Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

L'accettazione dell'identità gay, capire di essere gay
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e^ip+1=0
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Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda e^ip+1=0 » venerdì 10 maggio 2013, 17:51

Ciao a tutti,

circa tre settimane fa ho scritto un messaggio molto lungo riguardo alla mia situazione sentimentale (lo potete trovare nella stessa sezione di questo) ed ora, come promesso, dopo un periodo breve quanto pieno di novità, posso dare alcuni aggiornamenti. Preamboli intricati a parte, vi descrivo quello che è accaduto, passo per passo. :)
Dopo una lunga gestazione piena di dolorosi ripensamenti, dopo aver fatto silenzio attorno a me per poter fare chiarezza in me stesso e dopo aver ragionato ed essermi sfogato su questo forum, ho preso la decisione di dire tutto alla mia ragazza. Il perché delle mie indecisioni e gli avvenimenti che stanno dietro a tutto questo li ho già descritti, perciò riparto da dove avevo lasciato in sospeso :)
Pochi giorni fa, in un momento di solitudine e tranquillità, io e R. ci siamo detti tutto. Le ho spiegato tutto il mio percorso, le mie ansie, le preoccupazioni che ho avuto per lei, tutto quello che ho sentito e pensato nell'ultimo mese; ho voluto essere chiaro e le ho detto che non possiamo più stare insieme, per il bene di entrambi. In realtà lei stessa, di sua spontanea volontà, mi ha portato sull'argomento e mi ha fatto capire che sentiva, e anche fortemente, come ormai io mi fossi chiuso in una prigione con due pareti che si stringevano sempre più, due spaventose scelte: soffrire e non dir nulla o dire tutto con il terrore di farla stare male? R. mi ha sempre letto nel pensiero, e, mentre mi parlava, ho capito che lei sapeva a cosa stavo pensando ed che era triste per il fatto che io non le dicessi nulla per paura. Mi ha messo una mano sul cuore e mi ha detto: "Sentiti libero, libero. Nessuno di noi deve soffrire: se tu senti che vuoi scegliere una nuova strada, fallo, io sarò felice della tua felicità". Come potete immaginare, sono scoppiato a piangere e le ho detto tutto: tutti i miei crucci, le mie ansie, i miei timori di farla star male, e tutto il dolore della finzione con me stesso. è stato un momento tra i più toccanti della mia vita. Abbiamo parlato a lungo: ci vorremo sempre bene, ma io cerco una nuova dimensione e lei una vita tranquilla, con un ragazzo con cui magari pensare in avanti nel futuro. Un periodo di stacco ci farà bene, ma non ci perderemo di vista, mai. L'ho vista forte, serena, anche perché ha sicuramente elaborato un suo percorso parallelo al mio: è una ragazza fantastica. Pensate che mi è stata vicinissima in questi giorni, mentre assistevo un mio parente che purtroppo è malato terminale. Senza il suo aiuto non avrei superato con la forza che in me sento adesso questo ulteriore, terribile dolore. Tre settimane strane: ho visto la morte, vicino ad una persona cara; ho visto la vita: calda, multiforme, assurda e sublime nella sua assurdità condensata nelle parole di R. E ora? Ora, da novello esploratore che si spinge in una terra conosciuta fino ad un certo punto, mi addentro in una nuova vita, in un certo senso. Sono appena all'inizio, me ne rendo conto, e la confusione che avevo spesso ritorna, sotto forma di incertezza ed ingenuità; non sono ancora disinvolto mentre penso: "Sì, sono omosessuale!", però sento di essere nel vero, il che mi dà serenità. Mi sento sul culmine di una montagna scoscesa, vedo indietro ricordi lontani, diffusi come tante macchie di abeti. Se prima la nebbia li circondava, ora è il sole del mezzogiorno che li illumina e li fa splendere vividi nel loro significato finalmente ritrovato. E più in su, sotto di me, i tanti prati dell'adolescenza e della prima giovinezza finalmente morbidi, non più spazzati continuamente da un vento nervoso proveniente da chissà dove. E sotto i miei piedi un pinnacolo di roccia, duro, tagliente, franoso in più punti. Sebbene le mie mani siano scorticate, esso è sotto di me, immobile e solido come una belva domata: ultimo, arido, pezzo di una lunghissima scalata. Il primo masso di quest'ultima erta rocciosa è stato L., e l'Amore che per lui ho provato rimarrà sempre nelle stelle alpine che su di esso crescono: le lacrime e le speranze che a lui ho dedicato. L'ultimo masso su cui ho poggiato il piede, è stato il discorso di pochi giorni fa con R. E infine io, che da tanto lontano all'orizzonte son partito, sorrido nel cielo luminoso e, aperte le braccia, cerco di spiccare il volo verso l'alto sereno, in una nuova avventura.
Scusate, sarà patetico, sarà quello che volete, ma in altro modo non vi so descrivere ciò che adesso provo.
Come procedere ora? A chi parlarne? Che fare? Vi ringrazio di esservi presi la briga di leggere questo messaggio così arzigogolato e lungo. ;)

barbara
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Re: Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda barbara » venerdì 10 maggio 2013, 18:57

