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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 12:22 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
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Quelle che ti scrivo sono mie riflessioni.
Allora, teniamo a mente che difficile non implica impossibile! Penso che sia difficile proprio perché c’è una parte di ragazzi gay che è difficile conoscere, proprio perché non frequentano i soliti “posti di rimorchio”, o svago, come discoteche, o bar.
Ti riporto il Topic (Liberamente gay) di un utente del Forum, che frequentando l’ArciGay, ha trovato un ragazzo: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=22&t=2200. Con questo non voglio dirti che l’ArciGay è l’equivalente “serio” dei siti di appuntamento.
Akira24 ha scritto:
Ecco, con la fortuna che mi ritrovo, penso che troverò solo quelli che la vogliono... sono spacciato, destinato a vivere tutta la mia vita senza nessuno al mio fianco... lo so, sono pessimista, ma non posso evitare di esserlo.

Essere pessimisti nel periodo che stai passando è naturale. Provare magari a fare un salto all’ArciGay, per vedere come è l’ambiente? Naturalmente se te la senti… o vedere sul loro sito se ci sono degli eventi. Mi è difficile darti un consiglio concreto perché non frequento l’ambiente gay, però penso che forse l’ArciGay sia un po’ più serio di una dark room…



_________________
Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 12:43 
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Si sono quasi tre anni e non c'è stato nessun tradimento. Poi l'idea del tradimento non mi turba in astratto come turba te. Il mio lui è molto più insicuro da questo punto di vista e non che mi soffochi di gelosia, ma si turba veramente con poco. Io però lo faccio stare tranquillo, perché sto proprio nel mio mondo, con i miei pensieri in testa e i miei turbamenti, quindi gli altri non è che me li caghi più di tanto. La vita di coppia è un'altra cosa rispetto all'innamoramento, è fatta di quotidianità, di pazienza, di piccoli gesti, di sopportazione, ma è anche un riparo sicuro dalla pioggia, un nutrimento continuo per l'anima. Vivere in coppia però sul serio non è una scelta scontata e non dovrebbe esserle, specialmente per un gay, che ha un estremo bisogno di trovare un suo punto di gravità interiore prima di tutto. La sovrastruttura sociale e familiare supporta molto gli etero verso la vita di coppia, il matrimonio e la monogamia. Che la monogamia poi non sia la forma di coppia preferita dall'uomo te lo dimostra il numero incommensurabile di tradimenti che ci sono anche e sopratutto tra gli etero. Insomma l'idea che la realizzazione della persona avvenga in una storia d'amore te la inculcano film dal primo cartone Disney, ma non è affatto scontata. Per i gay non aderire in pieno a quei modelli, non subirne fino infondo il fascino può essere persino un vantaggio. Non mi sento di giudicare chi vive storie aperte, se queste avvengono nel reciproco rispetto, fuori da menzogne o ricatti emotivi.
La domanda che poni alla fine per esempio mi sembra già più adatta alla tua questione personale. Infondo di discutere sulla liceità della coppia aperta ti importa ben poco. Esisterà una persona adatta a te?
Questa domanda ti riporta a focalizzare l'attenzione su di te. Chi sei tu, cosa desideri, qual'è il tuo modo di entrare in rapporto con gli altri, quali sono i tuoi limiti. Se non ci si conosce bene fino in fondo è difficile valutare chi si ha davanti.
Diverso è invece il tema della sperimentazione sessuale. Uno può avere una curiosità legittima, una voglia di mettersi in gioco, di assaggiare concretamente il contatto con l'altro e non necessariamente questo comporta che debba anche starci insieme. Tante volte ho piuttosto la sensazione che la persona in questione abbia piuttosto bisogno di dare una verniciata di moralità al proprio desiderio. Però esiste un desiderio nudo e crudo e anche quello bisogna dare ascolto, capirlo e imparare a decifrarlo. Insomma e uno vuole vivere esperienze leggere senza implicazioni sentimentali, è sempre meglio che "innamorarsi" del primo che capiti sotto mano per poi giocare alla vedeva inconsolabile non appena questo si allontana.


