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 Oggetto del messaggio: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: domenica 16 aprile 2017, 17:36 

Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2017, 17:33
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Salve a tutti, innanzi tutto faccio i complimenti per il blog che ormai seguo da tanti mesi e che continuo a seguire leggendo testi, riflessioni e commenti e ringrazio Project per i suoi consigli. Tutti testi che mi hanno aiutato in questo periodo non esattamente facile. Ho provato molte volte a scrivere la mia storia per dare anch’io aiuto a qualcun altro con la mia esperienza e avere soprattutto un aiuto o un consiglio, ma ho sempre avuto paura e confusione su cosa scrivere.
Sono un ragazzo di 29 anni, non più esattamente un adolescente. Premessa che ho capito di avere da sempre una forte omofobia interiorizzata, probabilmente da una nonna affettuosa e amorevole ma completamente contro il mondo gay o di un padre che ci scherzava sopra con gli amici. Ero un bambino e certe frasi che, con la testa di oggi capirei che vanno contestualizzate e capite in maniera completamente diversa, mi avevano segnato. Non so se sono state queste frasi o cosa ma ho sempre visto l’essere omosessuale come qualcosa di perverso e malato, non dico quanto la pedofilia ma quasi.
Ricordo che fin da bambino piccolo avevo pensieri diversi ma ho avuto conferma di essere diverso a 14 anni quando mi sono innamorato per la prima volta di un ragazzo. Ovviamente è stato un amore non corrisposto e unilaterale, essendo lui etero. Tutto ciò mi faceva soffrire, non solo per l’amore non corrisposto, ma perché è qualcosa che assolutamente non volevo e cercavo di rinnegarlo in me nascondendomi e mentendo anche a me stesso che era solo un amico. Il mio sogno fin da piccolo era avere una famiglia e dei figli. I figli erano il mio sogno più grande. Da parte mia oltre al coinvolgimento affettivo, avevo anche attrazione per questo ragazzo, alle volte mi bastava stargli vicino per avere un’erezione, ma non riuscivo a non desiderarlo e togliermelo dalla testa, e la cosa mi faceva vergognare da morire. In quel periodo non ricordo sinceramente la masturbazione in che direzione andasse, per comprendere meglio. Inoltre ricordo che con il tempo quando avevo interesse per un ragazzo cercavo di “traslare” i sentimenti nei confronti di altre ragazze, cercandomi di autoconvincermi che era così. Non so bene perché lo facevo, ma mi convincevo che era giusto così. E’ stato un periodo in cui mi sentivo sbagliato e ci soffrivo. Ricordo che cercavo di cambiare i miei gesti per apparire il più maschile possibile, essendo tuttora con atteggiamenti effemminati. Non facevo sport e niente che mi portasse a entrare in uno spogliatoio maschile perché mi vergognavo tantissimo vedere ragazzi nudi, mi ritrovavo a guardarli e desiderarli. Cercavo di fare di tutto per apparire il più normale possibile e avere un bell’aspetto mi aiutava perché ero sempre contornato da belle ragazze, molte delle quali mi andavano dietro, mentre per me erano solamente amiche. Tuttora mi trovo meglio con le ragazze e ho più amiche, con i ragazzi ho più difficoltà a legare. Inoltre ci ho provato per un po’ con alcune ragazze, ma senza avere alcun interesse né emotivo né fisico.
Poi è arrivata lei, la ragazza che poi è diventata mia moglie. Lei per me aveva un grande amore ed io in lei ho trovato quella tranquillità emotiva che mi confortava e mi faceva sentire normale. Per me lei è diventata un punto di riferimento e mi sono completamente lasciato trasportare dal suo amore. Io a lei ci ho tenuto e ci tengo ancora oggi tanto, ma pur sapendo che c’era qualcosa in me che non andava, ero riuscito a vederlo come qualcosa di esterno, non mio, a tal punto che ero arrivato alla fine a pensare di essere “guarito”; nemmeno “guarito”, semplicemente non c’era. Il sesso funzionava (forse), anche se non l’ho mai cercato e non mi aveva mai entusiasmato. Ogni tanto cadevo in periodi di tristezza e silenzi perché qualcosa usciva fuori e mi chiudevo sapendo che con un po’ di tempo passava e tutto sarebbe tornato come prima, e mia moglie poverina a cercare di capire qualcosa d’incomprensibile anche per me ormai. La masturbazione era diventata una necessità che facevo in modo meccanico e guardando sempre porno. Porno etero, guardare un gay era qualcosa di impensabile per me. Alcune volte lo guardavo per convincermi e aver conferma che non m’interessava. Però in quei filmati etero guardavo l’uomo e nella mia mente il piacere maggiore l’avevo nel sesso orale, con il desiderio, non solo di essere fatto su di me, ma io di farlo a lui, m’immedesimavo nell’attrice. Lo so è assurdo se ci ripenso, ma in quella maniera mi sentivo normale e soprattutto non in colpa. Probabilmente sono l’unico al mondo ad avere certe stranezze! La mia vita è andata avanti così, riempiendomi la vita di cose da fare senza fermarmi, immagino proprio per non avere il tempo di fermarmi a pensare. Credevo veramente che fosse tutto normale così. In fondo non ero sereno ma felice, avevo una vita perfetta.
