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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere gay
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 0:22 

Iscritto il: domenica 12 marzo 2017, 23:42
Messaggi: 31
Buona sera a tutti!
mi sono appena iscritto a questo forum ed è quindi anche la prima volta che scrivo qui. è anche la prima volta che mi iscrivo a un forum di questo tipo.
Ho 33 anni, ho sposato mia moglie tre anni fa, dopo otto anni in cui siamo stati insieme, convivendo per due anni prima del matrimonio. Non ho mai finto eccitazione per lei, io credevo che davvero mi piacesse. Fin da ragazzino ho avuto delle fantasie omosessuali ma mi sono sempre detto che era normale averle e che quel lato di me era solo un lato appunto, minoritario e tale sarebbe rimasto, perché a me piacevano le donne e mia moglie in particolare. Ultimamente, più o meno da un anno e mezzo, ho iniziato a rendermi conto di desiderare sempre meno mia moglie, sia per la frequenza sempre più scarsa dei nostri rapporti, sia per l'insoddisfazione mia e sua, sia per la frequenza delle mie mancate o insufficienti erezioni. Questo un po' alla volta, non c'è stato un momento preciso, ma più aumentava in me questa consapevolezza, più cercavo compensazione in quell'altro lato di me: ho iniziato a cercare incontri occasionali con uomini, per "provare", e provando mi piaceva, quindi entravo ancora più in crisi, anche perché questi incontri mi hanno lasciato poi sempre un forte senso di colpa e anche di frustrazione, per quanto sul momento fossero appaganti. Le cose con mia moglie intanto hanno proseguito ad andare avanti sempre peggio. Un mese fa, in uno di questi incontri, incontro un ragazzo, col quale poi stranamente (prima di lui non ho mai voluto reincontrare lo stesso ragazzo, soprattutto per la paura di creare un qualche legame affettivo che mi avrebbe poi messo in ancor più grande difficoltà nel matrimonio), decido di rivedermi perché con lui mi sono trovato particolarmente a mio agio e mi ispira molto come persona. Così inizio, con grandissimi timori da parte mia e con grande pazienza da parte sua, una specie di relazione con lui: inizialmente ci rivediamo un paio di volte solo per degli incontri sessuali, poi però iniziamo a mandarci messaggi durante la giornata e a incontrarci anche per fare una serie di cose non sessuali e la conoscenza e l'intesa si approfondiscono lentamente. Tra le altre cose, con lui riesco finalmente a parlare per la prima volta in assoluto di questo aspetto di me. Non ne avevo mai parlato a nessuno, nemmeno agli amici e alle amiche più intime. Tanto meno a mia moglie. Ora posso dire di essere arrivato a rendermi conto di una serie di cose.
Ho fatto alcuni gravi errori che mi stanno costando e che mi costeranno cari, ma adesso almeno ne sono consapevole. Potrei forse trovare un equilibrio e "salvare" il mio matrimonio, scegliere una situazione di compromesso consapevole, evitare il disastro. Ma non credo di voler fare questa scelta.
Ho sempre saputo, dentro di me, nel profondo, di non essere etero, ma non l'ho mai ammesso nè con me stesso nè con gli altri. Ora l'ho ammesso per la prima volta con qualcuno e riesco a dirlo anche a me stesso. Sto cercando di capire meglio cosa voglio fare della mia vita, ma di sicuro voglio vivere nella verità davanti a me stesso, visto che finalmente, all'alba dei 33 anni, forse, ci sono arrivato.
