo completamente risolta, ma fu un grande passo. Personalmente vedo anche nel tuo caso l'omosessualità come un opportunità che ti stai dando di guadagnare un tuo spazio indipendentemente da lui, con una tua possibilità di confrontarti. E sicuramente il fatto che ci sei tu, ma non lui ti sta aiutando parecchio, almeno da quello che hai scritto, non solo rispetto al tema dell'omosessualità, ma molto più della costruzione di un'identità autonoma dalla sua. Se ti posso dare un consiglio evita di fargli conoscere questo forum, tieniti spazi tuoi, che non siano suoi. Sulle conclusioni invece sono assolutamente d'accordo, non hai bisogno di sapere cosa è lui per sapere cosa sei tu.

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Nico89
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Re: Gemelli e omosessualità: la mia esperienza

Messaggio da Nico89 » sabato 24 marzo 2012, 13:33

Boy-com grazie della risposta.
Penso che tu in parte possa capire quello che provo, solo che, per ora, credo di avere io meno possibilità di "distinguermi" rispetto a quelle che hai tu.
Ti capisco perfettamente quando dici che la presenza costante del fratello può essere causa di angoscia, vista come presenza oppressiva, come l'occhio vigile dei genitori sempre presente, come qualcuno di cui in ogni caso devi tenerne conto. Conosco questa sensazione ed è una sensazione che limita fortemente le possibilità di esprimersi, di "svagarsi", di "esagerare", si cerca sempre di controllarsi e di non sgarrare mai perchè si è consapevoli di non essere mai padroni delle proprie azioni, per poter agire ogni cosa deve essere condivisa in due e questo spesso e volentieri raramente accade, ed è un atteggiamento che io penso porta alla lunga all'insicurezza e all'incertezza, al "lasciarsi sfuggire le occasioni".
Anche perchè questa è un'angoscia condivisa, non è sola di un fratello, ma in genere di entrambi.
L'omosessualità in un certo senso, e soprattutto nel senso che è una questione solo mia in cui lui non è coinvolto (anche semplicemente non sapendo quale sia la sua di sessualità), più che un mezzo è soprattutto un'occasione per definire me stesso, unico, distinto e separato, per sentirmi davvero presente a me stesso.

Alyosha
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Re: Gemelli e omosessualità: la mia esperienza

Messaggio da Alyosha » sabato 24 marzo 2012, 14:00

Conosco questa sensazione ed è una sensazione che limita fortemente le possibilità di esprimersi, di "svagarsi", di "esagerare", si cerca sempre di controllarsi e di non sgarrare mai perchè si è consapevoli di non essere mai padroni delle proprie azioni, per poter agire ogni cosa deve essere condivisa in due e questo spesso e volentieri raramente accade, ed è un atteggiamento che io penso porta alla lunga all'insicurezza e all'incertezza, al "lasciarsi sfuggire le occasioni".
Questo è veramente wow... Era esattamente il mio problema. Vedo con chiarezza che sai perfettamente di che parlo, non avrei saputo riportartelo meglio. Questa però è la prova, come d'altra parte suggerisci anche tu, che non è una questione di essere fratelli gemmelli, ma di essere cresciuti come "gemelli", ovvero, come se fosse uguali. Te l'ho detto che mia madre ci vestiva allo stesso modo :). Le occasioni che ti stai dando però sono buone secondo me. Ti ripeto allora il mio tentativo di allontanarmi da mio fratello e anche dalla mia famiglia fu molto traumatico e non mi riuscì per niente. Probabilmente invece darsi la possibilità di concedersi poco per volta spazi di autonomia è fondamentale. Proprio perché vedo anch'io l'omosessualità come un occasione (daccordissimo a non definirla strumento), puoi metterci assieme altro. Fare qualcosa di tuo nel tempo libero in cui non ci sia lui. Sarebbe anche un modo per costruire lentamente e senza strappi un insieme di amicizie che non sono in comune con lui. So che immediatamente avresti paura di ferirlo e lasciarlo solo o tradirlo o vedi tu, però proprio per questo procedere lentamente potrebbe esserti di maggiore aiuto, lasciando il tempo a lui di riadattarsi. A
nche perchè questa è un'angoscia condivisa, non è sola di un fratello, ma in genere di entrambi.
Tu giustamente vedi questo, ti avevo precisato che la situazione era un attimino diversa, perché nel mio caso io restavo il fratello minore e i ruoli erano piuttosto complementati, nel tuo immagino molto meno. Mio fratello senza avere un fratello da difendere ogni cinque minuti, lo scapestrato da tenere sotto controllo ebbe un disorientamento dovuto al fatto che aveva perso il suo ruolo, probabilmente nel tuo caso c'è una maggiore simmetria nella relazione e quindi ravvisare nella tua esigenza la sua stessa esigenza per tuo fratello sarà un attimo più semplice.

Tia
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Re: Gemelli e omosessualità: la mia esperienza

Messaggio da Tia » martedì 27 marzo 2012, 23:03

Ciao Nico, noi abbiamo già discusso dell'argomento, essendo gemelli anche se con storie diverse.
Diciamo due cose una forse è come due gemelli dovrebbero crescere e trovare i propri spazi, questo forse si allontanta dal topic, e un'altra è la propria sessualità.

Per quanto riguarda la prima parte due gemelli, molte volte vengono scambiati per una sola identità, ma siamo due persone con i propri modi di essere,sentimenti due persone distinte....io a differenza tua sono cresciuto i primi anni con mio fratello e capisco i tuoi problemi, ma poi ci siamo separati superiori in città diverse, scelte universitarie completamente diverse e ormai viviamo anche in due città diverse...
vivere separatamente aiuta a formarsi una propria personalità,e non si perde il rapporto con il proprio gemello...io posso contare sempre su di lui anche se viviamo molto lontani!!!Quindi credo che per prima cosa si debbano trovare i propri spazi e credo che dovresti iniziare con qualche piccola attività a farlo, lo so che è difficile cambiare una situazione che si protae da molto tempo ma è importante iniziare!!!

A riguardo della sessualità, credo sia una cosa strettamente privata che riguarda solo noi stessi e nessun'altro....anche io non nè ho mai parlato con lui e mai lo farò...forse può aver capito forse no ma sono sicuro rispetterà sempre la mia privacy...nel mio caso lui è sicuramente etero, ormai prossimo al matrimonio ha avuto in passato diverse storie, l'ho sempre visto felice e sereno non ho dubbi a riguardo...io invece ho avuto una vita sentimentale molto tormentata e forse non ho mai veramente trovato la felicità, ad oggi ancora non so quello che cerco!!!
Due gemelli, possono svillupare per qualche motivo sessualità completamente diverse,non ho mai provato attrazione per le ragazze di cui lui era interessato...a volte mi fa sorgere molti dubbi, mi dico se lui è etero allora forse sono state solo le esperienze a segnarmi a spingermi verso altro...non ho una risposta a questo sarebbe bello leggere o sentire altre esperienze!!!!

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