Con mia moglie siamo cresciuti insieme, ci siamo rispettati e abbiamo fatto sempre tutto insieme, viaggiato, imparato lingue e ci siamo sostenuti a vicenda nei periodi difficili. Così ho deciso di sposarmi e regalare a mia moglie quel matrimonio tanto desiderato. Ho cercato di donarle quel matrimonio da sogno, ci avevo messo tutto il cuore. Nonostante sia stato un errore è stato un giorno in cui eravamo veramente felici è stato comunque il giorno più bello della mia vita e quando avevo preso la decisione, per me quel problema che avevo dentro non esisteva più.
Finché non è arrivato lui. Ero in chiesa, quella stessa chiesa che tante volte mi confortava nei momenti più difficile. Lui era di fronte a me. Non riuscivo a non guardarlo e la cosa assurda che ogni tanto lo beccavo che anche lui mi guardava e nell’accorgermene lui distoglieva lo sguardo quasi vergognandosi. Mi dicevo che era strano. Non era bello, ma i suoi occhi scuri, il suo guardo ingenuo da orsacchiotto (così lo chiamavo), grande e grosso mi attraeva. Caso vuole oltretutto che lo spostarono e lo misero affianco a me. Abbiamo fatto due chiacchere ed era anche simpatico e intelligente. Avevamo tantissime cose che ci accomunavano. Finito il corso scappo e vado senza troppe parole. Non lo vedo per un po’ finché un giorno lo rivedo in gruppo. Dovevamo fare una foto di gruppo e lui mi prende la mano per avvicinarmi a lui, un gesto da qualsiasi amico, ma quel tatto mi era piaciuto terribilmente, finito la foto scappo per la vergogna. I giorni dopo ripensavo a quel ragazzo, continuamente. Non riuscivo a togliermelo dalla testa. Piangevo, non so esattamente perché.
Poi un giorno dovevo chiedergli delle informazioni e mi da il suo numero di telefono. Mi guarda con i suoi occhioni in modo strano, misto da contentezza e vergogna. Percepivo che anche lui poteva provare i miei stessi sentimenti, ma evitavo di pensarci. Però non capivo esattamente e mi ripetevo che era tutto nella mia mente. Lo chiamo per quelle informazioni, ma la chiaccherata si allunga e dura due ore. Era veramente piacevole parlare con lui e vedevo che anche per lui era così. Nei giorni successivi ci risentiamo. E riusciamo a parlare ore con piacere senza fermarci. Iniziamo a sentirci più spesso anche con messaggi. Mi accorgevo che mi prendeva sempre di più, ma io come al solito dentro di me mi dicevo che avevo trovato un buon amico. Finché un giorno passo a casa sua a trovarlo. Sono stato mezz’oretta, solo che lui doveva andare a fare una commissione, ma ha insistito che lo aspettassi a tutti i costi, così lo aspettai. Poi abbiamo parlato ancora dei nostri studi, dei nostri viaggi e delle nostre passioni. Mi sembrava felice di vedermi e stare con me. Io sicuramente lo ero.
Il giorno dopo dovevo andare all’estero in giornata per lavoro e avevo bisogno di una mano, così essendo che il mattino ci eravamo sentiti gliene parlo e lui viene. Durante tutto il viaggio abbiamo parlato ed è uscito il discorso dei gay e dei gay rispetto la chiesa. Io sospettavo che lui lo fosse e glielo chiesi senza troppi preamboli, ripetendomi che era per curiosità. Lui mi rimbalza la domanda ed io gli rispondo “etero” ma gli parlo dei miei dubbi e mi definisco forse bisessuale (era la prima volta nella vita che ne parlavo con qualcuno era qualcosa che non volevo nemmeno parlarne con me stesso). Lui mi risponde che anche lui era bisessuale. Così abbiamo cominciato a parlare dei nostri dubbi e dei sentimenti provati nel passato. Io era la prima volta che mi ponevo davvero delle domande e ne parlavo ad alta voce. Da lui vengo a sapere che aveva incominciato ad accettarsi due anni prima, a 30 anni. Gli dico anche dei sentimenti che provavo nei suoi confronti (non avevano nessun secondo fine era solo per sincerità). Lui mi dice che era uguale, ero felice ma confuso, non me lo aspettavo. Poi con sguardo tenero e vergognoso appoggia la sua mano sulla mia. Aveva quel tocco tenero e deciso, mi sentì a disagio, ma mi piaceva terribilmente quel tatto. Avevo paura e sensi di colpa. Poi fa un gesto semplice che ricordo con grande piacere. Faceva caldo e lui tutto preoccupato per me, mi toglie il cappello, si vedeva che si preoccupava per me. Mi riempì il cuore. Abbiamo passato la giornata