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 Oggetto del messaggio: Mi racconto.
MessaggioInviato: martedì 12 luglio 2016, 1:19 
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Iscritto il: lunedì 25 aprile 2016, 22:42
Messaggi: 144
Ciao a tutti ragazzi.
Spero di aver beccato la sezione apposita per aprire questo topic perché, come dico dal titolo stesso, quest'oggi intendo provare a parlarvi un po' di me, a farmi conoscere di più. Sono ormai quasi tre mesi che sono attivo su Progetto Gay e circa quattro che lo leggo assiduamente. Nell'arco della mia permanenza ho avuto modo di scambiare piacevolmente due chiacchiere con alcuni di voi, sia qui sul forum che sulla chat, e ho anche aggiunto a suo tempo quanto leggere delle vostre esperienze, delle vostre vite, mi abbia aiutato. Tutto questo, anche quando poco, è stato importante per me in questo periodo un po' delicato, e credo non sia scontato dire che mi ha fatto sentire anche meno solo.
E quindi ritengo che adesso sia arrivato il mio turno, in questo momento in cui non nascondo di aver bisogno d'aiuto, di raccontarmi un po', senza filtri inutili. Spero di non diventare troppo prolisso, cercando di non tralasciare i dettagli importanti della mia storia, nonostante capiate bene che non mi conceda di espormi troppo in là con i particolari: desidero che la mia privacy sia rispettata e che la mia identità resti segreta.
Sperando di non annoiarvi, procedo! Please, take a seat...
Per chi non mi conoscesse, sono un ragazzo di 22 anni. La mia storia inizia con il classico "fin da quando ero bambino, ho sempre saputo di essere diverso", che ormai ci accomuna un po' tutti, e io non sono proprio da meno. :D Vedete, ho scoperto la masturbazione piuttosto precocemente, potevo avere sui 6 o 7 anni. Tuttavia a quell'età forse ero troppo piccolo per potervi associare dei pensieri di qualche tipo, non avevo ancora concepito delle mie proprie fantasie sessuali. Per me, all'inizio, era una cosa puramente meccanica: facevo, facevo, e alla fine aspettavo l'arrivo di quella "scossa" che mi elettrizzava ma del cui nome non ero a conoscenza. Tuttavia, ricordo molto bene quale fu il mio primo pensiero erotico: si trattava del modello di una pubblicità di quello che credo fosse un profumo e che avevo visto tantissimi anni fa in televisione. Questo bellissimo ragazzo quasi nudo aveva scosso qualcosa dentro di me, e per questo le volte che mi trastullavo tale figura prese sempre a fare capolino nella mia testa, sebbene io potessi non rendermene nemmeno conto.
Con il tempo, man mano che le mie facoltà sensoriali si sviluppavano, iniziai ad essere sempre più attratto dal corpo maschile e piano piano questi ragazzi, questi uomini ai quali facevo caso cominciarono a diventare sempre più con insistenza l'oggetto delle mie personali fantasie masturbatorie. Attenzione però. Insieme agli uomini prendevo coscienza anche del corpo femminile, e neanche le donne mancavano nei miei pensieri. Però è doveroso specificare che una netta preponderanza ce l'avevano sempre gli uomini, pertanto la mia masturbazione si polarizzò sempre più verso di loro.
Eppure per me che ero solo un bambino quella era una cosa normalissima che non mi creava nessun disagio, non compromise affatto l'infanzia (fortunatamente) felice che ebbi: ero sereno, giocavo con gli altri ragazzini, facevo amicizia. Chi è che pensava che esistesse l'eterosessualità e l'omosessualità.
Tale aspetto di me, che comunque conoscevo solo io, cominciò però a crearmi già qualche problematica con l'arrivo alle scuole medie. Avevo già appreso più o meno che cosa volesse dire la parola "gay" da qualche voce di passaggio, ma tanti dei miei compagni di classe e di scuola erano abituati a vedere l'omosessualità quasi come una malattia, qualcosa da evitare, un insulto da affibbiare. Io faticavo a capacitarmene, sono cresciuto in una famiglia di un certo livello intellettuale. In casa nostra gay e lesbiche non erano mai presi a brutte parole e quando capitava che ne uscisse l'argomento non ricordo una sola impressione negativa da parte dei miei. Voglio dire, per me si trattava di persone come tutti, ma sicuramente il fatto che capitò che un paio di volte qualcuno della mia scuola mi desse del gay apposta per offendermi, e soltanto per la mia riservatezza, non mi aiutò molto con l'autostima.
Decisi di ignorare tali episodi, non avevo voglia di perderci del tempo inutile, e io dovevo pensare alla scuola. La scelta del liceo era stata molto ponderata, desideravo un ambiente che mi stimolasse a livello didattico ma all'interno del quale potessi sentirmi integrato, costruirmi delle belle amicizie salde e sincere. E così fu.
Il liceo fu davvero una bella esperienza, mi sentivo ben inserito, avevo la certezza che nessuno fosse lì per giudicarmi a prescindere da chiunque potessi essere. Ero tranquillo. Durante questi anni di adolescenza la masturbazione ricoprì una fetta importante del mio tempo. Mi feci un mio computer personale e quando scoprii che certo materiale più spinto era possibile trovarlo comodamente su internet, beh, potete immaginare come sia stata la mia fase di sperimentazione. Masturbarmi mi piaceva moltissimo e mi piace molto ancora adesso. Però vi dico che ancora oggi faccio poco uso di pornografia, sono molto selettivo in quello che guardo. Forse è strano dirlo, ma provo repulsione per la penetrazione anale, attiva e passiva. Non ci vedo proprio nulla di eccitante, anzi, la associo addirittura quasi al dolore fisico.
Eppure, nonostante riuscissi a studiare e ad andare molto bene a scuola, non andavo altrettanto bene con me stesso. Avevo preso a sentirmi sempre più inquieto a causa di quello che facevo chiuso a chiave nella mia stanza, quasi si trattasse di una colpa. C'era il piacere, ma subito dopo una profonda tristezza, confusione. In fondo, perché avevo voglia di farlo? A 15 anni avevo già diversi amici maschi con i quali uscivo regolarmente, eppure nessuno di loro mi attraeva, non pensavo a loro come a un interesse sessuale, e certamente le pulsioni non mi mancavano in quel concentrato di scombussolamenti ormonali.
