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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: venerdì 21 giugno 2013, 23:06 

Iscritto il: mercoledì 19 giugno 2013, 17:21
Messaggi: 134
Come ho già anticipato nella mia presentazione, vorrei riportare qui il mio percorso interiore che in questo mese mi ha portato ad accettare la mia omosessualità.
Sono molti i pensieri che hanno affollato la mia mente in questo periodo, cercherò quindi di restituirveli nella forma più chiara possibile. Scrivere tutto ciò mi è molto utile (mi permette di fare ancora più chiarezza nella mia testa), ma vorrei che diventasse utile per molti altri, per tutti quelli che pensano (come io facevo fino a poco tempo fa) che essere gay è una grande sfortuna.
NO, non è così!

Questa è la email che scrissi a Project:

Ciao project,
ti ringrazio prima di tutto per la tua lodevole disponibilità ad ascoltare (e rispondere), questo blog mi ha molto aiutato. Mi presento: sono Tobias e ho 22 anni, da tempo ormai ho capito di essere gay, ma, in un certo senso, non ho ancora accettato del tutto questa realtà. In prima superiore ho scoperto la masturbazione, che inizialmente avveniva senza particolari fantasie, poi (non ricordo bene quando, più o meno verso i 16 anni) sono cominciate a comparire fantasie sessuali "gay" e poco più tardi ho cominciato ad esplorare internet (prima guardando solo foto di nudi e infine cominciando a guardare anche filmati porno gay). Durante gli anni delle superiori vivevo la masturbazione con un grave senso di colpa (ma nonostante ciò in certi periodi la praticavo spesso), mi pareva una cosa "sporca", da evitare; e questa percezione non dipendeva tanto da indottrinamento religioso quanto piuttosto dall'idea che comunque gli altri ragazzi, dopo aver trovato una ragazza, smettessero di farlo o comunque lo facessero molto poco. Anche il fatto di non riuscire a trovare una ragazza mi pesava, non tanto perché ne sentissi il bisogno, ma perché era segno di maturità e virilità. Non sono mai stato, fortunatamente, vittima di bullismo, ma ho dovuto sempre stare attento con i miei coetanei (soprattutto con quelli maschili) ed non espormi troppo e rischiare di essere preso in giro. Non che fossi un ragazzo dagli atteggiamenti e gusti femminili, ma ero comunque sensibile e non avevo molte delle passioni tipicamente maschili (per esempio il calcio, i motori). Però, come dicevo, non ho avuto un'infanzia infelice, anche perché a scuola sono sempre stato bravissimo, e il fatto di essere uno dei più bravi della classe mi permetteva di poter aiutare gli altri compagni nello studio e nei compiti (e loro di conseguenza mi hanno, tranne rare volte, sempre rispettato). Crescendo ho cominciato inoltre a sentire meno questo senso di inadeguatezza, avevo il mio gruppetto di amici, molti dei quali erano (e sono tutt'oggi) ragazze. Mi rimaneva solo l'angoscia della masturbazione e il fatto di non essermi ancora fidanzato. Finita la scuola inizio l'università e ho l'occasione di frequentare più spesso una ragazza che conoscevo da tempo. Fino ad allora non ho mai provato attrazione per le ragazze, ma con lei era un po' diverso. La trovavo molto piacevole, simpatica, oltre che carina, non è che mi sentissi fortemente attratto sessualmente da lei (cioè, la sua bellezza femminile non mi attraeva sessualmente come quella maschile), ma per lei ho cominciato a provare un forte affetto, più forte di quello che si instaura in una amicizia. Notavo, almeno mi sembrava (la sua timidezza non aiutava), che comunque anche lei provasse qualcosa per me. Temporeggiai un po', per me era un'esperienza nuova e avevo paura di non essere all'altezza, mi presero angosce come "riuscirò ad avere un rapporto con lei?", "capirà che sono gay?", e così persi l'occasione. Lei si fidanzò. Quando ci ripenso rimpiango di non essere stato più sveglio e pronto, di non aver messo da parte queste inutili ansie.
Poi trovo questo blog. Lo leggo con interesse, scopro altre storie, comincio a ragionare in un'ottica diversa. Soprattutto comprendo una cosa: se si è gay si rimane tale, non è un abito che si può indossare o togliere, ma è come una "pelle", si può nascondere o far finta di non vederla, ma lei c'è comunque. Ecco perché dico di non avere accettato del tutto di essere gay. A me piacerebbe molto fidanzarmi, sposarmi ed avere figli, ma per fare ciò dovrei nascondere la mia omosessualità. Non che l'idea di trovare invece un ragazzo mi disgusti, anzi, solo che conosco appena di vista alcuni ragazzi che credo siano gay (ma non sono proprio i miei "tipi"), mentre gli altri che conosco o che sono miei amici sono tutti etero. Ho provato per curiosità a vedere qualche chat o annuncio gay, ma ben presto ho capito che con ciò sarebbe stato difficile trovare una persona con cui provare ad iniziare una relazione sentimentale seria.
Tuttavia, anche se trovassi un ragazzo, resterebbe la questione del dichiararmi. Fin'ora nessuno sa della mia omosessualità. Sicuramente se mi dichiarassi non diventerei un emarginato, ho una famiglia che so si dimostrerebbe molto comprensiva e che sicuramente alla fine accetterebbe la cosa, e alcuni dei miei amici sarebbero pure comprensivi. Però non sarebbe comunque facile, rivelerei la mia omosessualità a non molte persone, non potrei comunque girare tranquillo con il mio ragazzo nel mio paesino o nelle cittadine vicine. Se volessi ciò dovrei andare ad abitare altrove, in una grande città o meglio ancora all'estero. E comunque dichiararmi potrebbe un po' "ferire" mio padre: sono il suo unico figlio maschio e qualche volta ha un po' patito la mia poca virilità; tuttavia non mi ha mai denigrato per ciò, anzi, lui è una persona di mentalità molto aperta e certamente mi accetterebbe comunque.
Quindi, a pare tuo Project, sarebbe vano tentare di fidanzarsi con una ragazza? Dovrei avere il coraggio invece di cominciare a conoscere qualche ragazzo e poi dichiararmi a qualche persona, visto che ho la fortuna (che in effetti altri non hanno) di avere almeno una famiglia e alcuni amici che sarebbero comprensivi?