insieme, guardandoci il panorama della città e poi ci siamo fermati per bere qualcosa e lui in modo impacciato e goffo provò a baciarmi. Ero scioccato. Lo respinsi dicendo che ero sposato. Lessi nel suo sguardo vergogna. Mi chiese scusa. Mi fece così tenerezza, lo volevo tanto anch’io, ma non potevo. Avevo paura di me, della situazione e il senso di colpa che cresceva dentro di me solo a pensarci. Gli strinsi la mano dicendo di perdonarmi, ma io non volevo altro che un amico. I giorni successivi continuammo a sentirci, sempre di più e coglievamo ogni occasione per vederci. Non facevamo niente che parlare. Era così piacevole. Ma sentivo che quel sentimento cresceva sempre più forte dentro di me. Poi un giorno mi scrive per messaggio un semplice “ti voglio bene”, io penso di essere stato la persona più felice del mondo. Mi vergognai di rispondergli e gli mandai una canzone. Da li seguirono messaggi e canzoni, che fino a quel giorno non avevano senso, poi di colpo presero significati profondi e che potevo finalmente capire. Parlammo di tutto, dei nostri segreti e paure più profonde. Ci aprimmo a vicenda tantissimo, finché un giorno mi scrive “ti voglio bene, ma forse anche un po’ di più”. Avrei pianto dalle miriadi di sentimenti e pensieri che mi passano nel cuore e nella mente. Ero veramente confuso, ma ormai mi ero reso conto che l’amavo e per la prima volta nella vita era ricambiato. Non ero solo. E l’unica cosa che pensavo era: com’è possibile che un sentimento così forte e bello è sbagliato?! Poi dovette partire per un viaggio e ci incontrammo per salutarci. Ero sposato e non avevo comunque nessuna intenzione di far nulla. Così parlammo e prima di salutarci ci abbracciamo. Ero così felice tra le sue braccia. Poi mi guardò negli occhi, quegli occhioni che tanto sognavo e mi ritrovai il mio viso sempre più vicino al suo, mi vergognai tremendamente. Scappai letteralmente salutando di corsa.
Durante il suo viaggio di due settimane ci sentimmo tutti i giorni, ogni attimo che potevamo. Scherzavamo anche un po’ sul sesso, ma sempre per gioco. Poi tornò dalle vacanze e quella notte, per una coincidenza dovevo uscire e c’incontrammo in un ponte romano. Mi parlò del viaggio e di tutte le cose belle viste. Faceva freddo così, lui grande e grosso mi abbraccio per scaldarmi. Era così tenero ed io ero così felice, mi sentivo per la prima volta della mia vita protetto, avrei voluto che quell’abbraccio non finisse mai. Lo guardai e gli chiesi tristemente perché una cosa così bella Dio dice che è sbagliata? Io l’amore gay l’avevo sempre vista come qualcosa di volgare e carnale. Invece aveva tutto tranne che volgarità. E fu così che mi ritrovai a baciarlo. Ma non era un bacio come tutti quelli che avevo dato fino a quel giorno. Mi sentì il cuore battere all’impazzata, un desiderio che mi pervadeva tutto il corpo. Non mi era mai successo nella mia vita. Restammo ancora un po’ abbracciati su quel ponte nel buio a guardare la luna e le stelle, sopra il rumore incessante del fiume. Faceva freddo ma per la prima volta nella vita mi sentivo veramente il cuore caldo.
Tornai a casa e ripensai a lui tutta la notte e il giorno. Oddio che cosa avevo fatto. Avevo tradito mia moglie. Con un uomo. Ed è stato bellissimo. Ne parlai con lui e lui aveva i miei stessi sensi di colpa, lui non era sposato, ma era come se lo fosse. Stupidamente ci siamo convinti che forse Dio che ci dava la possibilità di amarci senza rovinare i nostri doveri da etero (che stupidità se ci ripenso). Ma in quel momento mi bastava per togliermi il senso di colpa e per stare insieme. Abbiamo continuato come amici davanti agli altri e ogni scusa era buona per rubarci un bacio o un abbraccio o anche solo una semplice carezza, finché un giorno ci ritroviamo a fare l’amore. Non era volgare come nei filmati porno era amore, era un piacere reciproco. Non riesco a togliermi dalla mente quel suo sguardo. Mi manca quello sguardo tenero da orsacchiotto. Poi dopo ci siamo addormentati io tra le sue braccia. Quell’abbraccio è stato il ricordo più bello che mi porto dentro.