Sembra paradossale dopo quanto ho scritto, eppure io al contrario pensavo alle ragazze. D'accordo, le ragazze non erano l'oggetto delle mie fantasie ma ne apprezzavo moltissimo l'estetica. Nella mia scuola ce n'erano alcune di veramente belle e che mi intimidivano non poco. Desideravo parlare con loro, che mi notassero, uscirci insieme. Ma sono sempre stato molto timido per mia natura, solo crescendo ho imparato ad apprezzare di più la compagnia degli altri, il massimo del quale mi accontentavo era farmi dei film la notte prima di dormire. Avere la ragazza però mi sarebbe piaciuto, doveva essere veramente divertente da quello che appuravo guardando i miei coetanei. Ma non mi ci impegnai mai davvero, forse per paura, o forse non lo so.
Un fatto importante è che però questa mia inquietudine non cessava, anzi, sembrava aumentare a dismisura, e si era risolta in uno sfogo che consisteva in un'ossessiva cura per la pulizia e per l'igiene personale. Per farvi capire quanto divenne disperata la mia situazione, vi dico che mi metteva ansia sapere che quando eiaculavo il mio sperma veniva fuori a causa di fantasie gay. Assurdo, vero?
Avevo l'ossessione che tutto dovesse essere in ordine, nel farmi la doccia ero maniacale, doveva sparire ogni singola parvenza di omosessualità e se tutto non era in quel perfetto stato mi veniva da piangere. Andai incontro anche a un piccolo calo del mio rendimento scolastico a causa di ciò, fortunatamente recuperabile.
Accadde che i miei genitori si accorsero di questo mio malessere e vollero parlarne con me, e la cosa mi sollevò. Non raccontai loro tutta la verità ma, diciamo così, lasciai evincere che questo disagio potesse ricollegarsi anche a degli eventuali dubbi sulla mia sessualità. Furono molto comprensivi e aperti al dialogo, e questo mi diede un sollievo del quale avevo davvero bisogno in quel momento.
Pochi giorni dopo papà mi disse che, se volevo, avrei potuto esporre le mie preoccupazioni, i miei dubbi, a uno psicologo di sua conoscenza. All'inizio ero titubante, mi avrebbe creato anche un certo imbarazzo, ma poi pensai che questo dottore avrebbe potuto darmi concretamente una mano, magari anche lì dove i miei genitori non avevano i mezzi per poter intervenire. Dunque accettai l'offerta.
Stetti in terapia per circa tre anni da lui, a intervalli più o meno regolari, e seppe darmi davvero tanto, tanto aiuto. Non gli raccontai mai tutto nei dettagli, non volevo, mi creava molto imbarazzo ma lui non mi fece mai pressioni, e comunque i nostri incontri rimanevano sempre vincolati al segreto professionale come mi aveva promesso. Mi spiegò che avevo sviluppato un disturbo ossessivo-compulsivo, una sorta di "malattia" che poteva capitare a chiunque, ma già sapere che questa cosa aveva un nome mi tranquillizzò, mi invitò a combatterla. Scoprii inoltre che la terapia richiedeva una sola pratica: parlare, parlare di tutto. Scuola, amici, preoccupazioni. Avere qualcuno che mi seguisse e che mi desse dei consigli su come gestire meglio i miei pensieri negativi fu provvidenziale. Ci volle del tempo, ma alla fine mi disse che, se volevo, potevo continuare a modo mio. Potevo ricominciare.
Adesso il mio schema mentale è completamente mutato e, se mi guardo indietro, mi faccio anche una sana risata. Ma ho ancora molto lavoro da fare da solo.
Grazie soprattutto al Progetto sto imparando a vivere la mia sessualità in modo più sano. Fino a poco tempo fa pensavo che se lo avessi voluto veramente avrei anche potuto scegliere di essere etero, di essere completamente etero, dopotutto le ragazze mi piacciono anche adesso e, seppur in modo minore, mi stimolano anche a livello sessuale. Ma ho capito a mie spese che al corpo non interessa molto di quello che noi crediamo ci vada meglio.
Non credevo che la dimensione sessuale potesse essere così importante per il proprio equilibrio psicofisico, da un po' di tempo mi sento concretamente più sereno, più rilassato, mi sembra di avere un ordine mentale parecchio più lucido. Per tanto tempo ho allontanato da me l'idea che l'omosessualità possa essere qualcosa che effettivamente mi appartenga. Io sono un ragazzo come tanti altri e mi sento tale. Adesso, a 22 anni, ho una virilità che custodisco molto gelosamente. Ripeto ancora che leggervi mi ha aiutato molto, è stato un momento di chiarezza. Sono arrivato a pensare: "Ma io potrei essere ciascuno di questi ragazzi! Perché dovrei rinnegare la mia vera natura? Se anche dovessi rendermi conto di essere gay, che male ci sarebbe?! Non comprometterebbe il mio sentirmi uomo, fisicamente, emotivamente, intellettualmente. Ho intenzione di provare!".
A chi adesso mi sta leggendo, soprattutto ai ragazzi più giovani, io vorrei dire di non aver paura di assecondare i propri desideri, perché non minano la persona che siete, la vostra integrità, chi siete per gli altri. Io ho girato troppo a lungo la testa dall'altra parte, ho avuto paura di scoprire la verità perché, davvero, viviamo ancora in uno schifo di mondo dove i condizionamenti sono troppi e inutili. Sto cominciando a togliermi questo velo di cecità che neanche sapevo di avere addosso e sapete cosa? STO BENE. Sarò ancora confuso, avrò mille domande, ma sto bene come forse non sono mai stato.
L'unica cosa che mi manca e che mi fa sentire un po' indietro rispetto a tutti i miei coetanei è di non aver ancora avuto nessuna esperienza sessuale di coppia alla mia età, nemmeno con una ragazza. La masturbazione mi soddisfa per il momento, ma non credo proprio durerà a lungo. Penso che prima o poi arriverò al punto in cui avvertirò l'impellenza di condividere la mia dimensione sessuale con una persona fidata, con qualcuno con cui ci sia del tenero. Da quando ho fatto maggiore chiarezza con me stesso, mi trovo inoltre spesso a fantasticare sul fatto che questo qualcuno sia un ragazzo. E sul momento penso che mi piacerebbe.
Per il momento spero di avervi fornito abbastanza spunti di riflessione e di avervi dato la possibilità di fornirmi un confronto serio ed edificante. Mi piacerebbe moltissimo ascoltare il vostro parere, sono certo che potrò apprendere ancora di più.
Grazie in anticipo a tutti voi, che ci spenderete un po' di tempo. A prestissimo!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi racconto.
MessaggioInviato: martedì 12 luglio 2016, 10:43 
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Iscritto il: venerdì 19 giugno 2015, 13:55
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Ricalchi un po' i passi di tutti.
Parti dal non accettarti e stai male, ti accetti e stai meglio ma ti manca quel qualcosa che per tanti anni hai rifiutato, l'oggetto del tuo desiderio, ovvero il ragazzo, e la dimensione sessuale che ne consegue.