La risposta di project mi è stata molto d'aiuto. Mi ha chiarito prima di tutto una cosa importantissima: che essere gay non significa adeguarsi a nessun tipo di stile di vita, significa semplicemente essere quello che si è. Prima pensavo che invece mi dovessi, in un certo senso, adeguare ad un certo modo di essere, in poche parole, compreso di essere gay, avrei dovuto dichiararmi, andare ai gay pride, andare nei locali gay.
Invece ho capito che essere gay significa semplicemente essere quello che si è, l'immagine che avevo io del pianeta gay era uno stupido stereotipo. Come tra gli etero ci sono diverse personalità, diversi stili di vita e differenti mentalità, così lo stesso accade negli omosessuali.

Anche riguardo al dichiararmi, io prima stupidamente pensavo che fosse una specie di "obbligo" e che fosse sbagliato scegliere di vivere da "nascosto" per tutta la vita.
Ora mi è invece chiaro che il coming out è una questione molto delicata, su cui bisogna ragionare bene prima di prendere decisioni avventate. Probabilmente prima o poi a qualcuno rivelerò la mia omosessualità, ma per ora preferisco concentrarmi su altro. Ho la fortuna di avere una famiglia e di avere alcuni amici che non avrebbero problemi ad avere un figlio, un fratello, un amico gay. Magari avrebbero un po' di incertezza all'inizio, ma sono sicuro che nessuno si permetterebbe mai di escludermi per la mia omosessualità. Con altri miei amici invece so che ci potrebbero essere delle difficoltà...con loro so già che non mi rivelerò mai, non voglio perderli, ci tengo troppo a loro.

