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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: sabato 10 novembre 2012, 2:31 

Iscritto il: martedì 4 settembre 2012, 21:50
Messaggi: 213
Quando ho conosciuto la ragazza con cui ho avuto una relazione per quattro anni andavo ancora da uno psicoterapauta, gran parte della nostra conversazione col mio più che paziente analista si concentrava spesso su ciò che per me era uno dei drammi più grandi, riuscire ad avere anch'io una storia d'amore con una donna, uscire fuori dal sortilegio che mi privava dell'amore, capire perchè per me l'amore fosse impossibile... queste erano il genere di frasi che usavo spesso con lui mentre mi crocifiggevo sulla sedia, e lui con una calma che mi rendeva isterico mi rispondeva, "qual è il problema, cerchi la donna che le piace e le dica quello che prova"... dopo aver analizzato quanto fosse semplice ciò che a me appariva impossibile me ne andavo tutto contento pensando che la maledizione presto sarebbe terminata, ma poi tutto si faceva buio e complicato, c'erano molte ragazze attraenti con un carattere meraviglioso ma non riuscivo a capire perchè il tragitto per arrivare da loro fosse un incubo di paura... conobbi una ragazza esuberante e molto simpatica che mi diede un bacio sulla guancia per ringraziarmi di un ragalo che le avevo fatto, mi sentivo protetto con lei, avevo capito di piacerle e feci quel passo verso di lei che diede inizio al nostro rapporto... non avevo mai avuto rapporti sessuali con nessuna donna prima, iniziai ad avere paura della prima volta, ed una di queste paure era quella di poter essere omosessuale, non perchè provassi un desiderio in tal proposito, ma per deduzione razionale, per me la paura di essere omosessuale era legata ai fallimenti avuti come eterosessuale, ad una vita passata da solo e sino a quel momento senza alcuna donna... Iniziai a sentirmi stritolato, avvertivo pressioni su di me da tutte le parti, la mia ragazza, mio padre, i miei amici, la rivincita sul passato, la confusione, scongiurai il mio analista di rivelarmi la verità e dirmi se fossi o meno omossessuale, mi rispose che a questa domanda forse avrei dovuto rispondere io... così una mattina iniziai a camminare per strada guardando col cuore che batteva gli uomini che incontravo per strada, per capire se guardandoli avrei provato qualcosa o meno, ne passarono decine di uomini accanto a me ma la risposta non arrivò, non sembrava esserci nessuna risposta particolare da parte del mio corpo verso il sesso maschile, quindi pericolo scongiurato... Ne parlai anche alla mia ragazza giusto per togliermi future responsabilità, lei mi rispose che se fossi stato gay non sarebbe stato un problema, ci saremmo potuti amare comunque a prescindere dalla sessualità... Sembrava tutto a posto... Ho raccontato questa storia perchè dopo gli anni che mi separano da quella passeggiata ho capito l'errore in cui vivevo in quel periodo della mia vita... la mia sessualità era repressa e assolutamente bloccata, non provavo nulla di cosciente per un uomo, ma c'era un elemento chiaro che avevo trascurato, avevo legami di natura affettiva molto più intensi e profondi con gli uomini che con le donne, con i miei amici più intimi avevo un coinvolgimento emotivo sconosciuto in ogni altro ambito relazionale, non sarei mai andato al tavolo di una donna per conoscerla ma mi sarebbe piaciuto moltissimo che qualcuno si fosse avvicinato al mio tavolo per corteggiarmi... perchè l'ho scritto? forse perchè mi rendo conto di come la mia attenzione fosse concentrata tutta sull'esterno, su quanto volessi che fossero gli altri a dirmi chi fossi...