Dopo quella volta ci siamo uniti ancora di più, io mi preoccupavo per lui e lui si preoccupava per me, per ogni cosa eravamo molto premurosi. Sognavamo ad occhi aperti viaggi impossibili e una vita insieme uno all’ombra dell’altro. Immaginavamo la nostra vecchiaia seduti uno affianco all’altro davanti ad un caminetto mano nella mano. Tutto questo finché un giorno succede un evento (che preferisco non parlarne) che porta lui a sentirsi in colpa. Io ero sposato. E lui come se lo fosse. Così il senso di colpa ha iniziato a crescere in noi. Avevamo capito che era sbagliato tutto quello che stavamo facendo. Così lui comincia a piangere ed io a sentirmi in colpa per tutto e qualsiasi cosa. Per mia moglie e per lui. Ero uno straccio. Volevo staccarmi ma non riuscivo. Tutto questo senza poterne parlare con nessuno e cercando di apparire allegro e solare come al solito agli occhi di tutti. Però vedevo che lui si allontanava sempre più da me. Mi dicevo che era giusto così, ma più lo vedevo allontanarsi più io morivo dentro e lo cercavo. Finchè un giorno l’ho sentii davvero lontano e gli ho chiesto se era finita, lui rispose di si, che era meglio così. Penso che il mondo intorno a me abbia smesso di far rumore in quell’istante. Gli ho detto “va bene”, in fondo era giusto così. Per una settimana non riuscii a smettere di piangere. Ero ritornato solo e con la consapevolezza che una parte di me era diversa, era gay. Così in quella settimana gli chiedo se potevamo rivederci. Volevo che almeno me lo dicesse in faccia non per telefono. Ci siamo visti ed era così. Lui adesso era sereno. Non capivo. Come era possibile. Così tornato al lavoro gli scrivo se aveva un altro. Mi dice, che non sapeva come dirmelo e gli dispiaceva, ma aveva conosciuto uno due settimane prima e che aveva confuso l’innamoramento iniziale con l’amore. In quel momento è stato come ricevere un cazzotto nello stomaco, il mondo mi è crollato sotto i piedi. Ero distrutto, mi ritrovavo ad aver perso la cosa più bella della mia vita per un altro, essere consapevole che quella parte di me tanto repressa esisteva e che mi rendeva felice veramente e il senso di colpa per ciò che ho fatto a mia moglie. Tutto questo in una vita etero finta che mi faceva sentire in prigione. In quel periodo ho cominciato a farmi domande se veramente potevo essere gay o bisessuale. La cosa mi logorava sempre più. Ho cominciato a dimagrire e a chiudermi a riccio. Vedere qualsiasi persona mi metteva a disagio. Mi vergognavo di me. Delle volte arrivavo al punto di farmi schifo. Finché accetto che quella parte di me esiste e ne parlo con mia moglie. E’ li che ho conosciuto il blog e ho parlato con Project. Mia moglie mi ha aiutato a capire pensando che fosse un periodo di depressione. Ma quando realizzò che questa parte di me esiste, ha passato un periodo di rabbia. Ma poi ha realizzato che era così. Da una parte era triste, delusa e arrabbiata, ma dall’altra si era alleggerita perché tante colpe che si dava e che pensava che in lei ci fosse qualcosa di sbagliato ora capiva che non era lei ma io, e continuava a ripetermi: se sei gay ora mi è tutto chiaro.
All’inizio pensavo che fosse solo una piccola parte di me, ma la vedevo crescere e mi facevo domande e ragionamenti e capisco tante cose che prima non capivo. Ora sono nella consapevolezza che bisessuale lo sono di sicuro, e forse gay.
Mia moglie dice che la risposta è chiara, non ho mai guardato nessuna ragazza, non l’ho mai cercata per fare l’amore. Preferisco un libro o altro a lei, mi ripete che se sono bisessuale è solo perché c’è lei. Ma c’è stata e non ho mai avuto problemi nel fare l’amore. Quindi una parte di me etero c’è. Almeno spero non voglio credere di essermi veramente nascosto dietro a mia moglie. Comunque ormai ho smesso di volermi dare un’etichetta. Ora voglio solamente ritrovare la mia serenità e vivere veramente, visto che fino ad ora mi sono lasciato trascinare da quello che era giusto per la società. So che da quel giorno ho riscoperto la masturbazione senza guardare filmati porno e tutti centrati su quel ragazzo tanto desiderato e a guardare film porno gay che mi danno soddisfazione tutto sommato. Anche se preferisco le parti con il sesso orale o quelle “romantiche” alcuni sono troppo cruenti. Orami sono passati quattro mesi da quando ci siamo salutati con quel ragazzo e ciò nonostante mi manca ancora tanto. Con mia moglie ho capito che si merita una persona che l’ami davvero e che la desideri davvero. Ho cercato di parlargli sinceramente e di starle vicino per quel che posso. E’ dura lasciarsi perché in fondo gli voglio bene ed è stata un punto fisso di tutta la mia vita. E il senso di colpa non aiuta. Ma è la cosa più giusta. Sotto consiglio del mio psicologo sono riuscito a parlare di me anche con i miei due migliori amici e con la mia famiglia. Dopo che ne ho parlato con i miei genitori ho sentito un senso di liberazione incredibile, soprattutto perché non l’hanno presa male e pensavo l’esatto opposto, avevo il terrore di perdere tutti. Anzi parlano come se l’avessero sempre saputo o sospettato. Mi sostengono, preoccupati forse anche del mio dimagrire e tristezza e solitudine che ormai mi porto dietro da mesi. Scusate se sono stato prolisso, ma riassumere una vita in poche righe risulta impossibile.


