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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: domenica 10 febbraio 2013, 14:27 
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Iscritto il: lunedì 4 febbraio 2013, 3:13
Messaggi: 81
Conosco un ragazzo poco più grande di me (io 26) che molto probabilmente è gay e proviene da una cultura in cui ciò è fortemente stigmatizzato. Maschera quello che prova in maniera sistematica, sostituendo "ragazza" al posto di "ragazzo", e credendo che non ha senso che a qualcuno possano piacere ragazzi.

Come so che molto probabilmente è gay? Beh, discutendo in due ad un tavolo ha approfittato della corta distanza per accarezzarmi le dita dolcemente, no, non credo di essermelo immaginato, è capitato un paio di volte. A ciò si aggiunge il fatto che nello spogliatoio della piscina, dopo aver nuotato, mi sono spogliato e lui è rimasto per 20 secondi (che sono tanti) a fissarmi lì, stavamo chiacchierando, io guardavo verso il basso mentre mi asciugavo e poi rivestivo, non so se pensasse che non me ne sarei accorto o lo faceva in maniera così insistente per farmelo in qualche modo capire, per dirmi qualcosa. Lui invece non si cambiava, addirittura si è asciugato sommariamente e si è rivestito col costume bagnato (!), mi aveva spiegato che non lo voleva fare perché pensa di avercelo piccolo e se ne vergogna, ma il sospetto che abbia paura di possibili erezioni mi viene eccome.

Perché scrivo questo post? Perché io qualsiasi suo "atteggiamento strano" l'ho ripudiato e giudicato quando non potevo fare invece l'indifferente. E per questo mi sento una m***a. Quando mi accarezzava le dita io mi ritraevo fulmineamente, guardandolo con uno sguardo di "oh ma che fai? ma ti rendi conto?", mentre quando potevo (in piscina) rimanevo semplicemente indifferente. Tutto ciò per evitare di affrontare il discorso direttamente, perché mi dovrei esporre, non credo potrei parlargli da amico e rassicurarlo e allo stesso tempo fingermi etero. Come faccio a comunicargli le cose in maniera normale, a rassicurarlo? Ogni volta che potrebbe esserci anche un mezzo cenno gli faccio lo sguardo del rimprovero. Mi faccio schifo. Credo che lo faccio sentire una m***a a sua volta. Non trovo il coraggio né i modi di rimanere calmo ed evitare che la situazione schizzi fuori controllo. Lui poi si mette a parlare continuamente di ragazze, guarda quella che bella, come me la vorrei fare. Sono cessi, anche ragazze orribili, perché si mette a dire 'ste cose, lo fa per coprirsi, bah, può anche starsi zitto a sto punto, ed evitare di ingannarsi quotidianamente, almeno. Che gli dico?

Vorrei sentire qualche parere, anche se, scusate se vi scrivo la richiesta e poi mi ritraggo, forse non me la sentirò di far niente, perché nel caso andasse male si creerebbero situazioni molto strane da evitare (e verrei scoperto io, che sarebbe peggio dei sospetti che possano avere su di me, e che anzi io stesso in maniera scherzosa/strana alimento senza confermare assolutamente niente) e anche perché al momento non vedo alcun modo di parlargli da amico e dirgli che se i miei sospetti sono fondati, allora dovrebbe smettere di zittire ogni giorno quello che prova. Non so comunicare. Non l'ho mai fatto per bene con me stesso, figuriamoci i casini con gli altri.

Forse dovrei lasciar stare e pensare prima a far chiarezza dentro di me, che è quello che mi ci vuole. E probabilmente dovrò lasciar stare. E' che il suo comportamento mi lascia con l'amaro in bocca, vedere e non potergli dire niente, anzi peggio, fondermi con la parte marcia della società e giudicarlo io stesso...



