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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Un lungo e doloroso viaggio alla scoperta di me stesso...
MessaggioInviato: mercoledì 31 dicembre 2014, 17:30 

Iscritto il: mercoledì 31 dicembre 2014, 11:51
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Salve, vorrei parlarmi della mia personale storia, ancora oggi in via di definizione. Comincerò fin dall'inizio, per quel che riesco a ricordare...
Penso che avevo sugli 11-12 anni, forse già sui 13, quando scoprii la masturbazione... Me ne parlò mio padre e vidi che era molto bello farlo... A quei tempi non avevo un'idea precisa su cosa mi masturbassi, penso che non facessi pensieri veramente eccitanti, ma lo facevo semplicemente perchè era molto rilassante e bello farlo...
Scoprii la pornografia subito dopo, appunto verso i 13-14 anni, ovviamente di tipo etero... anche se ricordo vagamente di essermi fatto anche su pornografia gay, ma a livello marginale, e nemmeno era troppo chiaro che lo fosse... Anche perchè ho gusti un pò particolari, non ho mai apprezzato molto vedere video o foto di porno con esseri umani in carne ed ossa, ma mi sono presto indirizzato verso l'hentai e altre forme di porno disegnato... Allora mi masturbavo in una maniera molto... strana: mi immaginavo dalla parte della donna, e mi immaginavo che un ragazzo faceva sesso con me... ed io mi masturbavo in diverse maniere, usando anche le dita, non so se mi spiego... Non mi aveva mai eccitato tanto l'idea di essere io a fare sesso con una donna, invece mi eccitava l'idea di farlo con un uomo, ma non mi immaginavo me come uomo, ma come donna, o comunque con una vagina... La mia idea personale è che lo facessi per nascondere la mia omosessualità in questo "giochetto di inversione di ruoli"... Comunque sia, che io ricordi, almeno inizialmente lo facevi sempre, poi sempre meno, ma non era mai scomparso...
Ritornando ad allora, verso i 13-14 anni, mentre ebbi sentimentalmente delle leggerissime cotte verso ragazze, ma niente di sessuale (insomma, finì in modo così rapido come era iniziato), volli provare qualcosa con un ragazzo, un amico di un anno più grande... Io la vedevo come una cosa serissima, volevo veramente fare qualcosa, ma lui la vedeva come un semplice gioco, e la cosa non mi soddisfò per niente... E poi, tornato a casa, rendendomi della cosa che avevo fatto, mi sentivo in colpa, sporco dentro, e quando questo mio amico mi chiese di rifarlo, io mi opposi e dissi assolutamente no. Lentamente la memoria di quel che era successo passò. Nel frattempo, più o meno in quella stessa estate, mi ritrovai a parlare vagamente del modo "particolare" in cui mi masturbavo, ma mi accorsi rapidamente che era qualcosa di visto come assolutamente anormale, e mi accorsi già che qualcosa in me era diverso da quello che provavano gli altri ragazzi... Loro si eccitavano a pensare alle ragazze, io provavo maggiore soddisfazione ad immaginarmi come la ragazza, e non capivo perchè... fatto sta che mi sono represso, e cercai di uniformarmi agli altri, in modo poco convinto, anche spinto da mio padre, che fin da piccolo mi ha sempre fatto pesare il fatto che non pensassi alle ragazze...
Insomma, mi comportai per parecchi anni come un etero poco convinto, una persona che non aveva alcun desiderio sessuale e nessun interesse a fidanzarmi con una ragazza... E nemmeno ebbi più alcuna cotta verso ragazze... Ma allora non mi crucciavo del problema, stavo bene così come ero ed ero felice, anche se nemmeno avevo tanti amici con cui stare. Ero un ragazzino molto solitario, infatti. In casa, continuavo a masturbarmi senza pensare a qualcuno o qualcuna di preciso, pensavo solo a quelle immagini che vedevo online e quell'idea che tornava spesso dell'immaginarmi nei panni di una donna nel sesso... Ci tengo a precisare che era una cosa esclusivamente sessuale, non ho mai pensato di avere un corpo sbagliato, insomma, come uomo sto bene.
Di quel periodo ricordo solo delle occasionali prese in giro dagli amici degli scout, che mi prendevano in giro scherzosamente con parole come "ricchione", per evidenziare come non avevo mai manifestato un vero interesse verso le ragazze, e come spesso tentassi in qualche modo di evitarle, come se non volessi confrontarmi con loro, prima per paura, poi per disinteresse... Ricordo che mi arrabbiavo moltissimo quando me lo dicevano...
