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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: lunedì 3 febbraio 2014, 22:09 

Iscritto il: domenica 2 febbraio 2014, 16:13
Messaggi: 31
K-01 Io, purtroppo, credo che talvolta le ragioni possano anche essere altre. Amare, a volte, non è sufficiente per poter stare insieme. Io credo che quando non si è sereni con se stessi, non lo si possa essere con qualcun altro e non si riesca a legarsi a qualcuno e ad amarlo pienamente!


Ultima modifica di Specchinfranti il mercoledì 5 febbraio 2014, 16:19, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: martedì 4 febbraio 2014, 12:26 
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Iscritto il: giovedì 23 agosto 2012, 22:49
Messaggi: 369
Specchinfranti ha scritto:
Gravi sono le conseguenze dell'omofobia interiorizzata, alcune di queste sono: profondo senso di insicurezza, depressione o maniacalità, ansia, difficoltà nelle relazioni intime e affettive, comportamenti autodistruttivi ( abuso di alcol o sostanze alteranti) e in casi estremi suicidio!


Tutti noi (in modo maggiore o minore) abiamo sperimentato questa subdola forma di omofobia, tutti ne siamo stati (o ne siamo ancora) vittime, considerato il luogo in cui viviamo.
Ora vorrei rivolgervi due domande:

- c'è qualcuno di voi che ne ha risentito fortemente? Come?

- c'è qualcuno che crede di aver avuto o di avere difficoltà a legarsi e amare a causa dell'omofobia interiorizzata? Sensazioni, esperienze?


Grazie anticipatamente a tutti coloro che risponderanno.


Le conseguenze da te citate dell'omofobia interiorizzata le ho avute tutte, a parte l'istinto al suicidio e l'abuso di alcool per fortuna :-) Indubbiamente tutto ciò mi ha portato ad avere grosse difficoltà a relazionarmi con gli altri, con lo studio e con il lavoro, tant'è vero che a 28 anni ancora devo imparare a gestire la mia emotività, ad essere più sicuro di me stesso. A peggiorar le cose c'è il fatto che difficlmente un eterosessuale riesce a capire cosa un gay provi, anche se ci si confida apertamente. Anche per questo motivo mi fa piacere che tu abbia aperto questa discussione qui, dato che ritengo questo forum il luogo ideale per parlarne e per essere capiti.
Sicuramente a causa dell'omofobia interiorizzata ho avuto difficoltà ad amare e a legarmi, e purtroppo non parlo solo di relazioni sentimentali ma anche di relazioni amicali. Per iniziare a vivere più serenamente i rapporti affettivi ho dovuto iniziare un lungo e difficile percorso di accettazione di me stesso ma soprattutto di amore verso me stesso!
Spero di essere stato esaustivo nelle mie risposte ;)
A presto!


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: martedì 4 febbraio 2014, 20:20 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 232
Specchinfranti ha scritto:
Amare, a volte, non è sufficiente per poter stare insieme.


Sicuramente. E' necessario anche avere un progetto di vita comune ad esempio. Qui vengono appunto i problemi, perché questo comporta necessariamente l'uscire in qualche modo allo scoperto e affrontare le difficoltà e i rischi che questa scelta comporta. Non so se questo possa riferirsi al tuo caso. A me è capitato di conoscere persone le cui relazioni sono finite (a detta loro) per questo motivo, anche se, a dire il vero, dubito fosse solo questa la reale motivazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: mercoledì 5 febbraio 2014, 12:10 
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Iscritto il: mercoledì 26 dicembre 2012, 13:38
Messaggi: 268
Difficilissimo rispondere a cose del genere, perchè non siginifica il solo fare un elenco personale delle difficoltà avute e che continuerò ad avere. Perchè penso che gli effetti che l'omofobia interiorizzata produce, specie per chi vi è sottoposto per molto tempo, diventino poi incancellabili, essi lasceranno sempre una traccia nella mappa psicologica del soggetto. Certe esperienze per quanto ci si sforzi, avranno attivato in noi delle modifiche talmente profonde e ampie da lascire sempre un segno, specie perchè se ne soffre nel periodo in cui si sta formando il nostro modo di interfacciarsi con gli altri. Sai molte volte per far capire questa questione, faccio l'esempio del barattolo di vernice: immagina di essere un barattolo di vernice gialla, e l'omofobia interiorzzata (ma così come la depressione, la violenza subita, l'emarginazione ecc) siano invece altri colori gettati nel nostro barattolo, in quantità diverse a seconda dell'esperienza personale. Ebbene per quanto poi ci si sforzi di correggere e tornare al colore originale con aggiunte compensative, questo sarà impossibile!
Ci si dovrà convivere con queste cicatrici, sempre. Non riesco a pensare che due soggetti, uno che si accetta in modo normale in preadolescenza o quasi e uno che lotta contro se stesso per 5/10/15/20 anni, possano giungere al medesimo modo di vivere l amore e i rapporti sociali in genere. Se mai si tratta di valutare cosa possa essere utile a quel soggetto per essere influenzato il meno possibile da quelle cicatrici, il che richiede una ricetta del tutto personale in base alle esperienze personali (una roba atrettanto impossibile direi).
Questa è la mia opinione in base alle mie esperienze che in pratica comprendono tutte le cose negative elencate da te, escluso il suicidio, ma non il tentativo :)