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"E non vi è niente di più bello dell'istante che precede il viaggio, l'istante nel quale l'orizzonte del domani viene a renderci visita e a sussurrarci le sue promesse." (Milan Kundera, traduzione mia)
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 Oggetto del messaggio: Re: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: domenica 10 febbraio 2013, 15:54 

Iscritto il: giovedì 27 dicembre 2012, 0:48
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Ciao orachefaccio,
ti sei risposto da solo nell'ultima parte del post, perchè per aiutare e aprire un dialogo con un'altra persona, è prima necessario avere una completa pace con se stessi, avere un equilibrio psicologico tale che le nostre affermazioni siano oggettive e non influenzate di continuo dai nostri sentimenti.

Mi rendo conto che ti dispiaccia per questo ragazzo, e la sindrome della crocerossina viene un po' a tutti prima o poi. È molto autorassicurante lenire il dolore di un altro essere umano, ma anche il lenimento più benvoluto può tramutarsi in una ferita peggiore di quella lenita.

Quel che mi lascia perplesso però, è il fatto che comunque tu abbia fatto partire tutte le tue ipotesi da un assunto di partenza: il ragazzo in questione è gay. Il fatto è che, come dici tu, proviene da una cultura diversa e pertanto è possibile che gesti che tu interpreti come ambigui o sessualmente connotati non lo siano per lui. Inoltre, e lo dico per esperienza, spesso e volentieri noi gay tendiamo molto a ''volere'' l'omosessualità negli altri, perchè la cosa oltre a farci sentire meno soli in generale rappresenta la possibilità di avere un partner.

Detto ciò, conosco anche io un ragazzo che addita ogni ragazza e, immagino nel tentativo di autoconvincersi di una supposta eterosessualità, dice che vorrebbe farsele tutte. Non ho molti elementi a mio favore, ma ce ne sono alcuni prettamente psicologici che mi fanno pensare che sia represso. Con lui (e qui ti sto spiegando per quale motivo è meglio se eviti di farlo con il tuo amico) però non ho mai voluto instaurare un dialogo del genere perchè userebbe questo atto caritatevole da parte mia come un modo per difendersi dall'idea di essere gay, e me lo ritorcerebbe contro, parlando con tutti di quello che gli avrei detto e sfruttando il suo finto scetticismo e stupore a proprio favore per convincere chi ha attorno che ''non è come me''. In parole povere, finchè non vedi che è più autoaccettato è meglio evitare, soprattutto se anche tu non sei dichiarato e vorresti evitare un C.O. forzato da un evento simile.



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Il guaio del caso Eichmann era che uomini come lui ce n'erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali.

Hannah Arendt.
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 Oggetto del messaggio: Re: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: domenica 10 febbraio 2013, 16:29 
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Iscritto il: lunedì 4 febbraio 2013, 3:13
Messaggi: 81
Ciao Micky!

Parole sante.

Quello che mi dà fastidio particolarmente è come io stesso abbia reagito a quello che ha fatto, facendolo (molto probabilmente) sentire ancora peggio, o forse confermandogli che è meglio tenere tutto per sè, indefinitamente. Dico indefinitamente perché credo che lui riesca ancora meno di me a reagire, dato che lo sento parlare di come si stia costruendo finte (finte secondo la mia ipotesi) convinzioni che bisogna crearsi una vita standard e socialmente accettata (leggere: etero) per piacere ai parenti e agli "amici". Può darsi che sia una mia convinzione del fatto che sia gay, ma personalmente non ho alcun interesse nei suoi confronti (sì, dirai, ma la speranza che anche gli altri siano gay è nell'inconscio, e vale anche senza interesse diretto). Il dover ipotizzare che sia gay al di sotto di quegli atteggiamenti di copertura è dovuto al fatto che mi sembra reprima molti suoi sentimenti, lasciandomi soltanto con quei pochi indizi. Bah, ho un po' di difficoltà nel descrivere la situazione, non me ne volere. Solo mi sembra che lui sia ancora più sfiduciato di me... Comunque sia, per quanto riguarda la sindrome della crocerossina ( :D ) so che dovrò star fermo, perché quasi sicuramente farei danni.