Devo prendere una decisione con mia moglie: non è solo per vivere liberamente la relazione gay che ho iniziato e che non posso sapere come potrà evolvere, ma è perché non posso vivere ancora come prima con mia moglie: lei non si merita questo, è ancora abbastanza giovane, può rifarsi una vita. Io ho creduto sinceramente di amarla più di me stesso, ma adesso so che, anche se abbiamo vissuto tanti momenti davvero belli e anche appaganti insieme sotto diversi aspetti, alla base di tutto c'era un mio errore imperdonabile. E alla luce di quello che ho capito in questi ultimi mesi, comprendo anche meglio quella che è stata la mia vita sessuale fino ad ora e quella con mia moglie in particolare. Quindi ora ho preso appuntamento dalla psicologa (da cui prima non mi è mai passato per la testa di andare) perché vorrei capire bene come fare per gestire questo momento di rivelazione della verità con mia moglie, perché credo che le farà molto male, sarà devastante, ma alla fine mi auguro anche liberatorio.
Non so se riceverò mai perdono per tutto questo da me, da mia moglie, da tutti famigliari-amici-parenti. Non lo so. Ma so che finalmente sto trovando la forza per almeno porre fine all'errore più grave di tutta la mia vita. Magra consolazione, ma forse è la cosa migliore che io abbia mai fatto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 7:53 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
Se stai già andando dalla psicologa lascerei in primo luogo lavorar lei.
Nel frattempo, se già non l'hai fatto, mi andrei a leggere il manuale di project al capitolo "Bisessualità" che lì è fatto molto bene e piace un botto anche a me.
Di mio aggiungerei solo che, se con questa donna ci sei stato 11 anni di cui tre di matrimonio, sei sicuro che non stai facendo emergere proprio ora questo aspetto della tua personalità in senso giustificativo per la classica crisi generale del settimo/ottavo anno? E poi dopo tre anni di convivenza 7/7 24/24 dopo mille volte che si sia fatto sesso mi pare un po' difficile che alla millesima volta ci sia la stessa situazione mentale della prima. Dopo undici anni di relazione hai mai provato a chiedere a tua moglie qualcosa sulle sue personali fantasie erotiche dopo esserti fatto un po' tardivamente questi problemi con le tue? :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 9:45 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5126
Benvenuto Nonsocosadire!! Beh, come avrai potuto vedere girando per il forum, le situazioni simili alla tua non sono una rara eccezione. Condivido le osservazioni di Agis circa il fatto che si tratti più di bisessualità, magari a prevalenza gay, che di omosessualità nel senso stretto del termine, il che significa che, alla lunga, anche una relazione gay esclusiva potrebbe finire per starti stretta. Ma ora il problema fondamentale è un altro. Non so che cosa tua moglie abbia capito e che spiegazioni si sia data, ma non ci sono dubbi sul fatto che deve essere coinvolta nella determinazione del destino del vostro matrimonio, e trovarsi di punto in bianco a capire di avere sposato un uomo omo-bi-sessuale, per una donna "può" essere traumatico, anche se non è detto che lo sia, molto dipende dai vostri rapporti affettivi, al di là del sesso e del matrimonio, perché esistono anche altri modi di volersi bene.
In ogni caso, Benvenuto nel Forum!!