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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 15:29 

Iscritto il: lunedì 1 giugno 2015, 14:37
Messaggi: 64
IsabellaCucciola ha scritto:
Quelle che ti scrivo sono mie riflessioni.
Allora, teniamo a mente che difficile non implica impossibile! Penso che sia difficile proprio perché c’è una parte di ragazzi gay che è difficile conoscere, proprio perché non frequentano i soliti “posti di rimorchio”, o svago, come discoteche, o bar.
Ti riporto il Topic (Liberamente gay) di un utente del Forum, che frequentando l’ArciGay, ha trovato un ragazzo: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=22&t=2200. Con questo non voglio dirti che l’ArciGay è l’equivalente “serio” dei siti di appuntamento.
Akira24 ha scritto:
Ecco, con la fortuna che mi ritrovo, penso che troverò solo quelli che la vogliono... sono spacciato, destinato a vivere tutta la mia vita senza nessuno al mio fianco... lo so, sono pessimista, ma non posso evitare di esserlo.

Essere pessimisti nel periodo che stai passando è naturale. Provare magari a fare un salto all’ArciGay, per vedere come è l’ambiente? Naturalmente se te la senti… o vedere sul loro sito se ci sono degli eventi. Mi è difficile darti un consiglio concreto perché non frequento l’ambiente gay, però penso che forse l’ArciGay sia un po’ più serio di una dark room…

Grazie per avermi linkato quel topic, gli darò sicuramente un'occhiata, magari mi risolleverà un pò il morale. Passo da momenti di ottimismo a momenti di pessimismo, ma sono quest'ultimi ad essere più frequenti. Così come passo da momenti di felicità a momenti di sconforto totale. Non riesco a non essere pessimista, è più forte di me, sperare nel meglio ed essere ottimista secondo me porta solo a delusioni perchè sono convinto che tanto la situazione non cambierà.
Vorrei provare a fare un salto all'ArciGay ma sono anche molto timido e ho paura.
Alyosha ha scritto:
Si sono quasi tre anni e non c'è stato nessun tradimento. Poi l'idea del tradimento non mi turba in astratto come turba te. Il mio lui è molto più insicuro da questo punto di vista e non che mi soffochi di gelosia, ma si turba veramente con poco. Io però lo faccio stare tranquillo, perché sto proprio nel mio mondo, con i miei pensieri in testa e i miei turbamenti, quindi gli altri non è che me li caghi più di tanto. La vita di coppia è un'altra cosa rispetto all'innamoramento, è fatta di quotidianità, di pazienza, di piccoli gesti, di sopportazione, ma è anche un riparo sicuro dalla pioggia, un nutrimento continuo per l'anima. Vivere in coppia però sul serio non è una scelta scontata e non dovrebbe esserle, specialmente per un gay, che ha un estremo bisogno di trovare un suo punto di gravità interiore prima di tutto. La sovrastruttura sociale e familiare supporta molto gli etero verso la vita di coppia, il matrimonio e la monogamia. Che la monogamia poi non sia la forma di coppia preferita dall'uomo te lo dimostra il numero incommensurabile di tradimenti che ci sono anche e sopratutto tra gli etero. Insomma l'idea che la realizzazione della persona avvenga in una storia d'amore te la inculcano film dal primo cartone Disney, ma non è affatto scontata. Per i gay non aderire in pieno a quei modelli, non subirne fino infondo il fascino può essere persino un vantaggio. Non mi sento di giudicare chi vive storie aperte, se queste avvengono nel reciproco rispetto, fuori da menzogne o ricatti emotivi.
La domanda che poni alla fine per esempio mi sembra già più adatta alla tua questione personale. Infondo di discutere sulla liceità della coppia aperta ti importa ben poco. Esisterà una persona adatta a te?
Questa domanda ti riporta a focalizzare l'attenzione su di te. Chi sei tu, cosa desideri, qual'è il tuo modo di entrare in rapporto con gli altri, quali sono i tuoi limiti. Se non ci si conosce bene fino in fondo è difficile valutare chi si ha davanti.
Diverso è invece il tema della sperimentazione sessuale. Uno può avere una curiosità legittima, una voglia di mettersi in gioco, di assaggiare concretamente il contatto con l'altro e non necessariamente questo comporta che debba anche starci insieme. Tante volte ho piuttosto la sensazione che la persona in questione abbia piuttosto bisogno di dare una verniciata di moralità al proprio desiderio. Però esiste un desiderio nudo e crudo e anche quello bisogna dare ascolto, capirlo e imparare a decifrarlo. Insomma e uno vuole vivere esperienze leggere senza implicazioni sentimentali, è sempre meglio che "innamorarsi" del primo che capiti sotto mano per poi giocare alla vedeva inconsolabile non appena questo si allontana.