Per quanto riguarda le ragazze, ho finalmente capito che se voglio trovare la felicità non devo cercare una ragazza ma un ragazzo. Con una ragazza costruirei un rapporto "falso", sicuramente ci sarebbe affetto e rispetto, ma non ci sarebbe comunque un rapporto non completo, ma sarebbe "viziato", e soprattutto basato su una menzogna: a colei che io dico di amare dovrei mentire sulla mia vera identità, su quello che veramente io sono.

Dopo la email di Project ho avuto un momento di confusione totale, ero confuso, mi nascevo paure e ansie su tutto. Però ora va meglio, non sono più così confuso, ho eliminato le ansie e ho ripreso la mia vita di sempre con serenità. Soprattutto ho eliminato quel maledetto pensiero che prima mi assillava "essere gay è una sfiga!". No, non lo è!
Sicuramente ci saranno delle difficoltà, alcune volte anche grosse, ma (come mi ha detto project) "un ragazzo gay con la testa sulle spalle non ha nulla da temere". Sì, soprattutto non bisogna crearsi delle inutili ansie e paure quando non c'è alcun motivo di averle. Giusto in questo forum ho trovato una massima bellissima, che mi ripeto spesso: "più condiamo la nostra vita con la paura, più essa verrà divorata velocemente!"
Io, tra i mille difetti che ho, ho l'odiosa tendenza a costruirmi stupide ansie...e per un ragazzo omosessuale potete capire quanto questo porti a farsi tantissime (scusate il termine) seghe mentali :D

Ora vi lascio, stasera sono abbastanza stanco e non vorrei cominciare a scrivere cose senza senso :D

Tobias


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 Oggetto del messaggio: Re: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: sabato 22 giugno 2013, 11:36 
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Iscritto il: venerdì 14 giugno 2013, 12:59
Messaggi: 161
Sono contento che tu ti sia finalmente accettato! :)
Il fatto che tu ti sentissi obbligato ad avere la ragazza è molto comune tra noi gay e ci sono passato anch'io. Almeno per quanto mi riguarda ritenevo le ragazze come una possibile "cura" per ciò che ero, dato che durante tutto il liceo (un po' come te) vedevo nel mio essere omosessuale una perversione, un qualcosa di cui vergognarmi, che dovevo nascondere e in qualche modo aggiustare.
Quando uscivo con i miei amici etero mi sentivo in dovere di provarci anch'io con qualche tipa nonostante non ci fosse alcun tipo di attrazione, né sentimentale né fisica. In pratica, volevo mettere le basi per una vita normale, ossia sposarmi ed avere dei figli, e credevo che solo con una persona dell'altro sesso avrei potuto ottenere tutto ciò.
Crescendo però, ho scoperto che fortunatamente non è così! :) Ho scoperto i matrimoni gay, le famiglie arcobaleno, e persone omosessuali che hanno vissuto la loro vita lontano dai "ghetti". Purtroppo in Italia c'è ancora tanto da fare ma con un po' di pazienza e di fiducia credo che anche noi potremmo avere ciò che ci spetta di diritto.
Sempre per quanto riguarda il tema famiglia, mi è piaciuto molto il discorso che una madre lesbica ha fatto durante il Gay Pride di Roma di quest'anno. Il video lo si trova su Youtube quindi potete benissimo vederlo tutti cliccando qui.