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 Oggetto del messaggio: Re: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 12:11 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
Grazie progettino destride caro ^_^ :O)***

Ora però mi stavo chiedendo nonosocosadire...

non potresti provare a presentare questo tuo amico anche a tua moglie? ^_^

Visto che, tanto sul piano virtuale, quanto su un piano ben più reale i siti degli "scambisti" abbondano, questo, secondo te/me/noi tutti che cosa vuol dire? ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 13:47 

Iscritto il: domenica 12 marzo 2017, 23:42
Messaggi: 31
Grazie intanto per le vostre risposte.
Non so come potrei definirmi, di sicuro capisco che la parte omo in me è prevalente, non so se lo sia sempre stata, forse sì e non l'ho mai accettata prima, o forse è stata un'evoluzione, non lo so. Quello che capisco è che ormai da troppo tempo vivo in una situazione che non è buona né per me né per mia moglie. Lei si chiede e mi chiede perché non la desidero, perché non la cerco, io non le ho mai dato una risposta sensata, all'inizio forse perché non riuscivo ad ammetterlo neanche a me stesso, poi per paura. Io voglio ancora molto bene a moglie, è una persona che è parte della mia vita ormai da tanto tempo. Ma non posso dire di amarla come sento di amare il ragazzo con cui ho questa relazione. Ed è assurdo, perché lui lo conosco appena, soprattutto se paragono il mio rapporto con lui alla storia decennale con mia moglie. Ma quello che mi dà da pensare, e molto, è che nemmeno all'inizio, quando ho conosciuto e mi sono innamorato di mia moglie o in precedenza di altre ragazze, ho mai provato gli stessi sentimenti che provo ora per lui. E mi rendo conto che anche l'attrazione fisica è molto più forte verso di lui, ma questo lo avevo già sperimentato in incontri con altri ragazzi precedenti anche se solo finalizzati al sesso.
Mi rendo conto che devo riuscire a gestire nel modo migliore la situazione per me e anche per mia moglie. Io non credo che lei si aspetti nulla di tutto questo. Lei sa, perché gliene ho parlato pochi giorni fa, che sto vivendo un momento di difficoltà nel mio rapporto con lei, che ho deciso di andare dalla psicologa per capire meglio, che non provo più attrazione fisica verso di lei. Ho paura di fare ancora danni, come se non ne avessi già fatto abbastanza. Ma capisco anche che non voglio più vivere così, quindi voglio risolvere nel modo migliore possibile, sapendo comunque che il dolore sarà inevitabile.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 14:01 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Anch'io sono convinto della tesi del settimo anno. Infondo se sei gay non è colpa tua, se l'hai sposata e adesso ti sei accorto di non amarla più è un bel casino. E' un casino talmente incasinato che l'unico modo per uscirne è incasinare di più il tutto. Il problema degli uomini di oggi è che non si sanno assumere le proprie responsabilità. Le relazioni take away sono molto semplici da gestire, un matrimonio molto meno. Io spazzerei via la questione dell'omosessualità e mi occuperei di più di cosa non ha funzionato nel vostro rapporto. Sai com'è, potrebbe non funzionare anche in quello successivo e se pensi che i rapporti omosessuali siano più semplici da gestire :lol: .... beh mi scappa una grossa e grassa risata! Sono tutti come te, narcisisti, egoisti e incapaci di assumersi le proprie responsabilità... ah dimenticavo anche vittimisti e convinti che il mondo ce l'abbia sempre con loro. Vorrei scusarmi con te per i toni, ma sai che c'è? Non mi va... Così giusto per gioco immagina che tua moglie sia entrata in una chat di incontri e scopi a destra e a manca con perfetti sconosciuti... Fa un brutto effetto immagino o no? Essere gay, ammesso che tuo lo sia, non ti deresponsabilizza in nulla rispetto ad un matrimonio. L'amore può anche finire, ma il rispetto non dovrebbe mai venire a mancare. I tuoi gesti sono stati un'assoluta mancanza di rispetto e per altro si tratta di comportamenti ripetuti nel tempo. Forse l'idea che fossi gay, che ti fossi represso per tutto quel tempo, ti ha fatto sentire vittima del mondo. Forse questo pensiero ti ha un po' estraniato dai tuoi gesti... Ma è ora che torni con i piedi per terra. Non sto dicendo che il matrimonio sia andato male solo per colpa tua, né che tua moglie sia vittima assoluta. Sto solo dicendo che i tuoi gesti provano innanzitutto che non ami tua moglie e che non la stimi abbastanza dal voler salvaguardare almeno la sua dignità di donna.

Che tu sia gay al 100% lo escludo in ogni caso. Forse bisessuale, ma anche lì varrebbe da chiedersi quanto saresti capace di entrare in una relazione omo. Desiderare un corpo maschile non ti fa capire in che misura ti piacciono i maschi e il tuo desiderio di sfuggire all'impiccio dentro cui ti sei messo potrebbe farti sovrastimare la tua componente omosessuale. Dovresti interrogarti su tante cose, sul perché hai sposato una donna che non amavi, su cosa non ha funzionato, chi o cosa ti ha spinto verso quella direzione. Per paradosso l'indagine sulla tua sessualità apre interrogativi che silenziano un'autentica riflessione su te e quello che stai facendo. La tua omosessualità è una risposta, non una domanda.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 15:58 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
Alyosha ha scritto:
Così giusto per gioco immagina che tua moglie sia entrata in una chat di incontri e scopi a destra e a manca con perfetti sconosciuti... Fa un brutto effetto immagino o no?



Eccerto brutta bagascia! :evil: :evil: :evil:
Se tu stavi con me non potevi almeno presentarmeli? :lol: :lol: :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 17:08 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5126
Aggiungo un punto, che in genere nessuno vuole sentire ma che è fondamentale ancora più di quelli di cui si è parlato. Mi chiedo se nelle tue esperienze gay hai fatto esclusivamente sesso protetto. Se per caso non fosse così, ti inviterei a fare il test, tenendo presente che per il periodo finestra devono essere passati circa 50 giorni dall’ultimo rapporto.



