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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO A TEMA GAY
MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2017, 22:05 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Mi occupo di omosessualità da molti anni e, tramite Progetto Gay, che è online da più di 10 anni, ho spesso l’occasione di scambiare mail con ragazzi gay di tutte le età e di parlare con loro in chat e anche di persona, tuttavia va sottolineato che una percentuale consistente delle mail che ricevo, circa il 30%, non proviene da ragazzi gay, ma da ragazzi con disturbo ossessivo compulsivo a tema gay.

Devo sottolineare che non sono né uno psichiatra né uno psicologo ma solo una persona che ha incontrato molti gay e che si occupa di gay a tempo pieno, spesso per molte ore al giorno e anche in giorni di festa. I ragazzi affetti da DOC a tema gay che mi contattano mi cercano proprio per la mia conoscenza del mondo gay perché avvertono dubbi ossessivi circa il loro orientamento sessuale e compulsioni che li spingono a mettersi alla prova per verificare il loro orientamento sessuale e desiderano quindi avere un confronto proprio su questi elementi.

Con alcuni di questi ragazzi mi sono trovato a scambiare letteralmente centinaia di mail, anche dieci nello stesso giorno, quando il DOC diveniva più aggressivo.

Non compete certamente a me parlare di diagnosi e di malattie e, ovviamente, quando i problemi diventano gravi è utile e opportuno rivolgersi a medici Bot spam, resta però il fatto che in genere, in situazioni di DOC a tema gay, è comunque utile un confronto oggettivo con persone che conoscono bene la realtà omosessuale perché permette ai ragazzi con doc di prendere atto degli aspetti deboli del pensiero ossessivo. Eviterò qualsiasi discorso di tipo generale sul doc e mi occuperò subito e specificamente del DOC a tema gay.

Parto da osservazioni di carattere statistico.

Nel vissuto di tutti (o quasi) i ragazzi con doc a tema gay esiste una passato eterosessuale libero dal doc, spesso si tratta di un passato non lineare ma comunque oggettivamente e strettamente eterosessuale. Mi spiego meglio, i ragazzi che presentano un doc a tema gay hanno vissuto le esperienze emotive, effettive e anche sessuali tipiche dei ragazzi eterosessuali, cioè sono stati attratti in modo netto dalle ragazze, si sono innamorati di ragazze, senza mai mettere in dubbio il fatto di essere eterosessuali, si sono masturbati pensando alle ragazze, molto spesso hanno avuto una ragazza con la quale hanno avuto rapporti sessuali, talvolta hanno avuto più di una ragazza e hanno avuto una vita sessuale più complessa ma sempre e soltanto etero.

Nella grande maggioranza dei casi le relazioni sessuali di questi ragazzi sono state molto forti e molto coinvolgenti ma la dimensione affettiva, in molti casi, risultava marginalizzata, il dialogo con la ragazza era considerato di secondo piano rispetto al fare sesso con lei. Talvolta e non raramente si rilevavano fenomeni di ansia da prestazione. L’assenza di dialogo con la ragazza spesso portava alla fine della relazione, seguita da senso di frustrazione.

Va sottolineato che per i ragazzi più giovani, che non hanno mai avuto esperienze sessuali, il quadro, pur essendo essenzialmente proiettivo, ripete spesso modelli simili a quello appena visto: mi innamoro della ragazza ma alla fine ho paura che lei non mi desideri e non mi capisca. In questo caso però le dinamiche sono tutte interne.

Nel vissuto di moltissimi ragazzi etero ci sono talvolta ricordi dell’infanzia o della prima adolescenza legati a giochi esplorativi a sfondo sessuale fatti con i propri compagni, ricordi che non creano in genere nessun imbarazzo e che vengono spesso del tutto archiviati proprio perché chiaramente non significativi, quando col progredire dell’adolescenza si sviluppa l’attrazione eterosessuale. I ragazzi con DOC a tema gay tendono a dare impropriamente a quei ricordi il valore di un indicatore di orientamento sessuale.