_________________
Il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te. (P. Coelho)
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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: mercoledì 5 febbraio 2014, 16:11 

Iscritto il: domenica 2 febbraio 2014, 16:13
Messaggi: 31
Grazie a tutti per le risposte. Voglio rileggerle con più attenzione perchè sono davvero interessanti e mi piacerebbe ripondere a ciascuno singolarmente! Voglio replicare brevemente all'ultimo messaggio di.... (non ricordo il nick :shock: ) :D
Io sono invece convinto che ci si possa liberare del tutto dell'omofobia interiorizzata (e con ciò vorrei dare una speranza a tutti coloro che stanno ancora soffrendo o si portano dietro gli strascichi di questa bestia impietosa); sicuramente è un sentiero irto di difficoltà ma non impraticabile. Sono sicuro che con molta pazienza si possa riuscire a ricucire i lembi penzolanti di quegli squarci dell'anima e a "rinascere", nel senso letterale del termine malgrado tutte le ferite e le lacerazioni che chi è omosessuale, in misura maggiore o minore, porta con sè. Ovviamente è necessaria molta "dedizione" e amore verso se stessi, occorre guardarsi dentro e fronteggiare quei mostri che hanno da sempre albergato dentro di noi (e sono coscente di quanto possa spaventare ed essere difficile) e naturalmente non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto quando ci accorgiamo di non farcela da soli! Per aiuto intendo un supporto psicologico professionale, ovviamente facendo un'attenta cernita e rivolgendosi soltanto a chi abbia un'adeguata formazione per affrontare le problematiche peculiari di un'utenza LGTB!

Grazie ancora per la testimonianza! ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: lunedì 10 febbraio 2014, 1:43 
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Iscritto il: giovedì 11 aprile 2013, 18:46
Messaggi: 287
Caro specchinfranti, le domande che poni sono molto dirette e colgono un aspetto dell'omosessualità su cui più volte mi sono interrogato. Proverò a risponderti brevemente.

1- Ne ho risentito molto fortemente, in maniera molto subdola. L'origine principale della mia omofobia interiorizzata è stata, non voglio offendere nessuno ma è stato così per me, l'aver frequentato parrocchie ed oratori fin dalla più tenera età. Ricordo, e valga come campione di tanti ricordi simili, che un giorno che si parlava della pace e la nostra catechista, che era in genere sempre buona e carina con me, spiegava il significato della pace io, che non ho mai saputo tenere la bocca chiusa in vita mia, ho detto che era anche la bandiera dei gay. Ricordo che quella gentile ragazza che ci insegnava i precetti religiosi mi tappò subito la bocca dicendomi che non dovevo parlare di queste cose. A scuola lo stesso, battute ovunque. Per quanto i genitori diano una buona educazione in questo senso, a scuola si passano ore e ore al giorno per 16 anni almeno e ciò che accade lì purtroppo credo lo sappiate bene; diciamo che, a parte casi poco comuni, non si impara né cosa è l'omosessualità né a rispettarla. Nel mio caso io avevo dubbi a non finire ma avevo il terrore che i miei compagni venissero a scoprire qualcosa e mi reprimevo da morire. Alla fine ho proprio interiorizzato per molti anni la sensazione omosessualità=errore e mi sono costretto a non essere gay. ll risultato? Depressione e scatti di rabbia. Droghe e alcool mai.

2-L'omofobia interiorizzata non mi ha portato mai problemi nelle relazioni esterne, sia sentimentali che non. L'effetto è stato molto interno, devo dire.

