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 Oggetto del messaggio: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2012, 2:42 

Iscritto il: martedì 9 ottobre 2012, 1:26
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Ho vissuto due mesi con un tipo. E' iniziato tutto con del sesso occasionale. Poi gli altri incontri chiacchiere, nessun bacio. Io sono omosessuale, lui si professava etero. Ha 20 anni, io 23. Insomma, come tipi siamo simili, maschili, comuni interessi. Io passivo, lui attivo. Insomma, la comune coppia omosessuale-etero "curioso". Se non fosse che dopo i primi incontri, preso da un impulso mi bacia. Sputa a terra. Quando si è reso conto di avermi baciato cambio ai suoi occhi. E negli incontri successivi nascono coccole, baci. Insomma effusioni, e la voglia di stare assieme perché lui vedeva in me un rifugio, e io una persona da voler bene. Aveva una tipa, la tipa dell'estate, quindi non gli importava nulla, anche se viveva come senso di colpa, assieme a un perverso gusto di conquista, il fatto che la trattasse come un oggetto. Con me diceva era diverso. Che lui non mi aveva conquistato, ma ero io ad averlo conquistato. Vivevamo di nascosto, in campi, insomma un rapporto omosessuale stile '70. Poi ad un certo punto, nel momento in cui mi accorgo di essermene innamorato, decido di evadere da quella situazione perché sapevo non mi portasse da nessuna parte. D'altronde era lui stesso a sottolineare che non avevamo futuro. A quel punto cambia ancora la situazione. Non accetta che io sparisca, e quindi mi rincorre, dice di aver bisogno di me, che mi vuole bene, che è disposto a lasciare la tipa, che vuole me. Allora decido di fidarmi, non certamente della sua instabilità, ma della sua volontà di stare con me. Non ho mai messo lui in condizione di essere oppresso dalle mie volontà. E' stato sempre libero di scegliere. E alla fine aveva scelto me. E inizia il secondo mese, mese di cenette romantiche, giorni a coccolarci, a parlare di noi, dei nostri mondi. Risate, film, insomma, eravamo una coppia. Tante volte ci siamo chiesti cosa siamo. Una volta mi chiese se con lui vedevo un futuro. Un giorno, dopo una serata a ballare, anche se ancora alterato da alcool e altro, mi disse che mi amava, e lasciò l'after per venire da me. Promesse. Sono consapevole che fossero parole di un ventenne, ma erano comunque parole per me. Poi cambiò tutto quando ha conosciuto per caso una mia amica e un mio amico. Il fatto che qualcun altro sapesse di lui lo ha fatto impazzire e da lì è cominciato il dietro front. Decise un giorno di lasciarmi, senza dirmi il motivo. Sparì. Lo chiamai per avere spiegazioni. Dopo due ore era da me a dirmi che non andava da nessuna parte. Che aveva bisogno di me. Che vedermi piangere per lui fosse una tortura. Che voleva soltanto la mia felicità. Dopo pochi giorni, in un locale, eravamo entrambi lì, ha orchestrato tutto per farmi vedere che lui non fosse omosessuale, e baciò per tutta la serata una ragazza davanti ai miei occhi. Poi la mattina, invece di andare a casa della tipa, è venuto da me. E mi baciò, dopo ore a litigare, per dirmi che i baci che da me non li ha dati a nessuna ragazza. Che con me si sente se stesso. Con me è felice. La sua vita è un disastro fatta di finzioni, ma con me è realtà. Dopo nemmeno una settimana, dopo che mi lamento per le sue parti sbagliate, per la sua instabilità che destabilizzava anche me, lui è scappato. Ha cominciato a insultarmi, a minacciarmi. Che voleva indietro la sua roba e che dovevo sparire. Da amore mio è arrivato a chiamarmi pezzo di m***a. Da ho voglia di vederti a ho voglia di romperti i denti. E dopo nemmeno un giorno è stato con una ragazza, simulando le stesse cose che faceva con me, andando addirittura in posti che diceva volesse andare con me. E ora mi dice che è felice, che ha capito che non è omosessuale, è altro, non specificando cosa. Che pensare i due mesi con me gli ha fatto schifo. Che mi ha preso in giro. Che gli faccio schifo proprio come persona.