Sì, c'è un desiderio sessuale e una curiosità (e paura) verso il sesso ma sto aspettando la persona giusta per fare la prima esperienza. Nel senso che non mi va proprio di incontrare uno, farci sesso e poi dirgli addio... no, proprio no. Vorrei trovare qualcuno che mi piace, con cui sto bene, con cui un fidanzamento è possibile e solo allora mi concederei. Certo, per ora dovrò sopprimere questo mio desiderio sessuale o "diminuirlo" con altre tecniche, ma vabbè non mi costa così tanto anche perchè più che la mancanza del sesso io sento la mancanza dell'amore.


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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 17:32 
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Akira24 ha scritto:
Vorrei provare a fare un salto all'ArciGay ma sono anche molto timido e ho paura.

Chiariamo subito una cosa molto importante. All’ArciGay devi andarci se te la senti! Quello che volevo dire è che se dovessi avere voglia di parlare con qualcuno, in un posto come l’Arcigay sarebbe più fattibile rispetto a una dark room (mi è presa la fissa delle dark room :lol: !!!!!), o di una discoteca.
Akira24 ha scritto:
Passo da momenti di ottimismo a momenti di pessimismo, ma sono quest'ultimi ad essere più frequenti. Così come passo da momenti di felicità a momenti di sconforto totale. Non riesco a non essere pessimista, è più forte di me, sperare nel meglio ed essere ottimista secondo me porta solo a delusioni perché sono convinto che tanto la situazione non cambierà.

Penso che questa “altalena emotiva” è proprio dovuta al fatto che non riesci a vivere la tua sessualità, e quindi la domanda che potresti farmi tu è: “E cosa dovrei fare per accettare me stesso?”, e io non saprei cosa risponderti. Dire di non pensarci non ha senso, perché alla fine la sessualità è una cosa che fa parte di te, e ti riguarda in prima persona.



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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 17:59 

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IsabellaCucciola ha scritto:
Akira24 ha scritto:
Vorrei provare a fare un salto all'ArciGay ma sono anche molto timido e ho paura.

Chiariamo subito una cosa molto importante. All’ArciGay devi andarci se te la senti! Quello che volevo dire è che se dovessi avere voglia di parlare con qualcuno, in un posto come l’Arcigay sarebbe più fattibile rispetto a una dark room (mi è presa la fissa delle dark room :lol: !!!!!), o di una discoteca.
Akira24 ha scritto:
Passo da momenti di ottimismo a momenti di pessimismo, ma sono quest'ultimi ad essere più frequenti. Così come passo da momenti di felicità a momenti di sconforto totale. Non riesco a non essere pessimista, è più forte di me, sperare nel meglio ed essere ottimista secondo me porta solo a delusioni perché sono convinto che tanto la situazione non cambierà.

Penso che questa “altalena emotiva” è proprio dovuta al fatto che non riesci a vivere la tua sessualità, e quindi la domanda che potresti farmi tu è: “E cosa dovrei fare per accettare me stesso?”, e io non saprei cosa risponderti. Dire di non pensarci non ha senso, perché alla fine la sessualità è una cosa che fa parte di te, e ti riguarda in prima persona.

Ne ho parlato anche con altri da altre parti e tutti mi spingono ad andarci perchè dicono che potrebbe farmi bene andare all'ArciGay, io da una parte vorrei andarci ma dall'altra sono timido e ho paura.
Non sono un tipo da discoteca nè da dark room, comunque ahahah.
Grazie per le gentili parole :D!


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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 18:50 
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Akira, lascia che ti dica una cosa, il dialogo che hai avviato qui è stato difficile all'inizio, ma posso dire che ne valeva la pena. Molte delle cose che dici, adesso in un tono meno radicale, sono condivisibilissime. Questo dialogo sembra poca cosa ma è una cosa seria e lo si vede dalla qualità degli interventi di tutti, il primo luogo dei tuoi. Si è creato un rapporto fatto di rispetto reciproco e di volontà di capirsi.
C'è una cosa che mi ha fatto un po' pensare ed è l'idea di fare esperienze. Francamente stare con un ragazzo dovrebbe essere espressione di un volersi bene, di una forma d'amore e non della volontà di fare esperienze. Un ragazzo non è un oggetto ma una persona che da quelle che noi chiamiamo esperienze potrebbe rimanerci malissimo e noi potremmo anche non accorgercene per niente. Ci si innamora perché si sente un feeling particolare per un ragazzo, se quel feeling è condiviso si può vivere una storia di coppia, poi nessuno può garantire nulla in anticipo, non ci sono promesse che tengano, lo sviluppo dei sentimenti non si può ingabbiare, tutto questo è "anche" un'esperienza, ok, ma non nasce per fare esperienza, ma come una storia d'amore, almeno ci si prova.