Quello che mi fa stare inquieto, e che mi ha portato a scrivere, è più in generale come non riesca assolutamente a comunicare in maniera naturale con nessuno. Che non riesca ad avere discorsi interessanti con persone che mi sembrano totalmente mediocri mi interessa poco, ma quello che mi irrita è che poi, abituato ad avere ultimamente null'altro che discorsi vuoti (a causa della mia chiusura, dovuta molto probabilmente alla realizzazione di essere gay), non riesca a comunicare nemmeno con le persone con cui desideri fortemente esprimermi in sincerità, ricadendo in discorsi banali che ovviamente conducono l'altro al disinteresse o ancora peggio in atteggiamenti punitivi che sono stati attuati su di me e che mi fanno ribrezzo (lo sguardo del rimprovero).

Ad ogni modo tranquillo, non ho in programma niente, so che devo prima far ordine in me stesso e la cosa sarebbe comunque molto rischiosa in sè. Non potevi dirlo con parole migliori!



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 Oggetto del messaggio: Re: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: domenica 10 febbraio 2013, 17:38 
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Iscritto il: mercoledì 6 febbraio 2013, 17:10
Messaggi: 241
Ciao orachefaccio :) Mi sono iscritto da qualche giorno, e non ho chissà quale esperienza da condividere ma ho pensato di intervenire perchè la questione di cui parli tu in qualche modo la stavamo affrontando in un altro post con marc090 e blackout.
Condivido in pieno e penso che non avrei trovato parole migliori per descrivere quello che sto passando anch'io quando dici:
orachefaccio ha scritto:
Quello che mi fa stare inquieto, e che mi ha portato a scrivere, è più in generale come non riesca assolutamente a comunicare in maniera naturale con nessuno. Che non riesca ad avere discorsi interessanti con persone che mi sembrano totalmente mediocri mi interessa poco, ma quello che mi irrita è che poi, abituato ad avere ultimamente null'altro che discorsi vuoti (a causa della mia chiusura, dovuta molto probabilmente alla realizzazione di essere gay), non riesca a comunicare nemmeno con le persone con cui desideri fortemente esprimermi in sincerità, ricadendo in discorsi banali che ovviamente conducono l'altro al disinteresse o ancora peggio in atteggiamenti punitivi che sono stati attuati su di me e che mi fanno ribrezzo (lo sguardo del rimprovero).


Quando ho finalmente fatto pace con me stesso sul discorso "omosessualità" mi ero talmente chiuso e isolato che ho deciso fosse ora di ritornare a comunicare con gli altri, ma ho avuto le tue stesse difficoltà.
Correggimi se sbaglio, ma a mio parere come me anche tu quando parli di "volerti esprimere in sincerità con gli altri" ti riferisci più o meno direttamente al fatto che vorresti parlare con gli altri non nascondendo il fatto che sei omosessuale, e potendo esprimere liberamente quello che ti passa per la testa in quel momento,anche dubbi,pensieri liberi o momenti di malessere, e magari comunicare anche dei tuoi sentimenti, semplicemente di amicizia o condivisione.
Io, parlando gli altri utenti di cui sopra, ne ho concluso che sia necessario iniziare a comunicare con altri,anche superficialmente e tenendo per te alcune cose. Questo perchè, iniziando a navigare nel " mare magnum" delle frequentazioni e nuove conoscenze, arriverà il momento in cui troverai qualcuno/a con cui poterti aprire con più sincerità,perchè avrai più fiducia in te stesso e nella persona che hai di fronte, sapendo che ti potrà capire e allora lì a mio parere puoi buttarti con più facilità.
Nel mio caso, io ero pieno di quei rapporti banali,poco sinceri e di circostanza, e nel tempo o loro si sono allontanati o l'ho fatto io.Sono stato solo per un bel po' di tempo,e fondamentalmente lo sono ancora. Recentemente,però, ho trovato una collega di università, che neppure posso dire di conoscere così bene, nella quale ho subito intravisto qualcosa di affine e con la quale son riuscito a parlare di tutto, di discorsi profondi e sinceri,e anche del fatto che fossi gay(unico coming out, oltre quello con mia madre).
In conclusione, un aiuto può essere anche quello di cercare in ambienti legati a tuoi interessi,tuoi hobby o passioni e lì troverai più facilmente persone a te affini,con le quali penso non avrai alcun problema a comunicare con più sincerità. Anche qualche associazione GLBT non credo sarebbe male, anche se non ne ho esperienza perchè nella mia zona non c'è nulla di tutto ciò.
A presto :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: domenica 10 febbraio 2013, 19:09 