Il DOC a tema gay emerge pressoché sempre in modo improvviso e del tutto imprevisto, molto spesso perché i ragazzi, nell’uso della pornografia, si lasciano andare a guardare video a tema gay e in quella occasione hanno l’impressione di provare una qualche curiosità, un qualche interesse, o anche di andare almeno parzialmente in erezione. È frequente sentire frasi del tipo: “Se non fossi andato a vedere quel porno gay, tutto questo disastro non sarebbe successo!”

Il DOC a tema gay come tutte le forme di DOC può presentarsi a diversi livelli e le mail dei ragazzi riflettono il grado di ossessività del loro pensiero. Alcune mail sono molto articolate, trattano di parecchi temi e poi affrontano il tema del doc, altre sono nettamente monotematiche, nel senso che dall’inizio alla fine parlano solo di doc o meglio della convinzione di essere gay, altre ancora manifestano segni di panico al limite della perdita del controllo. Ma una cosa va sottolineata: i ragazzi con doc a tema gay, in pratica, non intraprendono mai esperienze omosessuali e non hanno neppure rapporti occasionali omosessuali, tutto il loro discorso prescinde comunque e sempre da rapporti reali con ragazzi reali, sia a livello sessuale che a livello affettivo.

Cerco di chiare meglio il concetto: un ragazzo gay si innamora di un ragazzo vero, di un suo amico, di un suo collega di studi, in altri termini il suo interesse sessuale si indirizza verso una persona bene identificata, si tratta quindi di un fatto, non di una mera ipotesi. Un ragazzo affetto da DOC a tema gay teme di poter eccitarsi di fronte a contenuti omosessuali, la preoccupazione riguarda solo l’aspetto tecnicamente sessuale. Si osserva il timore di reagire sessualmente con “un ragazzo” che non è mai un ragazzo concreto ma una generica persona di sesso maschile. Si tratta quindi di paure astratte, che, al massimo si possono collegare con un video gay, ma mai con una persona reale.
Nel doc a tema gay si ritrova sia il pensiero ossessivo, intrusivo, ricorrente, che la compulsione a mettersi alla prova per avere una risposta definitiva circa il proprio orientamento sessuale. Mettersi alla prova significa in pratica verificare la propria reazione sessuale (erezione parziale, erezione fissa, stimolazione eiaculatoria e masturbazione volontaria più o meno completa di fronte a contenuti sessuali gay).

Ovviamente, come è tipico del doc, il test non fornisce “mai” una risposta soddisfacente e questo porta alla ripetizione all’infinito dei test. I test tendo a riprodurre le situazioni che hanno caratterizzato le prime manifestazioni del doc. In pratica, durante la masturbazione dedicata ad una ragazza, o davanti ad un video etero, si avverte l’intrusione di contenuti disturbanti di tipo omosessuale. Sottolineo che questi contenuti non vengono concepiti come gradevoli ma come intrusivi e capaci di distruggere il piacere della sessualità eterosessuale.

Nelle mail dei ragazzi con doc a tema gay si riscontra quasi sempre un atteggiamento amoroso verso le ragazze che sono descritte con tenerezza, anche se spesso i rapporti affettivi reali con quelle ragazze sono stati problematici, nonostante l’intensità dei rapporti sessuali, in altri termini si rileva un coinvolgimento verso le ragazze ben oltre la sola sessualità elementarmente intesa, questi ragazzi cioè sentono il bisogno affettivo delle ragazze, anche se spesso faticano a costruire rapporti affettivi veramente gratificanti con le ragazze. Si tratta di problematiche tipiche della sessualità etero che però vengono interpretare sulla base di uno schema suggerito dal doc: Io non riesco a costruire un rapporto affettivo con una ragazza perché forse sono gay! Il 99% dei problemi delle coppie etero non ha nulla a che vedere con l’omosessualità e le difficoltà di certi ragazzi a creare rapporti affettivi con le ragazze non dipende affatto da una ipotetica omosessualità ma dipende con ogni probabilità dall’ossessività in sé (che si manifesta anche nei rapporti eterosessuali), che la ragazza avverte e che la spinge ad allontanarsi. Si realizza cioè un classico meccanismo di “sostituzione”, alla vera motivazione dei problemi di coppia eterosessuale si sostituisce l’idea che la motivazione sua l’omosessualità. È molto significativo che i ragazzi con doc a tema gay, tendano a non farsi domande sui loro rapporti affettivo etero insoddisfacenti e spostino l’attenzione esclusivamente su una ipotetica omosessualità.