WoW! ciao e^ip+1=0 , sono rimasta molto colpita dalla svolta che hai dato alla tua relazione con questa ragazza. Ora che hai anche raccontato come ti è stata vicina ultimamente, comprendo ancora di più i motivi che ti rendevano difficile fare chiarezza. Si tratta certamente di un rapporto speciale , un'amicizia vera, come ce ne sono poche nella vita. Sono contenta di apprendere che il vostro legame non ha risentito della tua scelta. Una scelta positiva per entrambi.
Non saprei cosa consigliarti al momento , se non di darti il tempo di metabolizzare ciò che è successo .Mi sembra di ricordare che fino a poco tempo fa l'omosessualità pareva solo una parentesi nella tua esistenza.
In tutto ciò che ha a che fare con la nostra identità , con i nostri vissuti più profondi, la fretta secondo me non è mai buona consigliera. ;)

Alyosha
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Re: Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda Alyosha » venerdì 10 maggio 2013, 21:27

Quando ci si pone correttamente il problema, mi insegni, che si è ad un passo dalla soluzione. Le salite sembrano dure quando non si scorge il punto di arrivo e uno allora crede che debba andare sempre peggio e invece dovrebbe ragionare sul fatto che la pendenza maggiore l'ha già vinta e che adesso per quanto rarefatta si sia fatta l'aria e affannoso il respiro per l'altitudine la strada è più paineggiante. Sei all'inizio è vero, ma hai già fatto tante cose. La ragazza con cui hai avuto a che fare ha dimostrato grande maturità non è poco.

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Barbino Dago
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Re: Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda Barbino Dago » venerdì 10 maggio 2013, 22:46

Ciao! Mamma mia! La ragazza è una cosa strabiliante! Sei fortunato come pochi! E stai certo che sarà anche nel futuro un'amicizia forte e solida.
Sei stato molto coraggioso a parlare alla tua ragazza dei tuoi sentimenti e delle tue paure. Non c'è in fondo cosa migliore: dire e rivelare le paure è l'unico modo per liberarsene. In fondo le parole e sopratutto le parole di verità, al contrario di quel che si pensa, non provocano ferite mortali né agli altri né a se stessi, anzi... Spesso si tace per non ferire le persone o per paura dei giudizi. Ma dire la verità, sopratutto se si tratta di se stessi, è una libertà irrinunciabile. :)
E (forse mi ripeto) continuo a pensare che tu scriva molto bene e la descrizione che hai fatto del tuo percorso è limpidissima, molto lucida: ad avercene di persone così capaci di Vedere le cose in maniera matura e genuina!
Nulla in quello che hai scritto è patetico, o meglio lo è, ma nel senso più vero: esprime e strappa a chi legge sentimenti sinceri, senza diventare sentimentalismo.

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e^ip+1=0
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Re: Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda e^ip+1=0 » sabato 11 maggio 2013, 19:06

Grazie a tutti delle vostre riposte! Ora, con calma, visto che di ansie in questo senso non ne ho più molte, devo cominciare a scoprire questo nuovo mondo. Di colpo tutta la tensione è crollata, credo sia proprio perché
Alyosha ha scritto: Le salite sembrano dure quando non si scorge il punto di arrivo
Di natura oscillo tra l'essere lentissimo a prendere decisioni e il pormi troppi problemi tutti insieme, perciò, come già abbiamo detto, sarà bene andare pianino :)
barbara ha scritto:la fretta non è mai buona consigliera. ;)

A proposito di questo, so che la storia di ognuno di noi è diversa ma ve lo chiedo come consiglio: voi comincereste a dire tutto agli amici più stretti? Io mi sentirei anche pronto a dirlo alle persone cui sono più legato (genitori a parte, lì sarà proprio un problema) però non so, forse è meglio aspettare e scoprire un po' di più questo nuovo mondo? Non lo so, e vedo che forse un dubbio di natura simile, sul come e quando dire tutto, lo ha anche Barbino Dago (ho letto ora il suo messaggio in questa stessa sezione). Grazie ancora a tutti voi! :)

Alyosha
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Re: Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda Alyosha » sabato 11 maggio 2013, 20:07

Dirlo non mi pare un emergenza quindi prenditi tutto il tempo che ti serve è già tanto quello che hai fatto e dovresti darti tempo di digerire i cambiamenti a parer mio. Se hai qualche amico fidato comincia pure a valutare l'ipotesi però insomma non è la sostanza del cambiamento. Man mano che maturano dentro te certe cose sarà più chiaro anche il come e il quando parlarne, dovresti cercare di far accadere il tutto nel modo più naturale possibile e senza forzature.