Iscritto il: giovedì 27 dicembre 2012, 0:48
Messaggi: 72
Purtroppo la solitudine sembra essere una costante di chi non ha fatto CO pubblico. Siamo continuamente tempestati da noi stessi, perchè non vorremmo avere rapporti ''falsi'' ma sappiamo che l'unico modo per non averne è fare CO e la cosa ci spaventa da morire. Quando a volte su fb vedo ragazzi gay che hanno fatto CO pieni di amici e amiche, o comunque pieni di persone con cui stanno, provo molta rabbia. Per me, per loro, per il mondo in quanto tale. Ma so che è anche sbagliato reagire così, perchè non c'è nulla cui la rabbia possa rivolgersi.
So solo che, quando il caso lo vorrà, incontrerò chi cerco.

Orachefaccio la tua reazione è comprensibile dal momento che comunque tu stai cercando di tutelarti: una persona che ti accarezza le dita, sa bene (ammesso che non valga la questione culturale di cui ti parlo) cosa vuole trasmettere. Ti arrabbi perchè detesti l'idea che questa persona possa fingere rapporti con chiunque e con te voglia avere affetto pur rimanendo nella sua ipocrisia. In poche parole senti che vuole ''la botte piena e la moglie ubriaca''.

La questione della banalizzazione dei rapporti personali, purtroppo ho dovuto affrontarla anche io. Ci sono alcuni argomenti ''tabù'', ad esempio stato sentimentale, parti della propria filosofia di vita, ecc. che se esteriorizzati possono portare a innumerevoli ''dubbi''. Il fatto è che non parlarne con nessuno ci frustra, soprattutto se pensiamo che là fuori è pieno di persone che possono vivere la propria sessualità alla luce del sole senza nessuna remora, arrivando persino a ostentare la propria vita sentimentale (quest'ultima non la farei comunque ;) )
Allora quando si ricade con amici e conoscenti su quei discorsi, preferiamo banalizzare e spostare l'enfasi su cose stupide e di cui non ci importa nulla. D'altra parte però, non abbiamo scelta. Io fortunatamente conosco diverse ragazze più grandi di me con le quali so di poter parlare di tutto, sebbene io non abbia mai detto loro della mia omosessualità.

Comunque come ha detto Candido900 le amicizie banali e di circostanza sono destinate a sparire proprio come è successo e continua a succedere a me. È tutto riguadagnato!



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 Oggetto del messaggio: Re: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: domenica 10 febbraio 2013, 19:12 
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Iscritto il: lunedì 4 febbraio 2013, 3:13
Messaggi: 81
Ciao Candido!

Non sbagli affatto. Ti riferisci a questo thread credo. Effettivamente abbiamo molte cose in comune. Mi sono anch'io isolato praticamente da tutti, e la vivo male, perché per non aprirmi finisco per attaccare tutti quanti, i quali si allontanano, cosa che mi autorizza a pensare che visto che sono loro ad attaccarmi non vale la pena mantenere i rapporti. Non devo essere l'unico ad essere così contorto. Insomma non parlo con nessuno.

Hai colto nel segno anche riguardo la libertà che vorrei sentire, di esprimermi come mi viene in testa. E in particolar modo senza pensare ad ogni parola o espressione facciale. Finisce che alla fine riesco a controllarmi meno di quanto voglia, ciò non conferma né smentisce niente riguardo la mia sessualità, ma per me costituisce un modo di comportarmi strano e imbarazzante che davvero non voglio più.

Voglio aggiungere una cosa. Dici bene che è meglio conoscere persone e poi qualcuna interessante capiterà, ma il mio problema sta nell'approccio. Quello che non avrei mai immaginato fino a 18-19 anni è che potessi trasformarmi nella vittima di ogni situazione. E' così che, anche nel conoscere nuove persone, parto sfiduciato. Non penso ci possa essere alcun cambiamento, e mi dico sì vabbè, tanto questa è l'ennesima persona vuota con cui non potrò mai comunicare. E indovina un po' cosa succede? Non comunico niente. L'avrai immaginato, eh!?

