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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: L'accettazione
MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 18:05 

Iscritto il: martedì 5 agosto 2014, 18:52
Messaggi: 8
Ciao a tutti! Studiando letteratura, ho letto un pezzo in cui si parla di accidia che mi ha fatto pensare molto profondamente:

[...] il dissidio interiore assume le caratteristiche di una vera e propria malattia. Alla base vi è un desiderio che non riesce a individuare un oggetto preciso e resta sempre inappagato e inquieto. Di qui nasce una forma di inerzia morale, di languida debolezza del volere, che annulla ogni possibilità di scelta e di azione, in quanto ogni oggetto rivela la sua irraggiungibilità. Il desiderio è inquieto perché si accompagna alla coscienza del carattere effimero e vacuo dei beni terreni [...] che getta l'anima in una tristezza perenne, senza via di scampo. Eppure in questa sofferenza vi è una sorte di compiacimento, una certa qual voluttà di soffrire:ed è proprio questo che impedisce all'uomo di riscattarsi, e genera in lui come un'accettazione rassegnata della propria natura.

Non pensate che si rispecchia perfettamente nella condizione dell'omosessualità? Che l'accettazione é un simbolo di rassegnazione? Che sia una sorta di desiderio inconscio di soffrire?


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 Oggetto del messaggio: Re: L'accettazione
MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 20:09 
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Messaggi: 5112
No No!!! Per carità!! :D Che certe cose esistano è un fatto, ma esistono tra i gay come tra gli etero e come in qualsiasi gruppo di persone. Leggendo il tuo post mi viene in mente che probabilmente non conosci da vicino gli omosessuali e magari tendi a vederli depressi e scoraggiati, ma non è assolutamente così!! Non lo dico per onor di campanile, ma perché lo vedo ogni giorno. Prova a entrare qualche volta in chat e dimmi se vedi gente depressa e rinunciataria ... ci troverai ragazzi sereni e con tanta voglia di costruire la loro vita a loro modo. Gli scoraggiamenti possono esistere, ma poi passano, è fondamentale non restare soli e avere degli amici veri e tra i gay l'amicizia esiste eccome!! Non seguire lo stereotipo del gay apatico e remissivo, i ragazzi gay hanno tanta voglia di vivere e di essere se stessi... magari a te "adesso" non capita ma le cose cambiano e non bisogna cercare scuse ideologiche per non impegnarsi! Guarda avanti e pensa a costruire!!

p.s. Cambia nick!! E sarebbe già un bel passo avanti!! :D



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 Oggetto del messaggio: Re: L'accettazione
MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 20:25 

Iscritto il: martedì 5 agosto 2014, 18:52
Messaggi: 8
Ciao project!
Può essere che ci siano ragazzi omosessuali felici, ma penso che questa felicità sia solo apparente perché é inevitabile cadere in tristezza negli attimi di riflessione e piena coscienza; ovvio, se si hanno determinate credenze religiose è possibile sfuggire a questa crisi di presenza, ma io non faccio parte del genere; sono agnostico. Cosa dovrei fare per uscire dal circolo senza fine, come raggiungere la felicità di cui parlate? Cosa sbaglio? Devo imparare a credere?


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 Oggetto del messaggio: Re: L'accettazione
MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 20:40 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Partiamo da un punto particolare. Se uno è credente deve sentire il disagio di essere gay? Ma scherziamo? Un gay non è un depravato o un peccatore, nonostante sia questo quello che la chiesa sostiene, un gay è uno che si innamora, che ama un altro ragazzo, che vive il suo sentimento in modo profondo. Certo se un gay approfitta della debolezza di un altro ragazzo o lo inganna o lo tiene in soggezione magari col ricatto, beh, allora non è un gay ma un delinquente ed è giusto che venga punito per il suo modo di procedere che è violento e falso. Insomma... è ora di svegliarsi e di capire che si può essere credenti e gay a patto che non ci si metta il paraocchi e che si ragioni col proprio cervello. La religione è un valore e non bisogna ridurla a una banalità che ha solo finalità di repressione della sessualità. So bene che succede spesso così, ma sono proprio visioni deformanti.

Quanto a te, che cosa devi fare? Prima di tutto adesso sei qui!! E non è una cosa da poco, perché puoi stare certo che farò di tutto per farti vedere la VERA faccia della realtà gay. Io stesso ci ho messo tanto tempo per capire la normalità e la bellezza dell'essere gay e mi dispiacerebbe che un ragazzo gay perdesse tutto il tempo che ho perso io! Entra nella chat di PG, datti da fare, parla, butta nella discussione argomenti seri e vedrai che ti risponderanno eccome altrettanto seriamenete!!