geogio
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Re: Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda geogio » sabato 11 maggio 2013, 20:33

Ciao e^ip+1=0!
Intanto complimenti per il nik dell’identità di Eulero, davvero originalissimo.
Poi complimenti per come scrivi, si nota che fai teatro.
Infine complimenti per il coraggio che hai avuto, sei stato grande!
Parlare di te con la tua (ex) ragazza è stato molto saggio e ti ha impedito errori che nel tuo futuro avresti pagato caro, come, al limite, sposarti.
La sua reazione è stata da manuale, puoi andarne fiero, non tutte le ragazze avrebbero reagito così. Tra l’altro la tua, se non sbaglio, aveva già capito tutto; sono anch’io sicuro che rimmarrete ottimi amici, e non è poco.
Racconti di esserti innamorato di L. (purtroppo non ricambiato) e che questa situazione ti ha fatto capire di essere gay.
Beh, direi che tutto sommato è passato ancora troppo poco tempo per dirlo a tutti, almeno io la penso così.
Poi non so se ho capito male, ma mi pareva che ad alcuni amici l’avessi già detto, quando ti consigliarono di parlare con L, o sbaglio?
Ti consiglierei di pensarci sopra e di fare i passi con calma, man mano che ne sentirai il bisogno.
E soprattutto di “scegliere” bene le persone a cui dirlo, non solo nel senso che siano fidati amici (e questo è ovvio), ma anche di valutare come la pensano sul tema.
Poi ci vuole anche una buona dose di coraggio, almeno per me è stato così…
Per la prima volta in vita mia io l’ho appena detto solo e unicamente proprio al ragazzo che mi piace, che è anche un mio grande amico. Ma ci ho messo parecchio tempo a maturare questa decisione e… a trovare il coraggio!
In bocca al lupo “Eulero”!

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Barbino Dago
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Re: Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda Barbino Dago » sabato 11 maggio 2013, 22:26

Man mano che maturano dentro te certe cose sarà più chiaro anche il come e il quando parlarne, dovresti cercare di far accadere il tutto nel modo più naturale possibile e senza forzature.


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E soprattutto di “scegliere” bene le persone a cui dirlo, non solo nel senso che siano fidati amici (e questo è ovvio), ma anche di valutare come la pensano sul tema.


Sono d'accordo. Non costringerti a farlo.
I miei amici e le mie sorelle mi dicono spesso che io ho molta pazienza... beh... diciamo che ci provo con tutte le forze! Sai quante volte sento la smania irrefrenabile di dirlo a tutto l'universo. Magari succederà anche a te. Ma ti conviene andare per gradi.
Non essendoci una ricetta ti dico solo: fallo quando te la senti.

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Re: Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda e^ip+1=0 » domenica 12 maggio 2013, 2:07

Sì, credo allora che la cosa migliore sia di lasciare che gli eventi vengano da sé, anche perché, per ora, mi pare che dare tempo al tempo abbia dato buoni frutti.
Questa sera, in modo assai tranquillo, ho avuto modo di dirlo a due mie carissime amiche (di cui una lesbica, peraltro) ed entrambe sono rimaste contente, specialmente per mia ritrovata sincerità.
geogio ha scritto:La sua reazione è stata da manuale, puoi andarne fiero, non tutte le ragazze avrebbero reagito così.

R. è una persona meravigliosa, ha un cuore che riempie l'anima.
geogio ha scritto:Racconti di esserti innamorato di L. (purtroppo non ricambiato) e che questa situazione ti ha fatto capire di essere gay.

La mia passione per L. si è ora trasformata in un ottimo rapporto d'amicizia: ci vediamo poco, giusto alle prove, ma andiamo d'accordissimo. Gli voglio bene ma il fuoco interno che provavo, dopo un lungo percorso, si è spento. Per l'appunto, oltre che il più forte Amore della mia vita, è stato un passo indispensabile per accettare la mia omosessualità. Quando mi sono iscritto in questo forum era proprio il periodo in cui mi stavo rendendo conto che la passione per L. era senza speranze. Ora sono già molto più avanti. Grazie ancora, non finirò mai di dirvelo, questo forum mi ha dato la possibilità di mettere per iscritto tutto ciò che mi turbava. E ciò è stato utilissimo.
:)

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Barbino Dago
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Re: Quando amare mette di fronte a se stessi (Atto II)

Messaggioda Barbino Dago » domenica 12 maggio 2013, 10:24

e^ip+1=0 per curiosità (ma non sei costretto a rispondere se non vuoi) come l'hai detto alle tue amiche? Sono molto curioso! ;)


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