Adoro viaggiare, ma ultimamente mi ha preso una strana sfiducia. Mi dico sì ma che viaggio a fare? Tanto, anche se vedo bei posti, una magnifica spiaggia o un interessante museo, non mi cambia niente, con le persone non comunicherò e ritornerò a casa come prima, anzi ancora più frustrato di prima, per il fatto che i giorni di vacanza sono andati e mi tocca un altro inverno. E così sto viaggiando molto meno di quanto facessi tre o quattro anni fa.

Mi sa mi sa che è questo che devo cambiare. Faccio troppo la vittima e mi chiudo a ogni possibilità, anche se dovessi conoscere 20 persone nuove ogni giorno, avrei solo 40 occhi giudicatori in più, per come mi comporto.

Stavo pensando a come mi comporterei se dovessi incontrare un piccolo gruppetto del forum, forum che mi sta dando tanto. Probabilmente l'aver scritto, l'essermi presentato mi aiuterebbero molto a sciogliermi. Ma nello stato d'animo in cui sono, con qualsiasi altra persona farei l'ebete, non vedrei l'ora che la serata volgesse al termine.

Tu per caso fai lo stesso? Come fai ad evitare di bloccarti ancor prima che la conoscenza si avvii?

A presto spero!



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 Oggetto del messaggio: Re: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: domenica 10 febbraio 2013, 19:29 
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Iscritto il: lunedì 4 febbraio 2013, 3:13
Messaggi: 81
Micky sei fortunato ad avere persone con cui parli di tutto. Anche se non capisco cosa sia "tutto" se escludi la sessualità, non che questa sia tutto, ma ne fa parte, e influenza anche alcune posizioni filosofiche (riguardo la chiesa per esempio, o tante altre).

Aggiungo una cosa riguardo i viaggi. Un po' in preda alla disperazione, ho parlato della mia sessualità a persone sconosciute incontrate appunto in viaggio e che molto probabilmente non rivedrò (anche se ne ho i contatti). Le reazioni sono state varie. Un uomo mi ha ascoltato attentamente e si è affezionato alla storia, dicendomi che sarei dovuto andare da uno psicologo. Cosa che non ho fatto, perché anche se probabilmente di uno psicologo ho bisogno, in questo momento ho molto più bisogno di un amico. Un ragazzo un paio d'anni più grande di me è rimasto congelato e si è allontanato, ripetendomi che no, no, lui no, che non mi avvicinassi a lui, per favore. :D Sono stato un po' sconsiderato, con lui poi mi sono rivisto e abbiamo chiacchierato in amicizia, di attrazione sessuale per lui non ne avevo, ma era tenero, sincero e magari qualche scambio di carezze non mi sarebbe dispiaciuto. Insomma, morale della favola, erano tentativi un po' falliti, specie il secondo, di parlare liberamente.

Ci siamo allontanati dalla storia di quel ragazzo, ma non siamo affatto OT. Il titolo è pur sempre: "Come si fa a comunicare?"

Comunque.. ci deve essere da qualche parte l'interruttore per disattivare la modalità automatica spara-idiozie-per-far-passare-il-tempo, dico io... oramai si attiva tutta da sola...



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 Oggetto del messaggio: Re: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: domenica 10 febbraio 2013, 21:13 
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Iscritto il: mercoledì 6 febbraio 2013, 17:10
Messaggi: 241
Se avessi dovuto riportare le frasi, tue e di Mickey93, che condivido, il tasto "quote" sarebbe esploso"!xD
Rimaniamo sul "come si fa a comunicare?"
La risposta,in un mondo perfetto di amore universale, sarebbe: essendo se stessi. Nella realtà non è così,o almeno lo è in parte.
Dici che
orachefaccio ha scritto:
la libertà che vorrei sentire, di esprimermi come mi viene in testa. E in particolar modo senza pensare ad ogni parola o espressione facciale. Finisce che alla fine riesco a controllarmi meno di quanto voglia, ciò non conferma né smentisce niente riguardo la mia sessualità, ma per me costituisce un modo di comportarmi strano e imbarazzante che davvero non voglio più