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 Oggetto del messaggio: Re: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: sabato 22 giugno 2013, 12:21 
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Iscritto il: sabato 1 giugno 2013, 22:59
Messaggi: 97
Ciao tobias, complimenti per esserti tolto l'ansia di dosso e aver fatto chiarezza, almeno sai dove andare... io ancora sono incasinato e non giungo a nessuna conclusione concreta. Ho letto molto il discorso del voler trovare la ragazza e la tua insicurezza con lei...volevo farti delle domande: ma le ragazze le sentivi come un peso, un qualcosa che dovevi ottenere per sentirti virile come gli altri oppure qualche volta le hai desiderate veramente sia sessualmente che emotivamente (nel senso che ti sei mai innamorato di qualche bambina anche da piccolo) oppure l'attrazione era rivolta esclusivamente a ragazzi sin dall'infanzia? Sono comparse fantasie omosessuali di punto in bianco e poi sentimenti verso i ragazzi oppure il contrario? Come hai avuto la certezza di essere gay? Ci hai messo tanto a realizzarlo?
Per quanto riguarda il dichiararti non credo che sia un grosso problema, una volta superata la paura iniziale (almeno in alcune famiglie). Pensa che io anche se sono nel dubbio, l'ho detto tranquillamente che potrei essere gay: a parte alcune facce sconvolte all'inizio (i miei che sono degli anni '40), c'è a chi andrebbe bene comunque in quanto te sei sempre te, però non è facile in alcuni casi il problema è con se stessi...

Ciao a presto



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Quello che vuoi veramente non lo avrai mai... semplicemente perchè lo vuoi..
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 Oggetto del messaggio: Re: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: sabato 22 giugno 2013, 13:00 
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Messaggi: 5112
Riporto qui di seguito la mia risposta alla mail di Tobias.