Gli anni passarano uguali, e continuai in questo modo, fino a quando ebbi un'ultima cotta verso una ragazza, nel mio ultimo anno di superiori... un amico me lo fece notare e mi spinse a provarci con lei, ma non ci riuscii mai, vuoi per paura, vuoi per un qualcosa che non sentivo dentro, non sentivo quel fuoco che mi doveva spingere a provarci a tutti i costi... Provai forzatamente a pensare a lei in modo sessuale, ma la cosa poi non mi coinvolgeva più di tanto... Insomma, mi accorsi che la cotta, come al solito, era sparita così come velocemente era arrivata, ed allora, nell'estate che segui (2013), iniziai a pormi le prime domande: perchè le ragazze non mi attiravano? Perchè non sentivo dal vivo un forte senso di attrazione verso di loro, mentre i miei amici sbavano appresso a loro? Perchè la mentalità femminile non mi interessava ed avevo solo amici maschi? Perchè non ci avevo mai provato, preso dalla paura di essere rifiutato e nient'altro? Iniziai ad informarmi sul web, ma soprattutto conobbi qualcuno che fu determinante in questa mia scoperta: su internet conobbi per caso in chat un amico gay americano, a cui esposi i miei dubbi, le mie incertezze, e parlando con lui, almeno al momento, mi ritenni etero. Ma i miei dubbi erano forti, e lo espressi quando, parlando di ragazze ad un campo scout, mi chiesero se per caso ero gay, ed io risposi "non lo so, non penso di esserlo, però boh... ci devo pensare su, davvero". Era sintomo che qualcosa stava cambiando, ed informandomi sul web scoprì qualcosa che pensavo mi raffigurasse: la pansessualità. Se non sapete cosa sia, è come la bisessualità, solo che una persona pansessuale, a differenza bisessuale, si sente attratto anche da persone che non rientrano nel binarismo di genere, come i transgender o gli intersessuali. Iniziai a definirmi pansessuale, anche se ero ben lontano dal capirmi: alla fine mi comportavo comunque da etero poco convinto, e questo lo feci capire a questo mio amico gay americano, a cui dissi che non pensavo di essere attratto anche da uomini... Questo mio amico mi disse che, se mi sentivo pansessuale, avrei dovuto iniziare a vedere anche porno gay, e di "bilanciare le due parti della mia sessualità", questo avvenne ad inizio anno 2014, quando iniziai a vedere con sempre maggiore esistenza porno gay, a masturbarmi su di esso per davvero, e mi accorsi rapidamente che i miei gusti si stavano capovolgendo, che mi stavo indirizzando verso la sessualità gay, e lo capii per davvero quando ebbi una cotta molto breve quanto intensa con quel ragazzo gay americano... fu il primo ragazzo a cui rivelai i miei sentimenti, che però non erano corrisposti, e ci rimasi male... Quando mi resi conto di quel che stava succedendo, già allora iniziai a pensare "ma a questo punto... non è che sono gay?" Nel dirlo, avevo grandissima paura, volerlo rifiutarlo, e ho fatto di tutto per farlo, ma nel passare dei mesi provai un fortissimo contrasto interno dentro di me: dicevo di essere pansessuale, però dentro di me sentivo una vocina che mi diceva che ero gay, e questo è continuato a lungo, a fasi alterne...
Nel frattempo, mi innamorai per la prima volta di un ragazzo, ci siamo messi assieme e siamo stati una coppia per otto mesi, durante i quali, tra alti e bassi, siamo stati benissimo, anche se la difficoltà di vedersi (distiamo 60 km l'un l'altro) ci faceva soffrire, specialmente me, e alla fine ci siamo accorti che non eravamo abbastanza compatibili, e circa un mese fa ci siamo lasciati... nel frattempo, i miei dubbi e il contrasto che avevo provato continuava...
E così, in questo mese, ho riflettuto su quel che è successo, e circa una settimana fa, dopo avermi confrontato con altri ragazzi che si erano definiti bisex in precedenza e che poi avevano accettato di essere gay, e capii che la dovevo smettere di prendermi in giro, e mi dissi quel che ormai avevo capito da mesi, ma che non volevo dirmelo, per paura: sono gay.
In questi giorni, piano piano sto normalizzando la cosa dentro di me, ma mi sento a volte strano, a volte disperato, ed altre ancora sono felice di essere così come sono, felice di aver capito che sono, ma allo stesso tempo ho dei piccoli dubbi, anche se ritengo di aver capito di me moltissimo in questo anno e mezzo. Ho avuto di recente anche le mie prime esperienze gay (infatti con il mio ex non siamo mai riusciti a fare qualcosa a letto) e mi è piaciuto.
In questo momento, come già detto, ho dei piccoli dubbi, ancora non mi sento benissimo con me stesso, ma nel mio cuore so che ho fatto la cosa giusta per me. Adesso, sto cercando di accettarmi al 100 per cento per quel che sono.
Spero che qualcuno ci abbia capito qualcosa... Mi dispiace se ho fatto un casino nel parlare di queste cose, ma ordinare le idee non è semplice, specialmente quando ci sono in gioco le emozioni... Quel che sto dicendo è dovuto infatti più ad una analisi sui fatti, e sui fatti posso dire con fermezza che sono gay.