Mi è capitato più volte di avere l’impressione che per questi ragazzi sia estremamente difficile accettare l’idea che i loro rapporti affettivi con le ragazze possano essere problematici per ragioni del tutto estranee alla omosessualità, è come se l’ipotesi gay fosse l’unica motivazione possibile della difficile relazione affettiva con le ragazze.

Mi è capitato anche spesso di pensare che questi ragazzi tendessero a dare alla sessualità priva di affettività (sia etero che gay) un significato eccessivo, come se un rapporto di coppia fosse solo la somma di due coinvolgimenti sessuali singoli, o meglio la somma di due sessualità in cui ciascuno dei due partner ritrova nell’altro la realizzazione delle proprie fantasie sessuali, senza la creazione di una unità di coppia che vada al di là del sesso.

Un’altra questione fondamentale è legata al fatto che i ragazzi affetti da doc a tema gay sono portati a ritenersi gay repressi, o gay latenti, o bisessuali. Tutto questo è significativo perché in pratica non si individuano mai come gay nel senso stretto del termine, ma come ragazzi che hanno “anche” interessi gay. Per un ragazzo gay nel senso stretto del termine il suo essere gay è un valore, un elemento caratterizzante che non entra in conflitto con nulla, se non con l’ignoranza delle famiglie e dell’ambiente sociale. Un ragazzo gay non tende in nessun caso a salvaguardare una sua più o meno ipotetica dimensione eterosessuale, semplicemente perché quella dimensione è del tutto assente. Ovviamente le categorie di gay represso, di gay latente o di bisessuale non hanno nulla a che vedere col doc.

Un gay represso è un gay a tutto gli effetti che tende a reprimere la sua omosessualità per motivi quasi sempre ambientali ed educativi, ma è un gay al 100%, può vivere la masturbazione in chiave gay col senso del peccato e della trasgressione, ma non l’avverte certo come qualcosa di estraneo e di disturbante, non la sente certo in conflitto con una ipotetica sessualità etero, che per lui non esiste. Un gay represso può arrivare anche a “voler” sperimentare la sessualità etero, sia nella masturbazione con fantasie o con video di ragazze, che addirittura con rapporti eterosessuali, ma queste cose per lui costituiscono una forzatura, assolutamente non spontanea e certamente non gratificante, è ovvio che questi tentativi forzati di sessualità etero sono della auto-imposizioni e non hanno niente a che vedere con la vera sessualità.

Un discorso a parte merita il concetto di gay latente. Per gay latente si intende un ragazzo i cui interessi omosessuali sono nascosti, ma non nel senso che sono nascosti agli altri ma ben presenti a quel ragazzo, ma nel senso che sono inconsci, cioè che quel ragazzo non ne ha alcuna consapevolezza. Un gay latente non si considera affatto gay, si sente etero a tutti gli effetti e non prende neppure in considerazione l’ipotesi di essere omosessuale. Di omosessualità latente si può parlare solo quando si esce dal periodo di latenza, che può durare anche molti anni, e si manifesta una vera omosessualità, ma si tratta di casi rari. Aggiungo che si può “sospettare” una omosessualità latente attraverso elementi sintomatici di un disagio nei rapporti eterosessuali, che possono non essere sempre e pienamente soddisfacenti. Ovviamente quegli elementi di disagio possono essere interpretati anche in modi del tutto diversi ed ha senso riferirli alla omosessualità latente solo quando, terminata la fase di latenza si è manifestata una vera omosessualità.