Ciao Tobias,
ho letto la tua mail e provo a rispondere subito. Prima di tutto una premessa, esistono due grandi categorie di gay: i gay pubblicamente dichiarati e i gay non pubblicamente dichiarati, si tratta di due mondi diversi tra i quali non c’è molto dialogo. L’immagine che la gente si fa dei gay deriva in pratica solo da ciò che si vede, cioè dai dichiarati: associazioni gay, locali gay, gay pride, ecc. ecc., ma i gay dichiarati sono meno del 4% della popolazione gay complessiva, il che vuol dire che per ogni gay pubblicamente dichiarato ce ne sono in pratica 20 non dichiarati, è come con un iceberg, la gente vede il 4% visibile e si fa una sua idea, ma la realtà sostanziale del mondo gay, cioè circa il 96% dei gay, è costituito da gay non pubblicamente dichiarati, cioè non individuabili e questo crea dei problemi per i gay perché sono portati a pensare di essere soli mentre non è affatto così. Gli omosessuali sono circa l’8% della popolazione, sia fra gli uomini che fra le donne, si tratta di una minoranza ma molto consistente. In una scuola con 1000 studenti i gay sono circa 80!! In una classe con 25 studenti sono in media due, anche se in pratica sembra che non ce ne sia nemmeno mezzo. Questo perché i gay hanno paura e la paura è spesso giustificatissima perché le discriminazioni ci sono eccome, non ci sono a livello legale e formale, ma a livello sostanziale ci sono perché l’ignoranza e il pregiudizio sono ancora enormi. Stai certo che di ragazzi gay ce ne sono moltissimi anche se non li vedi. Decenni or sono, quando l’intolleranza era molto più forte di oggi e non c’era internet, il destino di un gay era la solitudine. Oggi non è più così, anche se non vedi coppie gay alla luce del sole, che vanno girando mano nella mano, le coppie gay esistono e sono molto numerose. La stragrande maggioranza sono invisibili per ovvie ragioni ma esistono eccome. Ti posso garantire che conosco tanti ragazzi gay e anche tante coppie gay (praticamente tutti non dichiarati) e sono riusciti eccome a realizzare la loro vita affettiva come la desideravano. Tra i gay però l’idea di una vita di coppia stretta, convivente, quasi matrimoniale è intesa più come un vincolo sgradito e in sostanza immotivato che come una garanzia. Un coppia gay dura se dura il rapporto affettivo che c’è alla base, in una copia etero, dove ci sono i figli e i vincoli legali, molte volte le cose vanno avanti anche quando la base affettiva è del tutto svanita. Intendo dire che non si può trasportare l’idea di matrimonio nel mondo gay così semplicemente. In Spagna dove c’è il matrimonio omosessuale da anni quelli che lo celebrano sono pochissimi e divorzi gay non sono rari.
Seconda questione: la masturbazione. Si tratta di una realtà fondamentale nella vita sessuale di tutti, se manca in periodo adolescenziale, lo sviluppo della sessualità come associazione di sessualità fisica e di fantasie sessuali ne resta compromesso. Si masturbano pure gli uomini sposati e non ci sono limiti di età. Aggiungo che la masturbazione è un’attività sessuale mono-personale solo sotto il profilo tecnico, perché proprio perché ci sono le fantasie sessuali, si tratta di una attività proiettiva che a livello mentale è sempre a due. La masturbazione “pensando ad un ragazzo” è uno dei segni fondamentali di un vero innamoramento. Non solo nella masturbazione non c’è niente di male ma c’è da preoccuparsi quando non c’è. Se vivessimo in una società non ipocrita sarebbe un argomento come tutti gli altri e perderebbe il fascino del proibito per acquistare il valore di attività affettiva e sessuale insieme. Tra gli etero la masturbazione è molto più imbarazzante che tra i gay perché per gli etero è molto facile avere rapporti di coppia anche in età molto precoce e la masturbazione è ritenuta “cosa da ragazzini” ma si tratta di modi di vedere le cose che non hanno niente a che vedere con la realtà.
Terza questione, probabilmente quella più importate: sarebbe stato meglio provare con una ragazza? La risposta è netta, per un ragazzo gay, cioè per un ragazzo che ha una masturbazione con fantasie costantemente gay, l’idea di provare con una ragazza è una follia e ti spiego perché. Un ragazzo gay, in opportune condizioni di calore affettivo vero può anche reagire sessualmente con una ragazza. Un gay non è uno che non può avere rapporti sessuali con le donne, ci sono ancora oggi molti gay sposati e circa il 30% dei ragazzi che finiscono per riconoscersi gay al 100% ha avuto la ragazza e ha avuto una vita sessuale etero. Un gay può avere rapporti eterosessuali senza nemmeno essere bisex. Mi spiego con un esempio relativo ai gay sposati. Tanti ragazzi, specialmente in ambienti molto intolleranti verso l’omosessualità si forzano ad avere una ragazza, la cosa bene o male va avanti, c’è anche un rapporto sessuale anche se non è realmente gratificante e si arriva al matrimonio e ai figli, però quel ragazzo, anche se fa sesso con la moglie continua a masturbarsi pensando ai ragazzi, cioè la sua sessualità spontanea è orientata verso i ragazzi, questo significa essere gay. All’inizio sembra che il matrimonio regga, ma prima o puoi l’omosessualità repressa torna a galla e allora il matrimonio diventa una trappola insopportabile, spesso si arriva ad avere una doppia vita o a reprimersi forzatamente, cosa che alla lunga compromette l’equilibrio psichico.
Ultima questione: che fare? Prima di tutto non mettersi nei guai, intendo dire non costruire relazioni non vere con ragazze perché rischiano di diventare trappole dalle quali non si esce più e per l’altro verso evitare di cacciarsi in situazioni strane e potenzialmente pericolose in ambienti gay. Le coppie gay che conosco e che durano non si sono conosciute mai in ambienti gay ma all’università, sul lavoro o addirittura in chiesa, ma non in ambienti gay. Anche perché negli ambienti gay trovi solo gay dichiarati, cioè quel famoso 4%, l’altro 96% non ci andrebbe mai. La prima cosa da fare non è cercare di crearsi una storia d’amore comunque e subito, no! La prima cosa da fare e cercare “prudentemente” amici gay seri, si tratta di una cosa apparentemente meno importante ma fondamentale per l’equilibrio di un ragazzo gay. Ti consiglierei di registrarti sul forum e di scrivere una presentazione “seria”, vedrai che ti risponderanno in parecchi, già così si seleziona un gruppo di persone interessate a quello che interessa anche te e poi dal forum puoi entrare nella chat di progetto che non è una chat erotica, è molto controllata ed è tranquilla, anche se la prudenza è sempre necessaria, specialmente in chat, dato che la chat è pubblica.
Per qualsiasi chiarimento resto a tua disposizione.
Project