Però per tutto il post hai parlato di attrazione e dal punto di vista fisico, riduci l'amore a elementi come sesso e masturbazione. Io credo che la persona, che sia essa maschio o femmina, non devi ridurla a un pezzo di carne ma soffermarti di più anche su altri aspetti duraturi come il carattere etc.

Adesso sei come una persona stata a digiuno per anni che riscopre il cibo. Passata la fase iniziale credo che il solo sesso non ti basterà più e se non hai creato le basi per un rapporto stabile tutta la dimensione affettiva-sessuale-amorosa cadrà. Spero di averti dato uno spunto di riflessione e di non aver frainteso niente, buona fortuna.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi racconto.
MessaggioInviato: martedì 12 luglio 2016, 13:34 
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Iscritto il: lunedì 25 aprile 2016, 22:42
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Ciao Help, grazie per la tua risposta, ma devo precisare che forse non mi sono spiegato completamente bene. Non sono affatto uno che riduce l'affettività alla sola sessualità, non era assolutamente questo il messaggio che volevo far passare. Sono un ragazzo molto emotivo e se qualcuno mi aggrada mi risulta spesso facile legarmici. Ho scritto di non aver mai avuto esperienze sessuali, tuttavia una cosa importante che posso aggiungere qui è che tempo fa, quando ancora non ero al meglio delle mie condizioni, ebbi una relazione con una ragazza con la quale poi non finì bene per motivi estranei a quello che ho scritto. Non avemmo mai un risvolto sessuale ma a livello affettivo ci stavo davvero bene e mi sentivo molto appagato dalle attenzioni che ci dedicavamo. Adesso che però sto cominciando ad uscire dal mio digiuno inizio a pensare che forse potrei avere qualcosa di meglio, che mi porti ad avere il perfetto mix affettività/sessualità. Mi sto guardando più intorno, sono più aperto al dialogo e piano piano inizia a venir fuori che i ragazzi mi piacciono proprio, li apprezzo moltissimo anche a livello estetico come per le ragazze. Se ad esempio in università mi capita di scambiare due chiacchiere con un ragazzo che oltre ad essere gentile è anche molto carino, mi piace fantasticare sul fatto che magari è gay e sarebbe proprio una bella cosa e quindi potrebbe anche nascere una bella amicizia, mettiamola così...
Va da sé che dovevo cominciare a guardare anche e soprattutto all'affettività prima che al solo sesso, se voglio ritrovare e instaurare un equilibrio spirituale solido.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi racconto.
MessaggioInviato: martedì 12 luglio 2016, 19:45 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 325
Be', sì, sei stato lungo ma personalmente non mi sono annoiato neanche un secondo, quindi tranquillo. Ho apprezzato questa testimonianza, perché se è vero che in parte tutte le vite degli omosessuali si assomigliano, è anche vero che contemporaneamente sono molto diverse l'una dall'altra. Vedo di risponderti per punti così possiamo fare un confronto ordinato.
Allora...
Illuminist ha scritto:
Vedete, ho scoperto la masturbazione piuttosto precocemente, potevo avere sui 6 o 7 anni. facevo, facevo, e alla fine aspettavo l'arrivo di quella "scossa" che mi elettrizzava ma del cui nome non ero a conoscenza.
Insieme agli uomini prendevo coscienza anche del corpo femminile, e neanche le donne mancavano nei miei pensieri. Chi è che pensava che esistesse l'eterosessualità e l'omosessualità.