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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 18:50 
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Akira, lascia che ti dica una cosa, il dialogo che hai avviato qui è stato difficile all'inizio, ma posso dire che ne valeva la pena. Molte delle cose che dici, adesso in un tono meno radicale, sono condivisibilissime. Questo dialogo sembra poca cosa ma è una cosa seria e lo si vede dalla qualità degli interventi di tutti, il primo luogo dei tuoi. Si è creato un rapporto fatto di rispetto reciproco e di volontà di capirsi.
C'è una cosa che mi ha fatto un po' pensare ed è l'idea di fare esperienze. Francamente stare con un ragazzo dovrebbe essere espressione di un volersi bene, di una forma d'amore e non della volontà di fare esperienze. Un ragazzo non è un oggetto ma una persona che da quelle che noi chiamiamo esperienze potrebbe rimanerci malissimo e noi potremmo anche non accorgercene per niente. Ci si innamora perché si sente un feeling particolare per un ragazzo, se quel feeling è condiviso si può vivere una storia di coppia, poi nessuno può garantire nulla in anticipo, non ci sono promesse che tengano, lo sviluppo dei sentimenti non si può ingabbiare, tutto questo è "anche" un'esperienza, ok, ma non nasce per fare esperienza, ma come una storia d'amore, almeno ci si prova.



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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 23:37 

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progettogayforum ha scritto:
Akira, lascia che ti dica una cosa, il dialogo che hai avviato qui è stato difficile all'inizio, ma posso dire che ne valeva la pena. Molte delle cose che dici, adesso in un tono meno radicale, sono condivisibilissime. Questo dialogo sembra poca cosa ma è una cosa seria e lo si vede dalla qualità degli interventi di tutti, il primo luogo dei tuoi. Si è creato un rapporto fatto di rispetto reciproco e di volontà di capirsi.
C'è una cosa che mi ha fatto un po' pensare ed è l'idea di fare esperienze. Francamente stare con un ragazzo dovrebbe essere espressione di un volersi bene, di una forma d'amore e non della volontà di fare esperienze. Un ragazzo non è un oggetto ma una persona che da quelle che noi chiamiamo esperienze potrebbe rimanerci malissimo e noi potremmo anche non accorgercene per niente. Ci si innamora perché si sente un feeling particolare per un ragazzo, se quel feeling è condiviso si può vivere una storia di coppia, poi nessuno può garantire nulla in anticipo, non ci sono promesse che tengano, lo sviluppo dei sentimenti non si può ingabbiare, tutto questo è "anche" un'esperienza, ok, ma non nasce per fare esperienza, ma come una storia d'amore, almeno ci si prova.