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: lunedì 17 aprile 2017, 12:47 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Ciao Tommy,
sono qui ad aggiungere un mio breve commento.
Parto col dirti che accettarsi è un passo importante, perché aiuta a non perseverare in una situazione che, per alcuni aspetti almeno, non era quella desiderata, ma devo dirti chiaramente, come d’altra parte hai sperimentato tu stesso, che la vita di un gay non è il paradiso sulla terra, che le illusioni, belle quanto si vuole, restano spesso illusioni e che poi le disillusioni piano piano insegnano e non crede troppo alla fantasia. Le difficoltà non derivano da inganni deliberati o da volontà malevole, ma dal semplice fatto che ciascuno ha un suo mondo, un suo immaginario e che la condivisione è sempre e comunque parziale. La coppia etero tradizionale, per un gay o anche per un bisex a prevalenza gay, è ovviamente la scelta meno opportuna, ma appare quella più stabilizzante perché formalizzata e con una solida approvazione sociale, ma l’alternativa alla coppia etero non è affatto detto che sia la coppia gay. I gay che sono stati destabilizzati, delusi o frustrati dalle loro esperienze sono tanti, e la loro instabilità la trasmettono nelle relazioni successive. È vero che esistono le coppie gay serie e stabili e ne conosco di eccellenti, ma è pur vero che comunque non sono la regola e che molto raramente si arriva al primo colpo a fare centro e a trovare la persona giusta. I fattori che possono essere determinanti, alla prova dei fatti, sono tantissimi, di tipo sociale, familiare, affettivo, più o meno legati alla storia individuale. C’è da chiedersi molto seriamente se abbia senso cercare un partner di coppia, e molti gay rispondono negativamente a questa domanda e alla fine, dopo iterati tentativi, preferiscono rimanere single. Personalmente ritengo che per un gay la questione di avere o meno un compagno sia anche troppo sottolineata, un po’ come una versione gay della storia di Cenerentola che non può che finire col tradizionale “e vissero sempre felici e contenti”, in realtà le cose sono molto più complicate, non c’è ragione di chiudersi a priori alla possibilità di costituire una coppia gay, ma l’occasione deve essere realistica e gli entusiasmi devono essere messi alla prova dei fatti e del tempo. In ogni caso per un gay ci sono delle cose forse più essenziali della ricerca dell’ipotetico compagno e sono le amicizie con altri gay, e parlo di amicizie e solo di amicizie, non di amicizia come anteprima di un rapporto di coppia. Anche nelle amicizie solo il tempo e la lunga frequentazione possono permettere di capire quanto solido sia un rapporto, ma qui, diversamente dai rapporti di coppia, è possibile tenere un basso profilo: amici sì, certo, ma non amici che condividono tutto, quelli non sono più amici. Le amicizie che stabilizzano sono quelle semplici, episodiche, basate sulla simpatia reciproca e su qualche valore condiviso. Parlo di amici per fare due chiacchiere, o per andare una sera a prendere una pizza senza secondi fini. Queste cose sono ritenute in genere molto banali, quasi stupide e prive di valore, se paragonate alle storie d’amore da favola, ma qualsiasi cosa reale, messa a paragone con le favole, appare banale e stucchevole, solo che le favole restano favole e credere nelle favole, dopo l’illusione, porta molto spesso alla delusione. Tutto questo tenendo presente che la spinta sociale alla costruzione di coppia etero (la famiglia tradizionale) è molto forte, mentre non solo non esiste alcuna spinta sociale alla costruzione di una coppia gay, ma la coppia gay è soggetta a molti condizionamenti esterni che la destabilizzano anche quando le premesse di una stabilità interna alla coppia ci sarebbero tutte.
Voglio dire in sostanza che è indispensabile tenere sempre i piedi ben saldi per terra. Quando un ragazzo accetta tardi la propria omosessualità, tanto più se si tratta di un ragazzo sposato, sente gli entusiasmi del neofita ed entra nella cosiddetta “fase frenetica” caratterizzata dall’idea di riguadagnare il tempo perduto e da una irrefrenabile tendenza a fidarsi, a dare credito alle parole, e inevitabilmente e credere oro tutto quello che luccica. I ragazzi gay che non hanno mai avuto problemi di accettazione in genere fanno le loro esperienze (soprattutto negative) in età adolescenziale e hanno il tempo di digerirle e di non rimanerne troppo traumatizzati, i ragazzi che arrivano ad accettare l’omosessualità tardi, come si usa dire, non sono vaccinati contro la tendenza a dare facilmente credito alle favole e possono correre oggettivamente pericoli seri di andare incontro a delusioni e a scoraggiamento, per non dire dei rischi oggettivi (e anche gravi) legati alle malattie sessualmente trasmesse. L’essere in “fase frenetica” comporta spesso l’abbassare la guardia in materia di prevenzione e la cosa non è affatto indifferente. Partirei quindi da cose di “basso profilo” senza troppi sogni e senza troppe illusioni, partirei dalle amicizie serie gay, che sono fortemente stabilizzanti, proprio perché, non coinvolgendo il sesso, comportano un investimento emotivo piuttosto basso da entrambe le parti. Aggiungo una considerazione del tutto diversa. Non mi pare che il rapporto con tua moglie stia stato una cosa banale. Lì un investimento emotivo forte c’è stato da entrambe la parti, e mi sembra che ancora adesso, nonostante la situazione, i rapporti non siano conflittuali, come quando ci si parla solo tramite gli avvocati. Ti consiglierei di parlare molto con tua moglie di tutti i passi successivi relativi alla separazione, perché un rapporto di stima reciproca potrebbe benissimo esistere anche dopo, nonostante il divaricarsi dei percorsi di vita. Tua moglie, per come la descrivi sembra una ragazza intelligente e non portata alla recriminazione, io penso che mantenere un rapporto sincero potrebbe essere utile ad entrambi, perché come puoi capire, anche per lei la situazione non è per niente facile.
Ultima osservazione: i sensi di colpa. Capiamoci bene, essere gay non è una scelta e le colpe non c’entrano affatto. C’è stato se mai l’errore di insistere non volere aprire gli occhi per tempo, ma la responsabilità in queste cose è soprattutto familiare e ambientale, perché non penso affatto che tu abbia scelto che cosa fare nelle necessarie condizioni di libertà. Ora quello che conta è trovare un nuovo equilibrio e non sarà facile, perché non lo è per nessun gay.