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 Oggetto del messaggio: Re: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: lunedì 24 giugno 2013, 23:16 

Iscritto il: mercoledì 19 giugno 2013, 17:21
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grazie project per avere inserito la email, ora il topic è più completo e utile.

luv, mi fa piacere leggere una risposta piena di ottimismo, mi stimola a continuare per la strada che ho iniziato a percorrere (:
dany, ti auguro ti riuscire a fare chiarezza dentro di te. ma non pensare che io abbia risolto tutto, le mie sono appunto piccole conquiste, c'è ancora molto da fare! quindi non ti abbattere , con un po' di tempo e pazienza sicuramente arriverai alle risposte che stai cercando :)
dunque, sono 40 min che cerco di rispondere alle tue domande ma ho internet che non va sul pc e sto cercando di scrivere questo messaggio usando il mio cell...solo che così è lunghissimo e mi si stanno incrociando gli occhi, ti chiedo per favore di pazientare fino a domani, internet dovrebbe essere ok e ti risponderò subito!


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 Oggetto del messaggio: Re: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: martedì 25 giugno 2013, 23:38 

Iscritto il: mercoledì 19 giugno 2013, 17:21
Messaggi: 134
Rispondo alle domande di Dany:
Sì, il dovere fidanzarmi lo sentivo come un "peso", come una dimostrazione di virilità e maturità. Io non ho mai provato attrazione per le ragazze, i loro corpi non mi affascinavano. Non che mi trovi male con le ragazze, anzi la maggior parte dei miei amici sono ragazze.
Mi è successo più volte di "innamorarmi" di alcune ragazze, verso le quali provavo un forte affetto. Ma le desideravo solo emotivamente, mai sessualmente. Probabilmente era un mio tentativo inconscio di dimostrare a me stesso che ero un normale ragazzo etero.
Ho realizzato di essere gay abbastanza presto, nei primi anni delle superiori (ad accettarmi ci ho messo invece di più...), proprio perché nelle mie fantasie c'erano solo i ragazzi e perché sento attrazione solo verso i ragazzi.

Tuttavia ho un po' vacillato con quella ragazza di cui ho parlato sopra. Per lei ho provato un affetto intenso e speciale, emotivamente ero veramente innamorato di lei. Però anche qui da un punto di vista sessuale non c'era attrazione...lei non c'era nelle mie fantasie.
Io credo che un ragazzo etero provi anche una forte desiderio sessuale nei confronti della ragazza di cui si è innamorato. Io non provavo questo. Non la desideravo da un punto di vista sessuale. Se mai fossi riuscito a fidanzarmi con lei, avere un rapporto con lei non sarebbe stato affatto una mia priorità. E questo penso che non sia naturale per un etero.

Non so se sono stato chiaro e se sono riuscito a rispondere alle tue domande.
Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti, chiedi pure (:


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 Oggetto del messaggio: Re: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: mercoledì 26 giugno 2013, 4:32 
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Iscritto il: sabato 1 giugno 2013, 22:59
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Grazie Tobias, grazie tante per la risposta, spero di ricambiare!!! Se ti va faccio un piccolo confronto (l'ennesimo)... è da 11 anni che vanno avanti i miei ansiosi dubbi, sono spariti per un pò ma li ho ripresi ora... quindi durante la masturbazione non avevi frequenti fantasie eterosessuali con rare fantasie omosessuali intrusive ma, da quello che ho capito, erano perennemente omosessuali e occasionalmente eterosessuali... giusto? A me, prima del dubbio ossessivo, succedeva che le fantasie erano perennemente etero con qualche rara deviazione omo piuttosto forte... e spesso quelle omosessuali le sento violente e vuote (qualcosa nell'ano causa l'orgasmo) e le vedo assurde se penso ai miei rapporti d'amicizia con i ragazzi, ma poi parte l'ansia... in questo periodo, con l'ansia ho una distorsione totale della realtà (immaginare Fidel Castro nudo con l'odoraccio da vecchietto non sarebbe il massimo nemmeno per un gay)... Ma nei momenti d'ansia in cui avevi paura di essere gay sentivi impulsi all'ano, impulsi "passivi"?