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 Oggetto del messaggio: Re: Un lungo e doloroso viaggio alla scoperta di me stesso..
MessaggioInviato: giovedì 1 gennaio 2015, 23:30 
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Ciao PlatEon!! Beh, è raro leggere dei post così seri. Grazie, prima di tutto, per aver condiviso con noi la storia della tua accettazione. Vorrei chiederti l'autorizzazione a inserire il tuo post tra i documenti del manuale di omosessualità di Progetto Gay "ESSERE GAY" http://gayproject.altervista.org/manual ... ualita.pdf
Credo che potrebbe aiutare tanti ragazzi a mettere a fuoco il loro orientamento sessuale e a capire per tempo qualcosa in più.
Sono ancora tanti i ragazzi che girano intorno alla omosessualità e che la negano per anni con tanti diversivi psicologici volti a negare anche l'evidenza, d'altra parte, in certi ambienti, la pressione verso l'eterosessualità è tanto forte che tentare di seguire la propria strada è scoraggiante e anche rischioso, ma alla fine è molto meglio aprire gli occhi che accettare una vita che non è la propria. Io penso che tu sia arrivato alle conclusioni ovvie del discorso. Solo su un punto mi permetto di insistere ed è la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Bisogna pensarci prima in modo da non correre rischi. Ci vuole buon senso e sopratutto prudenza "senza eccezioni". Aggiungo un'ultima cosa: di ragazzi gay realizzati a tutti i livelli ce ne sono moltissimi, quindi nessuna paura di essere gay, anche se usare il cervello è forse più necessario per un gay che per un etero!



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BLOG PROGETTO GAY http://progettogay.myblog.it/
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 Oggetto del messaggio: Re: Un lungo e doloroso viaggio alla scoperta di me stesso..
MessaggioInviato: venerdì 2 gennaio 2015, 0:40 

Iscritto il: mercoledì 31 dicembre 2014, 11:51
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progettogayforum ha scritto:
Ciao PlatEon!! Beh, è raro leggere dei post così seri. Grazie, prima di tutto, per aver condiviso con noi la storia della tua accettazione. Vorrei chiederti l'autorizzazione a inserire il tuo post tra i documenti del manuale di omosessualità di Progetto Gay "ESSERE GAY" http://gayproject.altervista.org/manual ... ualita.pdf
Credo che potrebbe aiutare tanti ragazzi a mettere a fuoco il loro orientamento sessuale e a capire per tempo qualcosa in più.
Sono ancora tanti i ragazzi che girano intorno alla omosessualità e che la negano per anni con tanti diversivi psicologici volti a negare anche l'evidenza, d'altra parte, in certi ambienti, la pressione verso l'eterosessualità è tanto forte che tentare di seguire la propria strada è scoraggiante e anche rischioso, ma alla fine è molto meglio aprire gli occhi che accettare una vita che non è la propria. Io penso che tu sia arrivato alle conclusioni ovvie del discorso. Solo su un punto mi permetto di insistere ed è la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Bisogna pensarci prima in modo da non correre rischi. Ci vuole buon senso e sopratutto prudenza "senza eccezioni". Aggiungo un'ultima cosa: di ragazzi gay realizzati a tutti i livelli ce ne sono moltissimi, quindi nessuna paura di essere gay, anche se usare il cervello è forse più necessario per un gay che per un etero!

Grazie per la tua risposta, e certo che sono d'accordo, sono sicuro che servirà molto la mia storia per altre persone che sono ancora alla scoperta di se stessi!
Certo che uso il cervello, uso sempre precauzioni in certe questioni ;) !