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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: martedì 18 aprile 2017, 7:51 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 821
Qualche considerazione ulteriore su un paio di spunti interessanti del testo la si potrebbe ben fare ma, a giudicare da quel che scrivi nella sezione "I nostri scritti", lockando per di più e senza dar facoltà di commentario ai tuoi lettori, capirai bene, spero, che alla fine non è per malizia o malevolenza che i tuoi desideri finiscono per essere esauditi. Il dialogo e le contrapposizioni sono assolutamente inevitabili in una relazione e spero proprio di non dovertene argomentare la ragione.
Si potrebbe certo argomentare sul discrimine che separi una dialettica costruttiva dall'esercizio di quel trollaggio che già gli antichi conoscevano anche troppo bene e chiamavano eristica ma su questo ti lascio volentieri la parola sempre che ti interessi prenderla.


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: martedì 18 aprile 2017, 12:24 

Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2017, 17:33
Messaggi: 12
Ciao Project, ti ringrazio dei consigli. Sicuramente avevo già letto in molti altri testi i consigli di non lasciarsi sopraffare dalla frenesia del momento e nel relazionarsi e cercarsi sopratutto amicizie gay vere. La frenesia per me non c'è stata essendo ancora molto triste, spaesato e impaurito dalla situazione in cui sono e sopratutto perchè non sono uno alla ricerca di sesso, anzi. Per le amicizie gay, ho cercato di conoscere e ho conosciuto un ragazzo giovane ma poco più grande di me con suo marito che sono state due ragazzi gentilissimi e mi hanno aiutato anche solo facendo passeggiate e chiaccherando. Ora sono partiti per lavorare all'esterno e la nostra "amicizia" continua sentendoci via mail. Non nego che cercare amici gay in zona sembra difficilissimo, mi sembra di essere l'unico in città. Cercherò di stare con i piedi perterra e sicuramente ora ho bisogno, più che di una relazione di coppia, stare solo per un pò per capirmi e ritrovare un equilibrio non facile. Penso che ci vorrà un pò di tempo. Con mia moglie, si ci siamo e ci vogliamo ancora molto bene, ci parliamo tutti i giorni e cerco di esserle sincero, ma non è facile perchè ci sono giorni che è "serena" altri in cui è arrabbiata (con ovvie ragioni) e tira fuori avvocati e leggi e la rabbia maggiore ce l'ha quando io dubito ancora sul mio essere gay al 100%. Ma parlo con sincerità quando dico che non sono sicuro. Comunque non posso non capirla, soffre e cerco di starle vicino, anche se molto spesso non so bene come comportarmi. Perchè le sue parole di rabbia feriscono anche me e non so bene come muovermi.
Più volte mi hai detto che non ha senso avere i sensi di colpa e non sono per quello che sono, ma la consapevolezza che ho rubato anni di vita a mia moglie, quello mi pesa, cerco di rimediare prendendo atto delle mie azioni, ma è un peso che devo portarmi dietro e non riesco proprio a togliermi.

Agis Ciao, perdonami ma non riesco ben a capire a cosa ti riferisci, immagino che ci sia un errore di persona. Io sono nuovo e non ho mai scritto nulla nella sezione "i nostri scritti". L'unico testo che ho inserito un paio di mesi fa era sulla sezione "mi presento" se intendi quello e non ho risposto o dato troppe spiegazioni perchè era un periodo un pò di confusione. Comunque mi reputo una persona aperta al dialogo, anzi sono qui a scrivere proprio per avere un confronto. Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: martedì 18 aprile 2017, 12:38 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 61
Ciao Tommy,
grazie per aver postato la tua esperienza: sarà d'aiuto a molti.

Ti faccio i complimenti per i passi avanti che stai facendo nel tuo percorso di accettazione. Solo un mese fa eri pieno di dubbi e ti sentivi frustrato, ora ti sei aperto verso i tuoi cari (visti i preamboli da elogio sia tua moglie che i tuoi genitori), scoprendo il vero te stesso regalandoti serenità e leggerezza d'animo.

Un po' di tempo fa, ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con te in chat ed ho percepito perspicacia accompagnata ad una profondità di sentimenti che confermo leggendo il tuo post.

Il tuo racconto è di una dolcezza non comune. Secondo me, la parola fine è ancora presto da scrivere perchè il tuo amico probabilmente sta facendo lo stesso tuo percorso necessitando di tempi più lunghi...nel caso sarà lui a cercarti.
In questo momento come dice Project, la tua priorità è di prendere confidenza col nuovo te stesso. Sono d'accordo sull'evitare di "recuperare il tempo perso" buttandoti alla ricerca di un compagno o chissà che emozioni forti.
Dal mio punto di vista se (dico se mi raccomando!) hai necessità di provare del sesso con qualcuno è cosa lecita, anche quella potrebbe essere esperienza, ma usando le dovute precauzioni e tenendo ben presente che si tratta di sesso e non amore (occhio a non illuderti...!).
Il tuo, come per qualsiasi persona che si scopre gay, è un vero percorso di crescita. Come succede agli adolescenti, le amicizie "disinteressate" di cui parla Project sono fondamentali per farti sentire compreso, per darti chiarezza attraverso il dialogo e forza perchè capisci che non sei solo.
Il mio consiglio è di vivere il tutto con naturalezza: fortunatamente hai anche i tuoi amici più stretti di vecchia data che ti comprendono e supportano perchè sanno bene chi sei.
Essere gay non vuol dire infatti ghettizzarsi e vivere in un'altro mondo parallelo, come purtroppo fanno in molti, ma il tuo mondo rimane lo stesso con un'aggiunta.