Be', complimenti ragazzo! ^^ :mrgreen: Raramente ho sentito di persone che si masturbavano ben prima dello sviluppo sessuale, tu ora ti aggiungi al coro.
Ne ho dubitato a lungo, pensando che si riferissero ad una semplice e prolungata manipolazione dei genitali (quante volte vediamo che in bambini dell'asilo hanno il viziaccio di toccarselo da sopra i pantaloni?). Non si smette mai di imparare! :D Io comunque prima masturbazione a 12 anni, in chiave etero. Quanto all'esistenza degli omosessuali, io ne ero al corrente dagli 8 anni, grazie ad un film il cui protagonista era, secondo una mia amichetta, "gay"! :shock: Io non ne capii veramente il significato, ma quella fu la prima volta che seppi di questa parola.

Illuminist ha scritto:
tanti dei miei compagni di classe e di scuola erano abituati a vedere l'omosessualità quasi come una malattia, qualcosa da evitare, un insulto da affibbiare. Io faticavo a capacitarmene, sono cresciuto in una famiglia di un certo livello intellettuale. In casa nostra gay e lesbiche non erano mai presi a brutte parole e quando capitava che ne uscisse l'argomento non ricordo una sola impressione negativa da parte dei miei.


Be', a scuola è normalissimo che succeda così, anche se ingiustificabile.

Illuminist ha scritto:
Decisi di ignorare tali episodi, non avevo voglia di perderci del tempo inutile, e io dovevo pensare alla scuola. La scelta del liceo era stata molto ponderata, desideravo un ambiente che mi stimolasse a livello didattico ma all'interno del quale potessi sentirmi integrato, costruirmi delle belle amicizie salde e sincere. E così fu.
Il liceo fu davvero una bella esperienza, mi sentivo ben inserito, avevo la certezza che nessuno fosse lì per giudicarmi a prescindere da chiunque potessi essere.

Beato te. Per me il liceo è stata una scuola migliore delle Medie, eppure ricordo con molto più piacere quest'ultime. Mi buttavo sui libri, tanto, ma era perché mi piaceva, e Purtroppo il liceo mi regalò al suo termine una enorme confusione in tema di affettività e sessualità che mi ostinavo a non affrontare, se non da solo (ovviamente peggiorandone ancora di più la comprensione). Ah, e come dimenticare l'unica ragazza che mi abbia fatto perdere la testa sul serio: due anni dietro a questa qui che mi corrispondeva solo all'inizio ed io che non riuscivo a vedere quanto fosse miserabile per certi suoi aspetti! Impiegai due anni per non sentirmi più legato ed attratto da lei. Tutto ciò naturalmente mi ha creato una confusione tremenda che ancora oggi non ho ben eliminato, pensa che gioia. -.-

Illuminist ha scritto:
Masturbarmi mi piaceva moltissimo e mi piace molto ancora adesso. Però vi dico che ancora oggi faccio poco uso di pornografia, sono molto selettivo in quello che guardo. Forse è strano dirlo, ma provo repulsione per la penetrazione anale, attiva e passiva. Non ci vedo proprio nulla di eccitante, anzi, la associo addirittura quasi al dolore fisico.