Codice:
Ho realizzato di essere gay abbastanza presto, nei primi anni delle superiori (ad accettarmi ci ho messo invece di più...), proprio perché nelle mie fantasie c'erano solo i ragazzi e perché sento attrazione solo verso i ragazzi.


Quindi non ti sei mai innamorato di ragazzi nell'infanzia o nell'adolescenza? Ma da piccolo cosa ti piaceva nei cartoni animati, per esempio guardando i manga o i telefilm preferivi la donna o l'uomo? A me capitava di masturbarmi con le figure femminili della tv (es Sailor Moon, Kimberly dei power ranger)... ultimamente però l'occhio va verso la sicurezza e determinazione maschile (e parte un pò d'ansia)... E' nei porno che ho una fissa per quel maledetto pene che poi dal vivo non mi dice nulla... Se vedi un amico sudato (magari ha finito di fare palestra) ti attrae o ti fa schifo?

Cita:
Sì, il dovere fidanzarmi lo sentivo come un "peso", come una dimostrazione di virilità e maturità. Io non ho mai provato attrazione per le ragazze, i loro corpi non mi affascinavano. Non che mi trovi male con le ragazze, anzi la maggior parte dei miei amici sono ragazze


Allora siamo complementari...
Il mio caso è leggermente diverso... non sono mai andato d'accordo ma mi masturbavo spesso pensando a loro: troppo complicate, gusti diversi (in termini di hobby e gioco) e ci litigavo sempre (che poi erano quelle di cui mi innamoravo)... e ora le odio, ed ho perso l'attrazione... però sto male... mi mancano quelle sensazioni..!!

Cita:
Tuttavia ho un po' vacillato con quella ragazza di cui ho parlato sopra. Per lei ho provato un affetto intenso e speciale, emotivamente ero veramente innamorato di lei. Però anche qui da un punto di vista sessuale non c'era attrazione...lei non c'era nelle mie fantasie.


Ammesso che io sia etero, ogni tanto succedeva anche a me, ma nelle fantasie non "la toccavo" di proposito per non sciuparla (e considerarla come "la t***a che mi sono sbattuto" pensavo alle altre o a qualche pornostar), almeno all'inizio e spesso non mi masturbavo proprio quando conoscevo una ragazza (boh, non mi veniva)... Però il fatto che ti sei innamorato non è da sottovalutare... secondo me potrebbero emergere delle pulsioni in quel senso... magari non ora... poi è una mia teoria buttata lì, quindi dagli il giusto peso... se dovessi essere curioso e vuoi unirti al gruppo di persone che ho stressato (tra qualche anno gli daranno il nobel per la pazienza e li ringrazio tanto) ecco qui la mia storia viewtopic.php?f=17&t=3529

Ciao Tobias, ancora complimenti per le conquiste.. sei stato chiarissimo!! :)



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 Oggetto del messaggio: Re: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: mercoledì 26 giugno 2013, 9:55 
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Bravo Tobias, ricorda, non sempre si può ottenere tutto e subito quindi anche se certe conquiste tardano a manifestarsi tu continua a perseguire i tuoi obiettivi :D Per il resto volevo chiederti: è così necessario dichiararsi dopo che sia un fidanzato? Potete amarvi lo stesso anche se le persone che vi circondano non sanno di voi



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 Oggetto del messaggio: Re: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: mercoledì 26 giugno 2013, 20:47 

Iscritto il: mercoledì 19 giugno 2013, 17:21
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dany ha scritto:
Però il fatto che ti sei innamorato non è da sottovalutare... secondo me potrebbero emergere delle pulsioni in quel senso... magari non ora... poi è una mia teoria buttata lì, quindi dagli il giusto peso...