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 Oggetto del messaggio: Re: Un lungo e doloroso viaggio alla scoperta di me stesso..
MessaggioInviato: sabato 3 gennaio 2015, 17:47 
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Iscritto il: giovedì 11 aprile 2013, 18:46
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Caro PlatEon, ho già scritto qualcosa sull'altro tuo post. Le cose che scrivi sono molto vere e rispecchiano per certi aspetti ciò che accadde a me al tempo dell'accettazione. Il coraggio di dirsi gay è forse la fase più delicata e difficile di tutto il processo, ma direi che tu ci sei arrivato tutto sommato senza scossoni enormi (almeno per quel che scrivi).
La questione della masturbazione è il punto di partenza per molti ragazzi omosessuali; quel che tu hai scritto l'ho sentito dire a molti amici gay e io stesso mi ci sono ritrovato. Probabilmente, al tempo in cui cominciasti a masturbarti, non pensavi di essere omosessuale perché non conoscevi quasi ciò che l'omosessualità fosse. Quasi nessun ragazzino, io credo, che non ha attorno a sé esempi di omosessualità o non è a conoscenza di qualcosa ad essa legato, dice di punto in bianco "toh, mi masturbo pensando a persone dello stesso mio sesso, devo essere gay!" Ciò che in genere nasce pian piano dalla masturbazione in chiave gay è la montagna di dubbi di cui parli, da cui se già abbastanza fuori direi. Io starei tranquillo, PlatEon, come dice Project la spinta "eteronormativa" è forte, volontariamente o no, in quasi tutti gli ambienti; il percorso che tu descrivi mi pare assolutamente normale, sia nei modi che nei tempi.
Mi chiedo soltanto, e spero di non essere indiscreto, quali siano i tuoi piccoli dubbi che ancora ti attanagliano e non ti rendono sicuro di te stesso.
Un periodo di assestamento è più che normale in una situazione come la tua, non si passa certo dal non accettarsi fino all'essere tranquilli con la propria omosessualità nel giro di pochi giorni. E i ricordi delle difficoltà che hai dovuto superare che arrivano a valanga sono normali, io credo; tutto sta nel prendere i propri tempi, nessuno ti corre dietro, in fondo stai costruendo te stesso ed è bene che tu proceda con tutta la calma necessaria!


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 Oggetto del messaggio: Re: Un lungo e doloroso viaggio alla scoperta di me stesso..
MessaggioInviato: domenica 4 gennaio 2015, 2:17 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Ho inserito il post di apertura di questa discussione nel manuale "Essere Gay" tra i documenti a corredo del primo capitolo, col titolo "un difficile percorso di accettazione"! Grazie di avermi permesso la pubblicazione!



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 Oggetto del messaggio: Re: Un lungo e doloroso viaggio alla scoperta di me stesso..
MessaggioInviato: domenica 4 gennaio 2015, 20:11 

Iscritto il: mercoledì 31 dicembre 2014, 11:51
Messaggi: 11
e^ip+1=0 ha scritto:
Caro PlatEon, ho già scritto qualcosa sull'altro tuo post. Le cose che scrivi sono molto vere e rispecchiano per certi aspetti ciò che accadde a me al tempo dell'accettazione. Il coraggio di dirsi gay è forse la fase più delicata e difficile di tutto il processo, ma direi che tu ci sei arrivato tutto sommato senza scossoni enormi (almeno per quel che scrivi).
La questione della masturbazione è il punto di partenza per molti ragazzi omosessuali; quel che tu hai scritto l'ho sentito dire a molti amici gay e io stesso mi ci sono ritrovato. Probabilmente, al tempo in cui cominciasti a masturbarti, non pensavi di essere omosessuale perché non conoscevi quasi ciò che l'omosessualità fosse. Quasi nessun ragazzino, io credo, che non ha attorno a sé esempi di omosessualità o non è a conoscenza di qualcosa ad essa legato, dice di punto in bianco "toh, mi masturbo pensando a persone dello stesso mio sesso, devo essere gay!" Ciò che in genere nasce pian piano dalla masturbazione in chiave gay è la montagna di dubbi di cui parli, da cui se già abbastanza fuori direi. Io starei tranquillo, PlatEon, come dice Project la spinta "eteronormativa" è forte, volontariamente o no, in quasi tutti gli ambienti; il percorso che tu descrivi mi pare assolutamente normale, sia nei modi che nei tempi.
Mi chiedo soltanto, e spero di non essere indiscreto, quali siano i tuoi piccoli dubbi che ancora ti attanagliano e non ti rendono sicuro di te stesso.
Un periodo di assestamento è più che normale in una situazione come la tua, non si passa certo dal non accettarsi fino all'essere tranquilli con la propria omosessualità nel giro di pochi giorni. E i ricordi delle difficoltà che hai dovuto superare che arrivano a valanga sono normali, io credo; tutto sta nel prendere i propri tempi, nessuno ti corre dietro, in fondo stai costruendo te stesso ed è bene che tu proceda con tutta la calma necessaria!