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 Oggetto del messaggio: Re: L'accettazione
MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2015, 12:15 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Caro Rify , (posso usare questo diminutivo ? ;) ), quello che hai scritto mi ha fatto molto riflettere. Mi sono chiesta se tu vivi spesso questo sentimento che chiami accidia.
Il che mi fa ricordare che alla tua età si provano spesso sentimenti simili. Più avanti negli anni in genere capita meno spesso di sentirsi così, ma è sempre una brutta sensazione.
Più che accidia comunque la chiamerei tristezza senza speranza.
Un po' la sensazione di sentirsi senza via d'uscita , di rassegnazione nel sentire che manca la forza di risollevarsi o che ogni impegno sarebbe vano.
Nella letteratura esistono queste sensazioni proprio perché i poeti , così come gli scrittori hanno cercato di esprimere nelle loro opere quello che provavano. Ed è proprio quando siamo più tristi che magari ricorriamo alla scrittura per trovare conforto . Io lo facevo ad esempio scrivendo racconti , il che mi aiutava attraverso i miei personaggi a sciogliere un po' determinate emozioni che mi pesava vivere.
Ora ti chiedi se questa accidia sarebbe una condanna perenne per un omosessuale che si accetta. Questo pensiero ti avrà magari spaventato e ti avrà fatto pensare che forse è meglio rinunciare del tutto alla propria omosessualità. (correggimi se sbaglio a interpretare quello che hai detto ok?) Nel forum troverai tanti ragazzi che hanno formulato pensieri simili, anche se in modo differente da te.
Ci vuole tempo per prendere fiducia nella possibilità che si possa essere felici anche vivendo una condizione che è ancora discriminata nella nostra società.
E intorno a te la tua famiglia non ti può aiutare in questo, come sarebbe giusto
che fosse. Per cui sei costretto a fare tutto da solo, cercando ovunque risposte a domande che sono complesse tanto quanto è complessa la vita.
Sono domande importanti e hai fatto bene a condividerle.
Sei molto giovane e rifletti molto per la tua età. Questa è una buona cosa . E' vero che non bisogna nemmeno esagerare con i pensieri, ma avere una cultura e la curiosità di conoscere è una chiave fondamentale per crescere.
Penso che la tua riflessione sarà molto utile a tanti ragazzi che la leggeranno.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'accettazione
MessaggioInviato: lunedì 2 marzo 2015, 16:26 

Iscritto il: sabato 28 febbraio 2015, 14:07
Messaggi: 69
Ciao Rifiuto, (che brutta impressione che fa sto nick, per quelli che ti devono chiamare), beh ho passato anche io 9 anni fa, lo stesso momento di sconforto, però sai, ti dico una cosa, che ho capito, e mi ha aiutato molto. Se ti senti sbagliato di una cosa, la gente cattiva te lo farà presente, quindi, secondo me dovresti lavorarci su, su questi sensi di colpa, che anche se non sono di origine religiosa, sono di origine sociale. La gente insicura, che di solito è quella più cattiva, quando trova davanti a se una persona molto sicura, immediatamente si fa catturare da uno stato di ammirazione. E' una cosa che ho studiato molto nelle persone. Quindi, secondo me è bene che ognuno di noi, faccia un lavoro su di se, per essere sicuri di se.
La scienza ormai, sin dagli anni 70' ha stabilito, che l'omosessualità, è una variante non patologica della sessualità umana, perchè in presenza di essa e con regolari approcci sessuali, non viene mostrato nessun segno di squilibrio psichico, quindi se ne può dedurre, che è normale.
Sono state scoperte in natura, inoltre, 400 specie di animali, in cui è presente un'omosessualità.
Se osservi queste due cose, puoi cominciare a pensare, che è una cosa normale, oltre che fonte di benessere.
Basta solo ripeterlo finchè non ti entra nel profondo: ci vorrà del tempo, perchè sostituire l'educazione impartita durante l'infanzia è un lavoro duro, però lo puoi fare. E man mano che diventi più sicuro, automaticamente ti senti anche più sereno e felice e meno impaurito.
Poi ovviamente il più grande attrito te lo mette la famiglia. Sarebbe bene, sondare il terreno, ascoltando magari, nei momenti in cui si potrebbe parlare di omosessualità, l'attegiamento loro, per sentire cosa ne pensano.
Come ha detto Barbara, è un lavoro che si fa in autonomia, ma anche con un terapeuta magari, però costa, quindi, è da fare una scelta ponderata.
Anche la chat non è male, ci sono molti ragazzi disponibili, per confrontarti sulle varie tematiche che possono coinvolgere nel processo di accettazione di se.
La cosa più importante in questo percorso è lasciare andare i sensi di colpa. E' proprio tutto qui, che sono totalmente infondati.
Io non posso affermare che essere gay, sia bello, perchè non ho ancora avuto modo di fare esperienze, però siccome ha a che fare con l'amore, penso che sia una cosa molto bellla, e penso valga la pena viverla fino in fondo.
Un saluto! :)


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