Per quanto riguarda la categoria del bisessuale va detto subito che un bisessuale prova sia interessi sessuali etero che interessi sessuali gay, spesso in diverso grado, con la prevalenza o della eterosessualità o della omosessualità, ma li prova entrambi e li prova entrambi come esperienze positive, nessune delle due forme di sessualità è vista dal bisessuale come elemento disturbante dell’altra e nessuna delle due è accompagnata da manifestazioni ansiose o da compulsioni.

In pratica, la totalità dei ragazzi affetti da doc a tema gay tende ad identificarsi con “un gay che non si accetta” e l’ambiguità di questo concetto favorisce questa identificazione. Un gay può avere grosse remore nel dichiararsi pubblicamente gay, perché questo fatto, data la diffusa ignoranza in materia di sessualità, può provocare reazioni sgradevoli in famiglia o nell’ambiente sociale, ma la prudenza nei comportamenti esterni non ha nulla a che fare con l’orientamento sessuale. Un gay non pubblicamente dichiarato e che non si comporta esternamente in modi che ne permettono l’identificazione come gay, è solo un gay prudente, non è affatto un gay che non si accetta, non è assolutamente un gay che lotta contro la sua identità gay. Possono esistere periodi in cui un ragazzo gay cerca di reprimere la sua sessualità per adeguarsi a quello che la società e la famiglia si aspettano la lui, e in qualche caso i gay arrivano anche a sposarsi, ma restano gay che si sono forzati ad una vita etero, non sono affatto etero, perché mantengono anche in costanza di matrimonio una masturbazione esclusivamente gay, ossia hanno rapporti sessuali con le mogli ma quando vivono la sessualità in modo libero nella masturbazione manifestano chiaramente il loro vero orientamento sessuale.

I ragazzi affetti da doc a tema gay, per quello che ho potuto vedere, non mostrano mai forme di omofobia, hanno o hanno avuto amici gay, riconoscono ai gay gli stessi diritti degli eterosessuali e hanno anche un profondo rispetto per l’omosessualità che li disturba non in quanto tale, ma soltanto in quanto elemento che si manifesta in modo intrusivo e ossessivo nella loro sessualità etero e in questo senso li condiziona, proponendo loro ossessivamente modelli di comportamento che per loro sono estranei i innaturali, non contro natura in astratto, ma contro la loro natura etero individuale.

Va sottolineato chiaramente che i ragazzi affetti da doc a tema gay hanno un’immagine del mondo gay decisamente poco realistica, che non viene dalla loro personale esperienza, perché non sono gay, ma dai mezzi di comunicazione di massa e quindi è costruita su stereotipi spesso lontanissimi dalla realtà. Provo a elencare alcuni di questi stereotipi: i gay pensano solo o soprattutto al sesso, sono sessualmente interessati a tutti gli uomini e a tutti i ragazzi, o almeno a tutti gli uomini e a tutti i ragazzi gay, i gay sono naturalmente effeminati, vestono in modo sgargiante, praticano solo sesso anale e tendono a metterlo in pratica con chiunque, i gay non amano gli sport di quadra, non hanno amici, sono malinconici, ecc. ecc..

I ragazzi affetti da doc a tema gay tendono a identificarsi come gay proprio sulla base della loro presunta conformità a questi stereotipi e quando, nel parlare con me, vengono a sapere che l’omosessualità è una cosa del tutto diversa da quella che loro hanno immaginato, provano momenti di perplessità.

Una riflessione importante va fatta sulla diversa frequenza dei casi di doc a tema gay nei vari paesi. Va tenuto presente che il DOC tende a polarizzarsi su un contenuto che sia particolarmente ansiogeno per la persona affetta dal doc. Il doc a tema gay è molto raro tra gli uomini maturi o tra gli anziani che sperimentano altri tipi di contenuti ossessivi, mentre è comune nei giovani, questo non stupisce di certo perché per i giovani la sessualità è un tema fondamentale. Si resta invece colpiti dal fatto che il doc a tema gay è diffuso soprattutto nei paesi dell’Europa meridionale (Italia e Spagna), dove l’integrazione degli omosessuali è ancora problematica, è molto meno comune in Germania, nel Nord della Francia e in Inghilterra, dove la cultura dell’integrazione è molto più diffusa (specialmente nella grandi città) ed è praticamente assente nei paesi scandinavi, dove un’educazione sessuale precoce e ben gestita permette una reale integrazione degli omosessuali che non sono più considerati come una categoria umana da guardare con diffidenza o con sospetto.