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 Oggetto del messaggio: Re: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 18:44 

Iscritto il: domenica 12 marzo 2017, 23:42
Messaggi: 31
Per i rapporti che ho avuto al di fuori del matrimonio, posso dire che nel mio lucido egoismo ho almeno avuto il buon senso di usare sempre il preservativo per qualsiasi tipo di rapporto e di aver fatto comunque, due mesi fa, un test per varie MTS, per maggiore sicurezza, non perché avessi qualche sintomo particolare e non perché avessi avuto qualche "incidente". Questo è un punto sul quale non sono e non sarò mai disposto a transigere, anche se poi so benissimo che ciò non compensa minimamente tutto il resto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono sposato ma sono arrivato alla consapevole di essere
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 19:15 

Iscritto il: domenica 12 marzo 2017, 23:42
Messaggi: 31
Per quanto riguarda invece altri punti che sono stati sollevati, è vero, sono d'accordo sul fatto che i miei comportamenti DIMOSTRANO la mia mancanza di rispetto verso mia moglie e verso il nostro rapporto. Ne sono sempre più consapevole. Non credo però di essermi mai sentito una vittima in questo, né di considerare mia moglie o altri la causa o la giustificazione dei miei atti anche in ambito sessuale. Sono consapevole che le scelte sbagliate e reiterate, come giustamente qualcuno sottolinea, che ho compiuto ai danni di mia moglie e in fondo anche di me stesso, sono la dimostrazione di altri problemi che includono ma vanno anche al di là dell'aspetto strettamente sessuale.
Per quanto riguarda l'attrazione per gli uomini, io so di averla sempre avuta, banalmente perché nella masturbazione sin da ragazzino quelle erano le fantasie prevalenti se non direi esclusive e spontanee. Il fatto poi di ricercare comunque l'appagamento e la relazione con donne, mi ha fatto sempre sentire "al sicuro" da questo aspetto di me che non ho mai voluto prendere sul serio. E il fatto che la cosa, almeno apparentemente, funzionasse con le donne (sia dal punto di vista fisico, per quanto senza grandi soddisfazioni, sia dal punto di vista emotivo/relazionale) mi dava conferma che, in fondo, il problema non c'era, si trattava semmai appunto di un aspetto, secondario, magari "malato", ma comunque perfettamente mantenibile sotto controllo.
Credo che sarei andato avanti ancora per molto con questa situazione, che, per quanto arrivata a una fase piuttosto critica, poteva probabilmente essere trascinata e magari anche temporaneamente "risolta", salvo poi ricadere nelle stesse dinamiche delle quali io, lo ripeto, mi ritengo il primo e principale responsabile (e non voglio e non merito nessun applauso per questa ammissione, è un semplice dato di fatto evidente). Ciò che è accaduto e che ha inciso su di me è stato però la scoperta, attraverso questo ragazzo di cui ho parlato, della mia capacità affettiva nei confronti di un uomo. Non sto dicendo che una persona come me sia in grado di amare veramente e in modo sano. Non pretendo di affermare questo. Ma pretendo invece di dire che se prima ero assolutamente certo che l'aspetto omosessuale fosse per me una faccenda solo fisica, di attrazione per un corpo maschile, ora so che non è così (ci voleva così tanto tempo? evidentemente sì). So che per un uomo provo sentimenti di affetto, desideri di condivisione, pensieri di innamoramento, che finora pensavo di poter provare solo con le donne. E non soltanto: questi sentimenti sono più intensi, più coinvolgenti, più sconvolgenti, di quelli che ho provato finora nei confronti di ogni donna con la quale ho avuto una relazione. Questo vuol dire che sono gay? Io so come mi sento ora e so che sto provando a capire tutto quello che ho fatto finora alla luce di quello che sto vivendo nel presente. Sono consapevole che "il problema" non è solo la mia sessualità, ma sarebbe anche ingenuo pensarlo, sarebbe un modo facile per non guardare in faccia alla realtà. Mi rendo conto che il casino che sto vivendo e che ho contribuito in prima persona a creare ora deve essere risolto creando grande scompenso a tutti. Mi rendo anche conto che, se intraprenderò una relazione con un uomo, questa non sarà al riparo da nessuno dei problemi che ho avuto in precedenza nelle altre relazioni e in quella attuale con mia moglie, a meno che non sia io a cambiare; insomma, non credo affatto che la "soluzione" ai miei problemi e agli aspetti negativi miei sia intraprendere una relazione omosessuale. Su questo non ho alcun dubbio: io sono e sarò sempre io, e devo e dovrò lavorare su di me, per quel che è possibile, perché i miei problemi non dipendono da mia moglie o da una situazione come quella del matrimonio, ma da me.


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