Sarebbe strano se non ci si masturbasse a raffica durante la gioventù, direi.
Io al contrario tuo ho fatto un uso massiccio di pornografia (ma dai 15 anni in poi), oggi mi ha decisamente stancato. Quanto al sesso anale,non l'ho mai praticato e non so se lo farò mai, ma non me ne preoccupo, francamente; però è buffo, perché io avevo sempre dato per scontato che piacesse per forza ad ogni uomo,etero o omosessuale che fosse (chiaramente i primi con le donne, i secondi con gli uomini). Leggendo qui scopro che sono tanti quelli che dicono di non avere alcuna attrattiva per questo tipo di rapporto, deduco quindi che non costituisce la quintessenza dell'omosessualità come si tende a pensare comunemente.

Illuminist ha scritto:
A 15 anni avevo già diversi amici maschi con i quali uscivo regolarmente, eppure nessuno di loro mi attraeva, non pensavo a loro come a un interesse sessuale, e certamente le pulsioni non mi mancavano in quel concentrato di scombussolamenti ormonali.

Be',essere omosessuale non muta affatto il bisogno di amicizie maschili fini a sé stesse, esattamente lo stesso bisogno che hanno gli etero. Possono piacerti le donne o gli uomini, avrai comunque bisogno di fare gruppo con persone del tuo stesso sesso, è un fatto sociale.

Illuminist ha scritto:
Sembra paradossale dopo quanto ho scritto, eppure io al contrario pensavo alle ragazze. D'accordo, le ragazze non erano l'oggetto delle mie fantasie ma ne apprezzavo moltissimo l'estetica. Nella mia scuola ce n'erano alcune di veramente belle e che mi intimidivano non poco. Desideravo parlare con loro, che mi notassero, uscirci insieme. Avere la ragazza però mi sarebbe piaciuto

No, non sembra paradossale affatto: anche a me le donne sono sempre piaciute moltissimo, al punto che,ancora oggi, penso che a lungo andare una relazione tra maschi stanchi, che ci sia bisogno di una presenza femminile. Le donne hanno un che di speciale (ok, a volte siamo parecchio meglio noi, eh! Molto meno falsi, tanto per cominciare), al punto che dico "meno male che esistono", possono davvero magnetizzarti,c'è poco da fare. Io invidiavo il mio migliore perché aveva una bellissima ragazza (anche se caratterialmente secondo tanti valeva ben poco),e lei come tale gli dava indirettamente la patente di uomo, di ragazzo realizzato e grande, oltre ovviamente all'amore e alla presenza di una bella giovane donna a fianco. Insomma: lui era cresciuto e realizzato (e lo meritava certamente),ma io ero ancora al livello di prima.

Illuminist ha scritto:
Un fatto importante è che però questa mia inquietudine non cessava, anzi, sembrava aumentare a dismisura, e si era risolta in uno sfogo che consisteva in un'ossessiva cura per la pulizia e per l'igiene personale.
Accadde che i miei genitori si accorsero di questo mio malessere e vollero parlarne con me, e la cosa mi sollevò.
Pochi giorni dopo papà mi disse che, se volevo, avrei potuto esporre le mie preoccupazioni, i miei dubbi, a uno psicologo di sua conoscenza. Non gli raccontai mai tutto nei dettagli. Mi spiegò che avevo sviluppato un disturbo ossessivo-compulsivo.

Che bravi genitori, hai! Sapessi quanti non sono capaci e nemmeno vogliono parlare con i figli, e sono RARISSIMI quelli disposti a mandarti da uno psicologo, figura purtroppo vista ancora molto negativamente, come se i suoi pazienti fossero dei malati mentali. La gente non capisce un cazzo! Hai fatto male a non dirgli della tua sessualità, ne avresti potuto trarre gran giovamento, ma capisco che eri giovanissimo e dunque facilmente ti vergognassi e ti sentissi insicuro sul tema, ma appunto avrebbe potuto aiutarti a capirti un po' di più. Il DOC l'ho avuto anche io, e probabilmente un nucleo permarrà sempre. Nella fase più acuta (durata qualche anno) fu un inferno, temevo di rovinare le cose e gli altri.

Illuminist ha scritto:
Fino a poco tempo fa pensavo che se lo avessi voluto veramente avrei anche potuto scegliere di essere etero, di essere completamente etero, dopotutto le ragazze mi piacciono anche adesso e, seppur in modo minore, mi stimolano anche a livello sessuale.


Be',tu hai una voglia sessuale per le ragazze, e dunque non puoi definirti omosessuale, probabilmente sei un bisex più spostato sul piano omo.

Illuminist ha scritto:
STO BENE. Sarò ancora confuso, avrò mille domande, ma sto bene come forse non sono mai stato.
L'unica cosa che mi manca e che mi fa sentire un po' indietro rispetto a tutti i miei coetanei è di non aver ancora avuto nessuna esperienza sessuale di coppia alla mia età, nemmeno con una ragazza.