Grazie, sono felice che questo sia diventato un discorso apprezzabile.
Comunque credo di essermi spiegato male in qualche passaggio: io vorrei un fidanzato ANCHE per fare esperienze, non solo per fare esperienze. Io voglio principalmente una persona da amare e che sappia amarmi così come sono, una persona con cui costruire un futuro, una persona con cui potrei diventare un "noi" e non restare un tristissimo "io"... poi certo voglio un fidanzato anche per provare esperienze sessuali, sarei ipocrita a dire "No, a me il sesso non interessa". A me interessa, come penso che interessi a molti, sono pur sempre un ragazzo di 16 anni ma non è l'unica cosa a cui sono interessato, voglio di più, voglio qualcosa di più profondo. Non voglio una serata di fuoco fine a sè stessa, vorrei piuttosto una serata d'amore che sia il prologo di una bella storia. Storia in cui io sono "io", lui è "lui", ma insieme siamo "noi". Che non significa passare ogni secondo insieme, non frequentare amici e parenti, non dedicarsi ai propri hobby... assolutamente no, ognuno ha comunque i suoi spazi. Essere un "noi" però significa superare i momenti difficili insieme, parlare di qualsiasi cosa, ridere, scherzare, rendere partecipe l'altro della nostra vita, renderlo parte della nostra vita... una delle parti più importanti, ma non l'unica. E' per questo che PERSONALMENTE non riuscirei a fare un torto come quello del tradimento o della coppia ad una parte importante di me, della mia vita... non vedo perchè dovrei andare con altri quando sono innamorato di uno. Certo, non voglio essere ipocrita: ci sta fare pensieri su altri o guardare altri ragazzi belli per strada, per carità, penso sia una cosa normale anche da fidanzati... anche perchè finchè rimangono pensieri non penso ci sia nulla di male. Se anche mi venisse il desiderio di andare con altri penso che lo sopprimerei perchè so che farebbe soffrire il mio fidanzato. Penso però che i tradimenti siano perdonabili in determinati situazioni... se ad esempio era ubriaco che colpa ne ha? Se eravamo in periodo di crisi, magari iniziato per colpa mia, e lui avesse un momento di debolezza? Forse ci sarebbero altre situazioni che perdonerei, ma adesso non mi vengono in mente.
Vorrei però chiarire una cosa: anche se sono "contro" la coppia aperta io rispetto tutti. Nel senso che io non starei in una coppia aperta, ma se qualcuno lo fa a me sta benissimo perchè ognuno fa quello che vuole finchè non intacca la libertà altrui. Io potrei benissimo essere amico con due che hanno una coppia aperta, anche se non condivido il loro modo di fare, come forse lo non condividerebbero il mio. Io rispetto qualunque punto di vista che non sia il mio anche se non lo condivido. Forse è per questo che quando mi sento dire ,su altri lidi, che il mio è un pensiero da donna, che il mio è un pensiero nato da una società etero perchè per i gay è diverso, che il mio è un pensiero stupido perchè per i gay queste cose sono normali... forse è per questo che quando mi dicono 'ste cose io ci sto male. Io credo nella coppia chiusa perchè ho visto delle coppie chiuse e fedeli ,etero e gay, arrivare a nove anni di fidanzamento... una coppia gay addirittura a 23, senza tradimenti! E' anche per questi esempio che io ,nel profondo del mio cuore, continuo a sperarci e continuo a non arrendermi all'idea che per i gay siano possibili sono storie con tradimenti o coppie aperte. Perchè io ci spero, anche se delle volte mi lascia sopraffare dal pessimismo, dalla disperazione, dalla tristezza... non smetto mai di sperarci.


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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2015, 0:52 
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Bellissimo post, Akira! Chi ti dice che il tuo pensiero è un pensiero da donna, probabilmente non ha le idee molto chiare sui gay, ha il suo modello, ma non vede oltre il suo naso e questo fa proprio pena!
Quanto al fatto che il tuo pensiero sia nato in una società etero, beh, è un dato di fatto. Le strutture sociali come il matrimonio sono modellate sulla vita etero, quello che non regge è dire che per un gay la vita è diversa. In una coppia gay, dove non ci sono figli, la formalizzazione delle unioni in un matrimonio legale ha un senso per una questione di parità, ma la finalità del matrimonio “etero” anche se non si riduce alla sola protezione dei figli, certo non si riduce nemmeno alla sola tutela della coppia, all’impegno di fedeltà e all’aiuto reciproco.
In sostanza tra il matrimonio “etero” e quello “gay” una differenza sostanziale c’è: le coppie gay non mettono al mondo figli e non è certo una differenza da poco. Tuttavia, limitandosi alla sola dimensione di coppia non vedo differenze sostanziali tra coppie etero e coppie gay.
A parte il fatto che il matrimonio è ampiamente in crisi anche tra gli etero, i comportamenti di gay ed etero non sono poi così lontani come sembra e saranno sempre meno lontani, man mano che l’omosessualità sarà considerata una condizione normale.
Se poi qualcuno ti dice che il tuo pensiero è stupido perché tra i gay queste cose sono normali, beh, bisogna vedere che cosa intende per gay, è chiaro che se identifica i gay con certa gente che cerca solo sesso, allora ok, potrebbe avere ragione, ma fare una cosa simile equivarrebbe ad identificare la realtà gay con gli atteggiamenti più degradati di alcuni ambienti gay, il che è francamente del tutto assurdo.
Tu tendi a fare affermazioni di principio che hanno una base morale seria e ti posso assicurare che la grande maggioranza dei gay (soprattutto di quelli che non si vedono) la pensano come te. Io sono un vecchio ma penso che se si rinunciasse ad avere dei principi morali seri, la vita degraderebbe ad un livello nettamente più basso. In sostanza mi fa molto piacere che tu ragioni in questo modo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Paure, dubbi e depressione...
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2015, 1:16 