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 Oggetto del messaggio: Re: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: sabato 10 novembre 2012, 12:55 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Vedi Holden mi verrebbero tanti discorsi astratti su una certa concezione "spirituale" dell'amore, siamo pur sempre una società che concepisce l'amore più alto quello per un'entità non materiale. Siamo pur sempre la società che ha represso la donna riducendola al ruolo di madre e che ci ha insegnato l'idea dell'amore casto. Cosa che ha comportato una vera e propria scissione tra affettività e sessualità e un'insieme di trasposizioni dell'istinto sessuale. Questo favorisce molto l'idea che ci si possa amare anche senza nutrire una spinta sessuale per il proprio partner, quando invece questa spinta dovrebbe essere il vero motore di un rapporto di coppia. Non sono rare le situazioni in cui comunicando l'incertezza di essere gay alla propria ragazza, quest'ultima reagisca per come ha reagito. Però al di là del retroterra culturale molto dipende dal tipo di comunicazione. Una cosa è comunciare che si è gay e che per questa ragiona la relazione va interrotta, altra cosa è comunicare i propri dubbi. Si è molto impreparati da entrambe le parti e molto spesso non si capisce neanche cosa sia esattamente l'omosessualità. Succede allora esattamente quello che è ssuccesso a te, poterne parlare con qualcuno che sembra accettarci, ancorché la propria ragazza allenta la tensione, riduce l'ansia e produce un sentimento di riconoscimento rassicurante. Nel contempo tuttavia la ragazza nega la sessualità del partner mentre tuttavia sembra accettarla, la nega nella misura in cui l'accetta e proprio perché l'accetta e su questo paradosso può succedere e come che un gay stia con una ragazza. Ecco perché scondiglio sempre di parlarne con la propria ragazza quando si hanno dubbi, perché purtroppo, anche comprenssibilmente, la propria partner non può esssere di alcun aiuto, ma solo di impedimento. Non so a quale tipo di teraputa ti sei rivolto, ma spingerti in quel modo "semplicistico" ad una relazione quando c'erano forti dubbi sulla tua sessualità è stato un errore.
Le amicizie sono legami diversi da quelli di coppia e mettono in gioco parti diverse di noi, avere forti e buone amicizie con ragazzi non è la prova di essere gay, piuttosto un punto di rifermento solido nella tua vita. Entra nell'ottica che non sei "obbligato" a istaurare rapporti di coppia, che comunque la tua vita può essere serena e soddisfacente anche senza, che in altre parole quello che ti sei posto per anni, per intanto è un falso problema. L'amore è eccedenza, sovrabbondanza non un bisogno, le condizioni per innamorarsi nascono quando non si sente più l'esigenza di doversi innamorare a tutti i costi.
Altra questione è invece il tuo desiderio, per una stabilità personale, è necessario che il pèroprio desiderio e el proprie pulsioni siano lasciate libere di essprimersi, orientarsi dove meglio credono e in questo può avere un ruolo fondamentale la masturbazione, se è sentita come un momento che ti appartiene, come un prenderti cura di te stesse e come qualcosa di tenero. Se già sei in grado di costruire quqesto spazio in cui ci sei solo tu e riesci a stare bene con te stesso, metaforicamente e materialmente crei le condizioni per edificare la tua casa, che è il luogo dove sarà possibile accogliere i tuoi affetti. Preoccupati di costruire una casa che sia innanzitutto accogliente per te e che possa in ogni momento ospitare qualcuno, quando questo qualcuno arriverà te en accorgerai e ti sentirai disposto tu stesso a lasciarlo entrare. La vedo un pò così. Non so quanto quessto possa centrare con la tua situazione personale, ma è l'idea che eprsonalmente ho di tutta questa strana faccenda chiamata "amore".


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 Oggetto del messaggio: Re: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: sabato 10 novembre 2012, 19:17 