Credo, comunque, che, pian piano, ci si possa liberare di tutti i mostri interiorizzati, anche se in tanti anni. Per farlo credo sia necessaria, tra le altre cose, una gran dose di razionalità.


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: lunedì 10 febbraio 2014, 2:14 

Iscritto il: domenica 29 dicembre 2013, 21:23
Messaggi: 60
Di omofobia interiorizzata credo di averne sofferto e di soffrirne anche io. Si ne parlo come se fosse una malattia perché come una malattia può provocare disagi fisici e mentali. Io non ho fatto abuso di droga o alcol ma al suicidio c'ero arrivato. Per fortuna in quel momento la ragione ha preso il sopravvento sulla disperazione. Ancora oggi ho problemi a relazionarmi con gli altri. Non riesco a dare fiducia agli altri perché penso che non possano capire come mi sento, quello che provo. Da 2 mesi ormai ho intrapreso un percorso di accettazione perché finalmente ho capito che per stare bene con gli altri devo stare bene con me stesso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: lunedì 10 febbraio 2014, 16:46 

Iscritto il: domenica 2 febbraio 2014, 16:13
Messaggi: 31
Ciao e^ip+1=0

Non offendi nessuno, assolutamente, stai solo raccontando la tua esperienza. Poi non credo che sia un mistero che le prime forme di omofobia più o meno velate si estrinsechino nelle istituzioni che frequentiamo quando siamo piccolini, le quali ci bombardano con messaggi eterosessisti e inducono il bambino gay a sentirsi inadeguato e diverso. Tra queste istituizioni c'è, appunto, la chiesa che da sempre tende a inculcare sensi di colpa, vergogna, ansie, procurando talvolta, anche danni alla sfera sessuale degli individui.
Mi fa piacere che tu sia riuscito a liberarti di quei sentimenti negativi che ti facevano stare male!


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: lunedì 10 febbraio 2014, 16:49 

Iscritto il: domenica 2 febbraio 2014, 16:13
Messaggi: 31
gecko ha scritto:
Di omofobia interiorizzata credo di averne sofferto e di soffrirne anche io. Si ne parlo come se fosse una malattia perché come una malattia può provocare disagi fisici e mentali. Io non ho fatto abuso di droga o alcol ma al suicidio c'ero arrivato. Per fortuna in quel momento la ragione ha preso il sopravvento sulla disperazione. Ancora oggi ho problemi a relazionarmi con gli altri. Non riesco a dare fiducia agli altri perché penso che non possano capire come mi sento, quello che provo. Da 2 mesi ormai ho intrapreso un percorso di accettazione perché finalmente ho capito che per stare bene con gli altri devo stare bene con me stesso.



Ce la farai! Sono davvero felice che tu abbia deciso di intraprendere questo percorso. Vedrai, ti sentirai rinascere, ti affaccerai a una nuova vita che non potrà regalarti che belle emozioni! Scrivi ogniqualvolta ne sentissi il bisogno e se te la senti tienimi aggiornato!


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia interiorizzata
MessaggioInviato: martedì 11 febbraio 2014, 22:52 

Iscritto il: domenica 29 dicembre 2013, 21:23
Messaggi: 60
Specchinfranti ha scritto:
gecko ha scritto:
Di omofobia interiorizzata credo di averne sofferto e di soffrirne anche io. Si ne parlo come se fosse una malattia perché come una malattia può provocare disagi fisici e mentali. Io non ho fatto abuso di droga o alcol ma al suicidio c'ero arrivato. Per fortuna in quel momento la ragione ha preso il sopravvento sulla disperazione. Ancora oggi ho problemi a relazionarmi con gli altri. Non riesco a dare fiducia agli altri perché penso che non possano capire come mi sento, quello che provo. Da 2 mesi ormai ho intrapreso un percorso di accettazione perché finalmente ho capito che per stare bene con gli altri devo stare bene con me stesso.



Ce la farai! Sono davvero felice che tu abbia deciso di intraprendere questo percorso. Vedrai, ti sentirai rinascere, ti affaccerai a una nuova vita che non potrà regalarti che belle emozioni! Scrivi ogniqualvolta ne sentissi il bisogno e se te la senti tienimi aggiornato!


Grazie! Spero veramente che la mia vita possa migliorare affrontando questa situazione. A fine 2013 mi sono detto che questo 2014 doveva essere diverso per me e spero che la mia testardaggine e caparbietà mi possano aiutare.
In bocca al lupo anche a te!


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