Chi sono io?

L'accettazione dell'identità gay, capire di essere gay
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Leon
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Messaggioda Leon » lunedì 18 giugno 2018, 19:30

Banale ma e quello che mi chiedo sono Gay alle volte vorrei poter dire si ,ma poi le parole di mia madre mio padre della famiglia intera amici la societa che ci circonda dicono NO GAY E MALE GAY E SBAGLIATO, e a guardarli quelli effemminati che sul serio quel modo di porsi almeno a me da sui nervi , sono stereotipi in cui io non mi identifico. )ma vedere tante coppie felici e tu ti ritrovi solo e fai finta di non vedere anche se soffri come un cane e vorresti gridare al mondo chi sei, e non puoi perche loro hanno ragione e tu torto , e quello che mi ripeto tutti i santi giorni perche appena 2 persone si tengono per mano la gente ride i sorrisi e le parole di approvazzione sono una bugia i linciaggi le violenze ,non verrano mai accettati dalla societa il mondo va avanti da millenni grazie a maschi e femmine ,non ce vita che continua in quei rapporti E MALE , se un gay muore dicono se le cercata con la vita che faceva , se il 90 percento della societa e cosi e loro sono solo il 10 non capiscono stanno male sono malati, non ci si nasce si diventa ,e tu pensi ok lo dicono i tuoi la chiesa ti e stato insegnato e cosi e anche un dato di fatto visto che e cosi da secoli, ma poi un giorno ti ritrovi adulto e non sai perche capisci che in te ce qualcosa di rotto come le persone che tutti ti dicono di evitare a morte , e quel punto che fai?. negli ultimi 3 anni ho mollato un po i freni e un continuo tira e molla e mi ritrovo vergine per scelta ,le sole ragazze che ho conosciuto e che mi piacevano non mi ricambiavano, non ho mai dato nemmeno il primo bacio ,ogni volta che mi masturbavo con pornografia gay corro in chiesa elimino i siti e cerco di dimenticare per mesi interi tutto tace come ora ,non vuoi cadere sai che e male ma alla fine vorresti solo che qualcuno ti desse solo un po d afetto non so di sentirsi amato desiderato coccolato, e ti perdi nei sogni .ecco questo sono io UN MOSTRO un essere schifoso un maledetto che non si puo accettare perche e male . e non so potrei essere folle abbastanza da crearmi una mia famiglia e rimuovere dentro di me questa pazzia anche se nel mio cuore ce gia quacuno .a cui non ho mai detto cosa provo

Alyosha
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Re: Chi sono io?

Messaggioda Alyosha » lunedì 18 giugno 2018, 21:00

Sono bellissime parole, ti consiglierei di rileggerle aggiustare un attimino la punteggiatura e dare qualche spazio. Ti accorgeresti di aver scritto davvero un bel testo, molto carico di emozioni, di moti interiori, nostalgico, maliconico, ma non disperato. Questo almeno è quello che arriva a me. Un po' di sconforto può capitare a tutti, ma riprendi fiato un attimo e vedrai che dietro quei ripensamenti, rinunce, fatiche delusioni ci sei tu. Non una coscienza alienata, ma la verità di ciò che sei. Devi fare solo lo sforzo di riconoscerti dentro quelle scelte, quelle rinunce, quei sensi di colpa e quella passione. Farlo di permetterà di riappropriarti di te stesso.
D'accordo l'omosessualità, i dubbi sui proprio desideri, i sensi di colpa, la religione e tutto quanto, ma il mondo è in buona parte come noi lo vediamo e la nostra capacità di anticipare la realtà in qualche modo la crea e gli da forma. Detto in modo più semplice certi pregiudizi sono prima dentro di te e poi anche fuori, rimuovi i limiti interiori e scoprirai dietro la coltre di un mondo annebbiato te stesso.
Il resto dei discorsi che fai hanno solo bisogno di riposare un pochetto dentro di te, la società non ci è così ostile come credi. Non se la sai domare.

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Leon
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Re: Chi sono io?

Messaggioda Leon » lunedì 18 giugno 2018, 22:53

Vorrei tanto che fosse cosi , ma il non potersi tenere per mano e non poter amare chi voglio fa veramente male , e il non avere paura di quello che ce dopo la morte o delle reazioni altrui . be non se la sai dominare sarebbe?

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Re: Chi sono io?