Noi comunichiamo con le parole, ma principalmente con il nostro corpo. E quando cerchiamo di controllarci in maniera così rigida, ovviamente non ci riusciamo, non ci sentiamo bene,e non riusciamo a comunicare nulla,perchè gli altri ci avvertono innaturali e chiusi. Certamente non possiamo fare e dire tutto quello che vorremmo(la società pone dei limiti,del tutto convenzionali sia chiaro, ma pur sempre da rispettare e i pregiudizi,a torto, fanno altrettanto), ma il modo in cui ci esprimiamo è parte di noi stessi, è quel quid che ci differenzia dagli altri. E se ad alcuni non piace, vuol dire che quelle persone non fanno per noi. E non rivederle non sarà una grande perdita. Ad altri,invece, piacerà e a quelli riuscirai a comunicare ciò che vuoi comunicare.In ogni caso, non so cosa intendi per "comportamento strano e imbarazzante",quindi non posso dirti altro.
orachefaccio ha scritto:
anche se dovessi conoscere 20 persone nuove ogni giorno, avrei solo 40 occhi giudicatori in più, per come mi comporto

Quest'atteggiamento ce l'ho anch'io. Se parlo con qualcuno,o anche prima di farlo,nella mia testolina c'è sempre quel ritornello:" ma come mi sto comportando? Bene? Male? chissà che impressione sto facendo? sembrerò ridicolo,sicuro!devo sembrare sempre più divertente e interessante"
Pensare che di fronte a noi ci sia sempre qualcuno pronto a giudicarci non aiuta affatto. E' inutile fasciarci la testa prima, meglio non pensarci, vivere l'incontro,la chiacchierata con naturalezza e spontaneità, e poi si vedrà se siamo piaciuti o meno, e se gli altri son piaciuti a noi.
orachefaccio ha scritto:
anche nel conoscere nuove persone, parto sfiduciato. Non penso ci possa essere alcun cambiamento, e mi dico sì vabbè, tanto questa è l'ennesima persona vuota con cui non potrò mai comunicare.

Ecco,qui dobbiamo sforzarci a credere che non sia così, o meglio che tra 100 persone vuote,a forza di provare ne troveremo almeno 1 che non lo è! Con quella si creerà qualcosa, con le altre non pensare che sia tempo perso,prendila come una sorta di allenamento xD
Veniamo però anche al discorso "Cosa comunicare?"
Se vieni come me dal primo periodo post-accettazione dell'essere gay, allora vorresti dirlo a tutti, perchè ci abbiamo ragionato tanto sulla nostra sessualità,sul nostro bisogno di affettività e amore che questo discorso ce l'abbiamo sempre in testa e dirlo agli altri ci fa essere sinceri con noi stessi,prima che con gli altri.
All'inizio pensa che prima di incontrare una nuova persona o un amico pensavo e già mi preoccupavo del fatto che avrei "dovuto" dirglielo, e questo già mi bloccava e faceva venire ansie inutili...ma non solo,anche frustrazioni inutili,perchè poi ci soffrivo a non poterlo dire a nessuno!
Tu dici
orachefaccio ha scritto:
non capisco cosa sia "tutto" se escludi la sessualità, non che questa sia tutto, ma ne fa parte, e influenza anche alcune posizioni filosofiche (riguardo la chiesa per esempio, o tante altre)