Ed invece sì, la chiarezza e la serenità nella dimensione sessuale sono, oserei dire, vitali. Anch'io per anni ho attribuito a questo aspetto un'importanza molto relativa, probabilmente a causa del modo in cui il sesso viene trattato dalla società: o disprezzato, o ipervalutato (in quest'ultimo caso fino a divenire ridicolo e grottesco). Bisognerebbe semplicemente eliminare i tabù, fa parte di noi, e le voglie sessuali in fin dei conti le hanno tutti, è ora che se ne parli con correttezza e competenza a scuola e a casa,si farebbe informazione sessuale contribuendo a tagliare le gambe al tabù del sesso ed ai rischi di malattie, gravidanze indesiderate e discriminazioni sessuali.Direi proprio che è ora.


Ultima modifica di Hospes91 il mercoledì 23 novembre 2016, 2:36, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Mi racconto.
MessaggioInviato: giovedì 14 luglio 2016, 2:27 
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Iscritto il: lunedì 25 aprile 2016, 22:42
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Ciao Hospes, ben ritrovato! :) Grazie per la tua risposta molto articolata, lo apprezzo veramente tanto, è stata d'ispirazione. Sapere che non sono stato l'unico ragazzino spaesato ad aver attraversato certe cose è veramente di conforto, e in quello che hai precisato circa il tuo DOC mi ci rispecchio veramente tanto. Magari non sarò sceso troppo nei dettagli ma molte di quelle cose ero arrivato a farle anch'io, incluso il lavarmi spessissimo le mani, e per i tuoi stessi motivi: quasi avessi paura di "contaminare" gli altri oppure anche solo i miei oggetti personali o quelli che toccavo in casa. Chi soffre o ha sofferto di questo disturbo, che fra l'altro ancora adesso non mi ha completamente abbandonato, anche se riesco a gestirlo molto meglio senza che intacchi il mio studio oppure la mia socialità, sa quanto possa essere massacrante. Non auguro a nessuno di passarci. E' come sentirsi in trappola nella propria stessa pelle ed è una sensazione molto dolorosa... se ci ripenso, nonostante tutta l'ironia del mondo, ammetto di sentirmi come uscito vivo da un combattimento mortale. Spero veramente che anche per te le cose siano migliorate, con il tempo.
Per quanto riguarda il fattore psicologo hai ragione, infatti ti dico che se tornassi indietro quella sarebbe la prima cosa che gli riferirei. Eppure un aiuto concreto non è mancato, ribadisco, e ciò perché ho compreso che molti di questi miei problemi d'ansia non si ricollegavano alla sola dimensione sessuale. Sono un bel tipetto, io. Decisamente stralunato e mentalmente eccentrico, alle volte. Non vi auguro di conoscermi di persona :lol:
In effetti è già da un po' di tempo che medito di tornare dal mio terapeuta a distanza di anni, anche solo per un paio di sedute. Vorrei tanto parlargli di me, vorrei che mi desse un parere sui cambiamenti, sui miglioramenti che ho fatto. Perché, vedete, di base è proprio il mio rapporto con la vita che è cambiato. E' un po' come aver trovato la persona giusta, ma dentro se stessi. Mi piace molto pensarla in questi termini. E naturalmente vorrei parlare, finalmente, al dottore di questa mia possibile omosessualità. Potrebbe anche essere un bel proposito per vivere più serenamente il prossimo anno accademico. Che ne pensate?
Guarda Hospes, io per primo sono estremamente grato ai miei genitori per essere le persone che sono. Mi rendo perfettamente conto e sono molto rammaricato del fatto che, purtroppo, non tutti i ragazzi siano stati fortunati come me e tu fai capire benissimo di essere fra questi. Io voglio disperatamente bene ai miei, però non penso che darebbero una festa se un giorno dovessi dir loro di essere davvero gay, se un giorno dovessi portare a casa loro un mio eventuale fidanzato per un pranzo tutti insieme. Non credo sarebbero esattamente felici di questo, ma d'altra parte sono ben consapevoli che la libertà è un bene prezioso che va conquistato e anche facile da perdere. Sono ben consapevoli che è la mia vita, e non hanno mai ostacolato le mie scelte, mi hanno educato a essere un ragazzo tutto cuore a dispetto di tante cose. Però un po' di paura per il futuro ce l'ho lo stesso...
Le donne sono maledettamente complicate, hanno l'incredibile potere di mandare in crisi perfino un uomo dall'omosessualità marcata, e noto con piacere di non essere l'unico :lol: :lol: sai che, per esempio, a volte mi piace di più "stalkerare" le ragazze piuttosto che i ragazzi? Se in università noto una ragazza che mi piace passo anche molto tempo a guardare il suo profilo Facebook. Guardo le foto, spio i suoi interessi e a volte mi sorprendo a pensare "Okay, è quella giusta!" e inizio a pensare a come saranno i nostri figli, alla nostra casa ahahah. Scusate, parlo come una dodicenne :lol: e in effetti pensieri come questi, almeno fino a questo momento, non mi sono mai venuti sui ragazzi, anche perché poi quanti casi di gay, come te appunto, che si innamorano del migliore amico! Io di amici maschi ne ho molti e con alcuni di questi si sono create anche delle situazioni di intimità, ma sono sempre rimasti confinati nella famosa friendzone, per me. Boh, magari non sono un bravo gay? Le donne restano un miracolo di umanità, è questa credo la cosa che mi seduce di più. Un lato che a volte, purtroppo, agli uomini difetta. I gusti in fatto di sesso sono molto personali e nessuno ha il diritto di giudicare, assolutamente! Beh, sei fortunato te allora! Se il sesso anale è la quintessenza dell'omosessualità sono quasi desolato che non mi piaccia ahahah. Però proprio non riesco a reggerlo! :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi racconto.
MessaggioInviato: giovedì 14 luglio 2016, 9:59 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
Ooops m'era sfuggita Illu... bah povera vekkia talpa ^_^
Ti lavavi/lavi le mani carissimo? Beh, direi che potremmo tutti sopravvivere a questo tuo esecrabile difetto. Male che vada, esagerando, potresti rimediarci qualche fastidiosa idrodermite. Ti sei masturbato a 6 anni? Io ti ho superato gnè gnè gnè :mrgreen:
Devo solo alla memoria di mia madre il fatto che lei mi colse in quell'atto a 5 :lol:
Non vedo come non si possa definire questo come una più che legittima esplorazione delle possibilità del nostro corpo. Se poi ci vuoi arrivare a 5 o a 20 direi che dovrebbero essere del tutto fatti tuoi.
Non ti piace il sesso anale? Anatema! Se dovessimo amarci davvero come soggetti non dovremmo coerentemente e senza alcun intervento di etiche o morali(smi) tener semplicemente presenti i nostri limiti? :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi racconto.
MessaggioInviato: giovedì 14 luglio 2016, 14:12 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 325
Illuminist ha scritto:
Scusate, parlo come una dodicenne :lol:

:lol: Ma non devi scusarti di niente! tanto per cominciare io faccio le stesse cose ed anche di più, la settimana prossima (o al max quella dopo ancora) aprirò una discussione incentrata proprio su questa "incoerenza" sessuale perché è forse il tema sul quale ho bisogno di confrontarmi di più con ragazzi omo/bi. Per il momento mi fa piacere scoprire che almeno un altro come me c'è! ^_^
Cavolo però, uno deve arrivare a 25 anni per apprendere certe cose? E solo perché durante l'adolescenza non ha potuto/voluto parlare! :evil: Che palle! Francamente con il mio aprirmi mi sembra di riguadagnare terreno, inoltre spero che serva un po' a minare alla base certi tabù, di dare quindi il mio contributo affinché gli adolescenti di oggi e domani trovino una strada già parzialmente costruita per aprirsi e capirsi meglio ed in tempi decenti. Per ora ti dico che secondo me non sono affatto pochi gli uomini etero che fantasticano su un futuro con una bella casa, moglie e figli, solo che non lo manifestano perché secondo la morale comune l'uomo non deve fare il "tenero". Oh, ma palle! :evil:

Argomento psicologo: ti sconsiglio fortemente una ripresa di sole due sedute, non avrebbe affatto senso, specie su un tema delicato come la sessualità. Se vuoi iniziare un nuovo cammino io non posso che appoggiarti visto che ritengo la psicoterapia una delle attività più utili e benefiche che esistano. Io ci sono stato per quasi 5 anni e mi pento solo di non esserci andato prima, non mi rendevo conto di quanto mi sarebbe stata utile! Ho avuto la fortuna di parlare con uno psicologo molto giovane (ma già padre e molto maturo), per me che non ho fratelli maggiori né cugini è stata ancora più benefica la cosa. U.U Lui totalmente etero, ma chiaramente per il mestiere e gli studi intrapresi ha una mentalità apertissima, ho veramente potuto aprirmi quasi al 100% in tema di sessualità, mi sentivo solo ascoltato con vero interesse su un sacco di argomenti, è stata una liberazione (SOSPIRO DI SOLLIEVO) :) ! Io sono convinto che TUTTI dovrebbero andare dallo psicologo almeno una volta nella vita, ed anche gli psicologi stessi: la società ne trarrebbe grande vantaggio, vivremmo in un mondo enormemente più sano.

Sui genitori ti capisco e LI capisco benissimo: sarà un mio limite, ma non credo che due persone possano davvero essere felici dell'omosessualità di un figlio. Se si è civili e maturi la si accetta, la si rispetta, ci si rallegra della felicità di chi si è messo al mondo, ma onestamente non mi sognerei mai di pretendere da due genitori che ne siano felici come se il loro figlio amassi una donna. Non so, forse è un mio limite, ma la vedo così. Secondo me basterebbe avere il loro rispetto, e se non ci fosse neanche quello,be', non si può essere schiavi dei genitori, né elemosinare il loro appoggio, poiché possono sbagliare anche loro. Parole dure da ascoltare per chi vuole bene a mamma e papà, ed è bruttissimo non andare d'accordo con loro che ci hanno dato la vita, ma a volte,purtroppo, un grande scontro può essere inevitabile :cry:
Va anche detto altresì che alle volte proprio da questi scontri può nascere una nuova intesa, più forte ed autentica. :)

Il DOC? Sì, è massacrante. Mi venne detto che è tipico di chi ha un Super-io molto sviluppato, quindi una moralità ed un senso della giustizia eccessivi ed asfissiante, ed in effetti è il mio ritratto. Ad ogni modo la fase acuta è passata da un pezzo e, sebbene preferirei non esserci mai passato, oggi sono incomparabilmente più forte e più grande di quando avevo 18 anni: allora già mi sentivo veramente adulto (molto di più dei miei coetanei), eppure solo ora vedo quanto fossi ancora piccolo per tanti aspetti. Acqua passata.

