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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: domenica 23 aprile 2017, 10:20 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 821
Tommy2017 ha scritto:
No Agis, secondo me l'amore c'era e tanto, da parte sua sopratutto, voglio credere che c'è ancora, ma la sua famiglia ragiona proprio con la regola dei matrimoni per convenienza e mia moglie è troppo orgogliosa e sucube della sua famiglia per ragionare diversamente...oserei dire che è vittima della sua stessa famiglia. E questo mi dispiace perchè quando mi guarda e che mi dice che mi ama e mi è stata vicino anche in questo periodo o che mi dice che grazie a me ha fatto e visto cose che altrimenti non avrebbe potuto fare, mi stringe il cuore perchè capisco che vorrebbe solo poter ragionare con la sua testa, ma non riesce e io ero l'unico suo appiglio di distacco dalla sua famiglia anche se può sembrare una contradizione perchè poi appena parlava con i suoi faceva il contrario. Ed ora che parla di soldi e disonori è perchè sua madre gliene parla in continuazione dando le colpe solo a me! Mai a se stessa! Non mi sento di darle troppe colpe...Poi non so forse sono io che vivo troppo di perbenismi e sogni e non vedo la realtà...


Beh qui sarei integralmente d'accordo con il mio destride project Tommy non foss'altro perché di situazioni di questo tipo m'è capitato di vederne pure a me a prescindere dalle preferenze di genere. D'altra parte se, per le suocere si dice che c'è il "posto della suocera" o, al limite, la stricnina, magari una ragione pure ci sarà... checcevvoiffà? ^_^.
Nella mia esperienza sono situazioni più comuni appunto nei paesi, nei posti piccini dove ci può essere una forte previsionalità nella predisposizione di ruoli sociali con i quali il singolo non si trova sempre compliant.
Su un piano pratico una domanda che potrebbe avere un suo perché è se il tuo ambito lavorativo sia locale o, come spesso capita di questi tempi, più allargato. In altre parole. Lavori al paesello od altrove Tommy?


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: lunedì 24 aprile 2017, 19:41 

Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2017, 17:33
Messaggi: 12
Per quanto riguarda il mio lavoro: vivo nel paesello ma lavoro nella cittadella affianco, che non è molto grande ma, a grandi linee, non è sicuramente una situazione molto omofobica. C'è da specificare che anche nel paesallo, a grandi linee, non c'è molto pregiudizio (vi saprò poi raccontare in futuro), se non per una subcultura dove hanno un'idea famigliare tipo quella della famiglia di mia moglie. Ma non voglio dare troppe spiegazioni e specifiche per non mettermi nei casini. Compreso al lavoro, che mi da grosse soddisfazioni e mi piace, il 90% dei clienti sono stranieri e ho una situazione in cui il 25/30% dei clienti sono omosessuali (uomini e donne) e di cui la metà di questo 25/30% sono coppie omosessuali sposate o coppie di vecchia data. Quindi un'ambito lavorativo sicuramente gratificante e aperto. La mia difficoltà più grossa, mi stò rendendo conto in questo un'ultimo periodo, non è tanto la società intorno a me, ma è una difficoltà mia interna. Ho difficoltà a togliermi dal "personaggio" ormai interiorizzato e "che mi sono fatto imporre da mia moglie" e difficoltà a vedermi diverso, che poi di diverso rispetto a prima non ho nulla, lo so. Immagino che avrò solo bisogno di tempo per conoscermi meglio e togliermi alcuni pregiudizi che ho nei miei stessi confronti.


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: lunedì 24 aprile 2017, 20:11 
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Messaggi: 4980
Tommy, fai molto bene ad essere prudente nell'uso del forum, perché il sito è pubblico e la tutela della privacy è fondamentale.



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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: lunedì 24 aprile 2017, 20:36 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 821
Tommy2017 ha scritto:
Per quanto riguarda il mio lavoro: vivo nel paesello ma lavoro nella cittadella affianco, che non è molto grande ma, a grandi linee, non è sicuramente una situazione molto omofobica. C'è da specificare che anche nel paesallo, a grandi linee, non c'è molto pregiudizio (vi saprò poi raccontare in futuro), se non per una subcultura dove hanno un'idea famigliare tipo quella della famiglia di mia moglie. Ma non voglio dare troppe spiegazioni e specifiche per non mettermi nei casini. Compreso al lavoro, che mi da grosse soddisfazioni e mi piace, il 90% dei clienti sono stranieri e ho una situazione in cui il 25/30% dei clienti sono omosessuali (uomini e donne) e di cui la metà di questo 25/30% sono coppie omosessuali sposate o coppie di vecchia data. Quindi un'ambito lavorativo sicuramente gratificante e aperto. La mia difficoltà più grossa, mi stò rendendo conto in questo un'ultimo periodo, non è tanto la società intorno a me, ma è una difficoltà mia interna. Ho difficoltà a togliermi dal "personaggio" ormai interiorizzato e "che mi sono fatto imporre da mia moglie" e difficoltà a vedermi diverso, che poi di diverso rispetto a prima non ho nulla, lo so. Immagino che avrò solo bisogno di tempo per conoscermi meglio e togliermi alcuni pregiudizi che ho nei miei stessi confronti.



Ook Tommy. Bene. ^_^ No perché sai, a trent'anni per la pensione ne mancano ancora parecchi (ammesso e non concesso). Se la tua posizione lavorativa non rischia di risentirne e potrebbe determinare finanche un effetto helper e di figli non ne avete messi al mondo, le cose sembrano in effetti di gran lunga più semplici e, magari, la tua prossima relazione, a prescindere dal genere del/la partner e da questa identità che vai recuperando, potrà comunque essere più meditata, riflessiva e, magari, perché no? Comunicativa. Sembrano essere passabilmente numerose le relazioni di coppia nelle quali, a prescindere dalle differenze di genere e di inclinazione sessuale ci si scopre, alle volte a distanza di anni, come dei perfetti estranei :)


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