Ora io non ho fatto proprio un c***o, anzi. Perché ora odiarmi se fino a pochi giorni fa era innamorato di me, come diceva?


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 Oggetto del messaggio: Re: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2012, 4:41 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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metrosecsual scusami l'ora è tarda e saro diretto perciò tieniti stretto (no non posso evitarmi l'onere di essere il primo a rispondere :)). Vedi trattasi di un tipico stronzo dissociato, probabilmente bisessuale più che gay al 100%. Amen e pace all'anima sua, prima lo molli meglio stai, troppo schizzato per starci dietro. Ingraviderà la prima che trova e poi la riempirà di corna, lui... lei... poco importa il sesso, sempre corna sono. Ritieniti fortunato figli con te non ne può fare, fregherà una donna (si a volte essere donne è una grande sfiga e non solo f... beh si hai capito).
Toltoci sto piccolo sassolino dalle scarpe, vedi così ad occhio e croce noto un piccolo problema che temo nella vita ti ricapiterà se non esci da questi schemi mentali rigidi che hai (passivo, attivo, "tipica storia etero"curioso-omosessuale" (tipica?!?!?). Dal linguaggio che usi è chiaro che vivi in un mondo stereotipato, dove si stereotipa persino l'instereotipabile. Una cosa soltanto... E' chiaro che ha te piacciono i tipi "maschi", col piccolo difetto che un gay non ti ricorda un "maschio". Si lo so che anche i gay sono maschi, però visto tutti gli stereotipi che ti porti dietro... Non sto dicendo che non esistano gay cui non piacciono i rapporti penetrativi in un senso o nell'altro, sto solo dicendo che l'esigenza di saperlo prima e di rivelare prima ancora di sapere chi è i tuoi gusti sessuali, ti porta sempre sulla via dell'aceto. Non so cosa sia un gay attivo, mi ricorda tanto un etero confuso (o un gay confuso che è lo stesso) e finché li cerchi solo attivi... Boh rischi di trovarli più o meno tutti con lo stampino (ho detto rischi), perché probabilmente l'idea che si fingano etero ti attrae (sai etero, fidanzata, rapporti per forza attivi, veri maschi...). Credo sia rassicurante per te avere a che fare con etero (o presunti tali) curiosi.... beh il minimo che puoi sceglierti è un gay che non voglia ammettere di essere gay, ancora meglio se bisessuale e comunque assolutamente non disposto a fare il passivo in un rapporto, cosa c'è più maschile di un etero? e più attivo di un etero... Peccato per quel piccolo dettaglio che sia etero, quindi ci si accontenta dei etero-curiosi, bisessuali repentiti o gay (stronzi più che repressi, visto che di represso hanno ben poco)... Insomma non continuo credo hai capito dove voglio arrivare.
Questa brutta batosta l'hai presa e non vedo grossi margini per ripararla, il meglio che ti può riuscire di fare se non vuoi evitare di passare da etero-curioso a etero-curioso e smetterla di nutrire questa "curiosità" per gli etero e accettare sul serio la tua omosessualità, ancorché riflessa in quella del tuo partner. A questa cosa dell'attivo e del passivo non ho mai creduto, la sessualità va costruità assieme anche forse con pazienza una vera intimità non può vivere di gesti meccanici ripetuti identici a prescindere dalla persona che ti trovi davanti...
Scusami so già che mi odierai, sono stato simpatico quanto le spine dei cactus al posto del tuo cuscino preferito, non volermene.
Ah dimenticavo Benvenuto!