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progettogayforum ha scritto:
Bellissimo post, Akira! Chi ti dice che il tuo pensiero è un pensiero da donna, probabilmente non ha le idee molto chiare sui gay, ha il suo modello, ma non vede oltre il suo naso e questo fa proprio pena!
Quanto al fatto che il tuo pensiero sia nato in una società etero, beh, è un dato di fatto. Le strutture sociali come il matrimonio sono modellate sulla vita etero, quello che non regge è dire che per un gay la vita è diversa. In una coppia gay, dove non ci sono figli, la formalizzazione delle unioni in un matrimonio legale ha un senso per una questione di parità, ma la finalità del matrimonio “etero” anche se non si riduce alla sola protezione dei figli, certo non si riduce nemmeno alla sola tutela della coppia, all’impegno di fedeltà e all’aiuto reciproco.
In sostanza tra il matrimonio “etero” e quello “gay” una differenza sostanziale c’è: le coppie gay non mettono al mondo figli e non è certo una differenza da poco. Tuttavia, limitandosi alla sola dimensione di coppia non vedo differenze sostanziali tra coppie etero e coppie gay.
A parte il fatto che il matrimonio è ampiamente in crisi anche tra gli etero, i comportamenti di gay ed etero non sono poi così lontani come sembra e saranno sempre meno lontani, man mano che l’omosessualità sarà considerata una condizione normale.
Se poi qualcuno ti dice che il tuo pensiero è stupido perché tra i gay queste cose sono normali, beh, bisogna vedere che cosa intende per gay, è chiaro che se identifica i gay con certa gente che cerca solo sesso, allora ok, potrebbe avere ragione, ma fare una cosa simile equivarrebbe ad identificare la realtà gay con gli atteggiamenti più degradati di alcuni ambienti gay, il che è francamente del tutto assurdo.
Tu tendi a fare affermazioni di principio che hanno una base morale seria e ti posso assicurare che la grande maggioranza dei gay (soprattutto di quelli che non si vedono) la pensano come te. Io sono un vecchio ma penso che se si rinunciasse ad avere dei principi morali seri, la vita degraderebbe ad un livello nettamente più basso. In sostanza mi fa molto piacere che tu ragioni in questo modo.

Grazie mille, ho solo messo su "carta" i miei pensieri.
Il matrimonio è in crisi da sempre, a mio parere. Lo si nota ora solo perchè ora le "nuove generazioni" hanno più coraggio per separarsi mentre prima erano troppo condizionate dalla chiesa le coppie sposate... beh, in realtà ci sono ancora tante coppie condizionate dalla chiesa e non solo da questo fattore. Quando la coppia si sposa o va a convivere deve far fronte a tanti problemi che prima ,da fidanzati, non c'erano. E secondo me la maggior parte delle coppie sposate si separa perchè di base non c'era un'amore così forte da poter superare ogni ostacolo. Per me la coppia si porta avanti in due, se uno dei due non è convinto e non fa la sua parte per portare avanti la coppia questa finirà molto presto.
Secondo me questi gay che dicono "Per i gay è normale la coppia aperta e i tradimenti" si lasciano troppo suggestionare dal pensiero di molti omofobi che ci credono dei maniaci sessuali che vogliono solo sesso e non riesco a legarsi perchè per loro siamo anormale e il nostro non è amore ma solo una malattia. Si lasciano condizionare da questi pensieri e si lasciano andare... devo dire che mi dispiace anche per loro perchè si precludono l'amore che è una cosa meravigliosa e un miracolo nel quale io continuerò a sperare sempre! Non dovrebbero farlo perchè semplicemente così danno ragione agli omofobi che magari sono i primi a fare sesso a destra e a manca! Non dovremmo farci condizionare da loro, noi siamo persone, siamo capaci di innamorarsi e siamo capaci di andare oltre al sesso, non siamo maniaci e non siamo malati! Sono convinto che da qualche parte in questo Mondo ci sia per tutti questo grande miracolo chiamato amore, sta lì fuori che ci aspetta, ma sta a noi trovarlo e non dobbiamo permettere che qualche ignorante ci togli la possibilità di vivere questo fantastico miracolo!
Mi rincuorano le tue parole comunque, grazie mille :D!


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