Iscritto il: martedì 4 settembre 2012, 21:50
Messaggi: 213
C'entra molto...
quello che non ho scritto in precedenza è che io mi vedo nel corpo di una donna più che in quello di un uomo, e che fin quando non sono stato pronto a liberare questa consapevolezza la mia sessualità è rimasta piuttosto confusa, quando mi sono immaginato nelle forme di una donna e nel ruolo sessuale di una donna la mia identità è esplosa improvvisamente con una intensità sconvolgente, come se avessi incontrato un altro pezzo di me per la prima volta nella vita... non ero ancora pronto a scrivere questo prima di stasera, la voglia di rispondere, approfondire quello che avevo scritto e di farmi conoscere mi ha dato il coraggio... si perchè in qualche modo mi sento ancora più diverso, non so bene cosa voglia dire quello che provo e che immagino ma ho smesso di catalogare e giudicarmi... so solo che essere liberi è una cosa meravigliosa, non avrei mai creduto che nella vita ci si potesse sentire così "vivi"... Mi rende felice sentirmi femminile, immaginare di avere il corpo di una donna, immaginare di fare l'amore come lo farebbe una donna... Sono stato così esplicito perchè è inutile nascondersi in un posto come questo, la mia presenza non avrebbe senso se non sentissi il dovere verso me stesso di provare a parlare liberamente... non so quanto il mio amore per uomo possa essere dettato dal fatto di essere un uomo che ama un uomo o un uomo che ama un uomo pensandosi donna perchè... solo a scriverlo mi sento una cavia di laboratorio, penso che continuerò ad ascoltare la mia immaginazione e continuerò a confrontarmi con chi ha più esperienza di me, così credo di poter fare altri passi in avanti.


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 Oggetto del messaggio: Re: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: sabato 10 novembre 2012, 21:05 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Caro holden c'è una parte femminile in ognuno di noi e per ognuno intendo proprio ognuno. Tu esattamente, che ti sei blindato e corazzato, chi o cosa credi di aver corazzato se non la tua parte più sensibile, indifesa, sensibile e capace di emozionarti? Capisco discorsi del tipo i gay sono maschi che si innamorano di altri maschi, capisco cosa intendono dire, ma ste cose le lascio a carico di chi le formula. Personalmente ho un femminile gigantesco e sapessi quante volte mi immagino donna nelle mie fantasie. Ci sono tante cose che ti invito a considerare riguardo a questo fatto, la prima è innanzitutto FREGATENE e buon divertimento. Purtroppo se non si giocasse a fare i maschiacci tutti d'un pezzo, temo che sarebbe molto, ma proprio molti di più i gay che adorano i ruoli femminili, almeno nelle loro fantasie e anche fuori. Per me non esistono divisioni nette la sessualità è una scala di grigi e ognuno si mette dove gli pare.
Tuttavia penso che le fantasie abbiano un ruolo ben preciso e che le cose ti si chiariranno in un rapporto. La sessualità è un rapporto a due, almeno nella coppia e in quel luogo si scoprono cose diverse, da quelle che si sperimentano da soli. Però la fase in cui uno sperimenta se stesso è importante, una passaggio essenziale per la sessualità di coppia e ha un importanza decisiva anche durante il rapporto. Quello che personalmente dico a me stesso è 1) che almeno quando mi masturbo voglio essere lasciato in pace, penso quello che mi pare e desidero quello che mi pare e viva Dio che adesso sono in grado di desiderare, 2) vedrò quando avrò un partner come se sarà. Cioè il mio corpo maschile mi piace e nei fatti la patata non mi ispira granché fiducia e ritrovarmela tra le cosce ogni mattina mi guasterebbe l'inizio giornata!
Che un gay abbia come fantasia sentirsi una donna in un rapporto non mi pare una cosa proprio strana e anche se lo dovesse essere me ne frego, non è strana per me! Ho anche aspetti maschili nella mia sessualità, sicuramente più esplorati data la mia storia e per i quali nutro meno curiosità. Vedi tu come me vieni da un modello di sessualità etero, che per quanto costruito molto forzosamente comunque è stato abbondantemente interiorizzato. In una situazione in cui ti sei pensato etero una vita, credo che il minimo sia trovarssi più a proprio agio nelle proprie fantasie pensando ad un uomo e una donna e visto che l'uomo non lo vuoi fare tu beh... Credo che le esperienze non si possano mai cancellare completamente e forse neanche mi va di farlo e credo anche che quando questa sessualità sfocerà in una coppia, qualcosa cambierà anche dentro i miei modelli di sessualità. E comunque proprio non mi importa come cosa, anzi mi piace tirare fuori i miei aspetti più femminili, li ho tenuti internati trent'anni e può bastare!