Oddio, non mi far nascere dubbi, rischio di vanificare il lavoro di quest'ultimo periodo che mi ha portato a queste piccole conquiste! ....sto scherzando :D
Tornando seri, riguardo a quella ragazza sicuramente qualcosa si è mosso dentro di me. Però non provavo desiderio sessuale nei suoi confronti, l'idea di avere un rapporto intimo con lei di certo non mi disgustava, però non mi eccitava, non lo desideravo. E questo mi ha sempre insospettito. In ogni caso, se mai avrò dei dubbi, ora so dove poter trovare dei consigli, grazie! (:

dany ha scritto:
durante la masturbazione non avevi frequenti fantasie eterosessuali con rare fantasie omosessuali intrusive ma, da quello che ho capito, erano perennemente omosessuali e occasionalmente eterosessuali... giusto?


sì, giusto. Le mie fantasie erano sempre omosessuali. Ogni tanto provavo a pensare a fantasie etero, con l'idea di poter cambiare il mio orientamento sessuale...ma in quelle fantasie la mia attenzione ricadeva sempre sull'elemento maschile.

dany ha scritto:
Quindi non ti sei mai innamorato di ragazzi nell'infanzia o nell'adolescenza? Ma da piccolo cosa ti piaceva nei cartoni animati, per esempio guardando i manga o i telefilm preferivi la donna o l'uomo?


Sarò stato un bambino particolare, ma prima della pubertà io non mi innamoravo di nessuno, né dei maschi né delle femmine, pensavo solo a giocare :D
Ti dirò di più, alle elementari mi ero fidanzato con una mia compagna: la relazione era stata iniziata, e poi terminata, per sua esclusiva volontà...a me non importava proprio nulla.

dany ha scritto:
Se vedi un amico sudato (magari ha finito di fare palestra) ti attrae o ti fa schifo?


Sicuramente l'odore mi farebbe schifo e non lo abbraccerei :mrgreen: , però se il ragazzo mi piace, mi piace anche "sporco".

dany ha scritto:
Il mio caso è leggermente diverso... non sono mai andato d'accordo ma mi masturbavo spesso pensando a loro: troppo complicate, gusti diversi (in termini di hobby e gioco) e ci litigavo sempre (che poi erano quelle di cui mi innamoravo)... e ora le odio, ed ho perso l'attrazione... però sto male... mi mancano quelle sensazioni..!!


io invece generalmente andavo più d'accordo con le ragazze che con i maschi. O meglio, con i maschi "super-etero" avevo difficoltà a rapportarmi perché non ho proprio tutti i gusti e hobby da maschio italiano doc. Due anni fa in treno sentii parlare un amico di miei amici, che ad un certo punto disse "con un maschio se non puoi parlare di calcio, f**a e motori di cosa parli?"...con un ragazzo del genere io potrei parlare giusto del tempo :D Fortunatamente con il tempo ho capito che non è affatto sempre così, i maschi etero posso dialogare anche di altre cose oltre queste, non a tutti piace il calcio (o almeno non ne sono particolarmente patiti) e i motori.
Però hai ragione a dire che le ragazze sono complicate. Ti capisco. Sanno anche essere molto perfide se vogliono, non solo fra loro ma anche con l'altro sesso. Ma anche nel loro caso generalizzare è sempre sbagliato, sono sempre complicate :D , ma molte di loro non fanno pesare la loro complessità sugli altri.

Non capisco cosa tu intenda in questa domanda:

dany ha scritto:
Ma nei momenti d'ansia in cui avevi paura di essere gay sentivi impulsi all'ano, impulsi "passivi"?


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 Oggetto del messaggio: Re: le mie piccole conquiste
MessaggioInviato: mercoledì 26 giugno 2013, 20:54 

Iscritto il: mercoledì 19 giugno 2013, 17:21
Messaggi: 134
Tozeur ha scritto:
è così necessario dichiararsi dopo che sia un fidanzato? Potete amarvi lo stesso anche se le persone che vi circondano non sanno di voi


Sì hai ragione! Per me quello del dichiararsi attualmente non è un problema a cui devo pensare, anche quando troverò un ragazzo. Ci sono altre conquiste da raggiungere e altre paure da domare che per me hanno la precedenza, meglio un passo alla volta (:


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