Ecco, lo pensavo e ancora un po' lo penso, ma se ci pensi, rappresenta tutto finchè non lo dici, ma appena l'hai detto ti rendi conto che è sì una parte importante di te, ma come tante altre.
Se ci pensi,più che dirlo a tutti, uno non vorrebbe "nasconderlo" a nessuno, e quindi non vorrebbe nascondersi"! Il forum per me è stata una manna! Sì, è pur sempre in anonimato ma mi apro e confido tanto, è come fare coming out a gogò senza fermarsi o avere paura!anzi, è ancor di più, perchè se ci pensi non ci serve fare coming out e vedere se siamo accettati, ma il coming out diventa secondario,perchè siamo davanti a gente che non ci giudica e che ci capisce meglio degli altri,e improvvisamente dire che siamo gay non fa nè più paura, nè la sessualità diventa l'argomento esclusivo su cui ruota tutto!E avremmo voglia di incontrare qualcuno nel forum non per farci fare una lezione di educazione sessuale, ma per fare cose normali,parlare, mangiare una pizza, fare qualche attività assieme!
Qui esponiamo la nostra sessualità liberamente,nella vita reale forse è meglio conoscere prima la gente e poi con tranquillità aprirsi,se ci fidiamo di loro e vogliamo che diventino parte della nostra vita!
Quindi,all'esterno oltre che la sessualità possiamo comunicare cosa ci piace fare,cosa ne pensiamo del mondo, e fare delle cose con alcuni senza che la sessualità ci entri, con altri avere invece un rapporto più intimo! Condividere hobby e interessi con gli altri non presuppone che si condivida anche la propria sfera sessuale, almeno non con tutti..poi con alcuni,esempio il forum, delle associazioni LGBT, persone fidate a cui teniamo si può fare anche questo, ma senza che diventi un peso o che ci si pensi troppo non vedendo quello che di bello ci passa davanti.

Quello che ti ho detto è quello che sto provando con difficoltà a capire anch'io.
Per ora proviamo a "sfogare" il nostro bisogno di parlare e affermare la nostra dimensione affettiva e sessuale all'interno di questo forum, che è una buona palestra di vita, e se capita all'esterno con qualcuno a cui capiamo di voler bene davvero e che a sua volta ci voglia realmente bene. intanto all'esterno proviamo a trovarle queste persone, ma con cautela e sapendo aspettare.
Per il resto, possiamo provare a frequentare gente e ambienti con cui pensiamo di avere qualcosa in comune e non pensare troppo a cosa diciamo,a come lo facciamo,e a come la gente reagisce. Così intanto ci occupiamo la giornata,gli altri e i loro giudizi ci fanno meno paura e la probabilità di incontrare le persone giuste aumenta!
P.S.
orachefaccio ha scritto:
bei posti, una magnifica spiaggia o un interessante museo,

Ma perchè gente che voglia far questo io non la incontro mai?E guai a parlare di qualche manifestazione,di qualche conferenza o presentazione di un libro, che chi ho intorno mi guarda come se stessi bestemmiando!xD
Un abbraccio "virtuale", Candido


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 Oggetto del messaggio: Re: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: lunedì 11 febbraio 2013, 0:18 
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Iscritto il: lunedì 4 febbraio 2013, 3:13
Messaggi: 81
Candido dobbiamo scrivere un diario dei progressi allora :P

Comunque.. ti devo dire che mi fa un po' strano ricevere commenti così positivi come il tuo, non ci sono abituato! Grazie ^_^

Per "comportamento strano e imbarazzante" intendo l'essere sempre per niente rilassato davanti a praticamente tutti. Il cercare sempre delle frasi riempitive per evitare i silenzi, frasi che sono spesso vuote o anche stupide, e che rivelano l'imbarazzo e mettono a disagio anche gli altri, che si chiedono: ma perché questo sta facendo così??

Hai ragione sul fatto che il forum aiuta tanto e noi, pian piano, dobbiamo cercare anche qualcuno di cui fidarci nella realtà. Il mio timore, che devo superare e che mi sembra tu per fortuna non hai, è di non riuscire a sbloccarmi con nessuno e di rimanere chiuso a riccio completamente. Perché finché c'è qualcuno con cui parlo in intimità posso tranquillamente avere persone accanto con cui si parla solo di lavoro senza mettere in mezzo i massimi sistemi. Ma se non c'è, è lì che vado in crisi, e sento la necessità di dire tutto al primo che incontro :D Bah, ti aggiornerò se le cose cambiano, spero presto e in positivo!