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 Oggetto del messaggio: Re: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2012, 9:44 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Ciao metrosecsual! Intanto benvenuto nel Forum!
Quanto al tuo post, quoto completamente Alyosha. Effettivamente nel leggere: - Io passivo, lui attivo. Insomma, la comune coppia omosessuale-etero "curioso" – Mi sono chiesto se tu abbia un’idea realistica di che cosa sono veramente i gay, al di là degli stereotipi più comuni ma sembra che tu di che cosa sono i gay ne sappia ben poco. Procedi per etichette cosa che non ha assolutamente senso. Conosco moltissimi gay non stereotipati ma ragionano proprio in un altro modo. Quanto al tipo, beh, mi chiedo come hai fatto a metterti con uno così. Il problema non è se è o non è gay, perché quel ragazzo ha problemi psicologici, se non mentali, piuttosto seri e farebbe bene a rivolgersi ad uno specialista altrettanto serio.



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 Oggetto del messaggio: Re: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2012, 11:54 

Iscritto il: martedì 9 ottobre 2012, 1:26
Messaggi: 8
No, tranquilli. Non subisco le vostre critiche, le accolgo volentieri. So che alla fine essermi buttato in questa storia all'inizio impossibile, poi sembrava avere dei margini di possibilità, era soltanto un mio masochistico bisogno di ottenere quello che vorrei da una persona che non poteva darmelo. Poi me l'ha dato. Non credo proprio che abbia finto, e se l'ha fatto significa che è un prossimo candidato all'Oscar. Non discettando sulle possibili inclinazioni che possa avere, io so che teneva a me. E so che quando ha dovuto fare i conti con la realtà, tutto è cambiato. Però vedevo che cercasse di ricreare una sorta di normalità con me, uscendo, conquistando terreno nel mondo. E voglio dire, per quanto volesse restare nell'anonimato, nel segreto, capitava che sugli autobus, o in metro, preso da un impulso più forte di lui, mi prendeva per mano, o mi accarezzava. Insomma, in due mesi ha rischiato troppo per dire che abbia finto in due mesi. Vorrei avere le possibili alternative sulle quali trovar pace, perché da solo non riesco a capire. Lui continua a contattarmi, insultandomi, e minacciandomi, ma credetemi che non c'è alcuna ragione. Perché nutre rabbia contro di me? E' una rabbia troppo smodata per essere giustificabile.

Il motivo per cui dice che mi contatta, sono venti euro che devo restituirgli. Ma poi il discorso degenera sempre. E deve rinfacciarmi sempre che ora sta bene con quella tipa.

Oggi mi ha contattato per dirmi che ha esagerato, che mi chiede scusa, e che non mi farebbe mai del male. Mah. Non sta bene.


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 Oggetto del messaggio: Re: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2012, 18:11 
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Solo una parola: masochismo.
Il tuo (ex?ancora?in dubbio?) ragazzo è una di quelle persone che fanno del male a se stessi e agli altri. Se facesse un po' di chiarezza a e per se stesso prima di tutto, forse eviterebbe ulteriori pasticci!



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 Oggetto del messaggio: Re: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2012, 19:14 

Iscritto il: martedì 9 ottobre 2012, 1:26
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@konigdernacht: Io ho deciso di staccare la spina. Mi destabilizza la sua instabilità mentale e emotiva. Oggi ho chiuso i conti ridandogli la roba. Il punto è che non sarà mai un addio, dato che frequentiamo gli stessi posti, amici (quasi) in comune. Quindi giovedì lo rivedrò, volente o nolente. Per me non è un male perché alla fine ne esco con la coscienza pulita da questa relazione. Ma lui? Non gli farà effetto rivedermi? E' tra la confusione e la negazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2012, 19:34 
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Iscritto il: giovedì 25 giugno 2009, 0:27
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Certo, gli amici comuni e i luoghi comuni sono un bel problema!
Staccare con una persona è semplice nel senso che basta non vedersi, ma se avete delle comunanze, è tosta. Mi sembra che tu abbia le idee molto chiare, mentre lui non molto, e come dici, potrebbe cadere in una situazione elastica di tira e molla emotivo: d'altronde, se l'hai amato o lo ami ancora, c'è sempre una minima speranza da parte tua che ritorni; appoggio comunque la tua causa di allontanamento in toto! :mrgreen:



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 Oggetto del messaggio: Re: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2012, 20:04 
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Il problema secondo me non è dirsi addio nel senso di non rivederlo più, potresti non rivedere mai più una persona ma questa persona potrebbe continuare a condizionare le tue scelte future ugualmente. E' un pò più complicato quello che intendevo e perciò stesso non mi aspetto comprenda fino in fondo che intenda dove voglio arrivare. Bisognerebbe cercare di capire cosa ti ha portato nelle braccia di un etero turbato. Sento spesso (non qui dentro) frasi del tipo maschile per maschile, sono per altro tipiche di un gergo che mi piace poco. Mi sa che ti toccherebbe comprendere quali fili tuoi si sono annodati con i tuoi e scioglierli, fare una riflessione su se stessi e non certo per stabilire chi ha la coscienza pulita. Temo che nel rivederlo al contrario di quello che dici ci starai molto più male tu, sopratutto se nutri la convinzione, come pare, che in realtà ti ami, ma che non abbia il coraggio di accettarsi, per la semplice ragione che lui si è difeso a dovere entrando dentro un'altra relazione che lo "protegge" da te o meglio ancora da sé, mentre tu al momento mi pari fragilino.
Perché non provi a pensare che non ti abbia mai amato? Che non è confuso solo adesso che sta con una donna, ma che era confuso anche prima? Se è bisessuale come pare, non è un gay represso e non dovresti trattarlo come tale. Potrebbe volere quello che gli hai dato tu, ma non da te. Vedi mi dici che dopo averti baciato la prima volta ha sputato per terrà, e renditi conto che questo non è un tipico atteggiamento gay che dal semplice contatto viene comunque gratificato. La penetrazione di suo non è indice di nessuno orientamento lo sarebbe un coinvolgimento sentimentale, però sul serio renditi conto che due mesi sono troppo pochi per parlare di qualcosa a quel livello. Mi colpisce molto il fatto che lo descrivi come un tempo lunghissimo, quando invece a giudicare le cose si sono evolute in modo piuttosto isterico e convulso, e da parte sua nella sostanza è sempre rimasto un rifiuto. Quanto è stato bene con te nella sostanza? Togli i primi approcci, togli gli ultimi... Una quindicina di giorni? Un mese? Non ti pare troppo poco per pensare che sia innamorato di te? Non dico che sta bene, non pare proprio, anzi pare piuttosto schizzatello? Dico che non è un problema tuo sapere come sta e cosa passerà, ma molto più capire perché ti senti attratto da gente come lui, per il futuro più che altro. L'hai conosciuto che era gay, avevi già messo nel conto questa possibilità, adesso prima ancora che capire se è interessato o meno a te, gli tocca capire a cosa è interessato e questo purtroppo è un percorso che deve fare senza di te, mi replicherai che sta facendo la cavolata più grossa della sua vita fidanzandosi con una ragazza... Si probabilmente la sta facendo, ma non è un problema tuo. Tu hai le tue cose ed è a quelle che dovresti guardare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2012, 21:16 