Messaggioda progettogayforum » martedì 19 giugno 2018, 2:45

Caro Leon,
nelle cose che scrivi un po' mi ci rivedo, anche se era un'altra epoca i problemi erano sostanzialmente gli stessi. Tu metti il discorso in termini di bene e male, ma in nome del bene si sono messe al rogo le streghe e gli eretici. Ora quelle cose sembrano mostruose perfino alla alla stessa chiesa che emetteva le condanne a morte in nome di Dio dimenticandosi che Gesù è stato condannato a morte per ragioni di opportunità politica. Il bene e il male non sono monopolio di nessuno e solo la nostra coscienza ci può dire che cosa è bene e che cosa è male. In alcuni paesi, ancora oggi si mettono a morte i gay impiccandoli in piazza in nome di un precetto religioso ma una cosa del genere è la negazione più radicale del più elementare rispetto del prossimo. Se qualcuno pensa che essere gay sia sbagliato, cattivo, ecc. ecc., possiamo solo darci da fare, nel nostro piccolo perché apra gli occhi e cominci a ragionare col proprio cervello e secondo la propria coscienza. In questi giorni il papa ha sottolineato che la vera famiglia è quella costituita d un uomo e una donna, lui è il papa e deve fare il suo mestiere, ma chi, come me, in mezzo ai gay ci vive e di gay sigle e di coppie gay ne vede tante può solo testimoniare quello che ha visto. Io, vivendo in questa massa di individui sbagliati, di perversi, di errori di natura ho trovato tanta dignità e purtroppo anche tanta sofferenza, perché i gay, ancora oggi devono soffrire per l'ignoranza e per i pregiudizi altrui. Ma il mondo cambierà, noi non lo vedremo, ma cambierà.

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Leon
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Re: Chi sono io?

Messaggioda Leon » venerdì 22 giugno 2018, 14:22

Se lo dici tu , io non credo che cambiera mai anzi al contrario , basta guardarsi in torno per capirlo . ormai siamo nel 21 secolo e vero ma si ragiona sempre come nel medio evo , oggi e la maggioranza che vince , e fino ad allora saremo definiti scarti o da evitare e questo mi fa paura, non mi va di non poter evolvere solo perche non sono come gli altri, perche se mai si sapesse non potrei nemmeno lavorare , con tutti che ti guardano storto.

Alyosha
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Re: Chi sono io?

Messaggioda Alyosha » venerdì 22 giugno 2018, 16:35

Carissimo Leon è bene però mettersi d'accordo su alcune cose. La prima è che senza dubbio questa posizione in cui ti sei messo adesso è già diversa da quella che nel frattempo racconti. Intendo dire che il fatto stesso di poter parlare con altri gay dei tuoi problemi mette in una luce diversa quegli stessi problemi. I processi di accettazione sono già attivi mentre si parla della propria difficoltà ad accettarsi. Il percorso di accettazione è molto individuale. Ha certamente a che fare con l'ambiente esterno, ma dipende interamente da noi. Non è importante la quota di discriminazione esterna, ma quella che abbiamo interiorizzato. In questo senso per quanto non condivida affatto le tue visioni pessimistiche sull'omosessualità è importante che tu ti sbarazzi di quelle visioni. Poi magari continuerai a vivere in un mondo omofobo che ti metterà in carcere appena ti dichiari, ma nel frattempo sarai comunque libero, schiavo ed in catene per quanto tu possa essere.
Molti divieti sono tuoi ed è su quelli che dovresti lavorare. Anche la religione per carità ti limita, ma se si dovessero seguire tutti i precetti religioni, probabilmente nessuno si sposerebbe più. Questo solo per dire che una volta che hai identificato tu cosa è giusto e fa stare bene te, troverai i tuoi compromessi, come hanno fatto milioni di altre persone. In questo senso usavo la parola "domare", certe paure, resistenze, non vanno schiacciate, ma domate per l'appunto. Per domarle bisogna guardarsele bene, capirle, e poi muoverle in modo che non ci facciano del male.

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Niko
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Re: Chi sono io?