Ultima precisazione riguardo l'amore, perchè qui mi distolgo con umiltà :) dal cinismo di Project. Se sei incline ad una vita di coppia (ora non sto a sindacare che ci è stata imposta dalla società etero..) e sei consapevole dell'impegno che comporta per portarla avanti, quando incontri una persona che oltre a piacerti la vede così, l'amore arriva. In questo caso non ci sono favole che tengano perche si tratta di qualcosa di vero, indescrivibile che solo tu e chi ti sta vicino riuscite a sentire.
Ovvio: amare una persona ed essere corrisposti non è una cosa banale, nè semplice. Non succede col primo che capita (anche se...), ma se ci sono i presupposti ACCADE.
Se sei sereno, frequenti persone semplicemente per stare bene e condividere bei momenti, oltre ad avere lo stato d'animo maggiormente predisposto a qualcosa di più profondo, appari anche agli altri nel tuo modo migliore e loro lo percepiranno. Se invece ti ossessioni nel cercare qualcuno, rischi d'imbrutirti e di perderti tante altre cose belle che ti passano affianco.

Tommy sii fiducioso perchè il difficile l'hai superato. Sei una persona intelligente e profonda, che ha avuto il coraggio di chiamare le cose per quello che sono anche quando bruciava: saprai trarre dal futuro bellissimi momenti!


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: mercoledì 19 aprile 2017, 9:26 

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Grazie Marmar77 delle belle parole. Concordo su tutto e non nego che sono un romanticone, dunque un futuro di coppia, imposto o meno da mondo etero quello non lo discuto, lo desidero. Non lo cercherò, specialmente ora e ci andrò sicuramente con i piedi di piombo, ma non voglio farmi cambiare troppo dalle delusioni, più maturo si, ma quel fanciullo dentro è sempre bello mantenerlo nella vita, credo. Comunque per ora voglio solo ritrovarmi un equilibrio nella vita prima di tutto e godermi quella libertà fatta di piccole cose semplici che prima mi negavo per mie paturnie mentali o per limiti di coppia (e non parlo minimamente di sesso).
Comunque della nostra chiaccherata in chat è stato un piacere anche per me e spero di ribeccarti una sera di queste!
Per quanto riguarda l'altro ragazzo, nella vita non si sa mai, ma non credo ritornerà e forse meglio così. Se mai in una buona amicizia. Comunque nonostante la sofferenza avuta, mi porto dietro un bel ricordo e sicuramente è stata una di quelle persone che ti cambiano la vita e ti fanno crescere e ne sono felice.


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: giovedì 20 aprile 2017, 8:03 
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Tommy2017 ha scritto:

Agis Ciao, perdonami ma non riesco ben a capire a cosa ti riferisci, immagino che ci sia un errore di persona. Io sono nuovo e non ho mai scritto nulla nella sezione "i nostri scritti". L'unico testo che ho inserito un paio di mesi fa era sulla sezione "mi presento" se intendi quello e non ho risposto o dato troppe spiegazioni perchè era un periodo un pò di confusione. Comunque mi reputo una persona aperta al dialogo, anzi sono qui a scrivere proprio per avere un confronto. Grazie


Hai ragione ti chiedo scusa. Stavo parlando al nostro "mentore" project. Una causa ovviamente persa ma bisogna anche, a mio avviso, lasciare a ciascuno la libertà di uscirsene più o meno metaforicamente come meglio creda. Ci mancherebbe.
Parlavo comunque di qualche possibile spunto interessante e, senza farla troppo lunga, tu mi/ci hai scritto che, in fin dei conti, il sesso con tua moglie andava bene.
D'accordo. Ti spiace se ti chiedo che cosa tu abbia inteso esattamente con questo?
Sentiti libero di non rispondere se giudichi la domanda troppo personale.


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: giovedì 20 aprile 2017, 9:58 

Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2017, 17:33
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No figurati può essere aiuto per me e per altri, anche se non sono un tipo che amo parlare di certe cose, mi vergogno un pò. Comunque leggendo altri post, molti ragazzi (forse più consapevoli e con più accettazione di quello che erano, non lo so) parlano del sesso fatto con ragazze o mogli come qualcosa di brutto o meccanico o innaturale. A me non ha mai entusiasmato e tanto meno cercato, quello è vero, ma lo facevamo regolarmente e non la trovavo una forzatura, tanto meno non ho mai avuto problemi di erezione.
Compreso anche all'ultimo periodo che anche se non ne avevo voglia e non avevo per niente testa, quando capivo che voleva farlo e si avvicinava, l'erezione avveniva. Ovvio non c'era desiderio, ma l'erezione c'era. Quindi questo mi sembra indice di bisessualità o comunque di confusione in me.