Iscritto il: martedì 9 ottobre 2012, 1:26
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@konigdernacht: Che debba concentrarmi sui miei problemi, l'ho capito a posteriori concentrandomi su questa relazione e sui suoi problemi che mi ha consegnato. Non sono stato io a impegnarmi nel renderlo migliore, ma è stato lui a chiedermelo. Mi stimava come persona. Tendeva a precisare che io fossi la parte buona, e lui quella cattiva, che non dovevo fidarmi, che difficilmente si affeziona, come fa d'altronde con le ragazze. Inoltre, la relazione in cui è entrato adesso è nata due giorni che ha rotto con me, pertanto non mi fiderei molto di questo suo stato. Ha tenuto a convincermi che ora è felicissimo. Convincere me o lui? Ripeto: di parole ne son corse tante, dal "ti amo", al "mi sono innamorato di te", al "sei forse quello che cercavo", al "ho bisogno di te", al "quanto sei bello", a tutto. Ti giuro, elencare è davvero dura, perché se penso sia stata solo finzione, mi riterrei un idiota. Ed è peggiore del sentirsi un masochista a essermi buttato in questa storia convulsa e isterica, come tu sottilinei. Sono stati due mesi intensi, ci siamo visti quasi tutti i giorni, e ogni volta stavamo bene, troppo bene. I problemi sorgevano quando eravamo divisi, ma fondamentalmente abbiamo corso alla cieca entrambi. Sì, sono il tipo che non cerca una persona, ma fondamentalmente qualcuno da amare. Ho commesso questo errore da sempre, e ci sono ricascato con lui. Il punto è che poi è risultato per me una persona da amare. Di solito tratto tutti come oggetti d'amore, e non soggetti che condividono un amore. Ora era diverso. Non so cosa si sia rotto. Ora starà anche bene, però non voglio credere che con me non lo fosse. Se solo ripenso ai suoi occhi quando mi guardava, quando facevamo l'amore, tutto. Non mi sto illudendo di qualcosa che non è esistito, ma soltanto una costruzione mia mentale. Ho vissuto una storia di due mesi, e so che lui c'era. Ora perché, all'improvviso, tutto è cambiato?


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 Oggetto del messaggio: Re: Negazione della propria omosessualità?
MessaggioInviato: mercoledì 10 ottobre 2012, 2:12 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
metrosecsual a parte che hai confuso me con konigdernacht (cosa di cui credimi Konig non potrebbe essere più felice :geek: ). So che è dura, mi spiace sul serio, non fraintendermi non voglio sembrare cinico o troppo severo nei tuoi confronti, però è giusto che qualcuno ti dica le cose brutte da sentire, perché è chiaro che al momento puoi solo starci male ed è giusto così. Non credo che aggiungere altro al momento servirebbe. E' andata male, ti sei comunque messo in gioco e ne è valsa la pena comunque. Ora però è il momento di farsi coraggio, passata la nottataccia ri riprendersi un attimino. Cerca di staccarti da lui è troppo squinternato quello che fa e sul serio ti fa vivere emozioni forti, ma che non sono reali, nel senso che non sono reciproche. Cerca di essere forte e di non cadere in nessuna trappola. Ti posso assicurare che non è finita qui, questa storia avrà degli sviluppi, ma quest'uomo rischia seriamente di trascinarti nella sua follia, perché sta male e si vede lontano un miglio e l'ultima cosa che devi fare è assecondare la sua follia. DIfenditi da lui perché può essere molto più pericoloso di così nel senso che può anche farti soffrire di più. Un pò di autostima certe volte non guasterebbe, ma è possibile farsi trattare come pezze ai piedi? Decisamente no... arriva un punto in cui l'amor proprio deve avere la meglio occorre alzare la testa e tirare dritto come muli, finché non passa la burrasca. Nessuno dovrebbe permettersi di umiliarti così e lui comunque vada gay o etero ti sta facendo soffrire gratuitamente, questo devi capirlo. Non può scaricare su di te i tuoi dubbi e cosa più importante, tu NON DEVI PRENDERTI LE SUE COSE. Sono problemi suoi e se li risolve da solo se ne è capace, in caso contrario ricordalo sempre "chi è causa del suo mal pianga se stesso".
Asciuga le lacrime e guarda avanti...
Un abbraccio


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