Da questo ragionamento risulta che il vero problema del doc a tema gay non è l’essere o non essere gay, perché il dubbio ossessivo sulla propria identità sessuale è sostanzialmente ispirato dagli atteggiamenti sociali intolleranti nei confronti della omosessualità, il vero problema è rappresentato dalla ossessività e della compulsività in sé.

Nel vissuto dei ragazzi che presentano il doc a tema gay compaiono molto spesso elementi ossessivi fin dall’infanzia o dalla prima adolescenza, ritualismi di vario tipo e timori immotivati. Nell’approccio con Progetto Gay i ragazzi leggono che le fantasie che accompagnano la masturbazione sono il primo indicatore dell’orientamento sessuale e siccome sperimentano nella loro masturbazione l’intrusione di elementi gay sono indotti a pensare che si tratti di veri elementi sintomatici di omosessualità.
Se è vero che le fantasie masturbatorie sono il primo indicatore dell’orientamento sessuale, non è però vero che tutti i contenuti di tipo omosessuale che possono affiorare alla mente in occasione della masturbazione, sono realmente delle fantasie masturbatorie. Bisogna tenere presente che le fantasie masturbatorie non devono essere confuse con altre due tipiche categorie di contenuti omosessuali e cioè con i pensieri astratti e con i contenuti fobico-ossessivi. Cerchiamo di caratterizzare queste categorie in modo da renderne facile l’individuazione.

1) Una fantasia sessuale è una fantasia, di norma associata all’eccitazione sessuale, cioè all’erezione, o che porterebbe all’erezione se non ci fosse un controllo razionale a reprimerla. Le fantasie sessuali sono vissute come gratificanti, sia a livello fisiologico (erezione) che a livello psicologico. Le fantasie sessuali sono indotte da situazioni concrete vissute come sessualmente coinvolgenti o dal ricordo di simili situazioni o da episodi che ne fanno riaffiorare il ricordo. Le fantasie sessuali sono coltivate dal soggetto che vi si sofferma spontaneamente e volontariamente proprio perché le vive come gratificanti.

2) Una fantasia masturbatoria è una fantasia sessuale che accompagna la masturbazione. Si tratta quindi di fantasie sessuali particolarmente eccitanti, in funzione delle quali si mantiene a lungo l’erezione durante la masturbazione. I ragazzi gay che non si accettano percepiscono nonostante tutto come gradevoli a livello sessuale, fisiologico e psicologico le loro fantasie sessuali gay, le vedono come fantasie contro le quali si “deve” resistere ma verso le quali non si prova alcuna sensazione di repulsione profonda o di rigetto spontaneo, Intendo dire che un ragazzo che non si accetta o fatica ad accettarsi non solo non sente repulsione per la sessualità gay ma ne è attratto. In un certo senso è portato a resistere “razionalmente” alla tentazione delle fantasie gay che comunque per lui hanno un’attrattiva notevole. L’affiorare della sessualità gay è vissuto come il rendersi conto di qualcosa di nuovo con cui bisogna fare i conti ma mai come una realtà repellente o disgustosa e tanto meno come una realtà estranea divenuta invasiva e pervasiva.