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: giovedì 20 aprile 2017, 14:41 
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Tommy2017 ha scritto:
No figurati può essere aiuto per me e per altri, anche se non sono un tipo che amo parlare di certe cose, mi vergogno un pò. Comunque leggendo altri post, molti ragazzi (forse più consapevoli e con più accettazione di quello che erano, non lo so) parlano del sesso fatto con ragazze o mogli come qualcosa di brutto o meccanico o innaturale. A me non ha mai entusiasmato e tanto meno cercato, quello è vero, ma lo facevamo regolarmente e non la trovavo una forzatura, tanto meno non ho mai avuto problemi di erezione.
Compreso anche all'ultimo periodo che anche se non ne avevo voglia e non avevo per niente testa, quando capivo che voleva farlo e si avvicinava, l'erezione avveniva. Ovvio non c'era desiderio, ma l'erezione c'era. Quindi questo mi sembra indice di bisessualità o comunque di confusione in me.



Bene Tommy. Fermo restando che il tuo vissuto sessuale personale non ha con buona probabilità alcunché di esotico e che io , in vita mia, mi sono imbattuto, fin dalla più tenera età, in fantasie altrui assolutamente avvincenti e del tutto differenti da quelle che personalmente intrattengo, vorrei spezzare una lancia a favore di tua moglie. Se mi dici che con lei il sesso comunque c'è, a me non pare che, in tutta franchezza, questa donna tu l'ami così tanto o sia poi questo gran punto di riferimento. Se così fosse dovresti a mio avviso essere disposto anche ad affrontare qualche sacrificio, qualche rinuncia in nome del vostro rapporto. Nel matrimonio, per quanto possa sembrare poco romantico, esiste pur sempre un lato contrattuale di reciproco impegno e questo reciproco impegno, qualora lo si sia assunto con maturità, non si può negare che venga con l'estinzione di tutta una serie di libertà e di facoltà che riguardavano la nostra precedente vita da single. Nulla di male naturalmente a non ritenersi adatti ad una vita di coppia. Ma qualora liberamente la si sia scelta, scusami la franchezza, un po' bisognerebbe anche provare a reggerla. Sei molto fortunato che io non sia tuo marito perché se lo fossi, al posto di tua moglie, prima ti farei uno smagliante sorriso e poi ti romperei la testa con una padella di quelle grosse. Visto che ormai il mattarello non usa più ed i ravioli li comperate già fatti ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: 30 anni, sposato e capire di essere gay
MessaggioInviato: giovedì 20 aprile 2017, 18:11 

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Hai ragione Agis e concordo sul fatto che forse non sono molto maturo rispetto la mia età e sopratutto per la scelta fatta e che non stò portando avanti. Ho riflettuto molto sulla scelta da fare per mia moglie e di andare avanti comunque dopo averne parlato con lei su me. Proprio perchè avendo scelto di sposarmi bisogna fare dei sacrifici e il mio era sacrificare quella parte di me che in fondo manco conosco. Ma era così giusto? Alla fine non sacrificavo solo me, ma anche lei.
Mi sono reso conto che il mio amore per lei non è così forte e lei non era soddisfatta veramente. Ho sempre cercato di essere presente per mia moglie ma altalenando da periodi di felicità e bei momenti a periodi depressivi senza alcun motivo. Ho sempre vissuto una vita con la sensazione di prigionia, convinto che non avrei potuto avere di meglio essendo l'unica donna a cui tenevo davvero, senza ovviamente considerare gli uomini. Dopo aver amato quel ragazzo mi sono d'avvero reso conto che quello che provo per mia moglie non è amore e mi rendo conto che non riuscirò mai ad amare una donna quanto un'uomo (nonostante la difficoltà ancora anche solo pensarlo, fare sesso con un uomo mi fa paura, lo trovo ancora troppo sbagliato).
Tu mi parli di vita da single ma sinceramente non so manco cosa sia visto che ho conosciuto mia moglie poco più di un ragazzino. E di sacrifici se ne fanno per stare insieme così tanti anni. Dalle medie che l'ho conosciuta ad oggi (metà della mia vita) è stata l'unica persona al mio fianco e non ho mai vissuto grande libertà, conscio dei doveri da fidanzato. Mi sono dedicato a lei e allo studio poi al lavoro. Ma più passava il tempo, con l'aumento di senso di prigionia e di colpa, più avevo sempre meno voglia di vivere e non perchè non andava bene lei o no ci tenessi, ma io. Quando parlo di punto di riferimento per la mia vita è proprio per questo perchè ho sempre ragionato in due e ogni scelta la facevo con lei e appoggiandomi a lei su molte cose.
Inoltre avere dei figli con certe premesse, non mi sembrava la scelta migliore, nonostante avere dei figli era il mio desiderio più grande. Ma li avrei fatti per egoismo.
Però una cosa non concordo dici che forse non sono una persona non da coppia, su quello non concordo anzi, quello che mi manca non è affatto sesso, divertimento, libertà o cos'altro, ma una persona da amare e prendermene cura, ma con il cuore non con la mente e per il semplice senso del dovere. Ora so che sarò solo, forse per sempre, e dovrò incominciare a imparare a vivere solo e fare scelte da solo, nella speranza d'incontrare anch'io qualcuno da amare. Nel caso cercherò la felicità nei miei viaggi, nell'amore dei miei nipotini e nelle cose semplici che comunque rendono la vita felice.


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