Ancora sul sesso anale: be', no, non affatto devi sentirti incompleto o dispiacerti se non ti piace, assolutamente. Di recente sento di parecchi omosessuali che si dichiarano disgustati da tale pratica, e quindi mi dico che non siamo tutti uguali ed è giusto non sentirsi forzati mai e poi mai.
Non sei un omosessuale anomalo, non ti preoccupare. L'anomalia sarebbe nel dirsi contrari solo per sembrare meno dell'altra sponda, per offrire un'immagine dell'omosessualità più accettabile a sé stessi ed agli etero (che poi a loro non piace il sesso anale??? Il porno etero ne è pieno, qualcosa significherà pure! ;) ), questo sì che sarebbe inaccettabile.


Ultima modifica di Hospes91 il domenica 20 novembre 2016, 0:32, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Mi racconto.
MessaggioInviato: giovedì 14 luglio 2016, 20:21 
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Tranquillo, non c'è pericolo di sentirmi anomalo per questo innocuo dettaglio. :) Oddio, non credo capiterà mai mi verrà voglia di provare, ma nella vita non si può mai dire. Se però immagino il sesso fra due ragazzi ci sono tante cose per me più stimolanti e complete che mi vengono in mente. Ma, appunto, il mondo è bello perché vario e comunque mai dire mai.
Tu mi consigli proprio di iniziare un nuovo percorso con il mio terapeuta, specie se intendo affrontare da vicino un aspetto delicato come questo, ma purtroppo da quando sono all'università sono diventato fuorisede e non passo più molto tempo a casa dei miei genitori. Inoltre non vorrei cambiare esperto, con quello che mi seguiva prima c'era un equilibrio particolare ed intimo, non so se sarebbe facile ritrovarlo.
Sarebbe un'ottima idea aprire una discussione sulla, chiamiamola così, eterocuriosità, ti appoggio in pieno. Sono sicuro che non siamo gli unici messi così male! :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi racconto.
MessaggioInviato: giovedì 14 luglio 2016, 20:24 
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Iscritto il: lunedì 25 aprile 2016, 22:42
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agis ha scritto:
Ooops m'era sfuggita Illu... bah povera vekkia talpa ^_^
Ti lavavi/lavi le mani carissimo? Beh, direi che potremmo tutti sopravvivere a questo tuo esecrabile difetto. Male che vada, esagerando, potresti rimediarci qualche fastidiosa idrodermite. Ti sei masturbato a 6 anni? Io ti ho superato gnè gnè gnè :mrgreen:
Devo solo alla memoria di mia madre il fatto che lei mi colse in quell'atto a 5 :lol:
Non vedo come non si possa definire questo come una più che legittima esplorazione delle possibilità del nostro corpo. Se poi ci vuoi arrivare a 5 o a 20 direi che dovrebbero essere del tutto fatti tuoi.
Non ti piace il sesso anale? Anatema! Se dovessimo amarci davvero come soggetti non dovremmo coerentemente e senza alcun intervento di etiche o morali(smi) tener semplicemente presenti i nostri limiti? :)


E io che pensavo di essere troppo precoce... :)
Per fortuna ora non sono più così maniacale, ho scoperto che se ne possono trarre più danni che benefici.
Ottimo intervento. ^^


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi racconto.
MessaggioInviato: giovedì 14 luglio 2016, 22:18 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
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No, non ti sto consigliano di reiniziare un percorso, semplicemente esprimo la mia approvazione se vuoi tornare in terapia, perché come ho già scritto la mia esperienza è stata totalmente positiva, tutto qua.
Capisco voler evitare di ricominciare daccapo e preferire riprendere una conoscenza già effettuata (anche perché così lo psicologo potrebbe osservare bene i tuoi sviluppi), ma non è affatto detto che non ci si possa trovare perfino meglio con un altro, tienilo sempre presente, anche per un domani.

Lo spero proprio che non siamo i soli in questa situazione ambigua con le donne, perché francamente ho davvero bisogno di vederci chiaro e di scoprire come (e se) gli altri abbiano risolto tale faccenda! La prospettiva di vivere con un uomo e continuare a sentire un bisogno di donna accanto non mi attira per niente, dunque o mi passa o "divento" etero, accidenti! :lol:


Ultima modifica di Hospes91 il domenica 20 novembre 2016, 0:12, modificato 1 volta in totale.

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