3) Una fantasia astratta è una rappresentazione di una situazione che “teoricamente” potrebbe comportare un coinvolgimento sessuale, cioè che per altri soggetti costituirebbe una fantasia sessuale o addirittura una fantasia masturbatoria, ma che nel caso di specie non si accompagna e nessuna forma di eccitazione sessuale. Le fantasie astratte sono la manifestazione della non repellenza verso certi contenuti sessuali, ma non costituiscono affatto indici di coinvolgimento o di orientamento sessuale. Le fantasie astratte non sono prodotte da episodi sessualmente coinvolgenti o dal loro ricordo, sono invece un parto puramente razionale e non coinvolgono la sessualità fisiologica. Capita spesso che dei ragazzi gay che non si accattano cerchino di avvalorare una loro ipotetica identità etero sulla base di fantasie astratte. Va sempre tenuto presente che le fantasie astratte, anche se riguardano situazioni potenzialmente coinvolgenti a livello sessuale, non hanno per il soggetto che le alimenta alcuna valenza sessuale concreta. È evidente che le fantasie astratte non sono vissute dal soggetto né come gratificanti né come disturbanti, possono al massimo essere tranquillizzanti ma solo a livello razionale, in genere a livello emotivo non servono a risolvere l’ansia.

4) I contenuti sessuali di tipo fobico od ossessivo sono, appunto, contenuti che si presentano in modo automatico e incontrollabile nell’ambito di situazioni o di fantasie sessuali con le quali non sono immediatamente correlati. Si tratta di contenuti che il soggetto teme, dei quali, a torto o a ragione, ha paura e che tendono a ripresentarsi in modo ossessivo e profondamente disturbante. I contenuti di tipo fobico-ossessivo non sono oggetto di fantasie sessuali, nel senso che il soggetto non ci si sofferma volutamente in cerca di una gratificazione, li vede anzi come un elemento estraneo la cui presenza tende ad invadere piano piano tutti i settori della vita affettiva e relazionale. Mentre le fantasie sessuali hanno una radice profonda nel vissuto precedente, i contenuti fobico-ossessivi emergono in modo imprevisto e tendono a stabilizzarsi creando stati di notevole sofferenza psichica. La negatività dei contenuti fobico ossessivi è spesso legata non all’esperienza individuale ma ad archetipi di tipo educativo che si sono consolidati nel tempo come pregiudizi profondamente assimilati. Va sottolineato che la negatività di tali contenuti quando il soggetto li riferisce a se stesso, non significa affatto intolleranza o rigetto di situazioni analoghe non riferire a sé. Per esempio, un ragazzo etero, apertissimo verso i gay e con amici gay, che quindi non presenta alcun tipo di omofobia o di intolleranza sociale verso i gay, può benissimo sviluppare contenuti fobico-ossessivi legati alla paura/convinzione di essere gay. Per chiarire la situazione porto due esempi:

Situazione n.1
Un ragazzo 25-enne, che ha alle spalle una storia affettiva e sessuale nettamente etero scrive: “Ho paura di essere gay perché da un po’ di tempo ho fantasie sessuali gay, mi immagino che un uomo mi prenda con la violenza ma io l’idea di potere stare con un uomo la considero proprio repellente. Forse sto reprimendo la mia omosessualità, ma quando mi fermo a pensare a una ragazza che mi piace mi torna inevitabilmente in testa l’idea che arriva uno che mi prende con la forza e non riesco più nemmeno a masturbarmi pensando a una ragazza perché l’idea di poter essere gay si sta impadronendo di me, ma io non ho mai pensato ad un uomo come a un interesse sessuale, proprio a nessun livello”.

Analisi della Situazione n.1
a) Il ragazzo teme, ha paura di essere gay.
b) Quelle che lui chiama fantasie sessuali sono in realtà contenuti fobico-ossessivi, assolutamente non gratificanti e profondamente disturbanti, vissuti come elementi estranei che invadono il campo.
c) In conclusione il quadro sembra escludere che si tratti di un gay che fatica ad accettarsi

Situazione n.2
Un ragazzo 21-enne scrive: “Sono sempre stato etero, ma è un po’ di tempo che guardo i ragazzi con un altro occhio, sta diventando quasi un’ossessione, se ci penso mi eccitano, cerco di reprimermi in tutti i modi ma certe volte non ce la faccio proprio e mi masturbo pensando a un ragazzo e dopo mi sento malissimo, perché non mi sento gay e quando penso al mio futuro lo vedo in una famiglia mia. E poi pensare alla mia vita con una ragazza mi fa stare bene, è esattamente quello che voglio”.