Un abbraccio



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 Oggetto del messaggio: Re: Come si fa a comunicare?
MessaggioInviato: lunedì 11 febbraio 2013, 13:03 
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Iscritto il: mercoledì 6 febbraio 2013, 17:10
Messaggi: 241
orachefaccio ha scritto:
Candido dobbiamo scrivere un diario dei progressi allora

Già fatto! :roll: Non era proprio sui progressi fatti ma una sorta di diario sfogo, però dopo qualche giorno ho lasciato stare perchè mi deprimeva ancora di più, e non c'era alcuno scambio con gli altri!xD
Aggiungo giusto altre 2 riflessioni,non avendo molto tempo...
orachefaccio ha scritto:
Per "comportamento strano e imbarazzante" intendo l'essere sempre per niente rilassato davanti a praticamente tutti. Il cercare sempre delle frasi riempitive per evitare i silenzi, frasi che sono spesso vuote o anche stupide, e che rivelano l'imbarazzo e mettono a disagio anche gli altri, che si chiedono: ma perché questo sta facendo così??

Quando ci sono dei silenzi,o dei momenti di imbarazzo siamo portati,erroneamente,a pensare che sia sempre colpa nostra! Ma non è affatto così!Nel capire questo mi ha aiutato una singola chiacchierata con una psicologa.
Nei rapporti,negli incontri,nelle nuove conoscenze non c'è mai solo la nostra parte ma anche quella degli altri, ci sono 2 diverse prospettive,la nostra e la loro. E anche se espressa meno, anche in loro c'è imbarazzo, aspettative personali, il timore di non essere abbastanza interessanti, la paura dei silenzi, di mettere a disagio l'altro.
La riuscita di un rapporto dipende da noi tanto quanto dipende dagli altri. Non sempre si dà 100 e si riceve altrettanto,altre volte invece ci sembra di ricevere tanto pur avendo dato poco, e ci sentiamo come miracolati che ciò sia successo. Perchè in fondo la costante di ogni nuovo rapporto è l'imprevedibilità e l'incertezza, il dover mettere in conto anche cosa prova e come si comporta l'altro! Spesso poi ci chiudiamo perchè anche chi abbiamo di fronte lo fa! E la colpa mica può essere solo la nostra! E quando succede, io ho notato che un po' di ironia e di autoironia può aiutare a rompere questo imbarazzo! :D
orachefaccio ha scritto:
Hai ragione sul fatto che il forum aiuta tanto e noi, pian piano, dobbiamo cercare anche qualcuno di cui fidarci nella realtà. Il mio timore, che devo superare e che mi sembra tu per fortuna non hai, è di non riuscire a sbloccarmi con nessuno e di rimanere chiuso a riccio completamente.

Io son riuscito dal vivo a sbloccarmi solamente con una persona,e non l'ho fatto perchè ho chissà quale coraggio. Ho saggiato prima il terreno, ho avuto pazienza, son partito da piccole confidenze e quando sono arrivato a una sincerità maggiore ero pressochè sicuro di come lei avrebbe reagito,perchè ero riuscito a conoscerla meglio e avevo capito che era una persona timida,però aperta e affettuosa e questo di lei mi piaceva.Che dire, ci vuole tempo, bisogna provare a conoscere più gente e vedere se ci piace,se vogliamo condividere qualcosa con loro e poi ogni tanto, con un po' di coraggio,buttarsi ma solo se se ne è abbastanza fiduciosi.
D'altronde, a te il coraggio non manca! ( hai parlato con gente che conoscevi poco,e che magari non rivedrai, ma l'hai fatto e sei riuscito ad aprirti in cose intime con altri,al di là del loro giudizio e rischiando di trovare delle ostilità!Io non so se ne avrei il coraggio in questo momento!
Per quanto riguarda associazionismo e barriere tra forum e realtà esterna, ne parliamo se vuoi poi con più tempo,e magari estendendo il discorso a chi l'ha fatto o meglio a chi avrebbe intenzione di farlo,così da condividere qualche dubbio o insicurezza!
A presto :D


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