Messaggioda Niko » venerdì 22 giugno 2018, 18:49

Caro Leon,
dicono che il primo nemico di un gay sia il gay stesso, e credo che questa affermazione possa già far riflettere su alcuni punti su cui vorrei porre l'attenzione.
Partiamo innanzitutto da te, dalla tua individualità, dal tuo essere al di fuori della società, quindi lasciamo l'aspetto religioso e socio-culturale da parte innanzitutto.
Il percorso di accettazione deve incominciare innanzitutto da dentro di te, e il fatto che tu stia in questo sito e che non reprima più tutto come facevi in passato (il fatto che cancellassi la cronologia della navigazione in internet) è giù un grande passo che tu stai facendo, che dimostra che tu stesso vuoi accettarti, anche se ancora non sei del tutto pronto.
Parto da un dato di fatto: noi non possiamo andare contro noi stessi, ci faremmo solamente del male, perché credimi fa più male reprimere ciò che siamo piuttosto che farlo nostro. Aprire gli occhi non è facile, ma tenerli chiusi e barcollare nel buio credo che sia ancora peggio.
Noi siamo entità uniche e irripetibili, esseri complessi, dotati di una propria fisicità, di sentimenti, di gusti, e soprattutto non siamo fatti per la solitudine.
Tutti noi siamo esseri speciali sotto questo cielo, nella nostra individualità e naturalezza, che ci porta inevitabilmente a provare attrazione verso un'altra persona, ad amare e ad essere amati. Ora, non c'è nulla che faccia più male dell'auto-castrazione ed auto-evirazione di noi stessi, della negazione della nostra individualità e della abnegazione del nostro essere.
In poche parole: TU NON SEI UN MOSTRO, METTITELO BENE IN TESTA.
La persona che ha scritto questa frase non sei veramente tu, è una persona fortemente condizionata dal tessuto sociale in cui è immersa, che ora devi solo dimenticare e concentrarti solo su di te e basta.
Quello contro cui stai combattendo non è un problema reale, è un problema che è tale in quanto la tua mente lo percepisce così.
Leon ha scritto:alla fine vorresti solo che qualcuno ti desse solo un po d afetto non so di sentirsi amato desiderato coccolato, e ti perdi nei sogni .

Questo sei tu, questa è la parte più tenera, naturale, istintiva del tuo animo che NON PUOI PERCEPIRE COME SBAGLIATA O DEVIANTE, che in natura non esiste nulla che devii dalla norma, dato che la norma non è qualcosa di naturale ma qualcosa di imposto da schemi socio-culturali all'insegna di una etero-normatività potenzialmente incoerente con la composita realtà dell'esistenza umana.
Liberati dei fantasmi nella tua mente, metti un freno al critico interiore dentro di te e comincia ad ascoltare il tuo istinto e le tue pulsioni emotive e sessuali, che l'istinto non sbaglia mai e non c'è nulla di sbagliato.
Incomincia a sognare, sogna, fatti film mentali, creati mentalmente la realtà che piace a te, immagina di stare con una persona che possa darti quell'affetto di cui hai bisogno e lasciati cullare da questi pensieri.

Ora, in quanto al contesto familiare/sociale:
dato che non sei obbligato a fare coming out con nessuno, io tralascerei questo aspetto per il momento, e magari quando avrai raggiunto più sicurezza in te stesso possiamo riaprirne il discorso.
Per quanto ancora persistano certi pregiudizi, la società sta cambiando, che uno ci creda o no.
L'omosessualità non è più un tabù, esistono le unioni civili, la legge contro l'omofobia, in Europa si parla di matrimonio gay e di adozioni, nei programmi di Maria de Filippi che vengono trasmessi il pomeriggio o la sera si accendono i riflettori su una realtà che non è per nulla distante da quella eterosessuale, e che pertanto viene trattata allo stesso modo senza filtri.
Dichiararsi gay al giorno d'oggi fa più scoop che scandalo.
Gli amici, se sono veri, capiranno e non punteranno il dito contro di te.
Con la famiglia il discorso è più complesso, sii consapevole però che la tua vera famiglia sarà quella che ti costruirai in futuro, magari con un altro ragazzo, che i nostri genitori purtroppo non sono immortali...
Riguardo al discorso della religione:
magari la mia voce in capitolo non varrà nulla in questo ambito, io però credo che Dio non voglia che noi andiamo contro la natura che lui ha prescritto per noi, perché se è vero che siamo tutti figli di Dio, allora lui sarà comprensivo nei nostri confronti, capirà il nostro dolore e il nostro desiderio di amare.
Perché fin quando si rende felice qualcuno e lo si ama veramente io non ci vedo nulla di male, se la cosa è consenziente e voluta da entrambi e rende felici allora perché dovremmo essere condannati? Perché non procreiamo? Se per questo ci sono tante persone che purtroppo non possono avere figli, perché sterili o perché portatori di handicap.
Siamo piuttosto grati al Signore di essere vivi.

Aggiungo un'ultima riflessione prima di lasciarti.
Nella riflessione pietistica tedesca e in opere del Classicismo tedesco, il cuore ha piena centralità all'interno dell'individuo: è difatti il mezzo attraverso cui gli dei parlano all'uomo, la culla non sono dell' Empfindsamkeit (il sentimento), ma anche della ragione, e in questa dimensione ragione e sentimento seguono la stessa direzione, perché del resto, il cuore ha delle ragioni che la ragione non è in grado di comprendere. ;)


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