Analisi della Situazione n.2
a) Anche se il ragazzo parla di quasi ossessione, si tratta di vere fantasie masturbatorie contro le quali si cerca di resistere razionalmente in nome di una presunta eterosessualità.
b) L’eterosessualità è presente solo attraverso fantasie astratte come il vedersi in futuro in una famiglia o il sentirsi confortato dal pensiero astratto della vita con una ragazza.
c) In conclusione il quadro sembra indicare che si tratti di un gay che non si accetta.

Tra le cause più frequenti della presenza di contenuti fobico-ossessivi gay nella sessualità di ragazzi eterosessuali si possono citare:
a) La prevalenza della dimensione sessuale su quella affettiva nell’ambito di un rapporto etero, che rende il rapporto insoddisfacente e alimenta ansie di prestazione.
b) Il rifiuto incontrato da parte di ragazze dalle quali il ragazzo etero era fortemente attratto. Il rifiuto deprime l’autostima.
c) L’aver passato l’infanzia e l’adolescenza vivendo il disagio di essere additati come gay in modo del tutto non corrispondente ala realtà.

Sia nel caso a) che nel caso b) si insinua in modo ossessivo il sospetto che l’insuccesso possa derivare da una qualche forma di omosessualità latente in via di emersione. Il ragazzo prima di andare ad un contatto sessuale con una ragazza o prima di masturbarsi, avverte che i contenuti fobico-ossessivi sono lì in agguato e questo fatto comporta che l’esperienza sessuale sia pesantemente condizionata dall’ansia con esiti di mancata o insoddisfacente erezione e di debole partecipazione emotiva che contribuiscono a consolidare i contenuti fobico-ossessivi.

Sono anche frequenti in queste situazioni gli esperimenti sessuali. Il ragazzo si mete alla prova per valutare la risposta della sua sessualità sia in situazioni etero che in situazioni gay analoghe, prova per esempio a masturbarsi con fantasie analoghe sia in campo gay che in campo etero. Dato che non si tratta di vera sessualità perché manca la spontaneità che è l’elemento portante della sessualità, questi esperimenti sono anch’essi deludenti e preludono talvolta a un vero e proprio rifiuto della sessualità sia gay che etero. In situazioni del genere è controproducente spingere il ragazzo ad andare a fondo nella ricerca dei perché. Accade molto spesso che la sessualità sia il bersaglio e non la causa dei contenuti fobico-ossessivi.

Se i disturbi fobico ossessivi sono reattivi cioè sono nati per reazione a situazioni molto ansiogene e stressanti, essi spariranno al venir meno della causa che li ha prodotti. Esempi classici sono quelli dei ragazzi che hanno disturbi di questo genere quando vivono in famiglia e che li superano quando si trovano per esempio in un pensionato universitario. Spesso le cause vanno ricercate in territori non collegati alla sessualità: perdita del lavoro, paura di perdere la propria ragazza, difficili relazioni familiari.

Come in molte situazioni di disagio psicologico è consigliabile favorire la socializzazione da parte dei ragazzi, in modo da lasciare il minore spazio possibile al pensiero ossessivo così che non sia percepito come condizionante rispetto all’intera sfera relazionale. In buona sostanza il modo di affrontare i contenuti fobico-ossessivi può essere sintetizzato in un esempio: molti hanno paura dei fantasmi e per questo non escono di casa, i fantasmi non esistono, ma la paura dei fantasmi può essere paralizzante. Come si cura il timore ossessivo dei fantasmi? La risposta è una sola: “Prendendo atto che i fantasmi non esistono!” Riportando il ragionamento all’idea ossessiva di poter essere gay da parte dei ragazzi etero, come è possibile superarla? C’è una sola via percorribile e cioè rendersi conto che non si tratta di fantasie sessuali segno di omosessualità ma proprio di disturbi ossessivi in cui l’omosessualità è presente non come tale, ma come paura della omosessualità. E dove l’omosessualità non c’è in termini oggettivi non ha alcun senso averne paura.
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