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 Oggetto del messaggio: Re: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: domenica 11 novembre 2012, 2:20 

Iscritto il: martedì 4 settembre 2012, 21:50
Messaggi: 213
Già, è proprio così
Speravo di leggere quello che hai scritto, non ti nascondo che la prima volta che mi sono lasciato andare liberamente a delle fantasie in cui mi immaginavo con dei tratti femminili per poco non mi veniva un infarto, mi sentivo libero come non mai, però la mia abitudine a distinguere nettamente uomo-donna mi portava in conflitto col mio corpo... avevo paura che ciò che immaginavo volesse dire che il mio corpo fosse sbagliato... ora invece vivo tutto con più serenità perchè associo la mia identità a me stesso, a quello che sono in tutte le mie sfaccettature e questo mi rende decisamente più sereno e tranquillo.


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 Oggetto del messaggio: Re: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: domenica 11 novembre 2012, 10:38 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Holden, all'inizio quando hai parlato di queste tue fantasie , mi è venuto in mente di associarle al transessualismo. Ma le persone transessuali vivono una realtà , credo, differente. Detestano il loro corpo , perchè non lo considerano coerente con la loro identità interna e vorrebbero proprio averne un altro. Mi pare che il tuo vissuto sia differente e possa essere più compreso nella riflessione che faceva Alyosha.
L' esperienza dei transessuali comunque ci insegna che il femminile e il maschile sono identità sia biologiche che psicologiche e culturali. Immaginarsi di avere un ruolo sessuale diverso è come permettersi di uscire da una categoria , che in realtà è imposta dall'esterno. Un po' come nel concetto popolare del carnevale, quando per una giornata si ribaltavano i ruoli .
E poi l'esperienza sessuale è per definizione trasgressiva. Ognuno trae piacere nell'immaginare cose che nella realtà magari non farebbe mai e spesso nemmeno osa rivelare. La persona più mansueta può eccitarsi immaginando uno stupro e la persona più bacchettona perfino del sesso di gruppo.
Certo ci sono fantasie che ci spaventano più di altre ,come quella di immaginarsi di avere un sesso differente. Ma credo che questo faccia parte dell'educazione rigida e repressiva che abbiamo ricevuto sui ruoli sessuali e che è alla base dell'omofobia nel nostro paese.
Non trovi singolare il fatto che troviamo più accettabile avere delle fantasie violente che non quelle a cui ti riferisci?


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 Oggetto del messaggio: Re: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: domenica 11 novembre 2012, 12:54 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Prego, prego, poi in privato ci scambiamo i film porno visto che abbiamo le stesse fantasie :P... Ci ho pensato un pò a questa cosa e non è improbabile che avessi un invidia nascosta per il corpo femminile, così pure come un desiderio di averlo, non è neanche improbabile che sia un modo per ricollocare la donna nelle mie fantasie e ricalibrare il desiderio che per trent'anni ho comunque nutrito per la donna. Questo mio cambiamento sta avvenendo in modo molto graduale e comunque alle spalle resta il fatto che ho trent'anni di vita da "etero" con cui fare i conti. Ad ogni modo non me ne importa nulla, cioè se anche volessi un corpo femminile sul serio la cosa non mi turberebbe per niente, tanto sarebbe un desiderio irrealizzabile, avrei voluto anche nascere con un conto in banca miliardario, ma non è stato così. Non ho disagi con il mio corpo e l'immagine che mi riflette, più con l'immagine che gli altri danno di me, insomma non vivo come un dramma questa cosa e lo dico a barbara neanche come una perversione. E' che le parti più tenere di me le rappresento al femminile. Vecchio e nuovo, vecchio maschio irrigidito serio e anaffettivo, femmina emotiva, dolce, tenera, delicato. E' chiaro che l'equilibrio vero in me si avrà quando queste due anime saranno riconciliate fra di loro, perché sono parti di me, però al momento l'importante è averla scoperta la donna che ho dentro.