Grazie per il tuo messaggio, sapere che qualcun'altro si è trovato a percorrere un certo tipo di percorso simile al mio mi rassicura, vuol dire che non sto prendendo cantonate e quel che pensavo di me è veritiero... I miei dubbi? Io so che difficilmente si è gay al 100%, io ho l'impressione che non lo sono, un certo gusto molto lieve in salsa etero penso di averla comunque, ma ovviamente molto fievole rispetto alla mia omosessualità... A volte mi chiedo se mai potrebbe succedere se mi riscoprissi bisex... La vedo difficile, in tanti anni non ho mai avuto veri desideri in tal senso, ma se alla fine scoprissi di potere? A volte mi viene la paura di star andando di fretta, nel non provare almeno nell'altro lato, ma poi ci rifletto e vedo che effettivamente non provo interesse, e che quindi alternative non ne vedo... Insomma, sono dei piccoli dubbi che ogni tanto mi vengono... In questo momento sono abbastanza tranquillo, ma ho paura di tornare ad avere tutti quei dubbi che ho avuto...


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 Oggetto del messaggio: Re: Un lungo e doloroso viaggio alla scoperta di me stesso..
MessaggioInviato: domenica 4 gennaio 2015, 20:12 

Iscritto il: mercoledì 31 dicembre 2014, 11:51
Messaggi: 11
progettogayforum ha scritto:
Ho inserito il post di apertura di questa discussione nel manuale "Essere Gay" tra i documenti a corredo del primo capitolo, col titolo "un difficile percorso di accettazione"! Grazie di avermi permesso la pubblicazione!

Ho letto nel manuale; grazie anche a te per aver scelto la mia testimonianza, mi rende orgoglioso e spero che possa essere di aiuto per molti :3!


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 Oggetto del messaggio: Re: Un lungo e doloroso viaggio alla scoperta di me stesso..
MessaggioInviato: lunedì 5 gennaio 2015, 23:14 
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Iscritto il: venerdì 22 agosto 2014, 14:45
Messaggi: 218
Non è che ti sentivi donna, è che nasciamo in una società dove è concepita esclusivamente l'eterosessualità. Non ho mai visto in vita mia coppie omosessuali che si tenessero per mano in giro. Di conseguenza, può succedere che un maschio, notando di provare attrazione per altri maschi, metta in dubbio la sua identità di genere. Questo semplicemente perché si chiede: "Ma se io sono un maschio a cui piacciono i maschi, allora... che sono?! Una donna?!...".
Niente di tutto questo, semplicemente si è uomini a cui piacciono altri uomini, solo che la società non lo concepisce ed è normale che un ragazzino possa avere confusione.
Ci sono casi di transessualità, ma sono casi a sé stanti, in cui l'individuo in questione a malapena riesce ad avere il coraggio di guardarsi allo specchio proprio poiché non si sente a suo agio con il suo sesso. Ovviamente ciò non ha nulla a che vedere con l'omosessualità.


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 Oggetto del messaggio: Re: Un lungo e doloroso viaggio alla scoperta di me stesso..
MessaggioInviato: martedì 6 gennaio 2015, 19:05 

Iscritto il: mercoledì 31 dicembre 2014, 11:51
Messaggi: 11
Geografo ha scritto:
Non è che ti sentivi donna, è che nasciamo in una società dove è concepita esclusivamente l'eterosessualità. Non ho mai visto in vita mia coppie omosessuali che si tenessero per mano in giro. Di conseguenza, può succedere che un maschio, notando di provare attrazione per altri maschi, metta in dubbio la sua identità di genere. Questo semplicemente perché si chiede: "Ma se io sono un maschio a cui piacciono i maschi, allora... che sono?! Una donna?!...".
Niente di tutto questo, semplicemente si è uomini a cui piacciono altri uomini, solo che la società non lo concepisce ed è normale che un ragazzino possa avere confusione.
Ci sono casi di transessualità, ma sono casi a sé stanti, in cui l'individuo in questione a malapena riesce ad avere il coraggio di guardarsi allo specchio proprio poiché non si sente a suo agio con il suo sesso. Ovviamente ciò non ha nulla a che vedere con l'omosessualità.

Attenzione, non ho mai detto che mi sentissi donna, anzi, ho semplicemente detto che mi immaginavo come donna, e tranne qualche sporadico pensiero, mi trovo bene così come sono. Non so se è chiaro, era una semplice fantasia che avevo per mascherare la mia omosessualità, capito :p?


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