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 Oggetto del messaggio: Re: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: domenica 11 novembre 2012, 17:23 

Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56
Messaggi: 385
Sai, credo che svelerò qualcosa che non ho mai detto nè scritto a nessuno, neppure a voi: questo genere di fantasie mi sfiora, ogni tanto, anzi mi colpisce proprio. Sin da bambino, ad essere sincero. Mi sono chiesto addirittura, con non poca angoscia, se potessi essere transessuale o meno.
Sinceramente non credo, perchè ho conosciuto alcuni transessuali e non mi sento per nulla così come si descrivono loro. Ho letto anche di travestitismo e Cross-dresser, ma non mi sento neppure così. Il mio corpo potrebbe essere migliore, ma in fondo mi piace così; non vorrei mai fare a meno di "qualche pezzo", nè vorrei aggiungerne altri!! Anche travestirmi qualche volta (in realtà, in maniera goliardica l'ho già fatto) non mi dispiacerebbe, ma non potrei immaginarmi intento a truccarmi e attillarmi tutti i giorni! Mi basta dovermi radere e piluccare le sopracciglia per non finire con un monociglio in stile Frieda Kahlo!
Poi ogni tanto parlo con omosessuali più disinvolti e vedo che queste fantasie non sono affatto così rare; forse lo sono anche tra gli etero, ma loro lo ammetterebbero con ancor più fatica di un gay.
Mi sembra veromisile che tutta questa confusione derivi dal famigerato "ruolo di genere", impostoci dalla società; il punto è che se un determinato comportamento viene attribuito ad un particolare genere, finisce che, se noi desideriamo assumere tale atteggiamento, arriviamo a mettere in crisi persino la nostra identità di genere.

Alyosha ha scritto:
E' che le parti più tenere di me le rappresento al femminile. Vecchio e nuovo, vecchio maschio irrigidito serio e anaffettivo, femmina emotiva, dolce, tenera, delicato.


Questo mi sembra un esempio lampante: tu (ma come tendo a fare anche io e tutti coloro che giungono dalla nostra cultura) rappresenti al femminile questo lato di te, ma, in realtà, esso non ha proprio nulla di femminile; è la tradizione che ci porta ad attribuire un ruolo a questo genere di comportamenti.
Di fatto, un uomo che ha un carattere molto emotivo, dolce, tenero e delicato, non è un uomo con uno spiccato lato femminile, ma è semplicemente uomo con un carattere molto emotivo, dolce, tenero e delicato.


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 Oggetto del messaggio: Re: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: domenica 11 novembre 2012, 17:28 

Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56
Messaggi: 385
Alyosha ha scritto:
Prego, prego, poi in privato ci scambiamo i film porno visto che abbiamo le stesse fantasie

Tra l'altro, nel mio caso non si tratta neppure di fantasie legate all'eccitazione sessuale, ma di semplici fantasie.
Non so, come quando ci si immagina proprietari di un castello o di uno yacht, per dire; alla fine dei conti non vorrei la reggia di Versailles, ma può essere divertente immaginarsi alla corte del Re Sole.
Allo stesso modo non vorrei mai cambiare sesso, ma immaginarmi donna può essere divertente.

Ah, quanti film che mi giro nella mia testa! E' per questo che cerco di tenermi sempre il più occupato possibile, altrimenti il regista che c'è in me parte con la fantasia!


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 Oggetto del messaggio: Re: a passeggio coi dubbi
MessaggioInviato: domenica 11 novembre 2012, 23:15 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Ce le rappresentiamo al femminile è vero non sono legati alla donna in sé e tuttavia resta il fatto che così me le rappresento e ad essere sincero è la cosa che meno mi turba. Cioè pensarsi con un uomo e non provare ad immaginarsi donna? Secondo me sono meno quelli che non ci hanno mai pensato, che poi questa idea si allontani subito per una sorta di terrore è un conto non avercela mai avuta un altro. Grazie Machilosa adesso siamo in tre, vedrai che holden si sentirà un pò più rilassato. :)


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